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Legittimazione attiva ad impugnare una concessione demaniale marittima


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titolo:RICORSI, IMPUGNAZIONI, DOMANDE GIUDIZIALI
anno:2016
pagine: 3048 in formato A4, equivalenti a 5182 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 45,00

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Sintesi: Ai fini della legittimazione attiva ad impugnare una concessione demaniale marittima si applica il medesimo criterio di stabile collegamento tra il ricorrente e la zona interessata dall'intervento assentito che la giurisprudenza ha forgiato in tema di impugnazione di titoli edificatori rilasciati a terzi, dato che l’interesse che i terzi mirano a tutelare è comunque quello a un corretto assetto territoriale ed ambientale dell’area ove è collocato un loro centro di interessi.

Estratto: «In via preliminare deve scrutinarsi l’eccezione mediante la quale l’appellato torna a dedurre l’inammissibilità del ricorso introduttivo per difetto di interesse o legittimazione.Secondo il sig. Freni la concessione avrebbe potuto essere impugnata soltanto da un operatore di settore interessato a conseguirla.L’eccezione non è fondata.Da tempo infatti questo Consiglio ha chiarito che in materia è applicabile, ai fini della legittimazione all’azione, lo stesso criterio di “stabile collegamento tra il ricorrente e la zona interessata dall'intervento assentito” che la giurisprudenza ha forgiato in tema di impugnazione di titoli edificatori rilasciati a terzi, dato che anche in questo caso l’... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...he i terzi mirano a tutelare è quello a un corretto assetto territoriale ed ambientale dell’area ove è collocato un loro centro di interessi. ( CGA n. 144 del 2008).»

Sintesi: Il Comune è certamente legittimato ad impugnare la concessione per lo sfruttamento di acque minerali ove deduca la sussistenza di un'interferenza tra l’attività di sfruttamento commerciale dell’acqua e l’alimentazione dell’acquedotto comunale.

Estratto: «Al fine di evitare che il provvedimento impugnato, accanto all’effetto autorizzativo (spostamento del punto di captazione) produca un effetto novativo del titolo concessorio ampliandone l’oggetto, il Comune di Castelpizzuto ha certamente legittimazione ed interesse all’impugnazione, in quanto proprietario di opera di adduzione che attinge presso la medesima falda, tenuto altresì conto che l’ampliamento del numero dei punti di captazione si fonda, dal punto di vista istruttorio, anche sull’affermazione – recisamente contestata dal Comune - per cui non vi sarebbe interferenza tra l’attività di sfruttamento commerciale dell’acqua e l’alimentazione dell’acquedotto comunale, sulla scorta peraltro di nuove motiva... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...etto ai precedenti decreti concessori, che confermano, anche sul punto, la natura innovativa della determina dirigenziale.»

Sintesi: Il titolare della precedente concessione demaniale e autore dell’istanza di rinnovo è certamente titolare di una situazione giuridicamente qualificata e differenziata che lo legittima ad impugnare il provvedimento di diniego adottato dall’Amministrazione.

Estratto: «17. E’ manifestamente infondata, in particolare, l’eccezione secondo cui la società PO., in quanto mera occupante di fatto della spiaggia per cui è causa, non avrebbe una posizione giuridicamente differenziata e non sarebbe quindi legittimata al ricorso. Al contrario, la società originaria ricorrente, in quanto titolare della precedente concessione demaniale e autrice dell’istanza di rinnovo, è certamente titolare di una situazione giuridicamente qualificata e differenziata che la legittima ad impugnare il provvedimento di diniego adottato dall’Amministrazione.»

Sintesi: Il Comune sul cui territorio sorge la fonte è legittimato ad impugnare la concessione mineraria di acque termali rilasciata dalla Regione senza rispettare i principi di evidenza pubblica, a nulla rilevando che... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...n ente privo di lucro, giacché esso potrebbe avere interesse a concorrere perseguendo l’obiettivo della subconcessione in favore di operatori locali, sia con l’intento di avvalersi della risorsa per fornire un pubblico servizio, sia, infine, allo scopo di creare un’apposita società mista per utilizzare la stessa risorsa anche a fini economici.

Sintesi: Il Comune è legittimato ad impugnare la concessione mineraria di acque termali rilasciata ad una società di cui detenga una partecipazione.

