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Occupazione usurpativa spuria: configurazione della fattispecie e giurisdizione


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titolo:GIURISDIZIONE E COMPETENZA GIURISDIZIONALE nell’ambito del governo del territorio
anno:2016
pagine: 3023 in formato A4, equivalenti a 5139 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 45,00

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Estratto: «Ciò posto, rileva il Collegio che nell'esaminare la questione di legittimità del D.Lgs 31 marzo 1998, n. 80, art. 34, (come sostituito dalla L. 21 luglio 2000, n. 205, art. 7, lett. b)) e D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, art. 53, la Corte costituzionale ha chiarito che le controversie in materia espropriativa rientrano nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo salvo che non si riferiscano a comportamenti non riconducibili, neppure in via mediata e indiretta, all'esercizio di un pubblico potere (Corte Cost. 2004/204 e 2006/191). Alla luce delle predette norme nonché di quella secondo cui nelle cause devolute alla sua giurisdizione esclusiva, il giudice amministrativo dispone anche il risarcimento del danno, queste Sezioni Unite hanno già ripetutamente stabilito che il ristoro del pregiudizio conseguito all'irreversibile trasformazione di terreni appresi sulla base di provvedimenti emessi alla luce di precedenti dichiarazioni di pubblica utilità dev'essere chiesto al giudice amministrativo (C. Cass. 2008/2030), restando riservate al giudice ordinario soltanto le controversie in tema di pagamento delle indennità di occupazione od esproprio (C. Cass. 2007/24632) ovvero d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...one del terreno e risarcimento dei danni da occupazione usurpativa (C. Cass. 2007/26737), che come precisato da C. Cass. SU 2008/8738, 2008/19500 e 2008/21929, ricorre nei casi di mancanza materiale o giuridica della dichiarazione di pubblica utilità. Nel caso di specie, i C. non hanno contestato l'esistenza di una dichiarazione di pubblica utilità, né hanno dedotto alcuno sconfinamento dai limiti fissati nel decreto di occupazione, ma si sono limitati a lamentare la mancata emissione del decreto di esproprio, deducendo così la commissione di una violazione che anche ove realmente avvenuta, atterrebbe semmai alla regolarità e non all'esercizio di un'attività provvedimentale.»

Sintesi: In ipotesi di occupazione usurpativa, per avere il giudice amministrativo annullato la dichiarazione di pubblica utilità, la domanda di restituzione dell'area e quella di risarcimento del danno vanno proposte al giudice amministrativo, ai sensi dell'art. 35 d.lg. 31 marzo 1998 n. 80, come modificato dall'art. 7 l. 21 luglio 2000 n. 205, essendo venuta meno la riserva al giudice ordinario dei "diritti consequenziali" .

Estratto: «Anzitutto, va chiarito che non sembra pertinente il richiamo, c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...la sentenza appellata, all'articolo 55 del testo unico delle espropriazioni. Tale disposizione si riferisce, indiscutibilmente, alle occupazioni senza titolo anteriori al 30 settembre 1996. Nel caso di specie non è contestato che l'occupazione sia iniziata il 21 dicembre 2001 e che la trasformazione del fondo si sia verificata in epoca ancora successiva (nel corso del 2002).Tuttavia, resta condivisibile la conclusione cui è pervenuto il tribunale, diretta ad affermare il principio del diritto all'integrale risarcimento del danno subito dall'interessato (espresso dal citato articolo 55, nel testo ora vigente, ma desumibile anche dall'articolo 43 del testo unico dell'espropriazione e dalla giurisprudenza, anche europea, richiamata), sia pure per ragioni in parte diverse. Infatti, nel caso di specie, non è sicuramente configurabile l'ipotesi dell'occupazione appropriativa, dal momento che il presupposto indefettibile della valida ed efficace dichiarazione di pubblica utilità dell'opera, all'epoca dell'irreversibile trasformazione del fondo (ripetutamente affermato dalla giurisprudenza) è, in concreto, carente, proprio in conseguenza dell'intervenuto annullamento di tale dichiarazione. Al riguardo, giova richiamare il prevalente indirizzo della giu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ..., secondo cui "dall'ambito dell'occupazione appropriativa devono essere esclusi i comportamenti della p.a. non collegati ad alcuna utilità pubblica formalmente dichiarata, o per mancanza "ab initio" della dichiarazione di pubblica utilità o perché questa è venuta meno in seguito ad annullamento dell'atto in cui essa era contenuta o per scadenza dei relativi termini. In tali vicende, definite di occupazione usurpativa, non si produce l'effetto acquisitivo a favore della p.a., donde il proprietario può chiedere la restituzione del fondo occupato o il risarcimento del danno, che deve essere liquidato in misura integrale (fra le tante, Consiglio Stato, sez. VI, 20 maggio 2004, n. 3267). Nello stesso senso, si è precisato che, ove il giudice amministrativo abbia annullato un atto con valore di dichiarazione di pubblica utilità, l'attività esecutiva dell'amministrazione è qualificabile come mero comportamento materiale e si configura un'occupazione usurpativa; tuttavia la domanda di restituzione dell'area e quella di risarcimento del danno vanno proposte al giudice amministrativo, ai sensi dell'art. 35 d.lg. 31 marzo 1998 n. 80, come modificato dall'art. 7 l. 21 luglio 2000 n. 205, essendo venuta meno la riserva ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ordinario dei "diritti consequenziali" (Cassazione civile, sez. un., 19 aprile 2007, n. 9324). Pertanto, in ipotesi di occupazione usurpativa il risarcimento del danno deve essere commisurato al valore pieno del terreno perduto, stante l'inapplicabilità a tale tipo di occupazione, in relazione al suo carattere abusivo, della l. n. 359 del 1992, art. 5 bis, comma 7 bis, da riferirsi esclusivamente alla occupazione "appropriativa", intendendo il richiamo alle "occupazioni illegittime di suoli per causa di pubblica utilità" esprimere un collegamento teleologico con le finalità perseguite a mezzo della procedura espropriativa (Cassazione civile, sez. I, 1 febbraio 2007, n. 2207).»

