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Normativa regionale relativa all'attuazione delle varianti urbanistiche

In tema di varianti urbanistiche, il nuovo regime previsto dalla L.R.. Emilia Romagna 20/2000, può essere applicato soltanto dopo il perfezionamento di tutti e tre gli strumenti di pianificazione: il regolamento urbanistico edilizio (R.U.E.), il piano operativo comunale (P.O.C.), ed il piano strutturale comunale (P.S.C.)

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titolo:IL CODICE DELLA PIANIFICAZIONE URBANISTICA
anno:2017
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PIANIFICAZIONE --> VARIANTE URBANISTICA --> REGIONI/PROVINCE

Alla luce del combinato disposto degli artt. 9 e 10 del DPR 327/2001, la clausola generale di chiusura («Salvo quanto previsto dal comma 5, nulla è innovato in ordine alla normativa statale o regionale sulla adozione e sulla approvazione degli strumenti urbanistici»), è riferibile ai vincoli derivanti da piani urbanistici generali e relative varianti; nel consegue che la integrazione tra i diversi livelli normativi (statale e regionale) non trova applicazione in ipotesi di variante semplificata ex art. 19 TU.

PIANIFICAZIONE --> VARIANTE URBANISTICA --> REGIONI/PROVINCE --> CALABRIA

L'approvazione del "P.A.U - Piano Attuazione Unitario" di cui all'art. 30 L.R. Calabria n. 19/1992, non può prevedere, per la prima volta, la realizzazione di un'opera pubblica in deroga allo strumento urbanistico generale, poiché ciò si risolverebbe, nella sostanza, in una procedura di variante al PRG, non autorizzato dalla normativa.

PIANIFICAZIONE --> VARIANTE URBANISTICA --> REGIONI/PROVINCE --> CAMPANIA

Non può ritenersi che la procedura, prevista per la singola opera pubblica, di cui al... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ll'art. 19 d. P. R. 327/2001 debba essere integrata con la disciplina regionale sulla pianificazione urbanistica (nel caso di specie art. 24 l. r. Campania 16/04). La clausola generale di chiusura, secondo la quale: "Salvo quanto previsto dal comma 5, nulla è innovato in ordine alla normativa statale o regionale sulla adozione e sulla approvazione degli strumenti urbanistici" è collocata, infatti, al comma 6 dell'art. 9 del D. P. R. 327/2001, ovvero concerne esclusivamente i vincoli, derivanti da piani urbanistici generali (e relative varianti).

La clausola generale di chiusura contenuta nel comma 6 dell'art. 9 DPR 327/2001 secondo la quale: "Salvo quanto previsto dal comma 5, nulla è innovato in ordine alla normativa statale o regionale sull'adozione e sull'approvazione degli strumenti urbanistici", concerne esclusivamente i vincoli derivanti da piani urbanistici generali (e relative varianti); ne consegue che la normativa regionale relativa alla formazione del piano urbanistico comunale (nel caso di specie art. 24 l. r. Campania n. 16/04), non trova applicazione nel caso di ricorso alla variante semplificata ex art. 19 TU.

PIANIFICAZIONE --> VARIANTE URBANISTICA --> REGIONI/PROVINCE --> EMILIA-ROMAGNA
... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... possibilità di ricorrere alla procedura semplificata di cui all'art. 15, 4 comma L.R. 47/1978, fino all'approvazione del P.S.C., del R.U.E. e del P.O.C., è consentita dall'art. 41, comma 2, lett. b) L.R. 20/2000 e confermata dall'art. 39, comma 3, della stessa legge la quale, con specifico riferimento alle "opere pubbliche comunali", fa "salvo il regime transitorio previsto dalla lettera b) del comma 2 dell'art. 41". La ratio della normativa transitoria di cui agli articoli 39 e 41, comma 2, L.R. 20/2000 è proprio quella di non fermare la realizzazione delle opere pubbliche comunali o di interesse comunale in attesa dei lunghi tempi necessari per dare piena attuazione alle nuove procedure pianificatorie. Di tale regime transitorio disciplinato dalla L.R. 20/2000 dà atto anche la L.R. 37/2002, art. 26.

