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Questioni di legittimità costituzionale e di compatibilità CEDU sull'art. 42-bis del dPR 327/2001


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Avvocato, Responsabile Servizio Espropri Amministrazione provinciale di Catanzaro

PATOLOGIA --> OPERA PUBBLICA --> OCCUPAZIONE ILLEGITTIMA --> ACQUISIZIONE SANANTE --> ART. 42 BIS DPR 327/2001 --> CONVENZIONE EUROPEA DIRITTI DELL UOMO

La costante giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo ha disapprovato l'istituto della cd. accessione invertita, nonché dell'art. 42 bis del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 (che ha introdotto un procedimento espropriativo semplificato).

La Corte Costituzionale, con la sent. n. 71/2015, ha concluso che la norma di cui all'art. 42 bis DPR 327/2001 consente di prefigurare, per le situazioni successive alla sua entrata in vigore, l'applicazione della norma come extrema ratio, escludendo che essa possa costituire una semplice alternativa ad una procedura espropriativa condotta «in buona e debita forma», come imposto, dalla giurisprudenza della Corte EDU; di considerare rispettata la condizione, posta dalla stessa Corte EDU nella sentenza Scordino del 6 marzo 2007, secondo cui lo Stato italiano avrebbe dovuto «sopprimere gli ostacoli giuridici che impediscono la restituzione del terreno sistematicamente e per principio»; di impedire alla pubblica amministrazione – ancora una volta in coerenza con le raccomandazioni della Corte EDU - di trarre ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...alla situazione di fatto da essa stessa determinata.

La Corte Costituzionale, con la sent. n. 71/2015, ha concluso che la norma di cui all'art. 42 bis DPR 327/2001 consente di prefigurare, per le situazioni successive alla sua entrata in vigore, l'applicazione della norma come extrema ratio, escludendo che essa possa costituire una semplice alternativa ad una procedura espropriativa condotta «in buona e debita forma», come imposto, dalla giurisprudenza della Corte EDU; di considerare rispettata la condizione, posta dalla stessa Corte EDU nella sentenza Scordino del 6 marzo 2007, secondo cui lo Stato italiano avrebbe dovuto «sopprimere gli ostacoli giuridici che impediscono la restituzione del terreno sistematicamente e per principio»; di impedire alla pubblica amministrazione – ancora una volta in coerenza con le raccomandazioni della Corte EDU - di trarre vantaggio dalla situazione di fatto da essa stessa determinata.

La procedura prevista dall'art. 42-bis DPR 327/2001 non rappresenta più (per usare il linguaggio della Corte di Strasburgo), il punto di emersione di una defaillance structurelle dell'ordinamento italiano (rispetto a quello europeo) ma costituisce, essa stessa, espropriazione adottata secondo il... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...la «buona e debita forma» predicato dal paradigma europeo.

Nella sentenza n. 30 aprile 2015 n. 71, la Corte costituzionale ha espressamente preso posizione, con una forma di interpretazione, sulla compatibilità dell'art. 42 bis DPR 327/2001 con la Convenzione europea dei diritti dell'uomo. Nel dettaglio, la Corte costituzionale ha espressamente motivato la sua decisione sulla ricostruzione di un sistema che sia integralmente compatibile con la tutela della proprietà, di cui alla convenzione, dandone espressamente atto al punto 6.9. della sua sentenza. Gli argomenti ivi esposti giustificano negli stessi termini con cui si è pronunciata la Corte costituzionale il rigetto della richiesta di ulteriore rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia dell'Unione europea.

È vero che l'art. 42 bis DPR 327/2001 trova applicazione anche ai fatti anteriori alla sua entrata in vigore, per i quali siano pendenti processi, ed anche se vi sia già stato un provvedimento di acquisizione successivamente ritirato o annullato. Ma è anche vero che questa previsione risponde alla stessa esigenza primaria sottesa all'introduzione del nuovo istituto (così come del precedente art. 43): quella di eliminare definitiva... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nomeno delle "espropriazioni indirette", che aveva fatto emergere quella che la Corte EDU (nella sentenza 6 marzo 2007, Scordino contro Italia) aveva definito una "défaillance structurelle", in contrasto con l'art. 1 del Primo Protocollo allegato alla CEDU.

Rispetto al precedente art. 43, l'art. 42-bis DPR 327/2001 contiene significative innovazioni, che rendono il meccanismo compatibile con la giurisprudenza della Corte EDU in materia di espropriazioni indirette, ed anzi rispondente all'esigenza di trovare una soluzione definitiva ed equilibrata al fenomeno, attraverso l'adozione di un provvedimento formale della p.a.. Le differenze rispetto al precedente meccanismo acquisitivo consistono nel carattere non retroattivo dell'acquisto (ciò che impedisce l'utilizzo dell'istituto in presenza di un giudicato che abbia già disposto la restituzione del bene al privato), nella necessaria rinnovazione della valutazione di attualità e prevalenza dell'interesse pubblico a disporre l'acquisizione e, infine, nello stringente obbligo motivazionale che circonda l'adozione del provvedimento.

Riguardo all'asserita violazione degli artt. 111, primo e secondo comma, e 117, primo comma, Cost., l'obbligo motivazionale, in base alla significat... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...one dell'art. 42 bis DPR 327/2001, deve essere interpretato nel senso che l'adozione dell'atto è consentita – una volta escluse, all'esito di una effettiva comparazione con i contrapposti interessi privati, altre opzioni – solo quando non sia ragionevolmente possibile la restituzione, totale o parziale, del bene, previa riduzione in pristino. Solo se così interpretata la norma consente infatti di riconoscere, per le situazioni prodottesi prima della sua entrata in vigore, l'esistenza di «imperativi motivi di interesse generale» legittimanti l'applicazione dello ius superveniens in cause già pendenti. Tali motivi consistono nell'ineludibile esigenza di eliminare una situazione di deficit strutturale, stigmatizzata dalla Corte EDU.

L'istituto ex art. 42 bis DPR 327/2001 è stato valutato legittimo dalle prime pronunce intervenute che hanno reputato oramai superato ogni possibile profilo di contrasto dell'articolo con le norme della CEDU e quindi con l'articolo 117 della Costituzione. L'istituto realizza un nuovo assetto della materia sufficientemente chiaro, preciso e prevedibile, e dunque compatibile con il principio di legalità (inteso in senso ampio, come accessibilità e prevedibilità degli e... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...retativi), di cui all'art. 1 del Protocollo addizionale della CEDU.

Il decreto di acquisizione sanante, ai sensi dell'art. 42-bis DPR 327/2001, costituisce un atto discrezionale con effetti ex nunc, emesso però nel rispetto del principio di legalità e delle condizioni legislativamente previste, e come tale ed entro tali limiti rispettoso anche dalla giurisprudenza CEDU.

