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Occupazione sine titulo: la liquidazione del danno extracontrattuale

 Acconti già versati e compensazione con l'indennità d'esproprio
 L'irrilevanza della tipologia di intervento
 Il plusvalore derivante dall'opera abusiva
 Il valore venale e la svalutazione del bene
 I vantaggi e gli svantaggi derivanti dall'opera

Questo articolo è composto da sintesi giurisprudenziali contenute nel sottostante prodotto in formato pdf, nel quale si trovano anche gli estratti originali e gli estremi delle sentenze a cui le sintesi si riferiscono. Scaricati gratis un demo dal box sottostante.

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titolo:OCCUPAZIONI ED ESPROPRI ILLEGITTIMI
anno:2014
pagine: 4019 in formato A4, equivalenti a 6832 pagine in formato libro
formato: pdf  
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PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> CRITERI DI CALCOLO --> ACCONTI VERSATI

La liquidazione del danno extracontrattuale, quando occorre tener conto degli acconti versati anteriormente dal danneggiante, dev'essere compiuta sottraendo questi importi in maniera che i termini del calcolo siano omogenei; ciò si può conseguire sottraendo gli acconti dal valore del danno al momento del versamento degli stessi acconti oppure rivalutando l'importo degli acconti alla data della liquidazione finale del danno.

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> CRITERI DI CALCOLO --> RAPPORTO CON L'INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE

Ai fini del risarcimento del danno deve essere garantita la congruità del "serio ristoro" del danno con esclusivo riferimento alla perdita patrimoniale subita; a tal fine non sempre sarà significativa la differenza dell'importo così determinato rispetto alla prevista indennità di espropriazione, potendo le due somme anche coincidere o addirittura divergere in negativo.

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> CRITERI DI CALCOLO --> COMPENSAZIONE CON L'INDENNITÀ DEPOSITATA/LIQUIDATA

Dalle somme dovute al proprietario del b... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...timamente occupato, sia nel caso di restituzione previa riduzione in pristino che nel caso di acquisizione ai sensi del citato art. 42-bis DPR 327/2001, dovranno esser detratte, secondo i criteri di imputazione di cui agli artt. 1993 e 1194 c.c., quelle eventualmente già loro corrisposte a titolo di indennità di esproprio o di indennità di occupazione.

Dalle somme dovute al privato, sia nel caso di restituzione previa riduzione in pristino che nel caso di acquisizione ai sensi dell'art. 42-bis DPR 327/2001, dovranno esser detratte, secondo i criteri di imputazione di cui agli artt. 1993 e 1194 c.c. e maggiorando gli importi corrisposti degli interessi legali, quelle già versate a titolo di indennità di esproprio.

Il deposito degl'importi liquidati a titolo d'indennità di espropriazione ed occupazione, ai sensi della L. n. 2359 del 1865, artt. 48 e 49, ha efficacia liberatoria per l'espropriante soltanto ai fini del pagamento delle predette indennità nell'ambito di una procedura espropriativa perfezionatasi con l'emissione di un valido ed efficace decreto di esproprio e/o di occupazione temporanea, e non anche ai fini del risarcimento del danno derivante dalla perdita della proprietà in consegue... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ccupazione appropriativa o usurpativa: in tal caso, infatti, la somma liquidata a titolo di risarcimento dev'essere corrisposta direttamente al danneggiato, con la detrazione delle sole somme depositate che risultino eventualmente già incassate da quest'ultimo, potendo l'espropriante legittimamente richiedere la restituzione di quelle ancora giacenti presso la Cassa Depositi e Prestiti.

In sede di liquidazione del risarcimento del danno deve tenersi conto di quanto già corrisposto al danneggiato per la sola indennità di espropriazione; l'amministrazione non potrà, invece, scomputare dalle somme dovute all'appellante quanto da questi percepito per indennità di occupazione, atteso che tale importo ha ristorato un pregiudizio da danno lecito effettivamente subito in ragione della protratta indisponibilità del bene per la durata dell'occupazione legittima e, soprattutto, non compreso nel valore economico della diminuzione patrimoniale da questi patita e ripristinata con la restituzione dell'immobile.

