PROCEDIMENTO

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L'avviso di avvio del procedimento di controllo dei titoli e autorizzazioni paesaggistiche

Non occorre un autonomo avviso di avvio del procedimento di controllo del nulla osta paesaggistico, che ha il suo equipollente nella comunicazione fatta dal Comune agli interessati, volta a renderli edotti che l’autorizzazione non è definitiva, essendo stata inviata alla Soprintendenza.

Discrezionalità della P.A. nel governo del paesaggio

Ogni trasformazione del territorio implica, a cura dell’Autorità preposta alla tutela del vincolo paesaggistico, un giudizio di compatibilità del nuovo assetto con i valori che esso intende proteggere e mantenere: non basta asserire che una ulteriore trasformazione sarebbe migliorativa o poco impattante, poiché spetta alla P.A. preposta verificarne se, come e in qual misura le ulteriori opere vadano ad incidere sugli interessi pubblici coinvolti, dovendosi evitare ogni deturpazione ulteriore.

Diritto di accesso alle pratiche di rilascio di concessioni demaniali

E' legittimo il diniego di accesso alle pratiche di rilascio di concessioni demaniali non ancora concluse, poiché solo all’esito della definizione del procedimento, e quando l’esito sarà conoscibile in quanto pubblico, potrà configurarsi in termini concreti la sussistenza in capo all’istante di una situazione legittimante, allo stato solo ipotetica, in quanto condizionata dalla conclusione dei rispettivi procedimenti attivati con le istanze di rilascio di concessione demaniale.

Necessità o meno della comunicazione di avvio del procedimento nella concessione di beni demaniali

È legittima la disdetta dalla concessione demaniale non preceduta dalla comunicazione di avvio del procedimento se l'amministrazione non poteva che adottare un atto di tale contenuto, dovendosi necessariamente attenere al rispetto delle prescrizioni contenute nell'atto di pianificazione.

Discrezionalità della P.A. nella concessione di beni appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile

La concessione dei beni appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile di un ente pubblico si configura come un’attività discrezionale e non certamente vincolata e, a tal fine, è in via generale necessaria una procedura comparativa, perlomeno nelle ipotesi in cui, attraverso la concessione, si fornisce un’occasione di guadagno a soggetti operanti sul mercato.

Discrezionalità della P.A. nella classificazione delle strade

L'art. 2, co. 5, d. lgs. 285/1992 distingue le varie strade in statali, regionali, provinciali e comunali sotto il profilo funzionale, stabilendo in sintesi che appartenga ad una di dette categorie la strada che serve ad un dato scopo; diversamente, la classificazione in autostrade, extraurbane principali e secondarie, urbane di scorrimento o di quartiere e locale si basa non in dipendenza dalla funzione svolta, ma sulla base dei caratteri oggettivi dell'opera.

Comunicazione di avvio del procedimento relativo ad interventi sulla circolazione stradale

I provvedimenti che disciplinano la circolazione stradale sono riconducibili alla categoria degli atti amministrativi generali, perché si rivolgono ad una pluralità di destinatari non determinabili al momento di emanazione degli atti, ma solo al tempo della loro applicazione: pertanto, sono sottratte alle garanzie partecipative della legge n. 241/1990, ai sensi dell'art. 13 della medesima e all'obbligo della comunicazione di avvio del procedimento.

Discrezionalità amministrativa regionale nell’approvazione del piano cave

La predisposizione e l’approvazione del Piano cave costituiscono evidente espressione di potestà pianificatoria, ed il provvedimento finale è certamente qualificabile come atto di natura generale a fronte del quale il privato non può avere alcuna pretesa giuridicamente tutelata circa l’inserimento di aree di proprio interesse negli ambiti estrattivi.

Il potere del Comune di limitare o escludere l'applicazione del Piano casa

Il potere di limitare o escludere l'applicazione del Piano casa riconosciuto ai Comuni dalle varie leggi regionali è connotato da ampi profili di discrezionalità Il potere di limitare o escludere l'applicazione del Piano casa riconosciuto ai Comuni dalle varie leggi regionali è connotato da ampi profili di discrezionalità tecnica e amministrativa, per cui il sindacato dell’organo giurisdizionale resta confinato alle ipotesi di determinazioni palesemente illogiche o connotate da profili di palese

Discrezionalità della p.a. nella scelta dei beni da espropriare per opere pubbliche

L'individuazione delle modalità di realizzazione di un'opera pubblica o delle relative aree costituisce una scelta tecnico-discrezionale di stretto merito dell'Amministrazione, rispetto alle quali le posizioni dei privati sono necessariamente recessive. Per loro natura quindi tali determinazioni possono essere sindacate nel merito solo per palesi errori di fatto, abnormità e irrazionalità delle stesse.

Discrezionalità tecnica della p.a. nella scelta di come e perchè realizzare un'opera pubblica

Nei procedimenti preordinati all'approvazione del progetto di un’opera pubblica, le valutazioni di idoneità tecnica e gli apprezzamenti circa l'opportunità di una determinata soluzione in luogo di un'altra non devono necessariamente risultare dalla motivazione dei provvedimenti finali, essendo essi insiti negli atti progettuali e nelle determinazioni assunte nel corso della sequela procedimentale.

La realizzazione di un'opera pubblica: motivazioni sottese all'intervento

Le valutazioni sottese alla dichiarazione di somma urgenza dei lavori (artt. 146 e 147 D.P.R. 554/1999) appartengono alla sfera discrezionale della P.A. non necessitano di apposita motivazione e sono censurabili esclusivamente sotto i profili della palese irragionevolezza o del travisamento dei presupposti fattuali.

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