La mancanza di previsione del vincolo nel POC (nel caso di specie pista ciclo-pedonale), richiede un previo adeguamento pianificatorio, con le garanzie partecipative che tale procedimento richiede in relazione alla puntualità del suo contenuto. In mancanza, le ulteriori fasi procedimentali risultano prive di presupposto urbanistico, con conseguente illegittimità dei provvedimenti terminativi (dpu e decreto di esproprio).
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... In tema di varianti urbanistiche, il nuovo regime previsto dalla Legge Reg. Emilia Romagna n. 20/2000, può essere applicato soltanto dopo il perfezionamento di tutti e tre gli strumenti di pianificazione indicati. Pertanto, qualora non siano stati ancora approvati il RUE e il POC, ma solo il PSC, correttamente il Comune può provvedere alla variante urbanistica applicando la procedura semplificata di cui all'art. 15 della previgente legge reg. n. 47/1978.

Alla luce della L.R. Emilia Romagna n. 20/2000, il vincolo d'inedificabilità, preordinato all'espropriazione, si perfeziona soltanto con l'approvazione del P.O.C., che per le opere pubbliche e di interesse pubblico assume il valore e gli effetti del Piano Urb. Attuativo e, quindi, comporta la dichiarazione di pubblica utilità delle opere in esso previste.

Le ragioni di urgenza, tali da autorizzare il ricorso alla procedura di variante accelerata ex art. 15, comma 2, della L.R. Emilia Romagna n. 47/1978, ben possono consistere nell'intervenuta scadenza dei vincoli espropriativi per decorso del termine quinquennale di efficacia, con la conseguente necessità di un'immediata reiterazione dei vincoli medesimi al fine di evitare l'applicazione il regime transitorio prev... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rt. 5 della l.r. r. 31 del 2002, e la possibilità di edificazione privata con correlativa frustrazione del chiaro (e perdurante) intento del Comune di realizzare un'opera pubblica.

Nella previsione legislativa di cui al comma 2 dell'art. 15 della L.R. Emilia Romagna n. 47/1978, l'aggettivo "comunale" va riferito all'iniziativa dell'intervento, e non alla sua dimensione territoriale.

PIANIFICAZIONE --> VARIANTE URBANISTICA --> REGIONI/PROVINCE --> LAZIO

Qualora la variante adottata sia stata trasmessa alla Regione, la quale non si sia pronunciata nel prescritto termine di 120 giorni, per il combinato disposto degli artt. 5 e 6 della l.r. 36/87, la variante si deve intendere approvata.

PIANIFICAZIONE --> VARIANTE URBANISTICA --> REGIONI/PROVINCE --> LIGURIA

In seguito alle L.R. 3 maggio 2002 n. 19, nella Regione Liguria l'indizione della conferenza di servizi per l'approvazione di progetti in variante agli strumenti urbanistici non deve più essere motivato in ordine alle ragioni di convenienza e di urgenza per il ricorso al procedimento semplificato.

Seguendo un modello consolidato d'impronta statale, nella Regione Liguria gli artt. 44 e 59 l. r. n. 36/97 intro... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...variante come effetto giuridico che scaturisce direttamente dall'approvazione del progetto in sede di conferenza di servizi.

PIANIFICAZIONE --> VARIANTE URBANISTICA --> REGIONI/PROVINCE --> LOMBARDIA

Lo strumento della variante semplificata nell'ipotesi prevista dall'art. 2 comma 2 lett. a) della LR 23/1997 (applicabile ratione temporis), consente anche di introdurre modifiche alla zonizzazione, in quanto la procedura è propriamente finalizzata a ottenere l'effetto di variante urbanistica per la localizzazione di opere pubbliche comunali. La codificazione di questo istituto nella legislazione regionale rende inapplicabili le procedure di variante previste a livello nazionale dall'art. 1 comma 5 della legge 1/1978 e dall'art. 19 commi 2 e 4 del DPR 327/2001.

