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L'onere della prova nella determinazione dell'indennità di espropriazione e di opposizione alla stima


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titolo:DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ DI ESPROPRIO
anno:2015
pagine: 581 in formato A4, equivalenti a 988 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 25,00

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GIUDIZIO --> DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ --> CONDIZIONI --> DECRETO DI ESPROPRIO --> ONERE DELLA PROVA

Sintesi: Il decreto di esproprio costituisce condizione dell'azione di determinazione dell'indennità di espropriazione; a nulla rileva quale soggetto processuale lo abbia prodotto, né in quale fase del processo sia avvenuta la produzione, comunque consentita a ciascuno di detti soggetti (perfino nel giudizio di legittimità), fino alla rimessione della causa al collegio.


Estratto: «D'altra parte il decreto di esproprio costituisce condizione dell'azione di determinazione dell'indennità di espropriazione sicché è sufficiente, che venga ad esistenza prima della decisione della causa per rendere ammissibile l'opposizione alla stima; ed a nulla rileva quale soggetto processuale lo abbia prodotto,né in quale fase del processo sia avvenuta la produzione, comunque consentita a ciascuno di detti soggetti (perfino nel giudizio di legittimità) fino alla rimessione della causa al collegio (Cass. 14080/2009; 20997/2008; 4703/2006).»

Sintesi: La connotazione concettuale del decreto di esprop... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ondizione dell'azione di determinazione dell'indennità di espropriazione e non di presupposto processuale, consente la verifica della sussistenza dello stesso fino al momento della decisione. Tale principio dev'essere tuttavia integrato con le regole processuali sulla tempestiva assunzione di mezzi di prova; ne consegue che nel giudizio di primo grado (quale è l'opposizione alla stima, devoluta alla competenza per materia della corte d'appello), la prova è consentita fino all'udienza di prima comparizione delle parti e trattazione della causa (ex art. 183 c.p.c.), salva la concessione di un termine ad hoc, o la rimessione in termini ex art. 184 bis c.p.c..

Sintesi: In ipotesi di azione di determinazione dell'indennità di espropriazione e di opposizione alla stima, non è ammissibile la produzione del decreto di espropriazione nel giudizio di legittimità, non trattandosi di documento volto a dimostrare la nullità della sentenza impugnata per error in procedendo o l'ammissibilità del ricorso; ne consegue che il fatto nuovo dell'avveramento della condizione dell'azione, in astratto verificabile anche nel giudizio di cassazione, può essere apprezzato solo se pacifico.