Estratto: «4 Valutazioni non molto diverse possono farsi a proposito dell’insistito argomento degli appellanti circa una presunta carenza, da parte del Comune, dei requisiti tecnici necessari alla gestione di una struttura termale, con prospettazione che vorrebbe ricollegare a siffatta carenza la conseguenza della carenza di legittimazione, o di interesse, del Comune al ricorso. E lo stesso vale per la connessa argomentazione tesa a far valere il fatto che il Comune non avrebbe mai presentato istanza per acquisire il permesso di ricerca mineraria di cui all’art. 2 della L.R. n. 44/1975, argomentazione che pure si vorrebbe dimostrativa della carenza di legittimazione attiva dell’Ente.Oggetto del corrente giudi... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...semplicemente la dedotta illegittimità della mancata indizione di una procedura competitiva da parte della Regione, e non già la questione dell’attuale titolarità da parte del Comune dei requisiti per ottenere la concessione (quasi che questo Ente in un’apposita gara ipoteticamente già aperta fosse stato colpito da un’esclusione proprio per una ragione siffatta, e dovesse qui contestarne il fondamento).Da qui il carattere ampiamente prematuro della valutazione che le appellanti vorrebbero già in questa sede promuovere sulla presenza, in capo al Comune, dei requisiti soggettivi per partecipare ad una gara, in realtà, ancora mai indetta. Una valutazione del genere non può infatti essere condotta ex ante, a prescindere da una concreta procedura competitiva in atto: anche perché, a mente dell’art. 34, comma 2, C.P.A., al Giudice amministrativo non è consentito pronunciarsi con riferimento a poteri amministrativi non ancora esercitati. A fronte, pertanto, dei convergenti rilievi delle appellanti circa un presunto difetto di legittimazione del Comune per carenza dei requisiti, è agevole opporre che l’art. 13 della L.R. citata esige una dimostrazione di idoneità tecnica, tecnico-scientifica ed economic... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...e condizione per l’attuale rilascio della concessione.Sicché le problematiche sollevate avrebbero motivo di essere poste in occasione della verifica della sussistenza dei presupposti di una (futura) offerta di gara da parte del Comune, ma certo non già in questo contenzioso.Ai fini della legittimazione alla contestazione in giudizio della validità di un affidamento senza gara è sufficiente che il terzo ricorrente versi in una posizione qualificata, e perciò dissimile da quella del quisque de populo, condizione che non potrebbe essere certo negata al Comune nel cui territorio sorge la risorsa del cui sfruttamento si tratta.Solo per desiderio di completezza si rileva, infine, la pertinenza del richiamo fatto dal primo Giudice, sulle tematiche di cui si tratta, alla recente decisione della Sez. VI di questo Consiglio n. 714 del 31 gennaio 2011, le cui condivisibili osservazioni denotano anche l’infondatezza della gran parte delle deduzioni in discorso:“…non poteva condizionarsi il rilascio della concessione ad uno studio propedeutico sulla quantità e quantità dell’acqua, trattandosi di sorgente ormai nota nella sua portata e nelle qualità chimiche e terapeutiche ed avendo formato già oggetto di pluriennale c... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...per il suo utilizzo. Quanto al rilievo dato nel parere della conferenza di servizi all’assenza di una “struttura termale realizzata”, si tratta di requisito non esigibile in capo a chi intende accedere all’utilizzo delle acque termali, che solo in presenza dell’ atto di concessione può assumere validi impegni sul piano economico per la realizzazione delle strutture a ciò necessarie.Accedere all’opposta tesi verrebbe a determinare un evidente sbilanciamento, in sede di valutazione comparativa, fra il precedente concessionario, che già dispone delle strutture termali, e chi per la prima volta intende accedere all’utilizzo della sorgente. Surrettiziamente verrebbe a privilegiarsi il diritto di insistenza nella concessione (che la stessa Amministrazione, dando luogo alla valutazionecomparativa, ha inteso ripudiare), impedendosi l’accesso al bene pubblicoda parte di chi non ne aveva la precedente disponibilità, in violazione dei principi di concorrenza e della libertà di stabilimento garantita dall’art. 42 del Trattato C.E. (cfr. sui principi Corte Costituzionale, 1° luglio 2010, n. 233).”5a Si rivelano quindi privi di pregio gli argomenti diretti a contestare, anche in questo grado di giudizio,... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...mazione attiva e l’interesse a ricorrere del Comune appellato.Questo vale anche rispetto all’argomento per cui il Comune, quale ente pubblico, potrebbe svolgere un’attività economica solo se connaturata ai propri fini istituzionali, oppure in presenza di una conforme previsione di legge. Come ha ragionevolmente obiettato la difesa comunale, infatti, il Comune potrebbe concorrere alla selezione pubblica fin qui omessa sia perseguendo l’obiettivo della sub concessione in favore di operatori locali, a mente dell’art. 20, comma 1, della più volte citata L.R. n. 44/1975; sia con l’intento di avvalersi della risorsa per fornire un pubblico servizio; sia, infine, allo scopo di creare un’apposita società mista per utilizzare la stessa risorsa anche a fini economici. E basterebbe l’astratta possibilità anche di una sola di tali proiezioni a fondare l’interesse ad agire e la legittimazione dell’originario ricorrente.5b Privo di consistenza è pure l’assunto che il Comune, per il fatto di essere titolare di circa il 49 % delle azioni della società appellante, non avrebbe potuto ricorrere “contro se stesso”, di tutta evidenza essendo la diversa identità dei due soggetti, e non pot... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...i al Comune l’assunzione di qualsivoglia iniziativa nel settore sol perché titolare dell’anzidetta partecipazione. 5c Viene altresì opposto che la risorsa dell’acqua termale sarebbe presente “in abbondanza” nell’area, con la conseguenza che il suo sfruttamento potrebbe essere oggetto di diverse concessioni indipendentemente dal titolo in controversia. E si ricorda, al riguardo, che tanto la direttiva comunitaria c.d. “servizi”, quanto la normativa nazionale fanno dipendere la necessità della procedura selettiva dalla condizione che il numero dei titoli disponibili per una determinata attività sia limitato per la scarsità delle risorse naturali. Da parte delle appellanti non è stata però sufficientemente dimostrata la carenza di quest’ultimo presupposto. La misurata nota tecnica prodotta dalla società il 10 luglio 2012 si limita a riconoscere la mera “possibilità” di reperire acque termali sulfuree anche in altre zone limitrofe all’attuale area di concessione: e questo di per sé non vale ad escludere la scarsità della risorsa. Gli elementi tecnici prodotti dal Comune il successivo giorno 13 sono, inoltre, ancor meno possibilisti all’indicato riguard... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...#8217;inevitabile conclusione della mancata dimostrazione dell’evenienza pur allegata dalle appellanti.»

