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Il pregiudizio arrecato dal provvedimento è effettivo? Legittimo l'interesse ad agire del soggetto


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titolo:RICORSI, IMPUGNAZIONI, DOMANDE GIUDIZIALI
anno:2016
pagine: 3048 in formato A4, equivalenti a 5182 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 45,00

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Estratto: «1.5.1. A sua volta, il Comune di Cortina eccepisce il difetto d'interesse a ricorrere.Infatti, la condizione di residenti nella frazione di Cadin ovvero di proprietari di edifici situati in prossimità dell'area di cantiere dimostrerebbe la legittimazione ad agire, ma non ancora l'interesse.1.5.2. Invero, non v'è dubbio che, sul punto, esista un margine di prudente apprezzamento da parte del giudice, il quale deve valutare, sia pure in termini di massima, e secondo ragionevolezza ed esperienza, se la caducazione del provvedimento impugnato possa apportare una concreta utilità per i ricorrenti, o possa comunque evitare ad essi un pregiudizio.Orbene, la località di Cadin (ulteriormente ripartita, ma qui non rileva, nei due minori toponimi di Cadin di sopra e di sotto), è posta sulla sponda destra del torrente Boite, il quale attraversa la valle d'Ampezzo; distante dalla strada statale (posta sull'altra sponda del torrente) e lontano dal centro di Cortina, essa è raggiungibile mediante una sola strada, e nel suo perimetro sono presenti non oltre una ventina di costruzioni, pressoché tutte ad uso abitativo o pertinenziale di questo.1.5.3. È allora evidente che l'inserimento di una str... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...uttiva, che intende per di più offrire i suoi prodotti al pubblico, è destinata ad incrementare cospicuamente le immissioni nell'area circostante, finora preservata, e poiché questa è di limitata superficie, se ne deve concludere che il conseguente pregiudizio di fatto ricadrà genericamente sull'intera comunità dei residenti.Questi hanno allora, in conclusione, un interesse giuridicamente apprezzabile ad impugnare gli atti che, secondo ragione ed esperienza, ridurranno la qualità dell'ambiente, fosse pure legittimamente.»

Sintesi: Non sussiste interesse a sollevare il vizio di incompetenza (nel caso di specie in ordine all'adozione del provvedimento di approvazione del progetto), allorché nel caso in cui fosse accolto il ricorso per suddetto vizio, si produrrebbe l'effetto che lo stesso organo dovrebbe pronunciarsi in seguito alla sentenza. La sopravvenuta competenza ha un effetto sanante analogo ad un provvedimento di convalida, sulla base del principio di conservazione degli atti e di economicità dei giudizi.

Estratto: «A tale data, come correttamente rilevato dalla difesa dell'ente provinciale, la legge regionale n. 9 del 1993 (legge finanziaria), all'art. 7, comma ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...evato il limite della competenza per valore delle procedure espropriative di pertinenza della Giunta provinciale per ricomprendervi quelle con importo fino a 8 miliardi lire.Ne consegue che la riapprovazione del progetto, avvenuta con la suddetta delibera, non impugnata dal ricorrente, rende inammissibile la censura per difetto di interesse.La giurisprudenza ha, altresì, affermato che non sussiste interesse a sollevare il vizio di incompetenza allorché nel caso in cui fosse accolto il ricorso per vizio di incompetenza si produrrebbe l'effetto che lo stesso organo dovrebbe pronunciarsi in seguito alla sentenza. La sopravvenuta competenza ha un effetto sanante analogo ad un provvedimento di convalida, sulla base del principio di conservazione degli atti e di economicità dei giudizi (T.A.R. Veneto Venezia, sez. II, 04 febbraio 2009 , n. 268, ma vedi anche Tar Lombardia Sez. IV 5440/2008).»

Sintesi: Ai fini della valutazione dell'interesse ad agire, il pregiudizio arrecato al ricorrente dal provvedimento gravato deve essere effettivo, nel senso che dall'esecuzione dello stesso deve discendere in via immediata e personale un danno certo alla sfera giuridica del ricorrente, ovvero potenziale, nel senso, però, che la lesione si verifi... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...; in futuro con un elevato grado di certezza.

Sintesi: È inammissibile per difetto di interesse ad agire un ricorso proposto contro un provvedimento che non risulta, di per sé, capace di arrecare una lesione diretta alla sfera del soggetto ricorrente, né un danno che si realizzerà in un secondo tempo.