[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ecreto_ablativo">Estratto: «Al riguardo, va premesso, in sede dogmatica, che l'azione di determinazione dell'indennità di esproprio trova causa nella procedura espropriativa ritualmente definita mediante la pronuncia del decreto ablativo, che, segnando il momento del trasferimento della proprietà dell'immobile, a titolo originario, all'ente espropriante, nonché della sostituzione del diritto reale del proprietario con il credito al giusto indennizzo, costituisce condizione indefettibile dell'azione stessa. Il decreto d'esproprio assurge quindi ad elemento essenziale della fattispecie costitutiva; cosicché l'espropriando non può chiedere, in difetto di esso, la determinazione giudiziale dell'indennità, né proporre l'opposizione alla stima compiuta dagli organi amministrativi (Cass., sez. 1^, 25 Maggio 2006, n. 12.408).Nel caso in esame, tale provvedimento non era ancora stato emesso alla data della decisione del giudice d'appello; onde, la mancata integrazione della fattispecie ha indotto ad un'implicita dichiarazione di improcedibilità della domanda di determinazione dell'indennità di espropriazione da parte della corte territoriale, che ha proceduto alla liquidazione della sola indennità di occupazi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...otazione concettuale di condizione dell'azione, e non di presupposto processuale, del decreto in questione (Cass., sez. unite, 20 Giugno 2000, n. 453), ne consente, peraltro, la verifica fino al momento della decisione. Ma tale principio di diritto enunciato in diversi precedenti (e plurimis, Cass., sez. 1^, 22 Novembre 2002, n. 16.494) dev'essere integrato con le regole processuali sulla tempestiva assunzione di mezzi di prova, incluse le prove documentali. Non è pertanto ammissibile la produzione del decreto di espropriazione nel giudizio di legittimità, non trattandosi di documento volto a dimostrare la nullità della sentenza impugnata per error in procedendo o l'ammissibilità del ricorso (art. 372 c.p.c.; Cass., sez. 1^, 12 Ottobre 2007, n.21.434).La prova dell'esistenza (sopravvenuta) della condizione dell'azione resta quindi consentita nel rispetto dei termini perentori, a pena di decadenza, propri del processo civile riformato: e cioè, nel caso di giudizio di primo grado (quale in effetti è l'opposizione alla stima, devoluta alla competenza per materia della corte d'appello), fino all'udienza di prima comparizione delle parti e trattazione della causa (attualmente prevista dall'art. 183 c.p.c.): salva la concessione di un termine ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a rimessione in termini ex art. 184 bis c.p.c., eventualmente autorizzata dallo stesso collegio dinanzi al quale si alleghi la sopravvenuta integrazione, nelle more, della condizione dell'azione rappresentata dal decreto d'esproprio.Nè la preclusione, dopo tale termine, può dirsi causa di pregiudizio ingiusto per l'attore, che ha intrapreso il giudizio accollandosi il rischio della ritardata, o addirittura carente emissione del decreto di esproprio in ipotesi di acquisizione alla mano pubblica in forza dell'irreversibile trasformazione del fondo, e che può iniziare ex novo l'opposizione, una volta emanato il decreto d'espropriazione oltre il termine perentorio per la sua deducibilità in giudizio (il che esclude l'effetto preclusivo del giudicato, limitato alle domande e alle relative prove astrattamente proponibili fino alla data di definitiva cristallizzazione del thema decidendum).Ne consegue che il fatto nuovo dell'avveramento della condizione dell'azione, in astratto verificabile anche nel giudizio di cassazione, può essere apprezzato solo se pacifico: non potendosi enucleare un principio generale di corrispondenza biunivoca tra deducibilità di fatti nuovi e ammissibilità della relativa prova in presenza del divieto di cui all... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ....p.c., che non contempla alcuna clausola di salvezza legata all'indisponibilità della stessa per causa non imputabile, né tanto meno alla sua indispensabilità ai fini della decisione (a differenza di quanto prevede l'art. 345 c.p.c., comma 3, per il giudizio di appello): divieto, del resto, consono alla natura del giudizio di legittimità, incompatibile con un'istruttoria - sia pure solo documentale - destinata ad aprirsi alla dialettica del contraddittorio, con relative controprove, nel rispetto del diritto di difesa di tutte le parti.In applicazione del principio, deve considerarsi pacifica, nella specie, l'emissione del decreto di esproprio, allegata dalla ricorrente e non contestata ex adverso nella sua veridicità storica. Il comune di Livorno si è infatti trincerato sulla linea difensiva di mero rito dell'inammissibilità della prova documentale; ma non ha smentito, in punto di fatto, l'accadimento storico dell'emissione del decreto d'esproprio, da intendersi quindi come ammesso. L'inferenza è tanto più solida, logicamente, in quanto il comune resistente è proprio l'autore del provvedimento allegato: onde, non è neppure pensabile un comportamento processuale di non contestazione privo di valenza pres... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ché dettato, in ipotesi, da mancata conoscenza della circostanza sopravvenuta.»

Sintesi: Essendo sufficiente che il decreto di esproprio venga ad esistenza prima della decisione della causa promossa con la domanda di determinazione dell'indennità, in ogni stato e grado del giudizio - perciò anche nel giudizio di legittimità - sia l'allegazione che la documentazione della sua sussistenza si sottraggono alle preclusioni che regolano la normale attività di deduzione e produzione delle parti.

