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Ordine di demolizione e carattere permanente dell'abuso edilizio

In materia di ordine di demolizione, il decorso del tempo non spiega alcuna efficacia sanante nei confronti dell’abuso edilizio che ha carratere di illecito permanente.

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titolo:IL CODICE DEGLI ABUSI EDILIZI
anno:2017
pagine: 5843 in formato A4, equivalenti a 9933 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 50,00

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TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANZIONI --> DEMOLIZIONE --> PROVVEDIMENTO --> MOTIVAZIONE --> INTERVALLI TEMPORALI LUNGHI

L'ingiunzione di demolizione, in quanto atto dovuto in presenza della constatata realizzazione dell'opera edilizia senza titolo abilitativo o in totale difformità da esso, è in linea di principio sufficientemente motivata con l'affermazione dell'accertata abusività dell'opera, ma deve intendersi fatta salva l'ipotesi in cui, per il lungo lasso di tempo trascorso dalla commissione dell'abuso e per il protrarsi dell'inerzia dell'amministrazione preposta alla vigilanza, si sia ingenerata una posizione di affidamento nel privato.

In presenza di opere impiantate da lungo tempo l'amministrazione deve motivare la sussistenza dell'interesse pubblico a rimuoverle.

Qualora, per il lungo lasso di tempo trascorso dalla commissione dell'abuso ed il protrarsi dell'inerzia della P.A. preposta alla vigilanza, si sia ingenerata un certo qual affidamento nel privato, né l'attività di vigilanza, né la repressione dell'abuso sono preclusi, ma quest'ultima soggiace ad un onere di congrua motivazione anche sul pubblico interesse, evidentemente diverso da quello al riprist... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...egalità, idoneo a giustificare il sacrificio del contrapposto interesse privato.

La demolizione di abusi edilizi risalenti nel tempo con conseguente rimessione in pristino richiede la dimostrazione dell'esistenza di un interesse pubblico attuale da parte dell'amministrazione.

Ai fini del riconoscimento di una situazione di legittimo affidamento tutelabile è richiesto il decorso di un lungo lasso di tempo integrato da un intervallo di tempo immemorabile ovvero da un intervallo temporale particolarmente consistente superiore ai trentacinque anni o quarant'anni.

L'ordinanza di demolizione e rimessione in pristino dello stato dei luoghi costituisce atto vincolato che non richiede una specifica valutazione delle ragioni di interesse pubblico intervenendo a porre fine ad un illecito permanente per cui il decorso di un lungo lasso temporale non ha alcuna valenza sanante.

In materia di illeciti edilizi, la risalenza nel tempo della realizzazione dell'abuso è da considerare irrilevante rispetto all'adozione di un provvedimento di natura ripristinatoria dello stato dei luoghi, in ragione della preminenza dell'interesse pubblico alla rimozione di opere abusive ed al ripristino della legalità.
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...te un obbligo motivazionale rafforzato dell'ordinanza di demolizione di opere abusive nel solo caso di decorso di un lungo arco temporale dalla conoscenza della commissione dell'abuso edilizio unitamente al protrarsi dell'inerzia dell'amministrazione preposta alla vigilanza, tale da evidenziare la sussistenza di una posizione di legittimo affidamento del privato.

L'accertamento dell'illecito amministrativo urbanistico-edilizio, nonché applicazione delle relative sanzioni, come pure la verifica in sede di condono della sussistenza di eventuali profili preclusivi di incompatibilità, possono intervenire anche dopo il decorso di un rilevante lasso temporale dalla consumazione dell'abuso, al quale deve riconoscersi natura permanente, con la conseguenza che esso cessa soltanto dopo la materiale esecuzione della sanzione.

Il rilascio di provvedimenti amministrativi successivi al titolo edilizio formatosi con un errore materiale (nella specie, con l'errata indicazione del mappale nell'istanza edilizia) valgono, tenendo pure conto del notevole lasso di tempo (nella specie circa quarant'anni) trascorso dalla realizzazione del manufatto, anche a generare in capo ai privati proprietari un consistente affidamento, di cui l'Amministrazione deve comu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...conto, quanto meno dando atto in sede motivazionale delle ragioni che determinano un improvviso e repentino cambio di rotta in sede di considerazione dell'abusività dell'immobile.

