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Normativa regionale relativa all'approvazione di modifiche al P.R.G.

Infondata la questione di legittimità costituzionale della norma regionale che demanda l'approvazione del P.R.G. alla giunta (e non al consiglio) provinciale. Le Regioni, infatti, in virtù della competenza legislativa in matria urbanistica, possono scegliere gli organi a cui appuntare, in concreto, l'approvazione degli strumenti urbanistici comunali.

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PIANIFICAZIONE --> STRUMENTO URBANISTICO COMUNALE GENERALE --> PIANO REGOLATORE GENERALE --> APPROVAZIONE --> REGIONI/PROVINCE

È manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale della norma regionale che demandare l'approvazione del P.R.G. alla giunta (e non al consiglio) provinciale.

La Regione, nell'esercizio della propria competenza legislativa in materia urbanistica, può discrezionalmente scegliere gli organi degli enti delegati sui quali appuntare in concreto l'esercizio della funzione di approvazione degli strumenti urbanistici comunali; solo in difetto di indicazioni regionali specifiche possono trovare applicazione le regole generali della disciplina statale previste dal D. Lgs. 267/2000.

Quando la Regione stessa conferisce le competenze in materia di approvazione genericamente alla Provincia e non ad un suo organo specifico, deve ritenersi che il riparto di competenze segua, in tal caso, i normali canoni propri della disciplina di principio statale; nondimeno, questa disciplina può anche essere derogata da apposite norme regionali sopravvenute, ma, in assenza di tali deroghe, rimane ferma e impregiudicata.

Il Piano regolatore generale comunale, cos&igrav... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lsivoglia strumento urbanistico, discende dalla concorrente ma autonoma valutazione di due diverse autorità, quali il Comune e la Regione, e nell'ambito del relativo procedimento il ruolo del Comune è, in linea di principio, preponderante, in quanto ad esso spetta l'iniziativa e la formulazione di una compiuta proposta, mediante l'adozione del progetto di piano; alla Regione, invece, spetta non solo di negare l'approvazione, ma anche di approvare il piano apportandogli, entro certi limiti e condizioni, modifiche non accettate dal Comune, così come prevede la disciplina di principio contenuta dall'art. 10 della L. 17 agosto 1942 n. 1150 e successive modifiche.

L'atto di approvazione del piano ha di regola un suo contenuto specifico di discrezionalità, e per tale ragione la competenza su di esso è demandata al Consiglio comunale.

PIANIFICAZIONE --> STRUMENTO URBANISTICO COMUNALE GENERALE --> PIANO REGOLATORE GENERALE --> APPROVAZIONE --> REGIONI/PROVINCE --> ABRUZZO

Nella Regione Abruzzo il Consiglio comunale non solo adotta lo strumento urbanistico, ma provvede anche alla sua approvazione, ed in sede di approvazione del piano può introdurre tutte le modifiche che ritiene opportun... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...br /> Nella regione Abruzzo non residua più alcuna competenza regionale riguardo all'approvazione degli strumenti urbanistici, che vengono sia adottati sia approvati dai Comuni: gli unici vincoli per il Comune possono dunque derivare dalla pianificazione di livello sovracomunale ovvero dalla sussistenza di alcuni vincoli specifici.

PIANIFICAZIONE --> STRUMENTO URBANISTICO COMUNALE GENERALE --> PIANO REGOLATORE GENERALE --> APPROVAZIONE --> REGIONI/PROVINCE --> CALABRIA

L'inequivoco contenuto dell'art. 1 l.r. Calabria 11/7/1994 n.16 configura un caso di silenzio-assenso, lì dove la Regione ha dettato (a se stessa) un termine perentorio per la conclusione del procedimento di approvazione degli strumenti di pianificazione, con la specifica previsione che l'inutile decorso del termine entro cui adottare una espressa pronuncia (180 giorni) comporta la conseguenza, di tipo acceleratorio e nel contempo sanzionatorio, del tacito assenso alle scelte urbanistiche assunte dal Comune in sede di adozione degli strumenti di pianificazione territoriale.

A fronte di un preciso dettato legislativo dal contenuto chiaramente coercitivo ed in applicazione dei principi giurisprudenziali che connotano l'istituto del silenzio s... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o sub specie di implicita manifestazione di assenso, l'Amministrazione comunale calabrese non si può sottrarre all'adempimento (normativamente previsto) di adottare la presa d'atto della avvenuta tacita approvazione degli strumenti urbanistici da parte della Regione, proprio perché il silenzio-assenso ritualmente formatosi non può essere considerato tamquam non esset.

PIANIFICAZIONE --> STRUMENTO URBANISTICO COMUNALE GENERALE --> PIANO REGOLATORE GENERALE --> APPROVAZIONE --> REGIONI/PROVINCE --> CAMPANIA

Nella regione Campania, il Piano regolatore generale adottato deve essere presentato alla Provincia completo di tutti gli elementi che lo costituiscono (tra i quali deve considerarsi ricompreso anche il parere della competente Autorità di Bacino) e soltanto da tale momento, inizia a decorrere il termine annuale di cui all'art. 8 della legge n. 1150/1942, richiamato dall'articolo 5 della L.R. n. 14/1982, ai fini dell'approvazione per silentium del Piano medesimo.

Nella regione Campania, la l.r. 14/1982 prevede per l'approvazione degli strumenti urbanistici generali un'ipotesi di silenzio-assenso, che si perfeziona entro un anno dalla presentazione agli organi competenti, come previsto dall'ar... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... comma, Legge n. 1150/1942. Tale termine annuale inizia a decorrere dalla trasmissione del Piano completo di tutti gli elementi (atti, pareri e documenti), necessari per la sua definitiva valutazione da parte dell'amministrazione provinciale competente.

PIANIFICAZIONE --> STRUMENTO URBANISTICO COMUNALE GENERALE --> PIANO REGOLATORE GENERALE --> APPROVAZIONE --> REGIONI/PROVINCE --> PUGLIA

Nel sistema presupposto dal decimo comma dell'art. 16 della L.R. Puglia 56 del 1980, soltanto la deliberazione del Consiglio Comunale che comunque prenda atto della volontà espressa dalla Giunta Regionale, adeguandosi ad essa o meno (e ferma ovviamente restando, in quest'ultimo caso, la prevalenza della volontà espressa dalla Regione nelle ipotesi tassativamente previste al riguardodallo stesso art. 16 della L.R. 56 del 1980), è deputata a concludere il procedimento di formazione dello strumento urbanistico.


 
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