Estratto: «2) Il Collegio ritiene infondata l'eccezione di carenza di interesse, in quanto, come si dirà nel proseguo, i ricorrenti hanno compiutamente dato la prova della lesione conseguente agli atti di variante.Va ricordato che questa Sezione ha seguito, nella sentenza n. 1551/2008, l'orientamento del Consiglio di Stato (decisione n. 1584 del 10.4.2008), secondo cui l'interesse al ricorso, in materia di impugnazione degli atti di pianificazione, non può essere provato solo con la situazione dello stabile collegamento con la zona interessata dalle opere, ma attraverso la dimostrazione del pregiudizio effettivo o anche potenziale, ma direttamente conseguente all'adozione degli atti gravati e della connessa utilitas ricavata dall'accoglimento del ricorso. Secondo questo orientamento il pregiudizio arrecato dal provvedimento gravato deve essere effettivo, nel senso ch... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...uzione dello stesso deve discendere in via immediata e personale un danno certo alla sfera giuridica del ricorrente, ovvero potenziale, nel senso, però, che la lesione si verificherà in futuro con un elevato grado di certezza (Cons. St., sez. IV, 22 giugno 2006, n.3947), mentre deve escludersi il presupposto in questione nell'ipotesi in cui il danno derivante dall'attuazione dell'atto impugnato sia meramente eventuale, e, cioè, quando lo stesso non risulta, di per sé, capace di arrecare una lesione diretta alla sfera del soggetto ricorrente, né risulti sicuro che il danno si realizzerà in un secondo tempo (Cons. St., sez. IV, 19 giugno 2006, n.3656).Nelle controversie attinenti alla realizzazione di interventi che incidono sul territorio si è ulteriormente precisato che, se è vero che l'ordinamento riconosce una posizione qualificata e differenziata a tutti coloro che si trovano in una situazione di stabile collegamento con la zona interessata, è anche vero che, in concreto, devono ritenersi titolati all'impugnativa solo i soggetti che possono lamentare una rilevante e pregiudizievole alterazione del preesistente assetto urbanistico ed edilizio, per effetto della realizzazione dell'intervento controverso (Cons. St., ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... aprile 2007, n.1672).Il pregiudizio che può conseguire ad un intervento di pianificazione può consistere nella possibile diminuzione di valore del proprio immobile o nella peggiore qualità ambientale: una volta accertata la vicinitas, rappresentata dal collegamento territoriale, vanno valutate le implicazioni urbanistiche dell'intervento e le conseguenze prodotte sulla qualità della vita di coloro che per residenza, attività lavorative e simili ragioni, sono in durevole rapporto con la zona interessata dall'intervento.Nel caso di specie l'onere probatorio è stato assolto: nella relazione prodotta è dimostrato come la variante sia idonea a comportare un peggioramento allo status di residente, emergendo anche i singoli aspetti negativi per ciascuno dei ricorrenti.Sicuramente nel rappresentare la lesione vi è anche una valutazione soggettiva, legata alla sensibilità della persona, ma è indubbio che oggi, nel comune sentire, sia i parcheggi vicini alla propria abitazione, sia i giardini pubblici, sia le barriere naturali antirumore sono elementi che contribuiscono a migliorare la qualità della vita.I ricorrenti hanno dimostrato che la lesione si riconduce alla riduzione di aree verdi nelle vie limitrofe al... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ni dei soggetti interessati e alla diminuzione di alberi destinati a costituire barriere antirumore, alla eliminazione di spazi a parcheggio od al loro spostamento in zone non facilmente accessibili.In particolare la previsione di una vasta area verde viene sostituita con spazi frammentati di verde, per una diversa distribuzione del sistema viario: anche se lo spazio a verde, complessivamente considerato rimane lo stesso, la funzione e l'utilità di un polmone verde non può essere certamente equiparata a quella di singoli spazi verdi.Così come la riduzione e lo spostamento di parcheggi pubblici in una zona distante rispetto alla propria abitazione, costituisce ex se un elemento peggiorativo della qualità della vita, soprattutto in considerazione dell'aumento degli abitanti che si avrà a conclusione del piano.Si deve ritenere che i ricorrenti non si siano limitati alla apodittica affermazione della sussistenza della vicinitas, ma abbiano compiutamente dimostrato come la variante apporti loro delle conseguente peggiorative, dal punto di vista della viabilità e della vivibilità.Una maggior prova non può essere richiesta, pena la totale vanificazione della tutela avverso gli interventi di pianificazione: indipendentemente dalla ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...e la somma complessiva degli standard viene mantenuta a seguito della variante, è stato provato che con gli atti impugnati i ricorrenti potranno godere di minori servizi (quali i parcheggi), di minor utilità (il polmone verde) e di un sistema viario meno funzionale.Per tali ragioni l'eccezione va respinta.»