Il lungo periodo di tempo trascorso tra la realizzazione dell'opera abusiva e il provvedimento sanzionatorio è inconferente ai fini del preteso affidamento circa la legittimità dell'opera, né rileva ai fini di un presunto ulteriore obbligo, per l'amministrazione procedente, di motivare specificamente il provvedimento in ordine alla sussistenza dell'interesse pubblico attuale a far demolire il manufatto, poiché anzi la lunga permanenza nel tempo dell'opera priva del necessario titolo edilizio ne rafforza il carattere abusivo (trattandosi di illecito permanente), il che preserva il potere-dovere dell'amministrazione di intervenire esercitando i propri poteri sanzionatori, tanto più che il provvedimento demolitorio non richiede una particolare motivazione in ordine all'attualità dell'interesse pubblico alla rimozione dell'abuso.

L'ingiunzione di demolizione, in quanto atto dovuto in presenza della constatata realizzazione dell´opera edilizia senza titolo abilitativo o in totale difformità da esso, è in linea... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...io sufficientemente motivata con l´affermazione dell´accertata abusività dell´opera; ma deve intendersi fatta salva l´ipotesi in cui, per il lungo lasso di tempo trascorso dalla commissione dell´abuso ed il protrarsi dell´inerzia dell´Amministrazione preposta alla vigilanza, si sia ingenerata una posizione di affidamento nel privato; ipotesi questa in relazione alla quale si ravvisa un onere di congrua motivazione che indichi, avuto riguardo anche all´entità ed alla tipologia dell´abuso, il pubblico interesse, evidentemente diverso da quello al ripristino della legalità, idoneo a giustificare il sacrificio del contrapposto interesse privato.

E' illegittimo il provvedimento che, a fronte di difformità di limitate entità e di un notevole lasso di tempo trascorso dal supposto abuso, non fornisce alcuna adeguata motivazione né sulle ragioni che hanno indotto l'Amministrazione a rilevare nella fattispecie una variante essenziale, né tanto meno sull'esigenza della demolizione nonostante il tempo trascorso e il conseguente affidamento ingeneratosi in capo al privato.

Colui che realizza un abuso edilizio non può vantare un affidamento meritevole di ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... conservazione di una situazione di fatto abusiva, in forza di una legittimazione fondata sul mero decorso di un lasso di tempo.

Il provvedimento di repressione degli abusi edilizi non richiede né una particolare motivazione, essendo sufficiente la rappresentazione del carattere illecito dell'opera realizzata, né una previa espressa comparazione tra l'interesse pubblico alla rimozione dell'opera e quello privato alla relativa conservazione, e ciò anche se l'intervento repressivo avvenga a distanza di tempo dalla commissione dell'abuso.

In relazione ai vincoli paesaggistici, non può sussistere una posizione di affidamento tutelabile (quanto meno con il richiedersi nel provvedimento sanzionatorio una motivazione specifica, ulteriore rispetto a quella fondata sul mero perseguimento di un ripristino della legalità, in ordine alla necessità della demolizione dei manufatti e al connesso sacrificio dell'interesse privato) per colui che, pur avendo posto in essere abusi edilizi, abbia visto trascorrere un lungo lasso di tempo dalla loro commissione con inerzia dell'Amministrazione preposta alla vigilanza.

Le sanzioni edilizie costituiscono atti vincolati che non richiedono una motivazione ulteriore ri... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...emplice riscontro della difformità urbanistica del manufatto. A tale principio può derogarsi nei casi in cui l'ordinanza di demolizione intervenga a distanza di moltissimo tempo, frustrando così l'affidamento ingeneratosi nei terzi aventi causa non responsabili dell'abuso in ordine alla legittimità del bene da essi acquistato.

Il decorso di un considerevole lasso di tempo fra la irrogazione della sanzione edilizia e la realizzazione dell'opera non comporta di per sé un obbligo di motivazione a carico della p.a. occorrendo anche che il trascorrere del tempo abbia ingenerato un affidamento i capo all'autore dell'abuso.