Sintesi: Il provvedimento con il quale la P.A., invece di dichiarare la decadenza di una concessione di suolo pubblico, assegna un termine al titolare per ricominciare l'attività può essere impugnato dai titolari di concessioni che svolgano un'attività commerciale che si pone in concorrenza con quella intrapresa dal destinatario del provvedimento.

Estratto: «3) La difesa della controinteressata eccepisce preliminarmente l’inammissibilità del ricorso in quanto le esponenti – ognuna delle quali, giusta l’art. 11, comma 2, del Regolamento comunale di mercato, non può essere concessionaria di più di un posteggio – non sarebbero legittimate ad impugnare i provvedimenti concernenti la posizione della Giolfo S.r.l.: esse non sarebbero titolari, in altre parole, di un interesse giuridicamente qualificato alla rimozione di un atto che non arreca loro alcun pregiudizio diretto, atteso che l’aspirazione ad avere un concorrente in meno sul mercato ha consistenza di interesse di fatto che non consente di configurare una posizione giuridica differenziata in capo alle titolari dello stesso.LR... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...e in parola è suggestiva e fondata su un impianto argomentativo non privo di logica; essa, tuttavia, non può essere condivisa.E’ evidente, infatti, che le ricorrenti agiscono a tutela di un interesse prettamente commerciale, non potendosi dubitare che la ripresa di un’attività concorrente nell’ambito dello stesso mercato comunale, da tempo sospesa, avrebbe ricadute negative sui loro interessi, per l’inevitabile contrazione (non importa quanto significativa) degli affari determinata dalla presenza di un concorrente in più.Ciò premesso, non può disconoscersi la legittimazione delle ricorrenti a lamentare la violazione di norme (quelle del Regolamento comunale di mercato) che, accanto all’interesse pubblico all’ordinato svolgimento del servizio, presidiano anche gli interessi propriamente commerciali delle imprese che operano sul mercato stesso.La legittimazione delle ricorrenti va riconosciuta, quindi, in relazione alla natura delle censure dedotte, relative a profili di illegittimità che ridondano a loro danno incidendo proprio sugli interessi commerciali che esse intendono tutelare con l’iniziativa giurisdizionale.»

Sintesi: La legittimazione a ricorrere avverso atti concessori di beni pu... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ndividuata applicando il criterio dello “stabile collegamento” tra il ricorrente e la zona interessata dall’attività assentita dal titolo assertivamente illegittimo, il che presuppone perlomeno la stabile frequentazione della zona interessata dall’intervento o dall’opera, per avervi la propria abitazione o attività.

Estratto: «6.5- Strettamente correlata al profilo esaminato relativo alla tardiva proposizione del ricorso è l’eccezione di difetto di legittimazione attiva dei ricorrenti e di carenza di interesse dei ricorrenti.Tale eccezione sollevata dal Comune e dall’attuale appellante nel giudizio di primo grado, respinta dal TAR, è stata dedotta dalla società appellante nell’atto di appello.Assume la società appellante che i ricorrenti di primo grado non hanno fornito alcuna prova in ordine alla legittimazione e all’interesse all’impugnazione della concessione di suolo pubblico in suo favore, dando luogo ad una sorta di azione popolare, non consentita nella materia de qua.Orbene, la legittimazione a ricorrere avverso atti concessori di beni pubblici va individuata applicando il criterio dello “stabile collegamento” tra il ricorrente e la zona interessata dall&#... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...tà assentita dal titolo assertivamente illegittimo.Il che presuppone perlomeno la stabile frequentazione della zona interessata dall’intervento o dall’opera, per avervi la propria abitazione o attività.Nel caso in esame nemmeno dagli atti depositati in giudizio in sede di appello (produzione, peraltro, inammissibile in base all’art. 104, comma 2, del c.p.a.) è stata fornita prova certa in ordine alla legittimazione al ricorso dei ricorrenti, i quali risultano avere la residenza in diverse strade del quartiere Monti e non già nella via dè Ciancaleoni o nella via Capocci.Quanto al sig. G.R., lo stabile collegamento è stato desunto dalla mera dichiarazione di avere la propria abitazione in via Ciancaleoni n. 48, e su questa si è focalizzata l’attenzione del TAR.Tale sede non risulta, tuttavia, corrispondere alla residenza. Né può ritenersi avvalorata dall’atto di compravendita depositato in giudizio, che non prova l’attuale abitazione dello stesso e la lesione dell’interesse da esso fatto valere, ad una maggiore fruibilità della strada, dell’igiene e della quiete notturna che presuppongono la frequentazione della zona e non già la titolarità di diritti reali, in disparte che ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ssi, ove effettivamente lesi, ben possono trovare tutela in sedi diverse e con modalità più efficaci.Invero, i tempi dilatati per la proposizione del ricorso e la mancanza di prova circa lo stabile collegamento con la strada interessata dall’occupazione, seppure inteso come “stabile ubicazione delle aspirazioni di vita dei cittadini” fanno fortemente dubitare che effettivamente esistano nel caso i presupposti che radicano la legittimazione dei ricorrenti all’impugnazione del provvedimento di concessione di suolo pubblico.»

Sintesi: I residenti di un Comune sono legittimati ad impugnare in giudizio gli atti con cui il comune bandisce la procedura di affidamento di un bene del demanio marittimo, anche se questo appartiene allo Stato: questo alla luce di quanto disposto dall'art. 2, co. 4, d. lgs. 85/2010, che impone all'ente territoriale di disporre del bene pubblico nell'interesse della collettività rappresentata e di favorire la massima valorizzazione funzionale del bene medesimo a vantaggio diretto o indiretto della medesima collettività territoriale rappresentata.

