Carrello
Carrello vuoto



Legittimazione passiva nei casi di demolizione di opere eseguite in violazione delle distanze legali


Questo articolo è composto da sintesi giurisprudenziali contenute nel sottostante prodotto in formato pdf, nel quale si trovano anche gli estratti originali e gli estremi delle sentenze a cui le sintesi si riferiscono. Scaricati gratis un demo dal box sottostante.

Articolo tratto dal sottostante PDF, acquistabile e scaricabile in pochi minuti

Verrai indirizzato al dettaglio del prodotto fra 60 secondi.
titolo:RICORSI, IMPUGNAZIONI, DOMANDE GIUDIZIALI
anno:2016
pagine: 3048 in formato A4, equivalenti a 5182 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 45,00

  leggi qui come funziona      scarica gratis alcune pagine!!


Sintesi: La legittimazione passiva all'azione di demolizione di opere edilizie eseguite in violazione delle distanze legali compete unicamente al proprietario attuale del manufatto.

Sintesi: La legittimazione passiva in ordine all'azione di riduzione in pristino conseguente all'esecuzione, su di un immobile concesso in usufrutto, di opere edilizie illegittime perché realizzate in violazione delle distante legali, spetta al nudo proprietario, potendosi riconoscere all'usufruttuario il solo interesse a spiegare nel giudizio intervento volontario ad adiuvandum, ai sensi dell'art. 105 c.p.c., comma 2, volto a sostenere le ragioni del nudo proprietario alla conservazione del suo immobile, anche quando le opere realizzate a distanza illegittima abbiano riguardato sopravvenute accessioni sulle quali si sia esteso il godimento spettante all'usufruttuario in conformità dell'art. 983 cod. civ.

Estratto: «4. - E' manifestamente fondata la prima censura, il cui accoglimento assorbe l'esame della seconda.4.1. - E' fermo orientamento di questa Corte Suprema che la legittimazione passiva all'azione di demolizione di opere edilizie eseguite in violazione delle distanze legali compete unicamente al proprietario attuale del manufatto (cfr. Cass. nn. 5520/... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...5 e 2722/93).4.1.1. - Nel caso di immobile su cui gravi un diritto di usufrutto, poi, è stato ulteriormente specificato di recente che la legittimazione passiva in ordine all'azione di riduzione in pristino conseguente all'esecuzione, su di un immobile concesso in usufrutto, di opere edilizie illegittime perché realizzate in violazione delle distante legali, spetta al nudo proprietario, potendosi riconoscere all'usufruttuario il solo interesse a spiegare nel giudizio intervento volontario ad adiuvandum, ai sensi dell'art. 105 c.p.c., comma 2, volto a sostenere le ragioni del nudo proprietario alla conservazione del suo immobile, anche quando le opere realizzate a distanza illegittima abbiano riguardato sopravvenute accessioni sulle quali si sia esteso il godimento spettante all'usufruttuario in conformità dell'art. 983 cod. civ. (Cass. n. 5900/10).4.2. - Nel caso in esame, l'azione (da sussumere nell'ambito della negatoria servitutis di cui al cpv. dell'art. 949 c.c.) è stata rettamente introdotta nei confronti del nudo proprietario, unico soggetto legittimato passivamente, sicché l'esistenza di un diritto di usufrutto pro quota non avrebbe dovuto produrre effetto alcuno sul contraddittorio, essendo la posizione del titolare di tale diritto soggetta alla... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...l'art. 1016 c.c. e dipendente processualmente da quella del nudo proprietario.Pertanto, la Corte territoriale ha erroneamente dichiarato la nullità della sentenza impugnata e rimesso le parti al primo giudice.»

Sintesi: La condanna alla demolizione delle opere edificate in violazione delle distanze tra le costruzioni non può essere emessa nei confronti di un soggetto diverso dal titolare del diritto di proprietà dell'immobile sul quale la condanna andrebbe eseguita.

