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Superamento dell'istituto dell'occupazione acquisitiva a seguito dell'elaborazione giurisprudenziale della CEDU


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titolo:OCCUPAZIONI ED ESPROPRI ILLEGITTIMI PER PUBBLICA UTILITÀ
anno:2019
pagine: 7956 in formato A4, equivalenti a 13525 pagine in formato libro
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Avvocato, Responsabile Servizio Espropri Amministrazione provinciale di Catanzaro

PATOLOGIA --> OPERA PUBBLICA --> OCCUPAZIONE ILLEGITTIMA --> CONVENZIONE EUROPEA DEI DIRITTI DELL'UOMO

Se il nostro ordinamento, in materia di espropriazione, si ispira ad un principio di legalità in senso formale, la CEDU, invece, concepisce il principio di legalità in senso sostanziale, ritenendo, dunque: a) non necessaria una legge formale, ma all'uopo sufficiente anche una regola di matrice giurisprudenziale (come accade nei Paesi di Common Law); b) non rilevante la forma ma la sostanza, dovendo anche la regola di matrice pretoria prevedere che la perdita della proprietà sia conseguenza del legittimo esercizio di un potere espropriativo sancito dall'emanazione di un atto all'esito di un giusto procedimento nell'ambito del quale l'interessato abbia potuto difendere i propri interessi (c.d. legalità procedurale); c) necessario che la legge preveda i presupposti, le finalità e le procedure di espropriazione, oltre al pagamento di un indennizzo adeguato al valore del bene espropriato con una maggiorazione per il danno non patrimoniale. È, quindi, in contrasto con i principi della CEDU qualsivoglia "espropriazione indiretta", ossia contraddistinta, non da un giusto procedimento regolato da una legge chiara che preve... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ltro anche) la corresponsione di un indennizzo adeguato, ma da una condotta illecita, le cui conseguenze, anche materiali, siano legittimate da un successivo provvedimento di sanatoria con efficacia retroattiva.

Il superamento dell'istituto dell'occupazione acquisitiva è stato fatto proprio anche dalla Corte di Cassazione, cui è dovuta l'elaborazione giurisprudenziale dello stesso istituto, che nella sentenza 28 gennaio 2013 n. 1804 ha richiamato le pronunce con la quale la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU) ha censurato le forme di "espropriazione indiretta", configurandole come illecito permanente perpetrato nei confronti di un diritto fondamentale dell'uomo, garantito dall'art. 1 del Protocollo addizionale n. 11 alla Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali e sottolineando che mai l'acquisizione del diritto di proprietà possa conseguire a un illecito.

Va escluso che si sia determinato un acquisto a titolo originario delle aree da parte dell'Amministrazione per effetto della radicale e definitiva trasformazione del suolo, conseguente alla sua occupazione e alla realizzazione dell'opera pubblica, ostando a tale conclusione il primo protocollo addizionale... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...enzione europea dei diritti dell'uomo e la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo, recepiti dall'ordinamento interno, secondo la quale il requisito della legalità non permette all'amministrazione di occupare un terreno e di trasformarlo irreversibilmente, di tal maniera da considerarlo acquisito al patrimonio pubblico, senza un provvedimento formale che dichiari il trasferimento di proprietà.

Secondo la costante giurisprudenza amministrativa e civile, successiva agli arresti della Corte Europea dei diritti dell'uomo (ex multis, 30 maggio 2000, Belvedere Alberghiera s.r.l. c. Italia; 12 gennaio 2006, Sciarrotta c. Italia), la P.A. non può divenire proprietaria del suolo sulla base di un atto illecito (quale è la realizzazione dell'opera pubblica in assenza di un valido titolo ablativo) e nessun acquisto della proprietà di un'area può esservi in assenza di un legittimo atto ablatorio.

I meccanismi elaborati dalla giurisprudenza in materia di occupazione acquisitiva ed usurpativa per porre riparo alle conseguenze dell'illecito commesso dall'amministrazione, sono stati censurati dalla Corte europea dei diritti dell'uomo che, con sentenza 30 maggio 2002 (in causa Carbonara-Ventura contro Italia)... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ato che l'evoluzione giurisprudenziale "potrebbe condurre ad un risultato imprevedibile e arbitrario e privare gli interessati di una protezione efficace dei loro diritti e, di conseguenza, sarebbe incompatibile con il principio di legalità".

