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La legittimazione passiva nell'impugnazione del decreto d'esproprio e della domanda risarcitoria


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titolo:RICORSI, IMPUGNAZIONI, DOMANDE GIUDIZIALI
anno:2016
pagine: 3048 in formato A4, equivalenti a 5182 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 45,00

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GIUDIZIO --> LEGITTIMAZIONE PASSIVA --> ESPROPRIAZIONE --> DECRETO DI ESPROPRIO

Sintesi: Correttamente è evocato in giudizio unicamente l'ente che ha adottato il decreto di esproprio impugnato, in considerazione della richiesta consistente nell'annullamento del provvedimento.


Estratto: «Viene eccepita, infatti, la nullità del ricorso e quindi la sua inammissibilità, per non essere lo stesso stato notificato anche al Comune di Nicotera – ente espropriante – ma unicamente alla Provincia di Vibo Valentia, autorità che ha assunto il decreto di esproprio impugnato.L'eccezione è infondata, atteso che correttamente le ricorrenti hanno evocato in giudizio unicamente l'ente che ha adottato il provvedimento impugnato, in considerazione della richiesta – l'annullamento del provvedimento – dalle stesse formulata. Nessuna domanda è stata spiegata nei confronti del Comune di Nicotera, che può, pertanto, restare estraneo al presente giudizio.»

GIUDIZIO --> LEGITTIMAZIONE PASSIVA --> ESPROPRIAZIONE --> DOMANDA RISARCITORIA

Sintesi: Nel giudizio di risarcimento danni derivanti da occupazione (appropriativa o usurpativa... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...della pretesa azionata non è il diretto e rigoroso accertamento del diritto di proprietà dell'istante sul fondo (trattandosi di "petitum" risarcitorio e non rivendicatorio), bensì la (sola) individuazione del titolare del bene avente diritto al risarcimento, sicché il convincimento del giudice in ordine alla legittimazione alla dedotta pretesa può legittimamente formarsi sulla base di qualsiasi elemento, documentale e/o presuntivo, sufficiente ad escludere una erronea destinazione soggettiva del pagamento dovuto.

Estratto: «2.1) La censura è fondata, in quanto nel giudizio di risarcimento danni derivanti da occupazione (appropriativa o usurpativa), oggetto della pretesa azionata non è il diretto e rigoroso accertamento del diritto di proprietà dell'istante sul fondo (trattandosi di "petitum" risarcitorio e non rivendicatorio), bensì la (sola) individuazione del titolare del bene avente diritto al risarcimento, sicché il convincimento del giudice in ordine alla legittimazione alla dedotta pretesa può legittimamente formarsi sulla base di qualsiasi elemento, documentale e/o presuntivo, sufficiente ad escludere una erronea destinazione soggettiva del pagamento d... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...tutte: Cass. n. 7904/2012; Cass. n.10.294/2002).»

Sintesi: L'onere del risarcimento del danno a seguito di accessione invertita per la realizzazione di impianto di depurazione ed opere connesse, deve essere posto a carico del Comune sul cui territorio è ubicato l'impianto, in quanto ente proprietario che utilizza gli immobili in questione in assenza di un valido ed efficace procedimento espropriativo. Naturalmente resta salva la definizione di tutti i rapporti dare-avere con gli altri eventuali soggetti pubblici e privati che eventualmente usufruiscano dell'impianto o che percepiscono a vario titolo ricavi, canoni ed ammortamenti connessi con tale utilizzo.

Estratto: «___ 3. Quanto alla restante parte del contendere relativa al risarcimento del danno ingiusto per la perdita effettiva dei terreni, quantificata dall'ENI in primo grado per di € 2.305.923,50, si rileva quanto segue.___ 3.1. L'amministrazione direttamente tenuta al relativo risarcimento deve essere identificata nel Comune di Gaeta.Infatti, sulla scia dell'art. 91 del T.U. 383/1934 sugli Enti locali, degli artt. 226 e 227 del T.U. sanità n.1265/1934, tutta l'impiantistica inerente acquedotti, fognature e depuratori è storicamente classificata tr... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...maniali municipali ex art. 824 c.c. . Il precetto per cui tali infrastrutture fanno parte del demanio comunale è stato riaffermato dalla L. n. 319/1976 e n. 650/1979 e, più recentemente, confermato dall'art. 143 del D.Lgs. 3 aprile 2006 n. 152 "Norme in materia ambientale" e s.m.i. .In definitiva sul punto, l'onere deve essere posto a carico del Comune di Gaeta, sul cui territorio è ubicato l'impianto ai sensi dell'art. 143 del d.lgs. n. 152 del 2006, in quanto è l'ente proprietario che utilizza gli immobili in questione in assenza di un valido ed efficace procedimento espropriativo.Naturalmente resta salva la definizione di tutti i rapporti dare-avere con gli altri eventuali soggetti pubblici e privati che eventualmente usufruiscano dell'impianto o che percepiscono a vario titolo ricavi, canoni ed ammortamenti connessi con tale utilizzo.»

