Carrello
Carrello vuoto



La proroga legale dei termini di durata dell'occupazione temporanea per motivi di pubblica utilità


Questo articolo è composto da sintesi giurisprudenziali contenute nel sottostante prodotto in formato pdf, nel quale si trovano anche gli estratti originali e gli estremi delle sentenze a cui le sintesi si riferiscono. Scaricati gratis un demo dal box sottostante.

Articolo tratto dal sottostante PDF, acquistabile e scaricabile in pochi minuti

Verrai indirizzato al dettaglio del prodotto fra 60 secondi.
titolo:OCCUPAZIONE LEGITTIMA DI BENI PRIVATI PER PUBBLICA UTILITÀ
anno:2018
pagine: 1271 in formato A4, equivalenti a 2161 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 35,00

  leggi qui come funziona      scarica gratis alcune pagine!!


OCCUPAZIONE --> DURATA OCCUPAZIONE --> PROROGA --> PROROGA LEGALE

A differenza della L. n. 385 del 1980, del D.L. 28 luglio 1981, n. 396, convertito in L. 25 settembre 1981, n. 535, del D.L. 29 maggio 1982, n. 298, convertito in L. 29 luglio 1982, n. 481, e della L. 23 dicembre 1982, n. 943, il D.L. n. 901 del 1984 e il D.L. n. 534 del 1987, come pure la L. n. 158 del 1991, incisero in maniera diretta ed immediata sulla durata dei periodi di occupazione temporanea, così come concretamente determinata dall'autorità amministrativa, differendone nel tempo la scadenza, la cui posticipazione operava pertanto automaticamente, senza che risultasse necessaria a tal fine l'emanazione di uno specifico provvedimento amministrativo.

Il D.L. n. 901 del 1984 e il D.L. n. 534 del 1987, come pure la L. n. 158 del 1991, hanno inciso in maniera diretta ed immediata sulla durata dei periodi di occupazione temporanea; l'operatività della proroga legale non era per altro esclusa dall'irreversibile trasformazione del fondo occupato, eventualmente intervenuta prima della scadenza del termine inizialmente fissato, in quanto l'acquisto a titolo originario della proprietà in favore dell'Amministrazione, per effetto del fenomeno dell'access... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ita, si verifica soltanto alla data di scadenza dell'occupazione legittima, con la conseguenza che, fino a quando il termine originario o prorogato non sia spirato, il proprietario, al quale l'area continua ad appartenere, null'altro può pretendere se non la corresponsione dell'indennità di occupazione, restando sempre possibile l'emanazione del decreto di espropriazione.

Per effetto delle proroghe introdotte dalle L. n. 47 del 1988, art. 14, e L. n. 158 del 1991, art. 22, nonché della L. n. 166 del 2002, art. 4, anche i termini della dichiarazione di p.u. sono stati prorogati per complessivi 4 anni.

Le proroghe dell'occupazione d'urgenza disposte con il D.L. n. 901 del 1984, art. 1, comma 5-bis, convertito con modificazioni dalla L. n. 42 del 1985, D.L. n. 534 del 1987, art. 14, convertito con modificazioni dalla L. n. 47 del 1988, non hanno elevato in via generale ed astratta il termine di cui all'art. 20 Ln. 865/71, ma hanno inciso in maniera diretta ed immediata sulla scadenza dei periodi di occupazione temporanea, come già concretamente determinati dall'autorità amministrativa, disponendone il prolungamento, con l'ulteriore conseguenza che, a differenza di quella prevista dalla L. 29 luglio 1980, n. 385, art... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...roghe in questione operavano automaticamente, senza necessità di un apposito provvedimento amministrativo.

La giurisprudenza della suprema Corte di Cassazione è consolidata nel sostenere che il regime delle proroghe disposto con l'art. 14, comma 2, dl 354/87 conv. nella legge n.47/1988, come pure con l'art. 1 comma 5bis, dl 901/1984 conv. nella legge n.45/1985, si applica alle occupazioni in corso.

Ai sensi dell'art. 5 bis del DL 901 del 22.12.1984 (conv. in L. n. 42 del 01.03.1985) e dell'art. 14 del DL 534 del 29.12.1987 (conv. in L. n. 47 del 29.02.1988), la durata dell'occupazione legittima ha subito la proroga di complessivi tre anni (1+2). La giurisprudenza ha chiarito che in questi casi il legislatore non attribuisce alla p.a. il potere di prorogare il termine delle concrete occupazioni entro i nuovi limiti temporali (in tal modo precedenti disposizioni), ma incide in maniera diretta e immediata sulla scadenza dei periodi di occupazione temporanea, e per questo le proroghe operano automaticamente.

Nell'occupazione legittima sono da ricomprendere i maggiori periodi determinati dalle proroghe dei termini di scadenza disposte dal D.L. n. 901 del 1984 conv. in L. n. 42 del 1985, dal D.L. n. 534 del 1987 conv. in L.... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...1988, e dalla L. n. 158 del 1991.

Le proroghe legali operano, senza necessità di apposito provvedimento amministrativo, sui termini d'occupazione d'urgenza ancora in corso.

Le proroghe disposte dal legislatore (D.L. 22 dicembre 1984, n. 901, conv. in L. 1 marzo 1985, n. 42 e D.L. 29 dicembre 1987, n. 534, conv. in L. 29 febbraio 1988, n. 47), possono essere applicate solo quando l'occupazione sia legittimamente in corso, il che è escluso che possa avvenire quando il titolo giustificativo sia venuto meno e l'opera sia stata già realizzata e l'amministrazione ne abbia acquisito la proprietà.

Ai fini della proroga legale automatica quello che conta, nel caso in cui il decreto di espropriazione non sia stato ancora emesso, è che l'occupazione sia ancora in corso, e posto che tale presupposto ricorra, non rileva che l'opera sia stata già eseguita, se il termine per il compimento delle opere non sia ancora scaduto, e sempre che il termine di validità del piano (che nel caso dei p.e.e.p. è assai più lungo di quello dell'occupazione legittima), non sia ancora spirato (la questione è oggi posta in termini diversi dalla L. 1 agosto 2002, n. 166, art. 4).

Le... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ei termini di scadenza delle occupazioni d'urgenza disposte (in via generale) dall'art. 14 secondo comma del Decreto Legge 29 Dicembre 1987 n° 534 e dell'art. 22 Legge 20 Maggio 1991 n° 158, sono condizionate alla circostanza che al momento dell'intervento legislativo il termine eventualmente già prorogato, per provvedimento esplicito o automaticamente per legge, non sia ancora scaduto.

Alla luce dell'indirizzo giurisprudenziale poi confermato nella norma interpretativa recata dall'art. 4 della l. 1° agosto 2002 n. 166, le reiterate proroghe del termine delle occupazioni d'urgenza disposte dalle norme via via succedutesi in materia, si cumulano tra loro ed operano ope legis, ovvero senza la necessità di un atto amministrativo che le disponga.

Per effetto della disposizione di collegamento contenuta nella L. n. 166 del 2002, art. 4, le proroghe disposte dalla normativa emergenziale devono intendersi con effetto retroattivo, riferite ai procedimenti espropriativi comunque in corso alle scadenze previste dalle singole leggi e si intendono efficaci anche in assenza di atti dichiarativi delle amministrazioni procedenti.

Le proroghe, disposte dalle varie leggi succedutesi nel tempo, delle occupazioni legittime in ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o operato sul presupposto che il completamento dei lavori e le procedure espropriative fossero ancora possibili.

Le proroghe dei termini di scadenza delle occupazioni temporanee, disposte da diversi provvedimenti legislativi, trovavano la loro ragion d'essere nella situazione di recessione economica in atto nel tempo cui risalgono, trattandosi di misure straordinarie, ed erano volte a tutelare l'interesse pubblico di portare a compimento lavori pubblici già intrapresi, col che si conferma il carattere transeunte della disciplina introdotta, che non ha modificato la normativa in materia di espropriazione con riguardo alle future occupazioni.

Per effetto delle disposizioni legislative del 1985 e del 1988, non soltanto le occupazioni temporanee e d'urgenza, ma anche le dichiarazioni di pubblica utilità che ne costituiscono un presupposto indefettibile sono state prorogate di un corrispondente periodo onde evitarne la scadenza diacronica, essendo illogica la previsione del perdurare di un regime occupatorio temporaneo senza il corrispondente slittamento dei termini utili per il completamento del procedimento ablativo.

Con riguardo alla L. n. 42 del 1988 e L. n. 158 del 1991, la finalità perseguita dal legislatore &e... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a quella di impedire che, a seguito della scadenza dei termini di occupazione temporanea e d'urgenza, le amministrazioni esproprianti si trovassero a dover risarcire i danni per l'occupazione espropriativa, onde ciascuna di esse ha operato automaticamente, senza necessità di specifico provvedimento da parte della P.A. e quindi sul solo presupposto che l'occupazione fosse ancora in corso al momento del sopravvenire della proroga.

