Carrello
Carrello vuoto



Conseguenze e rimedi all'occupazione illegittima non esitata in un regolare e definitivo procedimento di esproprio


Questo articolo è composto da sintesi giurisprudenziali contenute nel sottostante prodotto in formato pdf, nel quale si trovano anche gli estratti originali e gli estremi delle sentenze a cui le sintesi si riferiscono. Scaricati gratis un demo dal box sottostante.

Articolo tratto dal sottostante PDF, acquistabile e scaricabile in pochi minuti

Verrai indirizzato al dettaglio del prodotto fra 60 secondi.
titolo:OCCUPAZIONI ED ESPROPRI ILLEGITTIMI PER PUBBLICA UTILITÀ
anno:2019
pagine: 7956 in formato A4, equivalenti a 13525 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 50,00

  leggi qui come funziona      scarica gratis alcune pagine!!

Avvocato, Responsabile Servizio Espropri Amministrazione provinciale di Catanzaro

PATOLOGIA --> OPERA PUBBLICA --> OCCUPAZIONE ILLEGITTIMA --> CONSEGUENZE E RIMEDI

L'occupazione sine titulo di un terreno privato posta in essere dall'amministrazione costituisce un illecito permanente che si perpetua de die in diem, dinanzi al quale, in ragione della domanda reipersecutoria azionata dal legittimo proprietario, l'alternativa che si pone all'amministrazione è obbligata: in via principale, alla restituzione del bene illegittimamente occupato (previo rispristino dei luoghi e risarcimento del danno da occupazione temporanea illegittima); in alternativa, all'acquisizione del bene mediante l'emanazione del provvedimento previsto dall'art. 42 bis TU Espropri, con il connesso pagamento degli importi previsti dalla citata disposizione.

A fronte dell'illecito permanente perpetrato dall'amministrazione per mezzo di occupazione illegittima di terreni, irreversibilmente trasformati, non esitata in un regolare e definitivo procedimento di esproprio, il legittimo proprietario non può che ottenere, alternativamente, la restituzione del bene, previo ripristino dei luoghi e risarcimento del danno da occupazione temporanea illegittima ovvero l'emanazione del decreto di acquisizione sanante previsto dall'art. 42 bis TU Espropri, c... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...guente pagamento degli indennizzi prescritti dalla surriferita disposizione.

Dalla sopravvenuta inefficacia della dichiarazione di pubblica utilità ed in assenza di alcun decreto di esproprio definitivo, non possono che trarsi le conseguenze volute dalla legge e finalizzate alla piena tutela del diritto di proprietà, che si sostanziano in un provvedimento restitutorio da parte del Giudice Amministrativo, che può essere impedito (oltre che da un accordo tra le parti) dall'adozione del provvedimento di acquisizione sanante, emesso ai sensi del succitato art. 42 bis del D.P.R. 327/2001.

Il fatto illecito dell'occupazione sine titulo di un terreno e la realizzazione su tale bene di un'opera pubblica, senza avere emanato un valido provvedimento di esproprio entro il termine di legge di validità della dichiarazione di pubblica utilità (ed in assenza di un contratto di cessione volontaria) non costituiscono un titolo di trasferimento della proprietà, bensì un illecito permanente che può essere rimosso o con l'emanazione di un provvedimento di acquisizione sanante ex art. 42 bis DPR 327/2001 oppure, alternativamente, con la restituzione al proprietario del bene illecitamente occupato mediante ripristin... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...to originario.

La condotta illecita dell'amministrazione incidente sul diritto di proprietà non può, mai comportare l'acquisizione del fondo e configura un illecito permanente ex art. 2043 c.c., il quale viene a cessare solo in conseguenza: I) della restituzione del fondo; II) di un accordo transattivo; III) della rinunzia abdicativa da parte del proprietario implicita nella richiesta di risarcimento del danno per equivalente monetario a fronte della irreversibile trasformazione del fondo; IV) di una compiuta usucapione; V) di un provvedimento emanato ex art. 42 -bis t.u. espr.. Detti principi elaborati in particolare in riferimento alle ipotesi ove all'occupazione d'urgenza non sia seguita nei termini l'adozione del decreto di esproprio sono invero applicabili anche laddove il decreto di esproprio venga annullato, divenendo pertanto l'occupazione illegittima dalla data di adozione del decreto di esproprio.