Il lungo periodo di tempo intercorrente tra la realizzazione dell'opera abusiva ed il provvedimento sanzionatorio è circostanza che non rileva ai fini della legittimità di quest'ultimo, sia in rapporto al preteso affidamento circa la legittimità dell'opera che il protrarsi del comportamento inerte del comune avrebbe ingenerato nel responsabile dell'abuso edilizio, sia in relazione ad un ipotizzato ulteriore obbligo, per l'Amministrazione procedente, di motivare specificamente il provvedimento in ordine alla sussistenza dell'interesse pubblico attuale a far demolire il manufatto, po... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... la lunga durata nel tempo dell'opera priva del necessario titolo edilizio ne rafforza il carattere abusivo.

Il provvedimento sanzionatorio di un abuso edilizio assunto dopo molto tempo dalla realizzazione dell'opera impone la pubblica amministrazione di fornire una motivazione adeguata, atta a far risaltare l'interesse pubblico concreto alla demolizione, illustrando le ragioni che inducono a ritenere recessivo quello privato alla conservazione di un'opera ultimata da molto tempo.

Consentire la possibilità di non sanzionare gli abusi edilizi per effetto del mero decorso di un notevole lasso di tempo, non determinato con precisione, significherebbe introdurre nel sistema un pericoloso elemento di indeterminatezza, perché la repressione di un dato abuso nel caso concreto sarebbe rimessa all'apprezzamento del singolo funzionario, oltretutto pressoché impossibile da sindacare in sede giurisdizionale, con intuibile possibilità di strumentalizzazioni.

Nel caso in cui sussiste un titolo abilitativo ed è decorso un lungo lasso di tempo fra la data di realizzazione del presunto abuso edilizio e quella di applicazione della sanzione ripristinatoria, ai fini della demolizione delle parti di edificio ritenute ab... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...è sufficiente l'accertamento puro e semplice dell'irregolarità della costruzione realizzata, ma occorre che venga preventivamente compiuta dall'autorità competente una specifica valutazione di tutti gli elementi di giudizio, al fine di stabilire se risponde al pubblico interesse ordinare o meno la demolizione delle presunte opere abusive.

Nel caso di contestazione di abusi edilizi a distanza di un lunghissimo lasso di tempo dalla data di realizzazione delle opere ritenute difformi dall'originario titolo autorizzatorio, si impone all'Amministrazione di dare conto delle ragioni di interesse pubblico che privilegiano la comminazione di una sanzione di tipo ripristinatorio, rispetto all'eventuale applicazione di una sanzione pecuniaria.

La repressione dell'abuso edilizio, disposta a distanza di tempo ragguardevole dalla commissione dell'illecito, richiede una puntuale motivazione sull'interesse pubblico al ripristino dei luoghi.

In tema di abusi edilizi, poiché l'attivazione del potere repressivo dell'Amministrazione dopo un lungo lasso di tempo rende oltremodo difficoltoso l'esercizio del diritto di difesa da parte degli attuali proprietari, e improba ogni iniziativa di rivalsa, da parte loro, nei riguardi deg... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i responsabili dell'abuso, l'onere della motivazione dell'iniziativa sanzionatoria si impone quale contrappeso alla mancanza di termini di prescrizione e decadenza per l'esercizio del potere repressivo.

In riferimento al passaggio di un notevole lasso di tempo tra l'accertamento dell'abuso edilizio e la sua repressione, va operata una distinzione tra il tempo trascorso tra il compimento dell'abuso e il provvedimento sanzionatorio, e quello che intercorre tra la conoscenza da parte dell'Amministrazione dell'abuso e il provvedimento stesso. Ragion per cui a fronte della motivazione in re ipsa che caratterizza l'ordine di demolizione all'esito dell'accertamento dell'abuso, il notevole lasso temporale che fa sorgere l'onere di una motivazione rafforzata in capo all'Amministrazione è quello (e solo quello) che intercorre tra la conoscenza da parte dell'Amministrazione dell'abuso ed il provvedimento sanzionatorio adottato.

I provvedimenti repressivi possono essere emessi anche a notevole distanza di tempo dalla commissione dell'abuso (nella specie, circa trent'anni), non potendo ammettersi l'esistenza di alcun affidamento tutelabile alla conservazione di una situazione di fatto abusiva, che il tempo non può giammai legittimare.

... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...temporale che fa sorgere l'onere di una motivazione in capo all'Amministrazione non è quello che intercorre tra il compimento dell'abuso ed il provvedimento sanzionatorio, ma quello che intercorre tra la conoscenza da parte dell'Amministrazione dell'abuso ed il provvedimento sanzionatorio adottato, poiché in mancanza di conoscenza dell'illecito da parte dell'Amministrazione non può consolidarsi in capo al privato alcun affidamento giuridicamente apprezzabile, il cui sacrificio meriti di essere adeguatamente apprezzato in sede motivazionale.

Il lasso di tempo che fa sorgere in capo all'Amministrazione l'onere di una motivazione rafforzata per l'ingiunzione di demolizione di opera edilizia abusivamente realizzata non è quello che intercorre tra il compimento dell'abuso ed il provvedimento sanzionatorio, ma tra la conoscenza da parte dell'Amministrazione dell'abuso ed il provvedimento sanzionatorio adottato, con la conseguenza che, in mancanza di conoscenza dell'illecito da parte dell'Amministrazione, non può mai consolidarsi in capo al privato alcun affidamento giuridicamente apprezzabile, il cui sacrificio meriti di essere adeguatamente considerato in sede motivazionale.

In caso di decorso di un notevole lasso di te... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...commissione dell'abuso edilizio e la sanzione, l'inerzia dell'amministrazione preposta alla vigilanza ingenera una posizione di affidamento nel privato, in relazione alla quale l'esercizio del potere repressivo è subordinato ad un onere di congrua motivazione che, avuto riguardo anche all'entità e alla tipologia dell'abuso, indichi il pubblico interesse, evidentemente diverso da quello del ripristino della legalità, idoneo a giustificare il sacrificio del contrapposto interesse privato.

Il lungo lasso di tempo intercorso non comporta un più stringente obbligo motivazionale circa la sussistenza di un interesse pubblico attuale alla ingiunzione di demolizione, atteso che non può ammettersi la consolidazione di un affidamento degno di tutela solo in virtù del tempo trascorso in costanza di una situazione di fatto abusiva che non può ritenersi per ciò solo legittimata.

Il carattere permanente degli abusi edilizi comporta che il decorso del tempo non spieghi alcuna efficacia sanante nei confronti degli abusi stessi: in ragione del principio di legalità, infatti, la sanatoria degli abusi può avere luogo solo nei casi previsti dalla legge e nessuna disposizione di legge attribuisce al de... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...empo un rilievo ostativo all'emanazione dei dovuti atti repressivi, la cui mancata emanazione, al contrario, implica a seconda dei casi responsabilità penali, disciplinari e contabili.

In materia di ordine di demolizione, il lasso temporale che fa sorgere l'onere di una motivazione rafforzata in capo alla P.A. non è quello che intercorre tra il compimento dell'abuso e il provvedimento sanzionatorio, ma quello che intercorre tra la conoscenza dell'illecito e il provvedimento sanzionatorio adottato, con l'avvertenza che in mancanza della conoscenza della violazione non può consolidarsi in capo al privato alcun affidamento giuridicamente apprezzabile, il cui sacrificio meriti di essere adeguatamente apprezzato in sede motivazionale.

Il decorso del tempo non spiega alcuna efficacia sanante nei confronti dell'abuso edilizio, che ha carattere permanente e può essere perseguito senza limiti di tempo.

L'onere della prova circa la data di realizzazione di un immobile abusivo spetta a chi ha commesso l'abuso.

L'onere della prova circa la data di realizzazione di un immobile abusivo può ritenersi a sufficienza soddisfatto solo quando le prove addotte risultano obiettivamente inconfutabili sulla b... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... e documenti che, da soli o unitamente ad altri elementi probatori, offrono la ragionevole certezza dell'epoca di realizzazione del manufatto, mentre la semplice produzione di una dichiarazione sostitutiva non può in alcun modo assurgere al rango di prova.

Il criterio dell'indifferenza dell'epoca di commissione dell'abuso edilizio non può essere applicato con un meccanicismo indiscriminato ed illimitato: quando, infatti, la costruzione in rilievo sia munita di un titolo edificatorio (venendo in questione delle semplici difformità dal medesimo), e siano passati svariati decenni dalla commissione della presunta violazione, la sottoposizione dei privati cittadini a procedimento sanzionatorio scuote per ciò stesso il valore della certezza delle situazioni giuridiche.

