Carrello
Carrello vuoto



Natura e presupposti della procedura semplificata ex art. 5 D.P.R. 447/1998

Presupposti al ricorso alla variante semplificata ex art.5 D.P.R.447/1998 sono: 1) l'eliminazione delle opere abusive medio tempore realizzate; 2) la titolarità delle aree oggetto di variante; 3) la valutazione del complesso di aree libere aventi una destinazione urbanisticamente compatibile; 4) l'accertamento di compatibilità ambientale del progetto; 5) l'acquisizione dei pareri relativi alla compatibilità del progetto con le norme in materia di sicurezza dei luoghi di lavoro.

Questo articolo è composto da sintesi giurisprudenziali contenute nel sottostante prodotto in formato pdf, nel quale si trovano anche gli estratti originali e gli estremi delle sentenze a cui le sintesi si riferiscono. Scaricati gratis un demo dal box sottostante.

Articolo tratto dal sottostante PDF, acquistabile e scaricabile in pochi minuti

Verrai indirizzato al dettaglio del prodotto fra 60 secondi.
titolo:IL CODICE DELLA PIANIFICAZIONE URBANISTICA
anno:2017
pagine: 3590 in formato A4, equivalenti a 6103 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 45,00

  leggi qui come funziona      scarica gratis alcune pagine!!


PIANIFICAZIONE --> VARIANTE URBANISTICA --> INSEDIAMENTI PRODUTTIVI --> INIZIATIVA

Natura ed effetti della variante ex art. 5 del d.P.R. n. 447/1998, sono identici a quelli della variante urbanistica ordinaria. Tuttavia, se ambedue sono destinate ad incidere sull'assetto del territorio, dettando una disciplina nuova e diversa da quella in vigore, esse differiscono in ordine alla modalità specifica di inizio del procedimento di variazione dello strumento urbanistico: nel caso dell'art. 5, la proposta di variazione è collegata alla presentazione, da parte di un privato, di un progetto che ottenga il parere favorevole della Conferenza di servizi, appositamente convocata; nell'ipotesi ordinaria, la proposta di variazione dello strumento urbanistico è affidata all'iniziativa dell'amministrazione comunale.

PIANIFICAZIONE --> VARIANTE URBANISTICA --> INSEDIAMENTI PRODUTTIVI --> PRESUPPOSTI

Perché si possa legittimamente applicare la procedura di cui all'art. 5 del d.P.R. n. 447/1998, occorre che siano preventivamente accertati in modo oggettivo e rigoroso i presupposti di fatto richiesti dalla norma, e quindi anche l'assenza nello strumento urbanistico di aree destinate ad insediamenti prod... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ro l'insufficienza di queste, laddove per "insufficienza" deve intendersi, in costanza degli standard previsti, una superficie non congrua (e, quindi, insufficiente) in ordine all'insediamento da realizzare.

Se è vero che il concetto di sufficienza o insufficienza delle aree esistenti, ai fini dell'art. 5, d.P.R. nr. 447/1998, va verificato "in relazione al progetto presentato" (il che certamente significa che esiste un margine di flessibilità e adattabilità di quest'ultimo per inserirlo nel contesto risultante dallo strumento urbanistico) resta fermo, però, che il parametro di riferimento è costituito dallo strumento vigente, il quale non può essere esso oggetto di modifiche per adeguarlo alle esigenze del proponente.

A fronte di un insediamento commerciale e non produttivo è evidente che il presupposto fattuale costituito dalla assenza o insufficienza nello strumento urbanistico di aree a destinazione specifica e coerente con il progetto va inteso nel senso della necessità di verificare preventivamente la disponibilità non soltanto di aree stricto sensu destinate a insediamenti produttivi (zone D), ma anche di aree con destinazione commerciale, anche se non in via esclusiva, quali cert... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... le aree con destinazione a zona C di espansione.

La procedura semplificata di variante urbanistica di cui all'art. 5 del D.P.R. n. 447/1998, in quanto diretta a consentire una deroga alla disciplina urbanistica dell'area di riferimento, costituisce di per sé uno strumento eccezionale, nell'ambito del quale i presupposti per l'operatività della stessa costituiscono requisiti minimi ma non sufficienti per poter consentire la realizzazione dell'intervento edilizio e, ciò, in considerazione dell'esistenza, in capo agli organi preposti, di un'ampia discrezionalità circa la possibilità di prestare l'eventuale assenso all'intervento.