Sulla somma determinata a titolo di risarcimento del danno deve essere detratta ogni altra somma che sia stata corrisposta a titolo indennitario o risarcitorio, come ad esempio somme già versate a titolo di i... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ave; di esproprio nonché l'indennità di occupazione d'urgenza eventualmente riscosse.

Nell'ambito dell'esercizio del potere decisorio ex art. 34 c.p.a. finalizzato alla quantificazione del danno risarcibile a fronte di occupazione illegittima, il giudice correttamente stabilisce che si debba tener conto di quanto già percepito dal privato a fronte di un titolo (id est la subita espropriazione), successivamente posto nel nulla. Se, difatti, nel determinare il quantum spettante al danneggiato a ristoro del pregiudizio subito, il giudice è chiamato ad attenersi al principio dell'integralità del risarcimento, certamente lo stesso giudice non può consentire che le sue statuizioni consentano indebite locupletazioni in favore del danneggiato e, quindi, è sempre chiamato a perimetrare in maniera esatta la misura dell'obbligazione ex delictu gravante in capo al danneggiante.

In sede di liquidazione del danno conseguente ad occupazione illegittima a cui ha fatto seguito la restituzione del bene, deve tenersi conto di quanto già corrisposto al privato per la sola indennità di espropriazione; l'amministrazione non potrà, invece, scomputare dalle somme dovute quanto dal privato percepito per i... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ave; di occupazione, atteso che detto importo ha ristorato un pregiudizio, da danno lecito effettivamente subito in ragione della protratta indisponibilità del bene per la durata dell'occupazione legittima e, soprattutto, non compreso nel valore economico della diminuzione patrimoniale da questi patita e ripristinata con la restituzione dell'immobile.

Dalle somme liquidate a titolo di risarcimento del danno per mancato godimento degli immobili, deve essere detratto l'aliunde perceptum, vale a dire (nel caso di specie) le indennità espropriative.

Dalla somma determinata a titolo di risarcimento del danno deve essere detratta ogni altra indennità, se effettivamente percepita per la medesima vicenda espropriativa, previa attualizzazione, per il principio di comparazione tra valori omogenei.

Dell'importo dovuto a titolo di risarcimento del danno per illegittima occupazione devono essere sottratte le somme eventualmente già corrisposte a titolo di indennità di espropriazione, maggiorate degli interessi dalla data di erogazione fino al saldo.

Ai sensi dell'ultima parte del secondo comma dell'art.42-bis DPR 327/2001, le somme eventualmente già erogate al proprietario a titolo di indenn... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...orate dell'interesse legale, devono essere detratte da quelle dovute a titolo di risarcimento del danno.

In ipotesi di occupazione sine titulo l'Amministrazione è tenuta al pagamento del risarcimento del danno detratte le somme corrisposte a titolo di indennizzo per l'originario esproprio.

La somma da corrispondere a titolo di risarcimento del danno deve essere depurata di ogni corresponsione di somme medio tempore eseguita in favore della parte ricorrente, a titolo indennitario o risarcitorio, in relazione alla vicenda ablatoria per cui è causa.

Sulla somma dovuta a titolo di risarcimento del danno devono essere detratti gli importi di ogni altra indennità, se effettivamente percepita per la medesima vicenda espropriativa, previa attualizzazione per il principio di comparazione tra valori omogenei.

Dalla somma dovuta a titolo di risarcimento del danno deve essere detratta ogni altra somma che sia stata corrisposta all'avente diritto a titolo indennitario o risarcitorio per la vicenda oggetto di causa, come ad esempio somme già versate a titolo di indennità di esproprio, nonché l'indennità di occupazione d'urgenza eventualmente riscossa.

Dalla somma pretesa... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...isarcitorio, deve essere decurtata la somma effettivamente percepita a titolo di indennità di espropriazione, in base al principio della compensatio lucri cum damno.

