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Opere edilizie e interventi edilizi: casistica varia

 accesso al fondo altrui acquedotti allevamenti altane attività direzionali autolavaggi barbecue caldaia casse e cassoni centri culturali chiostrina condutture e tubazioni copertura di canali cucina depositi divisione di immobili edilizia sperimentale bioclimatica e tradizionale esposizione facciata fondi a livelli differenti frazionamento edilizio galleggianti barche e barconi garage impianti crematori lastrici solari locali pubblici magazzini masi molitura olive opere di accosto
 opere di finitura, opere in cemento armato
 opere su immobili di interesse storico-artistico
 palificazioni lacustri, piano piloty, piante siepi
 piazzali pozzi silos studi terrazzamenti vetrate

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titolo:OPERE EDILIZIE E TITOLO EDILIZIO
anno:2018
pagine: 6201 in formato A4, equivalenti a 10542 pagine in formato libro
formato: pdf  
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OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA

La realizzazione di un'opera che determina una trasformazione urbanistico edilizia del territorio con perdurante modifica dello stato dei luoghi richiede il preventivo rilascio del titolo edilizio.

La "cortina edilizia" è quella che si realizza quando l'edificazione si allinea, senza soluzione di continuità e per uno sviluppo non irrilevante, lungo il ciglio della strada pubblica (o privata aperta al pubblico transito), oppure lungo la linea di confine di uno spazio pubblico o, infine, lungo una qualsiasi linea di edificazione interna al lotto o a più lotti contigui. In altri termini, essa è il fronte costruito di un edificio o di un insieme di edifici senza soluzione di continuità e per lunghezza considerevole, lungo un asse d'allineamento viario.

Per sagoma di un edificio si intende la conformazione planovolumetrica della costruzione ed il suo perimetro considerato in senso verticale ed orizzontale, ovvero il contorno che viene ad assumere l'edificio, ivi comprese le strutture perimetrali con gli aggetti e gli sporti.

La collocazione contingente e temporanea di attrazioni ludiche, in zona marginale, costituisce una componente d'intratteni... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tico e non assume alcuna rilevanza modificativa del piano urbanistico.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> ABBAINI E LUCERNAI

Lo spostamento di un lucernaio esistente non può essere ricondotto alla nozione di ristrutturazione edilizia cd. "pesante", di cui all'articolo 33 del T.U. Edilizia, richiedente il previo rilascio del permesso di costruire e sanzionato con la demolizione.

L'abbaìno servente rispetto al vano sottotetto (avendo la sola funzione di darvi aria e luce) costituisce un tipico volume tecnico.

Secondo la disciplina dell'art. 817 c.c., l'abbaino costituisce una pertinenza dell'edificio, non soggetta al rilascio di concessione edilizia, oggi permesso di costruire e, quindi, sottoposta a sanzione non demolitoria, ma pecuniaria ex art. 37 del T.U. dell'edilizia.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> ACCESSO AL FONDO ALTRUI

Tenuto conto che, ai sensi dell'art. 843 cod. civ., il proprietario deve permettere l'accesso e il passaggio sul suo fondo, sempre che ne venga riconosciuta la necessità, al fine di costruire o riparare il muro o altra opera propria del vicino o comune, il giudice deve verificare, ove non siano incontroversi, i presupposti che... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o il vicino a esercitare il potere di accedere al fondo altrui ovvero la liceità dell'opera.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> ACQUEDOTTI

L'allacciamento idrico completamente interrato e pienamente compatibile con il Piano Territoriale paesistico di area vasta è opera liberamente realizzabile, ai sensi dell' art.6 co.1 lett. d del D.p.r. 380/2001.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> ALLEVAMENTI DI ANIMALI

Laddove sussista una stalla, la costruzione della concimaia è dovuta in relazione all'obbligo di rispettare l'art. 233 del testo unico delle leggi sanitarie, secondo cui le stalle rurali per bovini ed equini, adibite a più di due capi adulti, devono essere dotate di una concimaia, atta ad evitare disperdimenti di liquidi.

La Deliberazione della Giunta regionale veneta n. 856 del 2012 non è applicabile in ipotesi di allevamenti zootecnici non rientranti nelle previste fattispecie del nuovo allevamento ovvero degli interventi di ampliamento anche accompagnati da adeguamenti tecnologici, per cui il caso resta disciplinato dal Regolamento comunale di igiene e sanità.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> ALTANE

Un... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... tanto non produce aumento di volumetria, in quanto la medesima – costituendo un terrazzo coperto collocato sulla parte più elevata di un edificio e di superficie inferiore a quella del piano di calpestio sottostante – si presenti "aperta", e quindi non abitabile o comunque utilizzabile a fini diversi da quelli cui è normalmente adibito un terrazzo.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> AUTOLAVAGGI

Il principio per cui la realizzazione degli impianti di carburanti è compatibile con qualsiasi destinazione urbanistica (D. Lgs. 32/1998) si applica agli impianti di autolavaggio soltanto quando la struttura è pertinenziale ad una stazione di servizio, non quando invece è autonoma.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> BARBECUE

Non costituisce nuova costruzione assoggettata a permesso di costruire ma «elemento di arredo di area pertinenziale dell'edificio» sottoposto al regime della comunicazione di inizio lavori il manufatto consistente in un barbecue con copertura costituita da una tettoia in legno e ardesia, sostenuta da due pilastri in legno di larice e da un muretto in pietra, aperto ai quattro lati e collocato sullo spigolo esterno della terrazza di ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> CALDAIA

E' illegittima la contestazione che ascrive agli interessati l'abuso consistito nella diversa allocazione dello strumento per riscaldare, con la derivata possibilità di adibire tale vano ad ingresso, laddove la p.a. non abbia compiutamente illustrato le ragioni in forza delle quali il progetto approvato del locale caldaia non avrebbe adibito l'ambiente anche al transito.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> CASSE E CASSONI

Anche qualora l'accatastamento dei cassoni contenenti la frutta all'interno di una recinzione sia di sviluppo tale da configurare una sorta di "edificio", esso rimane comunque il frutto di un comportamento dei produttori non disciplinato da norme edilizie, la cui valutazione può eventualmente esser fatta alla stregua delle norme di vicinato, nella misura e nei limiti in cui siffatto comportamento impedisca il pieno godimento e sfruttamento dei fondi confinanti.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> CENTRI COMMERCIALI

Un sovrappasso provvisorio funzionale alla temporanea soluzione di problemi di viabilità nell'ambito di un progetto di sistemazione stradale di interesse comunale che coinv... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l'area sulla quale insiste un centro commerciale, riveste interesse pubblico, vieppiù esistendo un'apposita convenzione assimilabile in tutto alle convenzioni urbanistiche di lottizzazione che evidenzia alla base dell'accordo il soddisfacimento di un'esigenza pubblica seppure collegata a interessi di un soggetto privato.

Il presupposto per la qualificazione di una struttura come centro commerciale è l'utilizzo di infrastrutture comuni e spazi di servizio gestiti unitariamente.

Non tutte le grandi strutture di vendita sono necessariamente centri commerciali ma possono qualificarsi tali solo in presenza di determinati requisiti funzionali, quali la gestione unitaria e l'esistenza di strutture funzionalmente collegate.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> CENTRI CULTURALI

La nozione di "centro culturale" dal punto di vista urbanistico configura un'opera di interesse collettivo, ossia una categoria logico-giuridica certamente distinta rispetto a quella delle opere pubbliche in senso stretto, ma che tuttavia comprende quegli impianti ed attrezzature che, sebbene non destinati a scopi di stretta cura della P.A., siano idonei a soddisfare bisogni della collettività, ancorché vengano realizzat... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... da soggetti privati.

Agli effetti della normativa urbanistica un immobile destinato a sede di un'associazione religiosa non può essere qualificato come «centro culturale», in quanto destinato alla soddisfazione di bisogni specifici e non di esigenze primarie della generalità dei consociati.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> CHIOSTRINA

La chiostrina costituisce uno spazio, funzionale a dare aria e luce ai cosiddetti ambienti di servizio (bagni, corridoi, locali deposito, ecc.), vale a dire a tutti gli quegli ambienti non destinati ad essere abitati destinati a soddisfare esigente igieniche e a garantire la salubrità degli edifici, che può esser ubicata all'interno di un edificio ovvero può esser prevista nell'ambito di un'unica progettazione relativa a più edifici, non essendoci alcun impedimento al fatto che la chiostrina costituisca un'area contornata da unità immobiliari distinte.

La copertura di un chiostrino, realizzando un nuovo volume coperto, non può considerarsi opera di manutenzione, né ordinaria né straordinaria, poiché entrambi i concetti presuppongono l'esistenza di un edificio o comunque di un'opera che, medi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...uni lavori, si intende mantenere o migliorare nel suo stato.

E' legittimo qualificare come chiostrina lo spazio esistente tra due edifici di proprietà di soggetti diversi e non in condominio, specie se operata con riguardo all'esigenza di applicare nel caso concreto la specifica normativa edilizia comunale, la cui testuale formulazione (nel caso di specie con l'uso del plurale) consente tale lettura.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> CONDUTTURE E TUBAZIONI

Le condutture idriche sono di proprietà pubblica vuoi perché le tubazioni accedono alla parte sottostante la rete stradale, vuoi per l'uso collettivo del servizio idrico fruibile a mezzo delle stesse condutture.

L'insistenza di parte della condotta in sottosuolo privato non esime l'Amministrazione dall'autorizzare, in presenza delle condizioni di legge, l'esecuzione dell'opera, dovendo poi essere cura di chi vi abbia interesse richiedere il necessario consenso ai proprietari privati per la costituzione della relativa servitù.

Il D.M. 17 aprile 2008 non si applica alla progettazione e realizzazione di azotodotti.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> COPERTURA DI CANALI

E' legittim... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o di una proposta di piano di recupero che, pur prevedendo di realizzare gli standard urbanistici mediante copertura parziale di un canale, sia stato presentato senza aver preventivamente ottenuto l'assenso del Consorzio di bonifica specificamente competente.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> CUCINA

La realizzazione di un angolo cottura è pieno indice dell'intervenuto mutamento di destinazione da magazzino ad uso abitativo.

La trasformazione di un deposito/magazzino, mediante la realizzazione di opere di impiantistica e la predisposizione di servizi con una dotazione incompatibile con la originaria destinazione, concreta una modifica della destinazione d'uso, in quanto, se può anche essere plausibile che in un deposito esista un servizio igienico, non è certo giustificabile la presenza di una cucina.

Lungi dall'assumere l'invocato carattere di manutenzione straordinaria, l'edificazione di una cucina in ampliamento alla casa di abitazione non può che essere qualificata come sensibile trasformazione dei volumi e delle preesistenti superfici nonché dell'aspetto esteriore degli edifici, tale da comportare il sicuro assoggettamento al regime concessorio.

OPERE ED IN... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...> CASISTICA --> DEPOSITI DI ARTICOLI PIROTECNICI

L'art. 4 del Decreto del Ministro dell'Interno 9 agosto 2011 sui depositi di articoli pirotecnici detta disposizioni di carattere tecnico non derogabili, la cui incidenza, oltre a risultare rilevante per la conduzione di attività imprenditoriali, non può restare estranea all'ambito di una puntuale valutazione da parte del Comune, trattandosi di garantire la tutela della pubblica incolumità prim'ancora che il diritto – costituzionalmente garantito dall'art. 41 della Costituzione – di iniziativa economica privata.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> DEPOSITO ATTREZZI E RICOVERO BESTIAME

È consustanziale alla nozione di deposito, quale entità edilizia, la sua attitudine a conservare e custodire beni materiali di diversa natura ed è corollario di tale attitudine la caratteristica che il deposito sia chiuso su tutti i lati, proprio per permettere l'effettiva esplicazione dell'attività di conservazione e custodia. Infatti, un immobile destinato a deposito non ancora perfezionato nelle sue chiusure perimetrali potrebbe piuttosto essere assimilato ad un porticato o ad un loggiato, aventi una ben diversa funzione architet... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...bene adibiti accidentalmente (e impropriamente) a locali di ricovero di materiali; insomma, perché un immobile possa essere qualificato funzionalmente come deposito è necessario che esso sia provvisto su tutti i lati delle murature perimetrali, ossia delle tamponature esterne.

Non possono essere qualificati come volumi tecnici i manufatti che non contengono impianti essendo invece destinati al ricovero di animali o al deposito di prodotti, attrezzi e macchinari.

Le opere che includono un incremento volumetrico e una modificazione tipologica e funzionale del manufatto preesistente (nella specie, da locale adibito a ricovero di animali domestici e a deposito di attrezzi di lavoro a locale ad uso abitativo) non sono ascrivibili ad alcuna delle ipotesi di restauro normativamente prestabilite.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> EDILIZIA SPERIMENTALE BIOCLIMATICA

Le opere necessarie per la corretta realizzazione di un fabbricato sperimentale bioclimatico già autorizzato costituiscono opere di completamento e non ristrutturazione edilizia.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> EDILIZIA TRADIZIONALE

Poiché nella Regione Puglia il c.d "caseddhu" costituisce... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...to di carattere storico e tipologico della tradizione costruttiva locale da salvaguardare, è illegittimo per violazione della L.R. 13/2008 il diniego di permesso di costruire motivato in relazione all'incompatibilità di esso con la tipologia edilizia prescritta.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> ESPOSIZIONE MOBILI

L'esposizione di mobili è fisiologicamente compatibile non solo con una destinazione commerciale, ma anche con quella artigianale.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> FACCIATA

Per facciata deve intendersi la struttura di un edificio rivolta verso l'esterno, ed in particolare il lato perimetrale esterno contenente l'ingresso principale, ossia l'involucro del fabbricato nel suo fronte principale.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> EDILIZIA SCOLASTICA

Per effetto della riforma operata dalla legge n. 508 del 1999, gli istituti di alta formazione artistica e musicale sono stati separati dalla disciplina dell'istruzione secondaria e di conseguenza dell'edilizia scolastica. Alle prime si applica quindi la normativa vigente in materia di edilizia universitaria e per esse vale la normativa di favore in materia di concessione gratuita di beni ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...espressamente dettata per le università.

Il D.M. 18 dicembre 1975, che prevede indici e standard per la progettazione e realizzazione di nuove scuole pubbliche, costituisce la normativa tecnica di riferimento anche per le scuole che vogliano ottenere il riconoscimento della parità.