La proroga di cui alla L. 158 del 1991, art. 22, così come quelle precedenti di cui ai D.L. n. 901 del 1984 e D.L. n. 534 del 1987, hanno operato automaticamente, senza necessità di specifico provvedimento da parte della P.A e quindi sul solo presupposto che l'occupazione sia ancora in corso al momento del sopravvenire della proroga.

Le proroghe disposte con successivi interventi normativi (articolo 5 della Legge nr. 385 del 1980, articolo 1, comma 5 bis, del D.L. nr. 901 del 1984, convertito dalla Legge nr. 42 del 1985), hanno operato in via automatica, indipendentemente dall'adozione di un apposito provvedimento di natura amministrativa.

La proroga disposta dalla L. n. 47 del 1988, art. 14 (di conversione del D.L. n. 534 del 1987), avente durata biennale, e quella,pur essa biennale, d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...L. 20 maggio 1991, n. 158, art. 22, hanno interessano tutti indistintamente i casi di occupazione d'urgenza in corso alla data di entrata in vigore di ciascuna di dette disposizioni legislative, sia che l'occupazione fosse già stata prorogata una volta in base al D.L. n. 901 del 1984, art. 1, comma 5 bis (convertito, con modificazioni, dalla L. n. 42 del 1985), sia che non lo fosse stata, ma fosse comunque in corso ai sensi della L. 22 ottobre 1971, n. 865, art. 20, a ciascuna delle date suddette (seppure non ancora prorogata).

Con i provvedimenti legislativi di proroga legale dei termini di occupazione, a differenza di quanto disposto per la proroga di cui alla L. n. 865 del 1971, art. 20, non è stato elevato in via astratta e generale il termine massimo (quinquennale) di durata delle occupazioni di urgenza, con l'attribuzione alla pubblica amministrazione del potere di prorogare il termine delle concrete occupazioni entro i nuovi limiti temporali, ma si è inciso in maniera diretta ed immediata sulla scadenza dei periodi di occupazione temporanea come già concretamente determinati dall'autorità amministrativa, attuandone il prolungamento.

ll sistema di proroga legale dei termini di occupazione d'urgenza si &egrav... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...essaria a causa della situazione di grave incertezza e di vuoto normativo - determinatisi - dopo le dichiarazioni d'incostituzionalità dei criteri indennitari e protrattisi per l'ultradecennale latitanza del legislatore nel dettare una nuova disciplina dell'indennizzo espropriativo; la finalità perseguita dal legislatore, è stata quella di impedire che, a seguito della scadenza dei termini di occupazione temporanea e d'urgenza, le amministrazioni esproprianti si trovassero a dover risarcire i danni per l'occupazione espropriativa.

Secondo un preciso indirizzo giurisprudenziale della Suprema Corte di Cassazione, pur nel passato non pacifico, che ha trovato conferma nella norma interpretativa recata dall'art.4 della l. 1° agosto 2002 n.166, le reiterate proroghe del termine delle occupazioni d'urgenza disposte dalle norme via via succedutesi in materia, si cumulano tra loro ed operano ope legis, ovvero senza la necessità di un atto amministrativo che le disponga.

L'efficacia del provvedimento di occupazione d'urgenza di massimo 5 anni, prevista dall'art. 20, comma 2, L. n. 865/1971, è stata prorogata: a) per 1 anno dall'art. 1 comma 5 bis, D.L. n. 901/1984 conv. nella L. n. 42/1985; b) per 2 anni dall'art. 14, ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...L. n. 534/1987 conv. nella L. n. 47/1988; c) e di altri 2 anni dall'art. 22 L. n. 158/1991.

Secondo un preciso indirizzo giurisprudenziale della Suprema Corte di Cassazione, confermato nella norma interpretativa recata dall'art. 4 della l. 1° agosto 2002 n.166, le reiterate proroghe del termine delle occupazioni d'urgenza disposte dalle norme via via succedutesi in materia, si cumulano tra loro ed operano ope legis, ovvero senza la necessità di un atto amministrativo che le disponga.

Non operano le proroghe legali dell' occupazione previste dalle leggi via via succedutesi in materia, in ipotesi d'illegittimità ab origine dell'occupazione stessa.

Le proroghe dei termini di cui all'art. 14 del DL n. 534 del 29 dicembre 1987 (convertito con modificazione nella L. n. 47/1988) e L. n. 158/1991, trovano applicazione automatica - e dunque prescindendo dall'adozione di un provvedimento amministrativo - in ogni caso di occupazione d'urgenza in corso alla data di entrata in vigore del medesimo, sia che l'occupazione fosse già stata prorogata sia che questa fosse in corso ai sensi dell'art. 20 della legge 22 ottobre 1971, n. 865.

Il D.L. n. 534 del 1987, art. 14, convertito in L. n. 47 del 1988, art. 1... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...n. 158 del 1991, art. 22, hanno inciso sulla scadenza dei termini delle occupazioni d'urgenza ancora in corso alla data della loro entrata in vigore, prolungandone la durata già determinata dalla pubblica autorità in via diretta ed immediata, esentando l'amministrazione dall'obbligo d'intervento applicativo concreto.

La circostanza che i lavori siano stati ultimati non vale a escludere le proroghe dei termini delle occupazioni temporanee disposte nel tempo da varie disposizioni di legge; ciò per la diversa funzione dei termini previsti per il compimento dei lavori e delle espropriazioni, rispetto ai termini di occupazione legittima.

Il meccanismo delle proroghe legali disposta da diversi interventi normativi non ha elevato in via astratta e generale il termine massimo di durata delle occupazioni di urgenza, con l'attribuzione agli enti pubblici del potere di prorogare il termine delle occupazioni entro nuovi limiti temporali, ma ha semplicemente prolungato, in maniera diretta e senza la necessità di alcuno specifico provvedimento, il termine di scadenza dei periodi di occupazione temporanea.

Le proroghe legislative dell'occupazione d'urgenza possono essere applicate in quanto l'occupazione sia in corso, ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ave; escluso qualora alla scadenza dell'occupazione l'opera sia già compiuta, e l'ente pubblico ne abbia già acquistato la proprietà per via dell'intervenuta occupazione appropriativa.

Le proroghe dei termini di scadenza delle occupazioni temporanee, disposte dall'art. 1, comma 5 bis, d.l. 22.12.1984 n. 901, conv. in l. 1.3.1985, n. 42, dall'art. 14, comma 2, d.l. 29.12.1987 n. 534, conv. in l. 29.2.1988 n. 47, e infine dall'art. 22 l. 20.5.1991, n. 158, erano condizionate alla circostanza che, al momento dell'intervento legislativo, il termine eventualmente già prorogato per provvedimento esplicito o automaticamente per legge, non fosse già scaduto.

Le proroghe dei termini di scadenza delle occupazioni temporanee disposte da diversi interventi normativi, era ispirato all'interesse pubblico di portare a compimento lavori pubblici già intrapresi ed eventualmente in situazione di stasi nel periodo di recessione economica cui risalgono le misure straordinarie disposte, e trovava la sua ragion d'essere nella continuità " giuridica " del periodo di occupazione e nella legittimità dell'opera di trasformazione delle proprietà private all'interno di esso.

Qualsiasi proroga dell'o... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... stabilita in via legislativa per dar modo al decreto di esproprio di intervenire utilmente (giacché, diversamente, l'avvenuto compimento dell'opera in assenza di decreto di esproprio fa acquisire il bene alla mano pubblica per effetto dell'occupazione appropriativa), deve intervenire prima della scadenza del periodo di occupazione legittima.

Le proroghe legislative dei termini di occupazione disposte dall'art. 14 D.L. n. 534/1987, convertito nella L. n. 47/1998, e quella di cui all'art. 22 L. n. 158/1991, hanno trovato applicazione automatica e dunque prescindendo dall'adozione di un provvedimento amministrativo ed in ogni caso di occupazione d'urgenza in corso alla data di entrata in vigore delle stesse, sia che l'occupazione fosse già stata prorogata sia che questa fosse in corso ai sensi dell'art. 20 della L. n. 865/71.

Secondo un preciso indirizzo giurisprudenziale della Suprema Corte di Cassazione, peraltro confermato dalla disposizione di cui all'art. 4 L. n. 166/2002, le reiterate proroghe del termine delle occupazioni d'urgenza disposte dalle norme succedutesi in materia, si cumulano tra loro ed operano ope legis, ovvero senza la necessità di un atto amministrativo che le disponga.

Il termine quinquen... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...upazione legittima, previsto dall'art. 20 l. n. 865/71, è stato più volte ampliato con leggi n. 42/85, n. 47/88, n. 158/91, l. n. 295/1995 e n. 25/96. Tali proroghe hanno operato automaticamente.

I provvedimenti legislativi che incidono sul termine di occupazione (in virtù delle proroghe legali ex L. n. 47/1988 e L. n. 158/1991) non possono automaticamente modificare quelli per il compimento dei lavori e delle espropriazioni, in considerazione del fatto che le due categorie di termini assolvono a funzioni diverse e sono insuscettibili di sovrapposizione.

