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Il litisconsorzio necessario nell'opposizione alla stima del bene espropriato


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titolo:DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ DI ESPROPRIO
anno:2015
pagine: 581 in formato A4, equivalenti a 988 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 25,00

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Sintesi: La domanda di riconoscimento del conguaglio, proposta a seguito della dichiarazione d'illegittimità costituzionale dell'art. 1 L. n. 385/1980, non si differenzia, nella sostanza, da quella di determinazione dell'indennità di espropriazione. Analogamente a quest'ultima, quando la cessione abbia ad oggetto un bene indiviso, essa non da luogo ad un litisconsorzio necessario tra i comproprietari, in quanto, non essendo configurabile un diritto di credito autonomo azionabile pro quota da parte di ciascuno di essi, l'azione del singolo proprietario è idonea ad estendere il giudizio all'intero diritto, anche a beneficio degli altri.

Sintesi: Ove la domanda riconoscimento del conguaglio, proposta a seguito della dichiarazione d'illegittimità costituzionale dell'art. 1 L. n. 385/1980, sia stata proposta da tutti i comproprietari o anche solo da una parte di essi, è proprio l'unitarietà dell'accertamento contenuto nella sentenza, coinvolgente l'interesse di tutti i comproprietari, ad esigere che il giudizio d'impugnazione si svolga con la partecipazione di tutti coloro che hanno agito in primo grado, non potendo ammettersi che, per effetto della mancata impugnazione della sentenza soltanto da parte o nei confronti ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...si formino giudicati contrastanti in ordine all'importo dovuto. Si determina, in altre parole, una situazione di litisconsorzio successivo (detto anche processuale o unitario).

Estratto: «6.3. - La mancata instaurazione del contraddittorio nei confronti dei soggetti effettivamente legittimati non è peraltro sufficiente, nella specie, a giustificare la dichiarazione d'inammissibilità dell'appello, avuto riguardo alla rituale proposizione dell'impugnazione nei confronti degli altri soggetti che avevano partecipalo al giudizio di primo grado ed all'inscindibilità della relativa causa da quella vertente tra l'appellante e la parte deceduta.La domanda proposta in primo grado ha infatti ad oggetto la liquidazione del conguaglio dovuto sul corrispettivo di una cessione volontaria stipulata ai sensi della L. n. 29 luglio 1980, n. 385, art. 1 a seguito della dichiarazione d'illegittimità costituzionale di tale disposizione, pronunciata dalla Corte costituzionale con sentenza n. 223 del 1983. Com'è noto, la cessione volontaria prevista dalla L. 22 ottobre 1971, n. 865, art. 12 si configura come un contratto ad oggetto pubblico che si innesta sul procedimento di espropriazione per pubblica utilità, nell'ambito del quale ess... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...uale strumento alternativo all'emissione del provvedimento ablatorio autoritativo, assolvendo la funzione di determinare l'acquisizione della proprietà da parte dell'espropriante, sulla base di un corrispettivo liquidato con riferimento ai parametri inderogabilmente stabiliti dalla legge per la determinazione dell'indennità di espropriazione. Pertanto, nel caso in cui, a seguito della dichiarazione d'illegittimità dei criteri previsti dalla L. n. 865 cit.. pronunciata dalla Corte costituzionale con sentenza n. 5 del 1980, tale corrispettivo sia stato provvisoriamente determinato in base ai medesimi criteri, in attesa dell'emanazione della legge sostitutiva prevista dalla L. n. 385 del 1980, art. 1, facendosi salva la liquidazione del maggiore importo risultante dall'applicazione dei parametri che detta legge avrebbe dovuto introdurre, la domanda di riconoscimento di tale conguaglio, proposta a seguito della dichiarazione d'illegittimità costituzionale dell'art. 1 cit., non si differenzia, nella sostanza, da quella di determinazione dell'indennità di espropriazione (cfr. Cass. Sez. 1, 19 aprile 2005. n. 8191; 28 marzo 2003, n. 4798; 15 novembre 2002, n. 16168). Analogamente a quest'ultima, quando la cessione abbia ad oggetto un bene indiviso, es... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...uogo ad un litisconsorzio necessario tra i comproprietari, in quanto, non essendo configurabile un diritto di credito autonomo azionabile pro quota da parte di ciascuno di essi, l'azione del singolo proprietario è idonea ad estendere il giudizio all'intero diritto, anche a beneficio degli altri, in considerazione dell'unitarietà della stima, la quale comporta l'unitarietà anche della pronunzia del giudice destinala a confermare, modificare o integrare il provvedimento di determinazione dell'indennità (cfr. Cass., Sez. 1, 11 dicembre 2009, n. 25966; 27 giugno 2002, n. 93%; 19 novembre 1999, n. 12861). Ove peraltro la domanda sia stata proposta da tutti i comproprietari o anche solo da una parte di essi, è proprio l'unitarietà dell'accertamento contenuto nella sentenza, coinvolgente l'interesse di tutti i comproprietari, ad esigere che il giudizio d'impugnazione si svolga con la partecipazione di tutti coloro che hanno agito in primo grado, non potendo ammettersi che, per effetto della mancata impugnazione della sentenza soltanto da parte o nei confronti di alcuni, si formino giudicati contrastanti in ordine all'importo dovuto. Si determina, in altre parole, una situazione di litisconsorzio successivo (detto anche processuale o unitario), ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tando l'inscindibilità delle cause (cfr. Cass.. Sez. 3, 29 settembre 2011. n. 19869; 21 ottobre 2009. n. 22278), esclude la decadenza dall'impugnazione, nel caso in cui la stessa sia stata tempestivamente proposta soltanto da parte o nei confronti di alcuni degli attori, ed impone al giudice di disporre l'integrazione del contraddittorio nei confronti degli altri, ai sensi dell'art. 331 cod. proc. civ. (cfr. Cass., Sez. 5, 20 aprile 2007. n. 9381; Cass., Sez. 3, 13 dicembre 2002, n. 17828; 27 luglio 2001. n. 10297).»