Sintesi: Le nuove previsioni normative inerenti la destinazione funzionale dei beni pubblici e la partecipazione dei cittadini ai relativi proc... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...mportano il diretto riconoscimento, in capo ai soggetti residenti nel territorio comunale, della legittimazione ad impugnare gli atti di destinazione dei beni pubblici comunali.

Estratto: «1) Deve essere preliminarmente esaminata l’eccezione, proposta dalla difesa comunale, concernente il preteso difetto di legittimazione ad agire dei ricorrenti.1.1) Sostiene l’eccepiente che i ricorrenti non sarebbero titolari di alcuna situazione giuridica sostanziale che possa risultare compromessa dalla concessione demaniale.Essi, infatti, agiscono in giudizio nella loro qualità di residenti nel Comune di Sanremo, lamentando che le determinazioni assunte dall’Amministrazione comunale impedirebbero loro di fruire gratuitamente di un bene pubblico (il tratto di arenile dato in concessione).Ma da tale situazione non discenderebbe alcuna posizione giuridica differenziata che legittimi gli esponenti a dispiegare l’impugnativa giurisdizionale, fermo restando che l’ordinamento non prevede in materia alcuna ipotesi di azione popolare.I ricorrenti, in buona sostanza, sarebbero titolari di un mero interesse di fatto all’uso della cosa pubblica e non di una posizione individualizzata che connoti un interesse legittimo all’annullamento degli... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...derati lesivi.1.2) Parte ricorrente contrasta tale prospettazione, rimarcando (cfr., in particolare, memoria depositata il 1° ottobre 2012) come la costituzionalizzazione del principio di sussidiarietà orizzontale comporti il riconoscimento della legittimazione dei singoli ad impugnare, senza che sia necessaria l’intermediazione di alcun ente portatore di interessi generali, i provvedimenti che incidono negativamente sulla qualità della vita dei soggetti residenti in un determinato territorio.Deve tenersi conto, inoltre, delle nuove disposizioni normative in materia di “federalismo demaniale” che, prevedendo specifiche forme di partecipazione dei cittadini ai procedimenti concernenti la destinazione dei beni pubblici, comporterebbero la piena legittimazione dei singoli membri della comunità territoriale ad impugnare gli atti che risultino eventualmente lesivi del diritto di usufruire liberamente dei beni medesimi.1.3) In sede cautelare, il Collegio aveva fatto propria l’eccezione inerente il difetto di legittimazione attiva dei ricorrenti.All’esito di un più approfondito esame della questione, proprio della fase di merito, tale valutazione deve essere rimeditata alla luce del dato normativo (art. 2, comma 4, del d.lgs 28 mag... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] .... 85) che impone all'ente territoriale di disporre del bene pubblico “nell'interesse della collettività rappresentata” e di favorire la massima valorizzazione funzionale del bene medesimo, “a vantaggio diretto o indiretto della medesima collettività territoriale rappresentata”.Tale disposizione prevede, altresì, che gli enti assicurino l'informazione della collettività circa il processo di valorizzazione, anche tramite divulgazione sui propri siti internet istituzionali, e che possano essere indette forme di consultazione popolare, anche in forma telematica, in base alle norme degli statuti dei singoli enti.1.4) Come recentemente rilevato dalla Sezione con la sentenza n. 938 del 15 giugno 2011, le nuove previsioni normative inerenti la destinazione funzionale dei beni pubblici e la partecipazione dei cittadini ai relativi procedimenti comportano il diretto riconoscimento, in capo ai soggetti residenti nel territorio comunale, della legittimazione ad impugnare gli atti di destinazione dei beni pubblici comunali.1.5) Tale condizione dell’azione non viene meno, peraltro, laddove la controversia introdotta in giudizio non riguardi propriamente un bene comunale, bensì, come nella fattispecie, un bene del demanio statale la cui ge... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...affidata ex lege all’ente locale, attesa la sostanziale assimilabilità delle due situazioni.Come già rilevato con la cit. sentenza n. 938/2011, peraltro, i principi discendenti dalla normativa in materia di “federalismo demaniale” devono considerarsi alla stregua di istanze giuridiche ormai sedimentate nell’ordinamento, per cui l’interprete risulta legittimato ad estenderne l’ambito applicativo al di là dell’oggetto ivi specificatamente considerato.1.6) Rileva, inoltre, il requisito della vicinitas, dal momento che i ricorrenti, quali residenti nel Comune di Sanremo, hanno una probabilità più elevata rispetto ad altri soggetti di recarsi a fini di balneazione nel tratto di arenile della cui concessione si controverte e, pertanto, di soffrire una lesione per effetto della sottrazione di tale area alla libera balneazione, laddove le spiagge libere esistenti non siano sufficienti a soddisfare le esigenze della collettività territoriale.1.7) Per tali motivi, va disattesa l’eccezione preliminare inerente il difetto di legittimazione attiva dei ricorrenti.»

Sintesi: Le associazioni ambientaliste non sono legittimate ad impugnare la concessione di area balneare che sia di proprietà del Com... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...emaniale e che, quindi, sia sottratta alla finalità tipica del Piano Regionale delle Coste, ossia la tutela del patrimonio costiero.