Sulla somma determinata a titolo di risarcimento del danno vanno detratti gli importi corrispondenti ad eventuali pagamenti, nelle more eseguiti, in favore della parte ricorrente, a titolo indennitario o risarcitorio, in relazione alla vicenda per cui è causa.

Dall'ammontare del risarcimento del danno conseguente ad occupazione sine titulo, vanno detratte dal totale complessivo dovuto tutte le somme comunque (eventualmente) già percepite dalla parte ricorrente, a titolo indennitario o risarcitorio, in relazione alla vicenda ablatoria per cui è causa.

Dall'importo rivalutato a titolo di risarcimento del danno va detratta la somma pagata in acconto, previa sua rivalutazione per rendere omogenee le due entità, e quindi deve procedersi al calcolo degli interessi, da computare sull'intero importo dovuto, per il periodo che va dalla data dell'evento dannoso al versamento dell'acconto, e sulla somma residua dopo la detrazione dell'acconto rivalutato, per il periodo che va dalla corresponsione dell'acconto alla data della liquidazione.
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...mma già corrisposta, sia pur sotto la diversa voce "indennità di occupazione", volta anch'essa a compensare il dominus della perdita della disponibilità dell'area di sua proprietà, dev'essere sottratta da quella dovuta per il diverso titolo risarcitorio in relazione alla sottrazione della medesima area e per il medesimo periodo di tempo.

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> CRITERI DI CALCOLO --> DOPO L'ART. 42 BIS DPR 327/2001

Le disposizioni di cui all'art. 42 bis del DPR n. 327/2001 sono rivolte non già al giudice, bensì alla amministrazione pubblica (sicché) è detta autorità che deve procedere (ovvero non procedere) a liquidare l'indennizzo, potendo il giudice valutare la legittimità dell'attività amministrativa solo ex post, una volta che - richiestone dalla parte che si ritiene lesa - sia chiamato a sindacare l'operato della pubblica amministrazione. Ne consegue che il giudice amministrativo non può fare diretta applicazione dei criteri "indennitari" enunciati dall'art. 42 bis.

Il danno per il periodo di occupazione illegittima va liquidato, qualora non sia data prova di una diversa entità di danno, nella misura dell... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...del cinque per cento annuo sul valore determinato ai sensi del 3° comma del medesimo art. 42 bis DPR 327/2001. Le somme così calcolate andranno poi incrementate per rivalutazione monetaria calcolata secondo indice ISTAT dei prezzi al consumo e gli interessi legali sulle somme anno per anno rivalutate dalla data di proposizione del ricorso, oltre gli interessi legali compensativi dal deposito della sentenza fino al soddisfo.

Non può farsi riferimento alle voci di danno di cui all'art. 42 bis DPR 327/2001 in ipotesi in cui non risulti emanato il provvedimento acquisitivo ivi previsto ed il bene debba essere restituito.

Il risarcimento del danno non sfugge al criterio della domanda. Entro detti limiti il danno andrà risarcito, senza che trovino applicazione le maggiorazioni di cui all'art. 42 bis del DPR 327/01, qualora non oggetto di domanda.

Poiché la previsione ex art. 42 bis DPR 327/2001 di un indennizzo per il pregiudizio non patrimoniale, è normativamente riferita alla determinazione dell'amministrazione di acquisizione di un bene "modificato in assenza di un valido ed efficace provvedimento di esproprio o dichiarativo della pubblica utilità", essa non è immediatamente applicabil... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rsa ipotesi del risarcimento del danno, in ordine al quale (ed allo specifico profilo del risarcimento del danno non patrimoniale) essa può essere considerata solo come espressione di un principio generale, e non come norma comportante uno specifico riconoscimento di tale tipologia di danno risarcibile.

Il comma 8 dell'art. 42 bis DPR 327/2001 dispone l'applicabilità della norma anche ai fatti anteriori alla sua entrata in vigore. A questa quindi occorre fare riferimento ai fini della liquidazione del risarcimento del danno conseguente all'abusiva occupazione del terreno.