Come emerge da una piana interpretazione dei punti 3.0.4. e 3.0.5. del D.M. 18 dicembre 1975, la deroga alla disposizione secondo la quale l'attività didattica delle scuole materne deve necessariamente svolgersi al piano terra, non è soddisfatta da una semplice e generica non incompatibilità con le previsioni del piano regolatore.

Il D.M. 18 dicembre 1975 ammette la deroga alla disposizione secondo la quale l'attività didattica delle scuole materne deve necessariamente svolgersi al piano terra solo quando vi sia un'espressa previsione regolatore negli strumenti urbanistici, giustificata dalla necessità di assicurare la presenza di una scuola nonostante vi siano delle condizioni che impediscono di soddisfare le prescrizioni secondo le quali ogni edificio scolastico deve essere strato appositamente realizzato a questo scopo e, se relativo a scuole materne, deve essere a diretto contatto con il terreno di gioco ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tà all'aperto.

La realizzazione di un centro pasti a servizio delle scuole comunali costituisce un'opera pubblica che è realizzabile in una z.t.o. destinata ad attrezzature collettive e ciò a prescindere dal fatto che l'infrastruttura sia realizzata con il sistema del project financing o che la stessa sia gestita da un soggetto privato.

La necessità del rispetto delle sopravvenute prescrizioni in materia di edilizia scolastica non può giustificare l'effettuazione di interventi edilizi in violazione del regolamento condominiale.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> FONDI A LIVELLI DIFFERENTI

Il precetto di cui all'art. 913 cod. civ. è dettato primariamente per disciplinare gli scoli d'acqua naturali così che, quando lo si applichi ai fondi che abbiano già visto una modifica per mano dell'uomo con attività di edificazione, deve essere valutato in un'ottica che tenga conto della situazione, già cambiata rispetto a quella naturale, messa a raffronto con quella nuova venutasi a creare nel caso sia seguito un ulteriore intervento umano.

L'art. 913 cod. civ., in tema di scolo delle acque, ponendo a carico del proprietario, sia del fondo... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...che di quello superiore, l'obbligo di non alterare la configurazione naturale del terreno, non vieta tutte le possibili modificazioni incidenti sul deflusso naturale delle acque, ma impedisce soltanto quelle che alterino apprezzabilmente tale deflusso, rendendo più gravosa la condizione dell'uno o dell'altro fondo.

L'estensione della proprietà fondiaria al sottosuolo, ai sensi dell'art. 840 c.c., non va confusa con la proprietà del fondo sottostante, cioè posto ad una quota inferiore, di talchè la titolarità dell'uno non implica l'appartenenza dell'altro.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> FRAZIONAMENTO EDILIZIO

Il frazionamento in vari ambienti autonomi e separati di un'unità immobiliare preesistente non implica necessariamente l'apertura di nuove porte o finestre sul prospetto dell'edificio interessato.

Ove un'area edificabile venga successivamente frazionata in più parti tra vari proprietari, la volumetria disponibile ai sensi della normativa urbanistica nell'intera area permane invariata, con la conseguenza che, nell'ipotesi in cui sia stata già realizzata sul fondo originario una costruzione, i proprietari dei vari terreni, in cui detto fondo &... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...to frazionato, hanno a disposizione solo la volumetria che residua tenuto conto dell'originaria costruzione e in proporzione della rispettiva quota di acquisto.

Il frazionamento di un edificio in più unità abitative costituisce un intervento di ristrutturazione c.d. «pesante».

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> GALLEGGIANTI, BARCHE E BARCONI

Per la realizzazione di strutture galleggianti stabilmente ancorate alle sponde di un fiume ed utilizzate come abitazioni, ambienti di lavoro ovvero di ristorazione, ritrovi, depositi, magazzini e simili e, quindi, non destinate a soddisfare esigenze meramente temporanee, è necessario il permesso di costruire.

Un bene può essere considerato immobile se il collegamento con il suolo è funzionale in modo permanente o almeno duraturo alla sua utilizzazione: il bene deve realizzare interessi meritevoli di tutela in relazione ad un luogo determinato.

Gli edifici galleggianti non sono inamovibili, ma vengono considerati tali in virtù di una finzione giuridica che si rapporta, non alle loro qualità naturali, ma alle modalità di loro utilizzazione.

Il barcone stabilmente ancorato al suo... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... trent'anni mediante grossi cavi metallici e destinato ad esigenze non temporanee ma permanenti costituisce un bene immobile ai sensi dell'art. 812 c.c. ed ha dunque necessità di un assenso di ordine edilizio.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> GARAGE

Un box di rilevanti dimensioni, strutturalmente e funzionalmente autonomo rispetto al fabbricato principale integra un vero e proprio volume necessitante del permesso di costruire.

La creazione di un apprezzabile numero di box anche se ceduti in locazione a terzi determina un incremento del carico urbanistico in ragione del notevole incremento di presenza umana e di circolazione di mezzi di trasporto.

Ai fini di un'istanza di condono edilizio, al manufatto definito "corpo di fabbrica in piano terra ad uso garage" va riconnessa natura residenziale, essendo il garage complementare alla destinazione abitativa.

Un manufatto edilizio destinato ad autorimessa non rientra nel novero delle fattispecie di tettoia preordinata al riparo da eventi atmosferici e come tale, costituendo nuovo volume, non può essere considerato realizzabile quale attività edilizia libera.

Il piano fuori terra asseritamente adibito a garage ma non... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e con veicoli data la differenza di quota tra strada e pavimento non può essere qualificato come autorimessa e applicare le norme comunali che consentono di scomputare i locali che hanno tale destinazione dalla volumetria complessiva.

Le scaffalature collocate a ridosso delle pareti di un garage, per destinazione e volume di ingombro, non sono incompatibili con la persistente utilizzazione del locale conformemente alla sua destinazione.

Non costituisce pertinenza un garage, comportante nuova volumetria, costruito a ridosso di una abitazione, qualsiasi siano le sue modalità di realizzazione.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> GAZEBO

La realizzazione di un gazebo poggiante su una piattaforma in cemento costituisce intervento di ristrutturazione edilizia, a maggior ragione in area sottoposta a vincolo paesaggistico.

Il gazebo di modeste dimensioni e di carattere non impattante, essendo privo di autonomia funzionale, appare esente dall'assoggettamento al permesso di costruire, potendo essere considerato alla stregua di un intervento assentibile tramite l'odierna s.c.i.a., ai sensi dell'art. 22 del d.p.r. 6 giugno 2001 n.380.

Gazebo non precari, ma funzionali a soddisfare ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rmanenti, vanno considerati manufatti alteranti lo stato dei luoghi, con un sicuro incremento del carico urbanistico, a nulla rilevando la precarietà strutturale del manufatto, la rimovibilità della struttura e l'assenza di opere murarie, posto che il gazebo non precario non è deputato ad un suo uso per fini contingenti, ma è destinato ad un utilizzo per soddisfare esigenze durature nel tempo e rafforzate dal carattere permanente e non stagionale.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> IMPIANTI CREMATORI

È da escludere che un impianto crematorio al servizio di un cimitero sia un impianto di smaltimento di rifiuti urbani speciali.

L'impianto crematorio non è industria insalubre.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> IMPIANTI ENERGETICI --> FONTI RINNOVABILI

Un dottore agronomo non è progettista abilitato alla presentazione della dichiarazione ai sensi dell'art. 6, comma 2, d.lgs 28 del 2011 in quanto in nessuna delle attività elencate nella legge 7 gennaio 1976 n.3 sono inclusi riferimenti alla attività di progettazione di impianti di produzione di energie da fonti rinnovabili.

In merito alla possibilità di r... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...n impianto di produzione di biogas da biomasse anche in zona agricola, l'art. 12, co. 7, d. lgs. n. 387/2003 non prevede affatto una immediata possibilità di deroga alla zonizzazione comunale, ma si limita a non impedire che ciò possa avvenire qualora – nel bilanciamento degli interessi pubblici presenti e tenuto conto degli elementi indicati dal legislatore – si ritenga che la ubicazione in zona agricola risulti ragionevole ed opportuna.

Appare eccessivo e in definitiva sproporzionato e illogico –anche alla luce dell'esigenza, legislativamente riconosciuta, d'incentivare la produzione di energia con fonti rinnovabili, e di favorire soluzioni di risparmio energetico - che la Soprintendenza esiga la installazione di pannelli fotovoltaici sull'intero sistema di falda, pretendendo la realizzazione di una "copertura totalmente fotovoltaica", e questo al di là della effettiva assurdità tecnica e insostenibilità economica della operazione.

La natura agricola di un fondo non costituisce un impedimento alla realizzazione su di esso di un impianto fotovoltaico di tipo industriale, senza che ci sia la necessità di ricorrere ad una variante urbanistica: il permesso di costruire di un tale impianto inf... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...te il conseguimento di un vantaggio economico.

Non è dato scorgere la ragione per cui una normale pensilina in legno lamellare di dimensioni contenute, sulla quale saranno posati i pannelli fotovoltaici, non possa ritenersi compatibile con il contesto di un parcheggio per autoveicoli.

Nella Regione Liguria, giusta la previsione di cui all'art. 21 ter, comma 1, della legge edilizia regionale n. 16 del 2008, gli impianti fotovoltaici con potenza fino a 20 kw rientrano nel novero degli interventi che possono essere realizzati sulla base della procedura abilitativa semplificata (PAS) e non necessitano, pertanto, di autorizzazione provinciale.

Le opere funzionali agli impianti di produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile sono espressamente qualificate dalla legge come opere di pubblica utilità, in quanto la produzione di energia pulita è incentivata dalla legge in vista del perseguimento di preminenti finalità pubblicistiche correlate alla difesa dell'ambiente e dell'eco-sistema.

La comparazione tra i diversi interessi coinvolti nel rilascio dei titoli abilitativi – ivi compreso quello paesaggistico - alla realizzazione o al mantenimento di un impianto di energia elettrica da font... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...le (nella specie da fonte solare), nei casi in cui l'opera progettata dal privato ha una espressa qualificazione legale in termini di opera di pubblica utilità, non può ridursi all'esame della ordinaria contrapposizione interesse pubblico/interesse privato, che connota generalmente il tema della compatibilità paesaggistica negli ordinari interventi edilizi, ma impone una valutazione più analitica che si faccia carico di esaminare la complessità degli interessi coinvolti.

Ai fini del calcolo della potenza elettrica nominale di un impianto eolico, i limiti di capacità di generazione e di potenza sono da intendersi riferiti alla somma delle potenze nominali dei singoli impianti di produzione facenti capo al medesimo punto di connessione alla rete elettrica, appartenenti allo stesso soggetto, ovvero a soggetti che si trovino in posizione di controllante o controllato, ovvero che siano riconducibili ad unico centro di interesse.

L'attività consistente in lavori di manutenzione ordinaria tesi ad un ammodernamento impiantistico - tecnologico di apparecchiature tecniche, senza alcuna modifica dell'aspetto figurale e strutturale degli impianti è esonerata dall'autorizzazione unica di cui all'art. 12 D.M... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...03 in quanto assoggettata a D.I.A. dall'art. 11.5 del Decreto Ministeriale 10 settembre 2010, recante le Linee Guida per l'autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili, che, a tal proposito, così recita: "sono soggette a D.I.A. le opere di rifacimento realizzate sugli impianti fotovoltaici ed eolici esistenti che non comportano variazioni delle dimensioni fisiche degli apparecchi, della volumetria delle strutture e dell'area destinata ad ospitare gli impianti stessi, né delle opere connesse".

L'impianto fotovoltaico privo di autorizzazione paesaggistica non può essere qualificato come opera di pubblica utilità, indifferibile e urgente, atteso che l'art. 12 d.lgs. n. 387-2003 attribuisce tale qualificazione solo alle opere "autorizzate ai sensi del comma 3", vale a dire solo a quelle che già abbiano ottenuto l'autorizzazione unica, la quale sconta l'avvenuta verifica del rispetto delle normative vigenti in materia di tutela dell'ambiente, di tutela del paesaggio e del patrimonio storico-artistico (e che costituisce, ove occorra, variante allo strumento urbanistico).

Il provvedimento di ammissione alle tariffe incentivanti per i grandi impianti fotovoltaici ha valenza ricognitiva e non cost... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... diritto all'acquisto del diritto all'incentivo.

L'impianto fotovoltaico recintato da un muretto in calcestruzzo e dalla relativa palificazione, per un'altezza di due metri e mezzo, costituisce un'opera edilizia di nuova edificazione, per cui sconta la verifica della conformità alle norme urbanistico-edilizie vigenti nel Comune (e in particolare, nella specie, la strumentalità dell'opera alla coltivazione del fondo).

Il manufatto costituito da un impianto fotovoltaico recintato da un muretto in calcestruzzo e dalla relativa palificazione è qualificabile come nuova edificazione necessitante dell'apposito titolo edilizio.

La collocazione di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica, sostanzialmente equiparabile ad un impianto industriale, in zona destinata agricoltura incide sull'andamento dell'attività agricola, influendo sui prezzi dei terreni ed impedendo le normali sinergie che devono crearsi fra gli imprenditori attivi nella stessa zona omogenea.

Il termine di conclusione del procedimento di autorizzazione unica ex art. 12 d.lgs. n. 387 del 2003, non inizia a decorrere se la documentazione allegata all'istanza non corrisponde alle previsioni legali e se le pertinenti ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i integrazione formulate dall'Amministrazione non trovano adeguato riscontro. La conferenza dei servizi prevista dall'art. 12 d.lgs. n. 387/2003 è infatti un modulo di semplificazione procedimentale che va tempestivamente attivato solo se l'istanza da esaminare possieda i requisiti minimi di ammissibilità.

La qualità di pubblico interesse e di pubblica utilità riconosciuta, in via generale, all'utilizzazione delle fonti di energia di cui al comma 3 dell'art. 1 della legge n. 10 del 1991 (quali il sole, il vento, l'energia idraulica, le risorse geotermiche, le maree, il moto ondoso e la trasformazione dei rifiuti organici o di prodotti vegetali) è intrinsecamente collegata alle relative opere a tal fine necessarie, dichiarate pertanto indifferibili ed urgenti ai fini dell'applicazione delle leggi sulle opere pubbliche (comma 4 dell'art. 1 della legge n. 10 del 1991).

