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Subordinazione del rilascio del titolo abilitativo edilizio in sanatoria al parere favorevole della P.A.

Il parere previsto dall'art. 32 legge 47/1985 ha natura e funzioni identiche alla autorizzazione paesaggistica: costituiscono presupposto essenziale per l’assentimento del titolo a legittimazione della trasformazione urbanistico edilizia della zona protetta.

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titolo:IL CODICE DEGLI ABUSI EDILIZI
anno:2017
pagine: 5843 in formato A4, equivalenti a 9933 pagine in formato libro
formato: pdf  
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TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> ESISTENZA DI VINCOLI --> PARERE FAVOREVOLE DELLA P.A.

Ai fini dell'accoglibilità della istanza di condono ai sensi del d.l. n. 369/2003, con preclusione "in radice" al rilascio del chiesto permesso in sanatoria, è irrilevante l'espressione di un eventuale parere favorevole da parte dell'Autorità preposta al vincolo.

Il condono edilizio disciplinato dalla l. n. 47 del 1985 e dalla l. n. 724 del 1994 - a differenza dell'ultimo condono disciplinato dalla l. n. 326 del 2003 - non è espressamente precluso in caso di abusi edilizi commessi in aree sottoposte a vincolo paesaggistico, ma richiede, per la conclusione favorevole della procedura, il parere conforme dell'autorità preposta alla gestione del vincolo, ai sensi dell'art. 32, l. n. 47 del 1985.

Il parere regionale, acquisito ai sensi dell'art. 32 della L. n. 47/1985 e concernente la procedura per il rilascio del condono edilizio non può sostituire e comprendere in sé, per quanto riguarda i vincoli ambientali di cui alle leggi n.1497/39 e n. 431/85, anche il nulla osta dell'ente parco.

Il parere dell'Amministrazione preposta alla tutela del vinco... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...anza di condono ha natura giuridica di condizione ostativa e di presupposto indefettibile per la concessione edilizia in sanatoria e comporta la verifica della compatibilità dell'intervento con gli interessi paesaggistici e ambientali dell'area sottoposta a tutela.

In tema di condono, la valutazione della Commissione comunale per il paesaggio ed edilizia costituisce atto endoprocedimentale rispetto al parere previsto dall'articolo 32 della legge n. 47 del 1985; parere che deve seguire il procedimento previsto per il rilascio dell'autorizzazione paesaggistica.

Il Comune, responsabile del procedimento di condono nel suo complesso e dell'adozione delle definitive determinazioni, deve richiedere il parere preventivo, obbligatorio e vincolante, all'Ente Parco, istituito con D.P.R. 5 giugno 1995 e competente, ai sensi dell'art. 13 della legge n. 394/1991, a verificare la conformità dell'intervento con le disposizioni del Piano o comunque con le misure di salvaguardia in ogni caso deliberate dall'Ente.

Nel procedimento di condono edilizio il parere dell'autorità preposta alla tutela del vincolo ha natura e funzioni identiche all'autorizzazione paesaggistica per essere entrambi gli atti il presupposto legittimante la tras... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...urbanistico - edilizia della zona protetta, sicché resta fermo il potere ministeriale di annullamento del parere favorevole alla sanatoria di un manufatto realizzato in zona vincolata, in quanto strumento affidato dall'ordinamento allo Stato come estrema difesa del paesaggio.

Il rilascio del titolo edilizio in sanatoria per opere realizzate su aree sottoposte a vincolo di inedificabilità assoluta è subordinato al parere favorevole dell'autorità preposta alla tutela del vincolo.

In sede di sanatoria di abuso edilizio commesso in area vincolata, il parere dell'autorità preposta alla tutela del vincolo è vincolante ed assume valore dirimente impedendo il rilascio del provvedimento di condono edilizio e rendendo impossibile la sanatoria dell'opera essendo esclusa ogni autonoma valutazione da parte del comune.

In via generale, il giudizio reso dall'Amministrazione preposta a pronunciarsi sulla compatibilità paesaggistica o meno di opere abusive ai sensi dell'art. 32 della legge n. 47/1985, costituisce una valutazione tecnico-discrezionale di pertinenza dell'Amministrazione stessa che può essere messa in discussione solo se scarsamente o per nulla motivata oppure affetta da vizi di log... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...;.

