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Natura giuridica e portata della restitutio in integrum

La restitutio in integrum del bene illegittimamente occupato non ha termine prescrizionale. A seguito di accettazione della domanda restitutoria, la P.A. ha l'obbligo di rimuovere quanto edificato. Chi materialmente detiene i suoli e non chi ha espropriato il bene è obbligato alla restituzione del bene occupato senza titolo. La tutela in forma specifica e quella per equivalente appaiono nell'ordinamento come mezzi concorrenti per conseguire la riparazione del pregiudizio subito.

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titolo:OCCUPAZIONI ED ESPROPRI ILLEGITTIMI
anno:2014
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formato: pdf  
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PATOLOGIA --> RESTITUTIO IN INTEGRUM --> PRESCRIZIONE

Per quanto attiene all'obbligazione restitutoria, risulta irrilevante l'eccezione di prescrizione, avuto riguardo all'imprescrittibilità del diritto di proprietà, salva l'ipotesi dell'eventuale maturarsi dell'usucapione.

L'azione restitutoria, essendo posta a riparazione di un illecito permanente è imprescrittibile e può essere proposta senza limiti di tempo (salvi gli effetti della usucapione); in particolare, detta azione non soggiace al termine decadenziale di 120 giorni previsto dall'art. 30, comma 3, del Codice per il processo amministrativo.

La domanda di restituzione dell'area illegittimamente occupata e trasformata dall'Amministrazione, ma mai giuridicamente acquisita alla proprietà comunale, non è soggetta a termine prescrizionale, essendo correlata al titolo proprietario.

L'Amministrazione, occupando senza titolo i beni di proprietà privata, pone in essere un illecito permanente; non può dunque eccepirsi alcuna prescrizione del diritto alla restituzione fatto valere dai proprietari.

In relazione ad una domanda restitutoria, il richiamo dell'istituto della prescrizione è incon... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... prescrizione si rivela infatti un istituto "estraneo" alla materia (potendo trovare applicazione – quale unico limite della pretesa del proprietario - l'intervenuta usucapione del bene per possesso ventennale).

L'occupazione sine titulo di bene privato ha carattere permanente con conseguente inapplicabilità del termine di prescrizione quinquennale all'azione restitutoria.

La mancata azione di restituzione può eventualmente comportare (in concorso con il decorso del tempo) la perdita della proprietà da parte del privato ed il parallelo acquisto da parte dell'amministrazione, ma ciò solo per effetto del meccanismo della prescrizione.

PATOLOGIA --> RESTITUTIO IN INTEGRUM --> QUOTE

Qualora solo alcuni dei comproprietari di quota ideale, a fronte di occupazione divenuta sine titulo, abbiamo formulato domanda di condanna dell'Amministrazione al risarcimento in forma specifica mediante restituzione dei terreni illecitamente occupati, tale domanda non può essere accolta essendo la restituzione impossibile ex art. 2058 c.c e postulando necessariamente il preventivo scioglimento della comunione ex artt. 1111 e ss. c.c. e 784 e ss. c.p.c..

La domanda di restituzione de... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...gittimamente occupato deve essere inquadrata nella fattispecie dell'art. 2058 c.c., che legittima ciascun danneggiato a chiedere la reintegrazione in forma specifica, qualora sia in tutto o in parte possibile; come l'equivalente pecuniario deve essere limitato al valore della quota del singolo proprietario danneggiato, così la reintegrazione in forma specifica, sempre se possibile, non può avere ad oggetto se non la quota spettante alla parte richiedente.

PATOLOGIA --> RESTITUTIO IN INTEGRUM --> RICHIESTA IN SEDE DI OTTEMPERANZA

L'azione diretta alla restituzione del bene trova la sua naturale collocazione in sede di giudizio di ottemperanza, proprio perché rappresenta quell'adeguamento dello stato di fatto allo stato di diritto, sancito dalla pronuncia del giudice di annullamento dei provvedimenti che sottraggono al privato la disponibilità del bene.

PATOLOGIA --> RESTITUTIO IN INTEGRUM --> RITENZIONE DELLE OPERE

A fronte di domanda restitutorie delle aree illegittimamente occupate, vi è obbligo per l'Amministrazione di rimuovere tutto quanto edificato, salvo che, di comune accordo, non si convenga di mantenere le opere, con pagamento da parte dei proprietari degli importi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...gli artt. 936 e segg. c.c., evidentemente con compensazione delle poste attive loro spettanti.

