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Limiti alla restitutio in integrum del bene illegittimamente occupato: casistica

 I limiti della restitutio in integrum del bene illegittimamente occupato
 La restituzione del bene per realizzare una strada
 L'eccessivo pregiudizio per l'economia nazionale
 L'inerzia del proprietario
 La restituzione del bene al livellario

Questo articolo è composto da sintesi giurisprudenziali contenute nel sottostante prodotto in formato pdf, nel quale si trovano anche gli estratti originali e gli estremi delle sentenze a cui le sintesi si riferiscono. Scaricati gratis un demo dal box sottostante.

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titolo:OCCUPAZIONI ED ESPROPRI ILLEGITTIMI
anno:2014
pagine: 4019 in formato A4, equivalenti a 6832 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 55,00

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CATEGORIA PATOLOGIA --> RESTITUTIO IN INTEGRUM --> LIMITI

La restituzione dei beni occupati sine titulo da parte della P.A. può riguardare solo i beni in possesso dell'Amministrazione con esclusione dei beni nel frattempo ceduti, di cui dovrà essere risarcito il danno sulla base del valore di mercato.

E' sostanzialmente ininfluente, ai fini dell'obbligo di restituzione dell'area illegittimamente occupata, il fatto che siano intercorse tra le parti trattative per la cessione non andate a buon fine o che l'Amministrazione abbia corrisposto una somma a titolo di indennità di espropriazione, accettata dai ricorrenti a titolo di acconto sull'indennità di esproprio.

Nell'impossibilità di individuare specificamente sul campo la porzione di area occupata sine titulo, essendo la misura dell'area irreversibilmente trasformata la risultante tra l'estensione della particella dopo il frazionamento e quella residuata dopo l'esecuzione dell'opera, la domanda attorea principale di ripristino e restituzione dell'area non può essere accolta, mentre va accolta quella di risarcimento del danno per equivalente monetario.

PATOLOGIA --> RESTITUTIO IN INTEGRUM --> LIMITI --> STRADE
... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... specifica qualità della strada, come bene immobile a sé stante distinto dal suolo su cui accede, si pone in conflitto con l'obbligo di restituzione dell'area illegittimamente appresa ed il conseguente regime di cui all'art. 936 cod.civ. In sintesi, dovrebbe prospettarsi che, sebbene non osti alla restituzione dell'area di sedime alla proprietà privata, la natura demaniale necessaria della strada realizzata dalla P.A., dovrebbe incidere, impedendola, nella conformazione dell'obbligo di riduzione in pristino stato dell'area, ovvero sulla demolizione dell'opera pubblica: infatti, il tratto di strada che insiste sull'area privata è parte unitaria ed inscindibile di un più ampio bene pubblico e non appare possibile (a pena di comprometterne l'unitarietà fisica e funzionale) segmentarne la sola porzione insistente sull'area da restituirsi per demolirla e liberare quest'ultima.

La natura demaniale necessaria della strada realizzata dalla P.A. si pone in conflitto con l'obbligo di restituzione dell'area illegittimamente appresa. Ne deriverebbe infatti o la necessità di rinvenire una diversa base giuridica per la monetizzazione delle aree, oppure la diversa conseguenza secondo la quale, assumendo come postulato la natura pr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... proprietà dell'area di sedime, si verrebbe a creare una situazione di fatto equivalente a quella di una costruzione superficiaria (pubblica) finalizzata ad una servitù di passaggio a favore del proprietario della strada e che le parti dovranno regolamentare tra di loro.

Con specifico riguardo alle strade, va sollevata d'ufficio ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 73, comma 3, del c.p.a la questione relativa al rapporto tra l'azione di condanna alla restituzione ed il disposto di cui all'art. 822 del cod.civ., secondo cui tali beni immobili appartengono al demanio pubblico necessario, laddove sussistano le condizioni di legge meglio descritte nella norma.

PATOLOGIA --> RESTITUTIO IN INTEGRUM --> LIMITI --> ECCESSIVA ONEROSITÀ/PREGIUDIZIO ALL ECONOMIA NAZIONALE

A fronte di occupazione illegittima, non è accoglibile la domanda restitutoria, avuto riguardo all'art. 2058 c.c., qualora la la reintegrazione in forma specifica non sia "possibile" (come in ipotesi di taglio di alberi evidentemente non ripristinabili), o a norma del comma 2 del citato art. 2058, che attribuisce al giudice il potere di disporre che il risarcimento avvenga solo per equivalente, se la reintegrazione in forma specifica "... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...essivamente onerosa per il debitore" (nel caso di specie comportando lo smantellamento di cabina di decompressione e la riprogettazione della rete del gas alla quale il manufatto costruito risulta collegato).

