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L’istituto dell'acquisizione sanante disciplinato dall'art. 42-bis tues ha portata eccezionale e residuale


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titolo:OCCUPAZIONI ED ESPROPRI ILLEGITTIMI PER PUBBLICA UTILITÀ
anno:2019
pagine: 7956 in formato A4, equivalenti a 13525 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
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Avvocato, Responsabile Servizio Espropri Amministrazione provinciale di Catanzaro

PATOLOGIA --> OPERA PUBBLICA --> OCCUPAZIONE ILLEGITTIMA --> ACQUISIZIONE SANANTE --> ART. 42 BIS DPR 327/2001 --> ECCEZIONALITÀ

All'istituto disciplinato dall'art. 42-bis tues va attribuita portata eccezionale e residuale, non potendosi ritenere che l'introduzione della disposizione in commento e la sua successiva "conferma" ad opera della sentenza della Corte Costituzionale n. 71 del 20 aprile 2015 equivalgano a legittimare una generalizzata deroga ai canoni ordinari ai quali debbono attenersi le procedure espropriative.

Il vulnus al diritto di proprietà non è riconducibile ad una mera comunicazione informativa preannunciante le intenzioni dell'Amministrazione, bensì al comportamento successivamente tenuto dall'Amministrazione, che ha occupato, senza averne titolo, la proprietà del ricorrente medesimo, ritenendo di potere regolarizzare ex post la violazione inferta alla sua sfera giuridica. Come se il procedimento di acquisizione sanante non culminasse in un provvedimento assolutamente eccezionale emanabile al ricorrere di stringenti presupposti, cui corrisponde un obbligo di motivazione rafforzato, bensì costituisse un'opzione alternativa equivalente al procedimento espropriativo, riferibile... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... delle scelte discrezionali demandate alla P.A..

L'art. 42-bis configura un procedimento ablatorio eccezionale e sui generis, caratterizzato da una precisa base legale, semplificato nella struttura, complesso negli effetti (che si producono sempre e comunque ex nunc), il cui scopo non è quello di sanatoria di un precedente illecito perpetrato dall'Amministrazione (perché altrimenti integrerebbe una espropriazione indiretta per ciò solo vietata), bensì quello autonomo, rispetto alle ragioni che hanno ispirato la pregressa occupazione contra ius, consistente nella soddisfazione di imperiose esigenze pubbliche, redimibili esclusivamente attraverso il mantenimento e la gestione di qualsiasi opera dell'infrastruttura realizzata sine titulo.

La ratio del provvedimento di acquisizione, disciplinato dall'art. 42 bis del TU sulle espropriazioni è quella di consentire alla P.A. di riprendere a muoversi nell'alveo della legalità amministrativa, esercitando una funzione amministrativa ritenuta meritevole di tutela privilegiata, in funzione degli scopi di pubblica utilità perseguiti, sebbene emersi successivamente alla consumazione di un illecito ai danni del privato cittadino. Il provvedimento non ha effetto retr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ostituisce l'extrema ratio per la soddisfazione di attuali ed eccezionali ragioni di interesse pubblico, senza essere espressione di un potere meramente rimediale rispetto ad un pregresso illecito.

Non è legittimo il provvedimento di acquisizione sanante ex art. 42-bis tues se dalla sua motivazione non emergano le eccezionali ragioni di interesse pubblico ostative alla restituzione del bene illegittimamente appreso e trasformato, in quanto l'acquisizione coattiva si pone come extrema ratio per la tutela di imperiose esigenze pubbliche (non riscontrate nella fattispecie, trattandosi di area destinata a modesta porzione di un posteggio pubblico, realizzabile anche dai privati, e in presenza di alternative ancorché onerose).

L'ampiezza della discrezionalità amministrativa va delimitata alla luce dell'obbligo giuridico di far venir meno l'occupazione sine titulo e di adeguare la situazione di fatto a quella di diritto, la quale ultima non risulta mutata neppure a seguito di trasformazione irreversibile del fondo. Ne deriva che l'adozione dell'atto acquisitivo è consentita esclusivamente allorché costituisca l'extrema ratio per la soddisfazione di "attuali ed eccezionali ragioni di interesse pubblico", come recita lo s... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...42-bis del T.U. delle espropriazioni, e precisamente, allorché siano state escluse, all'esito di un'effettiva comparazione con i contrapposti interessi privati, altre opzioni, compresa la cessione volontaria mediante atto di compravendita, e non sia ragionevolmente possibile la restituzione, totale o parziale, del bene, previa riduzione in pristino, al privato illecitamente inciso nel suo diritto di proprietà.