La concessione in sanatoria per opere eseguite su aree sottoposte a vincolo può essere rilasciata unicamente in caso di ottenimento di parere favorevole dell'amministrazione preposta alla tutela del vincolo stesso.

In sede di rilascio del condono edilizio in sanatoria per opere ricadenti in zone vincolate, l'obbligo di acquisire il parere della competente autorità preposta alla tutela del vincolo sussiste in relazione al vincolo esistente al momento in cui deve essere valutata la domanda di condono, a prescindere dall'epoca della sua introduzione.

L'obbligo di pronuncia dell'Autorità preposta alla tutela del vincolo paesaggistico, per il rilascio delle concessioni in sanatoria, sussiste in relazione all'esistenza del vincolo al momento in cui si deve valutare la domanda di sanatoria, a prescindere dall'epoca in cui il vincolo stesso è stato introdotto: ciò, in quanto tale valutazione corrisponde all'esigenza di vagliare l'attuale compatibilità dei manufatti abusivi con il suddetto vincolo.

Il rilascio di un titolo abilitativo edilizio in sanatoria per opere eseguite su immobili sottoposti a vincolo è subordinato al parere favorevole dell'amministrazione preposta alla t... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... stesso ed il parere va acquisito a prescindere dall'anteriorità dell'opera rispetto al vincolo.

L'Amministrazione preposta alla tutela di un'area vincolata può condizionare le modalità di esecuzione di opere edilizie in sede di autorizzazione preventiva, mentre si esclude tale facoltà allorché si tratti di esprimere un parere sulla sanabilità delle opere edilizie già realizzate, trattandosi di attività di edificazione già esaurita.

La funzione di regolarizzazione degli abusi edilizi propria della legislazione di sanatoria trova un limite in relazione a manufatti realizzati in zona vincolata, per i quali la sanatoria è ammissibile solo in presenza di parere favorevole dell'autorità preposta al vincolo, poiché l'interesse privato alla regolarizzazione edilizia è sicuramente recessivo rispetto alla salvaguardia dei valori paesaggistici e ambientali aventi un preciso ancoraggio costituzionale (art. 9 Cost.), sicché non può certamente parlarsi di prevalenza, in dette ipotesi, della logica di massima regolarizzazione possibile.

La disposizione di cui all'art. 32 della l. n. 47 del 1985, che riguarda qualunque vincolo derivante dalla sot... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... dell'area alla tutela di interessi generali, non si esplica, a differenza di quella di cui all'art. 33 con il divieto generalizzato di edificazione, ma si esercita col subordinare la sanatoria al parere (che tiene luogo dell'autorizzazione preventiva) dell'autorità preposta alla cura dell'interesse generale di volta in volta considerato, la quale valuta se l'opera di cui le viene sottoposto il progetto contrasti o meno con quell'interesse e prescinde a differenza dell'ipotesi dell'art. 33, dal fatto che il vincolo sia stato imposto prima o dopo l'esecuzione dell'opera abusiva.

Nel caso in cui un'opera abusiva sia stata realizzata su area sottoposta a vincolo, il rilascio della sanatoria è subordinato all'emissione di parere favorevole dell'autorità preposta alla tutela del vincolo e il termine per la formazione del silenzio – assenso decorre dalla data in cui detta autorità comunica il proprio parere.

La normativa in materia di condono (d.l. n. 269 del 2003, convertito dalla legge n. 326 del 2003) attribuisce specificamente all'Amministrazione comunale il potere di valutare la compatibilità urbanistica in ordine alla richiesta di permesso di costruire in sanatoria, rispetto al quale il parere favorevole dell... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...denza costituisce un mero presupposto e non assorbe la valutazione dell'Ente locale.

Quanto alla motivazione del provvedimento della Soprintendenza in ipotesi di vincolo successivo alla realizzazione delle opere abusive, deve ritenersi che il parere negativo al rilascio della sanatoria non sia un atto vincolato, da adottarsi in via automatica solo per effetto dell'esistenza del vincolo di inedificabilità, dovendo la Soprintendenza svolgere i necessari accertamenti in concreto per valutare la compatibilità del manufatto con il provvedimento di vincolo.