In tema di impianti produttivi, l'assenza delle aree in zona produttiva richiesta dall'art.5 del d.P.R. n.477/98 si riferisce ad un P.I.P. nel quale le aree in esso ricomprese sono state già tutte utilizzate; per insufficienza s'intendono invece aree utilizzabili, ma inadeguate e inadatte per realizzare il progetto industriale in considerazione della loro consistenza o della presenza (nella conformazione ad esse impressa dalla normativa vigente) di indici, parametri e limitazioni che ostacolano tale sua realizzazione.

Un P.I.P. nel quale non sono state realizzate le ope... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...utturali, ovvero che si trova troppo vicino al centro abitato della località in cui è stato programmato, non può rappresentare una valida ragione per procedere con lo strumento eccezionale messo a disposizione dall'art. 5 del d.P.R. 447/1998, che richiede assenza o insufficienza di aree in zona produttiva.

La previsione urbanistica di aree PIP non esclude di per sé la possibilità di ottenere una variante ai sensi dell'art. 8 D.P.R. 160/2010: la P.A., pertanto, deve compiere una ricognizione sulla sufficienza delle aree produttive al fine di realizzare il progetto edilizio presentato e una valutazione motivata sulla loro idoneità, che deve essere effettuata in concreto, tenendo conto della collocazione del progetto all'interno del territorio comunale, dell'utilizzabilità delle aree esistenti e della tipologia dell'intervento.

La valutazione dell'insufficienza delle aree che può legittimare una variante al P.R.G. ai sensi dell'art. 8 D.P.R. 160/2010 va fatta in concreto.

I presupposti per l'operatività dell'art. 5 D.P.R. 447/1998 costituiscono condizione minima necessaria, ma non sufficiente, per poter consentire la realizzazione dell'intervento edilizio, ferma restando, in ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rgani preposti, un'ampia discrezionalità sulla possibilità di prestare il proprio eventuale assenso.

Condizioni imprescindibili per l'avvio del procedimento di cui all'art. 5 D.P.R. 447/1998 sono da un lato la conformità del progetto alle norme vigenti in materia ambientale, sanitaria e della sicurezza del lavoro; dall'altro lato, l'impossibilità di reperire nello strumento esistente aree idonee all'iniziativa produttiva.

È illegittima la variante adottata ex art. 5 D.P.R. 447/1998 in assenza dei pareri relativi alla compatibilità del progetto con le norme in materia di sicurezza dei luoghi di lavoro e ambientale.

L'accertamento di compatibilità ambientale del progetto deve avvenire prima della convocazione della conferenza dei servizi di cui all'art. 5 D.P.R. 447/1998.

Soltanto l'impossibilità evidente di reperire nello strumento urbanistico esistente aree da destinare all'iniziativa produttiva abilita il ricorso alla procedura di variante semplificata di cui all'art. 5 D.P.R. 447/1998.

L'indisponibilità di aree posta dall'art. 5 D.P.R. 447/1998 quale primo requisito per l'avvio dell'iter di variante cd. «semplificata» non deve es... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ta avendo solo come unico punto di riferimento l'esistenza o meno di terreni immediatamente utilizzabili, sui quali sia dunque possibile edificare sulla base del rilascio diretto di un titolo edilizio ma, invece, esaminando il complesso delle aree libere aventi una destinazione urbanisticamente compatibile con l'intervento in oggetto.

L'art. 5 D.P.R. 447/1998 non prevede in alcun modo che l'eventuale necessità di una iniziativa pianificatoria di secondo grado, pubblica o privata, escluda l'idoneità di una zona all'ubicazione di insediamenti produttivi, consentendo appunto l'eccezione allo strumento urbanistico soltanto nei casi in cui lo stesso, in termini generali, «non individui aree destinate all'insediamento di impianti produttivi, ovvero queste siano insufficienti in relazione al progetto presentato».

La variante per insediamenti produttivi ex art. 5 D.P.R. 447/1998 può essere approvata solo a seguito di una ricognizione del fabbisogno e della valutazione del Comune che effettivamente ritenga che per l'ordinato sviluppo della comunità locale occorrono nuovi impianti produttivi, la cui localizzazione non sia possibile nel contesto del piano vigente per insufficienza delle aree a ciò destinate.
... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l riferimento alle «aree destinate all'insediamento di impianti produttivi» va interpretato come riferito non solo alle sole aree ricomprese in un PIP (Piano per gli Insediamenti Produttivi) ma anche a quelle, previste dallo strumento urbanistico del Comune in sede di zonizzazione, con destinazione idonea alla allocazione dell'insediamento che il privato intende realizzare.