Difettano i presupposti richiesti dall'art. 42-bis dPR 327/2001, non sussistendo attuali ed eccezionali ragioni di interesse pubblico, quando il bene da acquisire consista in una porzione limitata di area verde e di un campo da tennis, ove per l'area verde non sia stata dimostrata la impossibilità di soddisfare con altre aree il fabbisogno di verde pubblico. Parimenti la previsione di un singolo campo da tennis (in aggiunta a quelli privati già esistenti) non può configurare un'eccezionale ragione di interesse pubblico.

L'obbiettivo istituzionale dell'art. 42 bis Tues di ridurre a legalità un'occupazione illegittima, deve emergere da un percorso motivazionale - stringente e assistito da garanzie partecipative rigorose - basato sull'emersione di ragioni attuali ed eccezionali che dimostrino in modo chia... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...prensione coattiva si pone come extrema ratio per la tutela di siffatte imperiose esigenze pubbliche.

All'istituto dell'acquisizione sanante va attribuita portata eccezionale e residuale, non potendosi ovviamente ritenere che l'introduzione della disposizione in commento e la sua successiva "conferma" ad opera della sentenza della Corte Costituzionale n. 71/2015 equivalgano a legittimare una generalizzata deroga ai canoni ordinari ai quali debbono attenersi le procedure espropriative.

La disposizione di cui all'art. 42 bis D.P.R. 327/2001, introduce una norma di natura eccezionale. Un atto definibile come espropriazione in sanatoria stricto sensu, e basato sulla illiceità dell'occupazione di un bene altrui, infatti, segnerebbe una interruzione della consequenzialità logica della disciplina generale (europea e nazionale) di riferimento in materia di acquisizione coattiva della proprietà privata. L'art. 42-bis, invece, configura un procedimento ablatorio sui generis, caratterizzato da una precisa base legale, il cui scopo non è quello di sanatoria di un precedente illecito perpetrato dall'Amministrazione, bensì quello autonomo consistente nella soddisfazione di imperiose esigenze pubbliche, redimibili esclusivamente ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...il mantenimento e la gestione di qualsiasi opera dell'infrastruttura realizzata sine titulo.

In caso di occupazione originariamente sine titulo o divenuta tale, vigente l'art. 42 bis d.P.R. n. 327 del 2001, le Amministrazioni hanno l'obbligo giuridico di far venir meno — in ogni caso — l'occupazione sine titulo e, quindi, di adeguare la situazione di fatto a quella di diritto; tuttavia, l'adozione dell'atto di acquisizione ex art. 42-bis costituisce l'extrema ratio ed è praticabile solo quando siano state escluse, all'esito di una effettiva comparazione con i contrapposti interessi privati, altre opzioni, compresa la cessione volontaria mediante atto di compravendita, e non sia ragionevolmente possibile la restituzione, totale o parziale, del bene, previa riduzione in pristino, al privato illecitamente inciso nel suo diritto di proprietà.

La facoltà di acquisizione sanante accordata all'amministrazione dall'articolo 42-bis del dPR 327/2001 è eccezionale e deve essere restrittivamente applicata.

L'art. 42-bis DPR 327/2001, configura un procedimento ablatorio sui generis, di apprensione coattiva che si pone come extrema ratio, il cui scopo autonomo, rispetto alle ragioni che hanno ispirato la preg... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...azione contra ius, consiste nella soddisfazione di imperiose esigenze pubbliche, redimibili esclusivamente attraverso il mantenimento e la gestione di qualsiasi opera realizzata sine titulo. Coerente con questa impostazione sono le importanti guarentigie previste per il destinatario dell'atto di acquisizione sotto il profilo della misura dell'indennizzo.