La "legalizzazione dell'illegale" non è consentita dalla giurisprudenza di Strasburgo neppure ad una norma di legge, né tanto meno ad un provvedimento amministrativo di essa attuativo, quale è quello che disponga l'acquisizione sanante; in termini non dissimili si è espressa anche Corte Costituzionale n. 293/2010, per la quale "non è affatto sicuro che la mera trasposizione in legge di un istituto, in astratto suscettibile di perpetuare le stesse negative conseguenze dell'espropriazione indiretta, sia sufficiente di per sé a risolvere il grave vulnus al principio di legalità".

Il principio di legalità non è recuperabile in forza dei bilanciamenti e delle comparazioni tra interessi pubblici e privati devoluti dalla norma all'autorità amministrativa che dispone l'acqui... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...endo la Corte EDU affermato fin dalla nota decisione Belvedere - Alberghiera del 30 maggio 2000, che la necessità di esaminare tale questione è inattuabile in caso di ingerenza illegittima nella proprietà ma "può porsi soltanto a condizione che l'ingerenza litigiosa abbia osservato il principio di legalità e non sia risultata arbitraria".

Poiché la norma (art. 43 DPR 327/2001 interamente riprodotto nell'impianto del meccanismo traslativo, dall'attuale art. 42-bis), attribuisce alla P.A. il potere di comparare gli interessi e, quindi, la scelta di restituire il bene ovvero di acquisirlo, il suo assetto reale non dipende più (neppure) dalla sua (oggettiva) trasformazione in un bene demaniale o patrimoniale indisponibile, ma viene affidato esclusivamente alla volontà della P.A. (nonché, in caso d'impugnazione del provvedimento di acquisizione, alla pronuncia del g.a. di consentirne o escluderne la restituzione), con conseguente incertezza ed imprevedibilità della situazione giuridica fino al momento della sentenza definitiva. Il che ha indotto i giudici di Starsburgo a rilevare, con la più qualificata dottrina, che con tale regime scompare anche quel minimo di prevedibilità... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tema normativo è tenuto ad assicurare.

La Corte europea, pur non escludendo che in materia civile una nuova normativa possa avere efficacia retroattiva, ha ripetutamente considerato lecita l'applicazione dello ius superveniens in causa soltanto in presenza di "imperieux motifs d'interet general" ed affermato che in ogni altro caso essa si concreta nella violazione del principio di legalità nonché del diritto ad un processo equo perché consente al potere legislativo di introdurre nuove disposizioni specificamente dirette ad influire sull'esito di un giudizio già in corso (in cui è parte un'amministrazione pubblica), ed induce il giudice a decisioni su base diversa da quella alla quale la controparte poteva legittimamente aspirare al momento di introduzione della lite. Questa situazione, già posta in evidenza dalla Cassazione vigente l'incostituzionale art. 43 T.U., si è riproposta proprio per effetto dell'art. 42-bis.

Il nuovo istituto di cui all'art. 42 bis DPR 327/2001 è stato valutato legittimo dalle prime pronunce intervenute che hanno reputato oramai superato ogni possibile profilo di contrasto dell'art. 42 bis con le norme della CEDU e quindi con l'articolo 117 della Costi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... />
La disciplina introdotta dall'art. 42 bis DPR 327/2001, realizza un nuovo assetto della materia sufficientemente chiaro, preciso e prevedibile, e dunque compatibile con il principio di legalità (inteso in senso ampio, come accessibilità e prevedibilità degli esiti interpretativi) di cui all'art. 1 del Protocollo addizionale della CEDU.

Con l'autonomo potere ablatorio codificato dall'art. 42 bis DPR n. 327/2001 la legalità dell'azione amministrativa viene, in certo modo, "recuperata" dalla creazione di un (nuovo ed autonomo) titulus adquirendi di natura provvedimentale, munito di idonea base legale e frutto di doverosa e rigorosa ponderazione comparativa degli interessi in gioco, complessivamente intesa alla salvaguardia di quello pubblico concretamente preminente (così superando la logica, stigmatizzata in sede CEDU, dell'occupazione acquisitiva, che consentiva l'acquisto in virtù di un mero comportamento di fatto, per di più concretante fattispecie di illecito).

La nuova operazione sanante - in tutte le fattispecie individuate dall'art. 42 bis DPR 327/2001, compresa quella di utilizzazione del bene senza titolo "in assenza di un valido ed efficace provvedimento di espropri... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...resenta numerosi ed insuperabili profili di criticità - non risolvibili in via ermeneutica - con le norme della CEDU, come interpretate dalla Corte di Strasburgo (art. 117 Cost.), la quale si è già pronunciata in tali sensi, esaminando sia pure incidentalmente, l'allora vigente art. 43 T.U., interamente riprodotto nell'impianto del meccanismo traslativo, dall'attuale art. 42 bis.

Diviene del tutto indifferente per escludere la ricorrenza di espropriazioni di fatto incompatibili con il diritto al rispetto dei propri beni, l'adozione postuma di un provvedimento con pretesi effetti sananti, perché il requisito della legalità secondo la Corte Edu non permette "in generale all'amministrazione di occupare un terreno e di trasformarlo irreversibilmente, di tal maniera da considerarlo acquisito al patrimonio pubblico, senza che contestualmente un provvedimento formale che dichiari il trasferimento di proprietà sia stato emanato". La "legalizzazione dell'illegale" non è consentita dalla giurisprudenza di Strasburgo neppure ad una norma di legge, né tanto meno ad un provvedimento amministrativo di essa attuativo, quale è quello che disponga l'acquisizione sanante; in termini non dissimili si... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...spressa anche Corte Costit. 293/2010.

PATOLOGIA --> OPERA PUBBLICA --> OCCUPAZIONE ILLEGITTIMA --> ACQUISIZIONE SANANTE --> ART. 42 BIS DPR 327/2001 --> COSTITUZIONALITÀ

In ragione delle peculiari caratteristiche che la connotano, la disciplina di cui all'art.42 bis D.P.R. 8 giugno 2001 n.327 ha resistito alle censure di illegittimità, avendo la Corte Costituzionale, con la sentenza n.71/2015, escluso il dedotto contrasto con gli artt.3, 24, 42 co.2, 97 e 117 co.1 Cost., rinvenendo nell'istituto in esame una ipotesi non di espropriazione indiretta, ma diretta semplificata, contraddistinta da un apposito procedimento amministrativo in cui il provvedimento conclusivo sintetizza, in un unico atto, le valutazioni discrezionali sottese alla Dichiarazione di Pubblica Utilità e alla decisione di procedere con il decreto di esproprio.

L'attuale formulazione dell'art. 42-bis del dPR 327/2001 si differenzia dalla precedente (incostituzionale) sotto molteplici aspetti che la rendono compatibile con la Costituzione ed i principi della tutela della proprietà, trattandosi di espropriazione diretta non indiretta, frutto di un procedimento e provvedimento legittimo regolato da una norma giusta, certa, chiara... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...