In caso di vincolo sopravvenuto rispetto alla realizzazione delle opere, l'accertamento della Soprintendenza deve essere concreto ed approfondito e nella motivazione dell'atto devono essere puntualmente indicate le ragioni per le quali la conservazione dell'intervento (conseguente al rilascio della sanatoria) sia incompatibile con i valori tutelati.

L'affermazione della condivisibilità di quanto affermato in sede di conferenza di servizi costituisce una motivazione adeguata per il diniego di condono in area vincolata; un obbligo più pregnante di motivazione è invece necessario nel caso di mancata condivisione delle precedenti valutazioni.

... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...cedure di condono pendenti al 31.12.2009 il parere dell'Autorità preposta alla tutela del vincolo paesaggistico va reso secondo la disciplina «a regime» dell'autorizzazione paesaggistica, e quindi ai sensi dell'art. 146 D. Lgs. 42/2004 e non dell'art. 159 D. Lgs. cit., con conseguente scomparsa del potere successivo di annullamento ministeriale e necessità di acquisire il parere della Soprintendenza.

Il parere dell'autorità preposta alla tutela del vincolo paesaggistico da rendere all'interno del procedimento di condono ai sensi dell'art. 32 legge 47/1985 ha natura e funzioni identiche all'autorizzazione paesaggistica per essere entrambi gli atti il presupposto legittimante la trasformazione urbanistico-edilizia della zona protetta.

La subordinazione del rilascio del titolo abilitativo edilizio in sanatoria, per le opere eseguite su immobili sottoposti a vincolo paesaggistico, al parere favorevole della P.A. preposta alla tutela del vincolo stesso, di cui all'art. 32 legge 47/1985, ha implicato un rinvio «mobile» alla disciplina del procedimento di gestione del vincolo paesaggistico, costituente una fase procedimentale indispensabile per la positiva conclusione del procedimento di condono.

... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...isa l'incompatibilità della disciplina dell'art. 146 D. Lgs. 42/2004 con l'istituto del condono edilizio.

Il parere previsto dall'art. 32 legge 47/1985 ha natura e funzioni identiche alla autorizzazione paesaggistica, in quanto entrambi gli atti costituiscono il presupposto per l'assentimento del titolo che legittima la trasformazione urbanistico edilizia della zona protetta; con la conseguenza che anche in tale caso è applicabile il potere ministeriale di annullamento del provvedimento e lo'bbligo di una congrua motivazione.

Il parere reso dal Ministero per i beni e le attività culturali deve concernere l'ammissibilità (o meno) a condono di un intervento abusivamente realizzato e non già imporre prescrizioni e/o condizioni per l'emanazione di un parere favorevole.

Qualora i provvedimenti del Parco siano richiesti nell'ambito di un procedimento di condono edilizio, la norma da assumere a riferimento è costituita dall'art. 32 delle legge n. 47 del 1985, che prevede specifici termini procedimentali e un dispositivo di silenzio rifiuto, non l'art. 13 della legge n. 394 del 1991 che contempla un'ipotesi di nulla osta preventivo da richiedere prima che sia stata realizzata qualsiasi costruzione ed ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...applicabile in caso di procedura di sanatoria.

Valutare complessivamente anche le altre opere prive della autorizzazione preventiva rientra nel potere della Soprintendenza: il giudizio, infatti, sulla compatibilità di dette opere con la tutela vincolistica deve avere, per sua natura, valenza globale, considerando tutte le attività realizzate senza autorizzazione della Soprintendenza.

Deve ritenersi senz'altro adeguata e giustificata dalle circostanze di fato accadute la motivazione della Soprintendenza che nega la condonabilità di opere abusive in quanto hanno apportato sensibili mutamenti nelle strutture originarie dell'edificio.

In caso di istanza di sanatoria edilizia per opere abusive realizzate in aree sottoposte a vincolo, il silenzio assenso per decorso del termine di ventiquattro mesi dall'emissione del parere dell'autorità preposta alla tutela del vincolo si forma solo nel caso di parere favorevole, e non anche di parere contrario, poiché il rilascio della concessione in sanatoria per abusi in zone vincolate presuppone necessariamente il parere favorevole, e non il parere "sic et simpliciter" della predetta autorità.

Non è del tutto vero che il parere f... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...eso dall'autorità preposta al vincolo nell'ambito del procedimento per la sanatoria di abusi edilizi realizzati in zona vincolata costituisca un atto meramente interno a tale procedimento, privo di ogni riflesso sulla diversa violazione paesaggistica.