Una volta che la rimozione dell'opera realizzata su area illegittimamente occupata non sia stata chiesta nel termine di sei mesi di cui all'art. 936 ultimo comma, c.c., il proprietario acquista a titolo originario ed ipso iure la proprietà delle opere realizzate in virtù del principio generale dell'accessione, poiché l'obbligazione al pagamento del valore dei materiali e del prezzo della mano d'opera ovvero dell'incremento di valore — che insorge a suo carico a norma dell'art. 936 comma 2 Cod. civ. — ha natura di indennizzo e non di prestazione sinallagmatica, e non costituisce quindi condizione per la pienezza dell'atto di acquisto.

Ai fini dell'art. 936 cod. civ. deve considerarsi "terzo" colui il quale non abbia avuto alcun rapporto con il proprietario del suolo, onde tale qualità va riconosciuta anche all'occupante, di cui sia stato risolto il contratto che gli consentiva di costruire sul suolo o di eseguirvi miglioramenti, stante l'efficacia retroattiva della risoluzione tra le parti.

Laddove manchi un titolo idoneo a disciplinare il rapporto tra il soggetto che ha realizzato la costruzi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...do altrui e il proprietario del fondo, i diritti e i doveri tra i due soggetti restano disciplinati dall'art. 936 c.c. che, d'altra parte, costituisce applicazione particolare del principio di cui all'art. 1150 c.c. e del più generale principio del nostro ordinamento per il quale non è consentito un arricchimento senza causa ai danni di un altro soggetto. Tali principi possono applicarsi nel caso in cui l'Amministrazione abbia occupato il fondo, in forza di provvedimento dell'Autorità, abbia realizzato sullo stesso una costruzione ed abbia successivamente, cessata l'occupazione per il venir meno delle esigenze che l'avevano resa necessaria, riconsegnato ai proprietari il fondo stesso insieme con la costruzione.

L'incremento di valore ai fini dell'applicazione dell'art. 936 c.c. deve essere calcolato in relazione alla specifica costruzione, mentre gli eventuali danni (non dipendenti dalla costruzione e che trovano titolo nella violazione del principio del neminem ledere), devono essere fatti valere con domanda risarcitoria.

In ipotesi di mancato accordo comportante il trasferimento del bene illegittimamente occupato, il bene dovrà essere restituito al legittimo proprietario, previo pagamento – a scelta del proprietar... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...del valore dei materiali e del prezzo della mano d'opera ovvero dell'aumento di valore recato dal fondo (art. 936, comma 2, c.c.).

L'alternativa prevista dall'art.936 c.c. (per il proprietario del fondo interessato da opere del terzo, ed eseguite con materiali del medesimo terzo, di ritenere le opere, pagando un indennizzo, oppure di farle rimuovere, ottenendo un risarcimento), esiste solo in quanto le opere siano astrattamente vantaggiose; tale essendo la ratio della norma, essa rimane inapplicabile allorché l'opera sia nociva al fondo, come nel caso di condotta fognaria realizzata senza titolo su fondo privato, al servizio di proprietà altrui, e tale da arrecare danni alla proprietà.

In ipotesi di domanda restitutoria del suolo occupato sine titulo da parte della P.A., sussiste l'obbligo per l'Amministrazione di rimuovere tutto quanto edificato, salvo che, di comune accordo con il proprietario, non si convenga di mantenere le opere, con pagamento da parte dei proprietari degli importi previsti agli artt. 936 e segg. c.c.

PATOLOGIA --> RESTITUTIO IN INTEGRUM --> OPERE NON FUNZIONALI ALLE ESIGENZE

Il passaggio di proprietà non può conseguire da un fatto illecito ascrivibile alla ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...no del proprietario privato, ma occorre rimettere la scelta in ordine alle concrete modalità di attuazione del risarcimento del danno alla P.A. procedente. All'esito di tale valutazione, laddove la P.A. nell'esercizio del suddetto potere discrezionale, ritenga possibile effettuare la restituzione del fondo illegittimamente occupato, nulla ostando in diritto, quest'ultima potrà essere pacificamente attuata.

PATOLOGIA --> RESTITUTIO IN INTEGRUM --> SOGGETTO OBBLIGATO

L'onere di ripristino grava in capo a colui che ha realizzato le opere e quello della restituzione in capo a chi ne è attualmente proprietario.