Ai fini della quantificazione del risarcimento del danno per occupazione illegittima, il valore di mercato del bene deve essere aumentato del 10 % a titolo di risarcimento del danno non patrimoniale secondo il criterio recato dall'art. 42 bis del TU sulle espropriazioni per la determinazione dell'indennizzo dovuto in caso di acquisizione coattiva del bene da parte della P.A., criterio applicabile, per analogia, alla fattispecie risarcitoria.

Intervenuta l'irreversibile trasformazione delle aree private per effetto della realizzazione dell'opera pubblica, il danno dovrà essere quantificato secondo i seguenti criteri: danno patrimoniale pari al val... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ato del bene, danno non patrimoniale forfettariamente liquidato, ai sensi dell'art. 42 bis DPR 327/2001, nella misura del dieci per cento del suddetto valore venale; danno per illegittima occupazione nella misura del 5% del valore annuo dei terreni, calcolato sul valore del bene rivalutato anno per anno da tale data, oltre ad interessi sino al saldo.

In ipotesi di occupazione senza titolo i criteri di liquidazione del danno patrimoniale elaborati in sede giurisprudenziale sono tendenzialmente sovrapponibili a quelli "indennitari" prefigurati a livello legislativo con l'art. 34 del d.l. n. 98 del 2011 che ha reintrodotto l'istituto dell'acquisizione sanante; in ipotesi di domanda risarcitoria per equivalente non occorre dunque attendere l'adozione del provvedimento di acquisizione ivi previsto, peraltro con caratura discrezionale, dell'Amministrazione comunale.

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> CRITERI DI CALCOLO --> IRRILEVANZA TIPOLOGIA DI INTERVENTO

Il valore venale delle aree oggetto di occupazione seguita da irreversibile trasformazione dello stato dei luoghi deve essere rapportato alla destinazione urbanistica esistente al momento dell'apposizione del vincolo espropriativo, non potendo attribuirsi una diversa qual... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...alle aree che esse non hanno mai avuto e che non possono assumere in ragione solo del fatto che l'Amministrazione ha inteso prevedere un'opera pubblica avente una tipologia urbanistica di carattere produttivo e non potendosi, pertanto, considerare una capacità di edificazione in ragione della prevista realizzazione dell'opera pubblica.

L'uso cui è adibito il terreno occupato illegittimamente dall'Ente pubblico è del tutto irrilevante ai fini di una maggiore determinazione del risarcimento dovuto al proprietario.

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> CRITERI DI CALCOLO --> IRRILEVANZA TIPOLOGIA DI INTERVENTO --> INTERVENTI DI RIFORMA ECONOMICO- SOCIALE

La decurtazione del 25% prevista dall'art. 2, comma 89, lett. a), della L. n. 244/2007, è conferente alla stima da eseguire a fini indennitari e non può quindi trovare applicazione in ipotesi di determinazione del ristoro per equivalente in sede risarcitoria, che postula che il risarcimento sia liquidato in misura pari al valore venale del bene.

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> CRITERI DI CALCOLO --> IRRILEVANZA UTILIZZI SUCCESSIVI

Il risarcimento del danno da occupazione appropriativa deve e... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...dato considerando la qualificazione urbanistica legale del terreno occupato, quale vigente al momento della consumazione dell'illecito, senza che i criteri legali di classificazione delle aree come edificabili o meno, possano essere obliterati per dare la prevalenza ai fini di tale inquadramento a connotazioni fattuali presentate dal bene a quel momento o a redditizi sfruttamenti dello stesso, successivi all'intervenuta illecita apprensione, caratteristiche ed usi ininfluenti ai fini dell'accertamento della ricorrenza o meno dell'edificabilità legale.

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> CRITERI DI CALCOLO --> PLUSVALORE DERIVANTE DALL'OPERA ABUSIVA

L'incremento per effetto della realizzazione dell'opera, per uniforme orientamento giurisprudenziale, è stato da sempre ritenuto neutro rispetto alla quantificazione del danno da occupazione illegittima.