Estratto: «Va anzitutto esaminata la legittimazione ad agire dell’associazione ricorrente. Sul punto, rileva il Collegio che, sotto un primo profilo, costituisce circostanza pacifica la natura non demaniale dell’area in esame, la stessa essendo di proprietà del Comune. Per tali ragioni, l’area non è soggetta all’approvazione del Piano Regionale delle Coste, e non partecipa quindi delle tipiche finalità (la tutela del patrimonio costiero) proprie di questo strumento pianificatorio, rispetto alle quali può ritenersi giustificata la legittimazione della ricorrente, quale ente esponenziale degli interessi relativi alla tutela del patrimonio costiero.Ciò detto in termini generali, non va poi sottaciuto che, come emerge dalla concessione, quest’ultima è rappresentata da: “un’area di proprietà comunale estesa circa 2500 mq, sita in Castellaneta Marina, riveniente dalle particelle n. 132 e 207 del foglio di mappa n. 124, solo in minima parte utilizzabile a causa della massiccia presenza di macchia mediterranea, da salvaguardare a cura e spese dell’Associ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...iedente e da frazionarsi con spese a carico del richiedente, su un’area di mq 1020”. Orbene, la limitata estensione dell’area oggetto di concessione, rispetto alla totalità della superficie, in uno alle prescrizioni dell’amministrazione in ordine alla manutenzione, a cura e spese della Lega Navale, della macchia mediterranea (la quale è destinata ad essere stralciata dalla più ampia superficie oggetto di concessione, per rimanere al suo stato naturale), consentono di escludere il paventato pregiudizio al territorio, rispetto al quale può affermarsi la legittimazione della ricorrente, quale ente portatore degli interessi esponenziali della comunità di riferimento.»

Sintesi: E' inammissibile per carenza di legittimazione attiva l'impugnazione del provvedimento con il quale l'amministrazione, in risposta alla domanda di un consanguneo, nega ad un altro consanguineo, recentemente deceduto, la sepoltura nella tomba di famiglia.

Estratto: «6) Identica diagnosi di inammissibilità deve essere riferita al ricorso per motivi aggiunti, in relazione alla carenza di legittimazione attiva del ricorrente.Come eccepito concordemente dalle amministrazioni resistenti, infatti, il ricorrente non ha titolo per dole... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ancata sepoltura del fratello Amedeo all’interno della tomba di famiglia (oggetto dell’impugnata nota AFC del 26 maggio 2010), poiché il figlio del defunto era l’unico soggetto avente diritto a manifestare la propria volontà nella scelta della sepoltura.L’azione giurisdizionale proposta dal ricorrente si inserisce, anche in questo caso, in un rapporto al quale egli è estraneo, non avendo formulato alcuna specifica richiesta in ordine alla sepoltura del fratello e non figurando come destinatario, neppure in via indiretta, della nota impugnata (dalla quale si evince chiaramente, invece, come l’unico soggetto attivatosi per la sepoltura sia stato il figlio del defunto).»

Sintesi: Il concessionario di un'area demaniale non è legittimato ad impugnare la concessione demaniale avente ad oggetto un'area finitima rilasciata ad un altro soggetto, poiché il gravame non potrebbe che essere diretto a finalità di contrasto della libera iniziativa privata, della concorrenza e della libertà di stabilimento in ambito comunitario che l’ordinamento non tutela.

Estratto: «2.2.- Il gravame è inoltre inammissibile nella parte in cui è diretto a censurare la concessione suppletiva in questio... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...nvero, come chiarito sub 1, ha solo spostato l’area di riferimento utilizzabile dal concessionario consentendo il recupero di una porzione di costa di estensione analoga a quella ceduta alla foce del fiume, inglobando una spiaggia libera.Orbene, la società ricorrente non è portatrice di un interesse differenziato ai fini della tutela giurisdizionale perché –a sua volta- titolare di una concessione demaniale per 1.200 metri sullo stesso tratto di costa, a servizio dei clienti dell’albergo di cui è titolare; con possibilità di ottenerne un ampliamento –ove avesse in mente di richiederlo- attraverso l’acquisizione delle aree relitte retrostanti ed antistanti quella in concessione, stando alle incontestate allegazioni delle altre parti del presente giudizio. Rispetto a tali aree, infatti, correrebbe addirittura l’obbligo di acquisizione da parte del concessionario ai sensi dell’art.11, comma 3, l.r. n.17/06. Nessuna utilità potrebbe pertanto ricavare la società ricorrente dall’annullamento della concessione suppletiva in questione restando dal punto di vista della stessa indifferenti le modalità di utilizzazione dell’area de qua. L’unica concreta utilità che la società stess... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...trarre dalla proposta azione è l’inibizione della concorrenza; interesse tuttavia non oggetto di tutela nel nostro ordinamento, improntato a principi diametralmente opposti.Né appare confacente alla fattispecie in esame il precedente che la società ricorrente richiama a sostegno della legittimazione ad impugnare la concessione in parola: una recente decisione della sesta Sezione del Consiglio di Stato, la n.2382/2010, che l’avrebbe riconosciuta in capo all’esercente di uno stabilimento termale ubicato in prossimità dell’area oggetto di concessione demaniale.A ben guardare, infatti, la fattispecie decisa dal giudice di appello era del tutto peculiare e non sovrapponibile a quella che oggi ci occupa. Il ricorrente in quel caso non era a sua volta titolare di concessione demaniale sicché ragionevolmente è stato configurato in capo allo stesso un interesse giuridicamente rilevante a contrastare l’inibizione della libera fruizione di una spiaggia adiacente. Difetta invece di una posizione qualificata il concessionario di un’area demaniale finitima –quale deve qualificarsi l’odierna ricorrente- perché in tali casi l’impugnazione non potrebbe che essere diretta a finalità –in ultima anal... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...trasto della libera iniziativa privata, della concorrenza e della libertà di stabilimento in ambito comunitario che l’ordinamento non tutela.»

