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Opere ed interventi edilizi: impianti di smaltimento rifiuti

 IMPIANTI DI SMALTIMENTO RIFIUTI, ADEGUAMENTO D. LGS. 209/2003, RAPPORTO CON GLI IMPIANTI A FONTI RINNOVABILI, RAPPORTO CON LA V.I.A., MODIFICAZIONI SOSTANZIALI
 AUTORIZZAZIONE UNICA PER I NUOVI IMPIANTI
 COMPATIBILITÀ URBANISTICA
 COMPETENZA, CONFERENZA DI SERVIZI
 VENETO

Questo articolo è composto da sintesi giurisprudenziali contenute nel sottostante prodotto in formato pdf, nel quale si trovano anche gli estratti originali e gli estremi delle sentenze a cui le sintesi si riferiscono. Scaricati gratis un demo dal box sottostante.

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titolo:OPERE ED INTERVENTI EDILIZI
anno:2016
pagine: 1508 in formato A4, equivalenti a 2564 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
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OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> IMPIANTI DI SMALTIMENTO RIFIUTI

La decisione della Giunta Regionale di definire, ai fini dell'autorizzazione integrata ambientale per gli impianti di smaltimento rifiuti, ciò che è esistente, ciò che non lo è e le modificazioni sostanziali all'esistente (nella specie, con la d.G.R. Veneto 1210/2010 di attuazione dell'art. 16 della l.r. 11/2004) è corretta rispetto alle norme fondamentali statali di cui al D. Lgs. n. 152/2006.

Il deposito temporaneo di materiali di cui al D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, art. 183, comma 1, lett. bb), non costituisce, di per sé, attività illecita, tale divenendo soltanto qualora difetti anche uno solo degli analitici requisiti di cui alla norma medesima, sì da esser qualificato, a seconda dei casi, come "deposito preliminare", se il collocamento di rifiuti è prodromico ad un'operazione di smaltimento; come "messa in riserva", se il materiale è in attesa di un'operazione di recupero; come "abbandono", quando i rifiuti non sono destinati ad operazioni di smaltimento o recupero; o come "discarica abusiva", nell'ipotesi di abbandono reiterato nel tempo e rilevante in te... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ali e quantitativi.

È incostituzionale la norma regionale che dispone, con riferimento al ciclo integrato dei rifiuti solidi urbani e dei rifiuti speciali non pericolosi, un divieto generale di realizzazione e utilizzazione sull'intero territorio regionale di impianti di trattamento a caldo per lo smaltimento dei rifiuti (quali incenerimento, termovalorizzazione, pirolisi o gassificazione); essa, infatti, non contiene un «criterio» né di localizzazione, né di idoneità degli impianti ma un limite assoluto, che si traduce in una aprioristica determinazione dell'inidoneità di tutte le aree della Regione a ospitare i predetti impianti.

La comprensibile spinta, spesso presente a livello locale, ad ostacolare insediamenti che gravino il rispettivo territorio degli oneri connessi (secondo il noto detto «not in my back-yard»), non può tradursi in un impedimento insormontabile alla realizzazione di impianti necessari per una corretta gestione del territorio e degli insediamenti al servizio di interessi di rilievo ultraregionale.

In materia di impianti di trattamento rifiuti, la Regione non può introdurre «limitazioni alla localizzazione», ben può sommin... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...quo;criteri di localizzazione», quand'anche formulati «in negativo», ovvero per mezzo della delimitazione di aree ben identificate, ove emergano interessi particolarmente pregnanti affidati alle cure del legislatore regionale, e purché ciò non determini l'impossibilità di una localizzazione alternativa.

I Comuni non hanno alcun potere di stabilire le distanze da osservare dal centro abitato per la gli impianti di smaltimento di rifiuti.

Se pure l'autorizzazione per l'attività di messa in riserva di rifiuti non pericolosi (artt. 214-216 d.lgs. 152/2006) viene rilasciata nell'ambito di un procedimento semplificato che consente all'interessato di rivolgersi direttamente alla Provincia, autocertificando una serie di requisiti (quali la compatibilità urbanistica), ciò non di meno la semplificazione non può significare esenzione dell'interessato dal rispetto della normativa che sotto più profili, tra cui certamente quello urbanistico, può interferire con l'esercizio dell'attività.

È legittimo il regolamento provinciale relativo alle comunicazioni di inizio attività per il recupero di rifiuti speciali non pericolosi (art. 33 d. lgs. 22/1997)... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...le, allo scopo di coordinare le competenze in materia ambientale con quelle in materia urbanistica, viene richiesto, nel contesto dell'unitario procedimento, di attestare anche la compatibilità urbanistica dell'impianto.

Le prescrizioni dettate dal D.Lgs. 11 maggio 2005 n. 133 in materia di incenerimento dei rifiuti riguardano l'autorizzazione integrata ambientale per l'esercizio dell'impianto, da richiedersi a lavori ultimati, che non attengono alla fase di approvazione del progetto e della sua valutazione di impatto ambientale.

Il criterio del "flusso di massa", che prende a riferimento il volume complessivo dei fattori inquinanti riversati nell'atmosfera dall'impianto di termovalorizzazione, non è positivamente disciplinato da alcun testo normativo.