L'espropriato non deve indebitamente locupletarsi del plusvalore realizzato dal bene di sua proprietà per effetto dell'intervento pubblico e, pertanto, tale plusvalore non deve essere calcolato nella stima del bene ai fini della determinazione della indennizzo per la sua ablazione (legittima o illegittima) quale che sia la destinazione legale attribuita al... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] .../>
La quantificazione del risarcimento del danno dovuto in ipotesi di occupazione illegittima deve essere effettuata determinando il valore venale del bene sulla base della destinazione urbanistica e dunque dell'edificabilità indipendentemente dal deprezzamento o dall'incremento di valore derivante dall'opera pubblica.

Ai fini del calcolo dell'indennità conseguente all'avvenuta occupazione acquisitiva, il valore delle aree deve essere calcolato secondo il criterio comparativo classico con riferimento al valore medio delle compravendite di terreni aventi analoga destinazione stipulate nel medesimo periodo in cui è intervenuta l'occupazione acquisitiva, prescindendo quindi, da eventuali aumenti di valore conseguenti alla realizzazione del manufatto.

Nella quantificazione del danno conseguente ad illegittima occupazione va riconosciuto, conformemente alla giurisprudenza CEDU, l'ulteriore danno parametrato al plusvalore aggiunto dal costo di costruzione.

Nella determinazione del valore del bene (nel caso di specie) ai fini del risarcimento del danno da occupazione acquisitiva, non deve tenersi conto delle trasformazioni urbanistiche che siano conseguenza diretta della preventivata realizzazione dell'opera di ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ilità, cui l'espropriazione è preordinata; diversamente si porrebbe a carico dell'amministrazione espropriante un incremento di valore dalla stessa procurato all'immobile con la propria attività ed a proprie spese.

In ipotesi in cui l'Amministrazione opti per la restituzione di un bene occupato ed utilizzato senza titolo il cui valore (come nel caso in cui vi abbia edificato), sia stato aumentato per effetto delle modifiche apportate, l'Amministrazione stessa dovrà formulare le proposte volte a conferire equilibrio patrimoniale dell'operazione.

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> CRITERI DI CALCOLO --> PROSPETTIVE MODIFICA DESTINAZIONE

Per quanto un terreno, occupato illegittimamente, possieda una generica vocazione edificabile, essendo ubicato in prossimità di aree edificabili, tuttavia una diversa destinazione edificabile, rispetto alla precedente destinazione agricola e alla successiva destinazione all'opera pubblica, costituisce una mera aspettativa, non suscettibile di quantificazione economica.

Deve ritenersi immune da vizi logici, oltre che perfettamente legittima, una valutazione del bene ai fini della liquidazione del risarcimento del danno che, con riferimento a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... scadenza dell'occupazione legittima, tenga conto della sensibilità del mercato in presenza di concrete prospettive di modifica del piano regolatore, vale a dire di un elemento idoneo ad incidere in concreto ed in detta data sul prezzo.

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> CRITERI DI CALCOLO --> SVALUTAZIONE

Sulla somma riconosciuta a titolo di danno non patrimoniale vanno attribuiti al danneggiato gli interessi al saggio legale in vigore anno per anno dalla data del fatto lesivo sino a quella di pubblicazione della sentenza che ne liquida l'ammontare, svalutato in base agli indici Istat fino alla data dell'accadimento lesivo ed ogni anno rivalutato secondo i medesimi indici, quale lucro cessante consistente nel pregiudizio subito dal danneggiato per la ritardata corresponsione dell'importo dovuto a titolo risarcitorio. Dalla data di pubblicazione della sentenza sulla somma complessivamente determinata decorreranno gli interessi al saggio legale e fino all'effettivo soddisfo, in quanto dalla pronuncia della sentenza, con la trasformazione dell'obbligazione di valore in debito di valuta, sono dovuti gli ulteriori interessi al saggio legale.

