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La Corte EDU e il risarcimento dovuto a seguito di occupazione acquisitiva

È necessario trovare il giusto equilibrio tra l'interesse generale della comunità e la salvaguardia dei diritti fondamentali dell'individuo, tra cui rientra anche il diritto alla proprietà privata. In ipotesi di espropriazione illegittima i proprietari hanno diritto al pieno valore posseduto dalla proprietà alla data di inizio dell'occupazione. Il danno derivante dall'indisponibilità del terreno illegittimamente occupato dalla P.A. deve essere risarcito.

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PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> CEDU

Secondo la giurisprudenza della Corte europea (29 marzo 2006, caso Scordino), "una misura che costituisce interferenza nel diritto al rispetto dei beni deve trovare il giusto equilibrio tra le esigenze dell'interesse generale della comunità e le esigenze imperative di salvaguardia dei diritti fondamentali dell'individuo", non potendosi garantire in tutti i casi il diritto dell'espropriato al risarcimento integrale in quanto obiettivi legittimi di pubblica utilità possono giustificare un rimborso inferiore al valore commerciale effettivo. In ogni caso la liquidazione del danno per l'occupazione acquisitiva stabilita in misura superiore a quella stabilita per l'indennità di espropriazione, ma in una percentuale non apprezzabilmente significativa, non permette di escludere la violazione del diritto di proprietà come garantito dalla norma convenzionale.

Qualora, a seguito delle sentenze della Corte Costituzionale n. 348 e 349 del 2007 e della L. n. 244 del 2007, il giudice nazionale, in ipotesi di espropriazione indiretta, riconosciuti in modo esplicito il contrasto con l'articolo 1 del Protocollo n ° 1, come interpretato la giurisprudenza della Corte, la violazione ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ietà del richiedente e l'obbligo per l'amministrazione per rimediare alla violazione, abbia condannato l'Amministrazione a pagare il risarcimento pari al valore di mercato del terreno oltre rivalutazione e interessi dalla data della trasformazione irreversibile, può ritenersi che il risarcimento accordato, conforme ai criteri stabiliti dalla Corte nella sentenza Guiso Gallisay (citata sopra, § 105), sia adeguato e sufficiente. Alla luce di queste considerazioni, la ricorrente non può più pretendere di essere una "vittima" della presunta violazione, ai sensi dell'articolo 34 della Convenzione.

In base ai nuovi criteri stabiliti dalla Grande Camera (Guiso-Gallisay V. Italia n. 58858/00, 22 dicembre 2009), in ipotesi di espropriazione indiretta, il risarcimento corrisponde al valore effettivo del terreno al momento della perdita della proprietà; detratta la somma eventualmente concessa a livello nazionale, l'importo così determinato deve essere attualizzato per compensare gli effetti dell'inflazione. Sono dovuti altresì gli interessi per compensare, almeno in parte, il lungo periodo di tempo trascorso dall'espropriazione del bene.

Secondo la giurisprudenza della Corte europea (29 marzo 2006, caso Sc... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... liquidazione del danno per l'occupazione acquisitiva stabilita in misura superiore a quella stabilita per l'indennità di espropriazione, ma in una percentuale non apprezzabilmente significativa, non permette di escludere la violazione del diritto di proprietà come garantito dalla norma convenzionale.

Qualora a livello nazionale sia stata accordata una somma a titolo di risarcimento del danno conseguente ad occupazione illegittima e poi sia intervenuta pronuncia giudiziale che abbia dichiarato la prescrizione del diritto a tale risarcimento, la rinuncia da parte delle autorità nazionali per le sue pretese nei confronti dei ricorrenti in combinazione con il pagamento delle somme liquidate a titolo di danno morale e risarcimento per la mancata disponibilità del bene per il periodo in cui si è protratta l'occupazione, è misura idonea a porre fine alla violazione dell'articolo 1 del Protocollo n ° 1 della Convenzione EDU.

In ipotesi di espropriazione indiretta va risarcito il danno derivante dalla indisponibilità del terreno durante il periodo intercorrente dall'inizio della occupazione legittima fino alla perdita della proprietà.