La Corte Costituzionale, con la sent. n. 71/2015, nel disattendere le questioni sollevate, ha tra l'altro posto in rilievo che "l'adozione dell'atto acquisitivo, con effetti non retroattivi, è certamente espressione di un potere attribuito appositamente dalla norma impugnata alla stessa pubblica amministrazione. Con l'adozione di tale atto, quest'ultima riprende a muoversi nell'alveo della legalità amministrativa, esercitando una funzione amministrativa ritenuta meritevole di tutela privilegiata, in funzione degli scopi di pubblica utilità perseguiti, sebbene emersi successivamente alla consumazione di un illecito ai danni del privato cittadino.

Una volta adottato il provvedimento di acquisizione sanante, la domanda di restituzione dei terreni illegittimamente occupati, basata esclusivamente sull'incostituzionalità dell'art. 42 bis DPR n. 327/2001 per contrasto con gli artt. 3, 24, 42, 97, 111 e 117 della Costituzione anche alla luce dell'art. 6 e dell'art. 1 del protocollo addizionale della Convenzione Europea de Diritti dell'Uomo, non può essere accolta,avendo la Corte Costituzionale con la Sentenza n. 71 del 30.4.2014, ritenuto non fondata tale questione di legittimità costituzionale sollevata dalle Sezi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ella Corte di Cassazione e dal TAR Lazio.

Lo strumento di cui all'art. 42 bis del d.P.R. 8.6.2001, n. 327, introdotto dall'art. 34, comma 1, del d.l. 6.7.2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15.7. 2011, n. 111, come noto ha di recente superato positivamente il vaglio di costituzionalità tenuto conto che la Corte Costituzionale con sentenza 11 marzo 2015 – 30 aprile 2015, n. 71 ha ritenuto non fondate le questioni sollevate con riferimento agli artt. 3, 42 e 97 della Costituzione.

Con la sentenza n. 712015 la Consulta ha dichiarato infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 42 bis d.p.r. 8 giugno 2001 n. 327, t.u. espropriazione, nella parte in cui permette alla pubblica amministrazione, che utilizza senza titolo un bene privato per scopi di interesse pubblico, di evitarne la restituzione al proprietario attraverso un atto di acquisizione non retroattiva al proprio patrimonio indisponibile sotto condizione sospensiva del pagamento di un indennizzo, in riferimento ad una serie di parametri costituzionali.

La Corte Costituzionale con la sent. n. 71/2015, ha dichiarato non fondata, nei sensi di cui in motivazione, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 42-bis... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... 8 giugno 2001, n. 327 sollevata, in riferimento agli artt. 42, 111, primo e secondo comma, e 117, primo comma, in riferimento agli artt. 3, 24, 97 e 113 Cost., ed in riferimento agli artt. 3, 24, 42, 97, 111, primo e secondo comma, 113 e 117, primo comma, Cost.

La Corte Costituzionale ha dichiarato non fondata, nei sensi di cui in motivazione, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 42-bis del d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità – Testo A), sollevata in riferimento agli artt. 42, 111, primo e secondo comma, e 117, primo comma, della Costituzione.

La Corte Costituzionale ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 42-bis del d.P.R. n. 327 del 2001, sollevata in riferimento agli artt. 3, 24, 97 e 113 Cost.

La Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile per difetto di rilevanza la questione di legittimità costituzionale dell'art. 42-bis del d.P.R. n. 327 del 2001, sollevata in riferimento agli artt. 3, 24, 42, 97, 111, primo e secondo comma, 113 e 117, primo comma, Cost.

La questione di legittimità costituzionale dell'art. 42 bi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...7 luglio 2001, n. 327, deve essere dichiarata manifestamente infondata alla luce della recente sentenza della Corte Costituzionale 30 aprile 2015, n. 71, che ha qualificato il nuovo istituto come una sorta di procedimento espropriativo semplificato, che assorbe in sé sia la dichiarazione di pubblica utilità, sia il decreto di esproprio, e quindi sintetizza uno actu lo svolgimento dell'intero procedimento, in presenza dei presupposti indicati.

La Corte Costituzionale, con la pronuncia n. 71/2015, ha accertato la conformità dell'art. 42 bis DPR 327/2001 al dettato degli artt. 3, 24, 42, 97, 111, 113 e 117 della Costituzione, per cui vengono meno le doglianze in ordine alla pretesa illegittimità costituzionale della suddetta disposizione.

Secondo la Corte Costituzionale (sent. n. 71/2015), in merito alla questione di legittimità costituzionale sollevata in riferimento all'articolo 3 Cost., l'art. 42 bis DPR 327/2001 non attribuisce un trattamento privilegiato alla P.A. rispetto a qualsiasi altro soggetto dell'ordinamento che abbia commesso un fatto illecito, poiché con l'acquisizione "non retroattiva" la stessa P.A. riprende a muoversi nell'ambito della legalità amministrativa, "esercitando una funzione... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tiva meritevole di tutela privilegiata", salvo il ristoro del pregiudizio patito dal privato, nel periodo di tempo intercorrente tra la data dell'occupazione del fondo e la data del provvedimento di acquisizione sanante. Tale indennità ricomprende tanto il pregiudizio patrimoniale che quello non patrimoniale, non delineando quindi uno statuto deteriore ma ulteriore rispetto all'indennità spettante in caso di espropriazione ordinaria.

Secondo la Corte Costituzionale (sent. n. 71/2015), in merito alla questione di legittimità costituzionale dell'art. 42 bis DPR 327/2001, sollevata in riferimento all'articolo 3 Cost., neanche l'asserita esposizione in perpetuo del privato al potere di acquisizione sanante viola il principio di uguaglianza, posto che la giurisprudenza amministrativa ha elaborato molteplici soluzioni per reagire all'inerzia della P.A. (ad es.: onere del privato di esperire procedimento di messa in mora della P.A. per poi impugnare l'eventuale silenzio-rifiuto).

La Corte costituzionale ha recentemente statuito che non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 42 bis d.P.R. 8 giugno 2001 n. 327 (testo unico degli espropri), in tema di cosiddetta utilizzazione senza titolo di un bene per ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...teresse pubblico, sollevate in riferimento agli articoli 3, 24, 42, 97, 111 e 117, comma 1, Cost. (Corte Costituzionale, 30 aprile 2015 n. 71).

L'istituto dell'acquisizione sanante, nel testo introdotto dall'art. 42 bis DPR 327/2001, è stato sospettato d'incostituzionalità dalla Corte di Cassazione, sezioni unite civili con due ordinanze del 13 gennaio 2014 e dal Tribunale amministrativo regionale per il Lazio, sezione seconda, con ordinanze del 12 maggio e del 5 giugno 2014. La Corte costituzionale, con la sentenza n. 71/2015 del 30/4/2015 ha respinto tutte le censure, evidenziando le differenze con l'art. 43 TU.

Va respinta, in quanto irrilevante e manifestamente infondata, ogni eccezione d'illegittimità costituzionale dell'art. 42 bis, del d.P.R. n. 327/2001, sollevata con riferimento agli artt. 3, 42 e 111 della Costituzione. Premessa la considerazione che la P.A. ha, nell'ordinamento, una posizione di preminenza, esercitando potestà volte al raggiungimento dei fini pubblici, di volta in volta, a essa assegnati, la norma censurata non elimina affatto la possibilità di usufruire della tutela giurisdizionale ma la conforma garantendo comunque un serio ristoro economico e limitandosi, in concreto, a prevedere so... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ione delle azioni restitutorie ove di fatto non più possibili in considerazione dell'irreversibile trasformazione dei beni.