Estratto: «4.1. Il quarto motivo, denunciando motivazione illogica e contraddittoria su un punto decisivo della controversia, censura la sentenza laddove non aveva adeguatamente motivato in ordine alla domanda di ricostruzione della scala nel luogo in cui era originariamente ubicata, non avendo considerato quanto al riguardo era risultato dalla consulenza V. e dall'accordo dell'8-10-1967 da cui si desumeva altresì il diritto di passaggio sulla scala attribuito a G.G. in quanto funzionale per accedere al proprio terreno; di tale diritto attualmente sono titolari gli attuali ricorrenti, quali eredi di G.G.. Poichè l'ordine di demolizione emesso presupponeva che la scala era stata ricostruita in luogo diverso da quello ove esisteva prima del 1967 e ritenuto che la ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... del 1967 era valevole fra le parti, illogica era la sentenza laddove aveva ritenuto gli attuali ricorrenti carenti di interesse.4.2. Il motivo è infondato.La sentenza ha adeguatamente motivato in ordine al rigetto della domanda di ricostruzione della scala sul rilievo che i medesimi erano carenti di interesse a chiedere la ricostruzione della scala nel sito originario, cioè entro la particella 109 attualmente di proprietà di C.F. (figlio dell'attrice). In tal modo, i Giudici in sostanza hanno inteso affermare che, in considerazione della natura (evidentemente) reale della pretesa azionata, la domanda di condanna non poteva essere emessa nei confronti dell'attrice, soggetto diverso dal titolare del diritto di proprietà dell'immobile sul quale la condanna andrebbe eseguita ed estraneo al presente giudizio.»

Sintesi: In tema di distanze, l'azione ripristinatoria di natura reale, volta all'eliminazione fisica dell'abuso, deve essere proposta necessariamente nei confronti del proprietario della costruzione illegittima anche se materialmente realizzata da altri, potendo egli soltanto essere destinatario dell'ordine di demolizione che il ripristino delle distanze legali tende ad attuare.

Sintesi: In tema di distanze, l'azione risarcitor... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...alla tutela non del diritto dominicale fondiario, ma dell'integrità anche economica del suo oggetto, può essere esercitata anche nei confronti dell'autore materiale dell'edificazione illegittima, al fine di ottenere la condanna al ristoro del danno per gli effetti economicamente pregiudizievoli dell'illecito aquiliano.

Estratto: «4) Da accogliere è il terzo motivo di ricorso,che lamenta che la Corte d'appello abbia confermato la carenza di legittimazione passiva tanto dell'eredità giacente di Carlo RE, quanto del nuovo proprietario del manufatto oggetto di denuncia, sig. F.. La sentenza ha ritenuto che la domanda non poteva essere proposta contro R.C., perché non più proprietario dei locali e quindi impossibilitato a procedere all'eventuale demolizione per il ripristino dei luoghi. Ha aggiunto che il compratore non poteva essere neppure destinatario dell'eventuale ordine di facere in quanto acquirente di buona fede, che non aveva contribuito ad eseguire le opere controverse.Tali enunciati sono palesemente errati. Essi prendono verosimilmente le mosse dalla normativa in tema di violazione delle norme di edilizia (art. 872 c.c.), che concede al proprietario del fondo vicino, che dalla violazione della disciplina, lamenti un danno, oltr... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...risarcitoria aquiliana di natura obbligatoria, quella ripristinatoria di natura reale. Quest'ultima azione, volta all'eliminazione fisica dell'abuso, deve essere proposta necessariamente nei confronti del proprietario della costruzione illegittima anche se materialmente realizzata da altri, potendo egli soltanto essere destinatario dell'ordine di demolizione che il ripristino delle distanze legali tende ad attuare (Cass. n. 13072/95). L'azione risarcitoria diretta, invece, alla tutela non del diritto dominicale fondiario, ma dell'integrità anche economica del suo oggetto, può essere esercitata anche nei confronti dell'autore materiale dell'edificazione illegittima, al fine di ottenere la condanna al ristoro del danno per gli effetti economicamente pregiudizievoli dell'illecito aquiliano (Cass. 5520/98).Nel caso di domanda di rimessione in pristino di bene sottratto da un condomino al condominio, il proprietario autore di abusiva apprensione di cosa altrui è legittimato passivo rispetto all'azione di ripristino intrapresa dal soggetto leso. Non cessa di esserlo per il fatto di aver alienato il bene mediante la costruzione del quale ha perpetrato l'illecito, restando comunque legittimato rispetto alla connessa azione risarcitoria contro di lui intrapresa.Si ricordi ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...o di successione a titolo particolare tra vivi nel diritto controverso, la sentenza pronunciata contro l'alienante, anche ove la stessa sentenza contenga un comando di adeguare lo stato di fatto alla situazione giuridica accertata, attraverso la imposizione di obblighi di fare è efficace nei confronti dell'avente causa quale titolo esecutivo, nei limiti dell'accertamento in essa contenuto (Cass. 601/03).Nella specie, l'avvenuta integrazione del contraddittorio disposta iussu iudicis sin dalla fase istruttoria del giudizio di primo grado ha opportunamente consentito di dirigere l'azione sia contro l'autore dell'asserito illecito, sia verso il futuro destinatario dell'obbligo di ripristino, entrambi da ritenere passivamente legittimati.A quest'ultimo non giova, nei confronti dell'attore, titolare di un diritto pozione, la eventuale ignoranza dell'abusività della costruzione, potendosi solo dolere della eventuale evizione, nei confronti del suo dante causa.»