Il sistema delle proroghe legali (L. n. 42/1985 e L. n. 47/1988) non ha elevato in via astratta e generale il termine massimo di durata delle occupazioni di urgenza, con l'attribuzione agli enti pubblici del potere di prorogare il termine delle stesse entro nuovi limiti temporali, ma ha semplicemente prolungato, in maniera diretta e senza la necessità di alcuno specifico provvedimento, il termine di scadenza dei periodi di occupazione temporanea.

Le proroghe di legge della durata dell occupazione di urgenza non possono sommarsi al periodo di sospensione derivante dall'annullamento giurisdizionale in primo grado del decreto di occupazione, atteso che tal... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...si riferiscono alle occupazioni legittimamente efficaci e non a quelle annullate.

Per le proroghe di cui alla L. n. 58 del 1991, L. n. 47 del 1988, L. n. 42 del 1985, a differenza della proroga di cui alla L. n. 385 del 1980, non è stato elevato in via astratta e generale il termine massimo quinquennale di durata delle occupazioni di urgenza, con l'attribuzione alla PA del potere di prorogare il termine delle concrete occupazioni entro i nuovi limiti temporali, ma si è inciso in maniera diretta ed immediata sulla scadenza dei periodi di occupazione temporanea come già concretamente determinati dall'autorità amministrativa, attuandone il prolungamento.

Il differimento del termine finale di occupazione previsto dalle proroghe legislative opera automaticamente in ogni ipotesi in cui l'occupazione sia in corso e la procedura espropriativa non si sia conclusa con l'emissione di un decreto di esproprio, indipendentemente dall'essere o meno compiuta l'opera.

Nel periodo di occupazione legittima vanno compresi sia quello concesso nei limiti del quinquennio di cui alla L. 22 ottobre 1971, n. 865, art. 20, sia le ulteriori proroghe automaticamente applicabili in virtù di previsione legislativa.

[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ograve; sostenersi che le proroghe legali dei termi di occupazione non possono superare il limite del quinquennio, di cui alla legge 865 del 1971. Infatti, le proroghe in questione comportano non una modifica legislativa, tale da prolungare a sette anni il limite temporale di cui all'art. 20 della legge 865 del 1971, bensì un automatico spostamento dei termini in concreto fissati dalle singole autorità amministrative nel provvedimento di occupazione d'urgenza.

L'ambito di operatività della normativa in materia di proroga della durata dell'occupazione è strettamente correlato alla pendenza di un'occupazione legittimamente in corso.

Le proroghe legislative ai termini di occupazione legittima non hanno sanato ex tunc quelle procedure espropriative in cui, essendo mancata la continuità delle proroghe amministrative, era già scaduto, all'epoca della prima proroga legislativa, il termine ultimo dell'occupazione.

La proroga dei termini di scadenza delle occupazioni temporanee disposta dal d.l. n. 901 del 1984, convertito in l. n. 42 del 1985, cosi come le proroghe disposte dal d.l. n. 534 del 1987, convertito nella l. n. 47 del 1988 e dalla l. n. 158 del 1991, a differenza di quelle previste da prece... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sizioni, opera automaticamente, necessità di specifico provvedimento da parte della p.a..

Il fatto illecito, con conseguente sorgere dell'obbligazione risarcitoria in capo al Comune, si verifica soltanto allo scadere, in virtù della proroga legislativamente intervenuta e dunque pur in mancanza di un provvedimento autorizzativo ad hoc, del definitivo periodo di legittima occupazione.

Le proroghe dei termini di scadenza delle occupazioni temporanee, disposte dall'art. 1, comma 5 bis, d.l. 22.12.1984 n. 901, conv. in l. 1.3.1985, n. 42, dall'art. 14, comma 2, d.l. 29.12.1987 n. 534, conv. in l. 29.2.1988 n. 47, e infine dall'art. 22 l. 20.5.1991, n. 158, si applicano solo laddove il termine di occupazione non sia ancora scaduto.

Le proroghe legali dei primi anni ottanta richiedevano un apposito provvedimento dell'autorità amministrativa, le successive operano in maniera generalizzata e automatica.

La proroga legale del termine finale di occupazione è efficace anche se si sia già verificata l'irreversibile trasformazione del bene.

La proroga dei termini di scadenza dall'occupazioni temporanea disposta dalla L. 42/1985, così come le proroghe disposte dalla L. n. 47/19... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... L. n. 158/ 1991, a differenza della proroga operata con la L. 385/80, opera automaticamente, senza necessità di specifico provvedimento da parte della P.A.

OCCUPAZIONE --> DURATA OCCUPAZIONE --> PROROGA --> PROROGA LEGALE --> ART. 1 DL N. 390/2001 E ART. 6- QUATER D.L. 314/2004

E' da escludere che il termine per l'espropriazione possa essere prorogato attraverso il differimento dell'occupazione e questo anche in riferimento alle proroghe legislative intervenute (art. 1, comma 1 DL n. 390/2001 e art. 6- quater D.L. 314/2004), cui vanno riconosciuti effetti limitatamente all'occupazione d'urgenza delle aree interessate dal programma di ricostruzione di cui al Titolo VIII della legge n. 219/1981.

OCCUPAZIONE --> DURATA OCCUPAZIONE --> PROROGA --> PROROGA LEGALE --> ART. 14 L. 47/1988

La proroga di due anni disposta dal D.L. 29 dicembre 1987, n. 534, art. 14 (convertito, con modificazioni, dalla L. 29 febbraio 1988, n. 47), trova applicazione in ogni caso di occupazione d'urgenza in corso alla data di entrata in vigore del decreto-legge, sia che l'occupazione fosse già stata prorogata una volta in base al D.L. 22 dicembre 1984, n. 901, art. 1, comma 5 bis, (convertito, con modificazi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...L. 1 marzo 1985, n. 42), sia che questa fosse in corso ai sensi della L. 22 ottobre 1971, n. 865, art. 20 ma non ancora prorogata.

Il decreto di occupazione, qualora già efficace al momento dell'entrata in vigore del Decreto n. 534 del 1987, art. 14, segna il momento rilevante, dal punto di vista giuridico, del sub-procedimento di occupazione temporanea di urgenza, che, quindi deve considerarsi in corso alla data del 1 gennaio 1988. La proroga disposta dal Decreto n. 534 del 1987, art. 14, si riferiva proprio al termine quinquennale, già fissato nel decreto, e, per l'appunto, prorogato di due anni, laddove la data del verbale di immissione in possesso costituiva il termine iniziale per il calcolo della durata, in concreto, dell'occupazione.

La proroga di cui al D.L. n. 534 del 1987, art. 14 è applicabile in base al suo espresso tenore letterale non già a qualsiasi apprensione e detenzione di beni immobili altrui, anche se senza titolo, ma esclusivamente "alle occupazione di urgenza in corso" alla data di entrata in vigore della legge; ove tale continuità sia venuta a cessare, vengono meno i presupposti per applicare il regime agevolativo, anche perché con la scadenza, la trasformazione eventualm... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...zata (senza che sia stato emesso decreto di esproprio) assume definitivamente il carattere dell'illiceità, e origina un'obbligazione risarcitoria per la perdita della proprietà.

Sebbene l'art. 14, comma 2, D.L. n. 534/1987 conv. nella L. n. 47/1988 contempla esplicitamente anche la precedente proroga prevista dall'art. 1 comma 5 bis, D.L. n. 901/1984 conv. nella L. n. 42/1985, va rilevato che l'ulteriore proroga di 2 anni si riferisce espressamente a tutte le "occupazione d'urgenza", il cui termine di 5 anni, previsto dall'art. 20, comma 2, L. n. 865/1971, risulta ancora "in corso", per cui dal tenore letterale del cit. art. 14 risulta facilmente evincibile che la relativa proroga di 2 anni si applica indistintamente a tutte le occupazione d'urgenza, il cui termine quinquennale ex art. 20, comma 2, L. n. 865/1971 non sia ancora scaduto.

Il D.L. n. 534 del 1987, art. 14 prevede che la proroga si applichi alle occupazioni d'urgenza in corso al momento della sua entrata in vigore, onde la stessa non era applicabile alla procedura di esproprio qualora il provvedimento di occupazione fosse intervenuto successivamente.

Deve ritenersi che l'art. 14 L. n 47/1988 poteva e doveva trovare applicazione in ogni caso in cui l'occupaz... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nza fosse in corso alla data di entrata in vigore della legge sia che fosse stata prorogata una volta, in base alla legge n 42/1985, indicata nell'articolo stesso, sia che fosse ancora in corso in base all'art. 20 L. 865/1971, tenuto conto che una diversa interpretazione escluderebbe dalla proroga legale tutte le occupazioni in corso, ma non prorogate, con evidente frustrazione della finalità perseguita dal legislatore

OCCUPAZIONE --> DURATA OCCUPAZIONE --> PROROGA --> PROROGA LEGALE --> ART. 22 L. 158/1991

La proroga biennale dei termini di scadenza delle procedure espropriative per pubblica utilità introdotta dalla L. n. 158/1991, si applica soltanto -pur se indistintamente- per tutte le occupazioni d'urgenza in corso al 01-01-1991.