La Direttiva 75/442/CEE, che impone agli Stati membri di adottare i provvedimenti necessari a garantire lo smaltimento dei rifiuti senza pericolo per la salute dell'uomo e per l'ambiente, non conferisce ai singoli diritti che i Giudici nazionali devono tutelare.

Per quanto riguarda le "lavorazioni insalubri", nell'art. 216, comma V, del r.d. n. 1265/1934, non vi è alcuna specifica prescrizione che individui limiti diversi o ulteriori rispetto a quanto... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... legislativamente previsto dalla normativa speciale dettata dal d.lgs. n. 133/2005 e dal d.lgs. n. 59/2005.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> IMPIANTI DI SMALTIMENTO RIFIUTI --> ADEGUAMENTO D. LGS. 209/2003

L'approvazione del progetto di adeguamento dell'impianto di raccolta rifiuti ai sensi dell'art. 15 D. Lgs. 209/2003 non equivale ad una nuova ed autonoma autorizzazione all'installazione dell'impianto, né può spiegare alcun effetto sostitutivo o consolidativo.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> IMPIANTI DI SMALTIMENTO RIFIUTI --> AUTORIZZAZIONE UNICA PER I NUOVI IMPIANTI

L'attivazione di un nuovo impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti richiede un procedimento di c.d. autorizzazione unica comprensivo sia dell'approvazione del progetto che dell'autorizzazione alla realizzazione e alla gestione degli impianti medesimi.

Il procedimento finalizzato al rilascio dell'autorizzazione unica per i nuovi impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti risulta incentrato, da un lato, sull'obbligo di indire una conferenza di servizi finalizzata ad acquisire i pareri degli uffici regionali competenti e dei rappresentanti delle autorità d'ambito e degli enti l... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...essati e, dall'altro, sull'obbligo di acquisire il parere di compatibilità ambientale (qualora ciò sia previsto dalla normativa vigente), in funzione dell'adozione di una c.d. "decisione monostrutturata" da parte del competente ufficio della Regione e (in caso di decisione favorevole) del rilascio di una speciale autorizzazione che sostituisce ad ogni effetto visti, pareri, autorizzazioni e concessioni di organi regionali, provinciali e comunali, costituisce, ove occorra, variante allo strumento urbanistico e comporta la dichiarazione di pubblica utilità, urgenza ed indifferibilità dei lavori.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> IMPIANTI DI SMALTIMENTO RIFIUTI --> AUTORIZZAZIONE UNICA PER I NUOVI IMPIANTI --> COMPATIBILITÀ URBANISTICA

Il terzo comma dell'articolo 196 D. Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, esclude che la realizzazione di impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti debba avvenire necessariamente ed esclusivamente in aree industriale, così esprimendo una previsione tendenziale e di massima, un criterio direttivo di preferenza cui devono attenersi in linea di principio le regioni, coerentemente con la peculiare forma verbale usata dal legislatore, secondo cui le regioni "privilegiano" l... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ione dei predetti impianti in tali zone.

Il fatto che l'area non sia urbanisticamente classificata quale zona industriale non costituisce motivo ostativo all'approvazione dell'impianto di smaltimento rifiuti, né impone al soggetto richiedente di provare l'impossibilità di collocare l'impianto da realizzare in zona industriale, spettando piuttosto all'amministrazione il potere/dovere di verificare comunque la compatibilità del sito prescelto con l'impianto da realizzare.

La destinazione agricola di una determinata area è volta non tanto e non solo a garantire il suo effettivo utilizzo a scopi agricoli, quanto piuttosto a preservarne le caratteristiche attuali di zona di salvaguardia da ogni possibile nuova edificazione, con la conseguenza che, salvo diverse specifiche previsioni, essa non può considerarsi incompatibile con la realizzazione di un impianto di discarica, tanto più che quest'ultimo deve essere ragionevolmente localizzato al di fuori della zona abitata.

In materia di localizzazione impianti di smaltimento rifiuti, l'autorizzazione della provincia è in grado di incidere direttamente sullo strumento urbanistico generale, poiché l'approvazione del progetto ha effetto di v... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...anistica, ferma restando tuttavia la necessità di motivare sul punto.

In materia di impianti di smaltimento rifiuti, il fatto che l'autorizzazione operi in variante allo strumento urbanistico comporta che la stessa possa essere rilasciata anche in presenza di una misura di salvaguardia che sospenda il rilascio di titoli edilizi per edifici non conformi anche alla disciplina urbanistica in itinere.

