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L’istituto giurisprudenziale della cd. occupazione appropriativa o acquisitiva non può più ritenersi conforme al nostro ordinamento


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titolo:OCCUPAZIONI ED ESPROPRI ILLEGITTIMI PER PUBBLICA UTILITÀ
anno:2019
pagine: 7956 in formato A4, equivalenti a 13525 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 50,00

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Avvocato, Responsabile Servizio Espropri Amministrazione provinciale di Catanzaro

PATOLOGIA --> OPERA PUBBLICA --> OCCUPAZIONE ILLEGITTIMA --> OCCUPAZIONE APPROPRIATIVA E USURPATIVA --> OCCUPAZIONE APPROPRIATIVA O ACQUISITIVA --> NON ESISTE

È oramai espunto dal nostro ordinamento giuridico l'istituto dell'occupazione acquisitiva che, in presenza di una dichiarazione di pubblica utilità o di una dichiarazione d'indifferibilità e urgenza esplicita o implicita, dell'occupazione dell'area e dell'irreversibile trasformazione del fondo nonché della scadenza del termine di occupazione legittima senza adozione di un decreto di esproprio ovvero in caso di annullamento giurisdizionale della procedura espropriativa, ipotizza un acquisto a titolo originario della proprietà del fondo in capo all'Amministrazione occupante, legittimando il privato proprietario ad agire esclusivamente per il risarcimento del danno.

È da ritenersi definitivamente espunto dall'ordinamento giuridico l'istituto dell'occupazione acquisitiva, di origine giurisprudenziale, che -in presenza di una dichiarazione di pubblica utilità o di una dichiarazione d'indifferibilità e urgenza esplicita o implicita, dell'occupazione dell'area e dell'irreversibile trasformazione del fondo nonché della scaden... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ine di occupazione legittima senza adozione di un decreto di esproprio ovvero in caso di annullamento giurisdizionale della procedura espropriativa-, ipotizza un acquisto a titolo originario della proprietà del fondo in capo all'Amministrazione occupante, legittimando il privato proprietario ad agire esclusivamente per il risarcimento del danno.

In tema di risarcimento del danno per occupazione senza titolo di un fondo da parte della Pubblica Amministrazione, la distinzione tra le diverse fattispecie individuate in passato dalla giurisprudenza è sostanzialmente venuta meno per effetto della necessità d'interpretare il diritto interno in conformità con il principio enunciato dalla Corte EDU, secondo cui l'espropriazione deve sempre avvenire in "buona e debita forma"; pertanto, anche quando vi sia stata dichiarazione di pubblica utilità, l'illecito spossessamento e l'irreversibile trasformazione del fondo per la costruzione di un'opera pubblica non danno luogo all'acquisto della proprietà da parte dell'Amministrazione, sicché il privato ha diritto a chiederne la restituzione, salvo che non decida di abdicare al suo diritto e chiedere il risarcimento del danno per equivalente.

L'accessione inve... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...uolo in favore del Comune è istituto pretorio oramai espunto dall'ordinamento per manifesta contrarietà agli apicali principi di rispetto del diritto di proprietà espressi dall'ordinamento eurounitario (art. 1 del Protocollo addizionale alla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, ratificata con la legge 4 agosto 1955, n.848 e s.m.i.), vigenti e prevalenti sul sistema di diritto interno, potendo la proprietà privata essere espropriata per ragioni di pubblico interesse solo a seguito di un procedimento amministrativo definito con un provvedimento formale (c.d. "buona e debita forma").

In materia di occupazione sine titulo, per giurisprudenza ormai pacifica, l'istituto (giurisprudenziale) della cd. occupazione appropriativa non può più ritenersi conforme al nostro ordinamento.

In mancanza di una legittima procedura espropriativa conclusa con un atto adottato nelle forme di legge, l'irreversibile trasformazione degli immobili non determina il passaggio della proprietà del bene all'Amministrazione Pubblica, posto che l'istituto (giurisprudenziale) della cd. occupazione appropriativa non può più ritenersi conforme al nostro ordinamento.
... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...na volta che il giudice accerti l'assenza di un atto/fatto acquisitivo della proprietà del suolo del privato occupato da parte dell'Amministrazione (perché all'occupazione d'urgenza, i cui termini di validità sono scaduti, non è seguito il decreto di espropriazione), dev'essere riconosciuta la persistenza della proprietà del suolo in capo al privato, dovendosi ormai ritenersi superato l'orientamento che riconnetteva alla costruzione dell'opera pubblica e alla irreversibile trasformazione del fondo che a essa conseguiva effetti preclusivi o limitativi della tutela in forma specifica del privato, essendo invece un dato acquisito che la suddetta trasformazione del fondo illegittimamente occupato integri un mero fatto (illecito) non in grado di assurgere a titolo d'acquisto.

L'illecito a carattere permanente, insito sia nell'occupazione appropriativa (occupazione sotto la vigenza della dichiarazione di pubblica utilità ma con realizzazione dell'opera pubblica in assenza di un decreto di esproprio) sia in quella usurpativa (ricorrente nell'ipotesi di mancanza anche di un valido ed efficace provvedimento d dichiarazione di pubblica utilità dell'opera), è dunque inidoneo a comportare l'acquisizione autoritativa alla... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ica dei bene occupato, con cessazione dell'illecito soltanto per effetto della restituzione, di un accordo transattivo, della compiuta usucapione da parte dell'occupante che lo ha trasformato, ovvero della rinunzia dei proprietario al suo diritto, implicita nella richiesta di risarcimento dei danni per equivalente.

La realizzazione di un'opera pubblica su un fondo illegittimamente occupato, ovvero legittimamente occupato ma non espropriato nei termini di legge, non è di per sé in grado di determinare il trasferimento della proprietà del bene a favore della Amministrazione. Deve infatti ritenersi ormai superato l'orientamento che riconnetteva alla costruzione dell'opera pubblica ed alla irreversibile trasformazione del fondo che ad essa consegue effetti preclusivi o limitativi della tutela in forma specifica del privato, dovendo invece affermarsi che la suddetta trasformazione su fondo illegittimamente occupato integra un mero fatto non in grado di assurgere a titolo d'acquisto.

L'istituto dell'occupazione acquisitiva è stato espunto dal nostro ordinamento giuridico sia a seguito dell'intervento della Corte europea dei Diritti dell'Uomo, sia a seguito dell'entrata in vigore dell'art. 42 bis, d.P.R. n. 327 del 2001.
... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...stituto dell'occupazione appropriativa viola il principio di legalità di cui all'art. 42 Cost. e all'art. 1 Prot. Addizionale alla CEDU e non può trovare pertanto applicazione neanche per le fattispecie antecedenti l'entrata in vigore del T.U. n. 327/2001. L'atto con il quale l'amministrazione dispone la trascrizione dell'acquisto sui registri immobiliari, su presupposto della già avvenuta acquisizione per effetto della irreversibile trasformazione del fondo occupato ovvero del perfezionarsi dell'occupazione appropriativa, deve ritenersi, d'ufficio, nullo per carenza di potere, non essendo conferito all'amministrazione un potere di accertamento del regime di appartenenza del bene controverso, riservato al potere giurisdizionale.

Sulle conseguenze della realizzazione senza titolo di un'opera pubblica su un fondo di proprietà altrui, è nota la conclusione alla quale la giurisprudenza è ormai giunta, al termine di un lungo e complesso dibattito, che ha visto l'intervento della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU), volto a contestare l'istituto di origine pretoria della c.d. accessione invertita (o occupazione acquisitiva), che consentiva alla PA di acquistare la proprietà di un fondo occupato senza titolo, in for... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...finitiva realizzazione dell'opera pubblica e della irreversibile trasformazione del fondo stesso.

L'irreversibile trasformazione degli immobili, in difetto della effettuazione di una legittima procedura ablativa, non determina il passaggio della proprietà del bene all'Amministrazione, non potendosi più considerare conforme al nostro ordinamento giuridico l'istituto, di conio giurisprudenziale, sorto con la sentenza della Corte di cassazione del 26 febbraio 1983, n. 1464, della cd. "occupazione appropriativa" o "accessione invertita". Pertanto la proprietà del bene rimane in capo ai legittimi proprietari e, fin quando perduri l'illegittima occupazione, la pubblica amministrazione ha l'obbligo di farla venire meno adeguando la situazione di fatto a quella di diritto.

L'occupazione appropriativa è stata espunta dal nostro ordinamento; pertanto la radicale trasformazione del suolo a seguito dell'occupazione di esso e della realizzazione dell'opera pubblica non determina l'estinizione del diritto del proprietario né, correlativamente, l'acquisto della proprietà in capo all'Amministrazione o al beneficiario dell'espropriazione.

In mancanza di un provvedimento legittimo che disponga l'acquisto alla p... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ave; pubblica dei beni occupati dall'ente, il bene non può considerarsi entrato a far parte del patrimonio pubblico. Non può, invero, più operare nell'ordinamento il principio dell'accessione invertita attraverso il quale si realizzava l'acquisto a titolo originario del bene privato, su cui era realizzata l'opera pubblica, in capo all'ente pubblico al momento dell'irreversibile trasformazione dello stesso.

L'istituto di matrice pretoria dell'occupazione acquisitiva, o accessione invertita (in virtù del quale si è ritenuto che la proprietà del fondo occupato oltre i termini di occupazione legittima e irreversibilmente trasformato per effetto della realizzazione su di esso di un'opera dichiarata di pubblica utilità si acquistasse a titolo originario alla mano pubblica) è stato espunto dall'ordinamento.

Risulta ormai definitivamente superata quella giurisprudenza secondo cui l'irreversibile trasformazione del fondo conseguente alla realizzazione dell'opera pubblica ne determinava l'acquisizione in proprietà da parte del soggetto espropriante: fenomeno definito come occupazione appropriativa o acquisitiva.

La realizzazione di un'opera pubblica su un fondo oggetto di legittima ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... costituisce un mero fatto che non è in grado di assurgere a titolo dell'acquisto ed è, come tale, inidonea, da sé sola, a determinare il trasferimento della proprietà in favore della P.A..

La pubblica amministrazione non può divenire proprietaria del suolo sulla base di un atto illecito (quale è la realizzazione dell'opera pubblica in assenza di un valido titolo ablativo) e nessun acquisto della proprietà di un'area può esservi in assenza di un legittimo atto ablatorio; in tali fattispecie rimane l'obbligo per l'amministrazione di restituire al proprietario il bene di cui è stato illegittimamente privato, ovvero a risarcire per equivalente il proprietario medesimo.

L'illecito spossessamento, di natura permanente, dei terreni di proprietà privata da parte della Pubblica Amministrazione e la loro irreversibile trasformazione in seguito alla costruzione di un'opera pubblica non determina il trasferimento della proprietà di tali terreni dal privato all'Amministrazione.

In caso di occupazione illegittima di aree private per la realizzazione di opere pubbliche non può farsi applicazione dell'istituto di elaborazione giurisprudenziale della cosiddetta access... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ita, configurandosi come un illecito permanente perpetrato nei confronti di un diritto dell'uomo fondamentale e imprescrittibile, garantito dall'art. 1 del Protocollo addizionale n. 11 alla Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, firmato a Strasburgo l'11 maggio 1994 e ratificato con legge n. 296/1997, senza che alcuna rilievo possa assumere in contrario il dato fattuale dell'intervenuta realizzazione di un'opera pubblica sul terreno interessato e non potendo giammai l'acquisizione del diritto di proprietà conseguire a un illecito.