La costruzione e l'esercizio di impianti per l'energia da fonti rinnovabili sono attività economiche non riservate agli Enti locali, non soggette a regime di privativa, che non rientrano nella nozione di servizio pubblico locale, di cui agli artt. 112 e ss. del d. lgs. 18 agosto 2000 n. 267.

Se la costruzione e l'esercizio di impia... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...taici finalizzati alla produzione di energia elettrica non possono essere sussunti nella categoria del "servizio pubblico", si tratta comunque di attività qualificate espressamente dal legislatore come "di pubblico interesse e di pubblica utilità".

La produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici (e in generale da fonti rinnovabili) non può essere considerata alla stregua di qualsiasi bene commerciabile in una economia di libero mercato in relazione ai ripetuti interventi legislativi diretti alla regolamentazione del relativo mercato, attraverso la determinazione di tariffe incentivanti e di prezzi minimi garantiti.

La lievitazione dei costi di gestione degli impianti fotovoltaici (tra i quali debbono essere inclusi anche quelli relativi al trasporto della energia prodotta) non può che ripercuotersi, nel lungo periodo, sugli utenti finali della energia elettrica prodotta, con conseguente elusione della finalità cui è preordinato il regime concessorio differenziato previsto dall'art. 63 comma 2, lett. f), del d.lgs. n. 446/1997 e s.m.i.

È costituzionalmente illegittima la disposizione della legge regionale che preveda un divieto arbitrario, generalizzato e indiscriminato di lo... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, specie nell'ipotesi in cui tali aree siano state individuate senza una adeguata e preventiva istruttoria che tenesse conto dei diversi interessi coinvolti, come previsto dalle "Linee Guida" approvate con D.M. 10 settembre 2010, e sia stata interdetta l'installazione di ogni tipo di impianto alimentato da fonte di energia alternativa, indipendentemente dalla sua tipologia o potenza.

Il legislatore regionale non può procedere autonomamente all'individuazione dei siti nei quali non è consentita la costruzione degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, potendo ciò avvenire solo sulla base delle linee guida nazionali di cui al D.M. 10 settembre 2010, la cui adozione è ispirata al principio di leale collaborazione tra Stato e Regioni.

Il decreto 10 settembre 2010 del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e con il Ministro per i beni e le attività culturali, recante «Linee guida per l'autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili», contiene norme finalizzate a disciplinare, in via generale ed astratta, il procedimento di autori... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...la installazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili, alle quali sono vincolati tutti i soggetti, pubblici e privati, coinvolti nell'attività in questione, con la conseguenza che ha natura regolamentare.

E' illegittima la misura del sostanziale blocco generalizzato (tranne alcune eccezioni) di tutto il settore dell'energia eolica.

Il settore dell'energia eolica è caratterizzato dalla compresenza di molteplici interessi, pubblici e privati, aventi tutti dignità costituzionale: da un lato la tutela del paesaggio, dall'altro la tutela dell'ambiente, della salute, dello sviluppo sostenibile e dell'iniziativa economica privata che si intendono perseguire mediante lo sfruttamento delle fonti di energia rinnovabili e non inquinanti quali anche l'energia eolica.

E' illegittima la delibera regionale che dispone la procedibilità delle sole domande che hanno già ultimato positivamente la procedura di V.I.A, determinando un sostanziale e generalizzato quanto illegittimo blocco della installazione di impianti eolici nel territorio regionale.

La legge statale assoggetta l'installazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili di energia ad una disciplina generale caratterizzata da u... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nto che si conclude di norma con il rilascio di una autorizzazione unica.

L'aumento della soglia di potenza per la quale, innalzando la capacità rispetto ai limiti di cui alla tabella A allegata al d.lgs. n. 387 del 2003, la costruzione dell'impianto risulta subordinata a procedure semplificate, è stato ritenuto illegittimo, in quanto l'individuazione di maggiori soglie di capacità di generazione degli impianti energetici da fonti rinnovabili e di caratteristiche dei siti di installazione, per i quali si proceda con procedure semplificate, possono essere individuate solo con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, d'intesa con la Conferenza unificata, senza che la Regione possa provvedervi autonomamente.

Sono incostituzionali le norme regionali che prevedono aree non idonee all'installazione degli impianti eolici e i criteri per individuare le suddette zone: l'indicazione da parte delle Regioni dei luoghi ove non è possibile costruire i suddetti impianti può avvenire solo a seguito della approvazione delle linee guida nazionali per il corretto inserimento degli impianti eolici nel paesaggio da parte della Conferenza unificata... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ..., co. 10, d. lgs. 387/2003.

È incostituzionale la norma regionale che subordini la costruzione di impianti di produzione di energia alternativa alla necessaria previa adozione da parte dei Comuni di uno specifico strumento di pianificazione.

Diversamente dagli impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti, gli impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili sono da considerare ontologicamente compatibili con le zone classificate come agricole.

La localizzazione di un impianto eolico non richiede la destinazione industriale dell'area e non incontra preclusioni nelle destinazioni urbanistiche, salvo che non si tratti di impianti ad alto impatto ambientale o paesaggistico.

L'art. 12, co. 10, d.lgs. 387/2003 non consente alle Regioni di provvedere autonomamente alla individuazione di criteri per il corretto inserimento nel paesaggio degli impianti alimentati da fonti di energia alternativa.

La mancanza di linee guida nazionali, assunte secondo modalità informate al principio di leale collaborazione, preclude alle Regioni di procedere ad una autonoma individuazione dei criteri generali o delle aree e siti non idonei alla localizzazione degli impianti di produzione ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...da fonti rinnovabili.

Il legislatore regionale non può prevedere soglie massime di produzione di energia da fonti rinnovabili sul suo territorio, in tal modo, pone una disciplina che opera in modo diametralmente opposto rispetto alle norme internazionali (Protocollo di Kyoto, ratificato e reso esecutivo con legge 120/2002) e comunitarie (art. 3 direttiva n. 2001/77/CE) le quali, nell'incentivare lo sviluppo delle suddette fonti di energia, individuano soglie minime di produzione che ogni Stato si impegna a raggiungere entro un determinato periodo di tempo.

È costituzionalmente illegittima la disposizione regionale che vieta la realizzazione di impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica in determinate parti del territorio regionale, dovendosi riconoscere prevalente risalto al profilo afferente alla gestione delle fonti energetiche in vista di un efficiente approvvigionamento presso i diversi ambiti territoriali rispetto a profili di tutela ambientale o paesaggistica.

In base ai principi posti dall'art. 12 commi 3 e 4 D.L. vo n. 387/2003, la costruzione e l'esercizio degli impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili, richiedono un'autorizzazione unica, a seguito di un proce... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...quale partecipano tutte le Amministrazioni interessate, mediante conferenza dei servizi; in tal modo, le determinazioni delle amministrazioni interessate, devono essere espresse solo in quella sede, così da assicurare l'unicità del procedimento, mediante il coordinamento dei vari interessi pubblici, rilevanti per l'autorizzazione unica finale.

Pur ad ammettere la natura perentoria del termine di 180 giorni previsto dall'art. 12, comma 4, ultimo periodo, D.L. vo 29 dicembre 2003, n. 387, per la conclusione del procedimento finalizzato al rilascio dell'autorizzazione unica alla costruzione di impianti di energia eolica e decorrente dalla data della presentazione della relativa domanda, decisivo è il rilievo che il termine in questione è stato fissato dal Legislatore nell'esclusivo interesse del richiedente l'autorizzazione, sicché è solo questi che può pretenderne il rispetto e lamentarsi del suo mancato rispetto, mentre analogo interesse non ha il soggetto espropriando.

Il riferimento alle "Amministrazioni interessate", contenuto nell'inciso del primo periodo del comma 4 dell'art. 12 del D.L. vo n. 387 del 2003, riguarda testualmente la partecipazione al procedimento autorizzatorio nel suo complesso e ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nferenza dei servizi decisoria convocata per l'assunzione della determinazione finale, in relazione alla quale, l'individuazione delle Autorità chiamate ad esprimere la loro decisione rimane regolata dalla disposizione di cui all'art. 14 della L. n. 241/1990 che circoscrive la legittimazione alla conferenza decisoria alle sole amministrazioni cui spetti per legge esprimere, sull'oggetto del procedimento, "intese, concerti, nulla osta o assensi comunque denominati".

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> IMPIANTI PRODUTTIVI

I proprietari di una lottizzazione industriale abusiva non hanno una legittima posizione, giuridicamente meritevole di tutela, a sindacare l'omessa considerazione della stessa nella pianificazione urbanistica, per cui le loro posizioni appaiono necessariamente recessive rispetto agli interessi pubblici al riequilibrio del territorio.

In assenza di qualsiasi altra connotazione del criterio della "preminenza delle attività artigianali" (che potrebbe essere dimensionale, qualitativa, estensiva e quant'altro), è corretto collegare il citato concetto con il dato numerico, nella sua crudezza, delle imprese presenti nell'area, in relazione alla loro sede.

Altro è un... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a ciminiera o un'antenna dalla forma cilindrica e verticale e altro ancora, per il diverso ingombro e la differente sagoma architettonica, sono i capannoni di stoccaggio in progettazione, sicché non è applicabile ai secondi l'eventuale beneficio concesso ai primi dalle NTA.

Il potere di pianificazione del territorio non può precludere insediamenti industriali in zone a destinazione agricola, salvo che in via eccezionale, quando cioè si sia in presenza di un assetto agricolo di particolare pregio, consolidato da tempo remoto ovvero favorito da opere di bonifica, ciò anche in considerazione del fatto che la destinazione agricola ha in realtà lo scopo di impedire insediamenti abitativi residenziali e non già quello di precludere in via assoluta e radicale qualsiasi intervento urbanisticamente rilevante.

Anche la realizzazione di impianti tecnologici può variare lungo una scala di rilevanza che parte dalla manutenzione ordinaria (integrazione e mantenimento in efficienza degli impianti esistenti), passa per il risanamento conservativo e per la ristrutturazione (inserimento di nuovi impianti), e arriva a differenti tipologie di nuova costruzione (realizzazione di infrastrutture e impianti con trasfo... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rmanente di suolo inedificato, realizzazione di impianti per attività produttive all'aperto).

La procedura semplificata di localizzazione degli impianti produttivi prevista dal D.P.R. 447/1998 è applicabile anche alle discoteche.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> IMPIANTI PRODUTTIVI --> LAVORAZIONI INSALUBRI

Pur rimanendo distinto dallo strumento urbanistico generale e dalle sue varianti, la regolamentazione restrittiva alle industrie insalubri collocate sul territorio comunale assume una penetrante connotazione urbanistica: circostanza che permette l'applicazione dei principi affermati con riguardo alla normativa urbanistica.

l'Ente locale non può introdurre ex novo norme di portata generale in materia di prevenzione sanitaria, che non siano il frutto di puntuali prescrizioni o di specifiche indicazioni provenienti dall'autorità istituzionalmente competente in materia.

Un letamaio è del tutto inadeguato a consentire la permanenza dell'industria insalubre di prima classe, ai sensi dell'art. 216 del T.U.LL.SS., all'interno del centro abitato (tale essendo ex lege, secondo quanto prescrive il D.M. 5.9.1994, lett. C), n. 1.

L'art. 216 del T.U. n.... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...on contiene un divieto assoluto di insediamento di un'industria di prima classe nell'abitato, ove sia provato che per l'introduzione di nuovi metodi o speciali cautele, il suo esercizio non reca nocumento alla salute del vicinato. In ogni caso è consentito fissare, con norme regolamentari, parametri più rigorosi di quelli rinvenibili nell'art. 216 al fine di conseguire una più intensa tutela della salute pubblica.

L'art. 216 t.u.l.s., nel consentire la permanenza delle industrie insalubri nei centri abitati a certe condizioni e accorgimenti tecnici, non ha autorizzato il Comune a disporre una deroga al disposto della norma, tale da porre nel nulla il precetto che vuole lontane dagli abitati le lavorazioni insalubri.

L'art. 216 R.D. 1265/1934 non prescrive alcuna distanza minima tra gli allevamenti di animali e le abitazioni, ma fissa solo una regola generale in base alla quale gli opifici classificati come industrie insalubri devono essere tenuti ad una distanza adeguata dalle abitazioni, in funzione dei rischi concreti che rappresentano e tenuto conto delle possibili opere di mitigazione degli stessi.

Qualora la Regione abbia approvato delle "linee guida" per la determinazione delle distanze tra allevam... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...bitazioni e le stesse siano indirizzate ai comuni allo scopo di orientare l'esercizio del potere regolamentare, la loro inosservanza non determina di per sé l'illegittimità del titolo edilizio, a meno che l'indirizzo non sia stato recepito in una norma interna dell'amministrazione stessa , e da quest'ultima, successivamente al recepimento, violata.

Chi colloca la propria attività potenzialmente insalubre in prossimità di abitazioni di terzi, anche quando le norme non fissino distanze minime, non può sottrarsi all'obbligo di esercitare tali attività in maniera compatibile con i limiti e con i diritti dei terzi, sia che discendono dalle norme del codice civile che dalle disposizioni speciali riferite alla natura delle suddette attività: eventuali violazioni di tali norme, tuttavia, rileva solo dal punto di vista igienico-sanitario e non da quello della legittimità del titolo edilizio.

L'art. 216 del T.U. LL. SS. ha lo scopo di impedire che dallo svolgimento di determinate lavorazioni possa derivare pericolo per la salute dei cittadini.

La tutela della salute dei cittadini non può dirsi razionalmente perseguito da norme urbanistiche fondate sul solo dato della distanza dall'a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...manufatto in cui esercitare l'attività insalubre, senza dunque verificare se esso, in quanto oggettivo limite alla libera iniziativa privata, sia o meno superabile, tenuto conto dei progressi della scienza e della tecnologia in campo di abbattimento dell'impatto delle attività insalubri.

L'installazione nell'abitato di una industria insalubre non è di per sé vietata in assoluto, dal momento che l'art. 216 T.U.LL.SS. n. 1265 del 1934 lo consente se la stessa installazione è accompagnata dall'introduzione di particolari metodi produttivi o cautele in grado di escludere qualsiasi rischio di compromissione della salute del vicinato.

Gli art. 216 e 217 del T.U.LL.SS., che non fissano una determinata distanza da osservare, conferiscono al Comune ampi poteri in materia di industrie insalubri, anche prescindendo da situazioni di emergenza, a condizione però che siano dimostrati, da congrua e seria istruttoria, gli inconvenienti igienico-sanitari che eventualmente impediscano l'installazione di un tale tipo di industria.