Con la sentenza n. 71/2015 sono state ritenute infondate le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 42-bis del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327. Secondo la Corte Costituzionale, infatti, se pure il presupposto di applicazione della norma sia «l'indebita utilizzazione dell'area», tuttavia l'adozione dell'atto acquisitivo, con effetti non retroattivi, è certamente espressione di un potere attribuito appositamente dalla norma impugnata alla stessa pubblica amministrazione.

L'adozione dell'atto acquisitivo con effetti non retroattivi, ex art. 42 bis DPR 327/2001, è certamente espressione di un potere attribuito appositamente dalla norma impugnata alla stessa p.a. Con l'adozione di tale atto, quest'ultima riprende a muoversi nell'alveo della legalità amministrativa, esercitando una funzione amministrativa ritenuta meritevole di tutela privilegiata, in funzione degli scopi di pubblica utilità perseguiti, sebbene emersi successivamente alla consumazione di un illecito ai danni del privato cittadino. Non può dirsi pertanto violato dalla norma il principio di uguaglianz... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... la stessa riservato un trattamento privilegiato alla p.a. rispetto a qualsiasi altro soggetto dell'ordinamento che abbia commesso un fatto illecito.

L'art. 24, come pure il successivo art. 113 Cost., enunciano il principio dell'effettività del diritto di difesa. La violazione di tale parametro costituzionale può considerarsi sussistente solo nei casi di «sostanziale impedimento all'esercizio del diritto di azione garantito dall'art. 24 della Costituzione» o di imposizione di oneri tali da compromettere irreparabilmente la tutela stessa. Con l'art. 42 bis DPR 327/2001, tale tutela viene bensì parzialmente "conformata", in modo da garantire comunque un serio ristoro economico, prevedendosi l'esclusione delle sole azioni restitutorie; ma queste ultime non sarebbero congruamente esperibili rispetto ad un comportamento non più qualificato in termini di illecito. In definitiva, il diritto alla tutela giurisdizionale, a presidio del quale la norma costituzionale (art. 24) è posta, non risulta violato dall'art. 42 bis.

Per risultare conforme a Costituzione, l'adozione dell'atto acquisitivo è consentita esclusivamente allorché costituisca l'extrema ratio per la soddisfazione di "attuali ed ecce... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ioni di interesse pubblico", dunque, solo quando siano stati escluse, all'esito di una effettiva comparazione con i contrapposti interessi privati, altre opzioni, compresa la cessione volontaria mediante atto di compravendita, e non sia ragionevolmente possibile la restituzione, totale o parziale, del bene, previa riduzione in pristino, al privato illecitamente inciso nel suo diritto di proprietà. Soltanto sotto questa luce e soltanto adottando questa prospettiva ermeneutica, tornano ad essere valorizzati – pur in assenza di una preventiva dichiarazione di pubblica utilità o in caso di suo annullamento o perdita di efficacia – i «motivi di interesse generale» presupposti dall'art. 42 Cost.

Pur riconoscendo l'obiettiva rilevanza dei dubbi sollevati dalla Corte di Cassazione nell'ordinanza di rimessione adottata a sezioni unite (Cass., ss.uu., 13 gennaio 2014, n. 441), deve ravvisarsi nell'istituto introdotto dall'articolo 42 bis DPR 327/2001, un modello di espropriazione legittimo, sia pure semplificato rispetto a quello ordinario, in cui il preventivo apprezzamento sulla ricorrenza dell'interesse pubblico e la comparazione di esso con gli altri interessi costituisce un presupposto di legittimità espressamente imposto e ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...in un onere motivazionale aggiuntivo per l'Amministrazione.

In base all'art. 42 Cost. ed all'art 1 Protocollo 1 CEDU, solo gli atti tipici previsti dalla legge possono disporre gli effetti ablativi della proprietà. L'accertamento giurisdizionale dell'illegittimità o della mancata conclusione del procedimento espropriativo - per la circostanza che esso non si sia concluso con l'adozione del decreto di esproprio né con l'accordo di cessione – determina dunque il verificarsi dei presupposti posti dal legislatore per la piena tutela del diritto di proprietà, mediante un provvedimento restitutorio da parte del giudice amministrativo, che può essere impedito (oltre che da un accordo tra le parti), dall'adozione del provvedimento di acquisizione emesso ai sensi del precitato art. 42 bis.

Devono ritenersi infondati i dubbi di compatibilità dell'istituto di acquisizione ex art. 42 bis DPR 327/2001 con la Costituzione (e la CEDU). Il nuovo articolo 42 bis rappresenta, infatti, un autonomo procedimento ablatorio con il quale l'Amministrazione, preso atto del perdurante interesse pubblico all'utilizzazione del bene illegittimamente occupato (ed eventualmente trasformato), ne acquisisce la proprietà, senza ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...iminare l'illecito compiuto dall'Amministrazione, ma avviando ex novo un nuovo procedimento connotato solo da modalità semplificate.

L'art. 43 DPR 327/2001 ha subito alterne vicende, con una prima dichiarazione d'incostituzionalità per violazione dell'art. 76 Cost. (Corte cost. 8.10.2010, n. 293), cui è seguita la rieditazione dell'istituto, ad opera del D.L. 6 luglio 2011, n. 98, art. 34, comma 1, conv. in L. 15 luglio 2011, n. 111, che ha introdotto nel corpo del D.P.R. n. 327 del 2001, l'art. 42 bis. Riguardo a quest'ultima norma si ripropongono tutti i dubbi di legittimità costituzionale già professati per l'art. 43 e ritenuti assorbiti dalla sentenza 293/10, che si è arrestata al profilo dell'eccesso di delega.

Il fatto che sia lo stesso proprietario a manifestare l'interesse non alla restituzione dei beni illegittimamente ed illecitamente occupati, ma all'emissione di un atto di acquisizione dei medesimi ex art. 42-bis del d.P.R. n. 327/2001, consente di superare i dubbi sulla costituzionalità di tale disposizione espressi dalle SS.UU. della Corte di Cassazione con ordinanza n. 441/2014; ciò, anche in base al (risalente) indirizzo giurisprudenziale, secondo cui il privato titolare di u... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...egittimamente ed illecitamente occupato dalla P.A., avrebbe potuto rinunciare alla pretesa restitutoria ed allo stesso diritto di proprietà del fondo, ed anzi tale rinuncia sarebbe stata implicita nella presentazione di una domanda limitata al solo risarcimento per equivalente monetario.

Riguardo all'art. 42 bis DPR 327/2001 si ripropongono tutti i dubbi di legittimità costituzionale già professati per l'art. 43 (e ritenuti assorbiti dalla sentenza 293/10, che si è arrestata al profilo dell'eccesso di delega).

