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L'opera pubblica illegittima fa parte del patrimonio indisponibile dell'Ente

L'occupazione usurpativa, espropriativa o acquisitiva è finalizzata alla realizzazione dell'opera pubblica rientrante tra i beni demaniali o patrimoniali indisponibili. Essa è perciò strettamente sottoposta al relativo regime pubblicistico che ne impedisce la dismissione e la restituzione del suolo all'originario proprietario.

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titolo:OCCUPAZIONI ED ESPROPRI ILLEGITTIMI
anno:2014
pagine: 4019 in formato A4, equivalenti a 6832 pagine in formato libro
formato: pdf  
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PATOLOGIA --> OCCUPAZIONE ILLEGITTIMA --> OCCUPAZIONE APPROPRIATIVA E USURPATIVA --> OCCUPAZIONE APPROPRIATIVA O ACQUISITIVA --> DEMANIO E PATRIMONIO INDISPONIBILE

Sulla base della ricostruzione e limitazione dell'istituto dell'occupazione acquisitiva nonché dei suoi limiti operativi, esulano dal suo ambito applicativo le costruzioni che, pur essendo realizzate dalla p.a., perciò necessariamente per interessi pubblici, sono destinate a restare nell'ambito dei beni patrimoniali disponibili.

Sulla base della ricostruzione e limitazione dell'istituto dell'occupazione acquisitiva, nonché dei suoi limiti operativi, esulano dal suo ambito applicativo le costruzioni che non sono precedute dalla prescritta dichiarazione di p.u. (c.d. occupazione usurpativa), indispensabile per attribuire loro la qualifica di bene demaniale o patrimoniale indisponibile.

L'appartenenza dell'opera realizzata in situazione di illegittimità al demanio necessario o al patrimonio indisponibile di un ente pubblico è elemento essenziale per l'applicazione dell'istituto dell'occupazione espropriativa.

Secondo l'elaborazione giurisprudenziale della Cassazione, la cd. occupazione usurpativa, espropriativa o acq... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...grave; necessariamente caratterizzata "quale suo indefettibile punto di arrivo" dalla realizzazione dell'opera pubblica medesima, appartenente alla categoria dei beni demaniali o patrimoniali indisponibili; e perciò strettamente sottoposta al relativo regime pubblicistico che ne impedisce alla stessa amministrazione la dismissione e la restituzione del suolo all'originario proprietario.

PATOLOGIA --> OCCUPAZIONE ILLEGITTIMA --> OCCUPAZIONE APPROPRIATIVA E USURPATIVA --> OCCUPAZIONE APPROPRIATIVA O ACQUISITIVA --> DEMANIO E PATRIMONIO INDISPONIBILE --> STRADE

Non è sufficiente la mera destinazione all'uso pubblico per configurare l'acquisto della proprietà di una strada al pubblico demanio, essendo comunque necessario un atto di acquisizione della proprietà; non può essere di certo questo individuato nella mera occupazione illegittima del bene, tenuto conto che la teoria dell'occupazione acquisitiva è stata del tutto superata.

PATOLOGIA --> OCCUPAZIONE ILLEGITTIMA --> OCCUPAZIONE APPROPRIATIVA E USURPATIVA --> OCCUPAZIONE APPROPRIATIVA O ACQUISITIVA --> DOPO LA SENTENZA 293/2010

Attesa l'eliminazione dal mondo giuridico dell'istituto della cd.... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...one sanante" di cui all'art. 43 d.P.R. n. 327 del 2001 a seguito della dichiarazione d'incostituzionalità della normativa, il comportamento tenuto dall'Amministrazione, deve essere qualificato non già come illecito, bensì come illegittimo. A suddetta illegittimità non può porsi rimedio neppure riesumando l'istituto di origine giurisprudenziale della cosiddetta "espropriazione sostanziale" - nelle due ipotesi alternative della occupazione acquisitiva o usurpativa - perché tale istituto è stato ritenuto in contrasto con l'ordinamento comunitario.

