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Obbligo giuridico della p.a. di far venir meno l’occupazione sine titulo


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titolo:OCCUPAZIONI ED ESPROPRI ILLEGITTIMI PER PUBBLICA UTILITÀ
anno:2019
pagine: 7956 in formato A4, equivalenti a 13525 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
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Avvocato, Responsabile Servizio Espropri Amministrazione provinciale di Catanzaro

PATOLOGIA --> OPERA PUBBLICA --> OCCUPAZIONE ILLEGITTIMA --> CESSAZIONE

L'amministrazione ha l'obbligo giuridico di far venir meno l'occupazione sine titulo, con l'adeguamento della situazione di fatto a quella di diritto, disponendo la riduzione in pristino attraverso la restituzione del terreno ai legittimi titolari e la demolizione di quanto realizzato, ovvero attivandosi perché vi sia un titolo di acquisto dell'area da parte del soggetto attuale possessore.

Ove la procedura non si sia conclusa con un decreto di esproprio o con un altro atto di trasferimento capace di estinguere il diritto dominicale, permane la proprietà del bene in capo ai legittimi proprietari e, finché perdura l'illegittima occupazione, la P.A. ha l'obbligo di farla cessare e di adeguare la situazione di fatto a quella di diritto, mediante o l'emanazione del provvedimento di acquisizione sanante ex art. 42 bis del d.P.R. n. 327/2001 oppure la restituzione ai proprietari dei beni illecitamente occupati nel loro stato originario.

In caso di scadenza dei termini di esproprio, a fronte della richiesta del proprietario di addivenire alla conclusione del procedimento di cessione volontaria, non è consentito all'amministrazione di s... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...la suddetta conclusione (da essa stessa perseguita durante l'iter espropriativo) sostenendo che non vi sarebbe alcun obbligo di acquisizione del cespite immobiliare privato con metodo consensuale, in aperta violazione del principio di buona fede e di leale collaborazione tra P. A. e privati, oppure, alternativamente, di sottrarsi all'obbligo di concludere lo stesso procedimento, previo abbandono del metodo consensuale, mercé l'adozione degli atti idonei a sanare la situazione d'illecito permanente venutasi a creare in mancanza dell'emanazione di un valido atto d'esproprio.

Si esclude, in caso di mancata o tardiva emissione del decreto di espropriazione, la possibilità di ricollegare alla trasformazione del fondo occupato senza titolo e/o alla successiva scadenza del termine di efficacia del decreto di occupazione l'acquisto della proprietà da parte della Pubblica Amministrazione, indipendentemente dall'esistenza di una valida ed efficace dichiarazione di pubblica utilità, dovendosi ravvisare nella fattispecie dell'occupazione illegittima un illecito a carattere permanente, destinato a cessare soltanto per effetto della restituzione dell'immobile in favore del proprietario o dell'adozione di uno specifico atto o provvedimento che ne prev... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ferimento in favore dell'Amministrazione, ovvero dell'usucapione da parte di quest'ultima, o ancora della rinuncia alla proprietà implicita nell'esercizio dell'azione risarcitoria avente ad oggetto il riconoscimento dell'equivalente monetario del bene.

L'intervenuta realizzazione dell'opera pubblica sul fondo illegittimamente occupato, costituisce in sé un mero fatto, non in grado di assurgere a titolo dell'acquisto del bene e come tale inidoneo a determinare il trasferimento della proprietà in capo alla P.A.. Dunque, ove la procedura non si sia conclusa con un decreto di esproprio o con un altro atto di trasferimento capace di estinguere il diritto dominicale, permane la proprietà del bene in capo ai legittimi proprietari e, fintantoché perdura l'illegittima occupazione, la P.A. ha l'obbligo di farla cessare e di adeguare la situazione di fatto a quella di diritto, mediante o l'emanazione del provvedimento di acquisizione sanante ex art. 42 bis del d.P.R. n. 327/2001 oppure la restituzione ai proprietari dei beni illecitamente occupati nel loro stato originario.

La condizione di illiceità di un'occupazione abusiva di un suolo privato da parte della p.a. può cessare solo in conseguenza: a) della resti... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... fondo; b) di un accordo transattivo; c) della rinunzia abdicativa da parte del proprietario implicita nella richiesta di risarcimento del danno per equivalente monetario a fronte della irreversibile trasformazione del fondo; d) di una compiuta usucapione, ma solo nei ristretti limiti individuati dal Consiglio di Stato; e) di un provvedimento acquisitivo emanato ex art. 42-bis del d.P.R. n. 327/2001.