L'amministrazione pubblica responsabile della permanente condizione di illegittima occupazione dei suoli privati, deve rimuovere detta condizione attraverso, in via alternativa: la restituzione dei suoli occupati, previa riduzione in pristino dei medesimi ove trasformati, e corresponsione di una indennità pari al 5% annuo del... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ale dei suoli occupati; l'adozione di un negozio giuridico consensuale volto ad acquisire le aree occupate e trasformate, rimesso alla libera volontà delle parti; la valutazione del ricorrere delle condizioni per l'adozione del provvedimento ex art. 42 bis del TU espropriazione.

Ove la procedura espropriativa non si sia conclusa con un decreto di esproprio o con un altro atto di trasferimento capace di estinguere il diritto dominicale, permane la proprietà del bene in capo ai legittimi proprietari e, fintantoché perdura l'illegittima occupazione, la P.A. ha l'obbligo di farla cessare e di adeguare la situazione di fatto a quella di diritto, mediante o l'emanazione del provvedimento di acquisizione sanante ex art. 42 bis del d.P.R. n. 327/2001 oppure la restituzione ai proprietari dei beni illecitamente occupati nel loro stato originario.

L'amministrazione che occupa illegittimamente un fondo privato per scopi di pubblica utilità, valutate le circostanze e comparati gli interessi in conflitto, può decidere se restituire l'area al proprietario demolendo in tutto o in parte l'opera, sostenendone le relative spese, oppure se disporne l'acquisizione, sì da evitare che venga demolito quanto altrimenti risulterebbe... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... di essere ricostruito.

Quale che sia la sua forma di manifestazione (occupazione usurpativa, occupazione acquisitiva o appropriativa, vie di fatto), la condotta illecita dell'amministrazione incidente sul diritto di proprietà non può comportare l'acquisizione del fondo. Si è così superato il precedente assetto che considerava l'occupazione acquisitiva come una forma sostanzialmente alternativa di acquisto della proprietà del bene riconosciuta dall'ordinamento, essendo oggi assodato invece che quell'illecito permanente viene a cessare solo in conseguenza della restituzione del fondo, di un accordo transattivo, della rinunzia abdicativa (e non traslativa) da parte del proprietario - che è implicita nella richiesta di risarcimento del danno per equivalente monetario a fronte della irreversibile trasformazione del fondo - o in un provvedimento amministrativo ex art. 42 bis t.u. espropriazioni.

Ove il procedimento espropriativo non sia stato portato alla sua conclusione con l'adozione del decreto di esproprio nei termini normativamente previsti e si sia addivenuti alla realizzazione dell'opera pubblica a seguito della disposta occupazione in via d'urgenza, si concretizza un illecito permanente. A tale situazione... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ò porre fine o con la restituzione del bene ancora di proprietà del privato, previa rimozione delle opere, salvo il risarcimento dei danni, ove ad una rinnovata valutazione ritenga non attuale e prevalente l'interesse pubblico all'eventuale acquisizione dei fondi; ovvero con l'adozione di un formale provvedimento di acquisizione avente effetti non retroattivi ex art. 42 bis DPR 327/2001, previa corresponsione del valore venale del bene, maggiorato di un indennizzo per il pregiudizio patrimoniale e non patrimoniale subito.

La cessazione dell'illecito può avvenire o attraverso la definizione del procedimento previsto dall'art. 42 bis del d.P.R. n. 327/2001, ovvero con la restituzione del bene illecitamente occupato ai proprietari, previa la sua riduzione in pristino, rimanendo in capo alla P.A. il potere-dovere di valutare se procedere alla restituzione delle aree indebitamente occupate o se emanare un provvedimento di ablazione postumo delle stesse; ferma, ovviamente, ogni altra ipotesi di acquisto legittimo del bene stesso da parte dell'Amministrazione.

