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Occupazione illegittima: il risarcimento dei danni morali

Ammissibile la domanda di risarcimento del danno non patrimoniale nel caso in cui il provvedimento amministrativo illegittimo colpisca interessi della persona collegati a diritti fondamentali riconosciuti dalla Costituzione. In base a quanto disposto dall'art.42 bis D.P.R.327/2001, al valore di mercato, che definisce l'ammontare dell'indennizzo dovuto per l'espropriazione del bene, potrà essere aggiunto un ulteriore 10% a risarcimento del danno non patrimoniale subito dal privato

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titolo:OCCUPAZIONI ED ESPROPRI ILLEGITTIMI
anno:2014
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PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> CEDU --> DANNO MORALE

I sentimenti di impotenza e frustrazione derivanti dall'espropriazione illegittima, sono causa di danni morali ai proprietari che devono essere ripagati in modo adeguato (quantificabili nel caso di specie in € 15.000 a favore di ciascuna proprietario).

La giurisprudenza ha affermato che ai diritti tutelati dalla Convenzione EDU, non spetta il rango di diritti costituzionalmente protetti; ciò in quanto la Convenzione, pur essendo dotata di una natura che la distingue dagli obblighi nascenti da altri Trattati internazionali, non assume, in forza dell'art. 11 Cost., il rango di fonte costituzionale, né può essere parificata, a tali fini, all'efficacia del diritto comunitario nell'ordinamento interno. Ne consegue che non è sufficiente il mero richiamo degli orientamenti espressi in sede risarcitoria dalla Corte europea dei Diritti dell'Uomo per ottenere il risarcimento danno morale.

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> DANNO --> MORALE/NON PATRIMONIALE

Va respinta, nel caso di reintegrazione in forma specifica, la domanda di risarcimento dei danni non patrimoniali, qualora non sia fornita la prova adeguata del p... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...concretamente subito. Ciò, evidentemente, non pregiudica la liquidazione automatica di tale voce di danno nell'ipotesi in cui venga adottato il provvedimento di acquisizione sanante ex art. 42 bis DPR 327/2001.

In ipotesi di occupazione illegittima, qualora le parti giungano ad una cessione bonaria delle aree, l'indennizzo per il pregiudizio patrimoniale è determinato in misura corrispondente al valore venale del bene utilizzato per scopi di pubblica utilità. Tale valore di mercato dovrà essere aumentato del 10 % a titolo di risarcimento del danno non patrimoniale, secondo il criterio recato dall'art. 42 bis del T.U.E. per la determinazione dell'indennizzo dovuto in caso di acquisizione coattiva del bene da parte della P.A., criterio applicabile, per analogia, alla fattispecie risarcitoria.

In ipotesi di occupazione illegittima, non è sufficiente il richiamo al disposto dell'art. 42-bis DPR 327/2001 per fondare la richiesta di risarcimento del danno morale, qualora tale norma non sia stata utilizzata dall'Amministrazione nella fattispecie.

È ammissibile la domanda di risarcimento del danno non patrimoniale nel caso in cui il provvedimento amministrativo illegittimo colpisca interessi della per... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ati a diritti fondamentali riconosciuti dalla Costituzione come la libertà di religione.

La legge consente una liquidazione automatica dei danni non patrimoniali soltanto nell'ipotesi, meramente eventuale, in cui venga adottato il provvedimento di acquisizione ex art. 42 bis DPR 327/2001.

Al di fuori dall'ipotesi di adozione di un atto ex art. 42-bis d.p.r. n. 327/2001, non può trovare ingresso la proposta domanda di risarcimento del danno non patrimoniale, quale autonomo titolo risaritorio. Se pur è vero che del danno non patrimoniale, od altrimenti formulando, esistenziale, "la relativa prova, tuttavia, può essere fornita anche a mezzo di presunzioni" non è men vero che queste ultime, a norma dell'art. 2727 c.c., sono conoscenze circa fatti ignoti tratte da fatti noti – i quali ultimi, in base al principio della domanda, non possono attenere alla scienza privata del giudice, e sono oggetto di uno specifico onere processuale a carico del soggetto che di quelle conoscenze voglia giovarsi a proprio esclusivo beneficio.

In ipotesi di acquisizione del bene illegittimamente occupato, è dovuto un indennizzo da calcolarsi avuto riguardo al valore di mercato dei terreni; tale valore di mercato ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...; essere aumentato del 10% a titolo di risarcimento del danno non patrimoniale, secondo il criterio recato dall'art. 42 bis D.P.R. 327/2001.

