Carrello
Carrello vuoto



L'obbligo di riqualificazione urbanistica dell'area incisa da vincolo decaduto

La decadenza dei vincoli urbanistici espropriativi, per decorso del termine quinquennale d'efficacia, o che comunque privano la proprietà del suo valore economico comporta l’obbligo per il Comune di “reintegrare” la disciplina urbanistica dell’area resa «zona bianca» (art.9 D.P.R. 380/2001). Il silenzio eventualmente serbato dall'Amministrazione deve essere dichiarato illegittimo.

Questo articolo è composto da sintesi giurisprudenziali contenute nel sottostante prodotto in formato pdf, nel quale si trovano anche gli estratti originali e gli estremi delle sentenze a cui le sintesi si riferiscono. Scaricati gratis un demo dal box sottostante.

Articolo tratto dal sottostante PDF, acquistabile e scaricabile in pochi minuti

Verrai indirizzato al dettaglio del prodotto fra 60 secondi.
titolo:VINCOLI URBANISTICI
anno:2017
pagine: 3658 in formato A4, equivalenti a 6219 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 45,00

  leggi qui come funziona      scarica gratis alcune pagine!!


VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI --> DECADENZA, REITERAZIONE, INDENNIZZO --> DURATA E DECADENZA --> CONSEGUENZE --> OBBLIGO DI RIPIANIFICAZIONE

Una volta decaduto un vincolo urbanistico di PRG per inutile decorso del quinquennio di efficacia previsto dall'art. 9 del D.P.R. 8 giugno 2001 (come prima dall'art. 2, comma 1, della L. 19 novembre 1968 n. 1187), il Comune è tenuto ad integrare sul punto il piano urbanistico, dato che la disciplina legislativamente prevista circa i limiti di edificabilità in caso di decadenza siffatta è per sua natura provvisoria, in quanto tende a supplire a un'inerzia dell'ente locale in proposito.

Rispetto alle c.d. zone bianche allorché cessino gli effetti dei preesistenti vincoli, l'amministrazione comunale deve esercitare la discrezionale propria potestà urbanistica, attribuendo loro una congrua destinazione.

Va accolto il ricorso avverso il silenzio del Comune ad istanza con cui è sollecitata la riqualificazione urbanistica delle aree interessate da vincolo decaduto, ordinandosi, per l'effetto, al Comune di attribuire una nuova disciplina edificatoria all'area in questione.

Decaduto il vinco... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ativo imposto dallo strumento urbanistico del Comune, l'amministrazione comunale è obbligata a provvedere alla loro nuova destinazione urbanistica.

Per giurisprudenza costante la decadenza dei vincoli urbanistici espropriativi, per decorso del termine quinquennale d'efficacia, o che comunque privano la proprietà del suo valore economico, comporta l'obbligo per il Comune di "reintegrare" la disciplina urbanistica dell'area resa «zona bianca» (art.9 D.P.R. 380/2001).

Costituisce ius receptum il principio secondo cui una volta decaduto il vincolo preordinato all'esproprio imposto su una determinata area, sorge l'obbligo per l'Amministrazione di rideterminarsi in ordine alla destinazione di attribuire a quell'area attraverso l'adozione di un provvedimento espresso.

Costituisce poi ius receptum il principio secondo cui una volta decaduto il vincolo preordinato all'esproprio imposto su una determinata area, sorge l'obbligo per l'Amministrazione di rideterminarsi in ordine alla destinazione di attribuire a quell'area attraverso l'adozione di un provvedimento espresso.

Secondo un consolidato orientamento giurisprudenziale, che trova le sue radici nelle statuizioni dell'Adunanza Plenaria del Consiglio d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...eg; 7 del 2 aprile 1984 e n° 12 dell'11 giugno 1984, la decadenza dei vincoli urbanistici preordinati all'esproprio comporta l'obbligo per il Comune di "reintegrare" la disciplina urbanistica dell'area interessata dal vincolo decaduto con una nuova pianificazione.

Rispetto alla c.d. zona bianca non urbanisticamente disciplinata, per effetto della decadenza del vincolo espropriativo, l'amministrazione comunale deve esercitare la discrezionale propria potestà urbanistica, attribuendo alla stessa una congrua destinazione.

Dopo la decadenza della previsione vincolistica di piano, per l'infruttuoso decorso del quinquennio dalla data di approvazione dello strumento urbanistico generale senza che sia stata data attuazione al vincolo, l'Amministrazione comunale ha l'obbligo di ridefinire l'assetto urbanistico delle aree assoggettate al vincolo decaduto.

È incontrovertibile che i limiti di edificabilità riconducibili alle zone bianche hanno per loro natura carattere provvisorio. A seguito della decadenza del vincolo espropriativo è preciso obbligo dell'amministrazione di colmare al più presto ogni lacuna verificatasi nell'ambito della pianificazione urbanistica, dettando per tali zone... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...disciplina urbanistica.

Tenuto conto del carattere espropriativo del vincolo imposto dallo strumento urbanistico (nel caso di specie viabilità) e dell'avvenuta decadenza per decorso del termine quinquennale previsto dalla legge, il terreno interessato (destinata a rete viaria), risulta privo di destinazione urbanistica con conseguente obbligo del Comune, attraverso l'organo competente, di provvedere alla riqualificazione dell'area.

L'obbligo di ritipizzazione, affermato in sede giurisdizionale, sussiste nella misura in cui esso non è adempiuto e fino a che non è adempiuto. Se il relativo procedimento è in itinere (nella oggettiva sussistenza di una zona non tipizzata in quanto il procedimento è stato in concreto avviato ma non ancora completato), l'obbligo gravante sull'amministrazione opera evidentemente per la residua attività dovuta.