La proroga legale del termine di occupazione ex L. n. 158/1991 deve intendersi applicabile indistintamente a tutte le occupazioni d'urgenza in corso al primo gennaio 1991 sia che l'occupazione fosse già stata prorogata una volta (per esempio, in base all'art. 1, comma quinto bis, del menzionato d.l. 901/1984, o più volte), sia che questa fosse in corso ai sensi dell'art. 20 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, ma non ancora prorogata.

La proroga leg... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...mini disposta dall'art. 22 della L. n. 158 del 20 maggio 1991, riguarda solo i procedimenti espropriativi che siano in corso alla stessa data; di conseguenza, la norma può valere a restituire legittimità ad occupazioni divenute inefficaci o illegittime solo se l'obiettivo di recupero della procedura espropriativa - costituente la ratio dichiarata della norma - sia conseguibile per non essersi già perfezionato il fatto (illecito) acquisitivo per effetto del concorrere dell'illegittimità dell'occupazione e dell'irreversibile trasformazione del fondo.

La proroga biennale legale, disposta dalla L. n. 158 del 1991, art. 22, si riferiva alla scadenza del termine concretamente fissato dall'autorità amministrativa nel provvedimento di occupazione d'urgenza, non già alla scadenza del termine massimo (quinquennale) di durata delle occupazioni d'urgenza, fissato dalla L. n. 865 del 1971, art. 20.

Le proroghe dei termini dell'occupazione d'urgenza (nel caso di specie derivante dalla l. n. 158/1991), non operano nel caso in cui l'opera pubblica sia ultimata entro la scadenza del periodo originariamente fissato dall'Amministrazione procedente. Tale assunto è congruente con la logica interpretativa per cui l'Amm... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e può avvalersi degli effetti favorevoli della protrazione della fase occupativa solo nel caso in cui, nel medesimo spatium temporis, perduri l'efficacia legittimante della dichiarazione di p.u., alla cui scadenza - viceversa - nessuna temporanea occupazione del bene è più ravvisabile risultando completata la vicenda ablativa.

La proroga biennale anche retroattiva (ex lege n. 158 del 1991), non poteva avere effetti qualora alla scadenza del periodo di occupazione (nella specie il 1987) l'opera fosse stata già compiuta e pertanto l'opera stessa fosse stata automaticamente acquisita.

L'orientamento per cui la proroga biennale anche retroattiva (ex L. n. 158 del 1991) non può avere effetti qualora alla scadenza del periodo di occupazione l'opera sia stata già compiuta e pertanto già automaticamente acquisita, non può essere invocato nel caso in cui la realizzazione piena dell'opera pubblica non avrebbe potuto portare ad alcuna vicenda di occupazione acquisitiva per essere intervenuta prima dell'applicabilità della sua regula juris (L. 458/1998 e sentenza 486 del 18 Dicembre 1991).

L'art. 22, comma 1, l. 20 maggio 1991, n. 158, proroga i termini di cui all'art. 20, comma se... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...2 ottobre 1971, n. 865, relativamente alle occupazioni "in corso" al momento della sua emanazione, e non può quindi essere riferito alle occupazioni disposte successivamente.

La proroga dei termini dei decreti di occupazione d'urgenza, disposta dalla L. n. 158 del 1991, art. 22, nell'interpretazione autentica di cui alla L. n. 166 del 2002, art. 4, non si riferisce soltanto ai termini di validità dei menzionati decreti, ma altresì al termine finale per l'emanazione del decreto di esproprio contenuto nella dichiarazione di pubblica utilità, in osservanza della L. n. 2359 del 1865, art. 13.

Non può operare una proroga prevista da una legge (caso di specie ex L. n. 158/1991), anche avente efficacia retroattiva, quando, alla data della sua pubblicazione (G.U. 21 maggio 1991), prima della sua vigenza, sia terminata la occupazione già prorogata e completata la trasformazione irreversibile dell'area occupata.

La proroga legale del termine dell'occupazione d'urgenza opera nonostante si sia già verificata l'irreversibile trasformazione dell'area occupata, poiché il fenomeno della cosiddetta occupazione appropriativa si verifica solo alla data di scadenza dell'occupazione legittima; ne con... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...fino a quando tale termine (originario o prorogato) non sia spirato, il proprietario dell'area null'altro può pretendere se non la corresponsione della relativa indennità ed è sempre possibile l'emanazione del decreto di espropriazione.

La proroga dei termini di scadenza dell'occupazione temporanea disposta con la L. n. 158 del 1991, opera automaticamente attuandone il prolungamento; il differimento del termine finale va applicato in ogni caso in cui l'occupazione sia in corso e si estende anche ai connessi procedimenti espropriativi, ivi compreso il termine per il decreto di esproprio.

I decreti di occupazione emessi successivamente alla L. n. 158/1991 art. 22, non hanno potuto beneficare della proroga di due anni ivi prevista.

Con la L. 20 maggio 1991, n. 158, art. 22, è stato prorogato di ulteriori due anni il termine di occupazione, come risulta chiaramente dalla lettera della norma che fa espresso riferimento alla L. n. 865 del 1971, art. 20.

La proroga dei termini di scadenza delle occupazioni temporanee disposta dall'art. 22 della L. n. 158/1991, si riferisce esclusivamente alla scadenza del termine concretamente fissato dall'autorità amministrativa nel provvedimento di occu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rgenza, non già alla scadenza del termine massimo - quinquennale - di durata delle occupazioni, fissato dall'art. 20 della L. n. 865/1971.

Per effetto della L. n. 158 del 1991, art. 22, deve ritenersi prorogato automaticamente il periodo di occupazione ordinaria in corso all'entrata in vigore della legge medesima.

La proroga biennale introdotta dalla L. n. 158 del 1991, art. 22, ha avuto come indefettibile condizione, espressamente richiesta dalla legge medesima, che l'occupazione d'urgenza fosse già "in corso" alla data della sua entrata in vigore.

La proroga biennale disposta con l'art. 22 della L. n. 158/1991 si applica non solo al termine per le occupazioni d'urgenza ma anche ai termini per l'inizio e la fine delle procedure espropriative e per il compimento dei lavori. Tale tesi deve ritenersi implicitamente avallata dall'art. 4, della L. n. 166/ 2002. Diversa interpretazione sarebbe in contrasto, oltre che con la lettera della norma, con la stessa ratio legis, giacché sarebbe inconcepibile il perdurare di un regime occupatorio temporaneo senza il corrispondente slittamento dei termini utili per l'emissione del decreto definitivo di esproprio.

La proroga legale della durat... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...pazione d'urgenza, in corso alla data di entrata in vigore della L. 20.5.1991, n. 158, art. 22, ha operato come effetto immediato e senza bisogno di un'ulteriore manifestazione di volontà dell'Amministrazione, alla sola condizione di un'occupazione d'urgenza ancora in corso.

La proroga ex lege dei termini relativi all'occupazione d'urgenza, ai sensi dell'art. 22 della legge 158 del 1991, non necessitava di alcun formale atto di recezione o esecuzione, a contenuto discrezionale, da parte della P.A..

La proroga introdotta dalla L. n. 158 del 1991, art. 22, opera per le sole "occupazioni d'urgenza in corso" al 1 gennaio 1991 (art. 23).

La proroga disposta dall'art. 22 della L. n. 158 del 1991 riguarda soltanto il termine previsto dall'art. 20, comma 2, L. n. 865 del 1971, e cioè il termine fissato per l'occupazione temporanea e d'urgenza dell'area da espropriare e, quindi, non interferisce sul diverso termine stabilito con la dichiarazione di pubblica utilità per il compimento della procedura ablativa, il cui decorso determina l'inefficacia di detta dichiarazione, anche se non sia ancora scaduto il termine per l'occupazione.

OCCUPAZIONE --> DURATA OCCUPAZIONE --> PROROGA --> PROROGA... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...gt; ART. 22 L. 158/1991 --> OCCUPAZIONE NEGOZIALE

La proroga del termine massimo di durata dell'occupazione d'urgenza di cui alla L. 22 ottobre 1971, n. 865, art. 20, stabilita dalla L. 20 maggio 1991, n. 158, art. 22, è automaticamente applicabile anche ai negozi di diritto pubblico con cui il privato consente la preventiva occupazione del bene, nel senso di prolungare il periodo di occupazione legittima per una corrispondente durata.

OCCUPAZIONE --> DURATA OCCUPAZIONE --> PROROGA --> PROROGA LEGALE --> ART. 4 L. 166/2002

A norma della L. 1 agosto 2002, n. 166, art. 4, le proroghe dei termini di occupazione d'urgenza disposte per legge, coordinate tra loro nelle scadenze, si intendono, con effetto retroattivo, riferite anche ai procedimenti espropriativi in corso alle scadenze previste dalle singole leggi (essendo inconcepibile il legittimo perdurare di un regime occupatorio temporaneo senza il corrispondente slittamento dei termini per l'emissione del decreto definitivo di esproprio) e si intendono efficaci anche in assenza di atti dichiarativi delle amministrazioni procedenti. L'applicabilità del citato art. 4 presuppone che nelle proroghe di validità dei termini di occupazione non si sia verific... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ne di continuità.