Ottenuta la concessione in sanatoria, il responsabile dell'abuso null'altro è tenuto a fare, né può fare, con riferimento all'ulteriore violazione di natura paesaggistica, atteso che l'autorità preposta al vincolo ha già compiutamente e definitivamente espresso il proprio avviso rilasciando il parere di compatibilità che costituisce presupposto imprescindibile per il condono delle opere abusive eseguite in zona vincolata.

Il parere previsto dall'art. 32 legge 47/1985 ha funzioni analoghe all'autorizzazione paesaggistica, sicché resta fermo il potere ministeriale di annullamento del parere favorevole alla sanatoria di un manufatto realizzato in zona vincolata, in quanto strumento affidato dall'ordinamento allo Stato, come estrema difesa del paesaggio, valore costituzionale primario.

Il principio per cui l'autorizzazione paesaggistica ha durata quinquennale non è estensibile al parere previsto dall'art. 32 legge 47/1985, giacch... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...so vale solo per le autorizzazioni che intervengono prima dell'esecuzione dei lavori, e quindi per le legittimazioni de futuro.

Il parere sulla compatibilità paesaggistica richiesto in sede di condono non può riguardare in modo unitario sia le opere abusivamente realizzate per le quali è chiesto il condono che i nuovi interventi progettati: sono infatti valutazioni da operare con distinti procedimenti, tra loro in relazione di successione temporale, e richiedenti ciascuno un'autonoma motivazione.

Il parere della CECI in merito alla sanatoria di costruzioni abusivamente realizzate non richiede una diffusa giustificazione, dovendo ritenersi sufficiente anche una motivazione sintetica, laddove rilevi esattamente le ragioni di fondo del diniego (nella specie l'impatto ambientale e l'insistenza del fabbricato in un'area demaniale).

Il parere che l'autorità preposta alla tutela del vincolo è chiamata a rendere ai sensi dell'art. 32 legge 47/1985 ha natura e funzioni identiche alla autorizzazione paesaggistica, in quanto entrambi gli atti costituiscono il presupposto per l'assentimento del titolo che legittima la trasformazione urbanistico edilizia della zona protetta.

Il potere ministeriale ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ento dell'autorizzazione paesaggistica è esercitabile anche con riferimento al parere che l'autorità preposta alla tutela del vincolo è chiamata a rendere ai sensi dell'art. 32 legge 47/1985.

Nel compiere il giudizio di compatibilità con il vincolo delle opere abusive, la P.A. non può non tener conto delle prescrizioni recate dal vincolo sopravvenuto dovendo invece verificare - alla data di concreto esercizio della potestà amministrativa - se la costruzione (antecedente o meno all'imposizione del vincolo) sia compatibile con i valori paesaggistici, cui corrispondono interessi pubblici primari, di natura culturale ed ambientale.

I provvedimenti con cui il Comune esprime parere favorevole alla sanatoria sulla base della mera affermazione di una non meglio specificata compatibilità delle opere abusive con il contesto ambientale sono da ritenere illegittimi per l'assenza di una compiuta valutazione, da parte della P.A. circa la compatibilità delle opere realizzate con i valori paesaggistici tutelati.

In tema di condono edilizio, il parere favorevole delle amministrazioni preposte alla tutela del vincolo ha natura e funzioni identiche all'autorizzazione paesaggistica ex art. 7 della l... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...gno 1939 n. 1497, per essere entrambi gli atti il presupposto legittimante la trasformazione urbanistico edilizia della zona protetta, sicché resta fermo il potere ministeriale di annullamento del parere favorevole alla sanatoria di un manufatto realizzato in zona vincolata, in quanto strumento affidato dall'ordinamento allo Stato, come estrema difesa del paesaggio, valore costituzionale primario.

Ai fini della formazione del silenzio assenso di cui alla legge sul condono, il parere paesaggistico favorevole non solo deve essere emanato ma anche comunicato al Ministero.

Nel caso in cui l'espressione del parere e l'adozione del provvedimento sull'istanza di sanatoria siano di competenza della medesima Amministrazione (nella specie, il Comune), è ben possibile che l'esito negativo dell'esame sulla compatibilità con il vincolo consenta all'Amministrazione di adottare uno actu la determinazione negativa sul complesso procedimento in parola.