La Corte Europea dei diritti dell'uomo ha censurato le forme di cd. "espropriazione indiretta" elaborate nell'ordinamento italiano, ed in particolare in sede giurisprudenziale (come nell'ipotesi di cd. occupazione acquisitiva), affermando – in controversie instaurate contro lo Stato Italiano – che: l'acquisizione del diritto di proprietà non può mai conseguire a un illecito e che l'esistenza in quanto tale di una base legale non basta a soddisfare il principio di legalità", non potendo l'espropriazione indiretta comunque costituire un'alternativa ad una espropriazione "in buona e dovuta forma".

Deve escludersi la possibilità di una condanna puramente risarcitoria a carico dell'amministrazione, poiché una tale pronuncia postula l'avvenuto trasferimento della proprietà del bene, per fatto illecito, dalla sfera giuridica del ricorrente, originario proprietario, a quella della P.A. che se ne è illecitamente impossessata; esito, questo (comunque s... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ito in diritto: rinuncia abdicativa implicita nella domanda solo risarcitoria, ovvero accessione invertita), vietato dal primo protocollo addizionale della convenzione Europea dei diritti dell'uomo e dalla giurisprudenza della Corte Europea dei diritti dell'uomo.

Nel superamento dell'istituto della occupazione acquisitiva un ruolo fondamentale hanno avuto la "Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali" e la giurisprudenza della Corte di Strasburgo, secondo la quale, indipendentemente dalla natura della occupazione (appropriativa o usurpativa), un comportamento contra legem (illegittimo o, addirittura, illecito), non può costituire il presupposto per l'acquisto di un diritto e la realizzazione dell'opera pubblica non costituisce impedimento alla restituzione dell'area illegittimamente occupata (Corte di Strasburgo, 30 maggio 2000 n. 31524/96).

Nel superamento dell'istituto della c.d. "acquisizione sanante", un ruolo fondamentale hanno avuto la "Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali" e la giurisprudenza della Corte di Strasburgo, secondo la quale, indipendentemente dalla natura della occupazione (appropriativa o usurpativa), un com... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...contra legem (illegittimo o, addirittura, illecito) non può costituire il presupposto per l'acquisto di un diritto e la realizzazione dell'opera pubblica non costituisce impedimento alla restituzione dell'area illegittimamente occupata (Corte di Strasburgo, 30 maggio 2000 n. 31524/96).

E da ritenersi definitivamente espunto dall'ordinamento giuridico l'istituto dell'occupazione acquisitiva, di origine giurisprudenziale, secondo il quale si ipotizzava in caso di irreversibile trasformazione un acquisto a titolo originario della proprietà del fondo in capo all'Amministrazione occupante. La C.E.D.U., già nel 2000, ha, infatti, affermato che l'acquisto della proprietà per effetto di attività illecita viola l'art. 1 del Protocollo aggiuntivo della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo. L'ordinamento giuridico non consente, pertanto, che un'Amministrazione pubblica, mediante un atto illecito o in assenza di un atto ablatorio, acquisti a titolo originario la proprietà di un'area altrui sulla quale sia stata realizzata un'opera pubblica o d'interesse pubblico.

La C.E.D.U., già nel 2000, ha affermato che l'acquisto della proprietà per effetto di attività illecita viola l'art. 1 d... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...lo aggiuntivo della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo. L'ordinamento giuridico non consente, pertanto, che un'Amministrazione pubblica, mediante un atto illecito o in assenza di un atto ablatorio, acquisti a titolo originario la proprietà di un'area altrui sulla quale sia stata realizzata un'opera pubblica o d'interesse pubblico.

La C.E.D.U., già nel 2000, ha affermato che l'acquisto della proprietà per effetto di attività illecita viola l'art. 1 del Protocollo aggiuntivo della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo. L'ordinamento giuridico non consente, pertanto, che un'Amministrazione pubblica, mediante un atto illecito o in assenza di un atto ablatorio, acquisti a titolo originario la proprietà di un'area altrui sulla quale sia stata realizzata un'opera pubblica o d'interesse pubblico.