Per effetto della proroga ex lege dei termini, dovuta alla L. n. 166 del 2002, art. 4, le proroghe dei termini di scadenza delle occupazioni di urgenza, stabilite dalle disposizioni di legge, e tra di esse dalla L. n. 158 del 1991, art. 22 (intervenuta nel corso dell'occupazione), "coordinate tra loro, si intendono, con effetto retroattivo, riferite anche ai procedimenti espropriativi in corso alle scadenze previste dalle singole leggi e si intendono efficaci anche in assenza di atti dichiarativi delle amministrazioni procedenti".

Con la sentenza n. 2630 del 2006, le Sezioni Unite hanno chiarito che per effetto della proroga ex lege dei termini, dovuta alla L. n. 166 del 2002, art. 4, le proroghe dei termini vanno riferite, con effetto retroattivo, anche, al termine per l'emissione del decreto di esproprio, pur in assenza di atti dichiarativi delle amministrazioni procedenti, deponendo in tal senso sia la lettera della norma - che con l'avverbio anche (... riferite anche...) - manifesta l'intento del legislatore di estendere gli effetti delle proroghe precedentemente disposte oltre i confini segnati dai termini di scadenza delle sole occupazioni di urgenza, sia la ratio legis, essendo diversamente inconcepibile ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o perdurare di un regime occupatorio temporaneo senza il corrispondente slittamento dei termini utili per l'emissione del decreto definitivo di esproprio.

La L. n. 166 del 2002, art. 4, nel prevedere che le proroghe dei termini di scadenza delle occupazioni di urgenza, stabilite dalle varie disposizioni di legge succedutesi in materia, coordinate tra loro nelle scadenze, si intendono, con effetto retroattivo, riferite anche ai procedimenti espropriativi in corso alle scadenze previste dalle singole leggi e si intendono efficaci anche in assenza di atti dichiarativi delle amministrazioni procedenti, non rileva nel caso in cui il decreto di espropriazione non sia stato mai emesso.

La L. n. 166 del 2002, art. 4 ha chiarito che l'effetto di proroga del termine di durata dell'occupazione, disposta da vari interventi normativi, si estende anche ai connessi procedimenti espropriativi, compreso il termine per l'emissione del decreto di esproprio, risultando illogica la previsione del perdurare di un regime occupatorio temporaneo, senza un corrispondente slittamento dei termini utili per il completamento del procedimento ablativo: di tale estensione è stata riconosciuta la finalità emergenziale, collegata alla necessità di differire l... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...dei decreti di espropriazione, in attesa del riordino della disciplina dell'indennità di espropriazione, reso necessario dalle ripetute dichiarazioni d'illegittimità costituzionale delle relative disposizioni.

Il legislatore, in vista dell'emanazione di una nuova definitiva normativa sull'indennità di espropriazione in conseguenza delle note declaratorie di incostituzionalità contenute nelle decisioni nn. 233/1983 e 5/1980 della Corte Costituzionale, aveva disposto una serie di proroghe obbligatorie dei termini per il compimento del procedimento espropriativo a partire dal D.L. n. 901 del 1984; di dette proroghe la L. n. 166 del 2002, art. 4, ha ribadito il collegamento necessario per raggiungere la finalità perseguita in relazione non soltanto alle occupazioni temporanee, ma anche alle dichiarazioni di p.u. che del provvedimento di occupazione costituiscono il presupposto indefettibile.

In deroga alla regola dell'indipendenza dei termini della dichiarazione di p.u. da quelli indicati nel decreto di occupazione temporanea, i termini delle occupazioni d'urgenza e delle dichiarazioni di pubblica utilità in corso alla data di entrata in vigore della L. 1 marzo 1985, n. 42, L. 29 febbraio 1988, n. 47, L. 20 mag... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] .... 158, sono stati da dette leggi prorogati, con effetto retroattivo, ai sensi della L. 1 agosto 2002, n. 166, art. 4 e automaticamente di cinque anni.

La legge n. 166/2002, all'art. 4, dispone che tutte le proroghe disposte dalla normativa emergenziale devono intendersi con effetto retroattivo, riferite ai procedimenti espropriativi comunque "in corso alle scadenze previste dalle singole leggi e si intendono efficaci anche in assenza di atti dichiarativi delle amministrazioni procedenti"; l'effetto di proroga de quo deve, infine, essere esteso anche ai connessi procedimenti espropriativi, compreso il termine per l'emissione del decreto di esproprio, essendo illogica la previsione del perdurare di un regime occupatorio temporaneo senza il corrispondente slittamento dei termini utili per il completamento del procedimento ablativo.

La L. n. 166 del 2002, art. 4 (secondo cui le proroghe dei termini di occupazione d'urgenza disposte per legge, "coordinate tra loro nelle scadenze, si intendono, con effetto retroattivo, riferite anche ai procedimenti espropriativi in corso alle scadenze previste dalle singole leggi e si intendono efficaci anche in assenza di atti dichiarativi delle amministrazioni procedenti"), si basa sul presupposto ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...edimento espropriativo sia in corso e che nelle proroghe di validità dei termini di occupazione non si sia verificata soluzione di continuità.

La Corte di legittimità ha definitivamente chiarito, in sede di esegesi dell'art. 4 L. 1 agosto 2002 n. 166, non solo che tutte le proroghe, disposte dalla normativa emergenziale (quindi, anche quelle introdotte dalla L. n. 158/1991), devono intendersi, con effetto retroattivo, riferite ai procedimenti espropriativi, comunque in corso alle scadenze previste dalle singole leggi e si intendono efficaci anche in assenza di atti dichiarativi delle amministrazioni procedenti, ma anche che l'effetto di proroga deve essere esteso anche ai connessi procedimenti espropriativi, compreso il termine per l'emissione del decreto di esproprio, essendo illogica la previsione del perdurare di un regime occupatorio temporaneo senza il corrispondente slittamento dei termini utili per il completamento del procedimento ablativo.

Per porre rimedio ai contrasti che nella giurisprudenza (anche di merito) erano emersi circa l'operatività delle proroghe, in alcuni casi ricollegata automaticamente all'entrata in vigore delle singole leggi, in altri subordinata ad appositi provvedimenti discrezionali delle am... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ni procedenti, la L. n. 166 del 2002, art. 4, ha previsto che le proroghe legislative menzionate "sì intendono efficaci anche in assenza di atti dichiarativi delle amministrazioni procedenti", quindi senza necessità di un apposito provvedimento dell'amministrazione, e ne ha esteso retroattivamente l'ambito applicativo ai termini per il compimento dei procedimenti espropriativi in corso alle rispettive scadenze.

La L. n. 166 del 2002, art. 4 non ha previsto una ulteriore e specifica proroga dei termini dell'occupazione, ma si è limitato a interpretare le disposizioni legislative che avevano previsto le proroghe dei termini di occupazione d'urgenza, fermo restando il principio secondo cui le suddette proroghe legislative possono essere applicate a condizione che l'occupazione sia in corso all'epoca di entrata in vigore della legge che dispone quelle proroghe.

Nessun dubbio può sorgere sulla corretta portata della L. n. 166 del 2002, art. 4, che ha coordinato le proroghe di scadenza delle occupazioni di urgenza stabilite dalla L. n. 158 del 1991 e da quelle precedenti. Invero le Sezioni Unite della Suprema Corte di Cassazione hanno interpretato la norma nel senso che la stessa riferisce necessariamente l'effetto... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...oga anche al termine finale ancora in corso, di cui all'art. 13 della legge fondamentale dell'espropriazione n. 2359 del 1865, concesso per l'emissione del decreto ablativo, venendo altrimenti meno la ratio stessa della legge che era quella di prevedere il necessario slittamento dei termini al fine di renderne ancora legittima l'adozione e di salvaguardare le ragioni dell'Amministrazione.

Dell'art. 4 della L. n. 166/2002 deve essere accolta un'interpretazione restrittiva, con la conseguenza di ritenere che ove il termine per il compimento della procedura espropriativa sia decorso inutilmente, la dichiarazione di pubblica utilità diventa inefficace ed il potere di espropriazione non è più esercitabile dall'ente pubblico a prescindere dalla varie proroghe dell'occupazione nel frattempo intervenute.

A norma della L. n. 166 del 2002, art. 4, tutte le proroghe disposte dalla normativa emergenziale e, quindi, anche quelle introdotte dalle disposizioni legislative del 1985 e del 1988, devono intendersi con effetto retroattivo, riferite ai procedimenti espropriativi comunque "in corso alle scadenze previste dalle singole leggi e si intendono efficaci anche in assenza di atti dichiarativi delle amministrazioni procedenti".
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...Alla luce del disposto di cui alla L. n. 166 del 2002 tutte le proroghe disposte dalla normativa emergenziale devono intendersi con effetto retroattivo, riferite ai procedimenti espropriativi comunque "in corso alle scadenze previste dalle singole leggi e si intendono efficaci anche in assenza di atti dichiarativi delle amministrazioni procedenti"; l'effetto di proroga deve infine essere esteso anche ai connessi procedimenti espropriativi, compreso il termine per l'emissione del decreto di esproprio, essendo illogica la previsione del perdurare di un regime occupatorio temporaneo senza il corrispondente slittamento dei termini utili per il completamento del procedimento ablativo.