La variante semplificata di cui all'art. 2 comma 2 lett. a) della LR 23/1997 può avere ad oggetto qualsiasi opera pubblica di competenza comunale, e dunque anche quelle che costituiscono standard urbanistico.

Alla luce del disposto di cui all'art. 2 comma 2 lett. a) della LR Lombardia 23/1997 (localizzazione di opere pubbliche di competenza comunale), che sostituisce le procedure di variante previste dall'art. 1 comma 5 della legge 3 gennaio 19... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...all'art. 19 commi 2 e 4 del DPR 327/2001, i comuni lombardi hanno sia la competenza all'approvazione di opere di interesse comunale non conformi alla destinazione urbanistica e sia la competenza alla modifica degli strumenti urbanistici per conseguire l'effetto di variante, senza la necessità di un intervento della Regione.

Illegittima è l'approvazione da parte del Comune di una variante semplificata ai sensi dell'art. 2, comma 2 lett. a) e c), della L.R. Lombardia n. 23/1997, in violazione dell'art. 3, comma 18, della L.R. n. 1/ 2000, che prevede la trasmissione della variante adottata alla Provincia ai fini della verifica di compatibilità con il piano territoriale di coordinamento; disciplina applicabile (nel caso di specie) in base all'art. 104, comma 1 lett. cc) e all'art. 25, comma 1, della L.R. n. 12/2005.

Ai sensi dell'art. 2, comma 1 lettera b), della L.R. Lombardia n. 23/1997, la variante semplificata di cui alla medesima norma, non può applicarsi in ipotesi di terreni già oggetto di stralcio da parte della Regione per esigenze correlate all'esistenza di un vincolo paesistico. Un'interpretazione coerente con la ratio sottesa al suddetto divieto, impone di estenderne l'applicazione anche in ipotesi in cui l... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...on abbia effettuato una stralcio ma adottato una proposta di modifica nell'esercizio dei poteri esercitabili dalla stessa in sede di approvazione dello strumento urbanistico.

Per effetto della L. R. n. 12/2005, nella Regione Lombardia non trova applicazione l'art. 19 commi 2 e 3 del d.p.r. 327/2001.

La L. R. Lombardia per il governo del territorio (n. 12/2005) ha stabilito all'art. 103 che con la sua entrata in vigore "cessa di avere diretta applicazione nella Regione la disciplina di dettaglio prevista: … b) dagli articoli 9, comma 5, e 19, commi 2, 3 e 4 del decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327". Ne consegue che il vincolo preordinato all'esproprio non può essere apposto tramite variante semplificata da realizzare con le modalità e secondo le procedure dell'articolo 19, commi 2 e segg. TU, bensì con le modalità previste dall'art. 25 della legge regionale medesima.

PIANIFICAZIONE --> VARIANTE URBANISTICA --> REGIONI/PROVINCE --> PIEMONTE

Nella Regione Piemonte, la decisione eventualmente assunta dal Comune, in momento successivo a quello dell'approvazione del Piano Regolatore, sia di sottoporre parti del proprio territorio alla formazione di strumenti... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... pubblici o privati, sia di procedere alla delimitazione delle zone assoggettate a detto strumento (e quindi anche alla modificazione di una delimitazione preesistente), non costituiscono variante urbanistica e, conseguentemente, possono essere adottate in base alla procedura semplificata, disciplinata dal comma 9 dell'art. 17 della l.r. 5 dicembre 1977 n. 56.

È da qualificare come «strutturale» e non come «parziale», e pertanto soggetta a procedura ordinaria e non semplificata ai sensi della L.R. Piemonte 56/1997, la variante consistente nel mutamento di destinazione da verde pubblico a residenziale di aree nell'ottica di una ristrutturazione urbanistica.

PIANIFICAZIONE --> VARIANTE URBANISTICA --> REGIONI/PROVINCE --> PUGLIA

La L.R. n.20/2001 dà luogo ad un sistema di pianificazione radicalmente differente rispetto all'articolato sistema di cui alla precedente L.R. n. 56 /1980; è per questa fondamentale ragione che, mentre i nuovi strumenti di pianificazione generale ai sensi del primo comma dellart. 20 devono seguire la L.R. del 2001, le varianti ordinarie dei precedenti PRG restano soggette alla normativa del 1980, tuttora in vigore in quanto mai abrogata.