Ai fini del rilascio dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività di smaltimento dei rifiuti occorre accertare che il relativo impianto sia compatibile con la destinazione urbanistica dell'area, sia perché in caso contrario sussisterebbe un grave pericolo per la preservazione dell'ambiente circostante, sia perché la conformità dell'insediamento alle prescrizioni urbanistiche rappresenta un requisito derogabile solo qualora se ne presenti l'ineludibile necessità, in considerazione di interessi pubblici preminenti ed al fine di garantire l'efficienza e la continuità del servizio di smaltimento dei rifiuti.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> IMPIANTI DI SMALTIMENTO RIFIUTI --> AUTORIZZAZIONE UNICA PER I NUOVI IMPIANTI --> COMPETENZA

Nel procedimento di rilascio de... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...zazioni per la realizzazione e gestione di nuovi impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti l'unico soggetto competente a provvedere è la regione, il cui unico provvedimento finale di approvazione ed autorizzazione assorbe e sostituisce ogni altra specifica manifestazione di volontà decisoria di altri soggetti istituzionali competenti in via ordinaria.

L'autorizzazione unica di cui all'art. 208 del decreto legislativo n. 152/2006 è di competenza della Regione.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> IMPIANTI DI SMALTIMENTO RIFIUTI --> AUTORIZZAZIONE UNICA PER I NUOVI IMPIANTI --> CONFERENZA DI SERVIZI

La conferenza di servizi prevista per il rilascio dell'autorizzazione unica ex art. 208 t.u. ambientale è una conferenza istruttoria.

L'art. 208 del decreto legislativo n. 152/2006 è norma speciale rispetto alle disposizioni contenute negli articoli 14 e seguenti della legge n. 241/1990 e contiene una specifica disciplina dei termini per la conclusione del procedimento finalizzato al rilascio della autorizzazione unica di cui trattasi, anche con riferimento ai casi in cui sia intervenuto il parere favorevole di V.I.A..

Il termine di centocinquanta giorni fissa... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] .... 208 del t.u. ambientale è meramente ordinatorio, atteso che alla sua scadenza non è ricollegata alcuna sanzione e tanto meno la decadenza dell'esercizio del potere autorizzatorio.

Gli enti chiamati a partecipare alla conferenza di servizi di cui all'art. 208 del t.u. ambientale sono i comuni il cui territorio sia limitrofo all'area prescelta, ossia con la stessa confinante.

La sede nella quale devono essere esaminati - oltre agli aspetti relativi alla compatibilità del progetto con le esigenze ambientali recepiti nel parere di V.I.A. - anche gli aspetti inerenti alla conformità del progetto stesso con le disposizioni vigenti in materia urbanistica è la conferenza di servizi di cui all'art. 208 del decreto legislativo n.152/2006.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> IMPIANTI DI SMALTIMENTO RIFIUTI --> AUTORIZZAZIONE UNICA PER I NUOVI IMPIANTI --> RAPPORTO CON GLI IMPIANTI A FONTI RINNOVABILI

Gli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti e gli impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili (tra i quali gli impianti "a biomasse") comportano un diverso impatto sul territorio e sull'ambiente circostante, come dimostra il fatto che, ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...condi possono essere ubicati anche in zone classificate agricole dai vigenti piani urbanistici, di converso l'art. 196, comma 3, del decreto legislativo n.152/2006 invita le regioni a privilegiare la realizzazione di impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti in aree industriali, compatibilmente con le caratteristiche delle aree medesime.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> IMPIANTI DI SMALTIMENTO RIFIUTI --> AUTORIZZAZIONE UNICA PER I NUOVI IMPIANTI --> RAPPORTO CON LA V.I.A.

Nel procedimento per il rilascio dell'autorizzazione unica per i nuovi impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti. l'amministrazione procedente deve tener conto delle valutazioni espresse in sede V.I.A. e, quindi, in ossequio alla regola generale sui pareri obbligatori, può discostarsi dal parere favorevole di V.I.A. solo con adeguata motivazione.

La pronuncia favorevole di compatibilità ambientale rappresenta il presupposto necessario, ma non sufficiente per il rilascio dell'autorizzazione unica alla realizzazione e all'esercizio dell'impianto di smaltimento e recupero di rifiuti.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> IMPIANTI DI SMALTIMENTO RIFIUTI --> MODIFICAZIONI SOSTANZIALI

Le mo... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...iantistiche e logistiche, con demolizioni e rifacimento di parte delle vasche di stoccaggio esistenti, la realizzazione di nuovi box per le stesse funzioni, il ripristino di guaine, la ristrutturazione del magazzino con possibilità di stoccaggio coperto, l'ampliamento della tipologia di rifiuti gestiti, l'aumento della capacità di stoccaggio mediante nuove tecnologie e l'incremento del processo di inertizzazione dei rifiuti appaiono rientrare pacificamente nella categoria delle modificazioni sostanziali, non potendosi definire le creazioni un impianto nuovo, né modificazioni di carattere ordinario al funzionamento usuale dell'intera filiera dell'impianto.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> IMPIANTI DI SMALTIMENTO RIFIUTI --> REGIONI/PROVINCE --> VENETO

Nella Regione Veneto, i provvedimenti di approvazione di progetti di impianti di smaltimento o recupero di rifiuti di cui all'art. 16, comma 2, l.r. 11/2004 devono coerentemente e logicamente essere ricollegati alla concessione di autorizzazioni all'esercizio di nuovi impianti di smaltimento o recupero di rifiuti speciali ai sensi della medesima disposizione, trattandosi dello stesso procedimento finalizzato allo stesso effetto.


 
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