L'art. 216 r.d. 27 luglio 1934 n. 1265 pone il canone della preclusione relativa per l'insediamento delle lavorazioni nocive all'interno degli abitati a salvaguardia e tutela delle buo... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ni di vita e di salute per la popolazione residenziale, ma consente tuttavia al gestore dell'impianto di dimostrare l'esclusione di qualsiasi rischio di compromissione della salute e dell'incolumità del vicinato, attraverso il ricorso a nuovi metodi produttivi o di peculiari cautele concretamente efficaci.

L'art. 216, t.u. n. 1265 del 1934 non costituisce un limite all'attività edilizia, ma opera sul distinto versante della tutela sanitaria della popolazione.

E' illegittimo il diniego di ubicazione di un'industria insalubre di prima classe senza che l'autorità competente all'autorizzazione dell'emissione abbia previamente proceduto alla specifica istruttoria ed abbia valutato adeguatamente, per gli specifici profili ambientali, l'istanza dell'impresa, anche al fine di prospettare eventuali proposte per escludere la pericolosità dell'impianto e per eliminare le possibili immissioni nocive delle relative lavorazioni per gli abitanti.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> IMPIANTI PRODUTTIVI --> OPERE DI URBANIZZAZIONE

Le aree site in zona di sviluppo industriale sono assoggettate al regime di urbanizzazione, rendendosi necessario che detti suoli siano dotati delle infrastrutture e attr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...cessarie al loro utilizzo urbanistico-edilizio e in particolare delle opere di urbanizzazione primaria costituite dalle strade di accesso, dalla rete idrica, dalla rete di distribuzione dell'energia elettrica, dalla rete di distribuzione di gas, dalla rete telefonica,dalla rete fognaria: tutte quelle infrastrutture, cioè, indispensabili a permettere un uso corretto delle opere edilizie insistenti sulle aree deputate ad ospitarle.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> IMPIANTI SPORTIVI

In materia di accordi di programma per la costruzione di un impianto sportivo, nessuna norma specifica impone che il parere del C.O.N.I. sia reso prima della sottoscrizione dell'accordo; resta fermo, tuttavia, l'obbligo per il privato di munirsi in sede esecutiva dei necessari titoli edilizi per adeguarsi alle indicazioni progettuali date nel parere del C.O.N.I..

Il fatto che talune modifiche progettuali ad un impianto sportivo siano approvate dalla Commissione Provinciale Vigilanza Locali Pubblico Spettacolo non comporta automaticamente il rilascio del titolo edilizio per le stesse, neppure se a detta commissione ha partecipato un rappresentante del Comune: tale organo, infatti, esprime delle valutazioni che attengono all'aspetto della sicu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...impianto e non anche all'aspetto della conformità edilizia dello stesso.

L'individuazione dall'ambito delle attività produttive - tra le quali si colloca la c.d. "macrocategoria" artigianale - di particolari attività artigianali connotate dalla loro immediata funzionalizzazione alla residenza e assimilabili a quelle commerciali di vendita al dettaglio, comporta in modo del tutto naturale che l'utilizzazione di un immobile, già a destinazione artigianale come palestra, ossia come attività artigianale posta al servizio della residenza, si configuri anche come passaggio tra destinazioni d'uso urbanisticamente rilevanti.

Nel caso in cui il piano paesaggistico vieti qualsiasi alterazione dell'andamento naturale del terreno, non può essere assentita la realizzazione di una piscina.

Il campo di calcetto di limitata estensione è compatibile con la destinazione residenziale della zona.

La copertura di un campo da tennis costituisce ampliamento volumetrico dell'impianto sportivo.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> IMPIANTI TECNOLOGICI

La norma regionale che qualifica come interventi edilizi "liberi" quelli che, non limitandosi a cons... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ntegrazione o il mantenimento in efficienza di impianti tecnologici già esistenti, includono anche la realizzazione di nuovi impianti (sia pure non comportanti la creazione di volumetria), si pone in contrasto con la disciplina del T.U. edilizia che assoggetta quest'ultima tipologia di intervento al regime della cila o della SCIA, a seconda della consistenza del manufatto.

Un sito di stoccaggio, nel quale il materiale deve essere trasportato, non può essere definito un impianto tecnologico perché è carente del connotate qualificante gli impianti in questione e, cioè, il collegamento all'edificio servito a mezzo di condutture, tubazioni, cavi e simili.

I beni culturali e ambientali in zona agricola possono essere sottoposti solo ad interventi di manutenzione straordinaria e di consolidamento nonché ad interventi per l'inserimento di impianti tecnologici comunque sempre nel rispetto delle caratteristiche strutturali e tipologiche degli edifici.

Gli impianti metallurgici e quelli di gestione dei rifiuti costituiscono realtà eterogenee sia sotto il profilo normativo, dato che sono previste da norme diverse, sia sotto il profilo della comune logica, dato che altro è un'acciaieria di s... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...one, che utilizza i rottami come materia prima per trasformarli in un prodotto da vendere, e altro è un inceneritore di rifiuti, che è volto a distruggerli senza nulla da essi ricavare, ovvero, nel caso di impianto di coincenerimento, li utilizza come combustibile per realizzare un diverso prodotto.

La pretesa di imporre ad un'acciaieria i limiti di emissioni validi per gli inceneritore di rifiuti non è giustificata dalle norme vigenti.

Negli impianti tecnologici al servizio di un edificio già esistente (tali sono i manufatti che contengono esclusivamente impianti tecnici di servizio: impianti elettrici, elettronici, per fornitura di gas, idrico-sanitari, antincendio, ascensori etc) non possono farsi rientrare gli impianti industriali al servizio di opifici industriali.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> IMPIANTO DI RISCALDAMENTO

Una caldaia di dimensioni contenute è un'apparecchiatura tecnologica e non può essere qualificata come opera di rilievo edilizio. Per cui gli unici impedimenti che possono sussistere alla sua collocazione su di un terrazzo sono di natura civilistico - condominiale, ma non certo di natura pubblicistica (salvo che la caldaia sia collocata in modo... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ttere in pericolo la statica del terrazzo o, in genere, l'incolumità pubblica).

La realizzazione di un impianto di cogenerazione a servizio di un edificio principale deve qualificarsi come intervento di manutenzione straordinaria.

La legge 1083/1971 che impone nella realizzazione degli impianti alimentati con gas combustibile il rispetto delle norme specifiche UNI-CIG deve essere necessariamente coordinata con la legge 10/1991 che regola l'evacuazione dei residui della combustione: va da sé che la conformità dell'impianto alla normativa tecnica UNI non esime dalla verifica dello stesso alla luce della normativa in materia di scarichi.

In materia di impianti di riscaldamento, la possibilità per il regolamento di igiene locale di integrare le ipotesi di deroga previste da norme di legge e di regolamento non deriva direttamente dall'art. 5, co. 9, del D.P.R. 412/1993 ma dalla funzione affidata dalla legge a tale regolamento.

Il regolamento di igiene locale può definire le soluzioni più adeguate alle fattispecie di dettaglio e financo derogare puntualmente alle norme di rango superiore, purché sia rispettato il principio generale dell'invarianza dei risultati e non siano disa... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... norme tecniche indicate nelle fonti superiori ovvero oggetto del consenso della comunità degli esperti.

Non contrasta con l'art. 42 Cost. il potere che ha la P.A. di ordinare l'adeguamento dell'impianto di riscaldamento agli standard tecnici previsti dalla legge.

Nel caso in cui venga sostituito un impianto termico condominiale con uno unifamiliare non è possibile derogare all'art. 5, co. 9, D.P.R. n. 412/1993 che prescrive che gli sbocchi degli impianti termici siti negli edifici costituiti da più unità immobiliari debbano essere collocati sopra il tetto.

È possibile derogare all'art. 5, co. 9, D.P.R. n. 412/1993 che prescrive che gli sbocchi degli impianti termici siti negli edifici costituiti da più unità immobiliari debbano essere collocati sopra il tetto soltanto nel caso di sostituzione di preesistenti impianti autonomi con nuovi impianti: in questo caso, se l'impianto da sostituire ha già uno scarico esterno, che non raggiunge il tetto dell'edificio, è possibile conservare tale configurazione senza realizzare lo scarico a tetto, purché si adotti un generatore di calore che soddisfi determinate caratteristiche.

L'ordine di adeguamento dell'impi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...caldamento non conforme a legge non rientra tra le ordinanze e contingibili in materia sanitaria previste dall'art. 50 D. Lgs. 267/2000.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> INTERVENTI DOVUTI PER LEGGE

La realizzazione di un intervento che costituisce adempimento dovuto per legge (nella specie, la realizzazione di una concimaia laddove esista una stalla, ai sensi dell'art. 233 del testo unico delle leggi sanitarie) non può essere censurata.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> LASTRICI SOLARI

Rendere praticabile il lastrico solare mediante apposizione di scala di accesso e di ringhiere non costituisce "nuova costruzione" né aumento di volumetria.

Il lastrico solare è una parte di un edificio che, pur praticabile e piana, resta un tetto, o quanto meno una copertura di ambienti sottostanti, mentre la terrazza è intesa come ripiano anch'esso di copertura, ma che nasce già delimitato all'intorno da balaustre, ringhiere o muretti, indici di una ben precisa funzione di accesso e utilizzo per utenti.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> LOCALI DI PUBBLICO SPETTACOLO

Il regolamento di polizia amministrativa può subordinar... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sione della licenza per pubblici spettacoli e trattenimenti danzanti tanto al rispetto delle previsioni urbanistico-edilizie quanto alla salvaguardia dei limiti stabiliti da un regolamento condominiale, senza per questo essere affetto da illogicità, contraddittorietà o sviamento di potere.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> MAGAZZINI

Un magazzino di stoccaggio è generalmente il luogo finale del processo produttivo ed è quindi strettamente correlato ad una destinazione industriale prima che commerciale, ruolo questo ultimo che potrà sopraggiungere successivamente alla distribuzione.

Il magazzino può integrare un'autonoma destinazione suscettiva di accedere a diverse tipologie urbanistiche, ma il loro eventuale mutamento è comunque subordinato alle prescrizioni dello strumento vigente, atteso che l'utilizzo di un locale di tal fatta è suscettivo di alterare l'impatto che un fabbricato ha sul territorio.

Il manufatto in legno di 2,16 mq, indipendentemente dal fatto che sia utilizzato come magazzino, costituisce una nuova costruzione.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> MANUFATTO AGRICOLO

L'art. 57, c. 2, lett. b), della l... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...8/1999 ammette sì la deroga all'altezza degli annessi agricoli, ma soltanto in sede di PUA ed esclusivamente per comprovate esigenze tecniche, secondo una valutazione di tipo discrezionale rispetto al progetto presentato; e il PUA ex art. 57 dev'esser approvato prima dell'intervento edilizio in deroga e non mai a sanatoria di questo, all'uopo apprestando l'ordinamento altri rimedi.

La realizzazione di un sottotetto evidenzia una destinazione del manufatto avulsa da qualsiasi legame funzionale con la conduzione del fondo agricolo: le caratteristiche del sottotetto non risultano cioè "serventi" rispetto al fondo.

Nella regione Piemonte, l'art 25 della L.R. 56/77, con la locuzione "residenze rurali" si riferisce ad ogni fabbricato utilizzato a fini residenziali e non strumentale all'attività produttiva, evincibile anche dal carattere e dalle dimensioni della struttura realizzata.

Una struttura avente dimensioni rilevanti e un carattere stabile che per la conformazione altera in modo significativo l'assetto del territorio non può esser considerata come volume tecnico ovvero avente carattere pertinenziale, strumentale e accessoria al fondo agricolo e al manufatto rurale a cui accede.

Non costituis... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...esso agricolo l'intervento di sopraelevazione preordinato alla creazione di nuova volumetria mediante la trasformazione in abitazione privata di un preesistente annesso agricolo.

La norma dell'art. 5 c.4 della legge regionale Marche 13/90 non può essere interpretata in modo estensivo fino a comprendere la trasformazione in abitazione, in sanatoria, di un annesso agricolo di cui non è stata provata la realizzazione conforme al permesso di costruire e la sua destinazione (anche per un breve periodo) ad attività agricola.

Un manufatto va qualificato in termini di manufatto agricolo per la zona agricola in cui ricade, per le sue caratteristiche tipologiche e formali e per la definizione data nel titolo edilizio, non potendo avere alcun rilievo la classificazione catastale, impressa a istanza di parte.

La ruralità o meno di un fabbricato non può fondarsi sulla mera attribuzione di una categoria catastale diversa, ossia su un fatto fiscalmente rilevante ma urbanisticamente inconsistente.

Il vincolo di destinazione d'uso di cui all'art. 6, ult. co., L.R. Veneto n. 34/1985 (secondo il quale "il rilascio della concessione edilizia per le costruzioni di cui al presente articolo è soggetto... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tuzione di un vincolo di destinazione d'uso da trascrivere sui registri immobiliari fino alla variazione dello strumento urbanistico della zona") attiene alle "costruzioni" descritte nel citato art. 6, ma non ai "fabbricati": termine quest'ultimo utilizzato per descrivere le opere inerenti gli allevamenti zootecnico-intensivi, mentre il termine "costruzioni" è adoperato dal legislatore regionale per descrivere la "casa di abitazione per il conduttore o per il custode".

Nell'art. 4 della legge regionale Toscana n. 64/95 (in tema di realizzazione di edifici rurali), la provincia, ente delegato, ha un ruolo fondamentale nella verifica, oltre che degli aspetti ambientali, di quelli agronomici e gestionali, poiché la residenza rurale è giustificabile, nel quadro di una rigorosa salvaguardia del paesaggio agricolo, solo se strumentale allo gestione ed allo sviluppo aziendale.

Nella Regione Toscana, qualora il programma aziendale di miglioramento agricolo ambientale ex art. 4 l.r. 64/1995, interessato da un primo parere provinciale, abbia poi subito delle modifiche, non può valere ad elidere la necessità di un nuovo parere la circostanza che le modifiche siano nella direzione della riduzione piuttosto che dell'ampliamento... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o, secondo un approccio sostanzialistico, ininfluenti ai fini del tenore del parere provinciale, poiché queste sono valutazioni che compete alla Provincia fare, sempre e comunque, salvo che trattasi di aggiustamenti meramente formali o marginali tali da far qualificare il parere come un mero duplicato.