La scadenza del vincolo del piano regolatore generale senza che si sia provveduto all'approvazione del piano particolareggiato determina una situazione provvisoria di inedificabilità assoluta dovendo l'amministrazione procedere all'obbligatoria integrazione del piano divenuto inoperante.

La giurisprudenza è ormai da tempo attestata ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ione per la quale, allorché sia trascorso invano il termine quinquennale previsto dall'art. 9 del D.P.R. 8 giugno 2001 n. 327, i terreni interessati da vincoli diventano "zona bianca", che il Comune ha il dovere di sottoporre ad una nuova disciplina pianificatoria, al fine di evitare che il protrarsi della situazione in essere si traduca in una espropriazione larvata. In tale evenienza va pertanto dichiarato l'obbligo del Comune di esercitare il potere discrezionale di pianificazione, conferendo una disciplina urbanistica, nei modi previsti dalla vigente legislazione, ai terreni inclusi in zona bianca.

Alla decadenza del vincolo preordinato all'esproprio sorge l'obbligo dell'Ente a provvedere in merito alla nuova destinazione; la configurazione dell'obbligo a provvedere trova la sua radice nel fatto che l'esercizio del potere di pianificazione urbanistica del Comune è obbligatorio nell' "an", mentre resta, ovviamente, discrezionale nel "quomodo", sia pure nei limiti posti in particolare dalle regole urbanistiche contenute nel d.m. n. 1444 del 1968 e nella legislazione di settore più in generale.

A causa della decadenza dei vincoli preordinati all'esproprio il terreno interessato rimane privo di regolam... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...poiché in tale situazione l'area è soggetta ai limiti di edificabilità previsti dall'articolo 4, ultimo comma, della legge 28 ottobre 1977 numero 10), per cui l'Amministrazione ha l'obbligo di provvedere rispetto all'istanza del privato proprietario; non può, infatti, esservi dubbio che l'Amministrazione sia tenuta ad esaminare le istanze di privati volte all'ottenimento di un beneficio, anche nei casi in cui la richiesta non sia suscettibile di accoglimento, nel qual caso infatti incombe sull'Amministrazione l'obbligo di motivare congruamente il provvedimento di diniego.

A seguito della decadenza del vincolo espropriativo sussiste l'obbligo del Comune di adottare una determinazione espressa nell'esercizio dei poteri discrezionali propri dell'Autorità preposta alla pianificazione.

Alla scadenza del termine quinquennale di durata dei vincoli preordinati all'esproprio sorge l'obbligo dell'amministrazione a provvedere in merito alla nuova destinazione, ferma restando, nelle more, l'applicazione della disciplina delle c.d. "zone bianche".

La configurazione dell'obbligo dell'amministrazione a provvedere in merito alla nuova destinazione, in caso di decadenza del vincolo espropriativo,... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ua radice nel fatto che l'esercizio del potere di pianificazione urbanistica del Comune è obbligatorio nell'an (restando, ovviamente, largamente discrezionale nel quomodo, sia pure nei limiti posti dalle regole urbanistiche contenute nel D.M. n. 1444 del 1968 e, più in generale, nella legislazione di settore).

A seguito di decadenza del vincolo espropriativo la zona interessata diviene "bianca" e, come tale, soggetta alle regole di edificazione di cui all'art. 9 del DPR 380/01: in proposito, è principio giurisprudenziale pacifico quello secondo cui la decadenza del vincolo comporta l'insorgere di un obbligo attuale del Comune a provvedere a nuova destinazione, essendo la pianificazione territoriale urbanistica doverosa.

Costituisce ius receptum il principio secondo cui una volta decaduto il vincolo preordinato all'esproprio imposto su una determinata area, sorge l'obbligo per l'Amministrazione di rideterminarsi in ordine alla destinazione da attribuire a quell'area attraverso l'adozione di un provvedimento espresso.

La giurisprudenza è consolidata nel ritenere che l'inutile decorso del termine quinquennale di cui all'art. 9, commi 3 e 4, del D.P.R. 8 giugno 2001 n. 327, già previsto dal... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...omma I, della legge 19 novembre 1968, n. 1167, di durata del vincolo d'inedificabilità, decorrente dall'approvazione del piano regolatore generale, obbliga il Comune a procedere alla nuova pianificazione dell'area rimasta priva di disciplina urbanistica.

Qualora decaduto il vincolo espropriativo imposto dallo strumento urbanistico del Comune sul suolo di proprietà privata, l'amministrazione comunale è obbligata a provvedere alla loro nuova destinazione urbanistica.

La zona interessata da vincolo decaduto diviene zona "bianca" e, come tale, soggetta alle regole di edificazione di cui all'art. 9 del DPR 380/01: in proposito, è principio giurisprudenziale pacifico quello secondo cui la decadenza del vincolo comporta l'insorgere di un obbligo attuale del Comune a provvedere a nuova destinazione, essendo la pianificazione territoriale urbanistica doverosa.

A seguito della decadenza del vincolo espropriativo, l'area già vincolata si configura come area non urbanisticamente disciplinata, ossia come c.d. zona bianca. Rispetto a tali zone, allorché cessino gli effetti dei preesistenti vincoli, l'amministrazione comunale deve esercitare la discrezionale propria potestà urbanistica, ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... agli stessi una congrua destinazione.