La verifica del presupposto necessario per la variazione dello strumento urbanistico ex art. 5 D.P.R. 447/1998 non deve essere limitata alle sole aree PIP ma deve riguardare ogni altra area del territorio comunale che abbia una destinazione idonea al tipo di richiesta presentata dal privato.

Il ricorso alla variante semplificata ex art. 5 D.P.R. 447/1998 presuppone che sia compiuta un'attenta valutazione e che vi sia la specificazione delle ragioni inerenti l'interesse pubblico alla variante e delle caratteristiche oggettive dell'intervento rispetto alle aree destinate agli insediamenti produttivi e a quelle eventualmente con esso compatibili.

La mancanza di titolarità delle aree impedisce il ricorso alla procedura prevista dall'art. 5 D.P.R. 447/1998.

L'assenso sulla variante ex art. 5 D.P.R. 447/1998 presuppone l'eliminazione l'e... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... delle opere abusive medio tempore realizzate.

La procedura di variante semplificata delineata dall'art. 5 D.P.R. 447/1998 presuppone, da un lato, la conformità del progetto di insediamento alle norme di tutela in materia ambientale, sanitaria e di sicurezza del lavoro, e dall'altra l'indisponibilità o l'insufficienza di aree idonee ad ospitare l'iniziativa.

L'art. 5 D.P.R. 447/1998 prevede un'ipotesi eccezionale di proposta di variante dello strumento urbanistico e di accelerazione del conseguente procedimento, finalizzata all'individuazione di aree da destinare all'insediamento di impianti produttivi: individuazione che presuppone, comunque, la presentazione di un progetto conforme alle norme vigenti in materia ambientale, sanitaria e di sicurezza sul lavoro, e che opera quando lo strumento urbanistico non individui aree destinate all'insediamento di impianti produttivi, ovvero tali aree siano insufficienti in relazione al progetto presentato.

Qualora in sede di conferenza di servizi indetta ex art. 5 D.P.R. 447/1998 il Comune pervenga ad una valutazione positiva circa la possibilità di una localizzazione alternativa dell'insediamento produttivo, la procedura viene chiusa definitivamente, senza ulteriore apporto... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lio comunale.

Perché possa farsi luogo alla conferenza di servizi ex art. 5 D.P.R. 447/1998 occorre l'assenza di individuazione, nell'ambito degli strumenti di pianificazione urbanistica dell'ente locale, di aree destinate ad insediamenti produttivi ovvero l'insufficienza di queste, in relazione al tipo di progetto presentato, laddove per "insufficienza" deve intendersi, in costanza degli standard previsti, una superficie non congrua (quindi insufficiente), in ordine all'insediamento da realizzare.

Ai fini dell'art. 5 D.P.R. 447/1998 non integra il presupposto dell'insufficienza di aree da destinare ad insediamenti produttivi né la previsione di indici di dimensionamento - che costituisce espressione della potestà di pianificazione del territorio da parte dell'ente locale - né la necessità di procedere con la realizzazione del piano di lottizzazione.

L'attivazione della procedura semplificata di cui all'art. 5 del DPR n. 447/1998 non può dirsi necessaria se non quando il progetto presentato risulti in contrasto con lo strumento urbanistico o comunque richieda una sua variazione.

La variazione dello strumento urbanistico che sia stata proposta in applicazione dell'art. 5 del d.P.... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...re 1998, n. 447, non deve necessariamente corrispondere, secondo la ratio della norma, a sopravvenute esigenze generali di carattere urbanistico, bensì a particolari esigenze di realizzazione, ampliamento, ristrutturazione e riconversione di impianti produttivi, anche laddove la variante riguardi una sola area per un singolo impianto.

Nell'emanare il provvedimento di diniego di variante ex art. 5 D.P.R. 447/1998 il Comune deve tener conto dei punti dello strumento urbanistico che contrastano con l'intervento, in modo da verificare la portata della variante richiesta ed effettuare valutazioni urbanistiche puntuali, che siano in grado di dare conto di conclusioni che dovessero ritenere l'intervento esorbitante rispetto alle caratteristiche ed alle esigenze della zona.

In caso di istanza di variante ex art. 5 D.P.R. 447/1998, la presenza di vincoli di tipo procedimentale non è idonea di per sé sola a costuire una ragione di reiezione, dovendosi compiere piuttosto un'approfondita e motivata valutazione sulle finalità che detti vincoli assolvono.