Sintesi: È incontestabile che il Comune, in qualità di ente esponenziale dell’interesse alla tutela del proprio territorio, indubbiamente deteriorato dall’attività estrattiva e da quelle accessorie, come il deposito ed il trasporto del materiale estratto, sia legittimato ad impugnare l'autorizzazione regionale all'esercizio dell'attività estrattiva.

Estratto: «1.1. È superfluo attardarsi sull’eccezione di carenza di legittimazione proposta dalla controinteressata – è incontestabile che il Comune agisce quale ente esponenziale dell’interesse alla tutela del proprio territorio, indubbiamente deteriorato dall’attività estrattiva e da quelle accessorie, come il deposito ed il trasporto del materiale estratto – e va invece esaminato il primo motivo di ricorso, rubricato nella violazione di legge per omessa applicazione del combinato disposto degli artt. 12 e 13 del Piano d’area dei Monti Berici, nonché nell’eccesso di potere per carenza di motivazione e istruttoria.1.2. Invero, con deliberazione 9 luglio 2008... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... consiglio regionale del Veneto ha approvato il piano d’area dei Monti Berici, pubblicato sul B.U.R. 12 agosto 2008 n. 66, e dunque entrato in vigore prima che fosse approvata la d.g.r. 4048/08.1.3. L’art. 12 del piano stabilisce, tra le “prescrizioni e vincoli”, che “all’interno delle doline” – piccole conche talvolta colme d’acqua, anche stagnante - sono vietati “movimenti rilevanti di terra e scavi nonché ogni attività o intervento che possa provocare distruzione, danneggiamento o compromissione dello stato dei luoghi”.Ora, poiché nell’area coinvolta dal progetto minerario, approvato con il provvedimento impugnato, sono presenti almeno due doline, se ne desumerebbe il contrasto tra questo ed il piano d’area sicuramente sovraordinato.1.4. Lo stesso piano, tuttavia, al seguente art. 13 contiene una deroga, poiché fa salve “le attività estrattive in atto”, e dunque le relative aree: ma, secondo l’Ente ricorrente, la norma non sarebbe applicabile in specie.Invero, si osserva, l’originaria concessione a favore della Berica Immobiliare s.r.l. è scaduta il 22 gennaio 2005 e, da allora, il cantiere non è più attivo, mentre, d’altra parte,... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...tenza 2744/05 del T.A.R. Veneto (sopra sub D) “l’autorizzazione originaria è stata dichiarata in parte qua illegittima e conseguentemente annullata”.Pertanto, conclude la ricorrente, il provvedimento gravato è illegittimo in quanto l’attività mineraria configura i comportamenti vietati nell’art. 12 del Piano d’area; inoltre, è viziato da carenza d’istruttoria ovvero di motivazione, perché non chiarisce come la miniera avrebbe potuto sottrarsi al pericolo di pregiudicare lo stato dei luoghi.2.1. La censura, sebbene d’indubbio rilievo, non può trovare accoglimento.Invero, ad avviso del Collegio, ad evitare incertezze applicative, la disposizione di cui al citato art. 13, collocandosi nell’ambito delle “prescrizioni e vincoli” per cave e miniere, va anzitutto opposta alle nuove attività, e va dunque riferita agli ambiti in cui, al momento di entrata in vigore del Piano, erano già presenti delle alterazioni ambientali, cagionate dall’attività estrattiva.A ciò peraltro si deve aggiungere l’esistenza, in quello stesso termine di tempo, di un valido titolo all’esercizio dell’attività, ovvero, ad avviso del Collegio, di una valida domanda per l... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...one dell’attività (quella d’inizio sarebbe inutile, mancando l’attività materiale).2.2. In effetti, su quest’ultimo punto, una siffatta domanda, una volta presentata, esprime un preciso intento, e ciò consente di affermare, quando l’attività si è già svolta su un’area ben definita, che essa è in atto, almeno sino alla decisione che l’Amministrazione assumerà su tale domanda: del resto, riferirsi invece – per stabilire quando un’attività sia in atto - alla data in cui la Regione ha assunto il suo provvedimento su tale domanda, equivarrebbe a far dipendere il soddisfacimento dell’interessato da un evento affatto estraneo alla sua volontà, nonostante egli avesse agito con la dovuta diligenza.2.3. Ora, non è dubbio che l’odierna controinteressata Berica S.r.l. ha presentato il 12 aprile 2006 una domanda, inerente al rinnovo della concessione mineraria in questione: e, dunque, almeno due anni prima che fosse approvato il piano d’area dei monti Berici e le relative norme di attuazione.Pertanto, in base a quanto prima osservato, si può facilmente concludere che, pendendo una domanda di rinnovo relativa ad un’area già interessata dall’attiv... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...trattiva, a questa non trovi applicazione la prescrizione contenuta nel ripetuto art. 12, anche se il rinnovo è intervenuto solo alcuni mesi dopo la pubblicazione del piano.2.4. Per vero, si potrebbe dubitare che si possa parlare ancora di attività estrattiva in atto, essendo la concessione mineraria già scaduta da oltre un anno, quando la domanda di Berica era pervenuta all’Amministrazione regionale: ma a ciò si può agevolmente replicare che, in realtà, la domanda di rinnovo era stata presentata ancor prima e, cioè, il 13 febbraio 2004.In quella data, infatti, Berica Immobiliare S.r.l. presentò una domanda assai sintetica, tale da porre l’interrogativo se, con essa, fosse stato chiesto, per il cantiere Monte del Prete, sia “il rinnovo dell’autorizzazione ai fini ambientali” sia “della concessione mineraria con diminuzione areale e prosecuzione della coltivazione”.2.5. Ora, non è dubbio che l’autorizzazione paesaggistica, di cui al provvedimento dirigenziale 29 luglio 2004, n. 306, si fonda espressamente su quella domanda, la quale viene richiamata nel suo preambolo, ma è altrettanto certo che, a seguito di quella domanda, fu avviata anche la procedura per l’eventuale rinnovo ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ssione mineraria.A tale scopo, in particolare, il 16 dicembre 2004 si riunì, pur senza pervenire ad altro esito che l’effettuazione di un sopralluogo, la Commissione tecnica regionale per le attività estrattive: ed è rimarchevole che, in quell’occasione, proprio il sindaco di Sarego abbia espresso “il più assoluto dissenso dalla domanda in esame di rinnovo della concessione”, fornendone di seguito le sue motivazioni, in parte riprese poi nel ricorso.2.6. Insomma, alla scadenza della concessione, la domanda di rinnovo era già stata presentata, e l’attività di estrazione, seppure materialmente sospesa, non era stata formalmente interdetta od abbandonata, sicché si deve nuovamente escludere che l’art. 12 citato vi si applichi.È soltanto da precisare che la domanda del 12 aprile 2006 ha una sua specifica giustificazione nell’avvio, espressamente dichiarato, della procedura di valutazione d’impatto ambientale, che, in precedenza era d’incerta applicazione per i rinnovi.»