L'istituto di origine pretoria della c.d. accessione invertita (o occupazione acquisitiva), che consentiva alla P.A. di acquistare la proprietà di un fondo occupato senza ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...forza della definitiva realizzazione dell'opera pubblica e della irreversibile trasformazione del fondo stesso, è ormai superato. Di conseguenza, il proprietario del fondo occupato -senza titolo - dall'opera pubblica ha diritto alla restituzione del bene e tale effetto restitutorio può essere paralizzato soltanto da un contratto traslativo fra le parti, oppure qualora l'Amministrazione si avvalga dell'istituto previsto dall'art. 42 bis del D.P.R. n. 327/2001.

In caso di occupazione illegittima l'amministrazione responsabile ha una ha una triplice alternativa:1) può fare ricorso ad un accordo transattivo che determini il definitivo trasferimento su base negoziale della proprietà dell'immobile, verso il pagamento di quanto stabilito di comune accordo con i proprietari dei terreni; 2) deve restituire i terreni illegittimamente occupati, previa eventuale riduzione in pristino stato; 3) deve provvedere all'acquisizione autoritativa del bene ex art. 42 bis con effetto ex nunc e con la corresponsione del necessario indennizzo. Nei casi 2 e 3 è dovuto il risarcimento del danno per l'occupazione illegittima, in ordine al quale, nel caso 2, il valore del terreno dovrà essere riferito alla data in cui l'occupazione è divenuta ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ..., mentre nel caso 3 il valore stesso dovrà essere attualizzato alla data di emanazione del provvedimento di acquisizione sanante.

Le uniche ipotesi possibili per adeguare lo stato di fatto a quello di diritto, per l'Amministrazione che occupa illegittimamente un suolo privato per scopi di pubblica utilità, sono rappresentate dalla restituzione del bene al legittimo proprietario, da un accordo transattivo con quest'ultimo, ovvero dalla emanazione del provvedimento di acquisizione ex art. 42-bis TUEs, rimanendo impregiudicata l'area della discrezionalità amministrativa, in ordine alla scelta tra le varie alternative.

Il passaggio di proprietà in capo all'amministrazione che occupa senza titolo un bene privato può avvenire, escluse le ipotesi particolari di un accordo transattivo o di un'usucapione di cui effettivamente ricorrano tutti i presupposti, solo in due casi. Il primo è quello in cui il privato agisca contro l'amministrazione non per la restituzione del bene, ma soltanto per la condanna all'equivalente in denaro, domanda in cui si ritiene implicita una rinuncia abdicativa al diritto. Il secondo è quello in cui l'amministrazione emetta un provvedimento di acquisizione ai sensi dell'art. 42 bis de... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...U. 327/2001, norma che prevede in estrema sintesi una procedura espropriativa abbreviata, con onere rafforzato di motivazione, giudicata conforme a Costituzione, anche sotto il profilo del rispetto della CEDU, da C. cost. 30 aprile 2015 n.71.

In ipotesi di occupazione illegittima di suoli privati per pubblica utilità, all'amministrazione rimangono le seguenti alternative: 1) acquisire l'area ricorrendo alla stipula di fattispecie negoziali civilistiche; 2) restituire l'area, previa remissione in pristino stato e corresponsione del risarcimento per il periodo di occupazione illegittima protrattasi sino alla restituzione; 3) adottare un eventuale provvedimento di acquisizione sanante ai sensi dell'art. 42 bis del d.P.R. n. 327/2001, corrispondendo al privato il valore venale del bene, il risarcimento per il periodo di occupazione illegittima protrattasi sino alla emissione del provvedimento e le ulteriori poste risarcitorie contenute nella disposizione. A tali ipotesi, si aggiunge quella della rinuncia abdicativa, implicita nella richiesta di risarcimento del danno per equivalente monetario a fronte della irreversibile trasformazione del fondo.

Essendo l'occupazione illegittima di terreni privati da parte della pubblica amministrazione un'ipote... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...to permanente, lo stesso viene a cessare, solo, per effetto della restituzione, di un accordo transattivo, della compiuta usucapione da parte dell'occupante che lo ha trasformato, ovvero della rinunzia del proprietario al suo diritto, implicita nella richiesta di risarcimento dei danni per equivalente.