Anche in ipotesi di concorso di più enti locali nell'occupazione illegittima di bene privato, la domanda di restituzione del bene non può che correttamente indirizzarsi che all'Ente attuale detentore dello stesso.

In caso di mancata fisiologica e legittima conclusione del procedimento di esproprio, grava sul Comune beneficiario del decreto di esproprio e non sull'Amministrazione che ha adottato il provvedimento medesimo in nome e per conto del primo, l'obbligo di fare fronte alle richieste risarcitorie o restitutorie formulate dal soggetto interessato.

Obbligato ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...uzione del bene occupato senza titolo, è chi materialmente detiene i suoli, cui è imputabile la lesione lamentata.

L'onere di restituzione del bene occupato in forza di atti annullati, non grava sull'autorità che ha espropriato il bene, qualora l'espropriazione sia stato disposta a favore di diverso soggetto che pertanto ne risulta detentore.

PATOLOGIA --> RESTITUTIO IN INTEGRUM --> TUTELA RISARCITORIA O RESTITUTORIA A DISCREZIONE DEL PROPRIETARIO

L'occupazione e la manipolazione del bene immobile di un privato da parte dell'Amministrazione si configurano come un illecito di diritto comune, ovvero come un comportamento «mero», insuscettibile di determinare il trasferimento della proprietà in suo favore; ne discende che la proprietà del terreno in questione, per quanto interessata dalla realizzazione delle opere, rimane in capo ai privati, i quali ben possono chiederne la restituzione.

In ipotesi di occupazione illegittima conseguente alla mancata conclusione del procedimento, resta salva la possibilità per il soggetto privato del possesso, di optare per le differenti forme "risarcitorie" che l'ordinamento appresta (restituzione del bene ovvero risarci... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...anno per equivalente).

L'art. 30 c.p.a., nel contemplare l'azione di condanna fra le azioni proponibili nel processo amministrativo, al comma 2 ribadisce che il risarcimento del danno può essere chiesto anche "in forma specifica". L'espresso rinvio all'art. 2058 cod. civ. scioglie i precedenti dubbi in ordine alla natura della restitutio in integrum poiché conferma l'identità dell'istituto da tale norma disciplinato, nel senso che il risarcimento in forma specifica risulta essere una delle possibili modalità esecutive con le quali, nelle singole situazioni, può essere disposto il ristoro della situazione soggettiva illegittimamente lesa.

In ipotesi di occupazione divenuta illegittima, qualora non sia richiesta la restituzione dei beni interessati, sorge l'obbligo per l'Amministrazione di risarcire i proprietari dei danni subiti, proponendo una somma a titolo di risarcimento pari al valore dei terreni occupati, con riferimento alla data di scadenza della occupazione legittima.

Dell'area occupata ma non irreversibile trasformazione, va disposta la restituzione in conformità alla richiesta del proprietario.

In ipotesi di occupazione illegittima, la tesi che nega radicalmente il rim... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...itorio per equivalente per il danno consistente nella perdita del valore del bene illecitamente occupato, pur condivisibile nelle premesse e nella centralità della tutela restitutoria pecca nella radicale negazione del fondamentale diritto di scelta ex art 2058 c.c. spettante al danneggiato, tra risarcimento in forma specifica e risarcimento per equivalente, sempre che la restitutio in integrum possa qualificarsi come rimedio risarcitorio.

Nell'ipotesi di una procedura espropriativa che non si è conclusa correttamente a causa dell'inerzia dell'amministrazione che non ha emanato nei termini di legge il decreto di esproprio, i proprietari del terreno illegittimamente occupato possono rinunciare alla restituzione del bene, optando per il risarcimento per equivalente.

In ipotesi di occupazione divenuta illegittima, qualora la parte abbia espressamente rinunciato alla restituzione dei beni occupati, la risoluzione della controversia si pone esclusivamente in termini di reintegrazione per equivalente del danno patito, mediante corresponsione di una somma pari al valore venale dei beni occupati e trasformati ad uso pubblico, nonché al minor valore dei beni rimasti in proprietà della parte ricorrente.

La tutela in ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...fica e quella per equivalente appaiono nell'ordinamento come mezzi concorrenti per conseguire la riparazione del pregiudizio subito.