L'art. 42 bis DPR 327/2001 introduce una norma di natura eccezionale; tale conclusione è coerente con l'impostazione tradizionale che considera a tale stregua le norme limitatrici della sfera giuridica dei destinatari, con particolare riguardo a quelle che attribuiscono alla P.A. un potere ablatorio. Un atto definibile come espropriazione in sanatoria stricto sensu, e basato sulla illiceità dell'occupazione di un bene altrui, infatti, segnerebbe un'interruzione della consequenzialità logica della disciplina generale (europea e nazionale) di riferimento in materia di acquisizione coattiva della proprietà privata, ponendosi in contrasto con essa attraverso una discriminazione – pure sancita dalla legge - del trattamento giuridico di situazioni soggettive che altrimenti sarebbero destinatarie della disciplina generale.

S'impone l'indefettibile necessità, ex art.... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...prel. c.c., di una esegesi rigorosa dell'art. 42 bis DPR 327/2001 che sia, ad un tempo, conforme al sistema di tutela della proprietà privata disegnato dalla CEDU ma rispettosa del valore costituzionale della funzione sociale della proprietà privata sancito dall'art. 42, co. 2, Cost. (che costituisce il fondamento del potere attribuito alla P.A.), secondo un approccio metodologico basato su una visione sistemica, multilivello e comparata della tutela dei diritti, a sua volta incentrata sulla considerazione dell'ordinamento nel suo complesso, quale risultante dalla interazione fra norme (interne e internazionali) e principi delle Corti (interne e sovranazionali).

L'art. 42 bis DPR 327/2001 ha evitato che si riproducesse il vulnus arrecato dal superato art. 43 t.u. espr., ovvero la possibilità, accordata dalla norma all'epoca vigente, di far regredire la property rule (che dovrebbe assistere il privato titolare della risorsa), a liability rule (con facoltà della pubblica amministrazione di acquisire a propria discrezione l'altrui bene con il solo pagamento di una compensazione pecuniaria), introducendo pragmaticamente una regola di second best, da un lato, riducendo al minimo l'ambito applicativo dell'appropriazione coattiva, dall'altro, ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e tale strumento divenga di uso routinario configurandosi come una normale alternativa all'espropriazione ordinaria.

A seguito dell'annullamento del decreto di esproprio l'Amministrazione è tenuta a restituire il bene previa riduzione in pristino, fermo restando l'obbligo di risarcire il danno secondo i criteri di legge, o farne acquisto con atto di compravendita o ancora - ma solo come extrema ratio, quando cioè non sussistano "ragionevoli alternative", da valutarsi secondo "uno stringente onere motivazionale" - adottare un provvedimento di acquisizione sanante a norma dell'art. 42 bis t.u. (secondo la lettura che ne dà Corte costituzionale, 30 aprile 2015, n. 71, conclusivamente al par. 6.9.1.).

L'emanazione di un atto di acquisizione coattiva ex art. 42 bis DPR 327/2001 deve rispettare i dettami della sentenza della Corte Cost. 30 aprile 2015 n. 71, secondo al quale l'adozione del provvedimento acquisitivo presuppone una valutazione comparata degli interessi in conflitto, qualitativamente diversa da quella tipicamente effettuata nel normale procedimento espropriativo. Non si tratta, secondo la Corte, soltanto, di valutare genericamente un'eccessiva difficoltà od onerosità delle alternative a disposizione dell'... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ione, secondo un principio già previsto in generale dall'art. 2058 cod. civ., ma è necessario che costituisca l'extrema ratio per la soddisfazione di "attuali ed eccezionali ragioni di interesse pubblico", come recita lo stesso art. 42-bis e non sia ragionevolmente possibile la restituzione.

Il rispetto del principio di legalità e di tipicità (desumibile anche in relazione ai precetti contenuti negli artt. 3,24,42,97 Cost), nel procedimento ablatorio assume particolare importanza, tanto per garantire la partecipazione effettiva dei privati, nell'influenzare positivamente l'attività amministrativa (ex artt. 11 e 16 D.P.R 327/01), e giustificare, come più opportuna, la scelta di sacrificare la proprietà privata; tanto per non legittimare l'espropriazione indiretta (condannata dalla Corte europea in quanto incompatibile con la Convenzione, in particolare con l'art.1 del Protocollo 1), che non può, con l'adozione del potere sanante, anche qualora derivi da una disposizione di legge, rappresentare un'alternativa ad un'espropriazione adottata secondo la buona e debita forma.

Data la natura eccezionale e derogatoria dell'art. 42 bis DPR 327/2001, non può ipotizzarsene un'applicazione analogica.... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... />

 
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