Alla luce del disposto di cui alla L. n. 166 del 2002, art. 4, tutte le proroghe disposte dalla normativa emergenziale devono intendersi con effetto retroattivo, riferite ai procedimenti espropriativi comunque "in corso alle scadenze previste dalle singole leggi e si intendono efficaci anche in assenza di atti dichiarativi delle amministrazioni procedenti"; l'effetto di proroga deve inoltre essere esteso anche ai connessi procedimenti espropriativi, compreso il termine per l'emissione del decreto di esproprio, essendo illogica la previsione del perdurare di un regime... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o temporaneo senza il corrispondente slittamento dei termini utili per il completamento del procedimento ablativo.

Le reiterate proroghe del termine delle occupazioni d'urgenza disposte dalle norme via via succedutesi in materia, si cumulano tra loro ed operano ope legis, ovvero senza la necessità di un atto amministrativo che le disponga. Tale indirizzo giurisprudenziale ha trovato conferma nella norma interpretativa recata dall'art. 4 della legge n. 166/2002.

In tema di proroghe legali dei termini di occupazione, a fugare ogni dubbio sulla inconsistenza di interpretazioni diverse, è intervenuta la L. n. 166 del 2002 in base al cui art. 4 tutte le proroghe disposte dalla normativa emergenziale devono intendersi con effetto retroattivo, riferite ai procedimenti espropriativi comunque "in corso alle scadenze previste dalle singole leggi e si intendono efficaci anche in assenza di atti dichiarativi delle amministrazioni procedenti".

La L. 166 del 1992, art. 4 ha coordinato le proroghe di scadenza delle occupazioni di urgenza stabilite dalla L. n. 158 del 1991 e da quelle precedenti; la norma va interpretata nel senso che la stessa riferisce necessariamente l'effetto della proroga anche al termine finale ancora... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i cui all'art. 13 L. n. 2359/1865 concesso per l'emissione del decreto ablativo, altrimenti venendo meno la ratio della legge che era quello di prevedere il necessario slittamento dei termini al fine di renderne ancora legittima l'adozione.

La L. 1 agosto 2002, n. 166, art. 4 dispone che le proroghe dei termini di scadenza delle occupazioni di urgenza stabilite dalle disposizioni di una serie di leggi specificatamente indicate (tra cui il D.L. n. 534 del 1987 convertito con L. n. 47 del 1988), e successivamente abrogate dal D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, art. 58 coordinate tra loro, si intendono, con effetto retroattivo, riferite anche ai procedimenti espropriativi in corso alle scadenze previste dalle singole leggi e si intendono efficaci anche in assenza di atti dichiarativi delle amministrazioni procedenti.

La L. 1 agosto 2002, n. 166, art. 4 va interpretata nel senso che l'effetto di proroga già realizzato per le occupazioni d'urgenza investe anche i connessi procedimenti espropriativi, compreso il termine per l'emissione del decreto di esproprio. In siffatto sistema è di tutta evidenza che il presupposto perché si proroghi il termine per il decreto di esproprio è che sia stato prorogato quello di occupazione in base a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...va prevista per ciascuna proroga.

Il mancato inizio dei lavori e l'assenza dell'occupazione d'urgenza dei beni privati rende inapplicabili le disposizioni legislative, enucleate sotto l'art. 4 della L. n.166 del 2002, che hanno previsto la proroga per voluntas legis delle occupazioni d'urgenza; anche se tale articolo ha esteso con effetto retroattivo le proroghe de quibus ai procedimenti espropriativi in corso (consentendo, di fatto, la coincidenza della scadenza del termine di occupazione con la scadenza del termine per il compimento dell'espropriazione), lo stesso risulta estraneo alla fattispecie in cui è mancata, a monte, un'occupazione d'urgenza dei beni.

Per effetto del disposto dell'art. 4 della L. 1 agosto 2002, n. 166, le proroghe legali dei termini di scadenza delle occupazioni di urgenza disposte dai diversi interventi normativi dalla norma stessa citati si intendono, con effetto retroattivo, riferite anche ai procedimenti espropriativi in corso alle scadenze previste dalle singole leggi e si intendono efficaci anche in assenza di atti dichiarativi delle amministrazioni procedenti.

La L. n. 166 del 2002, art. 4 dal chiaro contenuto interpretativo, ha confermato il principio più volte affermato dalla giurispr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l'applicabilità automatica delle proroghe dei termini di occupazione d'urgenza previste dalle varie leggi succedutesi nel tempo (dal 1980 con L. n. 385 del 1980 fino al 1991 con L. n. 158 del 1991), alla sola condizione della vigenza del termine di occupazione, originario ex L. n. 865 del 1971, art. 20, o già prorogato.

Dell'art. 4 della L. n. 166/2002 deve essere accolta un'interpretazione restrittiva, con la conseguenza di ritenere che ove il termine per il compimento della procedura espropriativa sia decorso inutilmente, la dichiarazione di pubblica utilità diventa inefficace ed il potere di espropriazione non è più esercitabile dall'ente pubblico a prescindere dalla varie proroghe dell'occupazione nel frattempo intervenute.

Con l'art. 4 della L. n. 166/2002 il legislatore ha inteso disciplinare in maniera univoca la materia delle proroghe legali che sino ad allora erano state divise in provvedimentali e legali; ciò non impedisce di accedere ad una interpretazione restrittiva della citata disposizione con la conseguenza di ritenere che ove il termine per il compimento della procedura espropriativa sia decorso inutilmente, la dichiarazione di pubblica utilità diventa inefficace ed il potere d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...zione non è più esercitabile dall'ente pubblico a prescindere dalla varie proroghe dell'occupazione nel frattempo intervenute.

Con l'art. 4 della l. 166/2002 il legislatore non ha inteso estendere retroattivamente la proroga dei termini dell'occupazione d'urgenza ai termini relativi alle connesse procedure espropriative.

La ratio della disposizione di cui all'art. 4 della L. 166/2002 ad oggetto la proroga legale dei termini di occupazione d'urgenza, va individuata nella necessità di omogeneizzare la disciplina delle proroghe che il diritto pretorio ripartiva in provvedimentali e legali. Non può viceversa riconoscersi il diverso effetto di proroga oltre che dei termini di scadenza delle occupazioni di urgenza anche dei connessi procedimenti espropriativi, scontrandosi tale interpretazione con le garanzie costituzionali di cui all'art. 42 Cost. nonché con l'art. 1 del Protocollo addizionale della Convenzione EDU e con il principio di legalità in esso affermato.

Secondo l'indirizzo giurisprudenziale che ha trovato conferma nella norma interpretativa di cui all'art.4 della l. n.166/2002, le reiterate proroghe legali del termine delle occupazioni d'urgenza, si cumulano tra loro ed operano ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ovvero senza la necessità di un atto amministrativo che le disponga. Pertanto il fatto illecito, con conseguente sorgere dell'obbligazione risarcitoria, deve ritenersi verificato soltanto allo scadere del definitivo periodo di legittima occupazione, in virtù delle proroghe legislativamente intervenute e dunque pur in mancanza di un provvedimento autorizzativo "ad hoc".

La L. n. 166 del 2002, art. 4, presuppone che nelle proroghe della validità dei termini di occupazione non si sia verificata soluzione di continuità.

L'art. 4 della L. 166/2002 ha inteso sanare le situazioni pregresse anche agli effetti della definizione del procedimento espropriativo, stabilendo un meccanismo di proroga automatica e continuata delle occupazioni d'urgenza, ed estendendo l'effetto di proroga anche ai connessi procedimenti espropriativi, compreso il termine per l'emissione del decreto di esproprio. La proroga legale del termine dell'occupazione d'urgenza opera nonostante si sia già verificata la irreversibile trasformazione dell'area occupata.

Le varie proroghe legali ex art. 4 L. 166/2002 del termine per l'emanazione del provvedimento di espropriazione riferito alla scadenza dell'occupazione d'urgenza vanno pure rife... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ure per implicito, anche alla scadenza della dichiarazione di pubblica utilità.

La L. n. 166 del 2002, art. 4 ha inteso sanare le situazioni pregresse anche agli effetti della definizione del procedimento espropriativo e, dunque, della determinazione della relativa indennità.

OCCUPAZIONE --> DURATA OCCUPAZIONE --> PROROGA --> PROROGA LEGALE --> ART. 4 L. 166/2002 --> COSTITUZIONALITÀ

La L. n. 166 del 2002, art. 4 ha fornito una interpretazione plausibile della norma interpretata, quanto alle modalità operative della proroga di cui alla L. n. 385 del 1980, art. 5. Trattasi di una misura straordinaria che non si pone in conflitto con parametri costituzionali, tenuto conto che la legittimità costituzionale di una disciplina retroattiva dei rapporti giuridici non è esclusa, in linea di principio, dall'incidenza di essa in materia coperta da riserva di legge (v. Corte cost. n. 89 del 1966), qual è la proprietà privata.