Anche ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...el suo procedimento di adozione, che vede la concorrente espressione di volontà del Comune e della Regione, il Piano quadro pugliese, ha natura di variante allo strumento urbanistico generale volto a regolare in dettaglio specifiche parti del territorio comunale, cioè natura di atto di pianificazione equiordinato allo strumento urbanistico.

La normativa di cui ai commi 3 e 4 dell'art. 16 della l.r. 11 maggio 2001, n. 13 (norme regionali in materia di opere e lavori pubblici), prevede la possibilità di adottare varianti finalizzate alla realizzazione di opere pubbliche «su aree che negli strumenti urbanistici approvati non sono destinate a pubblici servizi», sulla base di un procedimento semplificato. Tale disposizioni detta una disciplina completa che non contempla né la conformità con il DRAG, né che si tratti di varianti a strumenti urbanistici già adeguati alla l.r. n. 56 del 1980.

Trattandosi di una previsione finalizzata esclusivamente alla modificazione della strumentazione urbanistica, la previsione dell'art. 16, 3° comma della l.r. 11 maggio 2001, n. 13 opera un riferimento alla sola «approvazione del progetto», senza specificare se debba trattarsi di un progetto pr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...definitivo esecutivo; deve pertanto considerarsi legittima l'approvazione della variante condotta sulla base del solo progetto preliminare, ovvero su uno stadio dell'elaborazione progettuale che può già essere considerata significativo nell'ottica della programmazione urbanistica che è propria dell'istituto.

Ai sensi dell'art. 16 comma 4 L.R. Puglia n. 13/2001, l'approvazione definitiva del progetto relativo ad opere pubbliche o di pubblica utilità di interesse regionale, seguita all'esame delle osservazioni pervenute sul progetto addottato, non richiede la successiva approvazione regionale e pertanto rende la variante (adottata con l'approvazione del progetto) perfetta: tale procedura è stata confermata dall'art.8 comma 2 L.R. 3/2005, relativo alle procedure di esproprio finalizzate alla realizzazione di opere infrastrutturali.

Ai sensi dell'art. 4 della L.R. Regione Puglia n. 3 del 1998, ed alla luce della finalità acceleratoria della norma, sottesa ad evitare la perdita di finanziamenti concessi da enti sovraordinati, legittima è la variante imposta in sede di approvazione del progetto preliminare da parte del Consiglio Comunale cui ha fatto seguito l'approvazione del progetto definitivo ed esecuti... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... della Giunta, nel rispetto delle previsioni urbanistiche ormai già apportate.

La disposizione di cui al comma 2 dell'art. 16 della L.R. Puglia n. 13/2001, in base alla quale " nei casi in cui lo strumento urbanistico contenga destinazioni specifiche di aree per la realizzazione di servizi pubblici, l'approvazione di progetti di opere pubbliche ai sensi della presente legge, anche se non conformi alle specifiche destinazioni di piano, non comporta necessità di varianti allo strumento urbanistico medesimo", deve ritenersi non abrogata, espressamente o implicitamente, per effetto dell'entrata in vigore del DPR 327/2001 – art. 19 e della L.R. n. 3/2005, art. 12.

Nella vigenza della L.R. Puglia 20/2001, le varianti agli strumenti comunali di pianificazione urbanistica non adeguati alla precedente L.R. Puglia 56/1980 seguono le disposizioni di cui all'art. 20, co. 3, L.R. Puglia 20/2001 e non quelle dell'art. 55, co. 2, L.R. Puglia 56/1980, norma incompatibile con la nuova disciplina.

Ai sensi dell'art. 12, comma 3, L.R. Puglia 3/2005, nei casi previsti dall'art. 19 D.P.R. 327/2001, l'approvazione del progetto preliminare o definitivo, deliberata ai soli fini urbanistici dal competente Consiglio comunale previa valutazi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ventuali osservazioni prodotte dai terzi interessati, costituisce variante allo strumento urbanistico, senza necessità di approvazione regionale.