La tutela risarcitoria nell'ipotesi di occupazione usurpativa da parte dell'ente pubblico ben può attuarsi con la restitutio in integrum, ai sensi dell'art. 2058 c.c., qualora la reintegrazione in forma specifica sia in tutto o in parte possibile, dovendosi provvedere in caso contrario con il risarcimento per equivalente; nell'ipotesi in cui la reintegrazione in forma specifica risulti eccessivamente gravosa per il debitore, come in ipotesi in cui sul terreno occupato siano state realizzate opere murarie fisse e stabili tanto da poterne escludere la rimozione, allora sarà il giudice a disporre il risarcimento per equivalente.

Non può costituire impedimento alla tutela restitutoria il limite dell'eccessiva onerosità codificato dall'art. 2058 c.c., in relazione alla tutela risarcitoria (in forma specifica) e non per quella restitutoria (che trova fondamento negli artt. 948 ss. ed è preordinata alla tutela reale della proprietà) né , per altro verso, l'ulteriore limite di cui all'art. 2933 c.c. (rel... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...riduzione in pristino di quanto sia stato realizzato in violazione dell'obbligo di non fare), che si riferisce solo alla ricorrenza di pregiudizi per l'intera economia nazionale e non a quello "localizzato".

E' da escludersi che la domanda restitutoria possa trovare ostacolo negli artt. 2933, comma 2, e 2058, comma 2, c.c., in quanto l'art. 2933, comma 2, oltre che riferibile alle sole violazioni di "obblighi di non fare" (cioè alle cd."manipolazioni del bene") e non anche alle illecite occupazioni, é norma comunque eccezionale e come tale da interpretare in modo rigorosamente restrittivo, con esclusivo riferimento a beni realmente insostituibili e di eccezionale importanza per l'economia nazionale, con relativa prova a carico dell'Amministrazione resistente, mentre l'art. 2058, comma 2, non risulta applicabile alla tutela restitutoria dei diritti reali, che trova la propria speciale (ed autonoma) regolamentazione negli artt. 948 - 951 del codice civile.

La restituito in integrum del bene illegittimamente occupata non può essere paralizzata dalla presenza dell'opera pubblica, la quale non dà titolo per opporre l'eccessiva onerosità della rimozione delle opere nel frattempo realizzate né p... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... il principio di cui al comma 2 dell'art. 2933 cod. civ.: infatti l'eccessiva onerosità di cui all'art. 2058 cod. civ. non è opponibile nelle azioni intese a far valere un diritto reale, il cui carattere assoluto non lascia margini a modalità di reintegrazione diverse da quella in forma specifica, salva diversa volontà del titolare.

Secondo la Suprema Corte deve escludersi che la domanda restitutoria del bene illegittimamente trasformato possa trovare ostacolo negli artt. 2933, comma 2, e 2058, comma 2, c.c., in quanto: l'art. 2933, comma 2, oltre che riferibile alle sole violazioni di "obblighi di non fare" (cioè alle cd. "manipolazioni del bene") e non anche alle illecite occupazioni, é norma comunque eccezionale e come tale da interpretare in modo rigorosamente restrittivo, con esclusivo riferimento a beni realmente insostituibili e di eccezionale importanza per l'economia nazionale, mentre l'art. 2058, comma 2, quale disposizione che si ascrive alla disciplina del risarcimento del danno, non risulta applicabile alla tutela restitutoria dei diritti reali, che trova la propria speciale (ed autonoma) regolamentazione negli artt. 948 - 951 del codice civile.

L'art. 2058, II comma del c.c., non concernendo af... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...bblighi di carattere restitutorio a carico dell'autorità espropriante, non può essere applicato alla fattispecie delle occupazioni usurpative, che sono invece governate dalla speciale, e derogatoria, disposizione di cui all'art. 42-bis DPR 327/2001; in ipotesi di occupazione sine titulo, il richiamo alla citata normativa determinerebbe l'indebita introduzione nell'ordinamento, in via interpretativa, di una regolamentazione della materia che si porrebbe in radicale contrasto con i ricordati principi posti dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo. Il che non può essere ammesso in nessun caso.