Nella Regione Calabria, sino a quando non è individuata la minima unità colturale, è preclusa l'operatività dell'art. 51 della l.r. 19/2002, laddove eccezionalmente consente l'asservimento di lotti non contigui.

Non è immaginabile la funzionalizzazione ad attività agricole di tre edifici residenziali in cemento armato, comprensivi di piano seminterrato, garage e palestra.

La parte del nuovo articolo 2135 del codice civile riferita alle cosiddette "attività connesse all'agricoltura" non costituisce un'ulteriore definizione che si aggiunge alle fondamentali, ma sta proprio ad indicare che esse attività non possono essere esercitate da soggetti diversi dall'imprenditore agricolo che esercita una o più delle attività di coltivazione del fondo, silvicoltura e allevamento di animali.

E' illegittimo il diniego di permesso di costruire fabbrica... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...gricolo opposto con riguardo ad un piccolo locale destinato all'imbottigliamento dell'olio (46 mq), siccome rientrante nelle "attività connesse all'agricoltura" di cui all'art. 2135 c.c.

Le opere inerenti alla coltura dei fondi, nell'interpretazione delle norme tecniche di attuazione, devono intendersi come strettamente finalizzate alla coltura dei terreni.

Non sussiste la finalità agricola delle opere compatibili anche con attività di utilizzo del fondo a fini ludici.

La finalità agricola non esclude la necessità del rilascio di un titolo edilizio.

L'edificio avente destinazione promiscua, agricola e residenziale, non può essere considerato interamente ad uso agricolo ai fini della verifica della compatibilità con la disciplina urbanistica ed edilizia.

Il manufatto che, per le sue caratteristiche e dimensioni, appare palesemente finalizzato a soddisfare un'esigenza abitativa, non può essere considerato funzionale ad un'attività agricola.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> MANUFATTO INTERRATO

Laddove uno strumento di pianificazione (nella specie il piano di bacino) vieti le residenze in locali interrati, ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...non può che estendersi anche ai c.d. seminterrati; ciò anche perché la residenza appare – quantomeno in astratto - incompatibile con un totale interramento.

Una taverna non può avere oggi né in futuro un'autonoma destinazione residenziale.

Per costruzione interrata si intende una costruzione che sia totalmente a quota non superiore a quella dell'originario piano di campagna.

I volumi entro terra (parzialmente o totalmente) debbono considerarsi e sono considerati sottoposti ad una propria specifica disciplina (pur senza arrivare ad essere, e del tutto, urbanisticamente irrilevanti) per cui è consequenziale che, in sede di ristrutturazione, non possono modificare tale caratteristica ed essere "trasformati" in volumi "qualitativamente" diversi e cioè in volumi fuori terra aventi un diverso status giuridico; salva l'esistenza di una specifica e diversa disposizione.

La costruzione di seminterrati non può valere a legittimare abusi sulla strada pubblica sovrastante.

La realizzazione di un manufatto interrato determina un'alterazione dello stato dei luoghi rilevante oltre che sotto il profilo paesaggistico anche sul piano urbanistico-edilizio, salvo ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sue caratteristiche non possa essere qualificato come un mero volume tecnico.

L'interramento parziale di un manufatto (nel caso di specie di un'autorimessa) costituisce una variazione essenziale rispetto al permesso di costruire e all'autorizzazione paesaggistica mentre non integra una variazione essenziale l'interramento totale soltanto meno profondo.

La cantina in pessimo stato di manutenzione, vecchia e cadente, colma di effluorescenze ed infiltrazioni di umidità, con altezze dei locali inferiori ai parametri minimi di agibilità e con servizi igienici inadeguati, costituisce immobile assolutamente inadeguato all'uso abitativo, perché inabitabile ed insalubre, e dunque non è qualificabile come "alloggio".

La realizzazione di manufatti con scavo nel sottosuolo – indipendentemente dal conteggio del volume agli effetti degli indici di edificabilità secondo la disciplina riconducibile al singolo strumento urbanistico – dà luogo ad un nuovo e diverso assetto dei luoghi e determina l'asservimento a diversi utilizzi, resi possibili dalla nuova costruzione.

Il carattere interrato di un locale non può essere smentito dalla presenza di finestre se trattasi i... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ave; di "bocche di lupo", cioè aperture che caratterizzano i locali posti sotto il piano zero al fine di consentire areazione e adeguata luminosità agli stessi e che non consentono un affaccio orizzontale al livello di campagna.

Non rientrano nella nozione di "locale" le vasche di raccolta delle deiezioni animali che, per evidenti ragioni tecnico-funzionali, devono necessariamente essere poste sotto il piano di calpestio delle stalle.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> MANUFATTO PRECARIO

I manufatti non precari, ma funzionali a soddisfare esigenze permanenti, vanno considerati come idonei ad alterare lo stato dei luoghi, con un sicuro incremento del carico urbanistico, a nulla rilevando la precarietà strutturale del manufatto, la rimovibilità della struttura e l'assenza di opere murarie.

La precarietà di un intervento non dipende dai materiali impiegati ma dalla provvisorietà o stabilità della funzione.

Non sussiste alcuna precarietà nella suddivisione con pareti divisorie interne in cartongesso funzionale a disporre permanentemente di spazi per il deposito dei prodotti commercializzati e di due uffici per i dirigenti, separati gli... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...altri come altrimenti non sarebbero.

Il legislatore identifica le nuove costruzioni non solo (e non tanto) per le loro caratteristiche costruttive, ma piuttosto per il loro uso, ove sia destinato a soddisfare esigenze di carattere non meramente temporaneo.

L'incorporazione al suolo con pali e l'esistenza di una gettata di cemento non consentono di considerare precarie le opere edilizie.

I manufatti non precari, ma funzionali a soddisfare esigenze permanenti, vanno considerati come idonei ad alterare lo stato dei luoghi, con un sicuro incremento del carico urbanistico, a nulla rilevando la precarietà strutturale del manufatto, la rimovibilità della struttura e l'assenza di opere murarie.

Il concetto di c.d."opera precaria", enuncleabile dall'art. 3, comma 1 lett e5 del DPR 380/2001, deve essere inteso avendo riguardo non tanto ai materiali utilizzati o all'amovibilità delle strutture o all'ancoraggio all'edificio o al suolo, bensì con riferimento alle esigenze, stabili o temporanee, o meno, che la struttura è deputata a soddisfare.

Ai fini del riscontro del connotato della precarietà di un manufatto edilizio e della relativa esclusione della modifica dell... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l territorio, non sono rilevanti le caratteristiche costruttive, i materiali impiegati e l'agevole rimovibilità, ma l'intrinseca destinazione materiale dell'opera ad un uso realmente precario e temporaneo.

La natura precaria di un manufatto non può essere desunta dalla temporaneità della destinazione soggettivamente data all'opera dal costruttore, ma deve ricollegarsi alla intrinseca destinazione materiale dell'opera ad un uso realmente precario e temporaneo per fini specifici, contingenti e limitati nel tempo, con conseguente possibilità di successiva e sollecita eliminazione.

Per individuare la natura precaria di un'opera, si deve seguire non il criterio strutturale, ma il criterio funzionale, per cui se essa è destinata a soddisfare esigenze che non sono temporanee non può beneficiare del regime proprio delle opere precarie, anche quando è stata realizzata con materiali facilmente amovibili.

Non possono essere considerati manufatti precari, destinati a soddisfare esigenze meramente temporanee, quelli destinati ad una utilizzazione perdurante nel tempo, di talché l'alterazione del territorio su cui insistono non può essere considerata temporanea, precaria o irrilevante.<... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] .../> La "precarietà" dell'opera postula un uso specifico e temporalmente limitato del bene e non la sua stagionalità che non esclude la destinazione del manufatto al soddisfacimento di esigenze non eccezionali e contingenti, ma permanenti nel tempo.

La precarietà di un manufatto non può essere desunta dalla temporaneità della destinazione soggettivamente data all'opera dal costruttore, ma deve ricollegarsi alla intrinseca destinazione materiale dell'opera ad un uso realmente precario e temporaneo per fini specifici, contingenti e limitati nel tempo, con conseguente possibilità di successiva e sollecita eliminazione, non risultando, peraltro, sufficiente la sua rimovibilità o il mancato ancoraggio al suolo.

La natura precaria dell'opera edilizia non deriva dalla tipologia dei materiali impiegati per la sua realizzazione né dalla sua facile amovibilità; quel che conta è la oggettiva temporaneità e contingenza delle esigenze che l'opera è destinata a soddisfare.

Ciò che è rilevante ai fini della qualificazione dell'intervento come urbanisticamente rilevante, in quanto comportante una trasformazione permanente del suolo, non è la maggio... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... amovibilità del manufatto, ma la sua attitudine a soddisfare esigenze di carattere non meramente temporaneo.

Le opere pertinenziali o precarie realizzate in assenza della prescritta autorizzazione paesaggistica sono suscettibili di demolizione.

L'installazione di container, box e case mobili non richiede il preventivo rilascio del titolo edilizio unicamente in presenza di manufatti destinati a soddisfare necessità contingenti e che si prestino ad essere prontamente rimossi al loro cessare.

La precarietà di un'opera che esonera dall'obbligo del possesso del permesso di costruire è configurabile unicamente in presenza di utilizzi temporalmente limitati del bene a soddisfacimento di esigenze eccezionali e contingenti.

I manufatti non precari, ma funzionali a soddisfare esigenze permanenti, vanno considerati come idonei ad alterare lo stato dei luoghi, con un sicuro incremento del carico urbanistico, a nulla rilevando la precarietà strutturale del manufatto, la rimovibilità della struttura e l'assenza di opere murarie, posto che il manufatto non precario non è deputato ad un suo uso per fini contingenti, ma è destinato ad un utilizzo destinato ad essere reiterato nel ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...anto stagionale.

Ai fini del riscontro del connotato della precarietà e della relativa esclusione della modifica dell'assetto del territorio, non sono rilevanti le caratteristiche costruttive, i materiali impiegati e l'agevole rimovibilità, ma l'intrinseca destinazione materiale dell'opera ad un uso realmente precario e temporaneo.

La natura precaria di un manufatto non può essere desunta dalla temporaneità della destinazione soggettivamente data all'opera dal costruttore, ma deve ricollegarsi alla intrinseca destinazione materiale dell'opera ad un uso realmente precario e temporaneo per fini specifici, contingenti e limitati nel tempo, con conseguente possibilità di successiva e sollecita eliminazione.

La precarietà dei manufatti sussiste solo quando in base a circostanze obbiettive essi siano preordinati ad esigenze destinate ad esaurirsi in un breve lasso temporale: essa è dunque esclusa in caso di opere stabilmente destinate da anni all'esercizio di un'attività economica.

L'intenzione dell'interessato di trasferire altrove il deposito delle merci è del tutto irrilevante ai fini della qualificazione delle opere in termini di precarietà.

[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rave; rilevante la modalità con la quale un manufatto è infisso al suolo al fine di stabilire se si è in presenza di opere precarie e temporanee o, al contrario, di stabili trasformazioni del territorio rileva esclusivamente l'uso oggettivo del manufatto che il proprietario o l'autore dell'intervento abbiamo posto in essere dopo la sua realizzazione.

La precarietà di un manufatto non va confusa con l'utilizzo annualmente ricorrente dello stesso, poiché un utilizzo siffatto non esclude la destinazione del manufatto al soddisfacimento di esigenze non eccezionali e contingenti, ma permanenti nel tempo.

In ordine ai requisiti che deve avere un'opera edilizia per essere considerata precaria, deve esser utilizzato il criterio funzionale, in virtù del quale è precario ciò che è destinato a soddisfare un'esigenza temporanea, dovendo individuare la natura precaria di un'opera non sulla base del criterio strutturale, ma in virtù del criterio funzionale, per cui un'opera può anche non essere stabilmente infissa al suolo, ma se essa presenta la caratteristica di essere realizzata per soddisfare esigenze non temporanee, non può beneficiare del regime delle opere precarie.
... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...natura precaria di un manufatto non può essere desunta dalla temporaneità della destinazione soggettivamente data all'opera dal costruttore, ma deve ricollegarsi all'intrinseca destinazione materiale di essa a un uso realmente precario e temporaneo, per fini specifici, contingenti e limitati nel tempo, non essendo sufficiente che si tratti eventualmente di un manufatto smontabile e/o non infisso al suolo.

La precarietà delle opere non dipende dalla loro eventuale amovibilità, ma dalla loro non stabilità e cioè dalla destinazione non durevole ad una funzione anche solo pertinenziale.

La realizzazione di un manufatto per la sua asserita natura precaria non può essere desunta dalla temporaneità della destinazione soggettivamente data all'opera dal costruttore, ma deve ricollegarsi alla intrinseca destinazione materiale dell'opera ad un uso realmente precario e temporaneo per fini specifici, contingenti e limitati nel tempo, con conseguente possibilità di successiva e sollecita eliminazione, non risultando, peraltro, sufficiente la sua rimovibilità.

Ai fini della individuazione della precarietà o meno di un'opera non rileva unicamente se questa sia o meno stabilm... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a al suolo, ma anche la valutazione, di natura finalistica, attinente alla destinazione dell'opera: se questa è destinata a durare nel tempo, e al soddisfacimento di un bisogno durevole e non temporaneo, non ha più il carattere della precarietà.

I manufatti non precari, ma funzionali a soddisfare esigenze permanenti, vanno considerati come idonei ad alterare lo stato dei luoghi, con un sicuro incremento del carico urbanistico, a nulla rilevando la precarietà strutturale del manufatto, la rimovibilità della struttura e l'assenza di opere murarie, posto che il manufatto non precario non è deputato ad un suo uso per fini contingenti, ma è destinato ad un utilizzo volto ad essere reiterato nel tempo.

Nello stabilire se un manufatto è o meno precario, sotto il profilo della sua facile amovibilità, si reputa che tale non sia più l'opera che necessita di un vero e proprio lavoro di smontaggio.

Non tutte le opere realizzate nella cava sono necessariamente di natura precaria, o comunque non assoggettate al regime del permesso di costruire: sono tali solamente i manufatti edilizi non destinati a durare nel tempo, ma ad essere rimossi dopo il momentaneo uso, e le attivit&agrav... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ormazione del sito di natura contingente.