La Corte Europea dei diritti dell'uomo ha affermato che le occupazioni "sine titulo" si configurano come un illecito permanente perpetrato nei confronti di un diritto dell'uomo fondamentale e imprescrittibile, garantito dall'art. 1 del Protocollo addizionale n. 1 alla Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, firmato a Strasburgo l'11 magg... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...atificato con legge n. 296/1997, senza che alcuna rilievo possa assumere in contrario il dato fattuale dell'intervenuta realizzazione di un'opera pubblica sul terreno interessato e non potendo giammai l'acquisizione del diritto di proprietà conseguire a un illecito (cfr. sul punto, le note sentenze "Belvedere" del 30 giugno 2000, "Carbonara e Ventura" del 30 maggio 2004 e "Scordino" del 15 e 29 luglio 2004).

Il trasferimento della proprietà del bene, per fatto illecito, dalla sfera giuridica del ricorrente, originario proprietario, a quella della P.A. che se ne è illecitamente impossessata, è esito (comunque sia ricostruito in diritto: rinuncia abdicativa implicita nella domanda solo risarcitoria, ovvero accessione invertita), vietato dal primo protocollo addizionale della convenzione europea dei diritti dell'uomo e dalla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo.

La CEDU, già nel 2000, ha affermato che l'acquisto della proprietà per effetto di attività illecita viola l'art. 1 del Protocollo aggiuntivo della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo. L'ordinamento giuridico non consente, pertanto, che un'Amministrazione pubblica, mediante un atto illecito o in assenza di un ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...rio, acquisti a titolo originario la proprietà di un'area altrui sulla quale sia stata realizzata un'opera pubblica o d'interesse pubblico.

Nel superamento dell'istituto di elaborazione pretoria della c.d. "occupazione appropriativa" (o "accessione invertita"), un ruolo fondamentale hanno avuto la "Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali" e la giurisprudenza della Corte di Strasburgo, secondo la quale, indipendentemente dalla natura della occupazione (appropriativa o usurpativa), un comportamento contra legem (illegittimo o, addirittura, illecito) non può costituire il presupposto per l'acquisto di un diritto e la realizzazione dell'opera pubblica non costituisce impedimento alla restituzione dell'area illegittimamente occupata.

Il trasferimento della proprietà del bene, per fatto illecito, dalla sfera giuridica del ricorrente, originario proprietario, a quella della P.A. che se ne è illecitamente impossessata, è esito (comunque sia ricostruito in diritto: rinuncia abdicativa implicita nella domanda solo risarcitoria, ovvero accessione invertita), vietato dal primo protocollo addizionale della convenzione europea dei diritti dell'uomo e dalla giurisprudenz... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...te europea dei diritti dell'uomo.

L'istituto dell'occupazione acquisitiva non è conforme ai principi della Convenzione Europea sui diritti dell'uomo, in virtù della pacifica giurisprudenza della Corte EDU, che ha più volte riaffermato il diretto contrasto con l'art. 1 del Primo Protocollo allegato alla CEDU, della della prassi interna sulla "espropriazione indiretta", secondo la quale l'Amministrazione diventerebbe proprietaria del bene, in assenza di un atto ablatorio.

L'occupazione sine titulo, anche se accompagnata dall'irreversibile trasformazione del fondo, costituisce un fatto meramente materiale e quindi inidoneo a determinare l'effetto traslativo della proprietà del bene occupato; esito, questo, non consentito dall'art. 1 del Protocollo Addizionale CEDU, come costantemente interpretato dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.

La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (seconda sezione, 30 maggio 2000, B.A. s.r.l. c. Italia, n. 31524/96; terza Sezione, 12 gennaio 2006, Sciarrotta c. Italia, n. 14793/02), ha censurato la possibilità di individuare sistemi di acquisizione diversi da quello consensuale del contratto e da quello autoritativo del procedimento espropriativo, ed in particolare ogni fe... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...reazione giurisprudenziale di acquisto della proprietà mediante fatto illecito, ritenendo pertanto non conforme alla C.E.D.U. (in particolare, al citato Protocollo addizionale n. 1) qualsiasi forma di "espropriazione indiretta o larvata".

L'istituto, di creazione giurisprudenziale, dell'occupazione acquisitiva od appropriativa (e lo stesso dicasi per l'accessione invertita), risulta ormai espunto dall'ordinamento giuridico, atteso il suo contrasto con l'art. 1 del protocollo aggiuntivo della Convenzione Europea per la Salvaguardia dei Diritti dell'Uomo.