La condotta illecita dell'amministrazione, quale che sia stata la sua forma di manifestazione, non può comportare l'acquisizione del bene medesimo giacché essa configura un illecito permanente ex art. 2043 c.c., che può cessare solo in conseguenza: a) della restituzione del fondo; b) di un accordo transattivo; c) della rinunzia abdicativa da parte del proprietario implicita nella richiesta di risarcimento del danno per equivalente monetario a fronte della irreversibile trasformazione del fondo; d) di una compiuta usucapione, ma solo nei ristretti limiti individuati dal Consiglio di Stato; e) di un provvedimento emanato ex art. 42 bis t.u.es..

L'occupazione e la manipolazione del bene immobile di un privato da parte della P.A., allorché il decreto di esproprio non sia stato emesso o sia stato annullato, integra un illecito di natura permanente che dà luogo ad una pretesa risarcitoria avente sempre ad oggetto i danni p... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...do, non coperto dall'eventuale occupazione legittima, durante il quale il privato ha subito la perdita delle utilità ricavabili dal bene sino al momento della restituzione, ovvero della domanda di risarcimento per equivalente che egli può esperire, in alternativa, abdicando alla proprietà del bene stesso.

A seguito dell'annullamento del decreto di esproprio, l'Amministrazione ha l'obbligo giuridico di far venir meno l'occupazione sine titulo e di adeguare la situazione di fatto a quella di diritto, restituendo l'immobile al legittimo titolare dopo aver demolito quanto ivi realizzato, atteso che la realizzazione dell'opera pubblica sul fondo illegittimamente occupato costituisce un mero fatto, non in grado di assurgere a titolo dell'acquisto e come tale inidoneo a determinare il trasferimento della proprietà, in quanto tale trasferimento può dipendere solo da un formale atto di acquisizione dell'Amministrazione, mentre deve escludersi che il diritto alla restituzione possa essere limitato da altri atti estintivi (rinunziativi o abdicativi, che dir si voglia) della proprietà o da altri comportamenti, fatti o contegni.

Quando un'amministrazione occupa un bene privato senza titolo, è suo obbligo far cessa... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...uazione di illiceità, restituendolo ai ricorrenti, suoi legittimi proprietari, previa riduzione in pristino; in alternativa alla restituzione, rimane ferma la possibilità, per l'amministrazione, di acquisirlo al suo patrimonio, attraverso l'esperimento del procedimento ex art. 42 bis D.P.R. n. 327/2001, sussistendone i presupposti, fatta salva la possibilità che le parti giungano concordemente alla stipula di un atto di compravendita.

La condotta illecita dell'amministrazione configura un illecito permanente ex art. 2043 c.c. quale che sia la sua forma di manifestazione (vie di fatto, occupazione usurpativa, occupazione acquisitiva), e può cessare solo in conseguenza: a) della restituzione del fondo; b) di un accordo transattivo; c) di una compiuta usucapione nei ristretti limiti di cui al precedente C.d. S. sez. IV n. 3988 del 2015 e n..3346 del 2014 con decorrenza in ogni caso dalla entrata in vigore del d.p.r. n. 327/2003; c) di un provvedimento di acquisizione sanante.

Trattandosi - l'occupazione illegittima di suoli privati per pubblica utilità - di un illecito permanente, fino alla regolarizzazione giuridica della fattispecie traslativa, il proprietario del bene non incorre in nessuna preclusione o decadenza ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...la possibilità di agire in giudizio a tutela della posizione giuridica soggettiva di cui è titolare e può sempre agire per la restituzione del bene occupato o per il risarcimento del danno (nel caso in cui la restituzione non possa più avere luogo).

Nei casi di cui all'art. 42-bis, primo e secondo comma, dpr 327/01, il primo dovere che incombe sull'Amministrazione non è quello "civilistico" relativo alla restituzione dell'immobile e al risarcimento del danno per l'occupazione illegittima, ma innanzitutto quello "amministrativo" relativo alla valutazione degli interessi in conflitto, dalla quale dipende il concreto esercizio della potestà di acquisizione del bene, ovvero la concreta restituzione dell'immobile ai sensi della disciplina di diritto comune. La valutazione degli interessi in conflitto di cui all'art. 42-bis è, perciò, necessariamente prodromica rispetto alla concreta opzione fra acquisizione autoritativa e restituzione "civilistica" e deve essere obbligatoriamente compiuta dall'Amministrazione in tutti i casi in cui si verifichi una delle situazioni contemplate dal primo e dal secondo comma della disposizione indicata.