L'occupazione illegittima viene a cessare solo in conseguenza: a) della restituzione del fondo; b) di un accordo transattivo; c) della rinunzia abdicativa da parte del proprietario implicita nella richiesta di risarcimento del danno per equivalente monetario a fronte della irreversibile trasformazione del fondo; d) di una compiuta usucapione, ma solo entro ristretti limiti onde evitare che sotto mentite spoglie si reintroduca una forma surrettizia di espropriazione indiretta in violazione dell'art. 1 del Protocollo addizionale della Cedu; e) di un provvedimento emanato ex art. 42-bis del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 (T.U. espropriazione per p.u.).

Ove il procedimento espropriativo sia stato oggetto di annullamento in sede giurisdizionale e si sia addivenuti alla realizzazione dell'opera pubblica, si concretizza un illecito permanente. A tale situazione ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ograve; porre fine o con la restituzione del bene ancora di proprietà del privato, previa rimozione delle opere, salvo il risarcimento dei danni, ove ad una rinnovata valutazione ritenga non attuale e prevalente l'interesse pubblico all'eventuale acquisizione dei fondi; ovvero con l'adozione di un formale provvedimento di acquisizione avente effetti non retroattivi ex art. 42 bis DPR 327/2001, previa corresponsione del valore venale del bene, maggiorato di un indennizzo per il pregiudizio patrimoniale e non patrimoniale subito.

La condotta illecita dell'amministrazione, quale che sia stata la sua forma di manifestazione (vie di fatto, occupazione usurpativa, occupazione acquisitiva), non può comportare l'acquisizione del bene medesimo giacché essa configura un illecito permanente ex art. 2043 c.c.. La suddetta condizione di illiceità può cessare solo in conseguenza: a) della restituzione del fondo; b) di un accordo transattivo; c) della rinunzia abdicativa (e non traslativa) da parte del proprietario implicita nella richiesta di risarcimento del danno per equivalente monetario a fronte della irreversibile trasformazione del fondo; d) di una compiuta usucapione, entro ristretti limiti; e) di un provvedimento acquisitivo emanato ex... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...s t.u. espropriazioni.

In caso di mancata conclusione di una procedura espropriativa, pur legittimamente intrapresa a seguito di dichiarazione di pubblica utilità e di occupazione di urgenza, l'occupazione dei suoli da parte dell'Amministrazione costituisce un illecito di carattere permanente che obbliga il soggetto espropriante a porvi fine e che giustifica la condanna dell'Amministrazione alla rimozione dei suoi effetti ed al risarcimento dei danni cagionati ai proprietari indebitamente privati della disponibilità dei suoli di loro proprietà.

L'Amministrazione che utilizza un bene privato illegittimamente detenuto ha l'obbligo giuridico indefettibile di far venir meno l'occupazione sine titulo e di adeguare la situazione di fatto a quella di diritto, prioritariamente restituendo l'immobile al legittimo titolare dopo aver demolito quanto realizzato, fatta salva la facoltà della "autorità che utilizza il bene" di ripristinare la legalità avvalendosi dell'art. 42 bis del d.P.R. n. 327 del 2001, mediante l'adozione di un provvedimento di acquisizione sanante, nel rispetto delle prescrizioni stabilite dalla norma.

Nel quadro normativo delineato dall'art. 42 bis TUES, le Amministrazioni hanno l'ob... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...dico di far venir meno - in ogni caso - l'occupazione sine titulo di proprietà privata e, quindi, di adeguare comunque la situazione di fatto a quella di diritto, sempre che non sia ragionevolmente possibile la restituzione, totale o parziale, del bene, previa riduzione in pristino, al privato illecitamente inciso nel suo diritto di proprietà.

L'occupazione illegittima per uso pubblico concretizza un illecito permanente, che l'occupante ha l'obbligo giuridico di fare cessare o attraverso la definizione del procedimento previsto dall'art. 42 bis D.P.R. n. 327/2001, ovvero con la restituzione del bene illecitamente occupato, previa la sua riduzione in pristino al ricorrente, legittimo proprietario: rimane in capo alla P.A. il potere-dovere di valutare se procedere alla restituzione delle aree indebitamente occupate o se emanare un provvedimento di ablazione postumo delle stesse.