L'Amministrazione non acquista la proprietà di un suolo illecitamente posseduto, neanche se sia stata realizzata un'opera utilizzata dalla collettività.

L'istituto pretorio dell'occupazione appropriativa, nato nel 1979 e consolidato nel 1983, risulta ormai abbandonato, in quanto incompatibile con l'art. 1 del protocollo addizionale alla Convenzione EDU, come interpretato dalla Corte EDU.

L'occupazione appropriativa non esiste più.

La mancata conclusione di una procedura di esproprio esclude in radice la possibilità che si sia verificato il passaggio di proprietà in favore dell'ente pubblico, e... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ealizzazione dell'opera sul fondo illecitamente occupato un mero fatto, inidoneo a formare il titolo dell'acquisto e, perciò, l'apprensione della altrui proprietà.

L'istituto dell'occupazione appropriativa è stato riconsiderato dalle Sezioni Unite di questa Corte che, con la sentenza n. 735 del 2015, lo hanno ritenuto non conforme con il principio enunciato dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, secondo cui l'espropriazione deve sempre avvenire in "buona e debita forma", e, pertanto, superando il pregresso indirizzo conservativo dell'istituto, lo hanno ritenuto un illecito a carattere permanente.

L'irreversibile trasformazione del suolo, senza che la procedura di esproprio sia stata portata a conclusione con l'emissione del relativo decreto, esclude in radice la possibilità che si sia verificato il passaggio di proprietà in favore dell'ente pubblico, essendo la realizzazione dell'opera sul fondo illecitamente occupato un mero fatto, inidoneo a formare il titolo dell'acquisto e, perciò, l'apprensione della altrui proprietà.

L'istituto dell'occupazione acquisitiva non è conforme con il principio enunciato dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, secondo cui l'esprop... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ve sempre avvenire in "buona e debita forma", e, superando il pregresso indirizzo conservativo, hanno escluso la sua idoneità a comportare l'acquisizione autoritativa del bene alla mano pubblica, e lo hanno considerato un illecito a carattere permanente, che non è prescrittibile e viene a cessare, solo, per effetto della restituzione, di un accordo transattivo, della compiuta usucapione da parte dell'occupante che lo ha trasformato, ovvero della rinunzia del proprietario al suo diritto, implicita nella richiesta di risarcimento dei danni per equivalente.

La necessità di interpretare il diritto interno in conformità con il principio enunciato dalla Corte europea dei diritti dell'uomo, secondo cui l'espropriazione deve sempre avvenire in "buona e debita forma", comporta che l'illecito spossessamento del privato da parte della P.A. e l'irreversibile trasformazione del suo terreno per la costruzione di un'opera pubblica non danno luogo, anche quando vi sia stata dichiarazione di pubblica utilità, all'acquisto dell'area da parte dell'Amministrazione, sicché il privato ha diritto a chiederne la restituzione, salvo che non decida di abdicare al suo diritto e chiedere il risarcimento del danno per equivalente.<... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] .../> Qualora, alla dichiarazione di pubblica utilità non abbia fatto seguito l'adozione di un tempestivo decreto di esproprio pur in presenza della realizzazione dell'opera programmata, il trasferimento della proprietà non ha luogo.

La realizzazione di un'opera pubblica su un fondo che abbia costituito oggetto di legittima occupazione in via d'urgenza, non seguita dal perfezionamento della procedura espropriativa, si risolve in un mero fatto, non in grado di assurgere a titolo d'acquisto della proprietà, ed è in quanto tale inidonea di per sé sola a determinarne il trasferimento in favore della Pubblica Amministrazione.

L'istituto dell'occupazione acquisitiva è stato definitivamente espunto dal nostro ordinamento giuridico.

Non può farsi applicazione dell'istituto della cosiddetta accessione invertita, che la Corte Europea dei diritti dell'uomo ha qualificato come "sistematica violazione" delle specifiche disposizioni della Convenzione, stipulata nel 1950, relative alla tutela del diritto di proprietà, affermando che le occupazioni sine titulo si configurano come un illecito permanente perpetrato nei confronti di un diritto dell'uomo fondamentale e imprescrittibile, garantito dall... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... Protocollo addizionale n. 11 alla Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, firmato a Strasburgo l'11 maggio 1994 e ratificato con legge n. 296/1997, senza che alcun rilievo possa assumere in contrario il dato fattuale dell'intervenuta realizzazione di un'opera pubblica sul terreno interessato e non potendo l'acquisizione del diritto di proprietà conseguire a un illecito.

Il bene illegittimamente occupato per scopi di pubblica utilità continua ad appartenere al suo legittimo proprietario, in assenza della adozione di alcun atto utile al suo trasferimento, in favore del soggetto occupante, e della inidoneità, a tal fine, della sua materiale occupazione e trasformazione a scopi di pubblica utilità.

In materia di espropriazione per pubblica utilità, la necessità di interpretare il diritto interno in conformità al principio enunciato dalla Corte europea dei diritti dell'uomo, secondo cui l'espropriazione deve sempre avvenire in "buona e debita forma", comporta che l'illecito spossessamento del privato da parte della P.A. e l'irreversibile trasformazione del suo terreno per la costruzione un'opera pubblica non danno luogo, anche quando vi ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ichiarazione di pubblica utilità, all'acquisto dell'area da parte dell'Amministrazione, sicché il privato ha diritto a chiederne la restituzione, salvo che non decida di abdicare al suo diritto e chiedere il risarcimento del danno per equivalente.

La necessità di interpretare il diritto interno in conformità col principio enunciato dalla Corte Europea dei diritti dell'uomo, secondo cui l'espropriazione deve sempre avvenire in "buona e debita forma", comporta che l'illecito spossessamento del privato da parte della p.a. e l'irreversibile trasformazione del suo terreno per la costruzione di un'opera pubblica non danno luogo, anche quando vi sia stata dichiarazione di pubblica utilità, all'acquisto dell'area da parte dell'Amministrazione, sicché il privato ha diritto a chiederne la restituzione, salvo che non decida di abdicare al suo diritto e chiedere il risarcimento del danno per equivalente.

È da ritenersi definitivamente espunto dall'ordinamento giuridico l'istituto dell'occupazione acquisitiva, di origine giurisprudenziale, che - in presenza di una dichiarazione di pubblica utilità o di una dichiarazione d'indifferibilità e urgenza esplicita o implicita, dell'occupazione del... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ll'irreversibile trasformazione del fondo, nonché della scadenza del termine di occupazione legittima ma senza adozione di un decreto di esproprio - ipotizza un acquisto a titolo originario della proprietà del fondo in capo all'Amministrazione occupante, legittimando il privato proprietario ad agire esclusivamente per il risarcimento del danno

L'ordinamento giuridico non consente che un'Amministrazione pubblica, mediante un atto illecito o in assenza di un atto ablatorio, acquisti a titolo originario la proprietà di un'area altrui sulla quale sia stata realizzata un'opera pubblica o d'interesse pubblico.

L'istituto dell'occupazione appropriativa non è conforme con il principio enunciato dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, secondo cui l'espropriazione deve sempre avvenire in "buona e debita forma"; esso deve essere pertanto equiparato a quello della c.d. occupazione usurpativa (caratterizzata dalla mancanza di dichiarazione di pubblica utilità), quale illecito a carattere permanente, inidoneo a comportare l'acquisizione autoritativa del bene alla mano pubblica in danno del proprietario, rimasto tale nonostante la manipolazione, illecita, del bene da parte dell'amministrazione.

L'illec... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...samento del privato da parte della PA e l'irreversibile trasformazione del suo terreno per la costruzione di un'opera pubblica non danno mai luogo all'acquisizione autoritativa del bene alla mano pubblica, dovendosi riconoscere al proprietario - rimasto tale nonostante la manipolazione, illecita, del bene - la tutela reale e cautelare apprestata nei confronti di qualsiasi soggetto dell'ordinamento: restituzione, riduzione in pristino stato dell'immobile, provvedimenti di urgenza per impedirne la trasformazione ecc, oltre al consueto risarcimento del danno, ancorato ai parametri dell'art. 2043 c.c..

Va reputato come definitivamente espunto dall'ordinamento giuridico l'istituto dell'occupazione acquisitiva, di origine giurisprudenziale, secondo il quale si ipotizzava in caso di irreversibile trasformazione un acquisto a titolo originario della proprietà del fondo in capo all'Amministrazione occupante. La C.E.D.U., già nel 2000, ha, infatti, affermato che l'acquisto della proprietà per effetto di attività illecita viola l'art. 1 del Protocollo aggiuntivo della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo. L'ordinamento giuridico non consente, pertanto, che un'Amministrazione pubblica, mediante un atto illecito o in assenza di un a... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...io, acquisti a titolo originario la proprietà di un'area altrui sulla quale sia stata realizzata un'opera pubblica o d'interesse pubblico.

In assenza di un provvedimento di esproprio assunto entro i termini previsti dalla legge, la presenza di un'opera pubblica sull'area illegittimamente occupata costituisce in sé un mero fatto, non in grado di assurgere a titolo di acquisto, e come tale inidoneo a determinare il trasferimento della proprietà.

L'orientamento della giurisprudenza è nel senso di ritenere che, in assenza di un valido ed efficace provvedimento di natura ablatoria, il proprietario dell'area occupata resta tale a dispetto dell'intervenuta irreversibile trasformazione.

L'istituto dell'occupazione acquisitiva è ormai superato (anche perché ritenuto dalla CEDU in insanabile contrasto con la Convenzione europea dei diritti dell'uomo), e sul punto la giurisprudenza amministrativa è oggi pacifica.

L'occupazione appropriativa non c'è più.

L'occupazione illegittima di aree private per scopi di pubblica utilità è suscettibile di risarcimento, con la precisazione che, alla luce dell'evoluzione giurisprudenziale (anche europea) o... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...idata, la sopravvenuta irreversibile trasformazione del bene non comporta alcun trasferimento della proprietà (per accessione inversa) che rimane nella piena titolarità degli originari proprietari.

Le più recenti acquisizioni giurisprudenziali hanno ripudiato la figura dell'occupazione acquisitiva, che connetteva all'irreversibile trasformazione del suolo, realizzata a seguito dell'occupazione del bene sulla base di una valida dichiarazione di pubblica utilità, l'acquisto della proprietà in capo al beneficiario dell'espropriazione, in virtù della c.d. accessione invertita.

In nessun caso il terreno illegittimamente occupato, in forza della realizzazione di un'opera pubblica, diventa, per ciò solo, di proprietà pubblica. Conseguentemente, non può che essere ritenuta infondata una domanda risarcitoria radicata sul presupposto, in realtà insussistente, dell'intervenuta occupazione acquisitiva.

Le più recenti acquisizioni giurisprudenziali hanno ormai ripudiato la figura dell'occupazione acquisitiva che connetteva all'irreversibile trasformazione del suolo, realizzata a seguito dell'occupazione del bene sulla base di una valida dichiarazione di pubblica utilit&ag... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...quisto della proprietà in capo al beneficiario dell'espropriazione, in virtù della c.d. accessione invertita. Consegue che la radicale trasformazione del suolo a seguito dell'occupazione di esso e della realizzazione dell'opera pubblica non determina l'estinzione del diritto del proprietario, né, correlativamente, l'acquisto della proprietà in capo all'Amministrazione o al beneficiario dell'espropriazione.