L'illecito permanente derivante dall'occupazione abusiva di aree ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... scopi di pubblico interesse, viene a cessare solo in conseguenza: I) della restituzione del fondo; II) di un accordo transattivo; III) della rinunzia abdicativa (e non traslativa) da parte del proprietario implicita nella richiesta di risarcimento del danno per equivalente monetario a fronte della irreversibile trasformazione del fondo; IV) di una compiuta usucapione; V) di un provvedimento emanato ex art. 42 –bis t.u. espr.

Grava sull'Amministrazione che possiede contra legem il bene altrui l'obbligo di restituzione dello stessso in favore del legittimo proprietario, previa riduzione in pristino dei luoghi e contestuale pagamento del risarcimento conseguente alla illegittima temporanea occupazione del terreno. In alternativa, l'Amministrazione potrà deliberare di salvaguardare l'opera pubblica e di esercitare il potere previsto dall'art. 42 bis DPR 327/2001, così acquisendo il bene al proprio patrimonio indisponibile e versando l'indennizzo dovuto da liquidarsi secondo gli indicatori fissati dalla predetta norma.

In caso di occupazione illegittima, l'Amministrazione occupante ha la triplice alternativa:1) può fare ricorso ad un accordo transattivo che determini il definitivo trasferimento su base negoziale della propriet... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ll'immobile, verso il pagamento di quanto stabilito di comune accordo con i proprietari dei terreni;2) deve restituire i terreni illegittimamente occupati, previa eventuale riduzione in pristino stato;3) deve provvedere all'acquisizione autoritativa del bene ex art. 42 bis con effetto ex nunc e con la corresponsione del necessario indennizzo, effettuando anche il doveroso risarcimento del danno per l'occupazione illegittima.

In caso di occupazione illegittima di suolo privato per scopi pubblici, il soggetto occupante ha l'obbligo di far cessare tale situazione di illiceità, restituendo il bene al suo legittimo proprietario, previa riduzione in pristino, ovvero acquisendolo al suo patrimonio, attraverso l'esperimento del procedimento ex art. 42 bis D.P.R. n. 327/2001, sussistendone i presupposti, fatta salva la possibilità che le parti giungano concordemente alla stipula di un atto di compravendita.

Il soggetto illegittimamente occupante deve ritenersi obbligato a valutare se esercitare o meno il potere ex art. 42-bis TUEs e ad esprimere detta valutazione in un provvedimento espresso, di tal che, ove decida di non esercitare il suddetto potere, è obbligato a restituire i terreni, riportati al pristino stato esistente al momento d... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ione d'urgenza, in conseguenza dell'obbligo di far cessare la situazione antigiuridica.

In caso di occupazione illegittima, ove l'occupante intenda riportare le aree indebitamente occupate nella loro originaria consistenza, dovrà risarcire il danno sofferto dal proprietario per tutto il periodo di illegittima apprensione dei suoli, con decorrenza dal momento di perfezionamento della fattispecie illecita sino al giorno della sua regolarizzazione; laddove, invece, intenda emanare un provvedimento di ablazione postumo, dovrà corrispondere agli aventi diritto l'indennizzo di cui al primo comma dell'art. 42 bis, nel quale si intenderà assorbita la quantificazione del danno suddetto. Rimane, in ogni caso, salva ogni ulteriore ipotesi di soluzione transattiva dei danni.

L'acquisizione ex art. 42-bis cit. costituisce solo una delle possibili cause legali di estinzione di un fatto illecito, essendo possibile pervenire a tale risultato anche attraverso un accordo transattivo tra amministrazione e proprietà, la rinunzia abdicativa da parte del proprietario implicita nella richiesta di risarcimento del danno per equivalente monetario a fronte della irreversibile trasformazione del fondo, nonché la compiuta usucapione.
<... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...do il proprietario del bene illegittimamente occupato - a tutela del suo diritto - chiede il risarcimento del danno (con la domanda di restituzione e di riduzione in pristino, ovvero per equivalente), il giudice amministrativo deve qualificare la domanda tenendo conto della disciplina sostanziale e processuale posta dal legislatore e deve rilevare quali siano le alternative poste dal legislatore e a cui essa l'Amministrazione conformare il proprio operato. In assenza di un accordo, le uniche alternative possibili per l'Amministrazione sono rappresentate dalla restituzione del bene al legittimo proprietario; dalla emanazione del provvedimento di acquisizione.