A fronte delle criticità dell'istituto dell'occupazione acquisitiva in rapporto al principio di legalità, posto che consentiva l'acquisizione al patrimonio pubblico di un bene in assenza di una base legale che l'autorizzasse, la Corte europea dei diritti dell'uomo ha confutato la fattispecie, poiché lesiva del principio di legalità stabilito dall'art. 1 del Primo protocollo addizionale alla CEDU: questo, sotto la rubrica «Protezione della proprietà», dispone, tra l'altro, che «nessuno può essere privato della sua proprietà salvo che per causa di utilità pubblica e nelle condizioni previste dalla legge e dai pri... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ali del diritto internazionale» (tra le altre, sentenza 30 maggio 2000, Belvedere Alberghiera s.r.l. contro Italia).

Alla luce della costante giurisprudenza della Corte Europea dei diritti dell'uomo, in tutti i casi in cui la dichiarazione di pubblica utilità sia mancante o carente dei termini o sia annullata o il decreto di esproprio non sia emesso o sia annullato, l'occupazione e la manipolazione del bene immobile di un privato da parte dell'Amministrazione si configurano come un illecito di diritto comune, ovvero come comportamento "mero", insuscettibile di determinare il trasferimento della proprietà in suo favore.

La Corte EDU ha da tempo avuto modo di chiarire (sentt. 30 maggio 2000, n. 24638/94, Carbonara e Ventura, e 30 maggio 2000, n. 31524/96, Società Belvedere Alberghiera), che un comportamento illecito o illegittimo non può fondare l'acquisto di un diritto, che deve sempre reputarsi contra legem. In particolare, non costituisce impedimento alla restituzione dell'area illegittimamente espropriata il fatto della realizzazione dell'opera pubblica; e ciò indipendentemente dalle modalità - occupazione appropriativa o usurpativa - di acquisizione del terreno, dovendo anzi ritenersi che,... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...tica, la stessa distinzione tra occupazione appropriativa e usurpativa non assume più rilevanza.

Sulle conseguenze della realizzazione senza titolo di un'opera pubblica su un fondo di proprietà altrui, è nota la conclusione alla quale la giurisprudenza è ormai giunta, al termine di un lungo e complesso dibattito, che ha visto l'intervento della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU), volto a contestare l'istituto di origine pretoria della c.d. accessione invertita (o occupazione acquisitiva), che consentiva alla PA di acquistare la proprietà di un fondo occupato senza titolo, in forza della definitiva realizzazione dell'opera pubblica e della irreversibile trasformazione del fondo stesso (si veda sull'accessione invertita, la nota sentenza della Corte di Cassazione, 26.2.1983, n. 1464).

Nel superamento della c.d. "acquisizione sanante", un ruolo fondamentale hanno avuto anche la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali e, soprattutto, la giurisprudenza della Corte di Strasburgo, secondo la quale, indipendentemente dalla natura dell'occupazione (appropriativa o usurpativa), un comportamento contra legem (illegittimo o addirittura illecito), non può... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... il presupposto per l'acquisto di un diritto e la realizzazione dell'opera pubblica non può impedire la restituzione dell'area illegittimamente occupata (Corte di Strasburgo, 30 maggio 2000 n. 31524/96).

Nel superamento della c.d. "acquisizione sanante", un ruolo fondamentale hanno avuto anche la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali e, soprattutto, la giurisprudenza della Corte di Strasburgo, secondo la quale, indipendentemente dalla natura dell'occupazione (appropriativa o usurpativa), un comportamento contra legem (illegittimo o addirittura illecito), non può costituire il presupposto per l'acquisto di un diritto e la realizzazione dell'opera pubblica non può impedire la restituzione dell'area illegittimamente occupata (Corte di Strasburgo, 30 maggio 2000 n. 31524/96).

La Corte di Strasburgo ha censurato le forme di "espropriazione indiretta" elaborate nell'ordinamento italiano anche e soprattutto in sede giurisprudenziale (come nel caso dell'occupazione acquisitiva), e le ha configurate come illecito permanente perpetrato nei confronti di un diritto fondamentale dell'uomo, garantito dall'art. 1 della convenzione EDU, senza che alcuna rilevanza possa assume... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ario il dato fattuale dell'intervenuta realizzazione di un'opera pubblica sul terreno interessato, affermando che l'acquisizione del diritto di proprietà non può mai conseguire a un illecito.