Sintesi: È inammissibile il ricorso che tende ad ottenere una pronuncia di principio, che possa essere fatta valere in un futuro giudizio con riferimento a successivi comportamenti dell'amministrazione, atteso che la tutela di un interesse strumentale deve aderire in modo rigoroso all'oggetto del giudizio, con carattere diretto ed attuale.

Estratto: «Con il terzo motivo si deduce la violazione e falsa applicazione degli articoli 135 e 143 del codice del paesaggio (D.Lgs 42/04). Sostiene il Comune ricorrente che il piano paesaggistico non stabilisce specifiche normative d'uso del territorio, ma detta prescrizioni e vincoli generali ed astratti, con disposizioni integrative, attuative e talora modificative di norme di legge.Identiche censure erano state proposte dal Comune di Cagliari con il ricorso n. 902/06, che la Sezione ha dichiarato inammissibile (sent. 2241/07)... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...divise argomentazione che seguono.In via pregiudiziale deve essere ribadito il principio, pacifico in giurisprudenza, secondo il quale l'ammissibilità del ricorso e quella delle singole censure, laddove si chieda l'annullamento di un atto amministrativo generale di pianificazione, quale è quello all'esame del Collegio, deve essere verificata in stretta connessione con la lesione attuale e diretta del bene che si intende tutelare, e previa dimostrazione, da parte degli interessati, della incidenza delle previsioni contestate su tale bene, dovendosi al contrario ritenere inammissibili, stante la mancanza, in materia, della previsione di un'azione popolare, le censure non direttamente riconducibili alla specifica posizione vantata. Neanche è idoneo il riferimento all'interesse strumentale, poiché deve essere dimostrato che l'unico rimedio all'illegittimità denunciata, sempre con riferimento alla posizione soggettiva di cui si è titolari, è quello dell'annullamento in toto del provvedimento e non quello, più limitato della eliminazione della specifica disposizione ritenuta lesiva. E' comunque inammissibile il ricorso che tende ad ottenere una pronuncia di principio, che possa essere fatta valere in un futuro giudizio con riferi... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...cessivi comportamenti dell'amministrazione, atteso che la tutela di un interesse strumentale deve aderire in modo rigoroso all'oggetto del giudizio, con carattere diretto ed attuale ( cfr. per il principio Cons. Stato IV 19 giugno 2006, n. 3656, anche se nella specie tale interesse è stato riconosciuto).Nel caso di specie, il comune ricorrente, che agisce quale ente esponenziale di una collettività, titolare di potestà pianificatoria in materia di gestione del proprio territorio, contesta con le censure in esame, adducendo argomentazioni solo apparentemente giuridiche, tutta l'impostazione del piano e la sua impalcatura, rilevandone in generale la mancata aderenza alle disposizioni di cui agli art. 135 e 143 del D. Lgs. 42/2004, sia per difetto che per eccesso di contenuto precettivo. Sul punto deve essere chiarito che la Regione, attraverso lo strumento sovraordinato del Piano deve assicurare la tutela e valorizzazione del paesaggio, seguendo le linee guida, le indicazioni, il disegno complessivo contenuto nel Codice Urbani, che tuttavia, impone alla Regione, più che dei vincoli giuridici stringenti, un percorso di analisi, studio e co-gestione del territorio, proprio al fine di creare uno strumento che esalti e salvaguardi, anche attraverso azioni d... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...e riqualificazione, i valori paesistici concernenti l'intero territorio regionale.Da un punto di vista più strettamente giuridico ed ai fini che in questa sede interessano, le argomentazioni, proposte a sostegno del motivo di ricorso, non chiariscono in che termini le specifiche disposizioni del Piano incidano negativamente sulle posizioni giuridiche vantate, non essendo neppure indicate le norme lesive del PPR.Solo nell'ipotesi in cui si richiamino disposizioni specifiche e le stesse si dovessero ritenere in contrasto con fonti di rango superiore, norme di legge o regolamenti, potranno essere emendate, laddove risulti alla verifica concreta la loro diretta lesività (nei confronti di enti locali o privati).»