Le sezioni Unite della Cassazione, con ordinanza 13 gennaio 2014 n. 441, hanno dichiarato rilevanti e non manifestamente infondate le questioni di legittimità costituzionale riguardanti l'art. 42 bis d.P.R. n. 327 del 2001- per contrasto con il precetto di eguaglianza nonché di ragionevolezza intrinseca di cui all'art. 3, involgenti anche l'art. 24 Cost.

Deve ritenersi irrilevante e manifestamente infondata la questione d'illegittimità costituzionale dell'art. 42 bis DPR 327/2001, con specifico riferimento ai profili sollevati dalla Corte di Cassazione con ordinanza 441/2014, in fattispecie rientrante nella previsione di cui al comma 2, per avere la p.a. concluso, previa valutaz... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...icitazione dell'interesse pubblico prevalente tale da giustificare il sacrificio della proprietà privata, la procedura di esproprio, sebbene la stessa, sia stata poi annullata in sede giudiziale.

E' rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 42-bis del d.P.R. 327/2001, in relazione agli artt. 3, 24, 42, 97 e 117 Cost., anche alla luce dell'art. 6 e dell'art. 1 del I Protocollo Addizionale della CEDU, in quanto la disposizione, reintroducendo una sorta di procedimento ablativo semplificato in favore della P.A., si pone in contrasto con il principio costituzionale di eguaglianza e di ragionevolezza intrinseca, con la garanzia della proprietà privata, posta altresì da vincoli derivanti da obblighi internazionali, con il principio di legalità dell'azione amministrativa, riservando alla P.A., intesa come soggetto autore di un fatto illecito e non quale espressione della funzione amministrativa, un ingiustificato trattamento privilegiato, tale da consentirle l'acquisizione del bene per effetto di un suo comportamento "contra ius", di cui si avvantaggia pure nella determinazione dell'indennizzo o risarcimento rispetto al ristoro altrimenti spettante nel caso di legittimo pro... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...spropriativo.

L'applicazione dell'art. 42 bis DPR 327/2001 ad ogni genere di situazione sostanziale e processuale, in quanto l'acquisizione è predisposta in via generale ed indeterminata per qualsiasi "utilizzazione" del bene, con il risultato di offrire alla P.A. una vasta ed indeterminata gamma di nuove prerogative, ripropone numerosi e gravi dubbi di costituzionalità - anche per le possibili violazioni del principio di legalità dell'azione amministrativa - in relazione ai precetti contenuti negli art. 3, 24, 42 e 97 Cost., nonché di compatibilità con la normativa della Convenzione CEDU, e quindi dell'art. 117 Cost.

Allorquando l'Amministrazione opera al di fuori della funzione amministrativa, è soggetta a tutte le regole vincolanti per gli altri soggetti, nonché esposta alle medesime responsabilità e vale anche per essa la regola che "factum infectum fieri nequit", costituente limite invalicabile anche per il potere di sanatoria in via amministrativa di una situazione di illegittimità. Laddove l'art. 42-bis TU, per il solo fatto della connotazione pubblicistica del soggetto responsabile, ha sottratto al proprietario l'intera gamma delle azioni di cui disponeva ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...za a tutela del diritto dominicale, e la stessa facoltà di scelta di avvalersene o meno.

L'art. 42 Cost. richiede che i motivi d'interesse generale per giustificare l'esercizio del potere espropriativo nei (soli) casi stabiliti dalla legge, siano predeterminati dall'Amministrazione ed emergano da un apposito procedimento - individuato nel procedimento dichiarativo del pubblico interesse culminante nell'adozione della dichiarazione di pubblica utilità - preliminare, autonomo e strumentale rispetto al successivo procedimento espropriativo in senso stretto; per converso, l'art. 42 bis DPR 327/2001, prescindendo dalla dichiarazione di p.u., autorizza l'espropriazione sostanziale in assenza di una predeterminazione dei motivi d'interesse generale che dovrebbero giustificare il sacrificio del diritto di proprietà. Il dubbio di elusione delle garanzie poste dall'art. 42 Cost. a tutela della "proprietà privata" (commi 2 e 3) appare pertanto consistente.

Con l'art. 42 bis DPR 327/2001 la dichiarazione di pubblica utilità viene relegata al momento procedimentale eventuale, la cui assenza può essere superata dal provvedimento di acquisizione che ne elimina in radice la necessarietà. Ciò in contr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tro, anche con la complessiva e rigida disciplina delle espropriazioni posta dallo stesso D.P.R. n. 327 del 2001 che nell'art. 2 ha dichiarato di ispirarsi proprio al "principio di legalità dell'azione amministrativa" ed in contrasto soprattutto con quella specifica del capo 3^ relativo alla "fase della dichiarazione di p.u." che ha istituito, in conformità all'art. 97 Cost. un giusto procedimento che riconosce e valorizza il ruolo partecipativo del privato proprietario (artt. 11 segg.), reso superfluo dalla contestuale introduzione di un meccanismo "semplificato", parallelo ed alternativo, rimesso a scelte insindacabili dell'Amministrazione.

E' lo stesso art. 42-bis TU ad escludere che i generici ed indeterminati scopi di interesse generale coincidano con la causa di pubblica utilità postulata dalla Costituzione (e dalla Convenzione) per procedere all'espropriazione, ritenendo, da un lato, sufficiente per la ricorrenza dei primi che l'immobile sia occupato e utilizzato da una pubblica amministrazione e quindi la stessa situazione di fatto venutasi a creare per effetto del comportamento contra ius di quest'ultima e, dall'altro, richiedendo che la determinazione relativa al loro accertamento, si svolga al solo fine... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...marla ex post, peraltro attraverso passaggi conoscitivi e valutativi tutti interni all'apparato amministrativo, e perciò necessariamente soggettivi.

Nella prospettiva dell'acquisizione coattiva ex art. 42 bis DPR 327/2001, anche la garanzia offerta dai termini dell'art. 13 L. n. 2359/1865 è destinata a non trovare spazio, né tutela effettiva, in quanto la norma non indica alcun limite temporale entro il quale l'Amministrazione debba esercitare il relativo potere, perciò esponendo il diritto dominicale su di esso al pericolo dell'emanazione del provvedimento acquisitivo senza limiti di tempo ed accentuando i seri dubbi di contrasto con l'art. 3 Cost., per il regime discriminatorio provocato tra il procedimento ordinario in cui l'esposizione è temporalmente limitata all'efficacia della dichiarazione di pubblica utilità e quello sanante in cui il bene privato detenuto sine titulo è sottoposto in perpetuo al sacrificio dell'espropriazione.

La nuova operazione sanante - in tutte le fattispecie individuate dall'art. 42-bis DPR 327/2001 compresa quella di utilizzazione del bene senza titolo "in assenza di un valido ed efficace provvedimento di esproprio" - presenta numerosi ed insuperabili profili ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...à - non risolvibili in via ermeneutica - con le norme della CEDU, come interpretate dalla Corte di Strasburgo (art. 117 Cost.). La quale, del resto si è già pronunciata in tal senso, esaminando sia pure incidentalmente, l'allora vigente art. 43 T.U., interamente riprodotto nell'impianto del meccanismo traslativo, dall'attuale art. 42-bis TU .