Ai fini della quantificazione dell'indennizzo per il pregiudizio patrimoniale conseguente alla perdita della proprietà del bene illegittimamente occupato, deve aversi riguardo al valore di mercato dell'immobile; tale valore di mercato dovrà essere aumentato del 10 % a titolo di risarcimento del danno non patrimoniale, secondo il criterio recato dall'art. 42 bis del TU sulle espropriazioni per la determinazione dell'indennizzo dovuto in caso di acquisizione coattiva del bene da parte della P.A., criterio applicabile, per analogia, alla fattispecie risarcitoria.

Nell'ipotesi di occupazione acquisitiva deve essere corrisposto ai proprietari il danno non patrimoniale forfettariamente liquidato, ai sensi dell'art. 42 bis del DPR n. 327/2001, applicabile anche ai procedimenti espropriativi non definiti, nella misura del 10% del valore venale del bene alla data del trasferimento di proprietà.

Il danno non patrimoniale comprende il danno biologico in senso stretto, inteso come lesione dell'integrità psico-fisica della persona, il danno morale come tradizionalmente inteso, cio&... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...le turbamento dello stato d'animo della vittima, e tutti quei pregiudizi esistenziali diversi ed ulteriori, purché costituenti conseguenza di una lesione di interessi costituzionalmente protetti ovvero di rango costituzionale inerenti alla persona.

La quantificazione del danno non patrimoniale va effettuata in via equitativa.

Il danno non patrimoniale costituisce una categoria ampia ed onnicomprensiva di tutti i pregiudizi patiti dalla vittima senza inammissibili duplicazioni risarcitorie.

Il danno biologico è suscettibile di accertamento medico-legale indipendentemente dalla sua incidenza patrimoniale, ma deve trovare giustificazione in una prova concreta e puntuale delle lesioni subite e delle loro stabili conseguenze negative.

La liquidazione del danno alla salute deve essere capace di cogliere nella sua totalità il pregiudizio subito dal soggetto nella sua integrità psico-fisica, tenendo conto anche delle sofferenze morali e future che il destinatario dell'azione lesiva si vedrà costretto a subire ovvero è presumibile che subisca o che possa subire in seguito.

Il riferimento al danno non patrimoniale contenuto nell'art. 42 bis DPR 327/2001, costituisce disposi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ativa, che impone la necessità di opportuna considerazione anche in sede di risarcimento del danno per illecita occupazione.

Nella liquidazione del danno biologico occorre considerare tutte le circostanze del caso concreto e, specificamente, la gravità delle lesioni, i postumi permanenti, l'età, l'attività svolta, le condizioni sociali e familiari del danneggiato.

Alla risarcibilità del danno morale ex art. 2059 c.c. e 185 c.p., non osta il mancato positivo accertamento della colpa dell'autore del danno, se essa, come nei casi di cui agli artt. 2051 e 2054 c.c., debba ritenersi sussistente in base a una presunzione di legge e se, ricorrendo la colpa, il fatto sarebbe qualificabile come reato.

In ipotesi di occupazione illegittima, non è dovuto il ristoro del danno morale; ciò in quanto il risarcimento del danno non patrimoniale, ai sensi dell'art. 2059 c.c., consegue alla lesione di interessi inerenti la persona che non siano connotati da rilevanza economica.

Il danno non patrimoniale è il danno determinato dalla lesione di interessi inerenti la persona, senza che possa essere suddiviso in diverse poste risarcitorie che hanno solo valore descrittivo ed al cui inter... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...locazione anche il danno da lesione del diritto inviolabile della salute (articolo 32 Cost.).

L'ambito di risarcibilità del danno non patrimoniale non si identifica nei soli casi determinati dalla legge ma ricomprende anche ogni lesione di diritti inviolabili della persona costituzionalmente riconosciuti.

Il danno biologico, da intendersi non come autonoma figura di danno, ma quale aspetto particolare della categoria generale "del danno non patrimoniale", va inteso come lesione temporanea e permanente all'integrità psicofisica della persona suscettibile di accertamento medico - legale che esplica un'incidenza negativa sulle attività quotidiane e sugli aspetti dinamico - relazionali della vita del danneggiato, indipendentemente da eventuali ripercussioni sulla sua capacità di reddito e che, quale pregiudizio alla salute. trova, appunto, fondamento nell'articolo 32 Cost..