Sintesi: L'interesse a ricorrere contro provvedimenti che autorizzano l'insediamento di grandi o medie strutture commerciali va riconosciuto ogni qualvolta la nuova iniziativa commerciale sia potenzialmente in grado di influire negativamente sul traffico commerciale di colui che ricorre.

Estratto: «In via pregiudiziale va disattesa l'eccezione con cui amministrazione intimata e controinteressate contestano alle ricorrenti l'interesse ad agire.La legittimazione a ri... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...tro provvedimenti che autorizzano l'insediamento di grandi o medie strutture commerciali, va riconosciuta a quanti possano vantare uno stabile collegamento territoriale con la zona oggetto di intervento. Siffatto collegamento scaturisce da un concetto di "vicinitas" più ampio di quello ordinariamente utilizzato in materia urbanistica e che si identifica nella nozione di "stesso bacino d'utenza del ricorrente", il quale, a sua volta, può estendersi anche in un raggio di azione di decine di chilometri (cfr. Cons. Stato, IV Sez., 7/7/2008 n° 3362 e 12/9/2007 n°4821).In sostanza l'interesse ad agire va riconosciuto ogni qualvolta la nuova iniziativa commerciale sia potenzialmente in grado di influire negativamente sul traffico commerciale di colui che ricorre.Nel caso di specie, non è contestabile che le istanti siano titolari, nel comune di Quartu S. Elena, di esercizi commerciali analoghi, per tipologia, a quelli previsti nell'area, posta nella via Marconi, oggetto della contestazione sollevata contro l'impugnato programma di urbanistica commerciale (si veda documento n° 36 prodotto dall'amministrazione resistente), e ciò, tenuto anche conto della non eccessiva estensione del suddetto comune, porta a ritenere sussistente l'interess... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...Dagli atti depositati in giudizio sia dalle ricorrenti che dal comune di Quartu S. Elena emerge, in ogni caso, come talune delle ricorrenti (Superemme s.p.a., Grim Group s.r.l) fossero titolari di medie strutture di vendita ubicate nella stessa via Marconi, per cui, quantomeno in relazione a costoro, non potrebbe essere negata la legittimazione a ricorrere.»

Sintesi: Nelle controversie sulla realizzazione di interventi edilizi, l'ordinamento riconosce una posizione qualificata e differenziata, ai fini dell'interesse ad impugnare i provvedimenti di trasformazione del territorio, a tutti coloro che si trovano in una situazione di stabile collegamento con la zona interessata dalle opere contestate.

Estratto: «Diversa è la considerazione che il Collegio deve svolgere sull'interesse attoreo circa l'ubicazione del nuovo Velodromo, denominato Casa del ciclismo.Per quanto tal nuovo edificio costituisca una parte integrante dell' intervento edilizio previsto dall'accordo di programma, connesso agli altri due colà indicati, esso sarà insediato in altra zona urbana, distante da quella in cui abita il ricorrente e v'è l'area del demolito Velodromo.Non basta allora predicare la pre... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ssione funzionale tra edifici a vocazione assai differente e fisicamente distanti per radicare, in capo al ricorrente, il bisogno di tutela giuridica per proteggersi della peculiare ubicazione d'uno di essi in un'area urbana ove costui non risiede. La regola è chiara: nelle controversie sulla realizzazione di interventi edilizi, l'ordinamento riconosce una posizione qualificata e differenziata, ai fini dell'interesse ad impugnare i provvedimenti di trasformazione del territorio, a tutti coloro che si trovano in una situazione di stabile collegamento con la zona interessata dalle opere contestate (cfr. Cons. St., V, 19 settembre 2008 n. 4528). Ma è parimenti certo che, in concreto, sono legittimati all'impugnazione solo coloro che possono lamentare una rilevante e pregiudizievole alterazione del preesistente assetto urbanistico ed edilizio per effetto della realizzazione dell' intervento controverso (cfr. Cons. St., IV, 10 aprile 2008 n. 1548). Sicché, se non si può revocare in dubbio l'interesse attoreo contro l'ubicazione del nuovo insediamento al posto del demolito Velodromo, esso non sussiste per quello nuovo, non avendo il ricorrente nessun reale e stabile collegamento con l'area di nuova allocazione, non dimostrando egli d'esser ciclista, n&eacut... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...tore edile, né, infine, soggetto direttamente inciso dalle scelte urbanistiche nelle proprie esigenze ambientali e paesaggistiche quale, p. es., abitante di quella zona. Restano così assorbite tutte le censure che il ricorso in esame muove avverso l'insediamento della nuova Casa del ciclismo in area protetta.»