Sintesi: Una volta esclusa la natura reale dell'azione, e più correttamente ricondotto l'oggetto della pretesa attorea al ristoro del danno cagionato da un illecito di tipo aquiliano, i soggetti legittimati passivi non potranno che essere soltanto i responsabili dell'illecito medesimo: segnatamente, i soggetti che hanno gestito la procedura espropriativa non ritualmente conclusa ovver... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... concorso nell'occupazione sine titulo.

Estratto: «4. Superata la preliminare questione della giurisdizione, e principiando con l'esame dell'appello proposto da Porto Antico di Genova S.p.a., lo stesso si appalesa fondato sotto l'assorbente profilo del difetto di legittimazione passiva della parte interessata.4.1. All'uopo, giova sottolineare che la chiamata in causa della società attualmente detentrice dell'immobile oggetto della domanda di restituzione è stata determinata dalla particolare qualificazione che il primo giudice ha dato dell'azione esercitata dai ricorrenti, assimilata a una rei vindicatio: donde, in considerazione della natura reale dell'azione, la ritenuta necessità di evocare in giudizio l'attuale detentore del bene oggetto di rivendica, secondo i comuni principi in materia.Non è però contestato, in fatto, che la società odierna appellante è rimasta del tutto estranea alla procedura espropriativa promossa nei confronti dei signori Dongo, venendo coinvolta nella vicenda dell'immobile de quo solo in epoca molto successiva, allorché ricevette il bene in concessione dal Comune di Genova (che si assume subentrato nella titolarità dell'edificio, come meglio appresso si chiarir&agr... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...Orbene, la Sezione non condivide la anzi detta qualificazione dell'azione esercitata dai signori Dongo nel presente giudizio, non potendo essa assimilarsi ad una azione reale come fatto dal primo giudice.Benvero, non si nega il potere del giudice di fornire la corretta qualificazione giuridica dell'azione proposta, anche in difformità da quella datale dalla stessa parte attrice (cfr. Cass. civ., sez. un., 14 gennaio 2009, nr. 553; Cass. civ., sez. lav., 13 dicembre 2010, nr. 25140; Cass. civ., sez. III, 7 luglio 2009, nr. 15904); per questo, non merita positiva delibazione il secondo motivo dell'appello in esame, laddove si ascrive a vizio della sentenza ex art. 112 cod. proc. civ. l'avere il T.A.R. attribuito all'azione sottopostagli la ridetta natura reale.Ciò che in questa sede non si condivide è proprio, nel merito, la richiamata conclusione del primo giudice, essendo evidente – al contrario – che nella specie i ricorrenti hanno proposto una mera azione risarcitoria, basata sulla richiesta di accertamento incidentale dell'illegittimità dell'occupazione dell'immobile, e nell'ambito della quale la richiesta di restituzione del bene costituiva soltanto la particolare modalità con la quale gli istanti avevano chiesto, in forma speci... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ddisfacimento della propria pretesa.4.3. La riconduzione al modello risarcitorio ex art. 2043 cod. civ. dell'azione articolata col ricorso introduttivo del presente giudizio ha una serie di rilevanti ricadute, la prima delle quali attiene proprio al profilo dell'individuazione delle parti legittimate passive.Infatti, una volta esclusa la natura reale dell'azione de qua, e più correttamente ricondotto l'oggetto della pretesa attorea al ristoro del danno cagionato da un illecito di tipo aquiliano, è evidente che i soggetti legittimati passivi non potranno non essere soltanto i responsabili dell'illecito medesimo: segnatamente, i soggetti che hanno gestito la procedura espropriativa non ritualmente conclusa ovvero che hanno concorso nell'occupazione sine titulo.Ne discende che Porto Antico di Genova S.p.a., come detto pacificamente estranea a tali attività, difetta di legittimazione passiva, e ne va pertanto disposta l'estromissione dal giudizio.»



 
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