In una zona interessata da vincolo paesaggistico la formazione del provvedimento tacito di assenso alla concessione in sanatoria, previsto dall'art. 35 comma 18, l. n. 47 del 1985, postula indefettibilmente la previa acquisizione del parere favorevole dell'autorità preposta a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...del vincolo sulla compatibilità ambientale della costruzione senza titolo; per cui ne consegue che, se al momento dell'esame della domanda di sanatoria non risulta acquisito il (necessario) parere favorevole sulla conformità dell'intervento alla disciplina paesaggistica, la formazione del silenzio-assenso è preclusa.

Ai sensi dell'art. 35, l. 28 febbraio 1985 n. 47, in relazione al disposto dell'art. 32, in caso di istanza di condono edilizio per opere abusive realizzate su aree sottoposte a vincolo, il silenzio assenso dell'Amministrazione Comunale si forma con il decorso di ventiquattro mesi dall'emanazione del parere dell'autorità preposta alla tutela del vincolo stesso, soltanto se tale parere ha contenuto favorevole all'istante.

Il parere dell'ente preposto a tutela del vincolo che ha ad oggetto esclusivamente la valutazione di compatibilità del manufatto abusivo, a nulla rilevando a tal fine il dato dell'imposizione solo successiva del vincolo.

Per le opere abusive in zona sottoposta a vincolo paesistico l'effetto del condono si verifica solo quando l'autorità preposta al vincolo, mediante una valutazione di compatibilità con le esigenze sostanziali di tutela, abbia ritenuto l'ope... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e; eseguita suscettibile di conseguire l'autorizzazione in sanatoria.

La legittimità del parere espresso dall'autorità preposta alla tutela del vincolo va valutato al momento in cui esso è espresso, a nulla rilevando modificazioni successive della portata del vincolo.

La P.A. preposta alla tutela di un'area vincolata può condizionare modalità di esecuzione di opere edilizie in sede di autorizzazione preventiva, mentre va esclusa tale facoltà allorché si tratti di esprimere un parere sulla sanabilità delle opere edilizie già realizzate, trattandosi di attività di edificazione già esaurita.

La maggiore o minore visibilità dell'opera abusiva non può rilevare ai fini del giudizio di compatibilità con i valori paesaggistici tutelati, in quanto la compatibilità delle opere con le esigenze di tutela ambientale non è un giudizio legato alla maggiore o minore visibilità delle opere stesse, ma al rispetto di determinati criteri e modalità di costruzione, che costituiscono i presupposti per il corretto adeguamento del vincolo paesaggistico.

Ove l'Amministrazione verifichi l'inconciliabilità di un'ope... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rispetto ai valori paesaggistici tutelati, l'eventuale mancanza di visibilità della costruzione non potrà essere idonea a giustificare un esito positivo del giudizio di compatibilità.

Laddove sia stata accertata la compatibilità urbanistica e quindi la domanda di condono risulti ammissibile, vi è la necessità di rispettare le disposizioni degli articoli 32 e 33 della legge n. 47/1985, ivi compresa quella che impone di acquisire il parere di compatibilità paesistica dell'autorità preposta alla gestione del vincolo.

Il parere negativo della commissione edilizia integrata sulla sanabilità dell'abuso è congruamente motivato se fa riferimento alla obiettiva modestia dei materiali utilizzati a dispetto dell'elevato valore paesaggistico dell'ambiente circostante.

Il parere della commissione edilizia integrata in ordine alla sanatoria di costruzioni abusivamente realizzate non implica una diffusa motivazione, dovendo esso ritenersi sufficientemente motivato dall'indicazione delle ragioni assunte a fondamento della valutazione di compatibilità dell'intervento edilizio con le esigenze di tutela paesistica poste a base del relativo vincolo. Anche una motivazione scarna ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ..., laddove rilevi gli estremi logici dell'apprezzamento negativo, è, quindi, da ritenersi sufficiente.

L'acquisizione del parere dell'autorità preposta alla gestione del vincolo paesaggistico non è necessaria laddove l'Amministrazione comunale ravvisi la sussistenza di ulteriori ragioni ostative al rilascio della concessione in sanatoria non connesse alla valutazione di compatibilità dell'abuso con il vincolo paesaggistico.