La somma dovuta a titolo di danno patrimoniale - vertendosi in ipotesi di de... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ore e non essendo la stessa attualizzata - va maggiorata degli importi relativi alla rivalutazione monetaria secondo gli indici Istat dalla data del fatto lesivo alla data di pubblicazione della sentenza nonché degli interessi legali sulle somme come via via rivalutate, quale lucro cessante consistente nel pregiudizio subito dal danneggiato per la ritardata corresponsione dell'importo dovuto a titolo risarcitorio.

La rivalutazione monetaria e gli interessi costituiscono una componente dell'obbligazione di risarcimento del danno e possono essere riconosciuti dal giudice anche d'ufficio e in grado d'appello, pur se non specificamente richiesti, atteso che essi devono ritenersi compresi nell'originario petitum della domanda risarcitoria, ove non ne siano stati espressamente esclusi.

Il credito risarcitorio è di valore, pertanto sull'importo relativo vanno applicati la rivalutazione secondo l'indice ISTAT e gli interessi al tasso legale sulle somme via via rivalutate mese per mese. A decorrere dal passaggio in giudicato della sentenza, il credito di valore diventerà di valuta e sulla somma complessiva decorreranno i soli interessi corrispettivi al tasso legale ai sensi dell'art. 1224 c.c..

L'obbligazione derivante dal... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...bilità da fatto illecito configura un debito di valore, e pertanto soggetta a rivalutazione: tuttavia, gli interessi non si devono calcolare sulla somma rivalutata, ma si dovranno calcolare o al tasso legale o con un tasso medio con decorrenza dalla data del fatto sulla somma liquidata progressivamente rivalutata, o da epoca intermedia sulla somma rivalutata.

Ai sensi dell'art. 1224 c.c. in caso di ritardo, i danni sono liquidati forfettariamente nella misura degli interessi legali, mentre gli effetti della svalutazione monetaria sono riconoscibili in via presuntiva nella differenza, a decorrere dalla data di insorgenza della mora, tra il tasso di rendimento medio annuo netto dei titoli di Stato di durata non superiore a 12 mesi e il saggio degli interessi legali determinato per ogni anno ai sensi dell'art. 1284, co. 1, c.c. e sono rilevanti solo come danni ulteriori.

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> CRITERI DI CALCOLO --> VALORE VENALE

Ai fini della quantificazione del danno derivante alle aree per effetto dell'occupazione sine titulo seguita dall'irreversibile trasformazione dei suoli, il criterio fondamentale cui rapportare le determinazione del ristoro patrimoniale è quello di tener presente il valor... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l bene, come ovviamente desumibile dalla sua destinazione urbanistica.

In ipotesi di occupazione illegittima, qualora le parti giungano ad una cessione bonaria delle aree, l'indennizzo per il pregiudizio patrimoniale è determinato in misura corrispondente al valore venale del bene utilizzato per scopi di pubblica utilità e, se l'occupazione riguarda un terreno edificabile, sulla base delle disposizioni dell'articolo 37, commi 3, 4, 5, 6 e 7 T.U.E.

In sede di liquidazione del risarcimento del danno, ai fini della valutazione del terreno e della corretta quantificazione del suo valore di mercato, non può rilevare il valore riconosciuto ad area appartenente ad altro soggetto in sede di transazione, in quanto esso risulta essere influenzato dalle reciproche concessioni operate dalle parti, come è tipico della sede transattiva.

La determinazione del risarcimento del danno derivante al privato dalla estinzione del proprio diritto di proprietà, una volta ancorata al "valore venale" del bene, comporta che tale misura deve corrispondere al "valore di mercato" del bene stesso, in ragione delle sue caratteristiche intrinseche e della sua possibile destinazione (in particolare, in ragione della sua eventuale pot... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rave; edificatoria). Appare del tutto evidente come una determinazione del valore del bene derivante dalla rendita catastale vigente al momento della perdita del diritto di proprietà non corrisponde al "valore venale" del bene medesimo.