Sull'art. 42 bis DPRA 327/2001 è di recente intervenuta la Corte di Cassazione che, con ordinanza adottata a sezioni unite (Cass., ss.uu., 13 gennaio 2014, n. 441), ha rimesso alla Corte costituzionale la questione di legittimità del cit. articolo, ritenendo che la norma avrebbe in realtà autorizzato l'espropriazione sostanziale in assenza della dichiarazione di pubblica utilità ovvero di una predeterminazione dei motivi d'interesse generale che dovrebbero giustificare il sacrificio del diritto di proprietà. Tutto ciò, secondo la Suprema Corte, sarebbe in contrasto con le norme della CEDU, come interpretate dalla Corte di Strasburgo.

Deve ravvisarsi nell'istituto introdotto dall'articolo 42 bis del testo unico un modello di espropriazione legittimo, sia pure semplificato rispetto a quello ordinario; resta tuttavia ferma l'illiceità del compor... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...gresso dell'Amministrazione, come comprovato anche dalla previsione, di cui al comma 7 del medesimo art. 42 bis che prevede la comunicazione alla Corte dei Conti del procedimento di acquisizione, evidentemente volta ad avviare, nei confronti dei funzionari responsabili, le azioni di riparazione dell'eventuale danno erariale conseguente alla responsabilità dell'Amministrazione.

Pur avendo le SS.UU. della Corte di Cassazione (ord.za 13.1.2014, n. 441), ritenuto rilevante e non manifestamente infonde le questioni di legittimità costituzionale riguardanti l'art. 42-bis DPR 327/2001, allo stato, alcun elemento giuridico osta all'adozione di un provvedimento di acquisizione coattiva in funzione sanante ex art. 42-bis.

Le SS.UU. (ord.za 13.1.2014, n.441) hanno ritenuto rilevanti e non manifestamente infondate le questioni di legittimità costituzionale riguardanti l'art. 42-bis DPR 327/2001 che al comma 8 ha confermato la possibilità di utilizzare il provvedimento sanante ex tunc "ai fatti anteriori alla sua entrata in vigore ed anche se vi è già stato un provvedimento di acquisizione successivamente ritirato o annullato". La norma vigente avrebbe di fatto autorizzato l'espropriazione sostanziale in contrasto con... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ella CEDU come interpretate dalla Corte di Strasburgo che ha dichiarato in radicale contrasto con la Convenzione il principio dell'"espropriazione indiretta". La "legalizzazione dell'illegale" non sarebbe in sostanza consentita dalla giurisprudenza di Strasburgo neppure ad una norma di legge, né tanto meno ad un provvedimento amministrativo di essa attuativo quale quello che disponga l'acquisizione sanante.

L'art. 42 bis DPR 327/2001 ha invertito il principio tratto dall'art. 42 Cost. ed art. 834 cod. civ., in base al quale la potestà ablativa ha carattere eccezionale che non può essere esercitata se non nei casi in cui sia la legge a prevederla; ciò in quanto l'acquisizione è predisposta in via generale ed indeterminata per qualsiasi "utilizzazione" del bene - meramente detentiva, come preordinata all'esproprio, reversibile oppure irreversibile - in seguito alla quale il provvedimento non è tenuto ad individuarne neppure la destinazione, essendo sufficiente "l'indicazione delle circostanze che hanno condotto alla indebita utilizzazione dell'area e se possibile la data dalla quale essa ha avuto inizio" (comma 4).

Onde permettere il ritorno alla legalità in mod... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... l'art. 42 bis ha riproposto l'applicazione estensiva dell'istituto peculiare del precedente art. 43; la sua riproduzione nell'art. 42 bis, applicabile ad ogni genere di situazione sostanziale e processuale indicata, con il risultato di aprire alla P.A. una vasta ed indeterminata gamma di nuove prerogative, ripropone numerosi e gravi dubbi di costituzionalità - anche per le possibili violazioni del principio di legalità dell'azione amministrativa - in relazione ai precetti contenuti negli art. 3, 24,42 e 97 Cost.; nonché di compatibilità con la normativa della Convenzione CEDU, e quindi dell'art. 117 Cost.

Sulla base del corollario divenuto per i giudici di Strasburgo insuperabile, alla P.A. non è consentito (né direttamente né indirettamente), trarre vantaggio da propri comportamenti illeciti, e più in generale, da una situazione d'illegalità dalla stessa determinata. Laddove l'art. 42 bis DPR 327/2001, per il solo fatto della connotazione pubblicistica del soggetto responsabile, ha soppresso tale pregresso regime dell'occupazione abusiva di un immobile altrui, sottraendo al proprietario l'intera gamma delle azioni di cui disponeva in precedenza a tutela del diritto dominicale, e la stessa facolt&agr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lta di avvalersene o meno. Proprio per superare soluzioni analoghe, apparse non conformi al suddetto principio di legalità in ambito espropriativo, la giurisprudenza di legittimità fin dall'inizio degli anni 80 aveva riconsiderato ed espunto la regola, fino ad allora seguita, che alla P.A. occupante (senza titolo) fosse concesso di completare la procedura ablativa in ogni tempo con la tardiva pronuncia del decreto di esproprio.

L'art. 42 della Costituzione richiede che i motivi d'interesse generale per giustificare l'esercizio del potere espropriativo nei (soli) casi stabiliti dalla legge, siano predeterminati dall'amministrazione ed emergano da un apposito procedimento - individuato, appunto, nel procedimento dichiarativo del pubblico interesse culminante nell'adozione della dichiarazione di pubblica utilità; per converso, l'art. 42 bis DPR 327/2001, prescindendo dalla dichiarazione di p.u., autorizza l'espropriazione sostanziale in assenza di una predeterminazione dei motivi d'interesse generale che dovrebbero giustificare il sacrificio del diritto di proprietà, reputando sufficiente che la perdita del bene da parte del proprietario trovi giustificazione nella situazione di fatto venutasi a creare per effetto del comportamento contra... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...mministrazione.

L'art. 42 bis DPR 327/2001 relega la dichiarazione di pubblica utilità al momento procedimentale eventuale, la cui assenza può essere superata dal provvedimento di acquisizione che ne elimina in radice la necessarietà; ciò in contrasto, peraltro, anche con la complessiva e rigida disciplina delle espropriazioni posta dallo stesso D.P.R. n. 327 del 2001 che nell'art. 2 ha dichiarato di ispirarsi proprio al "principio di legalità dell'azione amministrativa": dal momento che il potere sanante viene di fatto ad esautorare il significato dei doveri, obblighi e limiti che scandiscono il procedimento espropriativo. Ed in contrasto soprattutto con quella specifica del capo 3^ relativo alla "fase della dichiarazione di p.u." che ha istituito, in conformità all'art. 97 Cost. un giusto procedimento che riconosce e valorizza il ruolo partecipativo del privato proprietario.