Una condanna puramente risarcitoria a carico dell'amministrazione, postula l'avvenuto trasferimento della proprietà del bene, per fatto illecito, dalla sfera giuridica del ricorrente, originario proprietario, a quella della P.A. che se ne è illecitamente impossessata; esito, questo (comunque sia ricostruito in diritto: rinuncia abdicativa implicita nella domanda solo risarcitoria, ovvero accessione invertita), vietato dal primo protocollo addizionale della convenzione europea dei diritti dell'uomo e dalla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo.

Nel superamento dell'istituto dell'occupazione acquisitiva un ruolo fondamentale hanno avuto anche la "Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali" e soprattutto la giurisprudenza della Corte di Strasburgo, secondo la quale, indipendentemente dalla natura della occupazione (appropriativa o usurpativa), un comportamento contra legem (illegittimo o addirittura illecito), non può costituire il presupposto per l'acquist... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...itto e la realizzazione dell'opera pubblica non costituisce impedimento alla restituzione dell'area illegittimamente occupata (Corte di Strasburgo, 30 maggio 2000 n. 31524/96).

A partire dalla sentenza n. 31524 del 30 maggio 2000, la Corte europea dei Diritti dell'Uomo ha sostanzialmente espunto dall'ordinamento giuridico italiano l'istituto dell'occupazione acquisitiva, dichiarandone il contrasto con l'art. 1, protocollo n. 1 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo.

Nel superamento di elaborazione pretoria della c.d. "occupazione appropriativa" (o "accessione invertita"), un ruolo fondamentale hanno avuto la Convenzione EDU e la giurisprudenza della Corte di Strasburgo, secondo la quale, indipendentemente dalla natura dell'occupazione (appropriativa o usurpativa), un comportamento contra legem (illegittimo o, addirittura, illecito), non può costituire il presupposto per l'acquisto di un diritto e la realizzazione dell'opera pubblica non costituisce impedimento alla restituzione dell'area illegittimamente occupata.

La Corte europea dei diritti dell'uomo ha affermato la contrarietà alla Convenzione dell'istituto della cosiddetta "espropriazione indiretta" (id est: occupazione acquisitiva) e negato la po... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...rave; di individuare sistemi di acquisizione diversi da quello consensuale del contratto e da quello autoritativo del procedimento ablatorio.

Le decisioni della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo adottate nel corso dell'anno 2000 (sentenze C.E.D.U. del 30 maggio 2000, n. 24638/94, Carbonara e Ventura e n. 31524/96, Società Belvedere Alberghiera), hanno sancito la contrarietà con l'ordinamento internazionale dell'istituto di origine giurisprudenziale della "espropriazione sostanziale" nelle due ipotesi alternative della occupazione acquisitiva o usurpativa.

La prassi giudiziaria nazionale, che aveva ammesso l'acquisto per "accessione invertita" da parte dell'Amministrazione nel caso di irreversibile trasformazione di un'area per la quale fosse stata dichiarata la pubblica utilità dell'opera da realizzare e non fosse intervenuto il prescritto decreto di esproprio, è stata qualificata dalla Corte Europea dei diritti dell'uomo come "sistematica violazione" delle specifiche disposizioni della Convenzione, stipulata nel 1950, relative alla tutela del diritto di proprietà.

L'istituto della c.d. accessione invertita è stato reputato dalla giurisprudenza della Corte Europea dei diritti dell... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ario all'art.1 Prot.1 della Carta E.D.U., in quanto contrastante con il riconoscimento della natura fondamentale del diritto del proprietario al rispetto dei propri beni, stigmatizzandolo nella misura in cui lasciava il privato danneggiato in balia di regole non sufficientemente chiare, accessibili e prevedibili, auspicandone la damnatio memoriae (sentenze 30 maggio 2000 Carbonara e Ventura c/Italia e Belvedere Alberghiera c/ Italia).