Estratto: «Questa Corte, poi, ha ripetutamente affermato: a) che l'azione di determinazione dell'indennità di esproprio trova causa nella procedura espropriativa ritualmente definita mediante la pronuncia del decreto ablativo; il quale segnando il momento del trasferimento della proprietà dell'immobile a titolo originario dall'espropriato all'ente espropriante, nonché della sostituzione del diritto reale del primo in diritto al giusto indennizzo di cui all'art. 42 Cost., costituisce ontologicamente un'indefettibile condizione dell'azione suddetta, risolvendosi in un fatto indispensabile per integrarne la fattispecie costitutiva (v.,... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... Cass. sez. un. 4241/2004, 833/1999; 818/1999; 385/1999); b) che la pronuncia del decreto di espropriazione non si pone, infatti, quale presupposto processuale, cui sia subordinata l'esperibilità della domanda, ma si configura quale evento fattuale e nel contempo giuridico che condiziona il diritto all'indennità; per cui, seppure insussistente al momento della proposizione della domanda, consente al giudice di esaminare il merito della controversia se, al tempo della decisione, risulta essersi verificato (Cass. 6 marzo 1993 n. 1504; nel senso che il decreto di esproprio costituisce condizione dell'azione cfr. pure, oltre a Cass. n. 1626/96 cit., Cass. 20 ottobre 1994 n. 8555, 4 settembre 1999 n. 9382, 25 ottobre 1999 n. 746); c) che essendo sufficiente che lo stesso venga ad esistenza prima della decisione della causa, in ogni stato e grado del giudizio - perciò anche nel giudizio di legittimità - sia l'allegazione che la documentazione della sua sussistenza si sottraggono alle preclusioni che regolano la normale attività di deduzione e produzione delle parti.»

Sintesi: Ove sia certo che il decreto di esproprio sia stato emesso, e che dunque si sia verificata la fondamentale condizione dell'azione di determinazione dell'... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rave; di esproprio, se la parte interessata non abbia depositato il suddetto decreto, il Giudice non può limitarsi a dichiarare improcedibile l'azione, ma deve esaminare la domanda nel merito, dichiarandola eventualmente infondata ove l'assenza agli atti del provvedimento ablatorio non consenta in concreto l'accertamento di fondatezza della pretesa.

Sintesi: La carenza del decreto di esproprio, quale condizione dell'azione di opposizione alla stima è rilevabile, anche d'ufficio, in ogni stato e grado del giudizio, con la conseguenza che sia l'allegazione che la documentazione dell'esistenza del decreto di esproprio si sottraggono alle preclusioni che regolano la normale attività di deduzione e produzione delle parti.

Estratto: «Anche riguardo all'indennità di espropriazione, la sentenza in esame è censurabile nella parte in cui assume di non poter provvedere alla determinazione dell'indennità, essendo mancata l'esibizione del provvedimento, anche se la difesa delle attrici opponenti -argomenta il Giudice di merito - reiterava inspiegabilmente l'affermazione circa l'avvenuta adozione del decreto di esproprio, peraltro contestata dal Comune. Ques... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... ritenuto che ove sia certo che il decreto di esproprio sia stato emesso, e che dunque si sia verificata la fondamentale condizione dell'azione di determinazione dell'indennità di esproprio, se la parte interessata non abbia depositato il decreto da cui discende il suo diritto all'indennità, il Giudice non può limitarsi a dichiarare improcedibile l'azione, ma deve esaminare la domanda nel merito, dichiarandola eventualmente infondata ove l'assenza agli atti del provvedimento ablatorio non consenta in concreto l'accertamento di fondatezza della pretesa (Cass. 12.10.2000, n. 13573). Il decreto di esproprio costituisce una condizione dell'azione di opposizione alla stima ed è, quindi, sufficiente che venga ad esistenza prima della decisione della causa; la sua carenza è rilevabile, anche d'ufficio, in ogni stato e grado del giudizio, con la conseguenza che sia l'allegazione che la documentazione dell'esistenza del decreto di esproprio si sottraggono alle preclusioni che regolano la normale attività di deduzione e produzione delle parti (Cass. 22.11.2002, n. 16494: in quell'occasione, il decreto di espropriazione era stato prodotto, come nella causa in esame, al momento del deposito della conclusionale): la rimessione della causa al collegio... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e il limite temporale entro il quale le parti hanno facoltà di produrre nuovi documenti, con la conseguenza che questi, ove successivamente prodotti, non possono essere utilizzati ai fini della decisione; tuttavia, trattandosi di disciplina dettata nell'interesse delle parti, la sua inosservanza deve ritenersi sanata qualora la controparte non abbia sollevato la relativa eccezione in sede di discussione della causa davanti al collegio (Cass. 30.3.2000, n. 3892). La tardiva allegazione o produzione può avere effetti sulla regolamentazione delle spese.»