Sintesi: È inammissibile il ricorso proposto contro l'atto contenente una richiesta di integrazione documentale di una domanda di accertamento di conformità quale condizione per accogliere l'istanza, in quanto tale atto è privo di efficacia lesiva.

Estratto: «In limine sull'eccezione d'inammissibilità dei motivi aggiunti sollevata dal comune resistente sul rilievo che gli atti impugnati conterrebbero la mera richiesta d'integrazione documentale dell'originaria domanda d'accertamento di conformità presentata dalla ricorrente, la cui emanazione s'è resa necessaria per accogliere l'istanza.L'eccezione è fondata.Non è revocabile in dubbio che il 18 luglio 2003 la ricorrente presentò domanda d'accertamento di conformità delle opere edilizie come realizzate.Circostanza di fatto avvalorata dalla successivo deposito (d. 25.09.03) degli atti qualifica... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...corrente come "completamento della richiesta di titolo autorizzativo in sanatoria".Sanatoria che, a prescindere dalla qualificazione dell'intervento eseguito, ossia come ascrivibile al recupero o alla ristrutturazione edilizia, poteva allo stato concludersi con il rilascio del permesso in sanatoria o con l'accoglimento della DIA in variante.Sicché le integrazioni richieste in quel momento non presentavano alcun carattere lesivo ponendosi semmai in linea di continuità con la domanda di sanatoria essendo l'adempimento istruttorio, richiesto dal comune, null'altro che condizione d'accoglimento della domanda (cfr., nota comunale del 7.08.03).Conseguentemente i ricorsi contenenti motivi aggiunti vanno ritenuti inammissibili.»

Sintesi: L'atto che è adottato a seguito del compimento di un riesame, sostanziale e procedurale, dell'istanza edilizia, con effettuazione di nuova istruttoria e assunzione di un ulteriore parere, non può configurarsi come riproduzione inerte di una determinazione già presa, ma realizza un esercizio nuovo e diverso del medesimo potere, per cui sussiste in relazione ad esso l'interesse a ricorrere.

Estratto: «Quanto all'ammissibilità, va escluso che il provvedimento dirigen... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...nato, terzo ed ultimo atto di diniego della richiesta concessione edilizia, si ponesse come meramente confermativo delle due precedenti determinazioni reiettive (quella recata dalla nota prot. n. 4368 in data 23.8.1999 e quella espressa nella nota prot. 6922 in data 4.11.1999).Esso infatti recepiva integralmente il parere della Commissione edilizia n. 871 formulato il 26.1.2000 e solo su tale parere si fondava.Per contro, il primo provvedimento di diniego di rilascio della Concessione, emesso con la nota in data 23.8.1999, era stato formulato con riferimento ad un precedente e differente parere della C.E. (l'atto n. 864 del 28.7.1999, a mente del quale il giudizio negativo traeva causa dai seguenti elementi: a) non essere stata rispettata la distanza dalla strada e dall'edificio esistente; b) non essere accettabile la soluzione di realizzare più piani interrati, con notevoli riporti di terreno ed eccessivi muri di sostegno; c) mancanza della sistemazione esterna con particolare riferimento agli accessi pedonali e carrabili). Ed anche il secondo provvedimento dirigenziale di diniego della concessione, quello assunto con la nota in data 4.11.1999 a seguito di un'istanza formale da parte del Biondi di riesame della pratica (istanza protocollata il 27.9.1999), aveva fatto pro... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...eriore e distinto parere della C.E. (formulato con atto n. 867 del 3.11.1999, secondo il quale, mentre erano cadute talune ragioni ostative, quali il mancato rispetto dalla strada e dalla costruzione esistente e l'assenza di accessi pedonali e carrabili, si insisteva sulla inidoneità progettuale di plurimi piani interrati e sull'eccesso dei riporti di terreno e dei muri di contenimento; e si preavvisava che non sarebbero state accolte soluzioni progettuali che non avessero modificato l'altezza dell'edificio a valle).Orbene, rispetto a tale seconda determinazione reiettiva del 4.11.1999 ed al parere tecnico in essa incorporato, il provvedimento successivo qui impugnato (nota del 31.1.2000) ed il recepito ulteriore parere della C.E. (espresso con verbale n. 871 del 26.1.2000) si ponevano in parte come confermativi: laddove la Commissione prendeva atto che non era stata trovata una soluzione progettuale diversa siccome richiesto nel parere del 3.11.1999, vale a dire per quanto riguardava la modifica dell'altezza dell'edificio a valle, conseguente all'eccesso di piani interrati e correlati riporti di terreno e muri di contenimento; ma altresì pure come novativi per quanto riguardava la menzione esplicita, per la prima volta, del "notevole impatto visivo già evid... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... realizzazione del 1° stralcio".Pertanto non essendo identici né completamente sovrapponibili i due pareri della Commissione edilizia (quello in base a cui era stato motivato il diniego espresso nella nota del 4.11.1999; e quello che sorreggeva l'ultimo diniego di cui alla nota del 31.1.2000) non può, di per ciò solo, fondatamente assumersi che il provvedimento in data 31.1.2000 fosse meramente confermativo di quello assunto in data 4.11.1999. In ogni caso, deve aggiungersi che l'atto qui impugnato scaturiva dal compimento di un riesame, sostanziale e procedurale, dell'istanza edilizia (nuova istruttoria ed assunzione di un ulteriore parere) per cui, anche sotto tale profilo, esso non può configurarsi come riproduzione inerte di una determinazione già presa, realizzando, al contrario, un esercizio nuovo e diverso del medesimo potere (giurisprudenza concorde).»