OCCUPAZIONE --> DURATA OCCUPAZIONE --> PROROGA --> PROROGA LEGALE --> ART. 5 BIS DL 901/1984

Qualora la scadenza del termine stabilito con la dichiarazione di pubblica utilità dell'opera abbia reso priva di... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ccupazione, a nulla rileva la proroga disposta dal D.L. 22 dicembre 1984 n. 901, art. 1, comma 5 bis conv. con modificazioni dalla L. 1 marzo 1985 n. 42, che prorogava di un anno i termini delle occupazioni in corso, che, operando sulla durata della sola occupazione, non poteva supplire alla sopravvenuta decadenza della dichiarazione di pubblica utilità.

Alcun effetto retroattivo può essere attribuito alla proroga concessa dalla legge n.42/1985, in ordine alle occupazioni in corso alla data del 15 marzo 1985, con riferimento a procedimento espropriativo che l'Amministrazione avrebbe dovuto perfezionare entro una data anteriore, non potendo oltre tale termine emanare alcun decreto di esproprio.

La proroga automatica di un anno di cui al D.L. n. 901 del 1984, art. 1, comma 5 bis, introdotto dalla Legge di conversione n. 42 del 1985, era invocabile a condizione che il termine finale di occupazione non fosse già scaduto e che l'occupazione fosse già (legittimamente) in corso alla data di pubblicazione della legge di conversione.

Il legislatore con l'art. 1 comma 5 bis del D.L. n. 901/1984, convertito nella L. n. 42/1985, ha disposto la proroga di un anno di tutti i termini delle occupazioni di urgenza in... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... proroga ha trovato applicazione automatica - e dunque prescindendo dall'adozione di un provvedimento amministrativo - in ogni caso di occupazione d'urgenza in corso alla data di entrata in vigore del medesimo, anche in ipotesi d'occupazione già prorogata.

Il D.L. 22-12-1984, n. 901 convertito, con modificazioni, nella L. n. 42/1985 (applicabile ratione temporis), si innesta in una serie di misure legislative tendenti a protrarre l'efficacia delle occupazioni d'urgenza comunque legittimamente "in corso", quindi sia per effetto dei provvedimenti iniziali che per effetto di loro proroghe disposte, successivamente al provvedimento iniziale, in via amministrativa.

Le disposizioni di proroga dei termini di occupazione, disposte da vari decreti legge convertiti e in particolare quelle previste dai decreti n. 901 del 1984 e n. 534 del 1987, hanno operato automaticamente, senza necessità di specifico provvedimento di proroga della P.A., il quale, ove in concreto adottato, non aveva alcuna efficacia costitutiva.

Le disposizioni di proroga dei termini di occupazione, previste dai decreti n. 901 del 1984 e n. 534 del 1987, a differenza di quelle previste da precedenti disposizioni, si riferiscono alla scadenza del termine ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...te fissato dall'autorità amministrativa nel provvedimento di occupazione d'urgenza e non già alla scadenza del termine massimo (quinquennale) di durata delle occupazioni d'urgenza, fissato dall'art. 20 L. n. 865/1971 elevando in via astratta e quale regola generale il termine massimo di durata delle occupazioni d'urgenza.

La proroga legale del termine di occupazione legittima disposta dall'art. 5-bis del d.l. 22 dicembre 1984 n. 901 non è subordinata all'adozione di un apposito provvedimento amministrativo, così l'emanazione di un atto amministrativo non comporta alcuna rinuncia ad avvalersi della proroga ope legis, purché il termine non sia già spirato.

I provvedimenti legislativi di proroga ed in particolare anche quello previsto dal D.L. 901/84 convertito nella Legge 42/85, si riferiscono espressamente alle "occupazioni in corso", senza alcun riferimento all'opera pubblica, la cui eventuale avvenuta realizzazione deve ritenersi pertanto indifferente ai fini della loro applicazione.

OCCUPAZIONE --> DURATA OCCUPAZIONE --> PROROGA --> PROROGA LEGALE --> ART. 5 L. 385/1980

Alla luce delle norme di interpretazione autentica ad efficacia retroattiva di cui ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... del 2002, art. 4, ai fini dell'applicazione del termine annuale di proroga della occupazione legittima di cui alla L. n. 385 del 1980, art. 5 non occorreva alcun provvedimento.

L'entrata in vigore dalla L. n. 385 del 1980, art. 5 attribuisce all'Amministrazione il potere di prorogare il termine della disposta occupazione temporanea entro i nuovi limiti temporali, ma la proroga deve essere disposta con apposito provvedimento evidenziante le ragioni che impongono il protrarsi della situazione di compressione del diritto del proprietario, senza che possa configurarsi come effetto automatico della nuova legge.

L'entrata in vigore dell'art. 5 dalla legge n. 385 del 1980 attribuisce all'Amministrazione il potere di prorogare il termine della disposta occupazione temporanea entro i nuovi limiti temporali, ma la proroga deve essere disposta con apposito provvedimento evidenziante le ragioni che impongono il protrarsi della situazione di compressione del diritto del proprietario, senza che possa configurarsi come effetto automatico della nuova legge.

OCCUPAZIONE --> DURATA OCCUPAZIONE --> PROROGA --> PROROGA LEGALE --> ART. 9 D.LGS. 354/1999

Il D.Lgs. n. 354 del 1999, art. 9, va interpretato nel senso che, per il su... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...è stata disposta l'incondizionata proroga biennale dei termini di efficacia dei decreti di occupazione di urgenza, a prescindere dal fatto che l'occupazione in corso alla sua data di entrata in vigore fosse ancora dotata del crisma della legittimità; di modo che la proroga opera a prescindere dalla legittimità dell'occupazione al tempo della sua entrata in vigore, con l'unico limite che il procedimento espropriativo sia ancora in corso alla stessa data. La norma, quindi, vale a restituire legittimità ad occupazioni divenute inefficaci o illegittime se l'obiettivo di recupero della procedura espropriativa, che ne costituisce la ratio, sia ancora conseguibile.

In caso di procedimento espropriativo non supportato da valida dichiarazione di pubblica utilità, neppure l'art. 9 d.lg. n. 354 del 1999, consente di restituire efficacia ad occupazioni divenute inefficaci od illegittime, per cui a nulla rileva il fatto che sussista un decreto di occupazione d'urgenza e/o che risulti prorogato ex lege, venendo questo travolto (in tutto o per il periodo eccedente la scadenza della dichiarazione di p.u.) dalla mancanza dell'atto presupposto.

In tema di attuazione dei procedimenti espropriativi per la realizzazione degli interven... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l titolo ottavo della L. 14 maggio 1981, n. 219, il D.Lgs. 20 settembre 1999, art. 9, che proroga i termini relativi alle occupazioni d'urgenza, se prescinde dalla legittimità o illegittimità dell'occupazione al tempo della sua entrata in vigore, riguarda comunque solo i procedimenti espropriativi che siano in corso alla stessa data; ne deriva che la norma può valere a restituire legittimità ad occupazioni divenute inefficaci o illegittime solo se l'obiettivo di recupero della procedura espropriativa sia conseguibile per non essersi già perfezionato il fatto (illecito) acquisitivo per effetto del concorrere dell'illegittimità dell'occupazione e dell'irreversibile trasformazione del fondo.

In tema di attuazione dei procedimenti espropriativi per realizzare gli interventi di cui al titolo 8^ della L. n. 219/1981, il D.Lgs. n. 354 del 1999, art. 9, che proroga i termini relativi alle occupazioni d'urgenza, se prescinde della legittimità o illegittimità dell'occupazione al tempo della sua entrata in vigore, riguarda comunque i soli procedimenti espropriativi che siano in corso alla stessa data; ne deriva che la norma può valere a restituire legittimità ad occupazioni divenute inefficaci o illegitt... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... l'obiettivo di recupero del procedimento ablatorio, costituente la ratio dichiarata della norma, sia conseguibile, per non essersi già perfezionato il fatto acquisitivo, per effetto del concorso della illegittimità dell'occupazione e della irreversibile trasformazione del fondo.

La proroga di cui art. 9 del D.Lgs. n. 354 del 1999 prescinde dalla legittimità o illegittimità dell'occupazione al tempo della sua emanazione, ma resta comunque fermo il presupposto della pendenza della procedura ablativa; ne consegue che suddetta proroga può valere a restituire legittimità ad occupazioni divenute inefficaci od illegittime solo se l'obbiettivo di recupero della procedura espropriativa sia conseguibile, in quanto, sulla scorta della disciplina previgente, non si sia già perfezionato il fatto illecito acquisitivo, per effetto del concorrere dell'illegittimità dell'occupazione e dell'irreversibile trasformazione del suolo occupato (c.d. occupazione espropriativa).

Il D.Lgs. n. 354 del 1999, art. 9, è applicabile solo nel caso non si sia già verificata l'espropriazione o l'occupazione appropriativa dell'area occupata, che abbiano determinato la chiusura del procedimento ablatorio.
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...scludersi l'operatività della proroga ex art. 9 L. n. 354/1999 qualora si sia già perfezionato il fatto illecito acquisitivo, per effetto dell'irreversibile trasformazione del suolo occupato (c.d. occupazione espropriativa).