L'istituto dell'occupazione acquisitiva è stato espunto a seguito dell'intervento della Corte europea dei Diritti dell'Uomo. E' stata proprio l'interpretazione della Corte ad eliminare ogni possibilità di individuare sistemi di acquisizione che miravano ad individuare fatti o comportamenti (e quindi l'avvenuto completamento dell'opera pubblica o la richiesta del solo risarcimento come momento abdicativo implicito della proprietà), idonei a sostituire i sistemi legali di acquisto della proprietà.

La prassi giudiziaria nazionale, che aveva ammesso l'acquisto per "accessione invertita" da parte dell'Amministrazione nel caso d'irreversibile trasformazione di un'area per la quale fosse stata dichiarata la pubblica utilità dell'opera da realizzare e non fosse intervenuto il prescr... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...o di esproprio, è stata qualificata dalla Corte Europea dei diritti dell'uomo come "sistematica violazione" delle specifiche disposizioni della Convenzione, stipulata nel 1950, relative alla tutela del diritto di proprietà.

Nella categoria dell'"espropriazione indiretta" la Corte EDU ha sistematicamente inserito non soltanto l'ipotesi corrispondente alla c.d. occupazione espropriativa, ma tutte indistintamente le fattispecie di perdita di ogni disponibilità dell'immobile combinata con l'impossibilità di porvi rimedio, e con conseguenze assai gravi per il proprietario che subisce una espropriazione di fatto incompatibile con il suo diritto al rispetto dei propri beni, ritenendo ininfluente che una tale vicenda sia giustificata soltanto dalla giurisprudenza, ovvero sia consentita mediante disposizioni legislative, come è avvenuto con la L. n. 458 del 1988, art. 3 ovvero da ultimo con l'art. 43 del T.U..

Secondo l'elaborazione della Corte EDU il contrasto con la Convenzione EDU dipende dal riconoscimento nel nostro ordinamento - "en vertu d'un principe jurisprudentiel ou d'un texte de loi comme l'article 43" - di effetti traslativi all'occupazione e successiva modifica meramente fattuale ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...no senza che sussista un atto formale che dichiari il trasferimento della proprietà "intervenant au plus tard au moment" in cui il proprietario ha perduto ogni potere sull'immobile: così come, del resto, oltre un secolo prima aveva richiesto la L. n. 2359 del 1865, art. 50. Perciò inducendola a concludere che ogni forma di espropriazione indiretta in ogni caso "n'a pas pour effet de regulariser la situation denoncee", né tanto meno quello di costituire "un'alternativa ad un'espropriazione in buona e dovuta forma".

Costituisce oramai ius receptum come l'occupazione sine titulo, anche se accompagnata dall'irreversibile trasformazione del fondo, sia fatto materiale non idoneo a determinare l'effetto traslativo della proprietà del bene occupato, esito non consentito dall'art 1 del Protocollo Addizionale CEDU, come costantemente interpretato dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.

L'abbandono della figura pretoria dell'occupazione appropriativa costituisce il punto di approdo di un lungo processo giurisprudenziale che innesta le sue radici nel diritto comune europeo, enucleabile dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU)... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...urisprudenza della Corte di Strasburgo, chiamata a garantire tali diritti.

La Corte di Strasburgo, a partire dal caso Guiso- Gallisay (sentenza Grande chambre del 22 dicembre 2009), pur censurando l'istituto dell'occupazione appropriativa siccome affermatosi nell'ordinamento italiano, ne ha condivisi i criteri di liquidazione del danno, dopo che, a partire dall'intervento della Corte costituzionale, nell'impossibilità di restituzione, il proprietario viene compensato con il valore venale del bene, secondo i criteri risarcitori previsti dal quella norma, come sostituita dalla L. n. 244 del 2007, art. 89, lett. e). Per i suoli non edificabili, il risarcimento va liquidato adottando il criterio del valore agricolo di mercato, che tiene conto delle possibili utilizzazioni del suolo, ulteriori e diverse da quella agricola.

L'art. 55 del D.P.R. 327/2001, tuttora vigente, non può essere disapplicato per un preteso contrasto con le norme della Convenzione EDU, quali interpretate dalla Corte di Strasburgo: da osservare, peraltro, che quella Corte, a partire dal caso Guiso-Gallisay (sentenza Grande chambre del 22 dicembre 2009), pur censurando l'istituto dell'occupazione apropriativa siccome affermatosi nell'ordinamento italiano, ne ha condivis... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... di liquidazione del danno, dopo che, a partire dall'intervento della Corte costituzionale, nell'impossibilità di restituzione, il proprietario viene compensato con il valore venale del bene, secondo i criteri risarcitori previsti da quella norma, come sostituita dalla L. 24 dicembre 2007, n. 244, art. 89, lett. e).