Le prescrizioni di cui alle legislazione regionale Regione Puglia (L.R. 31 maggio 1980, n. 56 e L.R. 20 luglio 2001, n. 20), che hanno introdotto limitazioni alla possibilità di adottare varianti in attesa dell'adeguamento degli strumenti urbanistici di pianificazione al nuovo assetto normativo regionale, non si applicano non solo nella ipotesi di strumenti urbanistici che siano stati adeguati bensì anche nel caso di strumenti ritenuti conformi alla nuova normativa, a seguito di apposita verifica tecnico-amministrativa condotta dagli uffici comunali competenti.

PIANIFICAZIONE --> VARIANTE URBANISTICA --> REGIONI/PROVINCE --> SARDEGNA

Il procedimento di variante di cui alla legge n. 167/62, nell'ambito della Regione Sardegna è da ritenersi superato e non più applicabile dal momento dell'entrata in vigore della legge regionale n. 45/89, che ha compiutamente disciplinato ex novo tutto il procedimento di approvazione degli strumenti urbanistici e delle loro varianti

PIANIFICAZIONE --> VARIANTE URBANISTICA --> REGIONI/PROVINCE -->... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...r />
In tema di approvazione di progetti di opere pubbliche degli enti locali in variante agli strumenti urbanistici, il legislatore regionale siciliano con la l.r. n. 12/2011, ha scelto di mantenere il vecchio regime già sostanzialmente seguito con la l.r. n. 35/1978 (di rinvio alla l. n. 1/1978 e, conseguentemente, alla l. n. 167/1962) circostanza, questa, che esclude ogni ipotesi interpretativa volta a dare applicazione all'art. 19 del d. P.R. n. 327/2001. In altri termini, poiché la l.r. n. 12/2011, da un lato, ha disposto il richiamo al testo unico espropriazioni, ma, dall'altro lato, ha anche dettato una disciplina specifica propria per l'approvazione dei progetti in variante e di pubblica utilità degli enti locali, è quindi quest'ultima disciplina (contenuta nell'art. art. 6, c. 9, della l.r. n. 12/2011) che, per ragioni di ordine logico e sistematico, deve prevalere, con conseguente applicazione dello schema procedimentale dettato dalla l. 167/1962 (artt. 6 e ss.).

La L.R. Sicilia 29 aprile 1985, n. 21, art. 42 attribuisce all'approvazione dei progetti da parte dei competenti organi dei rispettivi enti, per le opere pubbliche di competenza della Regione, e degli enti locali infraregionali, l'effetto di dichiarazione di ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ilità e di indifferibilità ed urgenza delle opere stesse, conformemente alla L. 3 gennaio 1978, n. 1, art. 1. E parallelamente, nell'art. 4, recepisce le disposizioni contenute nei commi quarto e seguenti dell'art. 1 della legge statale, nel senso che le varianti sostanziali, ovvero le localizzazioni delle opere pubbliche in aree non destinate dallo strumento urbanistico a pubblici servizi, devono essere sottoposte ad approvazione regionale.

Nella Regione Sicilia, qualsiasi variazione alle prescrizioni dello strumento urbanistico, come approvate in sede regionale, non può che ripercorrere il medesimo iter già sviluppato e definito per l'approvazione dello strumento che si intende variare.

PIANIFICAZIONE --> VARIANTE URBANISTICA --> REGIONI/PROVINCE --> TOSCANA

La norma di cui all'art. 28, comma 6 della L.R. Toscana n. 5 del 1995 se può legittimare l'adozione di una deliberazione che, in unico contesto, decide in ordine alla osservazioni presentate e poi procede alla conseguente approvazione del R.U., non rende certo illegittima una procedura nella quale i due momenti (decisione sulle osservazioni e approvazione del R.U.) vengono ricondotti a due distinti atti.