Sintesi: L'usufruttuario non è legittimato passivo della domanda di riduzione in pristino di costruzione eretta in violazione delle distanze legali: a tal fine non rileva che la condanna verrebbe ad incidere sul suo diritto, in quanto tale pretesa vale al più a giustificare un intervento adesi... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...105 c.p.c..

Estratto: «Con il quinto motivo vengono dedotti errore di diritto e vizio di motivazione in relazione all’art. 873 c.c. e segg., con riferimento alla dichiarata legittimazione passiva della convenuta I.M., che in quanto usufruttuaria non avrebbe dovuto rispondere delle eventuali irregolarita’ edilizie commesse dalle altre convenute, proprietarie dell’immobile. La censura, fondata nei termini di seguito esposti va accolta per quanto di ragione.L’affermazione di principio al riguardo contenuta nella sentenza impugnata, secondo la quale la proposizione della domanda anche nei confronti della suddetta convenuta sarebbe giustificata dalla considerazione che la richiesta condanna alla riduzione in pristino verrebbe ad incidere sul diritto dell’usufruttuaria a godere dell’immobile, non e’ condivisibile. Tale diritto, invero, sarebbe valso soltanto a giustificare un eventuale intervento volontario ad adiuvandum ex art. 105 c.p.c., comma 2, in considerazione dell’interesse dell’usufruttuaria a sostenere le ragioni delle nude proprietarie alla conservazione dell’immobile, cosi’ come incrementato dalle opere ex adverso denunciate, sulle quali il godimento, alla predetta spettante ex art. 981 c.c. ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...nso ai sensi dell’art. 983 c.c. Ma siffatta situazione soggettiva, che nella fattispecie comportava un mero interesse dipendente dai diritti delle nude proprietarie all’integrita’ dell’incrementato immobile, non poteva tuttavia implicare la legittimazione passiva dell’usufruttuaria, vale a dire l’individuazione della medesima quale soggetto nei confronti della quale le pretese attrici, segnatamente quelle restitutorie, avrebbero dovuto esser fatte valere, qualita’ quest’ultima spettante al proprietario, anche nei casi in cui l’opera sia stata realizzata da altri soggetti, tenuti a risponderne solo a titolo risarcitorio (v. Cass. 2968/01, 5520/98, 13072/95, 2722/93).Non avendo, infatti, la facolta’ di disporre del bene, l’usufruttuaria non avrebbe potuto essere considerata responsabile dell’intervento additivo, ne’ della mancata eliminazione delle opere relative, ove illegittime, a meno che non avesse in qualche modo concorso, quale autrice o coautrice materiale (tale l’ipotesi considerata in Cass. n. 35/00) o contitolare della concessione edilizia che si assume illegittima (circostanza che non risulta chiarita nella sentenza impugnata), alla relativa realizzazione, ipotesi nella quale ne avrebbe ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... rispondere sul piano risarcitorio, alla stregua di qualsiasi corresponsabile dell’illecito, come precisato nella giurisprudenza di legittimita’ in precedenza citata.»



 
 Il pdf da cui è tratto questo articolo si acquista con pochi click e si scarica subito dopo il pagamento. Per maggiori info clicca qui.


© COPYRIGHT. È ammessa la riproduzione del contenuto solo con la citazione della fonte e del link

ALTRI ARTICOLI CHE POTREBBERO INTERESSARTI