A seguito della decadenza del vincolo espropriativo, l'area già vincolata si configura come area non urbanisticamente disciplinata, ossia come c.d. zona bianca. Rispetto a tali zone, allorché cessino gli effetti dei preesistenti vincoli, l'amministrazione comunale deve esercitare la discrezionale propria potestà urbanistica, attribuendo agli stessi una congrua destinazione.

L'inerzia mantenuta dall'amministrazione sull'istanza di riclassificazione urbanistica di area interessata da vincolo espropriativo decaduto presentata dal privato è da ritenere illegittima, sussistendo l'obbligo di zonizzazione integrale del territorio.

Il proprietario di un'area sottoposta a vincolo espropriativo, scaduto per l'inutile decorso del termine di legge, ha un interesse legittimo pretensivo a che la Pubblica Amministrazione eserciti la sua funzione di governo del territorio ed adotti prontamente i provvedimenti urbanistici di ritipizzazione dell'area stessa.

In presenza di aree del territorio comunale soggette a vincoli decaduti, il Comune è necessariamente tenuto a dettare una nuova disciplina. Il regime di "zona bianca" (con il conseguente potere-dovere di... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...azione), è infatti previsto da una norma nazionale avente certamente valenza di principio della materia "governo del territorio" (art. 9, comma 3 DPR 327/2001).

Il dovere di dettare una nuova disciplina urbanistica in ipotesi di reitera del vincolo espropriativo è strettamente correlato anche alla tutela della situazione giuridica soggettiva del privato. Quest'ultimo, infatti, è titolare di un interesse legittimo pretensivo alla ripianificazione dell'area di sua proprietà, dopo la scadenza del vincolo, poiché solo in tal modo può conseguire la definizione del regime giuridico del proprio suolo e, conseguentemente, evitare l'applicazione dei c.d. standard ope legis (articolo 9 del d.P.R. n. 380 del 2001), particolarmente restrittivi.

Costituisce ius receptum il principio secondo il quale, una volta decaduto il vincolo preordinato all'esproprio imposto su una determinata area, sorge l'obbligo per l'Amministrazione di rideterminarsi in ordine alla destinazione di attribuire a quell'area attraverso l'adozione di un provvedimento espresso.

Secondo un consolidato orientamento giurisprudenziale, la decadenza dei vincoli urbanistici preordinati all'esproprio comporta l'obbligo per il Comune di "reinte... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...isciplina urbanistica dell'area interessata dal vincolo decaduto con una nuova pianificazione.

L'Amministrazione, nell'esercizio dei propri poteri discrezionali in materia di pianificazione del territorio e di zonizzazione, ha l'obbligo di riscontrare l'istanza di ripianificazione di area incisa da vincolo decaduto.

A seguito della decadenza del vincolo espropriativo, è pacifico il principio in base al quale l'Amministrazione comunale è tenuta ad integrare il regime urbanistico delle aree interessate mediante la cosiddetta ritipizzazione, adottando una apposita variante al Piano Regolatore Generale.

E' pacificamente riconosciuto, nella specifica ipotesi delle cd. "zone bianche", ossia delle aree per le quali, una volta decaduto il vincolo, non è possibile la reviviscenza della precedente destinazione urbanistica ed è necessario provvedere nuovamente in merito ad esse, che gravi in capo all'amministrazione un vero e proprio obbligo di provvedere in tal senso, onde non protrarre oltre un tempo ragionevole la situazione di limitato sfruttamento edificatorio dell'area da parte della proprietà, così come puntualmente circoscritto dai limiti dettati dall'art. 9 del D.P.R. 380/01.
... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a natura eccezionale e transeunte del regime di edificabilità divisato dall'art. 9 DPR 380/2001, esalta il potere dovere delle Amministrazioni competenti di procedere tempestivamente alla pianificazione anche dietro diffida del privato interessato; la limitata edificabilità accordata dalla norma, infatti, non esime gli Enti preposti dall'obbligo giuridico di colmare la lacuna pianificatoria che determina anche l'applicazione delle norme stesse.

La qualificazione di un'area come zona bianca, priva cioè di disciplina urbanistica, quale è quella già sottoposta a vincolo espropriativo poi decaduto, determina in capo ai titolari o a chi ne abbia a qualunque titolo la disponibilità l'interesse ad ottenere l'esercizio del potere di pianificazione da parte delle Amministrazioni che ne sono titolari, al fine di poter godere dello ius aedificandi che connatura il diritto dominicale sui beni immobili, al di fuori degli stretti limiti previsti dall'articolo 9 D.P.R. n. 380/2001. Al contempo, l'atto di pianificazione si presenta come doveroso per la pubblica Autorità, dandosi diversamente luogo, proprio per la testé ricordata compressione delle facoltà edificatorie, ad una larvata forma di espropriazione, peraltro ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nizzo, ove tale compressione potesse protrarsi sine die.

La situazione di "zona bianca" - sia se frutto di una scadenza di vincoli preordinati all'esproprio, sia di una lacuna nella disciplina di PRG – è una situazione ontologicamente provvisoria, oltre che necessariamente connessa ad un obbligo dell'Amministrazione di pianificazione (o ripianificazione, nel caso di decadenza dei vincoli di inedificabilità) urbanistica, espressione del più generale obbligo di governo del territorio.

