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Lo jus aedificandi del privato espropriato alla decadenza del vincolo ablatorio

Le c.d. zone bianche non implicano ex se una riespansione illimitata dello "ius aedificandi" del privato espropriato. La decadenza del vincolo espropriativo, per inutile decorrenza del quinquennio previsto, non ha infatti l'effetto di restituire all'area l'originaria destinazione di zona.

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VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI --> DECADENZA, REITERAZIONE, INDENNIZZO --> DURATA E DECADENZA --> CONSEGUENZE --> DISCIPLINA APPLICABILE --> REVIVISCENZA PRECEDENTE DESTINAZIONE

Con l'inutile decorso di un quinquennio e in difetto di una sua legittima reiterazione, il vincolo viene meno: in tal caso, l'area già vincolata non riacquista automaticamente la propria antecedente destinazione urbanistica, ma si configura come area non urbanisticamente disciplinata, ossia come c.d. zona bianca.

La decadenza dei vincoli espropriativi non comporta ex se la "riespansione" di precedenti destinazioni di zona, potendo l'amministrazione procedere, a determinate condizioni, a reiterazione del vincolo e comunque sussistendo solo l'obbligo a suo carico di reintegrare la disciplina urbanistica, dopo la decadenza del vincolo.

Costituisce jus receptum il principio per cui ove decada un vincolo espropriativo per inutile decorso del tempo non si verifica alcuna reviviscenza della pregressa destinazione: si è detto infatti, ancora di recente, che la natura espropriativa del vincolo essendo esso preordinato all'esproprio, ne implica la sua temporaneità: l'inutile decorso di un... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o, in difetto di una legittima reiterazione, ne comporta la decadenza ma l'area già vincolata, tuttavia, non riacquista automaticamente la propria antecedente destinazione urbanistica, ma si configura come area non urbanisticamente disciplinata, ossia come c.d. zona bianca.

A seguito della decadenza del vincolo espropriativo, l'area già vincolata non riacquista automaticamente la propria antecedente destinazione urbanistica, ma si configura come area non urbanisticamente disciplinata, ossia come c.d. zona bianca.

Il principio giuridico costantemente affermato dalla giurisprudenza amministrativa quello secondo cui dopo la scadenza del termine di efficacia dei vincoli urbanistici (di inedificabilità) preordinati all'espropriazione, l'edificabilità delle aree non più vincolate è ammessa esclusivamente entro i limiti previsti per i Comuni sprovvisti di strumenti urbanistici generali, limiti attualmente fissati dall'art.9 del TU n.380/2001 (per le cc.dd. "zone bianche"). Deve pertanto escludersi che in seguito alla perdita di efficacia del vincolo possa rivivere la situazione anteriore (id est: possano trovare applicazione le prescrizioni urbanistiche di PRG preesistenti a quelle dello strumento att... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...duto).

La decadenza del vincolo espropriativo non determina la riviviscenza delle prescrizioni urbanistiche previgenti all'approvazione del p.r.g., ma la conseguenza che sulle aree interessate alla decadenza del vincolo trova applicazione il medesimo regime delle così dette zone bianche, fin quando il comune non adempia al proprio obbligo di ridisciplinare urbanisticamente la zona.

A seguito dell'imposizione del vincolo preordinato all'espropriazione e decorsi inutilmente i cinque anni senza che l'Amministrazione abbia provveduto a dare corso al procedimento per l'acquisizione dell'area onde realizzare l'opera pubblica, detta area non riacquista la destinazione urbanistica antecedente l'imposizione del vincolo, bensì risulta assoggettata alla disciplina prevista dall'art. 9 T.U. 6 giugno 2001 n. 380, il quale limita le categorie degli interventi ammessi, consentendo solo attività di manutenzione ordinaria, straordinaria e di restauro e risanamento conservativo, inibendo tutti gli interventi di nuova costruzione.

La decadenza del vincolo determina l'applicabilità del combinato disposto degli artt. 9, comma 3, del Dpr n. 327/2001 e 9 del Dpr n. 380/2001, ossia di una disciplina edi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ffatto diversa da quella precedente e riconducibile al regime delle cc.dd."zone bianche".

Alla decadenza di un pregresso vincolo di destinazione di una determinata area previsto dal P.R.G., non può conseguire la reviviscenza di una precedente destinazione edificatoria, tenuto anche conto delle peculiari caratteristiche della zona in questione, venendosi a formare, invece, una zona priva di concreta disciplina urbanistica, con susseguente applicazione della disciplina dell'art. 4, ultimo comma, della legge 28 gennaio 1977, n. 10, e (nel caso di specie) dell'art. 1 della legge Regione Lazio 21 novembre 1990, n. 86, i quali prescrivono specifici limiti alla possibilità di edificazione.