A seguito dell'eliminazione dal mondo giuridico dell'istituto della cd. "acquisizione sanante" di cui all'art. 43 D.P.R. n. 327 del 2001, parte della giurisprudenza ha ritenuto che in siffatte ipotesi il comportamento tenuto dall'Amministrazione dovesse essere qualificato non già come illecito, bensì come illegittimo, a cui non poteva porsi rimedio neppure riesumando l'istituto di origine giurisprudenziale della cosiddetta "espropriazione sostanziale" - nelle due ipotesi alternative della occupazione acquisitiva o usurpativa - perché tale istituto era stato ritenuto in contrasto con l'ordinamento comunitario.

All'illegittimità conseg... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nnullamento del provvedimento acquisitivo ex art. 43 DPR 327/2001, non può porsi rimedio neppure riesumando l'istituto di origine giurisprudenziale della cosiddetta "espropriazione sostanziale" - nelle due ipotesi alternative della occupazione acquisitiva o usurpativa - perché tale istituto è stato ritenuto in contrasto con l'ordinamento comunitario.

La sopravvenuta dichiarazione d'incostituzionalità dell'art. 43 d.p.r. n. 327/2001, non ha reso nuovamente applicabile l'istituto dell'accessione invertita, ormai sanzionato dalla Corte di Strasburgo come contrario ai principi della Convezione, ma ha comportato il ritorno al sistema normativo, risalente al 1865 e sul quale si era consolidata la giurisprudenza della Cassazione e del Consiglio di Stato sino al 1983, con la conseguenza che, in assenza di un valido ed efficace provvedimento di natura ablatoria, il proprietario dell'area occupata resta tale a dispetto dell'intervenuta trasformazione irreversibile.

Con la sopravvenuta dichiarazione di incostituzionalità, per eccesso di delega, dell'art. 43 D.P.R. n. 327 del 2001, si era ritornati al sistema risalente alla legge sull'esproprio del 1865 (non essendo applicabile l'istituto dell'accessione invertita, ormai sanzi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... Corte Europea come contrario ai principi della Convezione), con la conseguenza che, in assenza di un valido ed efficace provvedimento di natura ablatoria, il proprietario dell'area occupata resta tale a dispetto dell'intervenuta trasformazione irreversibile.

La sopravvenuta dichiarazione d'incostituzionalità dell'art. 43 d.p.r. n. 327/2001, non ha reso nuovamente applicabile l'istituto dell'accessione invertita, ma ha comportato il ritorno al sistema normativo, risalente al 1865 e sul quale si era consolidata la giurisprudenza della Cassazione e del Consiglio di Stato sino al 1983, con la conseguenza che, in assenza di un valido ed efficace provvedimento di natura ablatoria, il proprietario dell'area occupata resta tale a dispetto dell'intervenuta trasformazione irreversibile.

La sopravvenuta dichiarazione d'incostituzionalità dell'art. 43 d.p.r. n. 327/2001, non ha reso nuovamente applicabile l'istituto dell'accessione invertita, ma ha comportato il ritorno al sistema normativo, risalente al 1865 e sul quale si era consolidata la giurisprudenza della Cassazione e del Consiglio di Stato sino al 1983, con la conseguenza che, in assenza di un valido ed efficace provvedimento di natura ablatoria, il proprietario dell'area occupata resta ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...etto dell'intervenuta trasformazione irreversibile.

Dopo la sentenza n. 293/2010 con cui la Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 43 d.p.r. n. 327/2001, non può affermarsi che riviva l'istituto pretorio dell'occupazione acquisitiva, in quanto la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ha affermato, in più occasioni, che l'occupazione acquisitiva è un istituto in contrasto con il primo protocollo della Convenzione sui Diritti dell'Uomo.

La sopravvenuta dichiarazione di incostituzionalità dell'art. 43 DPR 327/2001 non comporta la conseguenza dell'acquisto a titolo originario dei terreni occupati illegittimamente, sulla base di quegli 'istituti' affermatisi nella prassi giudiziaria italiana del passato, a partire dal 1983, rivelatisi contrastanti con le disposizioni della Convenzione Europea dei diritti dell'uomo.