Sono opere di carattere precario quelle, agevolmente rimuovibili, funzionali a soddisfare un'esigenza fisiologicamente e oggettivamente temporanea destinata a cessare dopo il tempo, normalmente breve, entro cui si realizza l'interesse finale che la medesima è destinata a soddisfare.

Deve escludersi il carattere precario dell'opera allorquando vi sia un'oggettiva idoneità del fabbricato ad incidere stabilmente sullo stato dei luoghi, essendo l'opera destinata a dare un'utilità prolungata nel tempo, ancorché a termine, in relazione all'obiettiva ed intrinseca natura della costruzione.

La precarietà o meno di un'opera edilizia va valutata con riferimento non alle modalità costruttive, bensì alla funzione cui essa è destinata, con la conseguenza che non sono manufatti destinati a soddisfare esigenze meramente temporanee quelli destinati ad una utilizzazione perdurante nel tempo, di talché l'alterazione del territorio non può essere considerata temporanea, precaria o irrilevante.

La natura precaria di un manufatto non può essere desunta dalla temporaneità della destinazione dell'opera come attribuital... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...uttore, ma deve risultare dalla intrinseca destinazione materiale della stessa ad un uso realmente precario e temporaneo, per fini specifici, contingenti e limitati nel tempo, non risultando peraltro sufficiente la sua rimovibilità o il mancato ancoraggio al suolo anche in ipotesi di struttura priva di fondazioni e munita di ruote.

Il requisito della precarietà dell'opera va individuato in relazione alla sua oggettiva ed intrinseca destinazione, essendo necessario che essa soddisfi esigenze temporanee, e non esclusivamente in relazione alle caratteristiche dei materiali utilizzati per la realizzazione.

In materia edilizia la precarietà di un'opera non deriva dalla sua più o meno agevole rimovibilità, ma, da un canto, dalla sua destinazione oggettiva e originaria a sopperire ad una necessità contingente e temporanea, al cui esaurimento la costruzione debba essere rimossa e, dall'altro, dalle ridotte dimensioni e dalle caratteristiche costruttive del manufatto.

Un manufatto realizzato con struttura portante di travi in ferro e tompagnato con lastre onduline, non può essere qualificato come precario.

La natura precaria di un intervento edilizio dev'essere valutata non gi&agr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...erimento ai connotati della struttura e dei materiali utilizzati ma alle esigenze ed utilità che la struttura medesima è destinata obiettivamente a soddisfare.

Sono opere di carattere precario le opere, agevolmente rimuovibili, funzionali a soddisfare una esigenza oggettivamente temporanea destinata a cessare dopo il tempo, normalmente non lungo, entro cui si realizza l'interesse finale.

I requisiti per poter definire precaria una costruzione sono individuabili: a) nella destinazione obiettiva, rivolta ad una necessità contingente, b) nell'intenzione originaria di rimuovere la struttura al venir meno della necessità del soddisfacimento dell'esigenza temporanea, c) nella provata esistenza di un rapporto di strumentalità della struttura con la situazione di necessità temporanea.

La precarietà di un'opera deve essere valutata a prescindere dalla temporaneità della destinazione soggettivamente impressa dal costruttore e dalla maggiore o minore amovibilità delle parti che compongono l'opera, ma considerando quest'ultima alla luce della sua obiettiva ed intrinseca destinazione naturale, che ne indichi l'uso oggettivamente precario e temporaneo.

Per essere definite... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...d."costruzioni precarie" debbono essere destinate al soddisfacimento di esigenze assolutamente contingenti ed a una pronta eliminazione con l'ulteriore notazione che la precarietà di un manufatto non dipende dal tipo di materiale adoperato, ma dalle esigenze che quel manufatto è destinato a soddisfare; vale a dire dalla stabilità dell'insediamento indicativa dell'impegno durevole ed effettivo del territorio.

La precarietà di un'opera, che esonera dall'obbligo del permesso di costruire, postula un uso specifico e temporalmente delimitato del bene e non ammette che lo stesso possa essere finalizzato al soddisfacimento di esigenze permanenti nel tempo.

Il carattere precario di un'opera edilizia va valutato con riferimento non alle modalità costruttive bensì alla funzione cui essa è destinata, con la conseguenza che non possono essere considerati quali opere destinate a soddisfare esigenze meramente temporanee quelle adibite ad un utilizzo perdurante nel tempo, tale per cui l'alterazione del territorio non può essere considerata irrilevante.

La precarietà di un manufatto destinato ad un uso prolungato nel tempo, anche in assenza di immobilizzazione al suolo o al sola... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ende dai materiali impiegati o dal suo sistema di ancoraggio al suolo, bensì dall'uso al quale il manufatto è rivolto e va quindi valutata alla luce dell'obiettiva ed intrinseca destinazione naturale dell'opera, senza che rilevino le finalità, ancorché temporanee, date o auspicate dai proprietari.

In materia edilizia, la natura precaria di un manufatto non può essere desunta dalla temporaneità della destinazione dell'opera come attribuitale dal costruttore, ma deve risultare dalla intrinseca destinazione materiale della stessa ad un uso realmente precario e temporaneo, per fini specifici, contingenti e limitati nel tempo, non risultando peraltro sufficiente la sua rimovibilità o il mancato ancoraggio al suolo.

La precarietà di un'opera, che esonera dall'obbligo del permesso di costruire, postula un uso specifico e temporalmente delimitato del bene e non ammette che lo stesso possa essere finalizzato al soddisfacimento di esigenze permanenti nel tempo.

La precarietà di un manufatto, che rende non necessario il permesso di costruire, non dipende dal suo sistema di ancoraggio al terreno ma dalla sua inidoneità a determinare una stabile trasformazione del territorio, co... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...uente esigibilità del titolo edilizio allorquando la struttura, ancorché prefabbricata, sia destinata a dare un'utilità prolungata nel tempo e non meramente occasionale.

La natura precaria di un'opera non può essere desunta dalla temporaneità della destinazione soggettivamente attribuita alla stessa dall'utilizzatore, né dal fatto che si tratti di un manufatto smontabile e non fissato al suolo: la precarietà deve riconnettersi ad un'intrinseca destinazione materiale dell'opera stessa ad un uso realmente precario per fini specifici, contingenti e limitati nel tempo con conseguente immediata eliminazione del manufatto alla cessazione dell'uso.

La precarietà o meno di un'opera non va desunta unicamente sulla base del criterio se questa sia stabilmente infissa o meno al suolo, ma anche sulla base di un criterio ulteriore, di natura finalistica, attinente alla destinazione dell'opera per cui se è destinata a durare nel tempo non ha più il carattere della temporaneità.

Il requisito della facile amovibilità caratterizzante le opere precarie viene meno laddove l'opera richieda un vero e proprio lavoro di smontaggio.

Ai fini del riscontro del con... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a precarietà di un'opera e della relativa esclusione della modifica dell'assetto del territorio, non sono rilevanti le caratteristiche costruttive, i materiali impiegati e l'agevole rimovibilità, ma le esigenze temporanee alle quali l'opera eventualmente assolva.

La natura precaria di una costruzione non dipende dalla natura dei materiali adottati e quindi dalla facilità della rimozione, ma dalle esigenze che il manufatto è destinato a soddisfare e cioè dalla stabilità dell'insediamento indicativa dell'impegno effettivo e durevole del territorio, a tale fine, inoltre, l'opera deve essere considerata unitariamente e non nelle sue singole componenti.

Ai fini del riscontro del connotato della precarietà di un'opera edilizia e della relativa esclusione della modifica dell'assetto del territorio, non sono tanto rilevanti le caratteristiche costruttive, i materiali impiegati e l'agevole rimovibilità, quanto le esigenze temporanee alle quali l'opera eventualmente assolva.

Il fatto che un manufatto sia destinato ad assolvere a una funzione di carattere duraturo è di per sé idonea ad escludere il carattere di provvisorietà, a nulla rilevando – in senso contrario... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...astratta possibilità di procedere in modo agevole alla rimozione dell'opus (nella specie semplicemente poggiato su strutture preesistenti).

Ai fini dell'individuazione del regime edilizio e urbanistico applicabile, la non irreversibilità di un intervento - e anzi la sua più o meno agevole reversibilità - risulta comunque compatibile con il carattere stabile dell'intervento medesimo, laddove la trasformazione urbanistico-edilizia che lo stesso è idonea a determinare risulti comunque preordinata a soddisfare esigenze non precarie del committente sotto il profilo funzionale e della destinazione dell'immobile.

Il diuturno utilizzo dell'opera e la circostanza che tale utilizzo sia destinato a perdurare fino ad un momento non precisato consentono di escludere le esigenze meramente temporanee che, ai sensi dell'articolo 3, comma 1, lettera e.5) del d.P.R. 380 del 2001, sottraggono i manufatti leggeri al regime degli interventi di nuova costruzione.

In generale, i manufatti non precari, ma funzionali a soddisfare esigenze permanenti, devono essere considerati come idonei ad alterare lo stato dei luoghi, con sicuro incremento del carico urbanistico, non rilevando (di norma) la precarietà strutturale de... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ..., la rimovibilità della struttura e l'assenza di opere murarie, poiché il manufatto precario (es: gazebo o chiosco) non sarebbe più deputato ad un suo uso per fini contingenti, ma sarebbe destinato ad utilizzo che viene reiterato nel tempo in quanto stagionale.

I principi generali sui manufatti precari non possono essere pedissequamente applicati in presenza di normativa speciale e derogatoria di rango regionale che, in relazione a specifiche esigenze del territorio, in modo non irragionevole né illegittimo, sotto il profilo del riparto di competenze legislative, ritenga di esentare tali manufatti dalla necessità del titolo edilizio.

Ai fini del riscontro del connotato della precarietà dell'opera e della relativa esclusione della modifica dell'assetto del territorio, non sono rilevanti le caratteristiche costruttive, i materiali impiegati e l'agevole rimovibilità, ma le esigenze temporanee alle quali l'opera eventualmente assolva.

La natura precaria dell'opera edilizia non deriva dalla tipologia dei materiali impiegati per la sua realizzazione, tanto meno dalla sua facile amovibilità; quel che conta, infatti, è la oggettiva temporaneità e contingenza delle esigenze ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... è destinata a soddisfare e la sua effettiva rimozione al loro cessare (D.P.R. n. 380 del 2001, art. 6, comma 2, lett. b).

La precarietà di un manufatto è nei fatti ampiamente smentita dalla presenza di una piattaforma in cemento armato a sostegno dello stesso: è palese infatti che questa piattaforma – che già di suo comporta una trasformazione permanente dei luoghi è funzionale a una presenza duratura e comunque indefinita nel tempo.

Con riferimento ai prefabbricati, si configura il reato urbanistico ex art. 44 D.P.R. n. 380 del 2001 ancorché la struttura non sia incorporata con fondamenta al suolo o, comunque, ancorata saldamente allo stesso, laddove il manufatto appaia destinato obiettivamente a soddisfare esigenze durature del proprietario. Infatti la precarietà dell'opera edilizia per cui non occorre la concessione non discende dalla più o meno semplice amovibilità della struttura, ovvero dalla tipologia dei materiali che la compongono, bensì dalla destinazione a sopperire ad esigenze non di natura stabile e permanente, ma contingenti e temporanee, esaurite le quali, la stessa venga prontamente rimossa.

Deve escludersi che una costruzione di rileva... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...oni, anche se realizzata con materiali prefabbricati, abbia carattere precario, risultando la stessa idonea a determinare una stabile trasformazione del territorio allorché sia destinata a dare un'utilità prolungata nel tempo e non meramente occasionale.

La stabilità di un manufatto deve essere indagata non solo con riguardo alla sua struttura, di talchè tale requisito ricorre non solo rispetto a manufatti per loro natura stabilmente infissi al suolo ma anche a quei manufatti che siano destinati a soddisfare esigenze non transeunti per volontà di chi ha il potere di disporre sugli stessi.

La precarietà di una costruzione va desunta dalla funzione assolta dal manufatto, non dalla struttura o dalla qualità dei materiali usati, essendo in ogni caso subordinata al previo titolo abilitativo l'opera destinata a dare un 'utilità prolungata nel tempo.

Non può qualificarsi come precario il manufatto che sia solo aderente al suolo e non anche infisso allo stesso qualora alteri in modo rilevante e duraturo lo stato del territorio.

Per individuare la natura precaria di un'opera si deve seguire non il criterio strutturale bensì il criterio funzionale, per cui un'o... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ave; anche non essere stabilmente infissa al suolo ma, se essa presenta la caratteristica di essere realizzata per soddisfare esigenze non temporanee, non beneficia del regime delle opere precarie.

La qualificazione di una struttura come destinata all'accoglienza temporanea e stagionale dei turisti non indice in alcun modo sulla natura precaria o meno del manufatto.

La precarietà di un manufatto, tale per cui esso non necessiti di permesso di costruire, va esclusa se il manufatto stesso è destinato a recare un'utilità prolungata e perdurante nel tempo. In tal caso, infatti, esso produce una trasformazione urbanistica, in quanto altera in modo rilevante e duraturo lo stato del territorio, senza che rilevino i materiali impiegati, l'eventuale precarietà strutturale e la mancanza di fondazioni, se tali elementi non si traducano in un uso contingente e limitato nel tempo.

La natura precaria di un manufatto non può essere desunta dalla temporaneita' della destinazione soggettivamente data all'opera dal costruttore ma deve ricollegarsi alla intrinseca destinazione materiale di essa ad un uso realmente precario e temporaneo, per fini specifici, contingenti e limitati nel tempo, con conseguente e sollecita e... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ..., non essendo sufficiente che si tratti di un manufatto smontabile e/o non infisso al suolo.

Non può ritenersi precaria un'opera che sia destinata a garantire un'utilità prolungata nel tempo e potenzialmente permanente, con conseguente irrilevanza della asserita amovibilità dell'opera.

Costituiscono opere precarie le opere che, in disparte le loro modalità costruttive, risultino destinate a soddisfare esigenze contingenti, improvvise e transeunti e ad essere presto eliminate, con il corollario che neppure la facile amovibilità dei manufatti eseguiti basta, di per sé, a farli ritenere provvisti del carattere della precarietà.