Sintesi: Alla luce dei principi secondo cui il giudice deve porre a base della sua decisione unicamente i fatti allegati dalle parti e i fatti pacifici tra le parti non hanno bisogno di essere provati salvo la ipotesi in cui la legge richiede per la prova degli stessi un atto scritto ad substantiam, deve essere dichiarata inammissibile l'opposizione all'indennità di esproprio qualora non sia stato prodotto dalle parti né risulti dagli atti la esistenza del decreto di esproprio che costituisce condizione della azione.

Sintesi: La dimostrazione dell'esistenza del decreto di esproprio (condizione della azione di opposizione alla stima) rientra nell'ambito... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ale attività probatoria ad opera delle stesse parti, nel senso che il relativo documento, rispondendo ad un interesse del proprietario "per la tutela di situazioni giuridicamente rilevanti", ben può essere da quest'ultimo ottenuto e prodotto in copia in giudizio; il medesimo proprietario non assolve pertanto all'onere della prova là dove si limiti a sollecitare l'esercizio del potere discrezionale del giudice di cui all'art. 213 c.p.c. .

Estratto: «a) che la pronuncia del decreto di esproprio costituisce non un presupposto processuale, bensì una condizione dell'azione, di opposizione alla stima, esperita per ottenere la determinazione definitiva della relativa indennità ed è, perciò, sufficiente che intervenga prima della decisione della causa, ovvero che sia giunta ad esistenza al momento della statuizione sulla domanda e non anche al momento della proposizione di quest'ultima (Cass. 4 settembre 1999, n. 9382; Cass. 20 giugno 2000, n. 8388; Cass. 22 novembre 2002, n. 16494; Cass. 2 marzo 2004, n. 4241);b) che, tuttavia, il principio secondo cui il giudice deve porre a base della sua decisione unicamente i fatti allegati dalle parti e l'altro seco... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...atti pacifici tra le parti non hanno bisogno di essere provati incontrano un limite allorquando la legge richiede per la prova di tali fatti un atto scritto ad substantiam, ciò che si verifica in relazione al decreto di esproprio, il quale, come ogni provvedimento tipico e nominato, esige una statuizione della Pubblica Amministrazione espressa ed esteriorizzata nell'atto, preordinata alla realizzazione degli specifici effetti per esso previsti dall'ordinamento, onde deve essere dichiarata inammissibile l'opposizione all'indennità di esproprio là dove il decreto medesimo non sia stato prodotto dalle parti né risulti dagli atti la sua esistenza (Cass. 10 agosto 2001, n. 11054; Cass. 3 marzo 2006, n. 4703);c) che, più in particolare, la dimostrazione dell'esistenza del decreto di esproprio rientra nell'ambito della normale attività probatoria ad opera delle stesse parti, nel senso che il relativo documento, rispondendo ad un interesse del proprietario "per la tutela di situazioni giuridicamente rilevanti", ben può essere da quest'ultimo ottenuto in copia (della L. 7 agosto 1990, n. 241, artt. 22 e 25) e, quindi, prodotto in giudizio, onde il medesimo proprietario non assolve all'onere della prova là dove si limiti a ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... l'esercizio del potere discrezionale del giudice, di cui all'art. 213 c.p.c., di richiedere d'ufficio alla Pubblica Amministrazione le informazioni relative ad atti e documenti della stessa Amministrazione che sia necessario acquisire al processo (Cass. 22 febbraio 2002, n. 2563);d) che tale potere inquisitorio, invero, non esonera la parte dall'onere probatorio che incombe a suo carico (e non lo sostituisce), potendo essere attivato soltanto quando, in relazione a fatti specifici già allegati, risulti necessario acquisire informazioni, del genere di quelle sopraindicate, che la parte medesima sia impossibilitata a fornire, onde, in ogni altro caso, il mancato esercizio detto potere, pur in presenza di una specifica istanza avanzata in questo senso, non è neppure censurabile in sede di legittimità (Cass. 27 giugno 2003, n. 10219; Cass. 7 novembre 2003, n. 16713; Cass. 10 gennaio 2005, n. 287).Nella specie, quindi, si osserva che del tutto correttamente la Corte territoriale ha dichiarato improponibile l'opposizione alla stima con riguardo all'indennità di esproprio, fondando una simile pronuncia esattamente sulla base dell'apprezzamento di fatto (di per se incensurato) circa il difetto della "prova dell'esistenza giuridica del provvedimento abla... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... ed, in particolare, circa la "mancata produzione del decreto di esproprio (il quale) costituisce condizione dell'azione avente ad oggetto detta determinazione", senza che, per contro, in forza delle ragioni dianzi illustrate, possa trovare ingresso in questa sede la doglianza relativa alla pretesa violazione dell'art. 213 c.p.c..»