Abiurata l'occupazione appropriativa, si è ravvisato nel provvedimento di acquisizione sanante l'unico possibile presupposto ostativo alla tutela reale accordata dall'ordinamento al proprietario illegittimamente privato dei propri beni, non essendo infatti predicabili i limiti intrinseci alla disciplina risarcitoria, come l'eccessiva onerosità prevista dall'art. 2058 c.c., comma 2; né potendo farsi ricorso alla previsione dell'art. 2933 cod. civ., comma 2, ove non risulti che la distruzione della "res" indebitamente edificata sia di pregiudizio all'intera economia del Paese, ma abbia, al contrario, riflessi di natura individu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e.

Non può costituire impedimento alla tutela restitutoria il limite dell'eccessiva onerosità codificato, dall'art. 2058 c.c., in relazione alla tutela risarcitoria (in forma specifica) e non per quella restitutoria (che trova fondamento negli artt. 948 ss. ed è preordinata alla tutela reale della proprietà) né , per altro verso, l'ulteriore limite di cui all'art. 2933 c.c. (relativo alla riduzione in pristino di quanto sia stato realizzato in violazione dell'obbligo di non fare), che si riferisce solo alla ricorrenza di pregiudizi per l'intera economia nazionale e non a quello "localizzato".

Non può costituire impedimento alla tutela restitutoria il limite della eccessiva onerosità codificato, dall'art. 2058 c.c., in relazione alla tutela risarcitoria (in forma specifica) e non per quella restitutoria (che trova fondamento negli artt. 948 ss. ed è preordinata alla tutela reale della proprietà) né, per altro verso, l'ulteriore limite di cui all'art. 2933 c.c. (relativo alla riduzione in pristino di quanto sia stato realizzato in violazione dell'obbligo di non fare), che si riferisce solo alla ricorrenza di pregiudizi per l'intera economia nazionale e non a quello "localizzato".[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... In ipotesi di domanda restitutoria del bene illegittimamente occupato, non è applicabile, quale limite alla restituzione, il disposto di cui agli artt. 2058, comma 2, c.c. e 2933, comma 2, c.c. ove non risulti che la distruzione della "res" indebitamente edificata sia di pregiudizio all'intera economia del Paese ma abbia riflessi di natura solo individuale e locale.

Sia in caso di occupazione usurpativa che di occupazione acquisitiva, nell'ipotesi di ricorso, da parte del proprietario del bene illecitamente occupato, alla tutela reale, mediante azione di restituzione, ancorché accompagnata dalla richiesta di riduzione in pristino, non sono predicabili i limiti intrinseci alla disciplina risarcitoria, come l'eccessiva onerosità prevista dall'art. 2058 c.c., comma 2; né può farsi ricorso alla previsione dell'art. 2933 cod. civ., comma 2 ove non risulti che la distruzione della "res" indebitamente edificata sia di pregiudizio all'intera economia del Paese, ma abbia, al contrario, riflessi di natura individuale o locale.

La presenza dell'opera pubblica non dà titolo per opporre l'eccessiva onerosità della rimozione delle opere nel frattempo realizzate né per invocare il principio di cui... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... dell'art. 2933 cod. civ.: infatti l'eccessiva onerosità di cui all'art. 2058 cod. civ. non è opponibile nelle azioni intese a far valere un diritto reale, il cui carattere assoluto non lascia margini a modalità di reintegrazione diverse da quella in forma specifica (salva diversa volontà del titolare), mentre la deroga prevista al comma 2 dell'art. 2933 cod. civ. non può comunque trovare applicazione qualora la restituzione incida su interessi circoscritti alla realtà locale.

Deve ritenersi che la disposizione contenuta nell'art. 2933 c.c., comma 2, debba essere interpretata in senso restrittivo, riferendosi alle cose insostituibili ovvero di eccezionale importanza per l'economia nazionale, con conseguente inapplicablità qualora il pregiudizio riguardi interessi individuali e locali.

La disciplina complessivamente dettata dall'art. 2058 c.c. appartiene alla materia del risarcimento del danno; erroneamente essa è applicata quando vanga esercitata la tutela restitutoria. La tutela riservata ai diritti reali non consente, infatti, l'applicabilità dell'art. 2058 c.c. nel caso di azioni volte, appunto, a far valere uno di tali diritti, atteso il carattere assoluto degli stessi.

... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i occupazione usurpativa, nell'ipotesi di ricorso, da parte del proprietario alla tutela reale, mediante azione di restituzione, ancorché accompagnata dalla richiesta di riduzione in pristino, non sono predicabili i limiti intrinseci alla disciplina risarcitoria, come l'eccessiva onerosità prevista dall'art. 2058 c.c., comma 2; né può farsi ricorso alla previsione dell'art. 2933 cod. civ., comma 2 ove non risulti che la distruzione della "res" indebitamente edificata sia di pregiudizio all'intera economia del Paese, ma abbia, al contrario, riflessi di natura individuale o locale.

Non ostano all'accoglimento della domanda restitutoria del bene illegittimamente occupato gli articoli 2058 e 2933 del codice civile, senza contare che l'art. 2933 può trovare applicazione ai soli beni produttivi e non certo con riferimento ad opera consistente (nel caso di specie) in un istituto penitenziario.

Ai sensi dell'art. 2058, comma 2, C.C. il Giudice può disporre che il risarcimento avvenga solo per equivalente, se la reintegrazione in forma specifica risulta eccessivamente onerosa per il debitore, come in ipotesi di opera pubblica ultima e dai costi elevati per la collettività.

E' jus recep... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...caso di occupazione usurpativa, come tale implicante l'obbligo di restituzione del bene al privato, l'amministrazione non può validamente opporre né l'eccessiva onerosità della rimozione delle opere nel frattempo realizzate, né richiamare il principio di cui al comma 2 dell'art. 2933 cod. civ..

L'eccessiva onerosità di cui all'art. 2058 cod. civ., non è opponibile nelle azioni intese a far valere un diritto reale, il cui carattere assoluto non lascia margini a modalità di reintegrazione diverse da quella in forma specifica (salva diversa volontà del titolare).

La deroga prevista al comma 2 dell'art. 2933 cod. civ., non può trovare applicazione qualora la restituzione inciderebbe comunque su interessi circoscritti alla realtà locale (infatti, il limite di cui all'art. 2933 comma 2, ha carattere eccezionale e trova applicazione nei riguardi della demolizione delle fonti di produzione e di distribuzione della ricchezza).

Secondo la giurisprudenza sia del giudice ordinario sia del giudice amministrativo, l'amministrazione non può invocare la regola di cui all'art. 2933, comma 2, c.c., quando la restituzione incide comunque su interessi circoscritti alla realt&agr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ..., in quanto la norma costituisce una disposizione di carattere eccezionale, applicabile nei soli confronti delle opere che sono fonti di produzione e di distribuzione di ricchezza.

Ricorrono i presupposti per l'applicazione dell'art. 2058, comma 2, c.c., qualora il richiesto ripristino risulti eccessivamente oneroso per comportare il disfacimento di parte dell'opera pubblica e l'inutilizzabilità dell'intera opera pubblica che rimarrebbe priva di una parte essenziale per il suo funzionamento e pertanto il costo di ripristino risulti superiore al valore di mercato del bene espropriato.

La non restituzione del bene illegittimamente occupato per l'intervenuto accertamento dei presupposti per l'applicazione dell'art. 2933 comma 2 c.c. è orientamento coerente con le valutazioni espresse dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, nella parte in cui riconosce che le esigenze di effettività della tutela giurisdizionale del proprietario possono essere limitate "quando la restituzione di un terreno risulta impossibile per motivi plausibili in concreto".

Qualora l'opera non solo non sia stata ultimata, ma sia stata solo in parte realizzata sull'area di proprietà privata ed in stato di abbandono, non sussistono i presup... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...'art. 2933 comma 2 c.c. prevede quale ostacolo alla restituzione del bene.

La sussistenza dei presupposti per l'applicazione del disposto di cui all'art. 2933, comma 2, c.c.. per cui non può essere ordinata la distruzione della cosa e l'avente diritto può conseguire solo il risarcimento dei danni se la distruzione della cosa è di pregiudizio all'economia nazionale, deve ritenersi l'unico limite alla restituzione del bene illegittimamente occupato.