L'orientamento comunitario (Corte Europea Diritti Uomo, 6.3.2007, n.43662) preclude di ravvisare una "espropriazione indiretta" o "sostanziale" in assenza di un idoneo titolo previsto dalla legge.

La fattispecie della c.d. accessione invertita, come delineata con la decisione 1464 del 1983 delle Sezioni Unite, e normativamente per la prima volta riconosciuta dalla L. n. 458 del 1988, art. 3, non confligge con l'art. 1, primo protocollo della CEDU. Ed infatti, la norma europea, nell'interpretazione datane dalla Corte di Strasburgo, è solo diretta ad escludere che il bene del privato possa essere acquisito dalla P.A. per ragioni diverse dalla pubblica utilità e senza un ristoro effettivo e congruo ora, comunque, rapportato all'integralità del valore dopo la pronunzia di Corte Cost. 349 del 2007, prescindendo dal nomen iuris e dalle modalità di tutela adottate.

Partendo dall'esame della giur... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, deve ritenersi che il quadro normativo e giurisprudenziale nazionale che ammetteva l'istituto dell'acquisizione de facto della proprietà in mano pubblica a seguito della realizzazione di un'opera pubblica non fosse aderente alla Convenzione Europea e, in particolare, al Protocollo addizionale n° 1 (sentenza C.E.D.U. 30 Maggio 2000, ric. 31524/1996).

L'orientamento comunitario (Corte Europea Diritti Uomo, 6.3.2007, n.43662) preclude di ravvisare una "espropriazione indiretta" o "sostanziale" in assenza di un idoneo titolo previsto dalla legge.

PATOLOGIA --> OPERA PUBBLICA --> OCCUPAZIONE ILLEGITTIMA --> CONVENZIONE EUROPEA DEI DIRITTI DELL'UOMO --> GIUDICATO SULLA OCCUPAZIONE ACQUISITIVA

Qualora non possa dubitarsi della sussistenza di un giudicato in senso tecnico relativamente alla circostanza dell'avvenuto concretarsi del fenomeno acquisitivo a titolo originario dell'area occupata senza titolo in favore dell'Amministrazione, è inammissibilmente la domanda restitutoria sulla base dell'applicazione "ora per allora" di un diverso orientamento giurisprudenziale –successivamente affermatosi sotto la spinta della Corte Edu- e di un antitetico quadro legislativo... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...o la Legislatore nazionale, appunto, per conformarsi ai precetti della Corte di Strasburgo).

PATOLOGIA --> OPERA PUBBLICA --> OCCUPAZIONE ILLEGITTIMA --> CONVENZIONE EUROPEA DEI DIRITTI DELL'UOMO --> INDENNITÀ

L'indennizzo da espropriazione indiretta deve corrispondere al valore integrale del terreno al momento della perdita della proprietà. Inoltre, una volta dedotta la somma eventualmente accordata a livello nazionale, tale importo deve essere attualizzato per compensare gli effetti dell'inflazione e maggiorato di interessi tali da compensare, almeno in parte, il lungo lasso di tempo che è trascorso dallo spossessamento dei terreni. Infine, occorre valutare la perdita di chance eventualmente subita dagli interessati.

Esproprio indiretto: spettano il valore del bene, la perdita di chance, il danno morale e il rimborso delle imposte e delle spese legali. Perdita di chance, danno morale e spese legali vengono liquidati equitativamente (nel caso di specie, rispettivamente, nello 0,77%, nello 1,54%, nello 1,54% del valore del terreno).

PATOLOGIA --> OPERA PUBBLICA --> OCCUPAZIONE ILLEGITTIMA --> CONVENZIONE EUROPEA DEI DIRITTI DELL'UOMO --> PRINCIPIO DI LEGALITÀ E CERTEZZ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...TO

In assenza di un atto formale di espropriazione, l'avverarsi automatico dell'espropriazione indiretta a decorrere dalla data della cessazione del periodo di occupazione legittima, non può essere ritenuto «prevedibile», poiché soltanto con il provvedimento giudiziario definitivo si può considerare effettivamente applicato il principio dell'espropriazione indiretta e legittimata l'acquisizione del terreno da parte delle autorità pubbliche. Di conseguenza, i ricorrenti hanno avuto la certezza giuridica per quanto riguarda la privazione del terreno non prima della data in cui la sentenza del giudice italiano è divenuta definitiva.