Per l'accertamento del carattere precario o meno di una data opera, è necessario verificare la destinazione funzionale e l'interesse finale, al cui soddisfacimento la stessa è destinata: possono, pertanto, dirsi di carattere precario solo le opere che (oltre ad essere agevolmente rimuovibili) sono funzionali a soddisfare un'esigenza obiettivamente temporanea, mentre non possono considerarsi tali i manufatti che appaiono destinati ad un'utilizzo perdurante nel tempo.

Al fine di verificare se una determinata opera ha carattere precario si ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...care la destinazione funzionale e l'interesse finale al cui soddisfacimento essa è destinata.

Solo le opere agevolmente rimuovibili, funzionali a soddisfare una esigenza oggettivamente temporanea, destinata a cessare dopo il tempo, normalmente non lungo, entro cui si realizza l'interesse finale, possono dirsi di carattere precario e, in quanto tali, non richiedenti il permesso di costruire.

La precarietà o meno di un'opera edilizia va valutata con riferimento non alle modalità costruttive bensì alla funzione cui essa è destinata, con la conseguenza che non sono manufatti destinati a soddisfare esigenze meramente temporanee quelli destinati ad una utilizzazione perdurante nel tempo, di talché l'alterazione del territorio non può essere considerata temporanea, precaria o irrilevante.

È evidente la natura precaria di materiali quali vetrate, agli infissi in alluminio e coperture in materiale trasparente, costituenti strutture più facilmente rimuovibili rispetto alla parte muraria dell'immobile, ovvero di materiale di minor pregio qualitativo, di per sé adatto a comporre manufatti amovibili.

Ai fini del riscontro del connotato della precarietà dell... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lizie e della relativa esclusione della modifica dell'assetto del territorio, non sono di per sé decisivi le caratteristiche costruttive, i materiali impiegati e l'agevole rimovibilità, ma le esigenze temporanee alle quali l'opera eventualmente assolva.

Per l'accertamento del carattere precario o meno di una data opera, occorre verificare la destinazione funzionale e l'interesse finale, al cui soddisfacimento la stessa è destinata: possono, pertanto, dirsi di carattere precario solo le opere che, oltre ad essere agevolmente rimuovibili, risultano funzionali a soddisfare un'esigenza obiettivamente temporanea, mentre non possono reputarsi tali i manufatti che appaiono destinati ad un'utilizzazione perdurante nel tempo.

Soltanto le opere funzionali a soddisfare un'esigenza oggettivamente temporanea, destinata a cessare dopo il tempo, normalmente non lungo, entro cui si realizza l'interesse finale, possono dirsi di carattere precario, poiché la precarietà di un'opera edilizia va valutata con riferimento non alle modalità costruttive, bensì alla funzione cui essa è destinata, con la conseguenza che non sono manufatti destinati a soddisfare esigenze meramente temporanee quelli destinati ad una utiliz... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...durante nel tempo.

L'opera è precaria qualora sia destinata a soddisfare un'esigenza meramente temporanea; per questo essa dev'essere valutata globalmente e con un'attenzione specifica al criterio "funzionale', quindi sebbene un'opera non sia stabilmente ancorata al suolo ma sia tuttavia destinata a soddisfare esigenze non temporanee, l'aspetto funzionale sottrae l'opera medesima dal regime della precarietà.

Il requisito della temporaneità, rilevante ai fini della definizione di ciò che è "precario", va apprezzato in modo oggettivo, avuto riguardo all'oggetto della costruzione nei suoi obiettivi dati tecnici ed alla sua destinazione materiale, la quale deve rispondere ad un uso effettivamente temporaneo.

I criteri discretivi utilizzabili quali requisiti di valutazione della precarietà di un'opera edilizia sono due e il rapporto fra di loro non è di alternatività ma di complementarietà, e cioè il criterio strutturale, in virtù del quale è precario ciò che non è stabilmente infisso al suolo, e quello funzionale, in virtù del quale è precario ciò che è destinato a soddisfare un'esigenza temporanea.
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...eria edilizia, ai fini del riscontro del connotato della precarietà e della relativa esclusione della modifica dell'assetto del territorio, non sono rilevanti le caratteristiche costruttive, i materiali impiegati e l'agevole rimovibilità, ma le esigenze temporanee alle quali l'opera eventualmente assolva.

Per individuare la natura precaria di un'opera si deve seguire non il criterio strutturale, ma il criterio funzionale, per cui un'opera può anche non essere stabilmente infissa al suolo, ma se essa presenta la caratteristica di essere realizzata per soddisfare esigenze non temporanee, non può beneficiare del regime delle opere precarie.

Ciò che conta ai fini di escludere la precarietà di un'opera non è la sua struttura o la sua "smontabilità" (o agevole "asportabilità), ma la sua attuale e concreta destinazione ad un uso tendenzialmente permanente e/o continuativo, anziché ad un uso fisiologicamente ed intrinsecamente transitorio.

La precarietà di un manufatto va esclusa se questo è destinato a recare un'utilità prolungata e perdurante nel tempo.

Una struttura può definirsi precaria quando è destinata a un uso speci... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...oralmente limitato del bene.

Il requisito della precarietà di una costruzione prescinde dalla temporaneità della destinazione soggettivamente data al manufatto dal costruttore, dovendosi invece valutare l'opera medesima alla luce della sua obiettiva ed intrinseca destinazione naturale.

Ai fini dell'esenzione del permesso di costruire, l'opera deve essere destinata ad un uso realmente precario e temporaneo, per fini specifici, contingenti e limitati nel tempo, con conseguente e sollecita eliminazione, non essendo di per sé sufficiente che si tratti di un manufatto smontabile e/o non infisso al suolo.

Il carattere di precarietà di una costruzione non può essere desunto dalla possibile facile e rapida amovibilità dell'opera, ovvero dal tipo più o meno fisso del suo ancoraggio al suolo, bensì dal fatto che la costruzione appaia destinata a soddisfare una necessità contingente ad essere poi prontamente rimossa.

La precarietà di un manufatto non dipende dai materiali utilizzati o dal sistema di ancoraggio al suolo ma dall'uso cui è destinato.

La precarietà di un manufatto non va confusa con l'utilizzo stagionale dello stesso, po... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... un utilizzo siffatto non esclude la destinazione del manufatto al soddisfacimento di esigenze non eccezionali e contingenti, ma permanenti nel tempo.

Per individuare la natura precaria di un'opera, si debba seguire non il criterio strutturale, ma il criterio funzionale, per cui un'opera può anche non essere stabilmente infissa al suolo, ma, se essa presenta la caratteristica di essere realizzata per soddisfare esigenze non temporanee, non può beneficiare del regime delle opere precarie.

Le strutture con allacciamenti fognari ed elettrici non sono precarie e contingenti, destinate a soddisfare bisogni occasionali e ad essere definitivamente rimosse dopo un breve uso, trattandosi piuttosto di beni adibiti ad usi ripetuti nel tempo.

E' inaccoglibile e indimostrabile la tesi di ritenere a carattere mobile, in quanto precario, un ristorante di notevoli dimensioni, a prescindere dalla occasionalità degli eventi come matrimoni, feste ed altro, in occasione delle quali verrebbe sfruttato tale locale.

L'opera può definirsi precaria solo quando è destinata a soddisfare scopi cronologicamente delimitati; se l'opera, per le sue caratteristiche oggettive, è destinata a soddisfare esigenze p... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...el tempo, non se ne può sostenere la precarietà.

Se il bene originario aveva le caratteristiche di bene precario, anche gli interventi successivi su quel medesimo bene devono avere le stesse caratteristiche, trattandosi di proprietà oggettive del manufatto non suscettibili di trasformazione a seconda del titolo edilizio che ne ha giustificato la realizzazione.

Per individuare la natura precaria di un'opera si deve seguire non il criterio strutturale, ma il criterio funzionale, per cui un'opera può anche non essere stabilmente infissa al suolo, ma se essa presenta la caratteristica di essere realizzata per soddisfare esigenze non temporanee, non può beneficiare del regime delle opere precarie.

La natura "precaria" di un manufatto, non può essere desunta dalla temporaneità della destinazione soggettivamente data all'opera dal costruttore, ma deve ricollegarsi all'intrinseca destinazione materiale di essa a un uso realmente precario e temporaneo, per fini specifici, contingenti e limitati nel tempo, non essendo sufficiente che si tratti eventualmente di un manufatto smontabile e/o non infisso al suolo.

Ciò che rileva per la qualificazione di insediamenti in ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...precarietà non sono i materiali con i quali sono realizzati, ma le caratteristiche funzionali dei medesimi e il loro conseguente integrare opere artificiali dell'uomo ("costruzioni") dirette a permettere uno sfruttamento abitativo dell'ambiente.

Ai fini della qualificazione del carattere precario e temporaneo di un manufatto è irrilevante l'assenza di opere in muratura o l'incorporazione al suolo mediante fondamento, ben potendo risultare una siffatta opus rilevante ai fini del rilascio del preventivo titolo ad aedificandum e conseguentemente subire la misura repressiva della sua rimozione, in assenza di titolo abilitativo, in ragione appunto della perdurante modificazione dello stato dei luoghi.

Le opere destinate a soddisfare bisogni non provvisori o meramente contingenti presentano l'evidente requisito della stabilità.

Una relazione redatta da un geometra, peraltro non giurata, e gli elaborati planimetrici ad essa allegati, in mancanza di riproduzioni fotografiche aggiornate dello stato dei luoghi, sono inidonei a dimostrare la natura precaria di un'opera.

I caratteri della rimovibilità della struttura e dell'assenza di opere murarie non rilevano per nulla, quando l'installazione attua una... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e trasformazione del tessuto edilizio, in conseguenza della sua conformazione e della sua destinazione all'attività imprenditoriale.

Le strutture stabilmente destinate all'esercizio di un'attività non possono esser considerate meramente temporanee.

In materia edilizia rileva l'oggettiva idoneità delle strutture installate ad incidere sullo stato dei luoghi, dovendosi escludere la precarietà ogni volta che l'opera sia destinata a fornire un'utilità prolungata nel tempo.

La qualificazione di precarietà o non precarietà di un'opera risponde ad un parametro "funzionale", collegato all'utilizzo (temporaneo o meno, in relazione alle esigenze da soddisfare) del manufatto.

La precarietà va esclusa ogni qualvolta l'opera sia destinata a dare un'utilità prolungata nel tempo, ancorché a termine, in relazione all'obiettiva ed intrinseca natura dell'immobili.

La natura precaria di un manufatto è data dalle esigenze, transitorie o non, sottese alla sua utilizzazione, e non dalla tecnica costruttiva utilizzata.

Se le caratteristiche tecniche dell'immobile consentono di per sé un impiego in qualsiasi stagione, e dunque cont... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e scelte imprenditoriali del privato non sono sufficienti per determinare il carattere precario dell'opera.

La precarietà dell'opera non va confusa con l'inamovibilità o con la perpetuità della funzione assegnata all'opera dal costruttore, ma si estrinseca nell'oggettiva attitudine dell'opera stessa a soddisfare un bisogno provvisorio, indifferente essendo la circostanza che essa possa essere prontamente rimossa.

Perché l'opera sia precaria occorre che sin dall'origine la costruzione appaia destinata a servizio di un bisogno temporaneo e che sussista a priori la certezza che, soddisfatta la necessità transitoria, la costruzione venga rimossa.

E' corretto desumere la natura non precaria di un manufatto dalla avvenuta realizzazione di una gettata di cemento di considerevoli dimensioni per formare una platea sulla quale è successivamente installata una struttura in legno.

Ai fini della determinazione della natura precaria di un manufatto, ciò che rileva non è tanto il sistema utilizzato per assicurarne l'ancoraggio al suolo, bensì l'idoneità dell'opera, in ragione delle sue tipiche connotazioni funzionali, ad accreditare un'utilizzazione circoscritta nel... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...uanto strettamente correlata ad esigenze di carattere meramente temporaneo.

La natura precaria di una costruzione non dipende dalla natura dei materiali adottati e quindi dalla facilità della rimozione, ma dalle esigenze che il manufatto è destinato a soddisfare e cioè dalla stabilità dell'insediamento indicativa dell'impegno effettivo e durevole del territorio, a tale fine, inoltre, l'opera deve essere considerata unitariamente e non nelle sue singole componenti.

La precarietà del manufatto va esclusa quando trattasi di struttura destinata a dare un'utilità prolungata nel tempo alla luce della sua obiettiva ed intrinseca destinazione naturale, a nulla rilevando la temporaneità della destinazione data all'opera dai proprietari.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> MASI DI MONTAGNA

E' legittimo ritenere che, nel maso destinato all'allevamento del bestiame, composto da stalla, legnaia, fienile, ripostigli ed una abitazione destinata al temporaneo ricovero delle persone adibite alla cura ed alla sorveglianza del bestiame, quest'ultima attività non possa essere soppressa, in quanto funzionale rispetto a quella svolta nelle altre parti.

OPERE ED IN... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...> CASISTICA --> MOLITURA OLIVE

Deve escludersi il carattere agricolo dell'attività di molitura delle olive e lavorazione della pasta disoleata, qualora il ciclo produttivo dell'impianto sia finalizzato al trattamento non solo di olive, ma anche di derivati di seconda lavorazione conferiti da altri opifici.

L'attività di molitura delle olive connessa dell'imprenditore agricolo deve restare collegata all'attività dal medesimo esercitata in via principale mediante un vincolo di strumentalità o complementarietà funzionale, in assenza del quale essa non rientra nell'esercizio normale dell'agricoltura ed assume invece il carattere prevalente o esclusivo dell'attività commerciale o industriale.

L'attività di molitura delle olive che sia svolta anche in favore di terzi può definirsi agricola solo se quest'ultima attività non sia prevalente.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> MURI DI SOSTEGNO

Il muro di contenimento, pur potendo assolvere, in rapporto alla situazione dei luoghi, anche una concomitante funzione di recinzione, sotto il profilo edilizio è un'opera ben più consistente di una recinzione in quanto non esclusivame... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nata a recingere la proprietà e, soprattutto, è dotata di propria specificità ed autonomia, in relazione alla sua funzione principale il che esclude la sua riconducibilità al concetto di pertinenza, conseguendone sia la necessità di un previo titolo edilizio, sia la legittimità della sanzione della demolizione prevista per il caso di assenza del titolo necessario.