Il danno morale non individua un'autonoma sottocategoria di danno, ma descrive un pregiudizio non patrimoniale caratterizzato dalla sofferenza morale, la cui liquidazione deve essere effettuata con criterio equitativo ai sensi dell'articolo 1226 c.c..

In materia di danno non patrimoniale va condiviso il sistema della... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ne tabellare c.d."a punto", consistente nell'attribuire ad ogni punto di invalidità permanente un certo valore, crescente in. funzione del crescere dell'invalidità accertata ed aumentato in riferimento all'inserimento nel valore di liquidazione medio sia dei risvolti anatomo - funzionali e relazionali medi che della componente di danno non patrimoniale relativa alla "sofferenza soggettiva" secondo una percentuale ponderata.

Persino nelle letture giurisprudenziali più restrittive, la lesione alla integrità psicofisica ed alla conseguente vita di relazione, una volta provata, è fonte di danni risarcibili.

La pretesa risarcitoria avente ad oggetto il danno non patrimoniale - ove non si sia verificato un mero disagio o fastidio, inidoneo, ex se, a fondare una domanda di risarcimento del danno - esige una allegazione di elementi concreti e specifici da cui desumere, secondo un criterio di valutazione oggettiva, l'esistenza e l'entità del pregiudizio subito, il quale non può essere ritenuto sussistente in re ipsa, né è consentito l'automatico ricorso alla liquidazione equitativa.

Non appaiono meritevoli di tutela risarcitoria i danni non patrimoniali asserita... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...stenti in disagi, fastidi, disappunti, ansie, paura per la compromissione della proprietà ed in ogni altro tipo di insoddisfazione concernente gli aspetti più disparati della vita quotidiana che ciascuno conduce nel contesto sociale, né lo sono, analogamente, i pregiudizi ai diritti della personalità, dell'onore e della reputazione; ciò in quanto, attesa l'inesistenza di un diritto alla qualità della vita, allo stato di benessere, alla serenità, il diritto deve essere inciso oltre una certa soglia minima, cagionando un pregiudizio serio.

Il risarcimento del danno non patrimoniale è dovuto solo nel caso in cui sia superato il livello di tollerabilità ed il pregiudizio non sia futile. Superamento che abbisogna di opportuna dimostrazione, in quanto non può ritenersi automaticamente connaturato con una normale procedura espropriativa.

Il danno non patrimoniale costituisce oggi, a seguito della più recente evoluzione giurisprudenziale, nozione unitaria che ricomprende al suo interno tutte quelle voci di danno precedentemente denominate come danno biologico, danno morale e, nei casi nei quali era ammesso, il c.d. danno esistenziale.

Il danno non patrimoniale deve r... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sarcibile non solo neli casi contemplati da apposita previsione di legge ma anche in caso di lesione dei valori fondamentali della persona tutelati dalle disposizioni immediatamente precettive della Carta Costituzionale, a condizione che la lesione del diritto costituzionale sia qualificata dalla serietà dell'offesa e dalla gravità delle conseguenze nella sfera personale e che il danneggiato fornisca la prova, oltre dell'evento dato dalla sussistenza di una lesione del diritto costituzionalmente primario che superi la soglia della tollerabilità, anche sdella ricorrenza di significative ripercussioni pregiudizievoli sotto il profilo del danno conseguenza.

Il semplice ritardo, che la condotta amministrativa ha cagionato, nell'inizio di un'attività economica è risarcibile come danno non patrimoniale a condizione che si ripercuota oltre la soglia della tollerabilità, sulla qualità della vita e sulla sfera esistenziale.

Alla luce della giurisprudenza più recente in materia di danno non patrimoniale, presupposti indefettibili della risarcibilità di tale danno sono la lesione di diritti inviolabili della persona e la gravità della lesione sofferta.

Al di fuori dei casi con... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... modo specifico dalla legge ordinaria, solo la lesione di un diritto inviolabile della persona concretamente individuato dalla Costituzione è fonte di responsabilità risarcitoria non patrimoniale; l'attività dell'amministrazione – finalizzata all'acquisizione di una strada privata seppur senza titolo – incide su una pretesa di natura economico-patrimoniale di medio spessore, e non è idonea a provocare la lesione di un diritto costituzionalmente qualificato.