Non è sostenibile che, siccome l'adozione del provvedimento di acquisizione ex art. 42 bis DPR 327/2001 è subordinato ad una previa valutazione degli interessi in conflitto ed al fatto che il bene occupato sia utilizzato per scopi d'interesse generale, queste espressioni abbiano valenza complessiva di ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... sinonimo dei "motivi di interesse generale" di cui all'art. 42 Cost., comma 3: è lo stesso art. 42 bis ad escludere che i generici ed indeterminati scopi di interesse generale coincidano con la causa di pubblica utilità postulata dalla Costituzione (e dalla Convenzione) per procedere all'espropriazione, ritenendo, da un lato, sufficiente per la ricorrenza dei primi che l'immobile sia occupato e utilizzato da una pubblica amministrazione: e quindi la stessa situazione di fatto venutasi a creare per effetto del comportamento contra ius di quest'ultima. E dall'altro, richiedendo che la determinazione relativa al loro accertamento, si svolga al solo fine di legittimarla ex post, peraltro attraverso passaggi conoscitivi e valutativi tutti interni all'apparato amministrativo, e perciò necessariamente soggettivi.

Nella prospettiva dell'acquisizione coattiva ex art. 42 bis DPR 327/2001, che intende riunire sia gli effetti espropriativi, sia la valutazione del pubblico interesse, anche la garanzia offerta dai termini dell'art. 13 L. n. 2359/1865 è destinata a non trovare spazio, né tutela effettiva, in quanto la norma non indica alcun limite temporale entro il quale l'amministrazione debba esercitare il relativo potere: perci&... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...onendo il diritto dominicale su di esso al pericolo dell'emanazione del provvedimento acquisitivo senza limiti di tempo, accentuando così i seri dubbi di contrasto con l'art. 3 Cost., per il regime discriminatorio provocato tra il procedimento ordinario in cui l'esposizione è temporalmente limitata all'efficacia della dichiarazione di pubblica utilità.

La normativa di cui all'art. 42 bis DPR 327/2001 non si sottrae neppure all'addebito in casi analoghi mosso dalla Corte europea al legislatore nazionale "di averla slealmente introdotto in giudizi iniziati ed impostati secondo diversi presupposti normativi, sì da incorrere anche nella violazione dell'art. 6, par. 1, della Convenzione"per il mutamento "delle regole in corsa": risultando sotto tale profilo in contrasto anche con l'art. 111 Cost., commi 1 e 2, nella parte in cui, disponendo l'applicabilità ai giudizi in corso delle regole sull'acquisizione coattiva sanante in seguito ad occupazione illegittima, viola i principi del giusto processo, in particolare le condizioni di parità delle parti davanti al giudice, che risultano lese dall'intromissione del potere legislativo nell'amministrazione della giustizia allo scopo di influire sulla risoluzione di ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ritta e determinata categoria di controversie; ed appare, quindi, anche sotto questo profilo, nuovamente in contrasto con i vincoli derivanti dagli obblighi internazionali (art. 117 Cost.).

E' rilevante e non manifestamente infondata la questione di costituzionalità dell'art. 42 bis del T.U. approvato con d.P.R. n. 327 del 2001 per contrasto: a) con il precetto di eguaglianza nonché di ragionevolezza intrinseca di cui all'art.3 Cost. sotto ciascuno dei diversi profili di cui in motivazione, involgenti anche l'art. 24 Cost.; b) con i precetti e le garanzie posti dall'art. 42 Cost. a tutela della proprietà privata, nonché con il principio di legalità dell'azione amministrativa contenuto negli artt. 97 e 113 Cost., sotto i diversi profili di cui in motivazione; c) con l'art. 117, prima comma, Cost. anche alla luce dell'art. 6 e dell'art. 1 del I prot. add. della Convenzione EDU sotto i diversi profili di cui in motivazione, con cui se ne è evidenziata la disciplina lesiva del diritto di proprietà nonché del diritto al rispetto dei propri beni, in violazione dei vincoli derivanti dagli obblighi internazionali; d) con gli artt. 111, primo e secondo comma, 117 Cost., anche alla luce dell'art. 6 della Convenzione ED... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...br /> E' rilevante e non manifestamente infondata la questione di costituzionalità dell'art. 42 bis del T.U. approvato con d.P.R. n. 327 del 2001 per contrasto: a) con il precetto di eguaglianza nonché di ragionevolezza intrinseca di cui all'art.3 Cost. sotto ciascuno dei diversi profili di cui in motivazione, involgenti anche l'art. 24 Cost.; b) con i precetti e le garanzie posti dall'art. 42 Cost. a tutela della proprietà privata, nonché con il principio di legalità dell'azione amministrativa contenuto negli artt. 97 e 113 Cost., sotto i diversi profili di cui in motivazione; c) con l'art. 117, prima comma, Cost. anche alla luce dell'art. 6 e dell'art. 1 del I prot. add. della Convenzione EDU sotto i diversi profili di cui in motivazione, con cui se ne è evidenziata la disciplina lesiva del diritto di proprietà nonché del diritto al rispetto dei propri beni, in violazione dei vincoli derivanti dagli obblighi internazionali; d) con gli artt. 111, primo e secondo comma, 117 Cost., anche alla luce dell'art. 6 della Convenzione EDU.

PATOLOGIA --> OPERA PUBBLICA --> OCCUPAZIONE ILLEGITTIMA --> ACQUISIZIONE SANANTE --> ART. 42 BIS DPR 327/2001 --> COSTITUZIONALITÀ --> INDENNIZZO/RISARCIM... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...
Sono state ritenute infondate le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 42-bis del D.P.R. 327/2001 che disciplina l'utilizzazione senza titolo, da parte della P.A. di un bene immobile per scopi di interesse pubblico, modificato in assenza di un valido provvedimento di esproprio o dichiarativo della pubblica utilità, prevedendo che l'autorità che utilizza il bene possa disporne l'acquisizione, non retroattiva, al proprio patrimonio indisponibile, contro la corresponsione di un indennizzo patrimoniale e non patrimoniale. Quest'ultimo risulta essere rispettoso del dettato costituzionale ancorché forfetariamente liquidato nella misura del 10 per cento del valore venale del bene e così deve ritenersi anche con riferimento all'eventuale periodo di occupazione senza titolo per il quale va computato, a titolo risarcitorio, un interesse del 5 per cento annuo sul valore venale, salva la prova del maggior danno.

Riguardo all'asserita violazione del principio di eguaglianza risultante dal fatto che l'indennizzo previsto dall'art. 42 bis DPR 327/2001 sarebbe ingiustificatamente inferiore nel confronto con l'espropriazione in via ordinaria, in realtà la norma attribuisce al proprietario il diritto ad ottenere il r... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...danno patrimoniale nella misura pari al valore venale del bene (così come accade per l'espropriazione condotta nelle forme ordinarie), oltre ad una somma a titolo di danno non patrimoniale, pari al 10 per cento del valore venale del bene. Si è perciò in presenza di un importo ulteriore, non previsto per l'espropriazione condotta nelle forme ordinarie, determinato direttamente dalla legge, in misura certa e prevedibile. E deve sottolinearsi che il privato, in deroga alle regole ordinarie, è in tal caso sollevato dall'onere della relativa prova.