La realizzazione di un'opera pubblica su un fondo illegittimamente occupato, ovvero legittimamente occupato ma non espropriato nei termini di legge, non è di per sé in grado di determinare il trasferimento della proprietà del bene a favore dell'Amministrazione, trattandosi di un mero fatto che non può assurgere a titolo d'acquisto del fondo.

L'occupazione sine titulo, anche se accompagnata dalla irreversibile trasformazione del fondo, costituisce un fatto meramente materiale e quindi inidoneo a determinare l'effetto traslativo della proprietà del bene occupato; esito, questo, non consentito dall'art. 1 del Protocollo Addizionale CEDU, come costantemente interpretato dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (ex multis terza Sezione, 12 gennaio 2006, Sciarrotta c. Italia, n. 14793/02).... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...e di recente autorevolmente ribadita sia dalle Sezioni Unite civili della Cassazione (con la sentenza del 19 gennaio 2015, n. 735) sia dall'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato (con la pronuncia n. 2 del 2016).

L'istituto di matrice pretoria dell'occupazione acquisitiva, o accessione invertita, in virtù del quale si è ritenuto che la proprietà del fondo occupato oltre i termini di occupazione legittima e irreversibilmente trasformato per effetto della realizzazione su di esso di un'opera dichiarata di pubblica utilità si acquistasse a titolo originario alla mano pubblica, è stato espunto dal nostro ordinamento alla luce dei interventi, prima, della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo e successivamente dalla Corte Costituzionale (sent. 8 ottobre 2010, n. 293).

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno riconosciuto come l'istituto dell'occupazione acquisitiva si ponga in radicale contrasto con l'art. 1 del protocollo addizionale alla CEDU, nell'interpretazione datane dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, ciò che comporta – in un'ottica orientata all'osservanza dell'art. 117 co. 1 Cost., rispetto al quale la CEDU opera come norma interposta di rango subcostituzionale – la sua defini... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ione e la riespansione della regola generale dell'illecito aquiliano (così da ultimo Cass., SS.UU., 19 gennaio 2015, n. 735, ma l'insanabile contrasto era stato del pari evidenziato da Cass., SS.UU., ord. 13 gennaio 2014, n. 441).

E' da ritenersi definitivamente espunto dall'ordinamento giuridico l'istituto dell'occupazione acquisitiva, di origine giurisprudenziale, che, in presenza di una dichiarazione di pubblica utilità o di una dichiarazione d'indifferibilità e urgenza esplicita o implicita, dell'occupazione dell'area e dell'irreversibile trasformazione del fondo, nonché della scadenza del termine di occupazione legittima ma senza adozione di un decreto di esproprio, ipotizza un acquisto a titolo originario della proprietà del fondo in capo all'Amministrazione occupante, legittimando il privato proprietario ad agire esclusivamente per il risarcimento del danno.

L'occupazione illegittimamente disposta o proseguita dall'Amministrazione o dagli enti delegati, per quanto accompagnata dall'irreversibile trasformazione dei beni occupati, pur funzionale alla realizzazione dell'opera pubblica, non comporta la perdita della proprietà in capo ai privati e la sua acquisizione alla mano pubblica.

Nell... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... cui alla dichiarazione di pubblica utilità non abbia fatto seguito l'emanazione di un tempestivo decreto di esproprio, non può farsi applicazione dell'istituto di elaborazione giurisprudenziale della cosiddetta accessione invertita, che la Corte Europea dei diritti dell'uomo ha qualificato come "sistematica violazione" delle specifiche disposizioni della Convenzione, stipulata nel 1950, relative alla tutela del diritto di proprietà.

La realizzazione di un'opera pubblica su fondo illegittimamente occupato, ovvero legittimamente occupato ma non espropriato nei termini di legge, non è di per sé in grado di determinare il trasferimento della proprietà del bene a favore della Amministrazione, trattandosi di un mero fatto che non può assurgere a titolo d'acquisto del fondo.

Secondo il consolidato orientamento giurisprudenziale l'istituto dell'occupazione acquisitiva è stato espunto dal nostro ordinamento giuridico sia a seguito dell'intervento della Corte europea dei Diritti dell'Uomo, che ha ritenuto l'occupazione appropriativa contrastante con la Convenzione europea dei Diritti dell'Uomo, sia a seguito dell'entrata in vigore dell'art. 42 bis, d.P.R. n. 327 del 2001.

L'istituto del... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ne acquisitiva è stato espunto dal nostro ordinamento giuridico sia a seguito dell'intervento della Corte europea dei Diritti dell'Uomo, che ha ritenuto l'occupazione appropriativa contrastante con la Convenzione europea dei Diritti dell'Uomo, sia a seguito dell'entrata in vigore dell'art. 42 bis, d.P.R. n. 327 del 2001.

La realizzazione di un'opera pubblica su un fondo oggetto di legittima occupazione in via di urgenza, non seguita dal perfezionamento della procedura espropriativa, costituisce un mero fatto, non in grado di assurgere a titolo dell'acquisto, ed è, come tale, inidonea, da sé sola, a determinare il trasferimento della proprietà in favore della pubblica amministrazione. Detto altrimenti, un fatto illecito, quale è l'irreversibile trasformazione dell'area, operata in violazione delle norme sul procedimento espropriativo, non configura comunque un modo di acquisto della proprietà.

L'occupazione sine titulo, anche se accompagnata dall' irreversibile trasformazione del fondo, costituisce un fatto meramente materiale e quindi inidoneo a determinare l'effetto traslativo della proprietà del bene occupato; esito, questo, non consentito dall'art. 1 del Protocollo Addizionale CEDU, come costanteme... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...etato dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo. Conclusione di recente autorevolmente ribadita sia dalle Sezioni Unite civili della Cassazione (con la sentenza del 19 gennaio 2015, n. 735), sia dall'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato (con la pronuncia n. 2 del 2016).

La qualificazione della fattispecie di illecito in termini di cd. occupazione appropriativa od acquisitiva, o di cd. accessione invertita, ha valore, per così dire, solo descrittivo. Essa, infatti, non può più comportare l'applicazione della regola giurisprudenziale secondo cui, in presenza di una dichiarazione di pubblica utilità dell'opera o di una dichiarazione di indifferibilità ed urgenza esplicita o implicita, dell'occupazione del terreno e della sua irreversibile trasformazione ad opera della P.A., nonché della scadenza del termine di occupazione legittima, ma senza adozione di un decreto di esproprio, si verificava l'acquisto a titolo originario della proprietà del predetto terreno in capo all'Amministrazione occupante ed il privato proprietario era legittimato ad agire unicamente per il risarcimento del danno.

Secondo l'orientamento giurisprudenziale ormai consolidato, l'intervenuta realizzazione dell'opera pubblica non fa... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...o l'obbligo della P.A. di restituire al privato il bene appreso in modo illegittimo. Si deve, pertanto, superare l'interpretazione che ricollegava alla costruzione dell'opera pubblica effetti preclusivi e/o limitativi della tutela in forma specifica del privato operata in relazione al diritto comune europeo.

Secondo i principi acquisiti dalla giurisprudenza è da ritenersi definitivamente espunto dall'ordinamento giuridico l'istituto dell'occupazione acquisitiva, di origine giurisprudenziale, che in presenza di una dichiarazione di pubblica utilità o di una dichiarazione d'indifferibilità e urgenza esplicita o implicita, dell'occupazione dell'area e dell'irreversibile trasformazione del fondo, nonché della scadenza del termine di occupazione legittima ma senza adozione di un decreto di esproprio, ipotizza un acquisto a titolo originario della proprietà del fondo in capo all'Amministrazione occupante, legittimando il privato proprietario ad agire esclusivamente per il risarcimento del danno.

Di recente le Sezioni Unite, pronunciandosi sulla sopravvivenza nel nostro ordinamento del fenomeno della c.d. occupazione appropriativa, hanno affermato che "in materia di espropriazione per pubblica utilità, la nec... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...e; di interpretare il diritto interno in conformità con il principio enunciato dalla Corte europea dei diritti dell'uomo, secondo cui l'espropriazione deve sempre avvenire in buona e debita forma, comporta che l'illecito spossessamento del privato da parte della P.A. e l'irreversibile trasformazione del suo terreno per la costruzione di un'opera pubblica non danno luogo, anche quando vi sia stata dichiarazione di pubblica utilità, all'acquisto dell'area da parte dell'Amministrazione, sicché il privato ha diritto a chiederne la restituzione, salvo che non decida di abdicare al suo diritto e chiedere il risarcimento del danno per equivalente" (SU n. 735 del 2015).

All'istituto di matrice giurisprudenziale dell'occupazione acquisitiva, o accessione invertita, non può essere ulteriormente riconosciuta cittadinanza nell'ordinamento, alla luce degli interventi della Corte EDU. I tentativi di una parte della giurisprudenza di rileggerlo in chiave conservativa debbono, infatti, considerarsi definitivamente superati in considerazione non solo e non tanto delle indicazioni provenienti dal legislatore (il riferimento è, in particolare, all'art. 43 e ora 42 bis del D.P.R. n. 327/2001), quanto dall'acclarata impossibilità di arg... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... compatibilità fra gli obblighi internazionali dello Stato e la definitiva perdita del diritto del proprietario alla restituzione del bene, conseguenza indefettibilmente connaturata all'occupazione acquisitiva, ma inconciliabile con l'affermazione della Corte EDU circa il dovere degli Stati aderenti alla Convenzione di eliminare gli ostacoli giuridici che impediscono sistematicamente e per principio la restituzione del terreno.

Il superamento dell'espropriazione indiretta da parte della giurisprudenza amministrativa, già isolatamente emerso in alcune pronunce che riecheggiavano i primi arresti della Corte EDU in materia, si è consolidato già a partire dalla decisione dell'Adunanza Plenaria 29 aprile 2005, n. 2, che dal citato art. 43 T.U. espropriazioni – e, oggi, dall'art. 42-bis che ne ha preso il posto – trae conferma dell'inidoneità dell'irreversibile trasformazione del fondo a costituire valido titolo d'acquisto della proprietà da parte dell'amministrazione.

L'istituto dell'accessione invertita è oramai venuto meno e, più precisamente, è stato espunto dal nostro ordinamento primariamente in virtù dell'orientamento assunto dalla CEDU, la quale ne ha rilevato il co... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... i diritti fondamentali dell'uomo (cfr., ex multis, Corte di Strasburgo, 30 maggio 2000, n. 31524/96).

Come noto, è consolidato in giurisprudenza il principio secondo cui la realizzazione di un'opera pubblica su un fondo illegittimamente occupato, ovvero legittimamente occupato ma non espropriato nei termini di legge, non è di per sé in grado di determinare il trasferimento della proprietà del bene a favore dell'Amministrazione. Deve infatti ritenersi ormai superato l'orientamento che riconnetteva alla costruzione dell'opera pubblica ed alla irreversibile trasformazione del fondo che ad essa consegue effetti preclusivi o limitativi della tutela in forma specifica del privato, dovendo invece affermarsi che la suddetta trasformazione su fondo illegittimamente occupato integra un mero fatto non in grado di assurgere a titolo d'acquisto.