La riduzione in pristino del bene illegittimamente occupato, presupposto della restituzione, comporta la distruzione delle opere eventualmente realizzate, delle quali va quindi valutata la consistenza e l'eventuale rilevanza per l'"economia nazionale" in senso ampio, risultando evidente che – ad esempio – la demolizione di un ospedale o struttura sanitaria inserita nel servizio sanitario nazionale potrebbe integrare quel pregiudizio che la norma richiamata ha inteso evitare, prevedendo tuttavia adeguati meccanismi risarcitori compensativi.

A seguito di occupazione divenuta sine titulo (nel caso di specie) per effetto dell'annullamento della dichiarazione di PU, non può trovare applicazione l'art. 2933, co. 2, c.c., qualora la restituzione incida comunq... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...essi circoscritti alla realtà locale; la previsione in commento ha infatti carattere eccezionale e trova applicazione nei riguardi della demolizione delle sole opere che sono fonti di produzione e di distribuzione della ricchezza.

Il risarcimento in forma specifica può essere negato ex art. 2058 comma 2 c.c. se eccessivamente oneroso per il debitore. Non vi è dubbio che il ripristino deve ritenersi eccessivamente oneroso qualora il relativo costo risulti superiore al valore del bene espropriato, comportando il disfacimento della parte di opera pubblica e l'inutilizzabilità dell'intera opera pubblica, che rimarrebbe monca di una parte essenziale per il suo funzionamento.

In ipotesi di occupazione illegittima con trasformazione del bene non appare invocabile la norma di cui all'art. 2058, comma 2, c.c. poiché trattasi di disposizione dettata per il risarcimento in forma specifica.

In ipotesi di occupazione illegittima con trasformazione del bene, l'applicazione della norma di cui all'art. 2058, comma 2, c.c non è idonea a regolamentare la sorte della proprietà del terreno poiché non costituisce un valido titolo per la traslazione del diritto dominicale a favore dell'espropriante.[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...> In ipotesi di occupazione illegittima con trasformazione del bene, non è applicabile la norma di cui all'art. 2058, comma 2, c.c; in tal modo sarebbero riprodotti gli inconvenienti già denunciati dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo in materia di occupazione appropriativa poiché verrebbe introdotta nell'ordinamento una nuova regolamentazione della materia espropriativa priva delle caratteristiche di prevedibilità e chiarezza, che legittimerebbe anche un'azione illegittima da parte dell'amministrazione espropriante.

L'Amministrazione, qualora ritenga eccessivamente oneroso il risarcimento in forma specifica, ossia la restituzione dei beni nelle condizioni precedenti all'intervento (e l'irreversibilità della trasformazione dell'area, connessa con la realizzazione dell'opera, può effettivamente implicare un giudizio di impossibilità o, quanto meno, di eccessiva onerosità della sua restituzione al privato), può optare per il risarcimento per equivalente, il cui pagamento sarebbe condizionato dal giudice (cui spetta, ai sensi dell'art. 2058, II comma c.c., di disporre che il risarcimento avvenga, appunto, per equivalente) alla conclusione del negozio traslativo.

Ai fini della restituz... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ne illegittimamente occupato previa riduzione in pristino, occorre previamente verificare la sussistenza o meno dei presupposti per l'eventuale applicazione del disposto di cui all'art. 2933 comma 2 c.c.; tale circostanza deve essere pertanto oggetto di accertamento istruttorio.

La restituzione dell'area, previa rimessione in pristino, presuppone l'oggettiva violazione del diritto reale di proprietà, consistente nella realizzazione dell'opera al di fuori degli schemi tipici della procedura espropriativa, ma non integra un risarcimento del danno in forma specifica, sicché ad essa non sono riferibili i temperamenti che l'art. 2058 c.c. pone rispetto a tale tipo di risarcimento per il caso di sua eccessiva onerosità.

La preclusione prevista dall'art. 2933 c.c., che esclude la distruzione della cosa realizzata in violazione di un'obbligazione negativa, ricorre solo in situazioni eccezionali, trovando applicazione nei riguardi della demolizione delle fonti di produzione e di distribuzione della ricchezza aventi importanza per l'economia nazionale e la cui perdita risulti pregiudizievole per l'intera collettività, mentre non è configurabile qualora il ripristino incida su interessi circoscritti alla realtà locale.... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...so, resta fermo che, in base al principio dell'onere della prova, anche la sussistenza del limite posto dall'art. 2933 c.c., consistente nell'effettivo pregiudizio per l'economia nazionale, deve essere allegata e provata dall'amministrazione resistente.