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> CRITERI DI CALCOLO --> VANTAGGIO --> DERIVANTE DALL'OPERA

E' da escludere in radice la computabilità a carico dell'espropriato del vantaggio "da opera pubblica" ma è da affermare tale computabilità nei casi in cui a favore dell'espropriato l'opera in discorso realizzi uno specifico incremento di valore in ragione dell'attribuzione all'area di una opportunità nuova e peculiare (una sorta di plusvalore). In ipotesi di occupazione illegittima la compensazione è pertanto ammessa le volte in cui il vantaggio acquisito dal danneggiato sia particolare e diverso da quello eventualmente goduto da altri soggetti, lesi o no dalla condotta illecita.

In sede di liquidazione del risarcimento del danno conseguente ad intervenuta occupazione illegittima del terreno, non può valorizzarsi, in termini di compensatio lucri cun damno, l'avvenuta realizzazione di un nuovo distributore di carburanti, che, seppur pu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...n linea di principio, aver determinato un incremento del valore delle aree rimaste di proprietà del ricorrente, non ha attribuito a quest'ultimo un vantaggio specifico e direttamente collegato alla realizzazione dell'opera, idoneo a differenziare la sua posizione da quella di ogni altro proprietario frontista.

La nuova destinazione edificabile dei lotti residui conseguente al definitivo riassetto urbanistico della zona per effetto di nuova strada da cui è scaturita l'occupazione di area privata, non va ad incrementare il valore del bene occupato ma tale beneficio andrebbe semmai dedotto dal risarcimento richiesto in applicazione del principio della "compensatio lucri cum damno".

Ai fini della compensatio lucri cum damno, deve rilevare un vantaggio non generico e non comune a quello ottenuto o ottenibile, per effetto dell'opera, dagli altri immobili della zona; qualora aumento del valore di mercato risulta essere un dato comune a tutti gli immobili interessati dall'opera, non può essere valutato ai fini della quantificazione del danno subito dal ricorrente.

Ai fini della compensatio lucri cum damno ex art. 41 L. n. 2359/1865 (attualmente recepito nell'art. 33 del d.P.R. n. 327/2001), il vantaggio non deve... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...erico e comune a quello ottenuto o ottenibile dagli altri immobili ubicati nella zona per effetto dell'opera; ne consegue che la presenza di un parcheggio pubblico di fronte alla proprietà privata ed il miglioramento del collegamento viario non costituisce un giovamento specifico e non comune agli altri immobili.

In ipotesi di procedura ablativa riguardante porzione di area pertinenziale di fabbricato, si può ritenere che determinati fattori, quali la riqualificazione della zona conseguenza della realizzata opera pubblica e la facoltà di incrementare la superficie complessiva (SC) del fabbricato residuo, possano ridurre, anche in misura considerevole, il deprezzamento dei fabbricati dovuto all'espropriazione di parte delle aree pertinenziali ad essi accedenti, ma non al punto di azzerarlo totalmente.

Nel calcolo del risarcimento del danno conseguente ad intervenuta occupazione sine titulo del bene, non deve essere considerata la diminuzione patrimoniale del terreno residuo rimasto in proprietà del privato, qualora emerga che le zone attigue a quelle oggetto di acquisizione, ancorché intercluse, abbiano beneficiato dal punto di vista economico della realizzazione dell'opera pubblica (nel caso di specie ampliamento d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tradale).

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> DALLA REALIZZAZIONE DELL'OPERA

L'inosservanza da parte dell'Amministrazione, nella realizzazione di un'opera pubblica, delle specifiche disposizioni di legge e di regolamento nonché le comuni regole di diligenza e prudenza disciplinanti quell'attività, comporta la responsabilità della P.A. per i danni arrecati a terzi. Per poter pervenire a tale risultato è tuttavia indispensabile che la parte quanto meno prospetti una concreta violazione normativa poiché in ogni altro caso in cui dall'esecuzione materiale di un'opera pubblica non illecita e tecnicamente corretta derivi alla proprietà privata un danno tale da ridurre il valore di scambio del bene, il soggetto leso non potrà vantare altro diritto se non quello all'indennizzo previsto ex art. 46 L. n. 2359 del 1865.

Vanno risarciti i danni conseguenti alle turbative arrecate alla proprietà del fondo durante l'esecuzione dei lavori.


 
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