Nell'attuale quadro normativo, comunitario e nazionale, è da ritenersi definitivamente espunto dall'ordinamento giuridico l'istituto dell'occupazione acquisitiva, di origine giurisprudenziale, secondo cui anche in assenza di un atto di natura ablatoria, l'Amministrazione acquista a titolo originario la proprietà dell'area altrui, quando su di essa ha realizzato in tutto o in par... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... pubblica, in attuazione della dichiarazione della pubblica utilità e dalla data in cui si verifica tale acquisto.

In ipotesi di occupazione illegittima, la giurisprudenza ha statuito (Sez. U, Sentenza n. 735 del 19/01/2015), che la necessità di interpretare il diritto interno in conformità con il principio enunciato dalla Corte EDU, secondo cui l'espropriazione deve sempre avvenire in "buona e debita forma", comporta che l'illecito spossessamento del privato da parte della P.A. e l'irreversibile trasformazione del suo terreno per la costruzione di un'opera pubblica non danno luogo, anche quando vi sia stata dichiarazione di pubblica utilità, all'acquisto dell'area da parte dell'Amministrazione, sicché il privato ha diritto a chiederne la restituzione, salvo che non decida di abdicare al suo diritto e chiedere il risarcimento del danno per equivalente.

La realizzazione di un'opera pubblica su fondo illegittimamente occupato, ovvero legittimamente occupato ma non espropriato nei termini di legge, non è di per sé in grado di determinare il trasferimento della proprietà del bene a favore dell'Amministrazione, trattandosi di un mero fatto che non può assurgere a titolo d'acquisto d... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...r />
L'istituto della cd. "occupazione appropriativa" o "accessione invertita", pur ampiamente utilizzato per quasi un ventennio, è stato, ormai da tempo, sottoposto a revisione critica; in particolare, in seguito alle pronunce della Corte europea dei diritti dell'uomo a partire dall'anno 2000, si è consolidato un orientamento giurisprudenziale secondo cui, in mancanza di una legittima procedura conclusa con un atto adottato nelle forme di legge, non si verifica l'acquisizione dell'area da parte della pubblica amministrazione.

E' da ritenersi definitivamente espunto dall'ordinamento giuridico l'istituto dell'occupazione acquisitiva, di origine giurisprudenziale, che - in presenza di una dichiarazione di pubblica utilità o di una dichiarazione d'indifferibilità e urgenza esplicita o implicita, dell'occupazione dell'area e dell'irreversibile trasformazione del fondo, nonché della scadenza del termine di occupazione legittima ma senza adozione di un decreto di esproprio - ipotizza un acquisto a titolo originario della proprietà del fondo in capo all'Amministrazione occupante, legittimando il privato proprietario ad agire esclusivamente per il risarcimento del danno.

L'ordinamento giuridico non consent... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...mministrazione pubblica, mediante un atto illecito o in assenza di un atto ablatorio, acquisti a titolo originario la proprietà di un'area altrui sulla quale sia stata realizzata un'opera pubblica o d'interesse pubblico.

L'orientamento per cui l'irreversibile destinazione di un fondo di proprietà privata alla realizzazione dell'opera pubblica, comportava l'estinzione del diritto di proprietà del privato e la contestuale acquisizione dello stesso a titolo originario da parte dell'ente costruttore, configurandosi nel contempo come un fatto illecito, istantaneo ma con effetti permanenti, che abilitava il privato a chiedere la condanna dell'ente pubblico a risarcire il danno derivante dalla perdita del diritto di proprietà, nel termine prescrizionale di cinque anni previsto dall'art. 2947 cod. civ., è stato oggetto di rimeditazione; alcune sentenze si sono invece pronunciate direttamente in favore del superamento dell'istituto dell'occupazione acquisitiva, richiamando sia i principi enunciati dalla Corte EDU che l'orientamento normativo emergente dal D.P.R. n. 327 del 2001, art. 42 la cui applicabilità anche ai fatti anteriori all'entrata in vigore della nuova disciplina è stata ritenuta sintomatica.

All... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...a più recente evoluzione giurisprudenziale, non merita consenso la sentenza nella parte in cui, dato atto della trasformazione irreversibile del fondo di proprietà privata, per effetto delle opere realizzate, non solo ha escluso il diritto dei proprietari alla restituzione dell'immobile, ma ha dichiarato altresì prescritto il loro diritto al risarcimento del danno, in quanto azionato ad oltre cinque anni di distanza dalla data in cui, per effetto della scadenza del periodo di occupazione legittima, aveva avuto luogo l'acquisto a titolo originario della proprietà in favore dell'Amministrazione, con la conseguente perdita da parte dei privati, nessun rilievo peraltro a tal fine assumendo la natura dichiaratamente pubblica dell'opera.

La prospettiva del superamento dell'istituto dell'occupazione acquisitiva è stata fatta propria anche dalla Corte di cassazione, cui è dovuta, in massima parte, l'elaborazione giurisprudenziale dello stesso istituto, che nella recente sentenza 28 gennaio 2013 n. 1804, ha richiamato le pronunce con la quale la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU) ha censurato le forme di "espropriazione indiretta".

Il comportamento della P.A., che occupi beni altrui pure in base ad una valid... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ione di p.u. senza adottare il definitivo decreto d'esproprio nei termini di legge, è e resta un illecito permanente che cessa o con la restituzione dei beni, o mediante l'acquisto negoziale o acquisitivo ex art. 42-bis. La giurisprudenza di legittimità ancora da ultimo ha chiarito che è illegittimo l'illecito spossessamento del privato da parte della P.A. e l'irreversibile trasformazione del suo terreno per la costruzione di un'opera pubblica non dà luogo all'acquisto dell'area da parte sua, pur quando vi sia stata dichiarazione di p.u.

E' consolidato in giurisprudenza il principio secondo cui la realizzazione di un'opera pubblica su un fondo illegittimamente occupato, ovvero legittimamente occupato ma non espropriato nei termini di legge, non è di per sé in grado di determinare il trasferimento della proprietà del bene a favore della Amministrazione. Deve infatti ritenersi ormai superato l'orientamento che riconnetteva alla costruzione dell'opera pubblica ed alla irreversibile trasformazione del fondo che ad essa consegue effetti preclusivi o limitativi della tutela in forma specifica del privato, dovendo invece affermarsi che la suddetta trasformazione su fondo illegittimamente occupato integra un mero fatto non ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... assurgere a titolo d'acquisto.

La c.d. occupazione appropriativa per trasformazione irreversibile dell'immobile, come modo di acquisto della proprietà a titolo originario, fondato sul principio della accessione c.d. invertita mutuato per analogia dall'art. 938 c.c., deve ritenersi superata e, di conseguenza, ricondotta la vicenda della occupazione illegittime ad una "ordinaria" ipotesi di illecita ingerenza nella sfera dominicale altrui.

La realizzazione sull'area occupata dell'opera pubblica è un fatto, e tale resta: la perdita della proprietà del bene da parte del privato e l'acquisto di esso ad opera della P.A. possono conseguire esclusivamente all'adozione di un provvedimento formale, nel rispetto del principio di legalità e di preminenza del diritto.

La qualificazione dell'illecito in termini di cd. occupazione appropriativa od acquisitiva, o di cd. accessione invertita, ha valore, per così dire, solo descrittivo, ma non può più comportare l'applicazione della regola giurisprudenziale secondo cui, in presenza di una dichiarazione di pubblica utilità o di una dichiarazione di indifferibilità ed urgenza esplicita o implicita, dell'occupazione del terreno e ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...rreversibile trasformazione ad opera della P.A., nonché della scadenza del termine di occupazione legittima, ma senza emanazione di un decreto di esproprio, si verificava l'acquisto a titolo originario della proprietà del predetto terreno in capo all'Amministrazione occupante ed il privato proprietario era legittimato ad agire soltanto per il risarcimento del danno.

E' ormai consolidato in giurisprudenza il principio per cui la realizzazione di un'opera pubblica su fondo illegittimamente occupato, ovvero legittimamente occupato, ma non espropriato nei termini di legge, non è di per sé in grado di determinare il trasferimento della proprietà del bene a favore dell'Amministrazione. Deve, infatti, ritenersi ormai superato l'orientamento che riconnetteva alla costruzione dell'opera pubblica ed all'irreversibile trasformazione del fondo che ad essa consegue effetti preclusivi o limitativi della tutela in forma specifica del privato, dovendo, invece, affermarsi che la suddetta trasformazione su fondo illegittimamente occupato integra un mero fatto non in grado di assurgere a titolo d'acquisto.

A seguito delle affermazioni della Giurisprudenza sovranazionale (ex multis Corte europea dir. uomo, 30 maggio 2000 seconda Sezio... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...re Alberghiera s.r.l. c. Italia, n. 31524/96; terza Sezione, 12 gennaio 2006, Sciarrotta c. Italia, n. 14793/02), la costruzione affermata in Cass. Sez. Unite n. 1463/1983 secondo cui ci si trovava al cospetto di una occupazione c.d. "acquisitiva " se l'amministrazione trasformava il bene durante il periodo di legittima occupazione, e per ciò solo ne diveniva proprietaria, ha completamente perso di attualità.

La realizzazione sull'area occupata dell'opera pubblica è un fatto e tale resta: la perdita della proprietà da parte del privato e l'acquisto in capo alla P.A. possono conseguire soltanto all'adozione di un provvedimento formale, nel rispetto del principio di legalità e di preminenza del diritto.

Come oramai è pacificamente riconosciuto, la sopravvivenza nel nostro ordinamento dell'istituto dell'occupazione acquisitiva è esclusa in ogni caso di occupazione illecita in ragione dell'evidente contrasto della stessa con l'art. 1 del protocollo addizionale alla Convenzione EDU ("Ogni persona fisica o giuridica ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno può essere privato della sua proprietà se non per causa di utilità pubblica e nelle condizioni previste dalla legge e dai princ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...i del diritto internazionale."), al cui rispetto il legislatore è vincolato in forza dell'art. 117, primo comma, Cost..

La trasformazione dei terreni occupati senza titolo non ha alcun effetto sul loro trasferimento. Infatti, in difetto dell'effettuazione di una legittima procedura ablativa, non si determina il passaggio della proprietà del bene e l'occupazione dei terreni configura un illecito permanente. Non può infatti più essere considerato conforme al nostro ordinamento giuridico l'istituto, di conio giurisprudenziale, sorto con la sentenza della Corte di cassazione del 26 febbraio 1983, n. 1464, della cd. "occupazione appropriativa" o "accessione invertita".

La tesi secondo la quale dalla disposizione di cui all'art. 55 DPR 327/2001 si desumerebbe che per le occupazioni anteriori alla data del 30 settembre 1996 l'istituto dell'accessione invertita o occupazione acquisitiva non è affatto morto, è smentita sia dalle conclusioni alle quali sono pervenute le Sezioni Unite nella sentenza n. 735 del 2015, sia dalle considerazioni ivi svolte con particolare riferimento all'interpretazione dell'art. 55 del D.P.R. n. 327/2001 che s'impone per effetto della giurisprudenza della Corte Europea dei diritti dell'uom... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...br /> La circostanza che il suolo occupato sia stato irreversibilmente trasformato, essendo stata l'opera pubblica programmata di fatto realizzata, è del tutto irrilevante ai fini della proprietà del suolo.