Il diritto al risarcimento e l'applicabilità dell'art.2058 c.c. entra in discussione ove si rientri nella materia risarcitoria e non anche ove si discorra della restituzione del cespite con facoltà dello ius tollendi concessa al proprietario dei manufatti alle condizioni previste dall'art. 935 c.c., comma 1 e art. 937 c.c..

Il diritto al risarcimento e l'applicabilità dell'art.2058 c.c. entrano in discussione ove si rientri nella materia risarcitoria.

In ipotesi di occupazione divenuta illegittima non è possibile utilizzare in materia l'art. 2058, comma 2, codice civile, disponendo che il risarcimento avvenga solo per equivalente, in considerazione della eccessiva onerosità per il debitore; ciò infatti consentirebbe di far comunque conseguire all'amministrazione un risultato utile in presenza di una procedura espropriativa illegittima, in contrasto con i principi sanciti in materia dalla Corte Europea dei diritti dell'uomo.

Il gi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...na volta verificato che nella fattispecie non solo non esistono i presupposti di cui all'art. 2933 c.c., trattandosi di un'ordinaria opera locale, ma anche che l'Amministrazinoe non ha né eccepito, né dimostrato l'eccessiva onerosità della soluzione restitutoria, deve attenersi alla univoca e/o prioritaria richiesta della parte.

Quando il debitore è tenuto all'esecuzione di una determinata prestazione identificata da un titolo contrattuale o normativo, e non già al risarcimento del danno cagionato da un illecito, costui non può esimersi dall'eseguirla invocando l'applicazione dell'art. 2058, secondo comma, codice civile giacché l'interesse del creditore può, in questo caso, essere soddisfatto solo attraverso l'esecuzione di quella specifica prestazione predeterminata. E' questo il caso dell'obbligo di restituzione gravante su chi detiene senza titolo beni altrui, e quindi dell'obbligo, gravante sull'amministrazione, di restituzione delle aree illecitamente occupate.

La realizzazione dell'opera pubblica non è una causa oggettiva per la non restituzione, non prevedendo l'ordinamento alcuna forma di usucapione istantanea; l'art. 2058 c.c. pone sul piano della valutazione l'eccessiva onerosi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ma essa è tutta da dimostrare, mentre l'art. 2933 c.c. considera il pregiudizio all'economia nazionale, che è inesistente in un'opera meramente locale; l'obbligo della restituzione recede, pertanto, solo in presenza di fonti di produzione e/o distribuzione di ricchezza nazionale.

In ipotesi di realizzazione dell'opera in assenza di un valido titolo ablatorio, l'amministrazione comunale va condannata la risarcimento del danno con esclusione della reintegrazione ai sensi degli artt. 2058 cc e 34 del d.lvo 2.7.2010, n. 104, attesa la già intervenuta irreversibile trasformazione del terreno di proprietà del privato.

Il proprietario può rinunciare alla restituzione dell'immobile prevista dall'art. 2058 cod. civ., comma 1, e chiedere in luogo di questa la condanna dell'ente occupante autore dell'illecita detenzione, al risarcimento per equivalente, nella misura del suo valore venale, soltanto a condizione che, a cagione, dell'irreversibilità della trasformazione del fondo, la valenza restitutoria dell'azione del privato possa trovare ostacolo o nell'eccessiva onerosità di essa per il debitore (art. 2058 c.c., comma 2) o nel pregiudizio per l'economia nazionale (art. 2933 c.c., comma 2), o essere irragionevo... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...economica.

Nel processo amministrativo, date le peculiarità del giudizio, l'istituto strettamente civilistico della reintegrazione in forma specifica, viene visto come un istituto speciale, con caratteri propri, così che l'eccessiva onerosità per il debitore, prevista dall'art. 2058 c.c., deve essere valutata alla stregua di eccessiva onerosità per il pubblico interesse e per la collettività.

Sulla base dell'istituto di creazione giurisprudenziale della c.d. "occupazione acquisitiva", è stato spesso affermato in giurisprudenza che, per effetto del venir meno della dichiarazione di pubblica utilità, l'occupazione del suolo configura un illecito permanente, che genera un danno che deve essere liquidato nella forma del risarcimento per equivalente, qualora la sua eliminazione sia in contrasto con i principi affermati nell'ordinamento civile dagli artt. 2058 e 2933 c.c.