L'Amministrazione che occupa sine titulo un bene privato, nell'esercizio della sua discrezionalità, è chiamata a decidere in via preliminare se esercitare o non esercitare la potestà amministrativa di acquisizione che l'ordinamento le attribuisce ai sensi dell'articolo 42-bis TUEs, e, solo nel caso in cui tale decisione abbia avuto esito negativo, essa è tenuta, come qualsiasi soggetto di diritto comune, alla restituzione dell'immobile e al risarcimento del danno.

Dalla condizione d'illecita detenzione (e trasformazione) del suolo di proprietà della parte ricor... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...gue, "ex se", l'obbligo civilistico di ripristino del diritto di proprietà mediante restituzione dei suoli occupati, detenuti e trasformati in assenza di titolo legittimante, previa demolizione dei manufatti ivi realizzati, nonché il diritto al risarcimento del danno per l'occupazione illegittima; ove la P.A. (o l'Ente preposto) ritenga necessario continuare a utilizzare i fondi deve acquisirli legittimamente o mediante lo strumento autoritativo (art. 42 bis, d.P.R. n. 327/2001, con le conseguenze patrimoniali indicate) ovvero con gli ordinari strumenti privatistici con il consenso dei privati anche in relazione ai corrispettivi patrimoniali da acquisirsi.

Anche l'intervenuta realizzazione dell'opera pubblica non fa venir meno l'obbligo della P.A. di restituire al privato il bene appreso illegittimamente, in quanto la costruzione dell'opera pubblica non ha effetti preclusivi e/o limitativi della tutela in forma specifica del privato. La realizzazione sull'area occupata dell'opera pubblica è un mero fatto e tale resta: la perdita della proprietà da parte del privato e l'acquisto in capo alla P.A. possono conseguire soltanto all'adozione di un provvedimento formale, nel rispetto del principio di legalità e di preminenza del diritto... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...r /> Il proprietario del terreno illegittimamente occupato dalla P.A., una volta ottenuta la declaratoria dell'illegittimità dell'occupazione e l'annullamento dei relativi provvedimenti, può legittimamente domandare sia la restituzione del fondo, sia la sua riduzione in pristino, ma non anche il relativo risarcimento del danno, dal momento che la proprietà del terreno è rimasta sin dall'origine in capo a lui, cosicché nessun danno si può profilare in riferimento alla sua perdita.

Nell'ipotesi di utilizzo di un bene immobile per scopi di interesse pubblico, modificato in assenza di un valido ed efficace provvedimento di esproprio o dichiarativo della pubblica utilità, la pubblica amministrazione ha in ogni caso l'obbligo di far venir meno l'occupazione sine titulo e di adeguare la situazione di fatto a quella di diritto, dovendo scegliere a tal fine – alternativamente - tra l'emanazione di un provvedimento adottato in base alla disciplina ivi contenuta e – per l'appunto – sanante la situazione di illegittimità determinatasi, ovvero l'immediata restituzione del bene la cui occupazione si sia protratta contra ius previo ripristino dell'area e il pagamento dei danni da illegittima occupazione, ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...'avvenuta realizzazione dell'opera pubblica precluda l'una o l'altra via.

La condotta illecita dell'amministrazione incidente sul diritto di proprietà viene a cessare solo in conseguenza: a) della restituzione del fondo; b) di un accordo transattivo; c) della rinunzia abdicativa da parte del proprietario implicita nella richiesta di risarcimento del danno per equivalente monetario a fronte della irreversibile trasformazione del fondo; d) di una compiuta usucapione, in presenza dei presupposti di legge; e) di un provvedimento emanato ex art. 42-bis TU Espropriazione.