Nella categoria del danno non patrimoniale deve ricomprendersi ogni danno derivante da lesioni di valori inerenti alla persona: il danno morale soggettivo, inteso come transeunte turbamento dello stato d'animo della vittima, il danno biologico in senso stretto, inteso come lesione all'interesse costituzionalmente garantito all'integrità fisica e psichica della persona, il danno c.d. esistenziale derivante dalle lesione degli interessi legati alle condizioni di vita della persona.

I danni non patrimoniali alla persona non sono configurabili ex se, ma devono essere dimostrati con allegazioni documentali e/o a mezzo di circostanze e precise indicazioni che comprovino tali avvenuti disagi e stati di sofferenza.

PATOLOGIA --> RISARCIMENT... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... --> DANNO --> MORALE/NON PATRIMONIALE --> CONDIZIONI

Il comma 1 dell'art. 42 bis d.p.r. n. 327/2001, nella parte in cui prevede una liquidazione automatica e forfettaria del pregiudizio non patrimoniale da utilizzazione senza titolo di un bene per scopi di interesse pubblico cui segue il provvedimento di esproprio in sanatoria, non è immediatamente applicabile alla diversa ipotesi del risarcimento del danno, in ordine al quale (ed allo specifico profilo del ristoro del pregiudizio non patrimoniale), detta disposizione può essere considerata solo come espressione di un principio generale, e non come norma comportante uno specifico ed automatico riconoscimento di tale tipologia di danno risarcibile anche in mancanza di prova sul punto.

In ipotesi di occupazione illegittima non è invocabile il risarcimento del danno morale in mancanza della specifica indicazione dei profili di pregiudizio di cui si chiede il risarcimento, della dimostrazione del pregiudizio stesso e della sua compiuta quantificazione.

Il danno non patrimoniale è risarcibile nei soli casi "previsti dalla legge" e cioè, secondo un'interpretazione costituzionalmente orientata dell'art.2059 c.c., a) quando il fatto illecito sia as... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... configurabile come reato; b) quando ricorra una delle fattispecie in cui la legge espressamente consente il ristoro del danno non patrimoniale anche al di fuori di un'ipotesi di reato; c) quando il fatto illecito abbia violato in modo grave diritti inviolabili della persona, come tali oggetto di tutela costituzionale.

La previsione dell'indennizzo (anche) per il pregiudizio non patrimoniale subito dal proprietario spogliato del proprio diritto non comporta – anche nell'ipotesi normativamente prevista - alcuna automatica attribuzione di una somma a tale titolo, dovendo in ogni caso accertarsi la sussistenza e natura del detto pregiudizio, nonché la sussistenza di un nesso di causalità che consenta di attribuire il detto pregiudizio all'attività e/o ai comportamenti della pubblica amministrazione.

Secondo la giurisprudenza della Corte di Cassazione il danno non patrimoniale è risarcibile anche quando non sussiste un fatto-reato, né ricorre alcuna delle altre ipotesi in cui la legge consente espressamente il ristoro dei pregiudizi non patrimoniali, a tre condizioni: a) che l'interesse leso - e non il pregiudizio sofferto - abbia rilevanza costituzionale; b) che la lesione dell'interesse sia grave, nel senso che... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...uperi una soglia minima di tollerabilità; c) che il danno non sia futile, vale a dire che non consista in meri disagi o fastidi, ovvero nella lesione di diritti del tutto immaginari, come quello alla qualità della vita od alla felicità.

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> DANNO --> MORALE/NON PATRIMONIALE --> CONDIZIONI --> DOMANDA

La previsione dell'indennizzo anche per il pregiudizio non patrimoniale subito dal proprietario spogliato del proprio diritto non comporta - anche nell'ipotesi normativamente prevista - alcuna automatica attribuzione di una somma a tale titolo dovendo, nel caso concreto, accertarsi la sussistenza e natura del detto pregiudizio, nonché la sussistenza di un nesso di causalità che consenta di attribuire il detto pregiudizio all'attività e/o ai comportamenti della pubblica amministrazione.

Nel nostro ordinamento, il danno non patrimoniale è risarcibile solo quando la legge espressamente ne consente il ristoro e deve concernere la grave lesione degli specifici interessi tutelati e diritti inviolabili della persona oggetto di tutela costituzionale che devono essere selezionati caso per caso dal giudice. Il diritto al risarcimento del danno costi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tti un diritto disponibile per cui il giudice non può procedere ex officio a determinare l'indennizzo per un pregiudizio non patrimoniale, in difetto di esercizio dello specifico potere di azione da parte dell'interessato.