In ipotesi di occupazione usurpativa, l'irreversibile trasformazione del bene non pregiudica il diritto del proprietario di ottenerne la restituzione, con la piena riespansione delle facoltà compresse dall'utilizzazione illecita del bene, con i soli limiti generali dell'articolo 2058 del codice civile.

... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...-> RESTITUTIO IN INTEGRUM --> LIMITI --> ECCESSIVA ONEROSITÀ/PREGIUDIZIO ALL ECONOMIA NAZIONALE --> BENI IN COMUNIONE

In ipotesi in cui l'attività materiale condotta dall'Amministrazione abbia radicalmente trasformato un intero compendio, comprensivo delle quote di proprietà di privati, le difficoltà operative della restituzione, che avrebbe ad oggetto solo una porzione dell'immobile corrispondente alla quota di comproprietà facente capo ai privati che, in ragione della non praticabile divisione, se non con alterazione sostanziale dell'impostazione generale dell'opera, comporterebbe quantomeno un defatigante scioglimento della comunione, unitamente alle difficoltà di riduzione in pristino stato, inducono a ritenere che la reintegrazione "per equivalente" sia l'unica opzione allo stato praticabile, in applicazione del disposto di cui all'art. 2058 C.C., cui fa espresso rinvio l'art. 34, c. 1, lett. c) del c.p.a.

PATOLOGIA --> RESTITUTIO IN INTEGRUM --> LIMITI --> ECCESSIVA ONEROSITÀ/PREGIUDIZIO ALL ECONOMIA NAZIONALE --> METANODOTTO

L'attività di trasporto del gas naturale è un'attività qualificata di pubblico interesse dall'articolo 8 del D.L... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...del 2000 e le opere destinate al trasporto del gas sono di pubblica utilità. Pertanto, in ipotesi di realizzazione di metanodotto in assenza di asservimento, anche in considerazione della ratio sottesa agli articoli 2058 e 2933 comma secondo c.c., deve escludersi l'operatività della reintegrazione in forma specifica, in quanto sarebbe eccessivamente onerosa per il debitore e sarebbe di pregiudizio per l'economia nazionale.

PATOLOGIA --> RESTITUTIO IN INTEGRUM --> LIMITI --> INERZIA DEL PROPRIETARIO

In ipotesi di occupazione da parte della P.A. di suolo privato, deve negarsi che possa trovare applicazione l'art. 936, commi 4 e 5, c.c.; la normativa civilistica presuppone infatti rapporti paritari, e perciò contempla un proprietario munito del potere di reagire prontamente ad un'occupazione aliena; viceversa la tutela data dall'ordinamento all'opera pubblica (in quanto costruzione realizzata) era tale da impedire qualunque efficace "opposizione" anche quando l'occupazione veniva a trasformarsi in un palese illecito; ciò porta ad escludere che il termine decadenziale entro cui va espressa l'opposizione del proprietario alla costruzione possa applicarsi alla fattispecie. Deve altresì escludersi la buona fede d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...he abbia svolto l'attività fino a produrre l'incorporazione, in assenza di qualunque atto che legittimasse la perdurante occupazione della proprietà altrui.

Posto che la giurisprudenza della Corte EDU ha ormai definitivamente superato la particolare costruzione dell'accessione invertita elaborata dalle Corti Nazionali per sanare gli effetti di procedure ablatorie in vario modo carenti, rimane, comunque, sempre necessario valutare la coerenza della condotta di chi agisce in giudizio. L'inerzia (nel caso di specie) ultraventennale non può consentire la retrocessione di aree che sono state effettivamente destinate a interventi di interesse pubblico. Sul punto, i generali principi di autoresponsabilità contenuti nell'articolo 1227 del codice civile non possono essere assolutamente disattesi. Va, pertanto, esclusa ogni pronunzia restitutoria.

PATOLOGIA --> RESTITUTIO IN INTEGRUM --> LIVELLARIO

A seguito di annullamento degli atti del procedimento, non può essere disposta a favore del livellario la restituzione del bene illegittimamente appreso, perché non può ripristinarsi un assetto di piena proprietà mai esistito; va affermato viceversa il diritto al risarcimento del danno lim... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...alla perdita da parte degli istanti del diritto di godimento del bene.


 
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