Per muro di cinta devono intendersi le opere di recinzione, non suscettibili di modificare o alterare sostanzialmente la conformazione del terreno, che assumono natura pertinenziale in quanto hanno esclusivamente la funzione di delimitare, proteggere o eventualmente abbellire la proprietà; ben diversa è invece la consistenza e la funzione dei cc.dd."muri di contenimento", i quali si differenziano sostanzialmente dalle mere recinzioni non solo per la funzione, ma anche perché servono a sostenere il terreno al fine di evitare movimenti franosi dello stesso e quindi devono necessariamente presentare una struttura a ciò idonea per consistenza e modalità costruttive.

Il muro di contenimento, pur potendo assolvere, in rapporto alla situazione dei luoghi, anche una concomitante funzione di recinzione, sotto il ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lizio è un'opera ben più consistente di una recinzione in quanto non esclusivamente preordinata a recingere la proprietà e, soprattutto, è dotata di propria specificità ed autonomia, in relazione alla sua funzione principale; il che esclude la sua riconducibilità al concetto di pertinenza, conseguendone sia la necessità del suo assoggettamento al regime concessorio, sia la legittimità della sanzione della demolizione prevista per il caso di assenza di concessione.

La mera ristrutturazione di un muro di contenimento non integra la nozione di nuova costruzione, rilevante ai fini urbanistici, come non la integra neanche la radicale realizzazione di un muro di contenimento che non immuta lo stato dei luoghi creando o accentuando un dislivello ma è finalizzato a prevenire frane o crolli.

L'art. 887 c.c., nel disciplinare il regime delle spese di costruzione e conservazione del muro di confine comune tra fondi a dislivello negli abitati, pone una presunzione semplice di comproprietà di detto muro, salvo il diritto degli interessati di provare con ogni mezzo (e il potere del giudice di raggiungere il relativo convincimento anche per via presuntiva) la proprietà esclusiva del muro ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l proprietario del fondo sopraelevato o di quello sottostante, a seconda che il muro sia stato costruito interamente sul suolo di uno soltanto dei due confinanti, allo scopo, rispettivamente, di contenere il fondo sopraelevato o di realizzare una struttura necessaria o utile per il fondo a valle.

La presunzione di comproprietà del muro di sostegno fissata dall'art. 887 c.c. presuppone che il dislivello fra i due fondi confinanti abbia un'origine naturale.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> MURO PORTANTE

E' legittimo ritenere, sulla base di massime di esperienza, che l'apertura di un varco nel muro portante di una struttura ne determini l'indebolimento permanente di una struttura e ciò anche in presenza di una C.T.U. di segno opposto.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> OPERE DI ACCOSTO

Le opere di accosto sono costituite dalle banchine, dai pontili e dai ducs d'Albe e servono per fonire e ormeggio alle navi, assicurare collegamento tra la nave in attracco e la terra, contenere i terrapieni di fronte agli specchi liquidi delle darsene, le quali sono dunque cosa diversa dalle opere di accosto.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> OPERE DI FINITURA
... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...opere di mera finitura (nella specie, il rivestimento di due balconi con soglie di marmo e la posa in opera di una guaina impermeabilizzante) sono riconducibili, sula piano della qualificazione, alla manutenzione ordinaria, con conseguente irrilevanza, sotto il profilo edilizio, dell'intervento, che ricade nell'area dell'attività edilizia libera, quale esercizio delle facoltà insite nel diritto di proprietà, non richiedenti né il rilascio di un previo titolo autorizzatorio, né l'assolvimento delle formalità comunicative e dichiarative previste per gli interventi minori.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> OPERE IN CEMENTO ARMATO

La competenza dei geometri è limitata alla progettazione, direzione e vigilanza di modeste costruzioni civili, con esclusione di quelle che comportino l'adozione - anche parziale - di strutture in cemento armato è, comunque, esclusa nel campo delle costruzioni civili ove si adottino le strutture suddette, la cui progettazione e direzione, qualunque ne sia l'importanza è riservata solo agli ingegneri ed architetti iscritti nei relativi albi professionali.

Si deve ritenere esulante dal campo applicativo del D.P.R. n. 380 del 2001, artt. 64, 6... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... (i quali disciplinano, sottoponendole a determinati vincoli sia di carattere procedimentale sia di carattere tecnico, le opere edilizie nelle quali vi è l'utilizzazione di conglomerato cementizio armato), la realizzazione di manufatti che, ancorché edificati in assenza delle prescritte autorizzazioni, siano stati costruiti attraverso la posa in opera di strutture metalliche in acciaio od altri metalli, laddove ciò non abbia comportato la applicazione di una tecnica costruttiva che utilizzi il cemento armato.

Nelle costruzioni moderne in cemento armato, l'espressione "muro maestro" non va riferita solamente alla intelaiatura di pilastri ed architravi costituente l'ossatura dell'edificio, ma anche ai cosiddetti pannelli di rivestimento o di riempimento, giacché, pur non avendo funzione portante, costituiscono parte organica ed essenziale dell'intero immobile che, senza la delimitazione da essi operata, sarebbe uno "scheletro vuoto" privo di qualsiasi utilità.

La violazione del D.P.R. n. 380 del 2001, artt. 64, 65, 71 e 72, in caso di opere realizzate in assenza di un progetto esecutivo redatto da tecnico abilitato, senza che la direzione dei relativi lavori sia stata assunta da tecnico a ci&ograv... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o ed in assenza della preventiva denunzia delle realizzande opere al Comune ovvero all'Ufficio provincia del Genio civile, concernono esclusivamente la disciplina penale di manufatti la cui tenuta statica sia assicurata tramite l'uso e l'applicazione di opere in cemento armato ovvero di elementi strutturali in acciaio o in altri metalli con funzione portante e non quindi se la struttura dell'edificio è realizzata con altri materiali.

La denuncia delle opere all'ufficio tecnico regionale deve, ai sensi dell'art. 65 d.P.R. 6 giugno 2001, n.380, precedere l'avvio delle opere in conglomerato cementizio, e non il rilascio del permesso di costruire.

Nel contratto di appalto, qualora debbano essere realizzate opere contenenti cemento armato, l'obbligo di denunciare all'ufficio del Genio civile competente per territorio le relative opere corredate dai calcoli, grava sull'appaltatore, ai sensi della L. n. 1086 del 1971, art. 4 e non sul committente; ne consegue che costituisce inadempimento di non scarsa importanza, ai fini dell'accoglimento dell'azione di risoluzione contrattuale, il comportamento dell'appaltatore, che inizi i lavori relativi alle opere in cemento armato senza aver provveduto al previo deposito dei calcoli presso il Genio civile e se... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... alcuna apprezzabile giustificazione in proposito.

La prescrizione della denuncia dell'inizio dei lavori con conglomerato cementizio, prevista dalla L. 5 novembre 1971, n. 1089, art. 1, è giustificata dalla necessità di consentire all'ente preposto di venire a conoscenza di ogni attività costruttiva rilevante in cemento armato, e di effettuare i dovuti controlli al fine di escludere ogni pericolo per la pubblica e privata incolumità, non rilevando in proposito le eventuali circolari amministrative emanate in senso contrario dall'autorità regionale.

La sfera di applicabilità della normativa di cui agli artt. 64-71, e 65-72 del D.P.R. n. 380 del 2001 è definita da tutte le strutture in conglomerato cementizio (normale o precompresso) ed in metallo che assolvono ad una funzione statica del manufatto, senza che assuma rilievo l'entità dell'elemento materiale, atteso che non è necessario che questo sia costituito da un complesso di strutture, poiché dal complesso delle norme si evince che l'elemento rilevante per il legislatore è quello funzionale: diversamente si confliggerebbe con la "ratio legis", che è quella di assicurare la stabilità del fabbricato ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...casi nei quali siano comunque adoperate strutture in cemento armato o in metallo in funzione statica.

Chiunque intenda procedere a lavori in conglomerato cementizio armato deve osservare determinate prescrizioni, imposte dalla necessità di consentire all'ente preposto di venire a conoscenza di ogni attività costruttiva in cemento armato, nonché effettuare i dovuti controlli al fine di escludere ogni pericolo per la pubblica e privata incolumità, la cui violazione è penalmente sanzionata.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> OPERE INTERNE

La realizzazione di opere interne che non modifichino la originaria natura dell'unità abitativa e non determinino alcun incremento volumetrico non integra una ristrutturazione edilizia.

La modificazione delle tramezzature interne, lo spostamento del servizio igienico e l'eliminazione di un precedente ambiente (avvenuto evidentemente anch'esso mediante demolizione di una preesistente tramezzatura) costituiscono opere interne all'unità abitativa e, come tali, opere di manutenzione straordinaria.

La suddivisione con tramezzature interne, finalizzate alla creazione di vari ambienti, con caratteristiche residenziali, non ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... una mera opera interna, ma comporta la realizzazione di un vero e proprio organismo edilizio diverso da quello preesistente con conseguente necessità del previo rilascio del permesso di costruire.

L'inglobamento delle intercapedini comporta un aumento della superficie e del volume utili, atteso che le intercapedini non vengono computate in sede di costruzione dell'edificio.

Va esclusa la persistente configurabilità di un'unica unità immobiliare qualora dalla suddivisione dell'originaria unità siano state ricavate varie unità commerciali, separate da pannelli e da porte in legno (in parte chiuse e in parte coperte da scaffalature), munite d'impianti tecnologici autonomi e occupate da distinte imprese commerciali.

Non possono qualificarsi come opere interne di completamento funzionale quelle che si traducono nella creazione di un quid novi rispetto alla consistenza strutturale e funzionale del manufatto già realizzato, quale quello volto alla suddivisione strutturale e funzionale di una singola unità immobiliare per ricavarne nuovi vani da affittare a terzi, con conseguente aumento del precedente carico urbanistico.

Rispetto agli interventi di manutenzione straordinaria qu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ura di porte l'interne, l'art. 6 del d.p.r n. 380/2001 esclude la relativa assoggettabilità a mera comunicazione qualora detti interventi riguardino parti strutturali dell'edificio.

Non sono opere interne quelle che comportino modifiche al prospetto del fabbricato, o comunque al suo aspetto esteriore.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> OPERE MILITARI

Le opere destinate alla difesa militare sono soggette alle leggi sulla tutela del paesaggio e la loro costruzione in zona vincolata necessita, pertanto, della preventiva comparazione con l'interesse alla cui tutela è posto il vincolo paesaggistico: la Costituzione infatti attribuisce al paesaggio (art. 9) un valore primario che non può essere sacrificato a quell'altro, di pari dignità, della sicurezza del paese (art. 52).

Mancando nel nostro ordinamento un'enunciazione in termini normativi e generali della nozione di "opera destinata alla difesa militare", i criteri suscettibili di qualificare l'opera non possono fare riferimento al solo profilo soggettivo, ossia all'identità dell'Amministrazione interessata ai lavori, ma devono, in ogni caso, investire soprattutto le caratteristiche oggettive e funzionali dell'opera, la sua effet... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...quivoca destinazione alla difesa militare ed al chiaro nesso teleologico che a questa la ricolleghi: solo in questo modo la deroga alle competenze riconosciute alle Regioni ed agli enti locali, in materia di pianificazione urbanistica e governo del territorio di cui al D.P.R. 383/1994, può essere giudicata costituzionalmente legittima.

Gli alloggi di servizio destinati ai militari possono considerarsi "opere di difesa nazionale" a condizioni che siano ricompresi nell'ambito spaziale delle opere militari ovvero legati ad esse da uno stretto rapporto di strumentalità, e perciò parti di un complesso sostanzialmente unitario, sì che non sarebbe logico e giuridicamente ammissibile un regime differenziato.

Devono considerarsi "opere di difesa nazionale" non soltanto le costruzioni direttamente necessarie alla difesa della Nazione in tempo di guerra, ma anche tutte quelle strumentalmente preordinate alle esigenze della sicurezza militare del paese e che siano a questo fine effettivamente utilizzate. Tali sono, tra l'altro, gli immobili ove vengono compiute le attività dirette alla soddisfazione delle suindicate esigenze e quindi con queste strettamente collegate, all'interno di basi, impianti, installazioni militari o pos... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...diretto e funzionale servizio.

La compressione che la destinazione militare dell'opera può determinare, in misura assai rilevante, nei confronti di altri interessi costituzionalmente protetti, quali quelli urbanistici, edilizi e paesaggistici, impone, l'esigenza che, tanto in sede legislativa che amministrativa, risultino precisati con il dovuto rigore i criteri suscettibili di qualificare l'opera come destinata alla difesa militare: criteri che non potranno, pertanto, fare riferimento al solo profilo soggettivo, cioè alla natura militare dell'amministrazione interessata ai lavori, ma che dovranno, in ogni caso, investire sia le caratteristiche oggettive che le finalità dell'opera.

Non possono essere qualificati come "opere di difesa nazionale" e soggetti al regime derogatorio di cui al D.P.R. 383/1994 gli alloggi la cui costruzione sia affidata ad una società di capitali, che ne alienerà la proprietà superficiaria per la durata di novant'anni; che siano realizzati all'esterno di basi o installazioni militari puntualmente individuate e che non sono posti al loro diretto e funzionale servizio; che possano essere acquistati anche da militari in quiescienza e dal personale civile dipendente dal Minist... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ifesa e locati a soggetti estranei all'Amministrazione militare; che non siano destinati stabilmente a soddisfare le esigenze abitative del personale delle Forze Armate, in quanto i coniugi, i conviventi e gli eredi potranno subentrare (senza alcuna limitazione) nella titolarità del diritto di superficie novantennale, ovvero nel godimento del bene, in caso di decesso dell'acquirente o di cessazione del matrimonio e della convivenza.

L'elemento oggettivo-funzionale, costantemente preso in esame dalla giurisprudenza per giustificare la costruzione di alloggi militari in deroga alle norme urbanistiche, deve necessariamente prendere corpo attraverso il collegamento degli alloggi ad una o più caserme, e non con la totalità delle caserme e delle strutture esistenti nel territorio provinciale.

La natura di opera militare deve determinarsi sulla base del rapporto di strumentalità che collega l'opera alla funzione militare, senza che rilevi la natura demaniale o meno dell'area in cui è realizzata.

Gli alloggi di servizio del personale militare debbono considerarsi opere di difesa nazionale.

La qualificazione di un'opera come destinata alla difesa militare richiede sempre una manifestazione di v... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e; del Ministero per i lavori pubblici, dal momento che essa comporta la sottrazione dell'opera stessa al controllo del Ministero, altrimenti competente ad accertarne la conformità alla disciplina urbanistica o comunque a stabilirne la localizzazione.


 
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