In ipotesi di decadenza del vincolo espropriativo l'area vincolata non riacquista automaticamente la propria antecedente destinazione urbanistica, ma si configura come area non urbanisticamente disciplinata, ossia come c.d. zona bianca.

Alla decadenza del vincolo non consegue una riespansione illimitata dello "ius aedificandi" insito nel diritto di proprietà, ma il progetto deve in ogni caso rispettare i limitati canoni fissati dall'art. 4 della L. 10 del 1977.

Va escluso che, in ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a perdita di efficacia di un vincolo d'inedificabilità, riviva la situazione anteriore all'impostazione del vincolo, giacché essa resta definitivamente superata dalla nuova indicazione di piano.

Le "zone bianche" non implicano ex se una riespansione illimitata dello "ius aedificandi" insito nel diritto di proprietà, in quanto il progetto sottoposto all'Amministrazione deve in ogni caso rispettare i limitati canoni fissati dalle disposizioni di cui all'art. 4 della legge n. 10/1977, poi confluito nell'art. 9 del d.P.R. n. 380/ 2001.

La decadenza del vincolo espropriativo non consente di accertare lo jus aedificandi del privato, non essendo configurabile una automatica riespansione della destinazione edificatoria, originariamente prevista dal PRG.

L'inutile decorrenza del termine quinquennale entro il quale il procedimento ablatorio deve essere concluso fa venir meno il vincolo previsto dal piano regolatore; tale decadenza dal vincolo non ha l'effetto di restituire all'area l'originaria destinazione di zona, ma la trasforma in "zona bianca".

Decaduto il vincolo espropriativo, la disciplina dell'area interessata è quella delle c.d. zone bianche ossia q... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...che a causa dell'inerzia delle amministrazioni comunali nell'adozione dei P.R.G. o dei piani di fabbricazione risultano essere sprovviste di uno strumento di pianificazione territoriale; non è viceversa possibile affermare che la zona non sarebbe priva di regolamentazione urbanistica in quanto rimarrebbe disciplinata dalla pianificazione generale.

La mancata realizzazione dell'opera pubblica non equivale a rendere il terreno edificabile, posto che esso resta gravato da vincoli pubblici e che l'eventuale "restituzione" del bene relitto alla proprietà privata ed ai conseguenti usi andrebbe disposta con provvedimenti espressi, dietro apposita procedura ad istanza di parte interessata, cui compete anche l'onere di chiedere, se ne ricorrono i presupposti, una nuova destinazione urbanistica alla zona.

Il fatto che un'area sia divenuta zona bianca, non consente di restituire alla stessa l'originaria destinazione di zona.

A seguito della decadenza dei vincoli preordinati all'esproprio, le aree incise risultano prive di specifica pianificazione; come si evince dal testo unico sugli espropri, avente sul punto carattere ricognitivo del precedente quadro normativo, deve infatti ritenersi non ripristinata la destinazione antecedente ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ione del vincolo.

Va escluso che alla decadenza del vincolo d'inedificabilità possa rivivere la disciplina urbanistica previgente; ciò in quanto l'esistenza del vincolo, pur divenuto inefficace, non può essere negata ab origine, ma di esso va ritenuta la legittima operatività per il quinquennio successivo alla sua imposizione.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI --> DECADENZA, REITERAZIONE, INDENNIZZO --> DURATA E DECADENZA --> CONSEGUENZE --> DISCIPLINA APPLICABILE --> REVIVISCENZA PRECEDENTE DESTINAZIONE --> AREE AGRICOLE

Il regime previsto dall'art. 4, ultimo comma, della legge 28 gennaio 1977, nr. 10, si applica in tutti i casi di decadenza di un vincolo espropriativo, senza alcuna considerazione della disciplina di zona antecedentemente all'apposizione del vincolo; non merita accoglimento, dunque, la prospettazione secondo la quale qualora anteriormente all'imposizione del vincolo l'area avesse destinazione agricola e non edificatoria, la decadenza del vincolo farebbe "rivivere" la destinazione agricola antecedente, come se la variante non vi fosse mai stata e in modo da escludere l'applicabilità del regime delle "zone bianche".<... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...type="_moz" />

 
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