Nei casi di occupazione illegittima da parte della P.A., che abbia cioè agito in carenza di valido titolo, non è ammesso l'acquisto della proprietà privata a seguito della trasformazione del fondo realizzato mediante realizzazione di un'opera pubblica in forza dell'istituto dell'accessione invertita rinnegata dalla S.C.

Le ripetute pronunzie della Corte europea dei diritti dell'uomo hanno determinato la cancellazione dal nostro ordinamento dell'istituto della cd. accessione invertita, ideato e disciplinato dalla giurisprudenza e privo di suggello normativo, rilevandone l'insanabile contrasto con le garanzie di cui la proprietà privata è assistita all'interno della Carta europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e, più precisamente, con l'art.1 del Protocollo n.1 (prima tra tutte Sez.II, 30.5.2000, Carbonara e Ventura c/ Italia). Tali pronunzie hanno destabilizzato il sistema nazionale ormai assestato sull'elaborazione di principi giurisprudenziali quasi unanimemente condivisi.
... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 293 dell'8.10.2010 che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 43 del DPR n. 327/2001, deve considerarsi estranea al nostro ordinamento ogni forma di c.d."espropriazione sostanziale", suscettibile di determinare un effetto traslativo della proprietà del bene inciso dal procedimento espropriativo, con la conseguenza che la realizzazione dell'opera pubblica sul fondo in assenza di esproprio non può surrogare un valido titolo di acquisto e non può, pertanto, determinare alcun trasferimento della proprietà.

Il trasferimento del diritto di proprietà non può essere conseguenza dell'avvenuta irreversibile trasformazione del fondo, giacché la realizzazione dell'opera pubblica sul fondo illegittimamente occupato è in sé un mero fatto, non in grado di assurgere a titolo dell'acquisto, come tale inidoneo a determinare il trasferimento della proprietà, per cui solo il formale atto di acquisizione dell'amministrazione può essere in grado di limitare il diritto alla restituzione.

La realizzazione dell'opera pubblica sul fondo illegittimamente espropriato è in se un mero fatto, non in grado di as... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...itolo dell'acquisto, ed è come tale inidonea, da sé sola a determinare il trasferimento di proprietà. In tali termini è l'orientamento giurisprudenziale della Suprema Corte di Cassazione, del Consiglio di Stato in linea con quella della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.

All'istituto di matrice pretoria dell'occupazione acquisitiva, o accessione invertita, non può essere ulteriormente riconosciuta cittadinanza nell'ordinamento, alla luce degli interventi della Corte EDU, che ne ha ripetutamente sancito l'incompatibilità con l'art. 1 del protocollo addizionale alla Convenzione, alla stregua dell'affermazione di fondo secondo cui l'acquisizione del diritto di proprietà in capo all'amministrazione non può mai conseguire a un illecito.

I tentativi di una parte della giurisprudenza di rileggere l'istituto di matrice pretoria dell'occupazione acquisitiva, o accessione invertita, in chiave conservativa, debbono considerarsi definitivamente superati in considerazione non solo e non tanto delle indicazioni provenienti dal legislatore (il riferimento è, in particolare, all'art. 43 del D.P.R. n. 327/2001 e all'art. 42-bis aggiunto allo stesso D.P.R.), quanto dalla infine acclarata impossibilit&ag... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...gomentare la compatibilità fra gli obblighi internazionali dello Stato e la definitiva perdita del diritto del proprietario alla restituzione del bene, conseguenza indefettibilmente connaturata all'occupazione acquisitiva, ma inconciliabile con l'affermazione della Corte EDU circa il dovere degli Stati aderenti alla Convenzione di eliminare gli ostacoli giuridici che impediscono sistematicamente e per principio la restituzione del terreno.

Quanto alla giurisprudenza amministrativa, va rimarcato che il superamento dell'espropriazione indiretta, già isolatamente emerso in alcune pronunce che riecheggiavano i primi arresti della Corte EDU in materia, si è consolidato già a partire dalla decisione dell'Adunanza Plenaria 29 aprile 2005, n. 2, che dall'art. 43 T.U. espropriazioni – e, oggi, dall'art. 42-bis che ne ha preso il posto – trae conferma dell'inidoneità dell'irreversibile trasformazione del fondo a costituire valido titolo d'acquisto della proprietà da parte dell'amministrazione.

Occorre dare atto dell'intervenuta espunzione dal nostro ordinamento dell'istituto dell'acquisizione de facto della proprietà in mano pubblica a seguito della realizzazione dell'opera. L'intervenuta realizzazi... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...era pubblica non fa più venir meno l'obbligo di restituire al privato il bene illegittimamente appreso; in tal modo è stata superata l'interpretazione che riconnetteva appunto alla costruzione dell'opera pubblica e all'irreversibile trasformazione dello stato dei luoghi effetti preclusivi o limitativi della tutela in forma specifica del privato.

Nel senso del superamento dell'istituto dell'occupazione acquisitiva si registrano le recenti pronunce della Cass. 14 gennaio 2013, n. 705 e Cass. 28 gennaio 2013, n. 1804. Tali decisioni hanno fondato le loro conclusioni non solo sulle pronunzie della Corte di Strasburgo, ma anche sul D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, art. 42 bis, sostenendo che tale norma sia applicabile anche ai fatti anteriori alla sua entrata in vigore e disciplini in modo esclusivo, e perciò incompatibile con l'occupazione acquisitiva, le modalità attraverso le quali, a fronte di un'utilizzazione senza titolo di un bene per scopi di pubblico interesse, è possibile pervenire ad un'acquisizione non retroattiva della titolarità del bene al patrimonio indisponibile della P.A.

Il contrasto dell'istituto dell'occupazione acquisitiva con l'art. 1 del protocollo addizionale alla Convenzione EDU è s... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...per escludere la sopravvivenza nel nostro ordinamento dell'istituto dell'occupazione acquisitiva. La sussistenza di tale contrasto è stata già riconosciuta dalle Sezioni unite con le ordinanze nn. 441 e 442 del 13 gennaio 2014 e deve essere ribadito, sottolineando che il contrario orientamento conservativo ha eliminato nel tempo i punti di criticità connessi alla prescrizione del diritto al risarcimento del danno, ma nulla poteva fare rispetto alla esclusione del diritto alla restituzione, portato intrinseco dell'istituto dell'occupazione acquisitiva, che la Corte di Strasburgo, ha ritenuto incompatibile con l'art. 1, della Convenzione EDU.

Le conseguenze della contrarietà dell'istituto dell'occupazione acquisitiva con i principi affermati dall'art. 1 del protocollo addizionale alla Convenzione EDU devono essere individuate sulla base di quanto stabilito dalla Corte costituzionale con le sentenze nn. 348 e 349 del 2007 e 338 del 2011: le norme interne in contrasto gli obblighi internazionali sanciti dall'art. 1 del primo protocollo addizionale alla CEDU, che il legislatore è tenuto a rispettare in forza dell'art. 117 Cost., comma 1, non possono essere disapplicate dal giudice nazionale che deve verificare la possibilità di... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...il problema in via interpretativa, rimettendo, in caso contrario, la questione alla Corte costituzionale.

Alla luce della costante giurisprudenza della Corte Europea dei diritti dell'uomo, quando il decreto di esproprio non sia stato emesso o sia stato annullato, l'occupazione e la manipolazione del bene immobile di un privato da parte dell'Amministrazione si configurano, indipendentemente dalla sussistenza o meno di una dichiarazione di pubblica utilità, come un illecito di diritto comune, che determina non il trasferimento della proprietà in capo all'Amministrazione, ma la responsabilità di questa per i danni.

Costituisce oramai ius receptum che l'occupazione sine titulo, anche se accompagnata dall'irreversibile trasformazione del fondo, sia fatto materiale non idoneo a determinare l'effetto traslativo della proprietà del bene occupato; esito, questo, non consentito dall'art. 1 del Protocollo Addizionale CEDU, come costantemente interpretato dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.

Ancora di recente -con sentenza n. 735 del 19 gennaio 2015- le Sezioni Unite civili di Cassazione hanno chiarito che è illegittimo l'illecito spossessamento del privato da parte della pubblica amministrazione e che l'i... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...e trasformazione del suo terreno per la costruzione di un'opera pubblica non danno luogo all'acquisto dell'area da parte dell'Amministrazione anche quando vi sia stata dichiarazione di pubblica utilità. Ciò sulla scorta del ribadito presupposto del contrasto dell'istituto dell'occupazione acquisitiva rispetto al protocollo addizionale alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo.

In base all'attuale quadro normativo l'Amministrazione ha l'obbligo giuridico di far venir meno l'occupazione "sine titulo" e di adeguare la situazione di fatto a quella di diritto, restituendo l'immobile al legittimo titolare dopo aver demolito quanto ivi realizzato, tenuto conto che la realizzazione dell'opera pubblica sul fondo illegittimamente occupato costituisce un mero fatto, non in grado di assurgere a titolo dell'acquisto e come tale inidoneo a determinare il trasferimento della proprietà che può dipendere solo da un formale atto di acquisizione dell'Amministrazione.

E' da ritenersi definitivamente espunto dall'ordinamento giuridico l'istituto dell'occupazione acquisitiva, di origine giurisprudenziale, che ipotizza un acquisto a titolo originario della proprietà del fondo in capo all'Amministrazione occupante, legittimando il pr... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ietario ad agire esclusivamente per il risarcimento del danno.

Il comportamento di una P.A. o del concessionario che abbiano occupato e/o trasformato un bene immobile per scopi d'interesse pubblico (pur) in presenza di una valida dichiarazione di pubblica utilità e di un legittimo decreto di occupazione d'urgenza ma senza tuttavia adottare il provvedimento definitivo di esproprio, non può giammai determinare un effetto traslativo della proprietà, ma deve essere qualificato come un'occupazione senza titolo, ossia come un illecito di carattere permanente.

In seguito alle pronunce della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo a partire dall'anno 2000, si è consolidato un orientamento giurisprudenziale secondo cui, in mancanza di una legittima procedura conclusa con un atto adottato nelle forme di legge, non si verifica l'acquisizione dell'area da parte della pubblica amministrazione. Pertanto, laddove la procedura espropriativa non si sia conclusa con un decreto di esproprio o con un altro atto di trasferimento capace di estinguere il diritto dominicale, la giurisprudenza afferma, pacificamente, che la proprietà del bene sia rimasta in capo ai legittimi proprietari.

Alla luce dell'evoluzione giurisprudenzia... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...uropea) ormai consolidata, la riscontrata illegittimità dell'intero procedimento e la sopravvenuta irreversibile trasformazione del bene non comporta alcun trasferimento della proprietà dei beni occupati che rimangono nella piena titolarità degli originari proprietari.

La fonte del credito risarcitorio in ipotesi di procedura espropriativa non conclusa con l'emissione del decreto ablativo, non va rivenuta nell'istituto della cd. occupazione acquisitiva, id est nell'acquisto dell'area - da parte dell'Amministrazione per effetto dell'irreversibile trasformazione dell'area, istituto - già concepito come illecito istantaneo con effetti permanenti - che le Sezioni Unite, con la sentenza n. 735 del 2015, hanno di recente sconfessato, perché non conforme con il principio enunciato dalla Corte europea dei diritti dell'uomo, secondo cui l'espropriazione deve sempre avvenire in "buona e debita forma".