GIUDIZIO --> DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ --> CONDIZIONI --> DECRETO DI ESPROPRIO --> PENDENZA GIUDIZIO ANNULLAMENTO

Sintesi: La pendenza di giudizio innanzi al giudice amministrativo dal quale può derivare pronunzia irrevocabilmente demolitoria del decreto di esproprio costituisce controversia su questione pregiudiziale rispetto al giudizio pendente tra le stesse parti innanzi alla Corte di Appello, che autorizza quest'ultima ad adottare la sospensione ex art. 295 c.p.c..

Estratto: «Ritiene il Collegio che la Corte di Venezia abbia rettamente applicato la sospensione di cui all'art. 295 c.p.c. e che, pertanto, l'istanza di regolamento che contesta la esistenza della affermata pregiudizialità debba essere disattesa.Giova preliminarmente rammentare che, con riguardo al rapporto tra giudi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...gnazione innanzi al G.A. degli atti del procedimento di espropriazione e giudizio di "opposizione alla stima" (o giudizio di determinazione dell'indennità di esproprio), questa Corte ha anche assai di recente ribadito l'orientamento per il quale l'esistenza del decreto di esproprio costituisce condizione dell'azione di determinazione dell'indennizzo, con la conseguenza per la quale ove il G.A. abbia annullato con pronunzia irrevocabile gli atti antecedenti della procedura (la delibera contenente dichiarazione di p.u. e/o quella che disponga l'occupazione d'urgenza) viene meno, conseguentemente, anche il decreto di espropriazione, imponendo alla Corte d'Appello di prenderne atto con adozione di pronunzia di improcedibilità del giudizio in tal sede pendente (da ultimo Cass. 23178/06 e 3784/06).Orbene, se, come testé rammentato, l'esercizio del potere determinativo della Corte di Appello sull'indennità di esproprio postula, necessariamente, che (almeno) al momento della decisione sopravvenga o permanga il decreto di espropriazione, e se il giudizio proposto in sede amministrativa, ed ovviamente pendente tra le stesse parti, ha un oggetto dal quale ben può derivare pronunzia irrevocabilmente demolitoria del decreto stesso, si configura, c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ta Corte pur affermato (cfr. Cass. 8857/93 e 6976/04), la situazione di dipendenza dalla controversia su questione pregiudiziale che autorizza ad adottare la sospensione ex art. 295 c.p.c..Se, infatti, la pregiudizialità tecnico-giuridica sta nella relazione di integrazione condizionante tra fattispecie del rapporto pregiudicante e fattispecie del rapporto dipendente (da ultimo Cass. 8174/06 e 5366/06), non si scorge come possa dubitarsi della esistenza di siffatta relazione tra procedimento ad oggetto la validità-efficacia del decreto di espropriazione e procedimento di "opposizione alla stima" nel quale detto decreto costituisce, come sopra rammentato, condizione dell'azione di determinazione dell'indennizzo.Venendo al caso sottoposto, emerge dalla lettura degli atti la piena sussistenza della anzidetta relazione di integrazione posto che nel ricorso al TAR del 2.6.2000 ad oggetto la Delib. 26 gennaio 2000 venne precisato che essa conteneva la implicita dichiarazione di p.u. sì che con il suo annullamento si sarebbero invalidati "conseguentemente" gli atti della intera procedura espropriativa e venne conclusivamente chiesto l'annullamento degli atti conseguenti (pagg. 5-11-13-18). E del resto, all'indomani della adozione del decreto di ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... d'urgenza 22.1.2001, il ricorrente depositò motivi aggiunti 20.3.2001 nei quali dedusse che anche tal atto sarebbe stato travolto dalla pronunzianda inefficacia della dichiarazione di p.u. (pag. 4). Va dunque rigettato il ricorso proposto avverso una ordinanza di sospensione correttamente adottata e va provveduto alla condanna della parte ricorrente alla refusione (secondo i minimi correlati al valore della causa, pari ad Euro 641.000,00) delle spese del giudizio.»



 
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