Sintesi: L’interesse strumentale al rinnovo della procedura per il rilascio della concessione demaniale marittima degrada a mero interesse di fatto, laddove a farlo valere sia un soggetto privo di legitt... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...erché non titolare di alcuna situazione giuridica differenziata.

Sintesi: La legittimazione ad impugnare non può riconoscersi a colui che sia rimasto estraneo alla procedura comparativa di cui contesta l’esito.

Estratto: «6.2. Nel caso di specie, l’appellante C.M. s.r.l. dichiara di agire a tutela dell’interesse strumentale alla rinnovazione del procedimento di concessione cinquantennale, al fine di poter presentare una domanda concorrente a quella di P.T.M.L. s.p.a. e, quindi, suscettibile con questa di essere comparata. Sostiene, quindi, che trarrebbe un’utilità dall’annullamento del provvedimento impugnato, riacquistando la possibilità di partecipare alla nuova procedura comparativa che verrebbe indetta dall’Amministrazione. Questo interesse strumentale viene generalmente ritenuto sufficiente ad integrare l’interesse al ricorso, soprattutto laddove si traduca nell’interesse a rinnovare una procedura comparativa. Non mancano, peraltro autorevoli voci di segno contrario che dubitano dell’attualità e della reale consistenza del cosiddetto interesse strumentale, a volte ritenuto meramente eventuale ed ipotetico e, privo di quei requisiti di attualità e concretezza che... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...teresse al ricorso dovrebbe avere (cfr., da ultimo, Cons. Stato, VI, 18 gennaio 2011, n. 351, in cui la questione è, sia pure con specifico riferimento alla materia delle gare per l’affidamento degli appalti, rimessa all’Adunanza Plenaria)Quale che sia la tesi che si ritenga di privilegiare, è tuttavia, pacifico, che l’interesse strumentale al rinnovo della procedura comparativa (nel caso di specie al rinnovo della procedura per il rilascio della concessione) degradi a mero interesse di fatto, laddove a farlo valere sia un soggetto privo di legittimazione, perché non titolare di alcuna situazione giuridica differenziata. Ebbene, per quanto sia recentemente emersa una tendenza ad ampliare il contenuto della legittimazione al ricorso nel processo amministrativo (legittimazione talvolta identificata nella mera partecipazione alla gara, sebbene illegittima: cfr. Cons. Stato, Ad. plen., 10 novembre 2008, n. 11), è certo che la legittimazione non possa, comunque, riconoscersi a colui che sia rimasto estraneo alla procedura comparativa di cui contesta l’esito. Chi non partecipa alla procedura comparativa, infatti, vanta, rispetto alla legittimità del suo esito un mero interesse di fatto, che in nulla si differenzia dell’astratto in... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...a legalità dell’azione amministrativa.»

Sintesi: L’impresa operante in un determinato settore economico è titolare di un interesse qualificato e tutelato a contestare la scelta dell’Amministrazione di non indire una gara per la concessione del bene, giacché può essere azionato in sede giurisdizionale l’interesse a che l’Amministrazione, in ossequio alle previsioni normative interne e comunitarie, indica una procedura ad evidenza pubblica, alla quale il ricorrente sia ammesso a partecipare in condizioni di parità con gli altri operatori economici.

Estratto: «1. Ha carattere preliminare l’eccezione di difetto di legittimazione attiva.L’eccezione è infondata perché, a prescindere dalla verifica della legittimità della domanda per la concessione del bene presentata dalla Spinola sas ( domanda rigettata con provvedimento impugnato ) e dalla posteriorità di una successiva domanda rispetto alla proroga impugnata col presente ricorso, deve riconoscersi l’interesse al ricorso per il solo fatto che il ricorrente è operatore del settore.Infatti, l’impresa operante in un determinato settore economico è titolare di un interesse qualificato e tutelato a c... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...a scelta dell’Amministrazione di non indire una gara per la concessione del bene, giacché può essere azionato in sede giurisdizionale l’interesse a che l’Amministrazione, in ossequio alle previsioni normative interne e comunitarie, indica una procedura ad evidenza pubblica, alla quale il ricorrente sia ammesso a partecipare in condizioni di parità con gli altri operatori economici. Con riferimento poi alla situazione economica del ricorrente, è da rilevare che questa non può essere oggetto di esame nel presente giudizio, perché la valutazione dei requisiti, anche economici, dei singoli concorrenti spetta all’Amministrazione in sede di rilascio della concessione.È da aggiungere inoltre che la Spinola Hotel ha depositato la documentazione dalla quale emerge che non è soggetta ad alcuna procedura esecutiva.»