La natura eccezionale e transeunte del regime di edificabilità di cui all'art. 9 DPR 380/2001 esalta il potere dovere delle amministrazioni competenti di procedere tempestivamente alla pianificazione anche dietro diffida del privato interessato; la limitata edificabilità accordata dalla norma, infatti, non esime gli enti preposti dall'obbligo giuridico di colmare la lacuna pianificatoria che determina anche l'applicazione delle norme stesse, anzi la sfasatura dei procedimenti di rilascio dei titoli edilizi e di quelli pianificatori fa sì che, a tutela della proprietà e del diritto di impresa, sia possibile esercitare alternativamente sia la richiesta di sfruttamento delle limitate capacità edificatorie dei lot... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lla di nuova pianificazione delle aree interessate.

L'obbligo di procedere alla nuova pianificazione di zona bianca non sorge, neppure dietro diffida del privato, ove le norme tecniche di attuazione del PRG ab imis disciplinino espressamente le conseguenze dell'inefficacia dei vincoli, assegnando alle aree interessate una specifica destinazione urbanistica

La valutazione in ordine alla ricorrenza in atto di un obbligo di provvedere in capo all'amministrazione sull'istanza di riqualificazione urbanistica non può prescindere dalla qualificazione espropriativa o conformativa del vincolo imposto dal p.r.g. Ciò in quanto, solo in presenza di vincoli di natura espropriativa opera il meccanismo della decadenza per il caso di inutile decorso del quinquennio, e può conseguentemente riconoscersi la sussistenza in capo all'amministrazione di un obbligo di provvedere rispetto alla diffida volta ad ottenere l'emanazione degli atti necessari a conferire una nuova destinazione urbanistica alle aree interessate.

La sussistenza di un vincolo preordinato ad esproprio, divenuto ormai inefficace per il decorso del quinquennio dalla data di approvazione dello strumento urbanistico generale, senza che la P.A. abbia avviato la procedura... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...emanando il provvedimento che comporta la dichiarazione di pubblica utilità, o abbia approvato un (ulteriore) piano urbanistico esecutivo, – alla stregua dell'insegnamento giurisprudenziale consolidato – fa sorgere l'obbligo, giuridicamente rilevante, di colmare il vuoto di disciplina urbanistica (nelle parti decadute) che, per tal via, si crea.

In virtù del rinvio operato dall'art. 9 DPR 327/2001 all'art. 9 del d.p.r. n. 380/2001, i terreni per i quali sia decaduto il vincolo espropriativo, divengono "zona bianca", che il Comune ha il dovere di sottoporre ad una nuova disciplina pianificatoria, onde evitare che il protrarsi della situazione in essere si traduca in una "espropriazione larvata" che priva il proprietario di ogni possibilità di sfruttamento del proprio bene senza neppure assicurargli il fisiologico ristoro costituito dall'indennità di esproprio.

La configurazione dell'obbligo a provvedere alla riqualificazione di area incisa da vincolo decaduto, trova la sua radice nel fatto che l'esercizio del potere di pianificazione urbanistica del Comune è obbligatorio nell'"an", mentre resta, ovviamente, largamente discrezionale nel "quomodo", sia pure nei limiti posti in particola... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...gole urbanistiche contenute nel d.m. n. 1444 del 1968 e nella legislazione di settore più in generale.

Sussiste l'obbligo per l'Amministrazione di riqualificazione di area incisa da vincolo decaduto; l'inerzia del comune concretizza un'ipotesi di silenzio rifiuto (inerzia a fronte di attività discrezionale). Non può esservi dubbio, infatti, che l'amministrazione sia tenuta ad esaminare le istanze di privati volte all'ottenimento di un beneficio, anche nei casi in cui la richiesta non sia suscettibile di accoglimento, nel qual caso infatti incombe sull'Amministrazione l'obbligo di motivare congruamente il provvedimento di diniego.

Alla scadenza dei vincoli derivanti dalla zonizzazione di una determinata area, per effetto del decorso del termine quinquennale previsto dall'art. 2 l. 19 novembre 1968 n. 1187 (successivamente, art. 9 del d.P.R. 8.6.2001 n.327), sorge l'obbligo dell'ente locale di provvedere alla nuova destinazione urbanistica.

La decadenza dei vincoli urbanistici espropriativi o che comunque privano la proprietà del suo valore economico comporta l'obbligo per il Comune di "reintegrare" la disciplina urbanistica dell'area interessata dal vincolo decaduto con una nuova pianificazione.

[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...strazione è tenuta a dare risposta all'istanza di riqualificazione, provvedendo, in assenza di cause ostative, alla destinazione urbanistica dell'area, resa «zona bianca» (art. 9, d.P.R. 6 giugno 2001 n. 380), dalla decadenza del vincolo a carattere espropriativo.

La decadenza dei vincoli urbanistici preordinati all'esproprio comporta l'obbligo per il Comune di "reintegrare" la disciplina urbanistica dell'area interessata dal vincolo decaduto con una nuova pianificazione.

La sopravvenuta decadenza per decorso del termine quinquennale del vincolo pre-espropriativo rende le aree in precedenza gravate sostanzialmente assimilabili alle aree dei Comuni privi di strumentazione urbanistica (c.d. aree bianche, come disciplinate dall'art. 4, ultimo comma della previgente L. 28 gennaio 1977 n. 10), con la conseguenza che l'Amministrazione deve provvedere a rideterminarsi in ordine alla destinazione da assegnare a tali aree attraverso l'adozione di uno strumento urbanistico o individuando la nuova destinazione da assegnare alle aree in questione.

Poiché la decadenza quinquennale del vincolo espropriativo comporta, logicamente, il venir meno della disciplina urbanistica di aree soggette a vincoli, l'autorità... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ca è tenuta ad attribuire immediatamente una destinazione urbanistica tale da far uscire il sito dal limbo della cd. «zona bianca».