In ipotesi d'irreversibile trasformazione del bene resta salva la possibilità per il soggetto privato di optare per le differenti forme "risarcitorie" che l'ordinamento appresta (restituzione del bene ovvero risarcimento del danno per equivalente).

Il risarcimento del danno per equivalente può rientrare negli obblighi gravanti sull'amministrazione a seguito della sentenza di annullamento dei provvedimenti ablatori, risultando rimessa la sua operatività alla volontà in proposito espressa dal privato che ha optato per tale tipo di risarcimento.

La prevalente giurisprudenza del giudice amministrativo ritiene che spetti al danneggiato la scelta tra risarcimento in forma specifica, consistente nella restituzione del fondo previa riduzione in pristino e risarcimento per equivalente, secondo il valore venale del bene, unitamente all'ulteriore e distinto pregiudizio consistente nel mancato godimento del medesimo.

La previsione dell'alternatività delle due forme di tutela risarcitoria e restitutoria, comporta, evidentemente, l'attribuzione al danneggiato... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o di optare per la modalità risarcitoria ritenuta più idonea a proteggere i propri interessi. Né il giudice, né tanto meno l'autore dell'illecito possono contrastare tale scelta, al di fuori dei confini indicati dall'articolo 2058 del codice civile.

L'art. 2058 c.c., richiamato dall'art. 30, n.2, c.p.a, precisa che il risarcimento in forma specifica per reintegrazione, può essere richiesto dalla parte qualora esso sia in tutto o in parte possibile ed è una scelta spettante al danneggiato.

Spetta al danneggiato vittima dell'illegittimo potere ablatorio, la scelta tra risarcimento in forma specifica, consistente nella restituzione del fondo previa riduzione in pristino stato e risarcimento per equivalente, secondo il valore venale del bene, unitamente all'ulteriore e distinto pregiudizio consistente nel mancato godimento del medesimo.

La scelta tra la restituzione ed il risarcimento rientra nella disponibilità del privato, sempre che la richiesta risarcitoria sia avanzata in via principale.

L'art. 2058 c.c. lascia al danneggiato la scelta del criterio di risarcimento, salva la possibilità per il giudice di disporre che il risarcimento avvenga solo per equivalente se ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...azione in forma specifica risulti eccessivamente onerosa per il debitore.

A fronte della domanda risarcitoria per equivalente in luogo della restituzione del bene illegittimamente occupato, l'amministrazione autrice dell'illecito può decidere di eliminare concretamente tale danno, mediante la restituzione dell'immobile, nello stato di fatto in cui esso si trovava prima dell'utilizzazione per finalità di interesse pubblico, rimettendolo nella piena disponibilità materiale e giuridica dell'interessato, fermo restando il potere del danneggiato di rifiutare, giustificatamente, tale forma di riparazione.

PATOLOGIA --> RESTITUTIO IN INTEGRUM --> TUTELA RISARCITORIA SUSSIDIARIA RISPETTO ALLA RESTITUTORIA

Con riferimento ai principi elaborati dalla Corte EDU nel condannare l'istituto della c.d. "accessione invertita", la giurisprudenza ha sostenuto che il giudice chiamato a decidere su una controversia risarcitoria da occupazione sine titulo deve in prima battuta disporre la restituzione del suolo abusivamente occupato, ove ciò sia richiesto dal danneggiato, e solo in via eccezionale, previa valutazione in concreto della sussistenza dei presupposti di cui ai menzionati artt. 2058 e 2933 cod. civ., possa subor... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... condannare l'amministrazione al risarcimento per equivalente.

La richiesta risarcitoria (connessa alla definitiva perdita della proprietà dei beni), assume rilievo solo per effetto della mancata restituzione.

L'Amministrazione deve risarcire il danno facendo cessare la situazione di permanente, illegittima occupazione (recte: sottrazione), anzitutto in forma specifica, provvedendo alla restituzione al legittimo proprietario dei terreni utilizzati per la realizzazione dell'opera pubblica opportunamente rimessi in pristino (e, naturalmente, corrispondendo l'indennizzo per il periodo di abusiva occupazione).

Non può accedersi alla tesi secondo cui la domanda restitutoria possa cedere a quella (subordinata) risarcitoria; in mancanza di un apposito atto negoziale, la condotta dell'ente pubblico occupante continua a mantenere i connotati d'illiceità in quanto ingiustificatamente lesiva del diritto di proprietà che permane in capo ai privati proprietari i quali, entro il termine generale dell'usucapione ventennale, possono agire per la restituzione del bene.