Sintesi: Ove l'opposizione sia promossa dal solo espropriante, sono litisconsorti necessari tutti i comproprietari del bene stesso (a differenza dell'ipotesi in cui è avanzata da taluni soltanto degli espropriati).

Estratto: «E' infatti esatto quanto dedotto dal comune, e cioè da un lato, che nel caso trova applicazione la disposizione della L. n. 865 del 1971, art. 19 e non quella dell'art. 54 del T.U. dato che per il successivo art. 57, le disposizioni della nuova legge non si applicano ai progetti, come quello relativo alla presente espropriazione, "per i quali, alla data di entrata in vigore dello stesso decreto, sia intervenuta la dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilit&... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...urgenza"; e che "in tal caso continuano ad applicarsi tutte le normative vigenti a tale data" (Cass. sez. un. 6273/2008; 5048/2004; 19217/2003). E dall'altro che, secondo la giurisprudenza di questa Corte relativa a bene espropriato in comproprietà, non compresa né dalla decisione impugnata né dagli espropriati nei suoi diversi principi sostanziali e processuali, ove l'opposizione sia promossa dal solo espropriante, sono litisconsorti necessari tutti i comproprietari del bene stesso (a differenza dell'ipotesi in cui è avanzata da taluni soltanto degli espropriati). Ma ciò comporta soltanto per effetto dell'art. 102 cod. proc. civ., che, impedita la decadenza dell'opposizione dalla tempestiva notifica dell'atto ai restanti comproprietari da parte della COPIT (Cass. 2886/2002; 8825/2007; 7862/2008), il giudice istruttore doveva concederle un termine perentorio per l'integrazione del contraddittorio nei confronti della M. pretermessa.»