Per costante giurisprudenza del giudice amministrativo, una volta scaduti i vincoli espropriativi di PRG ai sensi dell'art. 9 commi 2 e 3 del DPR 327/01, l'amministrazione è obbligata a procedere a ridisciplinare l'area rimasta priva di normazione urbanistica, rimuovendo per tali "zone bianche" i gravosi standard di sostanziale inedificabilità, già previsti dall'articolo 4 u.c. legge 10/77, ora contemplati dall'art. 9 del DPR n. 380/01.

L'amministrazione comunale, dopo lo spirare del termine quinquennale ex art. 2, comma 1, della l. n. 1187/1968, deve integrare la lacuna determinatasi nella disciplina di zonizzazione e, quindi, riscontrare esplicitamente l'istanza di riqualificazione urbanistica presentata da un soggetto portatore di un interesse legittimo pretensivo all'esercizio della funzione di governo del territorio e all'adozione dei connessi provvedimenti di ritipizzazione dell'area.

Il silenzio serbato dall'amministrazione a fronte di istanza di riqualificazione di area incisa da vincolo decaduto deve essere dichiarato illegittimo, con obbligo del Com... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...vedere espressamente in merito.

Decaduti i vincoli l'area interessata assume la veste di "zona bianca" e deve essere riclassificata dal Comune con provvedimento espresso e motivato, nel rispetto degli obblighi discendenti dall'art. 2 della L. 241/90 e dall'art. 7 della L. 1150/1942.

Una volta scaduti i vincoli espropriativi di PRG ai sensi dell'art. 9 commi 2 e 3 del DPR 327/01, l'amministrazione è tenuta a procedere a ridisciplinare l'area rimasta priva di normazione urbanistica, rimuovendo per tali "zone bianche" i gravosi standard di sostanziale inedificabilità, già previsti dall'articolo 4 u.c. legge 10/77, ora contemplati dall'art. 9 del DPR n. 380/01.

Nel caso in cui, per inutile decorso del termine quinquennale, si verifichi la decadenza dei vincoli espropriativi, si determina – per costante giurisprudenza – un vero e proprio obbligo giuridico per il comune di procedere alla nuova pianificazione dell'area rimasta priva di disciplina urbanistica.

Una volta decaduti i vincoli urbanistici, per decorrenza del termine quinquennale di efficacia di cui all'art. 9 DPR 380/2001, ricorre l'obbligo del Comune di procedere alla riqualificazione urbanistica dell'area, risultando del tut... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...imo il silenzio serbato sull'istanza-diffida dell'interessato; tale obbligo di ripianificazione sussiste specificamente in relazione alla decadenza dei vincoli espropriativi.

Il Comune ha l'obbligo di provvedere sull'istanza di con cui il proprietario di un'area ne richiede la riqualificazione, solo se ricorre il presupposto della decadenza del vincolo espropriativo su di essa gravante a causa della scadenza del termine quinquennale ex art. 9, d.lg. 8 giugno 2001 n. 327.

La decadenza per decorso del termine quinquennale del vincolo espropriativo comporta l'obbligo per l'Amministrazione di pronunciarsi in ordine alla nuova pianificazione dell'area non più normata.

Sussiste l'obbligo del Comune, già in forza del principio sancito in linea generale dall'art. 2 della legge 241/1990 e s.m.i., di definire il procedimento avviato con l'istanza di ridefinizione della situazione urbanistica del terreno inciso da vincolo decaduto.

La decadenza dei vincoli urbanistici preordinati all'espropriazione o che comportino l'inedificabilità assoluta del suolo o che privino il diritto di proprietà del suo valore economico, determinata dall'inutile decorso del termine quinquennale decorrente dall'approvazi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ....G., obbliga il Comune a procedere alla nuova pianificazione dell'area rimasta non normata.

La decadenza dei vincoli urbanistici espropriativi - o che, comunque, privano la proprietà del suo valore economico - comporta l'obbligo per il Comune di "reintegrare" la disciplina urbanistica dell'area interessata dal vincolo decaduto con una nuova pianificazione.

La decadenza dei vincoli urbanistici espropriativi o che, comunque, privano la proprietà del suo valore economico, lasciando il terreno privo di regolamentazione, comporta l'obbligo per il Comune di "reintegrare" la disciplina urbanistica dell'area interessata dal vincolo decaduto con una nuova pianificazione, ancorché non sollecitata dal privato, posto che tale obbligo risponde all'interesse pubblico generale e prioritario al razionale e ordinato assetto del territorio.

Solo in presenza di vincoli di natura espropriativa, operando il meccanismo della decadenza per il caso di inutile decorso del quinquennio, può riconoscersi la sussistenza in capo all'amministrazione di un obbligo di provvedere rispetto alla diffida volta ad ottenere l'emanazione degli atti necessari a conferire una nuova destinazione urbanistica alle aree interessate.

Nel ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...adenza di vincoli urbanistici preordinati all'espropriazione, sussiste l'obbligo dell'Amministrazione di integrare la lacuna per l'effetto determinatasi nel proprio strumento urbanistico e, comunque, di riscontrare esplicitamente e motivatamente l'istanza di riqualificazione.

In ipotesi di decadenza del vincolo espropriativo l'Amministrazione comunale deve esercitare la discrezionale propria potestà urbanistica, attribuendo ai terreni interessati, una congrua destinazione.