L'Amministrazione che occupa un bene privato sine titulo ha l'obbligo giuridico di far venir meno la suddetta occupazione e di adeguare la situazione di fatto a quella di diritto, disponendo la riduzione in pristino attraverso la restituzione del terreno ai legittimi titolari e la demolizione di quanto realizzato, ovvero attivandosi perché vi sia un titolo di acquisto dell'area da parte del soggetto attuale possessore. Qualora opti per la seconda ipotesi, potrà accordarsi con il proprietario dei beni interessati al fine di addivenire a una cessione volontaria, ovvero determinarsi ai sensi del citato articolo 42-bis.

Nei casi di occupazione sine titulo ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...vate per scopi di interesse pubblico, si pone per l'Amministrazione un'alternativa fra l'adempimento di un obbligo restitutorio e risarcitorio disciplinato dal diritto civile e l'esercizio di una potestà autoritativa di acquisizione del bene di cui la stessa dispone in forza del regime speciale ad essa assicurato dal diritto amministrativo.

Il titolare del potere ablativo ha il dovere si risolvere la situazione di illegittima occupazione di un bene privato, o mediante la sua restituzione, ai legittimi proprietari, o mediante l'esercizio dei propri poteri negoziali addivenendo ad un accordo transattivo che determini il definitivo trasferimento (su base negoziale) della proprietà dell'immobile, verso il pagamento di quanto stabilito di comune accordo con gli interessati, o mediante l'applicazione dell'art. 42bis del D.P.R. n. 327/2001, provvedendo all'acquisizione autoritativa del bene ex art. 42 bis con effetto ex nunc e con la corresponsione del necessario indennizzo, effettuando anche il doveroso risarcimento del danno per l'occupazione illegittima.

Dalla condizione d'illecita detenzione (e trasformazione) del suolo di proprietà privata, consegue "ex se", l'obbligo civilistico di ripristino del diritto di proprietà medi... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...uzione dei suoli occupati, detenuti e trasformati in assenza di titolo legittimante, previa demolizione dei manufatti ivi realizzati, nonché il diritto al risarcimento del danno per l'occupazione illegittima; ove la P.A. (o l'Ente preposto) ritenga necessario continuare a utilizzare i fondi deve acquisirli legittimamente o mediante lo strumento autoritativo (art. 42 bis, d.P.R. n. 327/2001, con le conseguenze patrimoniali indicate) ovvero con gli ordinari strumenti privatistici con il consenso dei privati anche in relazione ai corrispettivi patrimoniali da acquisirsi.

PATOLOGIA --> OPERA PUBBLICA --> OCCUPAZIONE ILLEGITTIMA --> CONSEGUENZE E RIMEDI --> ACQUISIZIONE SANANTE

Va escluso che la realizzazione dell'opera pubblica rappresenti un impedimento alla possibilità di restituire l'area illegittimamente appresa. Nondimeno, in ipotesi di tal genere, l'ordinamento vigente consente all'ente espropriante di procedere in via postuma all'acquisto della proprietà del bene, attraverso la procedura di cui all'art. 42-bis del T.U. 8 giugno 2001 n. 327.

In caso di occupazione di un'area privata per scopi di interesse pubblico, divenuta illegittima per inutile decorrenza dei termini, stante l'assenza di un titolo... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... efficace, idoneo al trasferimento della proprietà (decreto di esproprio, contratto, provvedimento di acquisizione sanante ex art. 42 bis), deve essere affermata la permanenza della situazione di illiceità, in relazione alla quale la parte che ha il possesso dell'area è tenuta a restituire l'area illegittimamente occupata, previa rimessione nel pristino stato, fatta salva tuttavia la possibilità dell'amministrazione che utilizza sine titulo l'area de qua di verificare la sussistenza dei presupposti per l'emanazione di un provvedimento di acquisizione sanante, ai sensi dell'art. 42-bis del d.P.R. n. 327/2001.