In presenza di una domanda di condono, la quale presuppone la consapevole esistenza dell'illecito permanente ed è inconciliabile con l'aspettativa di conservazione del manufatto abusivo radicata nel decorso del tempo, non è configurabile alcun affidamento da prendere in considerazione in sede di motivazione dell'ordine di demolizione.

Al carattere permanente dell'illecito edilizio consegue che l'interesse pubblico alla repressione del... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...iede nella stessa natura del provvedimento repressivo e che non possono aver rilievo né il lungo lasso di tempo trascorso tra l'epoca dell'abuso e la data del provvedimento repressivo, né la posizione incisa, non essendo tenuta l'Amministrazione a valutare un eventuale affidamento ingeneratosi nel responsabile dell'abuso.

Il provvedimento sanzionatorio (demolitorio o pecuniario) di parziali difformità dal titolo edilizio che intervenga a cinquant'anni di distanza dalla realizzazione dell'abuso e in danno di soggetti che hanno acquistato l'immobile su cui insisteva già la difformità deve essere idoneamente motivato in punto di interesse pubblico.

In tema di abusi edilizi, la lunga vigenza del titolo edilizio non osservato, unitamente alla mancata presentazione di alcuna istanza di condono o sanatoria dell'abuso, costituiscono indici di una volontà di persistenza nella situazione di illegalità.

L'ordine di demolizione è atto vincolato alla constatata abusività, che non richiede alcuna specifica valutazione delle ragioni d'interesse pubblico né una comparazione di quest'ultimo con gli interessi privati coinvolti e sacrificati e neppure una motivazione circa la sussiste... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nteresse pubblico concreto ed attuale alla demolizione, non essendo configurabile alcun affidamento tutelabile alla conservazione di una situazione d'illecito permanente, che il tempo non può legittimare in via di fatto.

Il mero decorso di un lungo lasso di tempo dalla commissione dell'illecito, se in taluni casi può contribuire a rafforzare l'erroneo convincimento della legittimità delle opere realizzate senza la dovuta autorizzazione, non è però di per sé idoneo a legittimare il mantenimento delle opere abusive quando risulti che il responsabile dell'abuso era consapevole della illiceità della condotta.

Nel caso di un abuso edilizio la circostanza che un manufatto sia risalente nel tempo è giuridicamente irrilevante, dato che l'abuso edilizio costituisce un illecito permanente; per questo, in linea di principio, non può mai parlarsi di né "usucapione" (e tantomeno) del "diritto all'abuso".

Il carattere vincolato dell'attività repressiva degli abusi edilizi ed il carattere permanente dell'illecito integrato da detti abusi comporta che non sia necessaria alcuna particolare valutazione della sussistenza dell'interesse generale alla demolizione e che non assuma... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...il decorso del tempo dal posizionamento dei manufatti, specie se questi insistano su proprietà demaniale.

Il lungo tempo trascorso dal momento della realizzazione dell'opera può assumere rilievo solamente allorché l'opera stessa sia stata ritenuta, anche implicitamente, regolare dalla stessa Amministrazione, in occasione dell'esame di precedenti pratiche edilizie, di attività di vigilanza sul territorio, o di altre attività amministrative: negli altri casi, il trascorrere del tempo non assume alcun rilievo, essendo l'ordine di demolizione di un'opera edilizia priva di titolo sufficientemente motivato con l'affermazione dell'accertata abusività dell'opera.

E' certamente condivisibile il rilievo secondo cui i provvedimenti sanzionatori non possono essere differiti arbitrariamente, ma devono essere adottati in un ragionevole lasso di tempo, non essendo consentito all'amministrazione di fare o non fare uso, ad libitum, dei poteri ad essa conferiti a tutela della legalità, ma da questo rilievo potrebbero eventualmente discendere responsabilità, anche risarcitorie, dei funzionari i quali (in ipotesi: pur conoscendo l'esistenza dell'abuso) abbiano omesso di intervenire tempestivamente; non invece l'ul... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...seguenza che l'amministrazione possa tacitamente abdicare alle proprie funzioni di vigilanza sulle trasformazioni del territorio.