La decadenza dei vincoli urbanistici che comportano l'inedificabilità assoluta ovvero che privano il diritto di proprietà del suo sostanziale valore economico, determinata dall'inutile decorso del termine quinquennale di cui all'articolo 2, comma 1, della legge 19 novembre 1968, n. 1167, decorrente dall'approvazione del piano regolatore generale, obbliga il Comune a procedere alla nuova pianificazione dell'area rimasta priva di disciplina urbanistica.

Alla luce del disposto di cui all'art. 2 della L. n. 1187/1968, la giurisprudenza è concorde nel ritenere che con la decadenza del vincolo espropriativo si determina l'obbligo del Comune di procedere ad una nuova pianificazione dell'area rimasta priva di disciplina urbanistica.... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... /> La giurisprudenza è concorde nel ritenere che con la decadenza del vincolo espropriativo si determina l'obbligo del Comune di procedere ad una nuova pianificazione dell'area rimasta priva di disciplina urbanistica.

E' principio giurisprudenziale pacifico quello secondo cui la decadenza del vincolo comporta l'insorgere di un obbligo attuale del Comune a provvedere a nuova destinazione, essendo la pianificazione territoriale urbanistica doverosa.

La sussistenza di un vincolo preordinato ad esproprio divenuto ormai inefficace fa sorgere l'obbligo, giuridicamente rilevante, di colmare il vuoto di disciplina urbanistica che, per tal via, si crea.

E' univoca la giurisprudenza nel ritenere l'obbligo del Comune di provvedere all'integrazione dello strumento pianificatorio divenuto in parte qua inoperante per la scadenza dei vincoli imposti su determinate aree.

L'obbligo a provvedere diventa cogente, per il Comune, non appena cessa di avere efficacia la precedente previsione urbanistica e quindi, nel caso di vincoli pre-espropriativi, alla scadenza del termine quinquennale della loro efficacia.

Sussiste l'obbligo del Comune in forza del principio sancito in linea generale dall'art. 2 dell... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] .../1990 e s.m.i., di definire il procedimento avviato con l'istanza di ridefinizione della situazione urbanistica del terreno a seguito dell'avvenuta scadenza dei vincoli espropriativi di P.R.G.

Dopo la decadenza della previsione vincolistica di piano, l'amministrazione comunale ha l'obbligo di ridefinire l'assetto urbanistico delle aree assoggettate a vincolo decaduto.

La perdurante inerzia dell'amministrazione munita della potestà di adottare scelte di governo del territorio crea un vuoto di disciplina intollerabile alla luce degli obblighi di amministrazione attiva imposti al Comune dall'ordinamento nel suo complesso.

Il proprietario di un'area sottoposta a vincolo d'inedificabilità assoluta, scaduto per l'inutile decorso del termine di legge, ha un interesse legittimo pretensivo a che la P.A. eserciti la funzione di governo del territorio ed adotti prontamente i provvedimenti urbanistici di ritipizzazione dell'area stessa.

La giurisprudenza ha più volte chiarito che la decadenza dei vincoli espropriativi determina l'obbligo dell'amministrazione di procedere alla nuova pianificazione dell'area rimasta priva di disciplina urbanistica, e che tale obbligo risponde all'interesse pubblico generale e pri... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... razionale ed ordinato assetto del territorio, oltre che all'interesse dei privati all'utilizzo, se del caso anche edificatorio, delle aree coinvolte.

Nel caso in cui il vincolo del piano regolatore generale sia scaduto senza che, a termini dell'art. 2 comma 1, l. 19 novembre 1968, n. 1187, si sia provveduto all'approvazione del piano particolareggiato ovvero all'approvazione del progetto esecutivo o definitivo di opera pubblica, siffatta situazione d'inedificabilità pressoché assoluta ha carattere provvisorio, dovendo l'Amministrazione procedere il più rapidamente possibile all'obbligatoria integrazione del piano divenuto parzialmente inoperante.

Le "zone bianche", determinano nello strumento urbanistico, che deve coprire l'intero territorio comunale, un vuoto di disciplina che la P.A. è tenuta a colmare, anche su eventuale istanza dell'interessato, provvedendo, in assenza di cause ostative, all'azzonamento dell'area.

Poiché la potestà dei comuni d'imporre vincoli preordinati all'esproprio o all'inedificabilità non è illimitata, decadendo tali vincoli al termine del quinquennio, si determina, in caso di mancata reiterazione dei vincoli pregressi o di mancato ins... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i terreni nell'ambito di una precisa pianificazione conformativa, una condizione di "vuoto urbanistico" - che è per sua natura provvisoria – avendo l'autorità comunale l'obbligo di reiterare il vincolo ovvero, in alternativa, di provvedere all'integrazione dello strumento pianificatorio divenuto parzialmente inoperante, stabilendo la nuova destinazione da assegnare all'area interessata.

L'Amministrazione è tenuta a colmare il vuoto di disciplina conseguente alla decadenza dei vincoli, atteso che il medesimo strumento urbanistico deve coprire l'intero territorio comunale e, all'istanza in tal senso dell'interessato, l'Amministrazione è tenuta a dare risposta concreta provvedendo, in assenza di cause ostative (che qualora sussistenti devono risultare esplicitate e non generiche), all'azzonamento dell'area.

Il proprietario di un'area insita in zona già sottoposta a vincolo scaduto per l'inutile decorso del termine di legge, ha un interesse legittimo pretensivo a che la Pubblica Amministrazione eserciti la funzione di governo del territorio e adotti prontamente i provvedimenti urbanistici di ritipizzazione dell'area stessa.