PIANIFICAZIONE -... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...NTE URBANISTICA --> REGIONI/PROVINCE --> VALLE D'AOSTA

Dal combinato disposto dell'art. 13 comma 4, 16 e 31 della Legge Regionale n. 11 del 1998 Valle d'Aosta (recante "normativa urbanistica e di pianificazione territoriale della Valle d'Aosta."), è pacifico che la procedura delle varianti non sostanziali trova applicazione per i progetti relativi alle opere pubbliche.

PIANIFICAZIONE --> VARIANTE URBANISTICA --> REGIONI/PROVINCE --> VENETO

L'art. 50 comma 8 della L.R. n. 61/1985 prevede specificamente che: "la variante approvata viene inviata alla struttura regionale competente e acquista efficacia trascorsi trenta giorni dalla pubblicazione nell'albo pretorio del comune interessato". Deve ritenersi, ai fini dell'individuazione del dies da cui far decorrere il termine di 30 giorni dalla pubblicazione, che debba essere conteggiato anche il giorno iniziale della pubblicazione, non potendo trovare applicazione alla fattispecie del calcolo del periodo di pubblicazione di una deliberazione comunale all'albo pretorio, il principio stabilito dall'art. 2963 2° comma c.c. secondo cui va esclusa la computabilità del giorno iniziale del termine di prescrizione.

In assenza di una diversa e specifica... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e nella L. Reg. Veneto n. 61/1985, che all'art. 42, al co. 4 prevede che "Il Comune con propria deliberazione si esprime sulle osservazioni presentate [al Piano Regolatore Generale] entro 90 giorni dalla scadenza del termine di cui al comma precedente", nessuna norma implica l'adozione di una motivazione specifica e puntuale da parte dell'amministrazione in relazione ad ogni tipo di osservazione presentata dai privati.

La variante al P.R.G. che opera una ricognizione della legislazione statale sulle fasce di rispetto ai corsi d'acqua può essere approvata con la procedura semplificata prevista dall'art. 50 L.R. Veneto n. 61/1985.

L'art. 7, co. 4, L.R. Veneto 4/2008 non conferisce alcun titolo ad effettuare ampliamenti di attività artigianali in zone improprie, ma attribuisce invece al Comune il potere di approvare in tal senso delle varianti alla strumentazione urbanistica in deroga al divieto di introdurre varianti urbanistiche fino all'approvazione del P.A.T. previsto dall'art. 48, co. 1, L.R. Veneto 11/2004.

La ratio sottesa alla previsione contenuta nell'art. 50 della l.r. Veneto n.61 del 1985, commi 3,4,6 e 7, deve essere individuata nella possibilità per le Amministrazioni comunali di procedere all'adozione e... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...vazione di varianti parziali con procedura accelerata in ipotesi nelle quali tali varianti si riferiscano a previsioni che non comportano una sostanziale alterazione ed una radicale modificazione delle disposizioni e dei criteri informatori del P.R.G.

Poiché l'art. 50 della l.r. Veneto n. 61 del 1985, commi 3, 4, 6 e 7, ha carattere eccezionale, l'utilizzo della procedura semplificata che vi è prevista non può che essere limitato ai casi tassativi ivi indicati.

La variante parziale finalizzate all'individuazione delle grandi strutture di vendita o dei parchi commerciali previste dagli artt. 10 e 18, co. 4., L.R. Veneto 15/2004 non ha solo funzione ricognitiva, ma può inserire nuove aree all'interno del parco commerciale.

La procedura per l'approvazione della variante di cui agli artt. 10 e 18 L.R. Veneto 15/2004 è la seguente: il Consiglio comunale adotta la variante parziale al P.R.G, che entro 5 giorni viene messa a disposizone del pubblico per 10 giorni presso la segreteria del Comune e della Provincia; nei successivi 20 giorni chiunque può presentare osservazioni alla variante adottata; il Consiglio comunale, poi, entro trenta giorni dalla scadenza del termine per la presentazione delle os... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... approva la variante apportando le eventuali modifiche conseguenti all'accoglimento delle osservazioni pertinenti.

La variante diretta alle modifiche delle N.T.A. del piano regolatore non richiede, ai sensi dell'art. 50, co. 4, L.R. Veneto 61/1985 la predisposizione di relazioni tecniche o progetti.


 
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