Sintesi: Qualora non vi sia piena prova sulla parentela dei ricorrenti con il titolare della concessione cimiteriale, va dichiarato inammissibile il ricorso contro la delibera che dispone la retrocessione dell'area oggetto della concessione.

Estratto: «In diritto, quindi, posto che i ricorrenti non hanno mai avuto il possesso di tale manufatto funebre, deve evidenziarsi come essi non ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...nito prova, né della proprietà dello stesso (per successione ricollegabile a colui che lo aveva edificato), né della titolarità di un diritto sepolcrale suscettibile di essere inciso dal provvedimento qui in discussione, così da determinare il radicarsi di una posizione di interesse legittimo frontistante al provvedimento di retrocessione della concessione qui in discussione.In proposito, occorre infatti ricordare che è principio giurisprudenziale consolidato quello per cui il diritto al sepolcreto già costruito (inteso come diritto reale sul manufatto destinato al ricovero di spoglie mortali, che trova la sua fonte in un atto amministrativo di concessione di terreno demaniale), è separato e diverso dal cd. ius sepulchri di remota origine: il primo si atteggia come un diritto soggettivo perfetto, assimilabile al diritto di superficie e trasmissibile; il secondo invece è del tutto svincolato dal primo e consiste nel diritto ad essere ivi tumulato o inumato, con posizione del tutto personale. Quanto allo ius sepulchri, esso a sua volta si articola nelle due tipologie, risalenti al diritto romano, del sepolcro gentilizio (ovvero iure sanguinis) o di quello iure successionis. La differenziazione scaturisce dalla interpretazione della volo... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...l fondatore del sepolcro al momento della fondazione, posto che, nella prima ipotesi (che, per giurisprudenza costante si ritiene sussistente in via presuntiva, in difetto di disposizione contraria) viene stabilita una destinazione “sibi familiaque suae”, per cui tutti i suoi discendenti e i rispettivi coniugi, rimanendo indifferenti le successive vicende della proprietà dell’edificio nella sua materialità, acquistano “iure proprio” e fin dal momento della nascita, il diritto al sepolcro, imprescrittibile ed irrinunciabile, nonché non trasmissibile né per atto “inter vivos” né “mortis causa”: viene a costituirsi così tra i contitolari una particolare forma di comunione, destinata a durare fino al venire meno degli aventi diritto, dopo di che lo “ius sepulchri” si trasforma da familiare in ereditario (cfr. Cass. Civ. n° 12957 del 29.9.2000; Cass. Civ. n° 1789 del 29.1.2007; Cass. Civ. n° 8804 del 30.5.2003; Cass. Civ. n° 5923 del 15.6.1999; Cass. Civ. n° 5015 del 29.5.1990; Cass. Civ. n° 3311 del 30.5.1984; T.A.R. Sicilia-Catania n° 243 del 29.1.2009; T.A.R. Sicilia-Catania n° 2198 del 13.11.2006; T.A.R. Veneto n° 3074 del 26.9.2006).Orbene,... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ti hanno prodotto in giudizio soltanto una certificazione anagrafica che dimostra il loro essere figli di Vanacore Alfonso; ma nessun elemento certo è stato fornito circa l’assunta parentela di quest’ultimo con Vanacore Taddeo (o Vanacore Giuda Taddeo), ovvero l’originario titolare della concessione cimiteriale de qua. Anzi, dagli atti di causa emergono ulteriori incertezze in proposito, atteso che, mentre il contenuto della delibera di G.C. n° 269/1957 sembra avvalorare la tesi di parte ricorrente (poiché l’organo comunale annovera Vanacore Alfonso tra gli aventi titolo ad opporsi alla concessione in favore di un terzo, tale Spina Vincenzo, del suolo cimiteriale di cui si discute); invece dalla successiva delibera giuntale n° 1152/1986 si evince la sussistenza di una situazione di incertezza, stante l’avvenuta presentazione di ulteriori dichiarazioni non concordi su chi fossero l’originario concessionario e i successivi titolari di diritti in relazione al sepolcro, rese da Vanacore Chiara e Vanacore Michelina (le quali, sull’assunto di essere figlie di Vanacore Catello, hanno sostenuto che l’originaria concessione era stata rilasciata ai “fratelli Giovanni, Giuseppe e Catello Vanacore” i quali lR... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...“chiesta per la sepoltura del loro genitore Taddeo”), nonché da Sicignano Maria e Domenico (i quali hanno affermato che “la concessione originaria era stata autorizzata a favore di Vanacore Giovanni nel 1848, che l’aveva chiesta per la sepoltura del padre Taddeo, deceduto nel 1848”).Dal suo canto, il Comune di Castellammare di Stabia, nel resistere al proposto ricorso, ha evidenziato l’assoluta incertezza circa l’identificazione degli aventi titolo in ordine alla concessione de qua, in tal modo contestando le affermazioni degli odierni ricorrenti.Così stando le cose, e in mancanza di elementi di idonei elementi atti a documentare quale sia la posizione vantata da Vanacore Antonino e Vanacore Ciro, il ricorso risulta in definitiva inammissibile.»



 
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