In ipotesi di espropriazione indiretta, va risarc... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o derivante dall'indisponibilità del terreno durante il periodo intercorrente dall'inizio della occupazione legittima fino alla perdita della proprietà. Da questo importo deve essere detratta la somma già ottenuta a titolo di indennità di occupazione.

In ipotesi di espropriazione indiretta va risarcito il danno derivante dalla indisponibilità del terreno.

In ipotesi di espropriazione indiretta va risarcito il danno derivante dalla indisponibilità del terreno durante il periodo compreso tra l'inizio della occupazione regolare fino alla perdita della proprietà.

In base ai nuovi criteri stabiliti dalla Grande Camera (Guiso-Gallisay V. Italia n. 58858/00, 22 dicembre 2009), in ipotesi di espropriazione indiretta, il risarcimento corrisponde al valore effettivo del terreno al momento della perdita della proprietà; detratta la somma eventualmente concessa a livello nazionale, l'importo così determinato deve essere attualizzato per compensare l'inflazione, oltre gli interessi.

In ipotesi di espropriazione indiretta va risarcito il danno derivante dall'indisponibilità del terreno durante il periodo compreso tra inizio della occupazione regolare fino alla perd... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...roprietà. Da tale importo sarà detratto l'importo già percepito dal ricorrente a livello nazionale come compenso per l'occupazione.

Alla luce dei principi desumibili dalla giurisprudenza della Corte EDU, la liquidazione del danno per l'occupazione acquisitiva stabilita in misura superiore a quella stabilita per l'indennità di espropriazione, ma in una percentuale non apprezzabilmente significativa, non permette di escludere la violazione del diritto di proprietà come garantito dalla norma convenzionale. Il danno subito da parte ricorrente va dunque liquidato tenendo conto del valore venale del fondo alla data della realizzazione dell'opera.

In ipotesi di espropriazione illegittima i proprietari hanno diritto al pieno valore della proprietà; la data per la quantificazione del danno non deve essere quella della pronuncia della Corte bensì quella in cui si è verificata la perdita della proprietà.

In ipotesi di espropriazione indiretta il risarcimento va determinato sulla base del valore di mercato del bene alla data della perdita della proprietà quale accertata dal giudice nazionale, senza considerare il plusvalore determinato dall'opera realizzata; la somma così... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ta, detratto l'importo ottenuto a livello nazionale, va attualizzata al valore corrente al fine di compensare gli effetti dell'inflazione oltre ad interessi, nella misura dell'interesse semplice legale sulla somma capitale progressivamente rivalutata, per compensare il lungo periodo in cui i proprietari sono stati privati del terreno. Detti principi possono essere applicati dal giudice nazionale per le controversie pendenti e per i casi futuri.

In ipotesi di espropriazione illegittima è dovuto il risarcimento per la mancata disponibilità del terreno dall'inizio dell'occupazione legittima fino alla perdita della proprietà.

Secondo la giurisprudenza della Corte Europea la liquidazione del danno per l'occupazione acquisitiva in misura superiore a quella stabilita per l'indennità di espropriazione, ma in una percentuale non apprezzabilmente significativa, non permette di escludere la violazione del diritto di proprietà come garantito dalla norma convenzionale.

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> CEDU --> PLUSVALORE DERIVANTE DALL'OPERA ABUSIVA

Nel caso di Guiso-Gallisay V. Italia (n. 58858/00, 22 dicembre 2009), la Great House ha cambiato la giurisprudenza della Corte per qua... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a i criteri di indennizzo in caso di espropriazione indiretta. In particolare, la Grande Camera ha deciso di respingere le richieste dei ricorrenti nella misura in cui esse si basano sul valore del terreno alla data della decisione della Corte e di non prendere in considerazione per valutare i danni materiali, il costo di costruzione di edifici costruiti da parte dello Stato.