Il danno non patrimoniale è risarcibile nei soli casi "previsti dalla legge" e cioè, secondo un'interpretazione costituzionalmente orientata dell'art.2059 c.c., a) quando il fatto illecito sia astrattamente configurabile come reato; b) quando ricorra una delle fattispecie in cui la legge espressamente consente il ristoro del danno non patrimoniale anche al di fuori di un'ipotesi di reato; c) quando il fatto illecito abbia violato in modo grave diritti inviolabili della persona, come tali oggetto di tutela costituzionale. Occorre dunque verificare la sussistenza di un pregiudizio non patrimoniale a ciò provvedendo il giudice in quanto ne venga investito a domanda di parte atteso che il diritto al risarcimento del danno è un diritto disponibile.

La circostanza che il nuovo testo dell'art. 42-bis DPR 327/2001 preveda anche (ed ex novo) l'indennizzo per il pregiudizio non patrimoniale sofferto, se può essere utilizzato dal giudice come argomento per estendere la responsabilità risarcito... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ubblica Amministrazione anche ai pregiudizi non patrimoniali/danni morali patiti dall'interessato, tuttavia non può nascondere che, nel caso di specie, il giudice proceda ad esaminare la sussistenza (o meno) di una autonoma e distinta voce di danno, fondante una altrettanto autonoma e distinta obbligazione risarcitoria. Il che a tutta evidenza comporta la necessità della domanda di parte.

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> DANNO --> MORALE/NON PATRIMONIALE --> CONDIZIONI --> TRASFERIMENTO DEL BENE

Il risarcimento del danno non patrimoniale è inscindibilmente legato al meccanismo - ovvero all'azione dell'amministrazione - di cui all'articolo 42-bis del D.P.R. n. 327 del 2001.

Con riferimento al danno non patrimoniale, va rilevato che l'art. 42 bis, comma 1, del d.P.R. n. 327/2001, sancisce il principio dell'indennizzabilità dello stesso in capo al proprietario per la perdita del diritto di proprietà; il danno non patrimoniale non può pertanto essere risarcito in ipotesi in cui il trasferimento della proprietà non sia avvenuto.

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> DANNO --> MORALE/NON PATRIMONIALE --> DA FUMUS PERSECUTIONIS

... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tenza del "danno esistenziale da fumus persecutionis" deve essere ancorata a un pregiudizio ai diritti inviolabili della persona, ulteriore e diverso rispetto a quello dedotto in via principale (nel caso di specie consistente nel grave vulnus al diritto di proprietà per ipotesi di occupazione sine titulo).

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> DANNO --> MORALE/NON PATRIMONIALE --> DISCARICA

La realizzazione di una discarica provochi danni a chi debba frequentare abitualmente la località nella quale questa è situata, e tali danni non possono essere limitati al fatto puramente patrimoniale.

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> DANNO --> MORALE/NON PATRIMONIALE --> TEMPI DI LIQUIDAZIONE

In ipotesi di occupazione illegittima, sono ravvisabili i presupposti per il riconoscimento del danno morale collegato con il protratto ritardo nella liquidazione del corrispettivo relativo al fondo occupato, qualora lo stesso sia imputabile esclusivamente all'Amministrazione che non ha condotto a buon fine l'occasione offerta della proposta transattiva formulata dal proprietario ricorrente, che si è tempestivamente e debitamente attivato a tutela della sua pretesa, sin dalla scaden... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...odo di occupazione legittima.

In ipotesi di occupazione illegittima, non sono ravvisabili i presupposti per il riconoscimento del danno morale collegato con il protratto ritardo nella liquidazione del corrispettivo relativo al fondo occupato, qualora lo stesso sia in parte uguale imputabile anche al ricorrente, che avrebbe potuto agire a tutela della sua pretesa sin dalla scadenza del periodo di occupazione legittima.

Si deve escludere, in mancanza di prova specifica, che il lasso di tempo impiegato per la liquidazione del danno conseguente ad occupazione illegittima, abbia cagionato una lesione estesa anche ai diritti fondamentali della persona, tali da giustificare la risarcibilità del danno morale o non patrimoniale; ciò in particolare in ipotesi in cui l'inattività dell'avente titolo abbia contribuito alla lunghezza della procedura di ristoro.


 
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