Sintesi: Qualora intervenga l'annullamento della dichiarazione di pubblica utilità si configura ipotesi di "occupazione usurpativa spuria" , devoluta alla giurisdizione amministrativa.

Estratto: «6.2 Sempre in via preliminare, va rilevato che, avendo il Collegio ritenuto fondata la richiesta di annullamento della dichiarazione di pubblica utilità, si tratta di un caso, che la costante giurisprudenza delle sezioni unite della Cassazione qualifica come "occupazione usurpativa spuria" e ritiene... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lla giurisdizione amministrativa (per tutte Cassazione civile, sezioni unite, 7 febbraio 2007, n. 2688).La differenza rispetto alle fattispecie rientranti nell'istituto (ormai non più esistente per le ragioni che più avanti saranno esposte) della c.d. "occupazione appropriativa" consiste nella assenza (originaria o sopravvenuta per effetto di annullamento giurisdizionale o in autotutela) della dichiarazione di pubblica utilità dell'opera, che consente di qualificare la occupazione dell'immobile da parte della P.A. come mera attività di fatto, autonoma e indipendente, avente il carattere di fatto illecito permanente (per tutte Cassazione civile, I, 22 settembre 2008, n. 23943).Trattasi di distinzione, la cui fondamentale importanza è stata ribadita anche di recente dalla Cassazione, la quale ha ritenuto che l'acquisizione del bene alla mano pubblica non consegue automaticamente (come avveniva nell'occupazione appropriativa) all'irreversibile trasformazione di esso, ma è logicamente e temporalmente successiva, in quanto dipende da una scelta del proprietario usurpato, il quale, rinunciando implicitamente al diritto dominicale, opta per una tutela integralmente risarcitoria in luogo della pur possibile tutela restitutoria (per tutte Cassazi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... I, 22 settembre 2008, n. 23943; 5 febbraio 2008, n. 2746, ma anche sezioni unite, 14 aprile 2003, n. 5902; I, 28 marzo 2001, n. 4451).Tale impostazione va rivista alla luce dei più recenti pronunciamenti della giurisprudenza amministrativa, anche di questo TAR, secondo i quali nel nostro ordinamento non esiste più l'istituto - di creazione giurisprudenziale - della c.d. "occupazione appropriativa" (in tal senso, tra le tante, Consiglio di Stato, IV, 30 novembre 2007, n. 6124; TAR Puglia Bari, III, 14 luglio 2008, n. 1751; TAR Sicilia Palermo, II, 9 ottobre 2008, n. 6145; III, 8 gennaio 2009, n. 10).Su tale materia è, come noto, intervenuta la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, la quale, nelle sentenze 30 maggio 2000, rich. n. 24638/94, Carbonara e Ventura e 30 maggio 2000, rich. n. 31524/96, Società Belvedere Alberghiera, ha essenzialmente ritenuto che un comportamento illecito o illegittimo non può fondare l'acquisto di un diritto.A tali principi è stata data attuazione con l'art. 43 del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 (testo unico sugli espropri) – applicabile ratione temporis alla fattispecie in esame -, il quale prevede che qualora un immobile venga utilizzato per scopi di interesse pubblico e sia stato modificato in assenza di... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ed efficace provvedimento di esproprio o dichiarativo della pubblica utilità, l'Amministrazione possa acquisirne la proprietà con atto formale di natura ablatoria e discrezionale, risarcendo al privato il relativo danno.L'atto di acquisizione può, secondo quanto previsto dal combinato disposto dei commi 1 e 2 del succitato art. 43, essere emanato anche quando il bene sia stato modificato e la dichiarazione di pubblica utilità sia stata annullata.Orbene, dai pronunciamenti della CEDU e dal disposto dell'art. 43 deriva la irrilevanza della distinzione tra "occupazione appropriativa" ed "occupazione usurpativa spuria", stante che, in entrambi i casi, il trasferimento della proprietà dal privato alla P.A. non può conseguire alla trasformazione irreversibile del bene.Tale effetto non può, peraltro, ad avviso del Collegio, nemmeno collegarsi alla unilaterale volontà del privato di rinunciare al proprio diritto, da ritenersi implicita nella richiesta di liquidazione del danno commisurato alla definitiva perdita della disponibilità del bene, essendo, secondo quanto previsto dal più volte citato art. 43, comunque necessaria l'adozione di un espresso decreto di acquisizione sanante da parte della p.a. interessata (in ta... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ....R. Sicilia Palermo, II, 22 settembre 2008 , n. 1182; TAR Puglia Bari, III, 14 luglio 2008, n. 1751).»



 
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