Accertata l'assenza di un valido titolo di esproprio, e in presenza della modifica irreversibile del bene immobile e della sua utilizzazione, va affermato l'obbligo dell'Amministrazione di far venire meno l'occupazione senza titolo, restando, però, impregiudicata la discrezionale valutazione in ordine agli interessi in conflitto, a seguito della quale l'Am... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ne, ove ritenga di non restituire gli immobili al legittimo proprietario previa riduzione in pristino, potrà in via alternativa disporre l'acquisizione del bene ai sensi del citato art. 42 bis.

È obbligo di ogni P.A., nell'attuale quadro normativo in tema di espropriazione per p.u. e nella vigenza del citato art. 42-bis del DPR 327/2001, di far venir meno l'occupazione sine titulo di proprietà altrui e, quindi, di adeguare comunque la situazione di fatto a quella di diritto, perseguendo una tra le varie e possibili alternative che l'ordinamento indica per elidere in via definitiva l'occupazione illecita. Queste ultime vanno dalla restituzione totale o parziale del bene al suo titolare, previa riduzione in pristino, all'acquisto, fino all'acquisizione sanante ex art. 42-bis.

La fattispecie caratterizzata dalla illecita perdurante occupazione del fondo su cui sia stata realizzata un'opera pubblica è sottoposta ad una peculiare disciplina, per la quale l'adeguamento dello stato di fatto a quello di diritto si può avere (fermo restando il diritto al risarcimento del danno per il periodo di occupazione sine titulo) o con la restituzione dell'area (eventualmente con la demolizione di quanto realizzato) o con l'emanazione... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...dimento di acquisizione e la corresponsione a favore del proprietario di un importo superiore al valore venale del bene, secondo i parametri previsti dall'art. 42 bis del citato testo unico.

In caso di illegittima occupazione di beni privati per scopi di pubblica utilità, occorre riportare i beni occupati nella loro originaria consistenza, previo ripristino dello stato di fatto esistente al momento della occupazione d'urgenza, o, in alternativa, emanare un provvedimento di esproprio postumo, previo rinnovo della valutazione di attualità dell'interesse pubblico ad esso sotteso. Se si intenda riportare le aree indebitamente occupate nella loro originaria consistenza, dovrà essere risarcito il danno per tutto il periodo di illegittima apprensione dei suoli, con decorrenza dal momento di perfezionamento della fattispecie illecita sino al giorno della sua regolarizzazione. Se si intenda emanare un provvedimento di ablazione postumo, dovrà corrispondersi agli aventi diritto l'indennizzo di cui al primo comma dell'art. 42 bis. Rimane, in ogni caso, salva ogni ulteriore ipotesi di soluzione transattiva dei danni da corrispondersi ai ricorrenti.

La Pubblica Amministrazione ha l'obbligo di far venir meno l'occupazione illecita e di... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...a situazione di fatto a quella di diritto.

L'Amministrazione occupante ha l'obbligo di far venire meno la situazione di illecito venutasi a creare, dovendo scegliere, a tal fine ed alternativamente tra la restituzione dei terreni (con la corresponsione del risarcimento per il periodo di illegittima occupazione), ovvero l'adozione del decreto di acquisizione sanante ex art. 42 bis del DPR 327/01 (corrispondendo il relativo risarcimento secondo i parametri ivi disciplinati). Non risulta esclusa dall'ordinamento la possibilità per le parti di accordarsi per una cessione bonaria dell'immobile alla pubblica amministrazione con contestuale accordo per il ristoro dei danni derivanti dall'occupazione illegittima subita.

La scelta - tra acquisizione sanante o restituzione - che l'Amministrazione che occupa sine titulo un'area privata deve compiere, non è libera. Infatti l'art. 42-bis, primo comma, d.p.r. n. 327/2001, nell'affermare che l'Amministrazione, valutati gli interessi in conflitto, "può" disporre che il bene sia acquisito al suo patrimonio indisponibile, non attribuisce all'autorità una semplice facoltà, ma le conferisce una potestà, cioè l'esercizio obbligatorio di un potere funzionalizzato alla cura... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...esse pubblico. Ne consegue che l'Amministrazione ha un vero e proprio obbligo di esercitare tale potere qualora il suo esercizio, all'esito della valutazione sugli interessi in conflitto, risulti meglio corrispondere all'interesse pubblico rispetto alla soluzione alternativa consistente nella restituzione dell'immobile.