Nel caso di Guiso-Gallisay V. Italia (n. 58858/00, 22 dicembre 2009), la Great House ha cambiato la giurisprudenza della Corte per quanto riguarda i criteri di indennizzo in caso di espropriazione indiretta. In particolare, la Grande Camera ha deciso di respingere le richieste dei ricorrenti nella misura in cui esse si basano sul valore del terreno alla data della decisione della Corte e di non prendere in considerazione per valutare i danni materiali, il costo di costruzione di edifici costruiti da parte dello Stato sul territorio.

Il caso di Guiso-Gallisay V. Italia (n. 58858/00, 22 dicembre 2009), Great House ha cambiato la giurisprudenza della Corte per quanto riguarda i criteri di indennizzo in caso di espropriazione indiretta. In particolare, la Grande Camera ha deciso di respingere le richieste dei ricorrenti nella misura in cui esse si basano sul valore del terreno alla... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... decisione della Corte e di non prendere in considerazione per valutare i danni materiali, il costo di costruzione di edifici costruiti da parte dello Stato sul territorio.

La giurisprudenza della Corte EDU, iniziata con la sentenza Papamichalopoulos et autres c. Grèce, proseguita e consolidata in altre sentenze (Carbonara et Ventura c. Italie, n. 24638/94, 11/12/2003; Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italie, n. 31524/96, 30/10/2003; Scordino c. Italie (n. 1), n. 43662/98, Pasculli c. Italie, n. 36813/97, Scordino c. Italie (n.3) e Pasculli c. Italie n. 36818/97, 4/12/2007), ha rilevato che in ipotesi di espropriazione illegittima, qualora la restituzione del terreno, che sola potrebbe ripristinare la situazione preesistente all'illecito, non sia possibile, lo Stato è tenuto a pagare una somma corrispondete al valore del terreno aumentato di una somma corrispondente all'incremento di valore derivante dagli edifici realizzati.

L'applicazione della sentenza Papamichalopoulos et autres c. Grèce ai casi di espropriazione indiretta può di per sé portare ad anomalie. La specificità del caso rendono inappropriata, infatti, l'applicazione dei principi che dalla sentenza stessa emergono per le ipotesi di espropriazion... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ....

In ipotesi di espropriazione indiretta, è opportuno adottare un nuovo approccio rispetto a quanto statuito nella sentenza Papamichalopoulos et autres c. Grèce. Nella determinazione del valore di mercato del bene non deve tenersi conto dei costi di costruzione degli edifici costruiti da parte dell'Amministrazione; questo metodo può infatti introdurre disparità di trattamento dei richiedenti in base al tipo di struttura costruita dalla pubblica amministrazione che non ha alcun collegamento con il potenziale originario del terreno oltre che attribuire al risarcimento una finalità punitiva per lo Stato e non una funzione di compensazione per i ricorrenti.

PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> CEDU --> TUTELA RESTITUTORIA/RISARCITORIA

In ipotesi di occupazione sine titulo, la piena fungibilità dell'azione risarcitoria per equivalente e di quella restitutoria risulta confermata dalla più recente giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, (CEDU, Seconda Sezione, 21 ottobre 2008 - ricorso n. 58858/00 - in causa Guiso-Gallisay c. Italia), che ha affermato come, al fine di valutare il pregiudizio subito dai ricorrenti, si deve prendere in considerazione la data in cui... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ssati hanno avuto la certezza giuridica di aver perso i loro diritti di proprietà sul bene espropriato.

La Grande Camera, con la Decisione del 22 dicembre 2009 in causa Guiso-Gallisay contro Italia (ricorso n. 58858/00), ha confermato l'impossibilità di ricondurre tout court l'espropriazione indiretta agli altri casi di usurpazione dei diritti di proprietà dei privati ad opera delle amministrazioni pubbliche, stabilendo con riferimento ai casi in cui i ricorrenti: a) hanno perduto la proprietà in seguito alla costruzione di opere pubbliche; b) nel procedimento interno non hanno richiesto la restituzione dei beni interessati dalle predette opere; c) i terreni non sono stati occupati senza alcun fondamento giuridico, ma secondo una procedura di urgenza e in base ad una dichiarazione di pubblica utilità ai fini della costruzione di opere pubbliche, la necessità di regole particolari e meno rigide nella quantificazione dei danni.


 
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