A seguito della declaratoria d'illegittimità costituzionale dell'art. 43 del D.P.R. 327/01 è derivato un vuoto normativo che non può ritenersi ad oggi colmato dalla reviviscenza di un istituto non disciplinato dalla legge e ormai definitivamente giudicato come non conforme ai principi fondamentali della Carta dei Diritti dell'Uomo sottoscr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...dall'Italia, con tutti gli obblighi che ne derivano.

Stante l'eliminazione dal mondo giuridico dell'istituto della cd. «acquisizione sanante», di cui all'art. 43 d.P.R. n. 327 del 2001, non può porsi rimedio al conseguente comportamento illegittimo della P.A., riesumando l'istituto di origine giurisprudenziale della cosiddetta «espropriazione sostanziale» - nelle due ipotesi alternative della occupazione acquisitiva o usurpativa - perché tale istituto è stato ritenuto in contrasto con l'ordinamento comunitario.

La dichiarazione d'incostituzionalità dell'art. 43 del d.p.r. 2001 n 327 non consente, una volta annullato il decreto di acquisizione, di rinvenire la disciplina della fattispecie concreta nell'istituto dell'occupazione acquisitiva, trattandosi di una figura giuridica contrastante con le norme della CEDU, delle quali occorre tenere conto in sede di ricostruzione del diritto nazionale applicabile. Del resto, il decreto di acquisizione ex art. 43 del d.p.r. n. 327 è stato introdotto proprio al fine di consentire all'amministrazione di "sanare" una situazione – di occupazione acquisitiva o di occupazione usurpativa - che non poteva giustificare un effetto acquisitivo in favore dell... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...zione.

In assenza di un formale atto traslativo di natura privatistica ovvero di un atto legittimo di natura ablatoria (attualmente non previsto dall'ordinamento), l'Amministrazione non può acquistare a titolo originario la proprietà di un'area altrui, pur quando su di essa abbia realizzato in tutto o in parte un'opera pubblica: donde l'assoluta impossibilità di ricorso alla "occupazione acquisitiva" o ad istituti analoghi.

A seguito della dichiarazione di incostituzionalità dell'art. 43 DPR 327/2001, si è venuto a creare un vuoto di disciplina che, però, non può più essere colmato con il ritorno all'espunto istituto dell'accessione invertita, ormai comunemente ritenuto non conforme all'ordinamento.

L'art. 43 del d.P.R. n. 327/2001 aveva, di fatto, recepito e disciplinato un principio giurisprudenziale più volte affermato prima della sua adozione, noto come "acquisizione appropriativa" o "accessione invertita": questa possibilità, così come poi regolamentata dall'art. 43 del d.P.R. n.327/2001, non è stata però oggetto di esplicita pronuncia di contrarietà alle disposizioni costituzionali dalla suindicata sentenza n.293/2010 della Corte co... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e, che ha ciò ravvisato unicamente per eccesso di delega legislativa sul punto.

Nonostante l'eliminazione dal mondo giuridico dell'istituto della cd. acquisizione sanante di cui all'art. 43 del D.P.R .n. 327 del 2001, a seguito della dichiarazione di incostituzionalità di quest'ultima norma (Corte Cost., sent. sentenza 8 ottobre 2010, n. 293) non può, per ciò stesso, "riesumarsi" l'istituto di origine giurisprudenziale della "espropriazione sostanziale" – nelle due ipotesi alternative della occupazione acquisitiva o usurpativa – perché in contrasto con l'ordinamento comunitario.

Nonostante l'eliminazione dal mondo giuridico dell'istituto della c.d. acquisizione sanante di cui all'art. 43 del D.P.R .n. 327 del 2001, a seguito della dichiarazione di incostituzionalità di quest'ultima norma, non puo' per ciò stesso "riesumarsi" l'istituto di origine giurisprudenziale della "espropriazione sostanziale" – nelle due ipotesi alternative della occupazione acquisitiva o usurpativa – perché in contrasto con l'ordinamento internazionale.



 
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