La decadenza dei vincoli urbanistici preordinati all'espropriazio... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...omportino l'inedificabilità del suolo o che comunque privino il diritto di proprietà del suo sostanziale valore economico, obbliga il Comune a procedere alla nuova pianificazione dell'area rimasta non normata.

La decadenza di vincoli urbanistici preordinati all'espropriazione obbliga il Comune a procedere alla nuova pianificazione dell'area rimasta non normata, posto che l'inerzia dell'Amministrazione finisce per determinare uno stato di perdurante incertezza non tanto in ordine alle aspettative edificatorie, quanto soprattutto in ordine all'esigenza di una compiuta ed organica qualificazione delle aree.

L'obbligo a provvedere a nuova destinazione diventa cogente, per il Comune, non appena cessa di avere efficacia la precedente previsione urbanistica e quindi, nel caso di vincoli preespropriativi, alla scadenza del termine quinquennale della loro efficacia.

Sussiste l'obbligo dell'amministrazione di provvedere sull'istanza di ripianificazione di area incisa da vincolo decaduto.

Dopo la decadenza della previsione vincolistica di piano, per l'infruttuoso decorso del quinquennio dalla data di approvazione dello strumento urbanistico generale senza il varo di una pianificazione attuativa di secondo livello, l'... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ione comunale ha l'obbligo di ridefinire l'assetto urbanistico delle aree assoggettate a vincolo decaduto.

L'obbligo a provvedere in merito alla nuova destinazione urbanistica a seguito della decadenza di vincoli espropriativi, trova la sua logica fondante nel fatto che l'esercizio del potere di pianificazione urbanistica del Comune è obbligatorio nell'an e diventa cogente alla scadenza del termine quinquennale di efficacia dei vincoli espropriativi (o meglio, preespropriativi).

E' atto dovuto provvedere sulla destinazione dei suoli, una volta decaduti in vincoli su di essi imposti in forza dei poteri pianificatori dell'ente locale territoriale, ai sensi dell'art. 9 del D.P.R. 8 giugno 2001 n. 327.

La decadenza del vincolo preordinato all'espropriazione determinata dall'inutile decorso del termine quinquennale di cui all'art. 2 primo comma L. n. 1187/1968, obbliga il Comune a procedere alla riqualificazione dell'area rimasta priva di disciplina urbanistica.

Il carattere espropriativo del vincolo fa sì che alla sua decadenza consegua l'obbligo del Comune di procedere alla nuova pianificazione dell'area, rimasta priva di disciplina urbanistica.

Sussiste l'obbligo del Comune di concluder... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...imento amministrativo avviato a domanda, avente ad oggetto l'attribuzione di qualificazione urbanistica ad un immobile, allorquando siano da considerare decaduti i vincoli precedentemente imposti preordinati all'espropriazione o comportanti comunque inedificabilità.

La decadenza, per inutile decorso del termine quinquennale di efficacia previsto dall'art. 2 comma 1, l. 19 novembre 1968 n. 1187 (cfr. ora art. 9 d. P. R. 8 giugno 2001 n. 327), di un vincolo preordinato all'espropriazione, determina nello strumento urbanistico un vuoto di disciplina che l'amministrazione è tenuta a colmare.

Trascorso inutilmente il termine di cinque anni il vincolo espropriativo deve considerarsi decaduto, ai sensi dell'art. 2 L. n. 1187/1968, oggi riprodotto nell'art. 9 D.P.R. 380/2001, con il conseguente obbligo per l'amministrazione di ridefinire l'assetto urbanistico.

Alla scadenza del quinquennio di vigenza dei vincoli espropriativi la P.A. ben può provvedere ad una nuova pianificazione del territorio inserendo l'area in una più ampia zona di natura conformativa con una sua destinazione oppure può rinnovare, sia pure entro certi limiti temporali e nel rispetto dei contrapposti interessi, il vincolo, ma non pu&ograv... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...te lasciarla senza provvedere, creando in tal modo una zona "c.d. bianca"; ciò in quanto l'art. 4 L. n 10/1977 costituisce unicamente una norma di salvaguardia in attesa che l'Amministrazione riesamini la situazione e non di regolamentazione urbanistica.

Secondo un consolidato orientamento della giurisprudenza la decadenza dei vincoli urbanistici espropriativi - o che, comunque, privano la proprietà del suo valore economico - comporta l'obbligo per il Comune di "reintegrare" la disciplina urbanistica dell'area interessata dal vincolo decaduto con una nuova pianificazione.

A seguito della decadenza dei vincoli espropriativi, sussiste l'obbligo del Comune di integrare la lacuna per l'effetto determinatasi nel proprio strumento urbanistico, o comunque di riscontrare esplicitamente e motivatamente l'istanza di riqualificazione presentata dai proprietari.

L'amministrazione è tenuta, a prescindere dall'impulso di parte privata, ad iniziare il procedimento finalizzato alla riqualificazione dell'area priva di disciplina (nel caso di specie) per effetto della decadenza dei vincoli, mediante una specifica ed appropriata destinazione urbanistica.

E' pacifico l'obbligo del Comune di dare una nuova dis... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...anistica alle aree con vincolo decaduto.

In ipotesi di decadenza del vincolo espropriativo, permane l'obbligo per il Comune di reintegrare la disciplina urbanistica dell'area interessata dal vincolo decaduto con una nuova pianificazione.