Nelle aree sottoposte a vincoli imposti sulla base di leggi statali e regionali a tutela degli interessi idrogeologici ambientali e paesistici la normativa sul condono edilizio ammette la possibilità di ottenere la sanatoria soltanto per gli interventi edilizi di minore rilevanza (restauro, risanamento conservativo e manutenzione straordinaria), previo parte dell'autorità preposta alla tutela del vincolo.

È illegittimo il parere negativo dell'autorità preposta alla tutela del vincolo che ometta di motivare la non compatibilità paesaggistica dell'intervento senza considerarne il rapporto di connessione ed integrazione con il complesso di opere esistenti ed autorizzate in sanatoria con il consenso della stessa Autorità.

L'acquisizione... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... dell'autorità preposta alla tutela del vincolo si pone come una fase procedimentale del tutto insostituibile.

Il giudizio reso dall'Amministrazione preposta a pronunciarsi sulla compatibilità paesaggistica o meno di opere abusive ai sensi dell'art. 32 legge n. 47/1985 costituisce una valutazione tecnico-discrezionale di pertinenza dell'Amministrazione stessa che può essere messa in discussione solo se scarsamente o per nulla motivata oppure affetta da vizi di logicità.

Il parere previsto dall'art. 32 legge 47/1985, ai fini del rilascio della concessione edilizia in sanatoria, ha funzioni identiche all'autorizzazione paesaggistica e/o relativa agli interventi sui beni culturali in senso lato, secondo la ormai pacifica definizione di cui al D.Lgs. 42/2004. Da ciò consegue l'analoga ampiezza dello spettro di valutazione discrezionale, la quale deve avere come primario parametro di riferimento il vincolo, le relative caratteristiche e finalità: solo all'esito della positiva valutazione generale di compatibilità con il vincolo è possibile ipotizzare la indicazione di eventuali condizioni tali da adeguare l'opera alle caratteristiche del vincolo stesso.

Per edificare in area vincolata... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...per il rilascio del condono, non è sufficiente (ex art. 32 L. 47/85) che il Ministero non si sia pronunciato negativamente, in quanto occorre, viceversa, che il titolare del vincolo abbia espressamente aderito alla domanda.

L'obbligo di pronuncia da parte dell'autorità preposta alla tutela del vincolo sussiste in relazione alla esistenza del vincolo al momento in cui deve essere valutata la domanda di sanatoria, a prescindere dall'epoca d'introduzione del vincolo, atteso che tale valutazione corrisponde alla esigenza di vagliare l'attuale compatibilità, con il vincolo, dei manufatti realizzati abusivamente.

Nel corso del procedimento di condono, il comune non può sostituirsi alle autorità specialmente competenti in relazione alle varietà di vincoli di inedificabilità.

Le iniziative per il rilascio del parere preventivo di conformità dell'intervento edilizio sono affidate all'interessato, cui viene riconosciuto un potere di reazione alla relativa inerzia.

A fronte di un preciso parere dell'organo specialmente posto a tutela del vincolo, il dirigente responsabile del provvedimento di condono deve motivare soltanto quando intenda discostarsi dal predetto parere, essen... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ti sufficiente il semplice richiamo ad esso.

Il parere dell'Autorità preposta alla tutela del vincolo deve essere chiesto anche in caso di costruzione abusiva realizzata in fascia di rispetto autostradale.

La valutazione della collocazione, dei caratteri costruttivi e dell'aspetto esteriore dell'opera è sufficiente ad integrare la motivazione del parere negativo al condono dell'abuso.

In caso di imposizione di vincolo successiva all'esecuzione delle opere, il condono può essere accordato solo con il parere favorevole dell'autorità preposta alla tutela del vincolo stesso.

In caso di istanza di condono di immobile realizzato in area vincolata, il parere negativo della commissione edilizia integrata è vincolante e non può essere disatteso.

Il parere di compatibilità paesistica dell'autorità preposta alla gestione del vincolo deve essere acquisito solo laddove l'Amministrazione procedente abbia accertato la compatibilità urbanistica delle opere oggetto della domanda di condono, mentre evidentemente non sussiste alcuna necessità di acquisire tale parere qualora si tratti di opere che risultino non conformi alle prescrizioni degli strumenti u... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...


 
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