L'Amministrazione ha l'obbligo giuridico di far venir meno la occupazione sine titulo e cioè deve adeguare la situazione di fatto a quella di diritto, disponendo la riduzione in pristino attraverso la restituzione del terreno ai legittimi titolari e la demolizione di quanto realizzato, ovvero attivandosi perché vi sia un titolo di acquisto dell'area da parte del soggetto attuale possessore.

Il titolo di acquisto dell'area privata illegittimamente occupata, può configurarsi mediante accordo tra il soggetto attuale possessore e il proprietario dei beni interessati al fine di addivenire a una cessione volontaria, ovvero mediante il provvedimento ex articolo 42-bis TUES.

Quale che sia la sua forma di manifestazione, la condotta illecita dell'amministrazione incidente sul diritto di proprietà non può comportare l'acquisizione del fondo e configura un illecito permanente ex art. 2043 c.c., ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... cessare solo in conseguenza: della restituzione del fondo; di un accordo transattivo; della rinunzia abdicativa da parte del proprietario implicita nella richiesta di risarcimento del danno per equivalente monetario a fronte della irreversibile trasformazione del fondo; di una compiuta usucapione; di un provvedimento emanato ex art. 42 –bis t.u.es.

Alla luce di quanto affermato dalla più recente giurisprudenza della Corte costituzionale (sentenza 30 aprile 2015 n. 71), delle Sezioni unite della Corte di cassazione (sentenze 19 gennaio 2015 n. 735, 29 ottobre 2015 n. 22096 e 25 luglio 2016 n. 15283) e dell'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato (sentenza 9 febbraio 2016 n. 2), l'illecito permanente viene a cessare solo in conseguenza: I) della restituzione del fondo; II) di un accordo transattivo; III) della rinunzia abdicativa da parte del proprietario implicita nella richiesta di risarcimento del danno per equivalente monetario a fronte della irreversibile trasformazione del fondo; IV) di una compiuta usucapione; V) di un provvedimento emanato ex art. 42 –bis t.u. espr.

L'illecita occupazione e, quindi, il fatto lesivo permangono fino al momento della realizzazione di una delle fattispecie legalmente idonee all'acquisto della ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...rave;, indipendentemente dal fatto che questo evento avvenga consensualmente o autoritativamente.

Sia in ipotesi di occupazione acquisitiva che usurpativa resta esclusa l'acquisizione autoritativa del bene alla mano pubblica. Trattandosi, dunque, sempre, di un'ipotesi d'illecito permanente, lo stesso viene a cessare, solo, per effetto della restituzione, di un accordo transattivo, della compiuta usucapione da parte dell'occupante che lo ha trasformato, ovvero della rinunzia del proprietario al suo diritto, implicita nella richiesta di risarcimento dei danni per equivalente.

La sentenza Sezioni Unite n. 735 del 2015, ha superato l'argomento secondo cui l'occupazione c.d. usurpativa si differenza da quella c.d. appropriativa; trattandosi, dunque, sempre, di un'ipotesi d'illecito permanente, lo stesso viene a cessare, solo, per effetto della restituzione, di un accordo transattivo, della rinunzia del proprietario al suo diritto, implicita nella richiesta di risarcimento dei danni per equivalente, ovvero della pregressa maturata usucapione ventennale da parte dell'occupante che lo ha trasformato.

Secondo la giurisprudenza ormai consolidata, la condotta illecita dell'amministrazione incidente sul diritto di proprietà, quale che sia... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ma di manifestazione (vie di fatto, occupazione usurpativa, occupazione acquisitiva) non può comportare l'acquisizione del fondo e configura un illecito permanente ex art. 2043 c.c.; essa viene a cessare solo in conseguenza: a) della restituzione del fondo; b) di un accordo transattivo; c) della rinunzia abdicativa da parte del proprietario implicita nella richiesta di risarcimento del danno per equivalente monetario a fronte della irreversibile trasformazione del fondo; d) di una compiuta usucapione.

La condotta di illecito permanente della P.A. viene a cessare solo in conseguenza di una delle ipotesi seguenti: a) della restituzione del fondo al privato da parte dell'Autorità che l'ha occupato; b) di un accordo transattivo, ivi compresa la cessione volontaria mediante atto di compravendita; c) della rinunzia abdicativa, d) di una compiuta usucapione; e) di un provvedimento emanato ex art. 42-bis del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327.

L'illecita occupazione, e quindi il fatto lesivo, permangono fino al momento della realizzazione di una delle due fattispecie legalmente idonee all'acquisto della proprietà, indifferentemente dal fatto che questo evento avvenga consensualmente o autoritativamente.



 
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