Tenuto conto della natura di illecito permanente dell'abuso edilizio, non assume alcun rilievo il lungo tempo trascorso dalla sua realizzazione, senza che esso sia stato fatto oggetto di interventi sanzionatori da parte dell'Amministrazione, non essendo tale circostanza idonea ad ingenerare legittimi affidamenti nei confronti degli interessati, per cui non è richiesta al riguardo alcuna particolare motivazione, come se fosse un provvedimento di autotutela, che tenga conto del contrapposto interesse privato.

La repressione dell'abuso edilizio, disposta a distanza di tempo ragguardevole, richiede una puntuale motivazione sull'interesse pubblico al ripristino dei luoghi.

Il tempo trascorso dalla commissione dell'abuso non è idoneo a rendere l'immobile conforme a legge.

I provvedimenti sanzionatori in materia edilizia sono atti vincolati che non richiedono una specifica valutazione delle ragioni di interesse pubblico che si intendono tutelare, né una comparazione di quest'ultimo con gli interessi privati coinvolti e sacrificati, non potendosi ammettere l'esistenza di alcun af... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...utelabile alla conservazione di una situazione di fatto abusiva, che il tempo non può legittimare e della cui illegittimità vi è piena consapevolezza da parte dell'interessato in quanto richiedente il relativo condono.

L'orientamento per cui il quale la repressione dell'abuso edilizio disposta dopo un ragguardevole lasso di tempo dalla sua commissione richiede una motivazione "rafforzata" in ordine alla sussistenza del pubblico interesse alla demolizione non si applica ai casi in cui il manufatto abusivo sia stato fatto segno di un primo provvedimento repressivo già a seguito del rigetto dell'istanza di accertamento di conformità, e che, in seguito, sia stato fatto oggetto del rigetto di una domanda di condono da parte dell'interessato.

L'orientamento secondo cui la repressione dell'abuso edilizio disposta a distanza di tempo ragguardevole richiede una puntuale motivazione sull'interesse pubblico al ripristino dei luoghi non può trovare applicazione ove gli immobili abusivi ricadano in zona sottoposta a vincolo paesaggistico.

In caso di intervento abusivo ricadente in zona sottoposta a vincolo paesaggistico non possono trovare spazio applicativo i peculiari principi in base ai quali la giurisp... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...inistrativa ha individuato una posizione di affidamento tutelabile (quanto meno con il richiedersi nel provvedimento sanzionatorio una motivazione specifica, ulteriore rispetto a quella fondata sul mero perseguimento di un ripristino della legalità, in ordine alla necessità della demolizione dei manufatti e al connesso sacrificio dell'interesse privato) per colui che, pur avendo posto in essere abusi edilizi, abbia visto trascorrere un lungo lasso di tempo dalla loro commissione con inerzia dell'Amministrazione preposta alla vigilanza.

L'ordine di demolizione o di rimessione in pristino dell'abuso realizzato da altri soggetti quasi cinquant'anni prima deve essere sorretto da congrua e adeguata motivazione sull'interesse pubblico al ripristino della legalità violata.

Il mero decorso del tempo non basta a far insorgere nel privato l'affidamento sul consolidarsi dell'interesse alla conservazione del bene abusivamente realizzato, né, di conseguenza, è sufficiente ad imporre che l'ordine di demolizione contenga una specifica motivazione sull'esistenza di un interesse pubblico attuale prevalente.

Dieci anni di tempo decorsi dalla commissione dell'abuso edilizio all'epoca del suo rilevamento da parte del co... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tegrano quell'enorme lasso di tempo che imporrebbe l'indicazione dell'interesse pubblico concreto ed attuale alla rimozione dell'opera abusiva nell'ordinanza di demolizione.

Anche se risalente nel tempo, l'abuso edilizio non giustifica alcun legittimo affidamento del contravventore a veder conservata una situazione di fatto che il semplice trascorrere del tempo non può legittimare.

In una prospettiva di lungo periodo è possibile che l'interesse pubblico alla remissione in pristino si azzeri e si apra di conseguenza la via alla regolarizzazione anche formale di quanto abusivamente edificato.



 
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