In caso di istanza di variante ex art. 5 D.P.R. 447/1998, laddove non si manifestino insuperabili ragioni in grado di precludere l'intervento, alla P.A. non è co... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... chiudere la vicenda con un diniego definitivo laddove siano coinvolti aspetti emendabili, che l'interessato potrebbe essere in grado di soddisfare attraverso l'adozione di un provvedimento che consenta all'istante di integrare la pratica, di effettuare le opportune verifiche e dotarsi dei titoli necessari a superare talune questioni o rettificare taluni aspetti insuscettibili di essere approvati allo stato.

Condizioni imprescindibili per l'avvio del procedimento di semplificazione di cui all'art. 5 del DPR 447/98 sono da un lato la conformità del progetto alle norme vigenti in materia ambientale, sanitaria e della sicurezza del lavoro nonché, dall'altro lato, l'impossibilità di reperire nello strumento esistente aree idonee all'iniziativa produttiva.

Qualora risultino disponibili nel Piano altre aree convenienti per la allocazione dell'intervento produttivo, vengono meno le esigenze promozionali alla base della disciplina derogatoria di cui all'art. 5 del DPR 447/98.

L'indisponibilità di aree, posta dall'art. 5 del DPR 447/95 quale primo requisito per l'avvio dell'iter di variante cd. "semplificata", non dev'essere valutata avendo come unico punto di riferimento l'esistenza di terreni immediatamente utiliz... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... quali sia dunque possibile edificare sulla base del rilascio diretto di un titolo edilizio, ma, invece, esaminando il complesso delle aree libere aventi una destinazione urbanisticamente compatibile con l'intervento in oggetto.

In tema di variante allo strumento urbanistico ai sensi dell'art. 5 DPR 447/95 è il progetto del privato istante che deve adeguarsi alle norme di piano e non il contrario, dovendosi per ciò escludere che gli strumenti urbanistici rispondano alle scelte che il privato ritiene più opportune e convenienti.

L'insufficienza di lotti da destinare agli insediamenti produttivi che legittima il ricorso alla procedura di variante urbanistica di cui all'art. 5 D.P.R. 447/1998 è da interpretarsi nel senso che è sufficiente che la mancanza di aree sia riscontrata nel territorio del Comune coinvolto nel procedimento, a nulla rilevando la disponibilità di lotti in comuni finitimi.

Alla luce dell'art. 5 del D.P.R. n. 447/98, l'approvazione di progetti di insediamenti produttivi con contestuale variante della destinazione urbanistica dell'area, è consentita nel solo caso in cui – fra l'altro – "lo strumento urbanistico non individui aree destinate all'insediamento di... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...roduttivi ovvero queste siano insufficienti in relazione al progetto presentato"; l'ammissibilità della variante semplificata de qua è stata pertanto esclusa in caso di esistenza di un P.I.P. ex se sufficiente a escludere la sussistenza della situazione di fatto richiesta dal citato art. 5.

Essendo finalizzata alla variazione dello strumento urbanistico, la conferenza di servizi prevista dall'art. 5 del DPR 447/98 non può essere convocata laddove lo strumento urbanistico generale manchi completamente.

La sussistenza dei presupposti richiesti dall'art. 5 DPR 447/98 per la variazione degli strumenti urbanistici a fronte di progetti in contrasto con gli stessi deve essere verificata dal responsabile del procedimento antecedentemente alla convocazione della conferenza di servizi e deve risultare dalla motivazione della convocazione della conferenza.

L'impatto urbanistico consentito dall'approvazione di varianti conseguenti alla presentazione di progetti in contrasto con lo strumento urbanistico, ai sensi dell'art. 5 DPR 447/1998, deve essere circoscritto al solo intervento da realizzare e alla sola durata dello stesso.

Costituisce onere del richiedente provare l'inesistenza e la insufficienza di aree li... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...onibili nel territorio comunale per ottenere la variazione dello strumento urbanistico di cui all'art. 5 DPR 447/1998.


 
 Il pdf da cui è tratto questo articolo si acquista con pochi click e si scarica subito dopo il pagamento. Per maggiori info clicca qui.


© COPYRIGHT. È ammessa la riproduzione del contenuto solo con la citazione della fonte e del link

ALTRI ARTICOLI CHE POTREBBERO INTERESSARTI