Sintesi: Il sopravvenuto un mutamento delle previsioni di piano che abbia fatto venir meno l'edificabilità delle aree interessate dal progetto in pendenza del giudizio amministrativo per l'annullamento del diniego dell'istanza di concessione edilizia non determina l'improcedibilità del ricorso per difetto di interesse.

Estratto:... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... quanto riguarda l'asserzione che, il T.A.R. delle Marche avendo annullato con sentenza del 25.2.2000 la variante al P.R.G. di Loreto in base alla cui disciplina l'area oggetto del controverso diniego di concessione era divenuta edificabile, con la conseguenza che la stessa area avrebbe riacquistato la precedente destinazione urbanistica di "verde inedificabile", escludente qualunque costruzione, e che, perciò, si sarebbe determinata la sopravvenuta carenza di interesse ad agire da parte del Biondi, il Collegio ritiene ultroneo qualsivoglia approfondimento in ordine alla portata soggettiva ed oggettiva del giudicato (eventualmente) derivante dalla sentenza predetta. Ed infatti, quand'anche, in via di ipotesi astratta, la sentenza del T.A.R. avesse sortito l'effetto di far riacquistare all'area de qua la condizione di totale inedificabilità prevista dal preesistente strumento urbanistico (il che è assai dubbio; cfr. anche l'esibito certificato di destinazione urbanistica rilasciato dal Comune di Loreto il 16.3.2001, che ancora classificava l'area stessa come zona "B" residenziale di completamento, alla stregua delle vigenti norme di P.R.G.), ciò non sarebbe sufficiente a determinare l'improcedibilità dell'attuale gravame per sopravvenuto difetto... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...se, attesi l'obbligo dell'Amministrazione di provvedere sulla domanda di concessione edilizia ingiustamente respinta con riferimento alla disciplina vigente alla data di proposizione della domanda giurisdizionale (Cons. Stato, V Sez., 13.11.1995, n. 1551) e, perciò, ove in pendenza del giudizio amministrativo sia sopravvenuto un mutamento delle previsioni di piano che abbia fatto venir meno l'edificabilità delle aree interessate dal progetto, l'obbligo di questa di disporre una modifica o una deroga allo strumento urbanistico al fine di recuperare le previsioni urbanistiche su cui era fondata l'originaria istanza di concessione il cui diniego sia stato giurisdizionalmente caducato (Cons. Stato, V Sez., 9.11.1998, n. 1586).In tema di esecuzione del giudicato di annullamento del provvedimento di diniego di una concessione edilizia, i principi del tempus regit actum e dell'interesse pubblico urbanistico vanno contemperati con i canoni, di rilevanza costituzionale, della salvaguardia dell'effettività della tutela giurisdizionale e della funzione definitoria delle pronunce giurisdizionali in ordine alle situazioni giuridiche controverse.»



 
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