Sintesi: Alla luce dell'art. 54 comma 3 DPR 327/2001, diretto a far partecipare in unico contesto tutti i possibili cointeressati al procedimento espropriativo si può agevolmente ricavare che legittimati passivi nel giudizio proposto dal terzo siano tutti i soggetti che... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... essere evocati in giudizio dal proprietario e, ovviamente, proprio quest'ultimo; in altri termini, tra tutti i possibili interessati al procedimento sussiste una posizione di litisconsorzio necessario, che giustifica anche l'intervento del giudice ex art. 102 c.p.c. in caso di violazione.

Estratto: «4.3. Tuttavia, secondo una giurisprudenza oramai consolidata, pur con questa posizione subordinata il titolare di altro diritto "ha il diritto non solo di pretendere dal proprietario già indennizzato la corresponsione della parte di indennità a lui spettante (come stabilito pure dall'art. 1638 cod. civ.), ma anche, in via alternativa, nel caso in cui ritenga che l'indennità determinata in sede amministrativa non comprenda l'intero ammontare corrispondente ai frutti non percepiti od al mancato raccolto (o, eventualmente, ai miglioramenti apportati al fondo), il diritto di agire con opposizione avverso la stima dell'indennità stessa, ovvero di intervenire autonomamente nell'analogo giudizio promosso dal proprietario espropriato" (Cass. sez. un., 08 giugno 1998, n. 5609). Il decreto di occupazione di urgenza di un fondo oggetto di contratto di affitto determina solo la sospensione ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ione di tale rapporto durante il protrarsi dell'occupazione, con la nascita in capo al conduttore (il cui diritto di godimento non si è potuto esercitare sul bene locato per fatto imputabile all'ente occupante), del diritto di conseguire dal locatore, ai sensi dell'art. 1638 c.c. la mancata rendita realizzabile in base al contratto per tutto il periodo che va dall'immissione in possesso dell'occupante all'inizio dell'opera pubblica, che comporta la definitiva estinzione del diritto di godimento del fondo occupato e non più restituibile.L'indicato diritto dell'affittuario ex art. 1638 c.c. - poiché per il mancato godimento il proprietario - locatore riscuote, di regola, l'indennità di occupazione - si risolve nella pretesa di ottenerne per il periodo accennato il relativo importo, se ed in quanto riscosso dal locatore, depurato delle spese gravanti sull'affittuario, ivi compreso l'importo del canone di locazione (Cass. sez. I, 08 marzo 1983, n. 1694). Rientra nel diritto dell'affittuario anche l'ulteriore eventuale perdita dell'impianto di irrigazione e di ogni altra installazione che non sia stata precedentemente asportata dall'affittuario medesimo.Per il periodo successivo, invece, determinandosi, come si è evidenziato, la definitiva estinzion... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...to di godimento e non essendo quindi ipotizzabile la perdita dei frutti, ogni pregiudizio arrecato all'affittuario trova ristoro, per il principio sopra richiamato della sua unicità, sull'indennità di esproprio, la cui entità è determinata unicamente in relazione al valore del terreno, quale si presenta per le sue caratteristiche naturali, economiche e giuridiche, senza che possa assumere rilevanza però il pregiudizio che il titolare del diritto di godimento risenta per l'impossibilità di svolgere ulteriormente la precedente attività (Cass. sez. I, 20 febbraio 2004, n. 3384).Giova a tal riguardo riprendere un passo di Cass. 5381/2006, nella parte in cui si ricostruisce lucidamente il sistema, "a) in tema di determinazione dell'indennità di espropriazione, della L. 22 ottobre 1971, n. 865, art. 17, comma 2, riconosce lo specifico diritto alla c.d."indennità aggiuntiva" in favore di quei soggetti che traggono i propri mezzi di sussistenza dalla coltivazione del suolo, condizionando la concreta erogazione del beneficio all'utilizzazione agraria del terreno ed attribuendo, in particolare, l'autonoma legittimazione a richiedere direttamente nei confronti dell'espropriante la determinazione di siffatta inden... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ..., introdotta dalla norma, esclusivamente al "fittavolo, mezzadro, colono o compartecipante, costretto ad abbandonare il terreno stesso" per effetto dell'espropriazione, in funzione evidentemente compensativa del sacrificio sopportato da tali soggetti a causa della definitiva perdita del fondo su cui esercitavano l'attività di coltivazione e produzione agricola, con relativa esclusione, dal novero degli aventi diritto, non soltanto dell'affittuario esercente attività diverse da quella anzidetto ma anche dell'imprenditore agricolo (di colui, cioè, che eserciti quest'ultima attività con prevalenza del fattore capitale sul fattore lavoro e con impegno prevalente di manodopera subordinata), tanto individuale quanto costituito sotto forma di società commerciale, di capitali o di persone (Cass. 28 agosto 1998, n. 8577; Cass. 3 marzo 1999, n. 1774; Cass. 27 aprile 1999, n. 4191; Cass. 16 febbraio 2001, n. 2270; Cass. 18 settembre 2001, n. 11697; Cass. 19 febbraio 2003, n. 2477; Cass. 13115/2004, cit; Cass. 10 settembre 2004, n. 18237);b) per contro, quando non si tratti di applicare una disposizione di questo tipo, riprendono vigore ì principi generali in tema di espropriazione per causa di pubblica utilità, quali si traggono da... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ondamentale 25 giugno 1865, n. 2359, là dove la menzionata L. n. 2359 del 1865, art. 27, comma 3, lungi dal riconoscere ai "conduttori" un ulteriore, autonomo indennizzo rivolto a compensare il pregiudizio per le attività di fatto espletate sull'immobile ed interrotte dall'espropriazione, attribuisce piuttosto agli stessi il diritto di pretendere dal proprietario già indennizzato la corresponsione della parte dell'indennità loro spettante, come previsto (peraltro) anche dall'art. 1638 c. e, nonché il diritto, in via alternativa, sulla base del disposto degli articoli da 52 a 56 della legge da ultimo citata (ivi pure richiamati), di agire con opposizione avverso la stima dell'indennità medesima (qualora ritengano che l'indennità determinata in sede amministrativa non comprenda l'intero ammontare dovuto) ovvero di intervenire nell'analogo giudizio promosso dal proprietario espropriato, dovendosi, al riguardo, ritenere che tale intervento presenti i connotati dell'intervento autonomo e che, qualora il conduttore si avvalga di una simile alternativa, legittimato passivo risulti esclusivamente l'espropriante, ancorché la sua eventuale responsabilità verso il medesimo conduttore, in base al principio dell'unicit&... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l'indennità nella disciplina di cui alla già menzionata L. n. 2359 del 1865, possa solo esplicarsi nell'adempimento dell'obbligo di depositare, a favore del proprietario, anche quella somma che risulti destinata a soddisfare le ragioni del conduttore stesso (Cass. 19 maggio 1983, n. 3448; Cass. 26 gennaio 1985, n. 379; Cass. Sezioni Unite 8 giugno 1998, n. 5609; Cass. 20 febbraio 2004, n. 3384);c) in ragione degli indicati principi, essendo unica l'indennità che l'espropriante deve depositare, su di essa deve trovare soddisfazione la pretesa di coloro che, già titolari di un diritto di godimento sul bene espropriato, vengono a risentire un pregiudizio per effetto dell'estinzione di quel diritto, pure provocata dall'espropriazione, laddove, per altro verso, essendo l'indennità in parola destinata a tener luogo del bene espropriato, non può superare il valore che esso presenta, in considerazione della sua concreta destinazione, ovvero, della L. n. 2359 del 1865, ex art. 39, il valore che il proprietario ne ritrarrebbe se decidesse di por lo sul mercato (Cass. Sezioni Unite 5609/1998, cit.)".4.3.1. Per ulteriore riscontro va ancora evidenziato come il vigente T.U. non riproduca il testo del secondo comma dell'art. 17 della legge 865/71... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...icato dalla legge 10/77 che prevedeva nel caso di espropriazione attinente "a terreno coltivato dal fittavolo, mezzadro, colono o compartecipante, costretto ad abbandonare il terreno stesso, ferma restando l'indennità di espropriazione determinata ai sensi dell'articolo 16 in favore del proprietario, uguale importo dovrà essere corrisposto al fittavolo, al mezzadro, al colono o al compartecipante che coltivi il terreno espropriando almeno da un anno prima della data di deposito della relazione di cui all'art. 10", sicché, essendo stata la suddetta disposizione abrogata dall'art. 58, D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 (a decorrere dal 30 giugno 2003, ai sensi dell'art. 2, D.L. 20 giugno 2002, n. 122, conv., con modificazioni, in L. 1° agosto 2002, n. 185) valgono solo le regole attualmente vigenti, con la conseguenza che (anche) i titolari di diritti personali di godimento seguono la sorte dell'espropriato ed, a tal riguardo, si può far riferimento all'art. 54, comma 1 del T.U. nella parte in cui consente anche ai terzi che abbiano interesse di proporre opposizione alla stima.4.4. Sennonché il comma 3° dell'art. 54 del T.U. prevede che "L'opposizione alla stima è proposta con atto di citazione notificato all'autorit&agrav... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ante, al promotore dell'espropriazione e, se del caso, al beneficiario dell'espropriazione, se attore è il proprietario del bene, ovvero notificato all'autorità espropriante e al proprietario del bene, se attore è il promotore dell'espropriazione" e il comma 4° che "4. L'atto di citazione va notificato anche al concessionario dell'opera pubblica, se a questi sia stato affidato il pagamento dell'indennità" senza esplicitamente prevedere il caso in cui la causa sia stata promossa, come pur consentito, dal terzo che ne abbia interesse (contemplata dal 1° comma).4.5. Valorizzando l'evidente scopo della norma, diretto a far partecipare in unico contesto tutti i possibili cointeressati al procedimento espropriativo si può agevolmente ricavare che legittimati passivi nel giudizio proposto dal terzo siano tutti i soggetti che dovrebbero essere evocati in giudizio dal proprietario e, ovviamente, proprio quest'ultimo.Se, infatti, nei rapporti diretti sono parti necessarie nel giudizio il proprietario, l'espropriante e il beneficano dell'espropriazione è ben difficile immaginare che possano questi stessi soggetti non convenirsi nei casi in cui l'azione è promossa da chi ha una posizione soltanto derivata da una delle s... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ti necessarie.Se, dunque, prima dell'entrata in vigore del T.U. poteva sostenersi il diritto del terzo a proporre opposizione anche indipendentemente dal proprietario, l'attuale formulazione non sembra più consentire tale possibilità; e ciò sembra coerente con le premesse di far accertare in unico contesto l'ammontare dell'indennità.In altri termini, tra tutti i possibili interessati al procedimento sussiste una posizione di litisconsorzio necessario, che giustifica anche l'intervento del giudice ex art. 102 c.p.c. in caso di violazione. Nel caso in esame, dunque, andrebbe disposta l'integrazione del contraddittorio nei confronti del proprietario.»