Qualora ci sia stata una deviazione patologica dallo schema legale, ove sul bene del privato sia stata realizzata un'opera pubblica e le parti non abbiano concluso un accordo traslativo, l'adeguamento della situazione di fatto a quella di diritto può essere disposta con l'esercizio del potere previsto dall'art. 42 bis del d.P.R. n. 327 del 2001 e dunque mediante l'adozione di un provvedimento – non avente efficacia retroattiva – di acquisizione al patrimonio indisponibile del bene privato utilizzato per la realizzazione dell'opera pubblica. In assenza dell'esercizio del potere previsto dall'art. 42 bis, la illegit... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...zione di un bene privato, sia pure preordinata alla realizzazione di un'opera pubblica, determina l'obbligo di restituzione nei confronti del proprietario.

Se è vero che l'Amministrazione che occupa illegittimamente un bene privato ha l'obbligo, in base al diritto civile, di procedere alla restituzione del bene e di risarcire il danno, è anche vero che la stessa, ai sensi dell'art. 42-bis d.p.r. n. 327/2001, dispone del potere, in base al diritto amministrativo, di procedere all'acquisizione del bene immobile utilizzato per scopi di interesse pubblico, previa valutazione degli interessi in conflitto, ponendosi per l'Amministrazione un'alternativa fra l'adempimento di un obbligo restitutorio e risarcitorio disciplinato dal diritto civile e l'esercizio di una potestà autoritativa di acquisizione del bene di cui la stessa dispone in forza del regime speciale ad essa assicurato dal diritto amministrativo.

PATOLOGIA --> OPERA PUBBLICA --> OCCUPAZIONE ILLEGITTIMA --> CONSEGUENZE E RIMEDI --> RIEDIZIONE DEL PROCEDIMENTO ESPROPRIATIVO

L'Amministrazione può legittimamente apprendere il bene privato illegittimamente occupato facendo uso unicamente dei due strumenti tipici, ossia il contratto, tramite l'ac... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...del consenso della controparte, o il provvedimento, e quindi anche in assenza di consenso ma tramite la riedizione del procedimento espropriativo con le sue garanzie; a queste due opzioni va aggiunto il possibile ricorso allo strumento di cui all'art. 42 bis del d.P.R. n. 327/2001.

PATOLOGIA --> OPERA PUBBLICA --> OCCUPAZIONE ILLEGITTIMA --> CONSEGUENZE E RIMEDI --> TRANSAZIONI

Anche a seguito dell'entrata in vigore del testo unico, in assenza della conclusione 'fisiologica' del procedimento espropriativo con l'adozione del decreto di esproprio oppure con un accordo di cessione tra l'Autorità espropriante e il proprietario del bene, il proprietario di un suolo illegittimamente occupato può trasferire il predetto bene all'Amministrazione con una manifestazione di volontà resa nei modi di legge nell'ambito di un accordo transattivo in cui le parti concordino anche il valore del trasferimento a prescindere dalla quantificazione dell'indennità, secondo i relativi principi contenuti nel testo unico sugli espropri.

In assenza della conclusione 'fisiologica' del procedimento espropriativo con l'adozione del decreto di esproprio oppure con un accordo di cessione tra l'Autorità espropriante e il p... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... del bene, il proprietario di un suolo illegittimamente occupato può trasferire il predetto bene all'Amministrazione con una manifestazione di volontà resa nei modi di legge nell'ambito di un accordo transattivo in cui le parti concordino anche il valore del trasferimento a prescindere dalla quantificazione dell'indennità, secondo i relativi principi contenuti nel testo unico sugli espropri.

Qualora non si sia giunti ad una definizione fisiologica del procedimento ablatorio, il bene del privato sia stato oggetto di irreversibile trasformazione in seguito alla realizzazione dell'opera pubblica e le parti non abbiano concluso un accordo traslativo, si deve necessariamente procedere ad un adeguamento della situazione di fatto a quella di diritto. A tale risultato può giungersi mediante l'adozione da parte dell'Ente espropriante di un provvedimento di acquisizione sanante ai sensi dell'art. 42-bis d.P.R. n. 327 del 2001.



 
 Il pdf da cui è tratto questo articolo si acquista con pochi click e si scarica subito dopo il pagamento. Per maggiori info clicca qui.


© COPYRIGHT. È ammessa la riproduzione del contenuto solo con la citazione della fonte e del link

ALTRI ARTICOLI CHE POTREBBERO INTERESSARTI