Secondo l'elaborazione della Corte EDU diviene del tutto indifferente per escludere la ricorrenza di espropriazioni di fatto incompatibili con il diritto al rispetto dei propri beni e ripristinare la legalità, l'adozione postuma di un provvedimento con pretesi effetti sananti, perché il requisito della legalità secondo la Corte Edu non permette in generale all'amministrazione di occupare un terreno e di trasformarlo irreversibilmente, di tal maniera da considerarlo acquisito al patrimonio pubblico, senza che contestualmente un provvedimento formale che dich... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...sferimento di proprietà sia stato emanato.

Secondo la Convenzione Europea e, in particolare, secondo l'art. 1 del Protocollo Addizionale n. 1, la realizzazione dell'opera pubblica non può determinare un effetto preclusivo rispetto alla restituzione dell'area illegittimamente espropriata, indipendentemente dalle modalità - occupazione acquisitiva od usurpativa - di acquisizione del terreno, in quanto un comportamento illecito o illegittimo non può essere posto a base dell'acquisto di un diritto; la cosiddetta "accessione invertita" - intesa come preminenza del diritto sul fatto- va ritenuta in contrasto con il principio di legalità e la realizzazione dell'opera pubblica non costituisce di per se impedimento alla restituzione dell'area illegittimamente espropriata.

L'espropriazione indiretta per la sua imprevedibilità non è compatibile con il principio di legalità e dunque infrange il diritto al rispetto dei beni; ne consegue violazione dell'articolo 1 del protocollo n. 1 Convenzione EDU.

L'istituto di creazione pretoria dell'accessione invertita è stato reputato dalla giurisprudenza della Corte Europea dei diritti dell'uomo contrario all'art.1 Prot.1 della Carta E.D.U., in ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...rastante con il riconoscimento della natura fondamentale del diritto del proprietario al rispetto dei propri beni, stigmatizzandolo nella misura in cui lasciava il privato danneggiato in balia di regole non sufficientemente chiare, accessibili e prevedibili, auspicandone la damnatio memoriae (sentenze 30 maggio 2000 Carbonara e Ventura c/Italia e Belvedere Alberghiera c/ Italia).

La Corte Edu ha dichiarato in radicale contrasto con la Convenzione il principio dell'"espropriazione indiretta", con la quale il trasferimento della proprietà del bene dal privato alla p.a. avviene in virtù della constatazione della situazione di illegalità o illiceità commessa dalla stessa Amministrazione, con l'effetto di convalidarla; al riguardo la Corte ha ritenuto ininfluente "che una tale vicenda sia giustificata soltanto dalla giurisprudenza, ovvero sia consentita mediante disposizioni legislative, come è avvenuto con la L. n. 458 del 1988, art. 3 ovvero da ultimo con l'art. 43 del T.U., in quanto il principio di legalità non significa affatto esistenza di una norma di legge che consenta l'espropriazione indiretta, bensì esistenza di norme giuridiche interne sufficientemente accessibili, precise e prevedibili".<... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] .../> PATOLOGIA --> OPERA PUBBLICA --> OCCUPAZIONE ILLEGITTIMA --> CONVENZIONE EUROPEA DEI DIRITTI DELL'UOMO --> SITUAZIONE EFFETTIVA

Il quadro normativo prospettato dalla Corte EDU nell'interpretazione delle tre norme dell'art. 1 del Prot. n. 1, muove dalla regola che, per determinare se vi sia stata privazione dei beni ai sensi della seconda norma, occorre non solo verificare se vi sono stati spossessamene o espropriazione formale, ma anche guardare al di là delle apparenze ed analizzare la realtà della concreta fattispecie, onde stabilire se essa equivalga ad un'espropriazione di fatto o indiretta, atteso che la CEDU mira a proteggere diritti "concreti ed effettivi", per cui ha dichiarato in radicale contrasto con la Convenzione il principio dell'"espropriazione indiretta".



 
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