Sul piano processuale, il risarcimento per equivalente costituisce un "minus" rispetto alla reintegrazione in forma specifica e ne r... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...il sostitutivo legale sussidiario mediante prestazione dell'"eadem res debita", per cui la relativa domanda è contenuta in quella della reintegrazione in forma specifica; ne consegue che, anche se il danneggiato chiede la reintegrazione in forma specifica, il giudice gli può accordare il risarcimento per equivalente, senza violare il principio della corrispondenza tra il chiesto ed il pronunciato, mentre non è possibile il contrario.

Costituisce principio generale dell'ordinamento che la restaurazione dell'ordinamento violato possa avvenire sia in forma specifica che in forma generica: tale ultimo rimedio è necessitato laddove sia impossibile, giuridicamente o materialmente, la restaurazione in forma materiale o restitutoria.

L'effettività della tutela del cittadino nei confronti dell'attività, provvedimentale o materiale, della pubblica amministrazione, predicata a livello costituzionale dagli articoli 24 e 113, impone di non considerare la tutela restitutoria o ripristinatoria come eventuale o eccezionale, limitata ad ipotesi residuali, ed anzi spinge a ritenere che proprio la tutela risarcitoria patrimoniale deve essere considerata sussidiaria rispetto alla prima, con la conseguenza che essa dev... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rsi praticabile solo quando quella restitutoria non possa essere conseguita con successo.

Il risarcimento per equivalente può accordarsi solo qualora il danno non sia riparabile in forma specifica; l'effettività della tutela del cittadino nei confronti dell'attività, provvedimentale o materiale, della pubblica amministrazione, impone infatti di non considerare la tutela restitutoria o ripristinatoria come eventuale o eccezionale, limitata ad ipotesi residuale, ed anzi spinge a ritenere che proprio la tutela risarcitoria patrimoniale deve essere considerata sussidiaria rispetto alla prima, con la conseguenza che essa deve considerarsi praticabile solo quando quella restitutoria non possa essere conseguita.

L'effettività della tutela del cittadino nei confronti dell'attività, provvedimentale o materiale, della pubblica amministrazione, impone di non considerare la tutela restitutoria o ripristinatoria come eventuale o eccezionale, limitata ad ipotesi residuale, ed anzi spinge a ritenere che proprio la tutela risarcitoria patrimoniale deve essere considerata sussidiaria rispetto alla prima, con la conseguenza che essa deve considerarsi praticabile solo quando quella restitutoria non possa essere conseguita con success... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...br /> Sul piano processuale il risarcimento per equivalente costituisce un "minus" rispetto alla reintegrazione in forma specifica; ne consegue che la relativa domanda è contenuta in quella della reintegrazione in forma specifica che, se richiesta dal danneggiato, legittima il giudice ad accordare il risarcimento per equivalente, senza violare il principio della corrispondenza tra il chiesto ed il pronunciato; è viceversa non possibile il contrario.

In ipotesi di illegittima detenzione del bene da parte dell'Amministrazione, proposta la domanda di risarcimento per equivalente, e ferma l'unitarietà concettuale della domanda risarcitoria, ben può il giudice, nell'ambito delle modalità risarcitorie, accogliere la domanda medesima mediante reintegrazione (restituzione del bene), piuttosto che mediante condanna alla corresponsione di un equivalente monetario.

La tutela risarcitoria patrimoniale deve essere considerata sussidiaria rispetto alla tutela restitutoria o ripristinatoria, con la conseguenza che essa deve considerarsi praticabile solo quando quella restitutoria non possa essere conseguita con successo.

In ipotesi di illegittima detenzione del bene da parte dell'Amministrazione, propost... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a di risarcimento per equivalente, e ferma l'unitarietà concettuale della domanda risarcitoria, ben può il giudice, nell'ambito delle modalità risarcitorie, accogliere la domanda medesima mediante reintegrazione (restituzione del bene) piuttosto che mediante condanna alla corresponsione di un equivalente monetario.

La tutela risarcitoria patrimoniale deve essere considerata sussidiaria rispetto a quella tutela restitutoria o ripristinatoria, con la conseguenza che essa deve considerarsi praticabile solo quando quella restitutoria non possa essere conseguita con successo.


 
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