Alla sussistenza di una posizione soggettiva tutelata del proprietario, avente consistenza di interesse legittimo, ad ottenere la formale conclusione del procedimento amministrativo che abbia ad oggetto l'attribuzione di una destinazione urbanistica all'immobile inciso da vincolo decaduto, fa da contraltare il corrispondente obbligo a carico dell'ente pubblico.

La decadenza del vincolo preordinato all'espropriazione determinata dall'inutile decorso del termine quinquennale di cui all'art. 2 primo comma L. 1187/1968 decorrente dalla data di approvazione dello strumento urbanistico generale comunale, obbliga il Comune a procedere alla riqualificazione dell'area rimasta priva di disciplina urbanistica.

La decadenza, per inutile decorso del termine quinquennale di efficacia, di un vincolo preordinato all'espropriazione determina nello strumento urbanistico un vuoto di disciplina che l'amministrazione è tenuta a colmare, atteso che il medesimo strumento urbanistico deve ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ntero territorio comunale.

Secondo un pacifico principio generale, l'inutile decorso del termine quinquennale di cui all'art. 9, commi 3 e 4, del D.P.R. n. 327/2001 (già previsto dall'art. 2, comma I, della L. n. 1167/1968), di durata del vincolo d'inedificabilità, decorrente dall'approvazione del piano regolatore generale, obbliga il Comune a procedere alla nuova pianificazione dell'area rimasta priva di disciplina urbanistica.

La decadenza di vincoli urbanistici preordinati all'espropriazione o che comportino l'inedificabilità del suolo o che comunque privino il diritto di proprietà del suo sostanziale valore economico, determinata dall'inutile decorso del termine quinquennale di cui all'art. 2, comma 1, L. n. 1187 del 1968, decorrente dall'approvazione del Piano Regolatore Generale, obbliga il Comune a procedere alla nuova pianificazione dell'area rimasta non normata.

A seguito della decadenza dei vincoli urbanistici, l'amministrazione comunale è obbligata a provvedere alla nuova destinazione urbanistica delle aree incise.

Sussiste l'obbligo dell'Amministrazione di pronunciarsi espressamente sull'istanza del proprietario di un area che, allo stato, risulti priva di disciplina urbani... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ffetto della intervenuta decadenza dei vincoli (nel caso di specie "verde di rispetto autostradale").

Costituisce jus receptum, quello per cui la decadenza di vincoli urbanistici preordinati all'espropriazione o che comportino l'inedificabilità assoluta del suolo o che comunque privino il diritto di proprietà del suo sostanziale valore economico, determinata dall'inutile decorso del termine quinquennale di cui all'art. 2 comma 1, L. n. 1187 del 1968, obbliga il comune a procedere alla nuova pianificazione dell'area rimasta non normata.

Il Comune ha il dovere di dare una destinazione urbanistica a tutte le aree del proprio territorio comunale, in assenza di regolamentazione, come in ipotesi di scadenza del vincolo espropriativo.

La giurisprudenza è pacifica sull'obbligo della P.A. di dare compiuta destinazione urbanistica ai terreni privi di tale qualificazione, per essere scaduto un vincolo preordinato all'espropriazione.

La decadenza del vincolo preordinato all'esproprio viene a determinare una situazione equiparabile all'assenza per l'area di una destinazione urbanistica, con conseguente obbligo per l'amministrazione di provvedere ad attribuire una nuova destinazione.

L'obbli... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...omune di procedere a ritipizzazione di un'area, mediante nuovo p.r.g. o variante a p.r.g., scatta solo a seguito di decadenza del vincolo di natura espropriativa, allorché l'area rimane priva di una specifica destinazione urbanistica.

Dalla decadenza del vincolo consegue l'obbligo per il Comune di superare la situazione d'inedificabilità dell'area interessata mediante l'integrazione del piano regolatore divenuto parzialmente inoperante.

La decadenza del vincolo determina una "zona bianca" che obbliga il Comune a rideterminarsi sulla stessa.

Nel caso in cui si sia verificata la decadenza, per inutile decorso del termine di validità, dei vincoli urbanistici preordinati all'espropriazione o che comunque incidano significativamente sul valore economico della proprietà privata, si determina l'obbligo del Comune di procedere alla nuova pianificazione dell'area rimasta priva di disciplina urbanistica.

La scadenza dei vincoli espropriativi determina l'obbligo, per il Comune, di riqualificare la parte del territorio rimasto privo di disciplina o, meglio, incluso nelle cd zone bianche, trovando attuazione specifica l'art 2 della legge 1187/68.

Il Comune ha un ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rio obbligo di provvedere ad integrare il piano regolatore nelle parti in cui siano decaduti i vincoli preordinati all'espropriazione.

Sussiste l'obbligo del Comune di ridisciplinare i terreni qualificati come "zone bianche" per effetto della decadenza dei vincoli urbanistici preesistenti e precedenti all'espropriazione.

La decadenza di vincoli urbanistici preordinati all'espropriazione o che comportino l'inedificabilità del suolo o che comunque privino il diritto di proprietà del suo sostanziale valore economico, determinata dall'inutile decorso del termine quinquennale di cui all'art. 2, comma 1, L. n. 1187 del 1968, decorrente dall'approvazione del piano regolatore generale, obbliga il comune a procedere alla nuova pianificazione dell'area rimasta non normata.


 
 Il pdf da cui è tratto questo articolo si acquista con pochi click e si scarica subito dopo il pagamento. Per maggiori info clicca qui.


© COPYRIGHT. È ammessa la riproduzione del contenuto solo con la citazione della fonte e del link

ALTRI ARTICOLI CHE POTREBBERO INTERESSARTI