E' da ritenersi definitivamente espunto dall'ordinamento giuridico l'istituto dell'occupazione acquisitiva, di origine giurisprudenziale, che in presenza di una dichiarazione di pubblica utilità o di una dichiarazione d'indifferibilità e urgenza esplicita o implicita, dell'occupazione dell'area e dell'... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...le trasformazione del fondo, nonché della scadenza del termine di occupazione legittima ma senza adozione di un decreto di esproprio, ipotizza un acquisto a titolo originario della proprietà del fondo in capo all'Amministrazione occupante, legittimando il privato proprietario ad agire esclusivamente per il risarcimento del danno.

E' escluso che la trasformazione del fondo (anche con opere irreversibili) possa, alla luce della più recente giurisprudenza, determinare la perdita di proprietà in capo al privato e l'acquisto in favore della mano pubblica. La proprietà di un fondo da espropriare per la realizzazione di un'opera pubblica può trasferirsi in capo alla P.A. esclusivamente tramite i modi di acquisto previsti dalla legge, senza rilievo alcuno della mera detenzione di fatto e trasformazione del bene in assenza di un formale atto espropriativo. Del resto in tal senso depone la costante giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo.

L'istituto dell'accessione invertita, introdotto con la sentenza della Corte di Cassazione 26 febbraio 1983, n. 1464, ad oggi non rileva più né ai fini dell'acquisto della proprietà del bene da parte dell'espropriante, né ai fini del ripa... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...isdizione. Costituisce, infatti, giurisprudenza ormai consolidata del Giudice amministrativo come l'attuale contesto ordinamentale non prevede più l'istituto dell'occupazione appropriativa così escludendo che l'acquisizione del bene possa essere effettuata sulla base della mera irreversibile trasformazione del bene.

Alla luce dei più recenti indirizzi giurisprudenziali in ordine alla problematica relativa all'acquisto della proprietà in capo al beneficiario dell'espropriazione, in virtù della c.d. accessione invertita, la radicale trasformazione del suolo a seguito dell'occupazione di esso e della realizzazione dell'opera pubblica non determina l'estinzione del diritto del proprietario né, correlativamente, l'acquisto della proprietà in capo all'Amministrazione o al beneficiario dell'espropriazione.

L'occupazione illegittimamente proseguita dall'Amministrazione, per quanto accompagnata dall'irreversibile trasformazione dei beni occupati, funzionale alla realizzazione dell'opera pubblica, non comporta la perdita della proprietà in capo ai privati e la sua acquisizione alla mano pubblica. Ne consegue che il Comune ha il dovere di porre comunque termine alla situazione d'illegittimità perm... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...rminata dall'occupazione senza titolo, adeguando la situazione di fatto a quella di diritto.

Secondo l'elaborazione giurisprudenziale della Suprema Corte, l'occupazione sine titulo del fondo non può comportare la perdita della proprietà del fondo da parte del soggetto che subisce l'occupazione, con la conseguenza che l'assenza dell'indefettibile presupposto del riconoscimento, da parte degli organi competenti, della pubblica utilità dell'opera comporta che il privato, durante l'illegittima occupazione, possa fruire dei rimedi reipersecutori a tutela della non perduta proprietà.

In ipotesi di occupazione di terreno senza che a questa abbia fatto seguito il decreto di esproprio deve esserne disposta la restituzione. L'escamotage di creazione pretoria costituito dall'istituti denominati "accessione invertita" ovvero, in seguito, "occupazione acquisitiva" non è passato indenne all'esame della Corte europea dei diritti dell'uomo; tali istituti e gli orientamenti giurisprudenziali ai medesimi collegati, devono ritenersi cancellati dall'ordinamento.

In assenza di un valido decreto di esproprio non è possibile ipotizzare un acquisto a titolo originario della proprietà del fondo in capo a... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...razione occupante, con legittimazione del privato proprietario ad agire esclusivamente per il risarcimento del danno. A seguito dell'evoluzione legislativa e giurisprudenziale in materia espropriativa, in senso conforme ai principi sanciti dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, è da ritenersi, infatti, definitivamente espunto dall'ordinamento giuridico l'istituto dell'occupazione acquisitiva, di origine giurisprudenziale.

Alla luce dell'evoluzione giurisprudenziale (anche europea) ormai consolidata, la sopravvenuta irreversibile trasformazione del bene non comporta alcun trasferimento della proprietà (per accessione inversa), che rimane nella piena titolarità degli originari proprietari.

L'intervenuta realizzazione dell'opera pubblica non fa venire meno l'obbligo per l'amministrazione di restituire al privato il bene illegittimamente espropriato, atteso che l'istituto della "accessione invertita" risulta oggi espunto dal nostro ordinamento a causa della sua acclarata incompatibilità comunitaria. Non è, infatti, possibile configurare un acquisto a titolo originario della proprietà privata da parte della p.a., in assenza di un atto di natura ablatoria e per effetto della trasformazione del fondo con la rea... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...dell'opera pubblica.

La Suprema Corte a sezioni unite, con decisione adottata il 21 ottobre 2014 e pubblicata il 19 gennaio 2015 col n. 735, ha affermato che alla luce della costante giurisprudenza della Corte Europea dei diritti dell'uomo, quando il decreto di esproprio non sia stato emesso o sia stato annullato, l'occupazione e la manipolazione del bene immobile di un privato da parte dell'Amministrazione si configurano, indipendentemente dalla sussistenza o meno di una dichiarazione di pubblica utilità, come un illecito di diritto comune, che determina non il trasferimento della proprietà in capo all'Amministrazione, ma la responsabilità di questa per i danni.

La realizzazione di un'opera pubblica su fondo illegittimamente occupato non è più di per se in grado di determinare il trasferimento della proprietà del bene in favore dell'Amministrazione, dovendo invece affermarsi che l'irreversibile trasformazione del fondo integra un mero fatto non in grado di assurgere a titolo d'acquisto della proprietà.

I tentativi di una parte della giurisprudenza di rileggere l'istituto della occupazione acquisitiva in chiave conservativa, debbono considerarsi definitivamente superati in considerazio... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... e non tanto delle indicazioni provenienti dal legislatore (il riferimento è, in particolare, all'art. 43 e 42 bis del D.P.R. n. 327/2001), quanto dalla infine acclarata impossibilità di argomentare la compatibilità fra gli obblighi internazionali dello Stato e la definitiva perdita del diritto del proprietario alla restituzione del bene, conseguenza indefettibilmente connaturata all'occupazione acquisitiva, ma inconciliabile con l'affermazione della Corte EDU circa il dovere degli Stati aderenti alla Convenzione di eliminare gli ostacoli giuridici che impediscono sistematicamente e per principio la restituzione del terreno.

Riguardo alla giurisprudenza amministrativa, il superamento dell'espropriazione indiretta, già isolatamente emerso in alcune pronunce che riecheggiavano i primi arresti della Corte EDU in materia, si è consolidato già a partire dalla decisione dell'Adunanza Plenaria 29 aprile 2005, n. 2, che dall'art. 43 T.U. espropriazioni ha tratto conferma dell'inidoneità dell'irreversibile trasformazione del fondo a costituire valido titolo d'acquisto della proprietà da parte dell'amministrazione.

Il completamento dell'opera pubblica e l'irreversibile trasformazione dei beni non posso... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...are ipso facto alcun effetto acquisitivo della proprietà in capo alla pubblica amministrazione.

L'avvenuta occupazione delle aree di proprietà privata e la conseguente realizzazione dell'opera pubblica senza il rispetto dei termini fissati nella dichiarazione di pubblica utilità, costituisce un fatto illecito imputabile all'Amministrazione, che ha avviato il procedimento di espropriazione delle aree senza portarlo alla tempestiva emanazione del decreto ablativo della proprietà privata.Tale illecito è suscettibile di risarcimento, con la precisazione che, alla luce dell'evoluzione giurisprudenziale (anche europea) ormai consolidata, la sopravvenuta irreversibile trasformazione del bene non comporta alcun trasferimento della proprietà (per accessione inversa) che rimane nella piena titolarità degli originari proprietari.

La realizzazione di un'opera pubblica sul fondo illegittimamente occupato non è di per se in grado di determinare il trasferimento della proprietà del bene in favore dell'Amministrazione, dovendo invece ormai affermarsi che l'irreversibile trasformazione del fondo integra un mero fatto non in grado di assurgere a titolo d'acquisto della proprietà.

All... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ella vigente disciplina la cosiddetta trasformazione irreversibile del fondo attraverso la realizzazione di opera pubblica rileva soltanto come situazione di fatto, ma non assume alcuna rilevanza giuridica nei confronti del privato.

Alcune decisioni della Corte di Cassazione si sono orientate verso il superamento dell'istituto dell'occupazione acquisitiva. Tali decisioni hanno fondato le loro conclusioni non solo sulle pronunzie della Corte di Strasburgo, ma anche sul D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, art. 42 bis, sostenendo che tale norma sia applicabile anche ai fatti anteriori alla sua entrata in vigore e disciplini in modo esclusivo, e perciò incompatibile con l'occupazione acquisitiva, le modalità attraverso le quali, a fronte di un'utilizzazione senza titolo di un bene per scopi di pubblico interesse, è possibile - con l'esercizio di un potere basato su una valutazione degli interessi in conflitto - pervenire ad un'acquisizione non retroattiva della titolarità del bene.

L'illecito spossessamento e l'irreversibile trasformazione del terreno per la costruzione di un'opera pubblica non danno luogo, anche quando vi sia stata dichiarazione di p.u., all'acquisto dell'area da parte della p.a. ed il privato ha diritto a chieder... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...tuzione salvo che non decida di abdicare al suo diritto e chiedere il risarcimento del danno. Il privato, inoltre, ha diritto al risarcimento dei danni per il periodo durante il quale ha subito la perdita delle utilità ricavabili dal terreno e ciò sino al momento della restituzione ovvero sino al momento in cui ha chiesto il risarcimento del danno per equivalente, abdicando alla proprietà del terreno. Ne consegue che la prescrizione quinquennale del diritto al risarcimento dei danni decorre dalle singole annualità, quanto al danno per la perdita del godimento, e dalla data della domanda, quanto alla reintegrazione per equivalente.

Secondo un ormai consolidato approdo giurisprudenziale, in assenza di un provvedimento di esproprio assunto entro i termini previsti dalla legge, la presenza di un'opera pubblica sull'area illegittimamente occupata costituisce in sé un mero fatto, non in grado di assurgere a titolo di acquisto, e come tale inidoneo a determinare il trasferimento della proprietà.

Il superamento, nel nostro ordinamento, dell'istituto dell'occupazione acquisitiva è stata fatta propria anche dalla Corte di cassazione, cui è dovuta, in massima parte, l'elaborazione giurisprudenziale dello ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...tuto, che nella sentenza 28 gennaio 2013 n. 1804 ha richiamato le pronunce con la quale la CEDU ha censurato le forme di "espropriazione indiretta" elaborate nell'ordinamento italiano, configurandole come illecito permanente perpetrato nei confronti di un diritto fondamentale dell'uomo, garantito dall'art. 1 del Protocollo addizionale n. 11 alla Convenzione EDU sottolineando che mai l'acquisizione del diritto di proprietà possa conseguire a un illecito.