Non è fondata la censura d'irragionevolezza dell'art. 42-bis del T.U. sulle espropriazioni, con presunta violazione dell'art. 3 Cost., in quanto la norma avrebbe trasformato il precedente regime risarcitorio in un indennizzo derivante da atto lecito, che di conseguenza assumerebbe natura di debito di valuta, non automaticamente soggetto alla rivalutazione monetaria. La norma prevede bensì la corresponsione di un indennizzo, ma determinato in misura corrispondente al valore venale del bene e con riferimento al momento del trasferimento della proprietà di esso, sicché non vengono in considerazione somme che necessitano di una rivalutazione.

L'indennizzo/r... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... ex art. 42 bis, comma 3 TU non risulta esente da dubbi di legittimità costituzionale, in quanto detta norma ha disatteso i principi enunciati dalla Corte cost. (sent. 369/1996). Disponendo che detto indennizzo debba essere sempre commisurato "al valore venale del bene utilizzato", il legislatore: a) attribuisce un trattamento deteriore rispetto a quelli cui , in mancanza di detto provvedimento, è consentito ottenere un risarcimento in base ai parametri dell'art. 2043 c.c. del danno emergente e del lucro cessante, b) tale trattamento resta inferiore pur nel confronto con l'espropriazione legittima in quanto non è riconosciuto l'aumento del 10% di cui al T.U., art. 37, comma 2, mentre se il terreno è agricolo non è applicabile l'art. 40, comma 1; c) non considera affatto l'ipotesi di espropriazione parziale;d) trasforma il regime risarcitorio in un indennizzo derivante da atto lecito, con natura di debito di valuta non automaticamente soggetto alla rivalutazione monetaria.

Anche il ristoro patrimoniale attribuito dall'art. 42 bis DPR 327/2001 non consente di escludere il rilievo più volte rivolto dalla Corte EDU al legislatore nazionale, che pure il meccanismo riduttivo di determinazione dell'indennizzo/ris... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a occupazione senza titolo consente all'espropriante, che omette di svolgere il procedimento previsto dalla legge, di avvantaggiarsi ulteriormente del suo comportamento illegittimo, esonerandolo dal corrispondere una porzione del ristoro dovuto nel caso di occupazione/espropriazione legittime: perciò non favorendo la buona amministrazione e non contribuendo a prevenire episodi di illegalità.

Anche l'indennizzo/risarcimento stabilito dall'art. 42 bis DPR 327/2001, quale corrispettivo dell'acquisizione, non risulta esente da dubbi di legittimità costituzionale. Disponendo che detto indennizzo debba essere sempre e comunque commisurato "al valore venale del bene utilizzato", il legislatore attribuisce ai proprietari interessati da un provvedimento di acquisizione sanante un trattamento deteriore rispetto a quelli, che in mancanza di detto provvedimento sono ammessi a chiedere la restituzione dell'immobile insieme al risarcimento del danno, pur quando destinatari di una medesima occupazione abusiva in radice (c.d. usurpativa): in quanto soltanto a questi ultimi è consentito ottenere l'intero risarcimento del danno sofferto, in base ai parametri dell'art. 2043 cod. civ. del danno emergente e del lucro cessante (utili, occasioni e ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e il proprietario provi di aver perduto dalla mancata disponibilità del bene).

Anche l'indennizzo/risarcimento stabilito dall'art. 42 bis DPR 327/2001 quale corrispettivo dell'acquisizione, non risulta esente da dubbi di legittimità costituzionale. Disponendo che detto indennizzo debba essere sempre e comunque commisurato "al valore venale del bene utilizzato", tale trattamento resta inferiore pur nel confronto con l'espropriazione legittima dello stesso immobile, in quanto, ove avente destinazione edificatoria, non è riconosciuto l'aumento del 10% di cui al T.U., art. 37, comma 2, mentre se il terreno è agricolo non è applicabile il precedente art. 40, comma 1 che impone di tener conto delle colture effettivamente praticate sul fondo e "del valore dei manufatti edilizi legittimamente realizzati, anche in relazione all'esercizio dell'azienda agricola".

Anche il ristoro patrimoniale attribuito dall'art. 42 bis DPR 327/2001, non consente di escludere il rilievo più volte rivolto dalla Corte EDU al legislatore nazionale, che pure il meccanismo riduttivo di determinazione dell'indennizzo/risarcimento da occupazione senza titolo consente all'espropriante, che omette di svolgere il procedimen... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... dalla legge, di avvantaggiarsi ulteriormente del suo comportamento illegittimo, esonerandolo dal corrispondere una porzione del ristoro dovuto nel caso di occupazione/espropriazione legittime: perciò non favorendo la buona amministrazione e non contribuendo a prevenire episodi di illegalità.

PATOLOGIA --> OPERA PUBBLICA --> OCCUPAZIONE ILLEGITTIMA --> ACQUISIZIONE SANANTE --> ART. 42 BIS DPR 327/2001 --> COSTITUZIONALITÀ --> INDENNIZZO/RISARCIMENTO --> PERIODO OCCUPAZIONE ILLEGITTIMA

La natura risarcitoria sembra mantenuta dall'art. 42 bis, comma 3 DPR 327/2001 al corrispettivo per il periodo di occupazione illegittima antecedente al provvedimento di acquisizione, tuttavia pur esso determinato in base ad un parametro riduttivo rispetto a quelli cui è commisurato l'analogo indennizzo per l'occupazione temporanea dell'immobile. Ciò in quanto il parametro base è costituito dall'interesse del cinque per cento annuo sul valore venale dell'immobile stimato ai fini dell'indennizzo, perciò corrispondente a circa 1/20 del suo valore annuo. Laddove l'art. 50 del T.U., recependo analoga disposizione contenuta nella L. n. 865 del 1971, art. 20, stabilisce un'indennità corrispondent... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...dditività predeterminata più elevata in misura percentuale dell'8,33% all'anno sul valore venale dell'immobile.

PATOLOGIA --> OPERA PUBBLICA --> OCCUPAZIONE ILLEGITTIMA --> ACQUISIZIONE SANANTE --> ART. 42 BIS DPR 327/2001 --> COSTITUZIONALITÀ --> SOSPENSIONE GIUDIZIO

Con ordinanza 13 gennaio 2014, n. 441, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno sollevato la questione di legittimità costituzionale dell'art. 42-bis del d.P.R. n. 327/2001. Prendendo le mosse da detta rimessione, l'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, con ordinanza 15 ottobre 2014, n. 28, ha stabilito che il giudizio avente ad oggetto l'art. 42-bis del d.P.R. n. 327/2001 va sospeso (cd. sospensione impropria) in attesa che sulla costituzionalità di tale norma si pronunci la Corte costituzionale.



 
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