Sintesi: La richiesta di determinazione dell'indennità di occupazione proposta da alcuni dei proprietari del bene, estende i suoi effetti anche nei confronti di ogni altro comproprietario rimasto estraneo al giudizio; non può, quindi, ritenersi sussistente un litisconsorzio necessario tra tutti i comproprietari, così come non può ritenersi che spetti al giudice determinare la quota del diritto dei comproprietari che hanno agito, che si traduca in quota corrispondente del diritto di credito dell'indennità.

Estratto: «Non ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... poi, ritenersi necessario l'integrazione del contraddittorio nei confronti degli altri comproprietari del complesso immobiliare. Il proposto giudizio non tende, infatti, all'accertamento di un diritto reale degli attori, ma alla determinazione dell'indennità dovuta per l'occupazione del bene. Ne consegue che la richiesta di determinazione proposta dagli attori, che sono due dei proprietari del complesso, estende i suoi effetti anche nei confronti di ogni altro comproprietario rimasto estraneo al giudizio; non può, quindi, ritenersi sussistente un litisconsorzio necessario tra tutti i comproprietari, così come non può ritenersi che spetti al giudice determinare la quota del diritto dei comproprietari che hanno agito, che si traduca in quota corrispondente del diritto di credito dell'indennità.»

Sintesi: Va escluso che nel giudizio di opposizione alla stima dell'indennità di espropriazione sussista un litisconsorzio tra i diversi proprietari dell'immobile espropriato: ciò perché l'opposizione può produrre effetti favorevoli per l'opponente, ma non effetti pregiudizievoli per gli altri comproprietari assenti dal giudizio; e perché d'altra parte, l'opposizione proposta dal singolo compropr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...erso la stima amministrativa estende i suoi effetti, necessariamente unitari, anche nei confronti dei comproprietari non opponenti o rimasti estranei al giudizio promosso dal comproprietario diligente.

Estratto: «La richiesta non può essere accolta avendo la giurisprudenza di questa Corte, resa anche a sezioni unite (Cass. 6635/1993), ripetutamente escluso che nel giudizio di opposizione alla stima dell'indennità di espropriazione sussista un litisconsorzio tra i diversi proprietari dell'immobile espropriato...
[...omissis...]

Sintesi: Trattandosi d'opposizione alla stima, deve negarsi vi sia litisconsorzio necessario tra i comproprietari opponenti in rapporto all'oggetto della controversia, che è la determinazione definitiva dell'indennità dovuta per l'espropriazione del bene unitariamente considerato, per cui il giudice non deve stabilire il dovuto a ciascuno dei comproprietari in proporzione della rispettiva quota del diritto reale.

Estratto: «Peraltro l'impugnazione incidentale tardiva contro una parte diversa dall'impugnante principa... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... ammissibile solo ove si tratti di cause inscindibili o dipendenti, ai sensi dell'art. 331 c.p.c., mentre è preclusa se è proposta contro soggetti cui l'impugnazione sia stata notificata in cause scindibili ex art. 332 c.p.c. (in tal senso, Cass. 6 luglio 2001 n. 9210, 7 aprile 2001 n. 5215, 19 luglio 2000 n. 9497, 22 dicembre 1999 n. 14436, 16 luglio 1999 n. 7517, 5 agosto 1996 n. 7119, 9 febbraio 1995 n. 1466, tra molte).Nel caso, trattandosi d'opposizione alla stima, deve negarsi vi sia litisconsorzio necessario tra i comproprietari opponenti in rapporto all'oggetto della controversia, che è la determinazione definitiva dell'indennità dovuta per l'espropriazione del bene unitariamente considerato, per cui il giudice non deve stabilire il dovuto a ciascuno dei comproprietari in proporzione della rispettiva quota del diritto reale (cost. Cass. 26 giugno 2003 n. 10165, 15 marzo 2001 n. 3749, 11 agosto 2000 n. 10680, 19 novembre 1999 n. 12861, 11 gennaio 1999 n. 184, tutte sulla scia di S.U. 15 giugno 1993 n. 6635, contra Cass. 23 marzo 1991 n. 3171).Pertanto deve negarsi che nei confronti dei (omissis) che avevano fatto acquiescenza alle statuizioni della sentenza in materia di liquidazione dell'indennità d' espropriazione e la cui posizione &e... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...dibile dall'altra dei (omissis) possa essere ammissibile il ricorso incidentale del Comune di (omissis) che chiede la riduzione del 40% dell'art. 5 bis della L. n. 359/1992.»



 
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