Risulta ormai definitivamente superata quella giurisprudenza secondo cui l'irreversibile trasformazione del fondo conseguente alla realizzazione dell'opera pubblica ne determinava l'acquisizione in proprietà da parte del soggetto espropriante: fenomeno definito come occupazione appropriativa o acquisitiva. Dopo le ripetute pronunce della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo che ne hanno evidenziato la contrarietà alla Convenzione Europea, in particolare per quanto riguarda l'art. 1 del primo protocollo addizionale, tale ricostruzione non è più proponibile.

Di fronte a frequenti vicende amministrative nelle quali in modo anomalo alla dichiarazione di p.u. e al decreto di occupazione d'urgenza, nonché alla stessa realizzazione dell'opera pubblica, non ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...manazione del decreto di esproprio e il pagamento della relativa indennità, furono introdotti istituti di creazione pretoria, denominati "accessione invertita" ovvero, in seguito, "occupazione acquisitiva", sin dall'origine sospettabili di contrasto con l'articolo 42 della Costituzione. Tale escamotage non è passato indenne all'esame della Corte europea dei diritti dell'uomo e alle conseguenti pronunce della Corte costituzionale. Di conseguenza si è prodotta la cancellazione dall'ordinamento di tali istituti di creazione pretoria e degli orientamenti giurisprudenziali ai medesimi collegati.

Il comportamento di una P.A., la quale abbia occupato e trasformato un bene immobile per scopi di interesse pubblico (pur) in presenza di una valida dichiarazione di pubblica utilità e di un legittimo decreto di occupazione d'urgenza ma senza tuttavia adottare il provvedimento definitivo di esproprio, non può giammai determinare un effetto traslativo della proprietà, ma deve essere qualificato come una occupazione senza titolo, ossia come un illecito di carattere permanente.

Qualora alla dichiarazione di pubblica utilità non abbia fatto seguito l'adozione di un tempestivo decreto di esproprio, pur in presenza del... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...zione dell'opera programmata, non si ha il trasferimento della proprietà. In tale ipotesi, l'Amministrazione ha l'obbligo giuridico di far venir meno l'occupazione "sine titulo" e di adeguare la situazione di fatto a quella di diritto, restituendo l'immobile al legittimo titolare dopo aver demolito quanto ivi realizzato, atteso che la realizzazione dell'opera pubblica sul fondo illegittimamente occupato costituisce un mero fatto, non in grado di assurgere a titolo dell'acquisto e come tale inidoneo a determinare il trasferimento della proprietà.

Nel nuovo contesto ordinamentale, conseguente all'introduzione dell'art. 42 bis, T.U. espropriazione, l'irreversibile trasformazione dei terreni non può ex se concretizzare il passaggio di proprietà degli stessi dal privato all'Ente espropriante, occorrendo a tal fine, invece, alternativamente, o un atto autoritativo acquisitivo dei beni da parte dell'amministrazione, oppure la concorde volontà delle parti espressa con gli ordinari strumenti civilistici di acquisto della proprietà immobiliare ovvero mediante gli istituti amministrativi dell'accordo disciplinato dall'art. 11, L. n. 241/1990 della speciale figura della cessione volontaria prevista dall'art. 45, D.P.R. n. 327/2001.[Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... L'istituto dell'occupazione acquisitiva è stato espunto dal nostro ordinamento, non potendosi far risalire la perdita della proprietà, con conseguente richiesta risarcitoria, all'attività materiale dell'amministrazione, pur originante un'opera pubblica.

La radicale trasformazione del suolo a seguito dell'occupazione di esso e della realizzazione dell'opera pubblica non determina l'estinzione del diritto del proprietario né, correlativamente, l'acquisto della proprietà in capo all'Amministrazione o al beneficiario dell'espropriazione.

La domanda di risarcimento del danno pari al valore venale delle aree occupate presuppone la perdurante efficacia, nel nostro ordinamento, dell'istituto dell'occupazione acquisitiva, che però è stato espunto sia a seguito dell'intervento della Corte europea dei Diritti dell'Uomo, che ha ritenuto l'occupazione appropriativa contrastante con la Convenzione europea dei Diritti dell'Uomo, sia a seguito dell'entrata in vigore dell'art. 42 bis, d.P.R. n. 327 del 2001.

Il comportamento di una P. A., la quale abbia occupato e trasformato un bene immobile per scopi di interesse pubblico in presenza di una valida dichiarazione di pubblica utilità e di un leg... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...eto di occupazione d'urgenza, ma senza tuttavia adottare il provvedimento definitivo di esproprio, non può giammai determinare un effetto traslativo della proprietà, ma deve essere qualificato come una occupazione senza titolo, ossia come un illecito di carattere permanente.

E' ormai consolidato il principio per cui la realizzazione di un'opera pubblica sul fondo illegittimamente occupato non è di per sé in grado di determinare il trasferimento della proprietà del bene in favore dell'Amministrazione, dovendo invece ormai affermarsi che l'irreversibile trasformazione del fondo integra un mero fatto non in grado di assurgere a titolo d'acquisto della proprietà.

In assenza di valido ed efficace titolo legittimante è senz'altro da escludere che l'area su cui sia stata realizzata una trasformazione irreversibile con l'esecuzione dell'opera pubblica possa non essere più di proprietà del privato e ritenuta acquisita al patrimonio indisponibile per "occupazione appropriativa" (o c.d. accessione invertita), ravvisandosi nella domanda risarcitoria per equivalente azionata dai proprietari un'implicita rinuncia abdicativa al diritto di proprietà; una tale tesi sostenuta in tempi remoti dalla ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ssazione, in quanto in aperto contrasto i principi di diritto comune europeo elaborati dalla Corte europea dei Diritti dell'Uomo e con le norme costituzionali sulla tutela del diritto di proprietà, è stata definitivamente abbandonata, atteso che un comportamento illecito giammai può rappresentare un titolo giuridico di acquisto della proprietà.

L'intervenuta realizzazione dell'opera pubblica non fa venir meno l'obbligo dell'Amministrazione procedente di restituire al privato il bene da essa illegittimamente occupato, dovendosi ritenere del tutto superata - alla stregua di principi comunitari - l'interpretazione che faceva derivare dalla costruzione dell'opera pubblica e dall'irreversibile trasformazione effetti preclusivi o limitativi della tutela in forma specifica per l'intervenuto acquisto a titolo originario della proprietà in capo all'Amministrazione procedente (cd. "occupazione acquisitiva").

La più recente giurisprudenza, anche sulla scorta di quanto affermato dalla Corte europea dei diritti dell'uomo, ha chiarito come la realizzazione dell'opera pubblica non può determinare alcun effetto traslativo della proprietà e, quindi, essere di impedimento alla restituzione dell'area illegittimam... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...riata.

Alla luce dell'attuale contesto normativo e giurisprudenziale, il completamento dell'opera pubblica e l'irreversibile trasformazione del bene sine titulo non determinano alcun effetto acquisitivo della proprietà in capo alla Pubblica Amministrazione.

L'ordinamento italiano non consenta che un'Amministrazione, "mediante un proprio illecito e in assenza di un atto ablatorio", acquisti a titolo originario la proprietà di un'area altrui, sulla quale sia stata realizzata un'opera pubblica o di interesse pubblico (anche se prevista in una dichiarazione della pubblica utilità). La realizzazione di un'opera pubblica su fondo illegittimamente occupato, ovvero legittimamente occupato ma non espropriato nei termini di legge, non è, infatti, di per sé in grado di determinare il trasferimento della proprietà del bene a favore della Amministrazione, trattandosi di un mero fatto che non può assurgere a titolo d'acquisto del fondo.

E' ormai consolidato in giurisprudenza il principio secondo cui la realizzazione di un'opera pubblica su un fondo illegittimamente occupato, ovvero legittimamente occupato ma non espropriato nei termini di legge, non è di per sé in grado di determinare ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...mento della proprietà del bene a favore della Amministrazione. Deve infatti ritenersi ormai superato l'orientamento che riconnetteva alla costruzione dell'opera pubblica ed all'irreversibile trasformazione del fondo che ad essa consegue effetti preclusivi o limitativi della tutela in forma specifica del privato, dovendo invece affermarsi che la suddetta trasformazione su fondo illegittimamente occupato integri un mero fatto non in grado di assurgere a titolo d'acquisto.

La tesi, sostenuta già da tempi risalenti dalla Corte di Cassazione, ad iniziare dal 1983, della c.d. occupazione appropriativa, sulla base di una giurisprudenza in aperto contrasto i principi di diritto comune europeo elaborati dalla Corte europea dei Diritti dell'Uomo e con le norme costituzionali sulla tutela del diritto di proprietà, è stata definitivamente abbandonata, atteso che un comportamento illecito giammai potrebbe rappresentare un titolo giuridico di acquisto della proprietà e l'illecito perpetrato ai danni del proprietario resta permanente, con la imprescrittibilità del diritto al risarcimento che ne deriva.

Alla pur intervenuta irreversibile trasformazione del terreno occupato non può essere collegato alcun effetto trasl... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... proprietà, in considerazione dell'avvenuta espunzione dall'ordinamento della cosiddetta "occupazione appropriativa" a seguito dell'intervento della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, che ha ritenuto l'istituto in contrasto con la Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo e in particolare al suo Protocollo Addizionale n. 1 (sentenza Cedu 30 maggio 2000, ric. 31524/96).

La domanda di risarcimento del danno pari al valore venale delle aree occupate in misura eccedente a quella prevista dal decreto di esproprio presuppone la perdurante efficacia, nel nostro ordinamento, dell'istituto dell'occupazione acquisitiva, che però è stato espunto sia a seguito dell'intervento della Corte europea dei Diritti dell'Uomo, che ha ritenuto l'occupazione appropriativa contrastante con la Convenzione europea dei Diritti dell'Uomo, sia a seguito dell'entrata in vigore dell'art. 42 bis, d.P.R. n. 327 del 2001.

La trasformazione irreversibile dei beni non può dar luogo al perfezionamento della fattispecie dell'occupazione acquisitiva, inidonea a conseguire alcun effetto traslativo, essendo stata del tutto superata - alla stregua della convenzione Europea ed, in particolare, del Protocollo addizionale n. 1 - l'interpretazione che faceva deriva... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...struzione dell'opera pubblica e dall'irreversibile trasformazione, effetti preclusivi o limitativi della tutela in forma specifica.

L'irreversibile trasformazione dei terreni illegittimamente occupati, quale forma di acquisizione della proprietà, è stata espunta dal nostro Ordinamento (ammesso che possa ritenersi che, per un certo periodo, vigesse), in forza delle modifiche normative e giurisprudenziali intervenute in materia.

Non ha più spazio nel nostro ordinamento l'istituto, di creazione giurisprudenziale, della cosiddetta "occupazione acquisitiva", che attribuiva all'irreversibile trasformazione delle aree l'effetto di acquisire in capo al soggetto pubblico la proprietà delle medesime.