Deve escludersi l'applicabilità della proroga ex D.Lgs. n. 354 del 1999, qualora il procedimento di espropriazione risulti già completamente definito per effetto della c.d. occupazione espropriativa.

Il D.Lgs. n. 354 del 1999, art. 9, comma 2 (cui hanno fatto seguito il D.L. n. 390 del 2001, D.L. n. 236 del 2002 e il D.L. n. 355 del 2003), ha per la prima volta disposto, in deroga alla L. n. 865 del 1971, art. 20, la protrazione dei termini di efficacia dei decreti di occupazione d'urgenza emanati per la realizzazione degli interventi di cui al titolo 8^ della L. n 219 del 1981, ma ha contestualmente previsto, al primo comma, che per l'attuazione dei procedimenti di espropriazione l'ente destinatario delle opere provvede alla fissazione dei termini stabiliti dalla L. n. 2359 del 1865, art. 13, e, conseguentemente, ove necessario, alla proroga degli stessi.

Il D.Lgs. 20 settembre 1999, art. 9 che proroga i termini relativi alle occupazioni d'urgenza, se prescinde dalla legittimit&ag... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...egittimità dell'occupazione al tempo della sua entrata in vigore, riguarda comunque solo i procedimenti espropriativi che siano in corso alla stessa data; ne deriva che la norma può valere a restituire legittimità ad occupazioni divenute inefficaci o illegittime solo se l'obiettivo di recupero della procedura espropriativa - costituente la "ratio" dichiarata della norma - sia conseguibile per non essersi già perfezionato il fatto (illecito) acquisitivo per effetto del concorrere dell'illegittimità dell'occupazione e dell'irreversibile trasformazione del fondo.

Il D.Lgs. 20 settembre 1999, art. 9 che ha prorogato i termini relativi alle occupazioni d'urgenza, se prescinde dalla legittimità o illegittimità dell'occupazione al tempo della sua entrata in vigore, riguarda comunque solo procedimenti espropriativi che siano in corso alla stessa data: ne derivi che la norma può valere a restituire legittimità ad occupazioni divenute inefficaci o illegittime solo se l'obiettivo di recupero della procedura espropriativa sia conseguibile per non essersi già perfezionato il fatto (illecito) acquisitivo per effetto del concorrere dell'illegittimità dell'occupazione e dell'irreversibile tra... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... del fondo.

Il D.Lgs. n. 354 del 1999 art. 9 può valere a restituire legittimità ad occupazioni divenute inefficaci od illegittime solo se il menzionato obiettivo di recupero della procedura espropriativa sia conseguibile, in quanto, sulla scorta della disciplina previgente, non si sia già perfezionato il fatto illecito acquisitivo, per effetto del concorrere dell'illegittimità dell'occupazione e dell'irreversibile trasformazione del suolo occupato (c.d. occupazione espropriativa).

Alla luce di una lettura costituzionalmente orientata, il D.Lgs. n. 354/1999, art. 9, comma 2 consente di recuperare legittimità ad occupazioni che siano divenute inefficaci o illegittime, se sia ancora perseguibile l'obiettivo di recupero della procedura espropriativa; laddove si è già perfezionato il fatto illecito, con acquisizione del bene occupato alla mano pubblica per effetto del concorrere dell'illegittimità dell'occupazione e dell'irreversibile trasformazione del fondo, la proroga dell'occupazione non trova spazio applicativo, poiché verrebbe ad incidere su bene la cui proprietà già è entrata nel patrimonio dell'amministrazione e sarebbe perciò priva d'oggetto.

[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...oga di cui al D.Lgs. n. 354 del 1999, art. 9, comma 2, è da ritenersi inapplicabile le volte in cui l'acquisizione del fondo, effetto della sua irreversibile trasformazione, si sia già perfezionata, per effetto dell'intervenuta occupazione acquisitiva.

Il D.Lgs. n. 354/1999 art. 9 ha disposto l'incondizionata proroga biennale dei termini d'efficacia dei decreti d'occupazione d'urgenza, a prescindere dal fatto che le occupazioni in corso alla sua data di entrata in vigore fossero ancora dotate del requisito della legittimità; ciò per la necessità di pervenire, pur a distanza di quasi 20 anni dalla L. n. 219 del 1981, alla definitiva conclusione di quel programma straordinario.

Il D.Lgs. n. 354/1999 art. 9 può valere a restituire legittimità ad occupazioni divenute inefficaci od illegittime solo se il menzionato obbiettivo di recupero della procedura espropriativa sia conseguibile e pertanto non si sia già perfezionato il fatto illecito acquisitivo, per effetto del concorrere dell'illegittimità dell'occupazione e dell'irreversibile trasformazione del suolo occupato (c.d. occupazione espropriativa).

Per effetto del'art. 9 comma 3 bis del D.Lgs. n. 354/1999, inserito dal D... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...6 convertito nella L. 17 del 2007, la disposizione di cui al precedente comma 2, "si interpreta come applicabile esclusivamente alle occupazioni di urgenza preordinate all'espropriazione"; perciò con esclusione non solo dei procedimenti espropriativi non più in corso, bensì anche delle occupazioni temporanee già cessate che pur avevano finalità meramente detentive.

Nelle ipotesi di procedimento espropriativo non supportato da valida dichiarazione di p.u., o per converso già definito (dal decreto ablativo, dal contratto di cessione o dall'occupazione espropriativa), non trova applicazione la proroga dei termini di occupazione prevista dall'art. 9 D.Lgs. n. 354/1999; ciò in quanto in ciascuna di queste ipotesi si resta al di fuori di qualsiasi procedimento espropriativo "in corso".

Con il D.Lgs. 20 settembre 1999, n. 354, art. 9, è stata disposta l'incondizionata proroga biennale dei termini di efficacia dei decreti di occupazione di urgenza, a prescindere dal fatto che l'occupazione in corso alla sua data di entrata in vigore fosse ancora dotata del requisito della legittimità.

Il D.Lgs. n. 354/1999, in deroga alla L. n. 865/71, art. 20, ha d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...proroga biennale dei termini di efficacia dei decreti di occupazione d'urgenza, a prescindere dal fatto che le occupazioni in corso alla data della sua entrata in vigore fossero ancora dotate del requisito della legittimità, così da conseguire la finalità di "pervenire alla definitiva conclusione (del) programma straordinario (di ricostruzione) attraverso il recupero di legittimità di procedimenti espropriativi introdotti più di un decennio addietro e mai portati a termine".

Presupposto per l'applicazione della proroga dei termini di occupazione ex art 9 del D.Lgs. n. 354/1999, è la pendenza della procedura ablatoria, onde detta disposizione non può trovare applicazione qualora si sia già perfezionato il fatto illecito acquisitivo, per effetto del concorrere dell'illegittimità dell'occupazione e dell'irreversibile trasformazione del suolo occupato (cosiddetta occupazione appropriativa).

Presupposto per l'applicazione della normativa di cui all'art. 9, D.lgs 354/1999, concernente la proroga dei termini di efficacia dei decreti di occupazione d'urgenza emanati per la realizzazione degli interventi di cui alla L. n. 219/1981, è che, sia pure illegittimamente, a causa... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...are del termine di occupazione, la procedura espropriativa sia ancora pendente, nel senso che il bene non sia stato ancora acquisito; ciò è da escludersi nell'ipotesi in cui il bene risulti irreversibilmente trasformato, e si sia, quindi, già verificato, prima dell'entrata in vigore della norma, l'acquisto a titolo originario dello stesso da parte della P.A. per accessione invertita.

Ai fini della proroga dell'occupazione d'urgenza disposta con D.Lgs. 20 settembre 1999, n. 354, art. 9, comma 2, è irrilevante la circostanza che la stessa sia stata o meno richiesta da parte dell'Ente beneficiario, giacché questa scattava automaticamente, per legge.

L'art. 9, D.lgs 354/1999, comportante, in deroga all'art. 20 della legge 22/10/1971, n. 865, la proroga di due anni dei termini di efficacia dei decreti di occupazione d'urgenza emanati per la realizzazione degli interventi di cui al titolo VIII della legge 14 maggio 1981, n. 219, ha reso legittimo tutto il periodo di occupazione protrattosi dal momento di cessazione dei poteri di deroga conferiti ai commissari straordinari del Governo ex art. 84 L. n. 219/81 in materia di occupazione d'urgenza.

L'art. 9 del d.lgs. 354 del 1999 che deroga all'art. 20 ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... 865/1971, disponendo la proroga biennale dei termini d'efficacia dei decreti d'occupazione d'urgenza, non è applicabile qualora si sia verificata l'accessione invertita.

L'art. 9 del d.lgs. 354 del 1999 che deroga all'art. 20 della legge 865/1971 disponendo la proroga biennale dei termini d'efficacia del decreti d'occupazione d'urgenza, non è applicabile qualora si sia verificata l'occupazione appropriativa.



 
 Il pdf da cui è tratto questo articolo si acquista con pochi click e si scarica subito dopo il pagamento. Per maggiori info clicca qui.


© COPYRIGHT. È ammessa la riproduzione del contenuto solo con la citazione della fonte e del link

ALTRI ARTICOLI CHE POTREBBERO INTERESSARTI