In assenza di un formale atto traslativo di natura privatistica ovvero di un atto legittimo di natura ablatoria (la c.d. "acquisizione sanante" prevista dall'art. 42-bis del DPR n. 327/2001), l'Amministrazione non può acquistare a titolo originario la proprietà di un'area altrui, pur quando su di essa abbia realizzato in tutto o in parte un'opera pubblica: una tale acquisizione, invero, contrasterebbe palesemente con la Convenzione europea sui diritti dell'uomo, donde l'assoluta impossibilità di ric... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...occupazione acquisitiva" o ad istituti analoghi.

L'istituto pretorio per il quale l'irreversibile trasformazione del fondo determina un illecito ad effetto acquisitivo, salve le sorgenti obbligazioni risarcitorie, deve ritenersi espunto dall'ordinamento. Si impone pertanto la restituzione del fondo illecitamente occupato a prescindere dall'esistenza su di esso di un'opera pubblica.

Secondo l'orientamento giurisprudenziale formatosi sul punto, la realizzazione di un'opera pubblica su fondo illegittimamente occupato, ovvero legittimamente occupato, ma non espropriato nei termini di legge, non è di per sé in grado di determinare il trasferimento della proprietà del bene a favore dell'Amministrazione: deve infatti ritenersi ormai superato l'orientamento che riconnetteva alla costruzione dell'opera pubblica e all'irreversibile trasformazione del fondo che a essa conseguiva effetti preclusivi o limitativi della tutela in forma specifica del privato, dovendo invece affermarsi che la suddetta trasformazione su fondo illegittimamente occupato integra un mero fatto non in grado di assurgere a titolo d'acquisto.

Alla luce dell'evoluzione normativa e giurisprudenziale, la radicale trasformazione del suolo a seguito dell'occu... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...esso e della realizzazione dell'opera pubblica non determina l'estinzione del diritto del proprietario né, correlativamente, l'acquisto della proprietà in capo all'Amministrazione o al beneficiario dell'espropriazione.

Un comportamento illecito o illegittimo non può essere posto a base dell'acquisto di un diritto, per cui la cosiddetta "accessione invertita" - intesa come preminenza del diritto sul fatto- va ritenuta in contrasto con il principio di legalità.

E' senz'altro da escludere che l'area su cui sia stata realizzata una trasformazione irreversibile con l'esecuzione dell'opera pubblica possa non essere più di proprietà del privato ed acquisita al patrimonio pubblico per "occupazione appropriativa" (o accessione invertita); una tale tesi sostenuta in tempi remoti dalla Corte di Cassazione, sulla base di una giurisprudenza contra legem, in quanto in aperto contrasto i principi di diritto comune europeo elaborati dalla Corte europea dei Diritti dell'Uomo e con le norme costituzionali sulla tutela del diritto di proprietà è stata definitivamente abbandonata, atteso che un comportamento illecito giammai potrebbe rappresentare un titolo giuridico di acquisto della proprietà.
[Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...nuta occupazione delle aree di proprietà privata e la conseguente realizzazione dell'opera pubblica senza il rispetto dei termini fissati nella dichiarazione di pubblica utilità e comunque senza l'adozione, nel termine quinquennale, del decreto di esproprio costituisce un fatto illecito suscettibile di risarcimento, con la precisazione che, alla luce dell'evoluzione giurisprudenziale (anche europea) ormai consolidata, la riscontrata illegittimità dell'intero procedimento e la sopravvenuta irreversibile trasformazione del bene non comporta alcun trasferimento della proprietà che rimane nella piena titolarità degli originari proprietari.

Nel caso di occupazione sine titulo di un terreno di proprietà privata, l'illecito posto in essere dall'Amministrazione permane fino al sopravvenire di un eventuale atto formale di acquisizione; la giurisprudenza amministrativa e il legislatore, anche sotto la spinta di istanze comunitarie, hanno chiarito che la pubblica amministrazione non è legittimata ad acquisire a titolo originario la proprietà di un'area di proprietà privata in assenza di un formale atto ablatorio: tali principi, per pacifica giurisprudenza, devono essere applicati anche alle occupazioni verificate... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... anteriore al d.P.R. n. 327 del 2001.

Sia la giurisprudenza amministrativa, sia il legislatore, anche sotto la spinta di istanze sovranazionali, hanno chiarito che la pubblica amministrazione non può divenire proprietaria del suolo sulla base di un atto illecito (quale è appunto la realizzazione dell'opera pubblica in assenza di un valido titolo ablativo) e che nessun acquisto della proprietà di un'area può esservi in assenza di un legittimo atto ablatorio; conseguentemente, l'amministrazione rimane obbligata a restituire al proprietario il bene di cui è stato illegittimamente privato.

Va ritenuta definitivamente superata la teoria di derivazione giurisprudenziale dell'"accessione invertita", in ossequio della pacifica giurisprudenza della CEDU, che ha più volte riaffermato il diretto contrasto con l'art. 1, prot. 1, della Convenzione della prassi interna sulla 'espropriazione indiretta'.

Occorre dare atto dell'intervenuta espunzione dal nostro ordinamento dell'istituto dell'acquisizione de facto della proprietà in mano pubblica a seguito della realizzazione dell'opera. L'intervenuta realizzazione dell'opera pubblica non fa venir meno l'obbligo di restituire al privato il bene illegitti... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...reso, dovendosi ritenere superata l'interpretazione che riconnetteva alla costruzione dell'opera pubblica e all'irreversibile trasformazione dello stato dei luoghi effetti preclusivi o limitativi della tutela in forma specifica del privato.

Attesa l'impossibilità di legittimare l'istituto dell'accessione invertita, deve escludersi l'idoneità dell'intervenuta trasformazione dei beni a trasferire in capo all'Amministrazione la proprietà delle aree in assenza di un regolare provvedimento di esproprio.

Il comportamento della P.A. che abbia occupato e trasformato un bene immobile per scopi di interesse pubblico in presenza di una valida dichiarazione di pubblica utilità e di un legittimo decreto di occupazione d'urgenza, ma senza tuttavia adottare il provvedimento definitivo di esproprio, non può giammai determinare un effetto traslativo della proprietà, ma deve essere qualificato come un'occupazione senza titolo, ossia come un illecito di carattere permanente; in altri termini deve considerarsi intervenuta espunzione dal nostro ordinamento giuridico dell'istituto dell'acquisizione de facto della proprietà in mano pubblica a seguito della realizzazione di un'opera pubblica e ciò superando la preced... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...retazione giurisprudenziale.

Come noto, all'indomani del superamento dell'istituto della c.d."occupazione acquisitiva" ad opera del diritto vivente nazionale e sovranazionale "il trasferimento della proprietà privata alla mano pubblica può avvenire soltanto attraverso lo strumento negoziale, l'usucapione, il procedimento espropriativo ordinario o in via eccezionale attraverso lo strumento dell'art. 42-bis del D.P.R. n. 327 del 2001; in tutti gli altri casi, l'occupazione e la manipolazione del bene immobile di un privato da parte dell'Amministrazione si configurano come un illecito di diritto comune, ovvero come un comportamento "mero", insuscettibile di determinare il trasferimento della proprietà in suo favore, fermo il diritto al risarcimento dei danni arrecati anche in forma specifica.

In caso di occupazione e trasformazione di terreni privati sine titulo, a seguito di annullamento degli atti del procedimento, l'occupazione e la trasformazione del fondo si sostanziano in un'attività illecita, insuscettibile di produrre effetti acquisitivi della proprietà e viceversa fonte dell'obbligo per la pubblica amministrazione di restituire il bene e risarcire il proprietario interessato per il d... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...to.

E' ormai consolidato in giurisprudenza il principio per cui la realizzazione di un'opera pubblica su fondo illegittimamente occupato, ovvero legittimamente occupato ma non espropriato nei termini di legge, non è di per sé in grado di determinare il trasferimento della proprietà del bene a favore della Amministrazione. Deve infatti ritenersi ormai superato l'orientamento che riconnetteva alla costruzione dell'opera pubblica ed alla irreversibile trasformazione del fondo che ad essa consegue effetti preclusivi o limitativi della tutela in forma specifica del privato, dovendo invece affermarsi che la suddetta trasformazione su fondo illegittimamente occupato integra un mero fatto non in grado di assurgere a titolo d'acquisto.

Non è possibile che la situazione di fatto, data dall'irreversibile trasformazione dell'area a seguito della costruzione dell'opera pubblica, in assenza di un formale provvedimento, ne giustifichi l'acquisizione al patrimonio dell'Amministrazione procedente.

PATOLOGIA --> OPERA PUBBLICA --> OCCUPAZIONE ILLEGITTIMA --> OCCUPAZIONE APPROPRIATIVA E USURPATIVA --> OCCUPAZIONE APPROPRIATIVA O ACQUISITIVA --> NON ESISTE --> RAPPORTI ESAURITI

A seguito della... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...delle Sezioni Unite di questa Corte n. 735 del 2015 deve ritenersi superata ogni distinzione fra occupazione espropriativa ed usurpativa: la formazione del giudicato interno in ordine alla ricorrenza di un'occupazione espropriativa comporta tuttavia la cristallizzazione di tutte le conseguenze giuridiche correlate a detta qualificazione, ancorché non più attuali.

La circostanza che sulla questione del passaggio di proprietà alla mano pubblica del bene per effetto dell'occupazione e della sua manipolazione, sia intervenuto il giudicato, preclude che spieghi rilievo, nella specie, il diverso principio, affermato dalle SU di questa Corte con la sentenza n. 735 del 2015, secondo cui tale istituto non costituisce titolo di acquisto della proprietà in capo all'Amministrazione, ma un illecito permanente di diritto comune.

Qualora la questione della perdita della proprietà da parte del privato sia passata in giudicato, deve escludersi la rilevanza dei principi affermati dalle Sezioni Unite con la sentenza n. 735 del 2015, secondo cui l'occupazione e la trasformazione di immobili privati, ancorché per causa di pubblica utilità, costituisce un illecito a carattere permanente pur potendo il proprietario (proprio... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...recedenza, ritenuto per il caso della c.d. occupazione usurpativa), tra l'altro, rinunziare al suo diritto, anche implicitamente, richiedendo il risarcimento dei danni per equivalente.

Qualora la questione dell'intervenuta acquisizione a titolo originario del bene già di proprietà del privato in capo all'Amministrazione per effetto dell'occupazione e della manipolazione del bene stesso non possa più esser posta in discussione, per essere la statuizione in merito all'intervenuto acquisto, a titolo originario, passata in giudicato, risulta nella specie inapplicabile il diverso principio, affermato dalle SU con la sentenza n. 735 del 2015, che, in ossequio alla giurisprudenza dalla Corte EDU secondo cui l'espropriazione deve sempre avvenire in "buona e debita forma", ha messo al bando l'istituto dell'occupazione acquisitiva come titolo di acquisto della proprietà in capo all'Amministrazione (considerandolo alla stregua di un illecito permanente di diritto comune).

Il mero fatto della realizzazione di un'opera pubblica non è di per sé elemento idoneo a determinare il trasferimento della proprietà del suolo sul quale questa è realizzata. Diverso è invece il caso in cui la fattispe... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...iva sia conseguenza di una vicenda complessa, in cui vi è il passaggio in giudicato di una sentenza che ha statuito espressamente in tal senso e, ancora più rilevante, dove vi è stata la mancata impugnazione sul punto da parte degli interessati, con ovvia acquiescenza sul capo di sentenza.



 
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