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La diversità del petitum del giudizio risarcitorio e quello indennitario esclude l'interferenza fra i giudizi


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titolo:DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ DI ESPROPRIO
anno:2018
pagine: 978 in formato A4, equivalenti a 1663 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 30,00

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Sintesi: Il potere-dovere del giudice di qualificare correttamente la domanda giudiziale (per il principio iura novit curia oggi accolto dallo stesso art 32 comma 2 c.p.a.), non consente di sostituire la domanda indennitaria proposta con diversa domanda risarcitoria, trattandosi di passare a fattispecie di responsabilità contra ius di matrice almeno colposa, che dà vita ad obbligazione di valore anziché di valuta, con conseguente diversità di disciplina, tra l'altro, anche quanto al riconoscimento del cumulo tra interessi e rivalutazione monetaria.

Estratto: «VIII. Muovendo da tali considerazioni, non può il Collegio investito della domanda per l'accertamento "del diritto all'indennizzo" condannare invece il Comune al risarcimento del danno da illecita apprensione del diritto alla volumetria spettante, in quanto in tal modo non si opererebbe una mera qualificazione della domanda, ma si darebbe luogo ad una pronuncia su domanda diversa per causa petendi e petitum (Consiglio di Stato sez IV, 6 novembre 2008, n.5498) essendo pacifico che il potere-dovere del giudice di qualificare correttamente la domanda giudiziale (per il principio iura novit curia oggi accolto dallo stesso art 32 comma 2 c.p.a.) non consente di sosti... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...manda proposta con una diversa quanto a causa petendi (ex multis Cassazione civ. sez III 7 luglio 2009 n.15904, id. sez I 19 novembre 2008 n.27517, id. sez I 9 ottobre 1988 n.10012) trattandosi di passare a fattispecie di responsabilità contra ius di matrice almeno colposa, che dà vita ad obbligazione di valore anziché di valuta, con conseguente diversità di disciplina, tra l'altro, anche quanto al riconoscimento del cumulo tra interessi e rivalutazione monetaria (ex multis Cassazione civ sez I 5 settembre 2008 n.22399, id. sez I 20 marzo 2003 n.4070).Sul punto, la domanda di parte ricorrente non può pertanto essere riqualificata d'ufficio, ex art. 32 comma 2 c.p.a., quale accertamento di un diritto al risarcimento del danno per equivalente, a pena di evidente vizio di ultrapetizione ex art 112 c.p.c., con conseguente infondatezza della pretesa azionata, non essendovi alcuna norma positiva che consenta di dar corpo al riconoscimento di uno specifico diritto all'indennizzo invocato, del tipo di quello codificato dagli art 32 e seg. e 39 d.p.r.327/2001.»

Sintesi: Sussiste diversità ontologica fra la domanda intesa ad ottenere l'indennità di occupazione legittima e quella di risarcimento del danno basata sull... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o trasferimento del bene all'espropriante, sia esso conseguente ad una occupazione appropriativa od usurpativa; ben diversi sono infatti i presupposti (mera occupazione nell'un caso e perdita del bene nell'altro), come ben diversi sono l'oggetto della domanda (indennità di occupazione nell'un caso e risarcimento nell'altro) e le modalità di determinazione dell'importo dovuto.

Estratto: «Il problema della vincolatività nel presente procedimento del giudicato assume rilievo per quanto riguarda la determinazione del valore unitario del terreno che la Corte d'Appello ha utilizzato, ritenendolo appunto vincolante nel presente giudizio, mentre risulta assorbita, per le considerazioni espresse sul secondo e nel terzo motivo di ricorso, la deduzione relativa all'asserita inesistenza della dichiarazione di pubblica utilità basata su ragioni diverse da quelle dedotte con il primo motivo.Orbene, si osserva in primo luogo che la censura, con cui è stata contestata l'esistenza del giudicato, estende inevitabilmente i suoi effetti in ordine a tutte le questioni che hanno riguardato la relativa pronuncia ed in tale ambito rientra certamente quella relativa alla valutazione dell'area.Al riguardo, in linea di principio va rilevato che i... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i legittimità può accertare direttamente l'esistenza e la portata del giudicato esterno con cognizione piena che si estende al diretto riesame degli atti del processo ed alla loro diretta interpretazione e valutazione mediante indagini anche di fatto, indipendentemente dalla dall'interpretazione data al riguardo dal giudice di merito.Ciò in quanto il giudicato va assimilato agli elementi normativi, con la conseguenza che la sua interpretazione deve essere effettuata alla stregua dell'esegesi delle norme e non già degli atti e dei negozi giuridici, essendo sindacabili sotto il profilo della violazione di legge gli eventuali errori interpretativi (Sez. Un. 24664/07).Sempre in linea di principio si rileva che il giudicato sostanziale (art. 2909 c.c.), che fa stato fra le parti in ordine alla sussistenza del diritto controverso, presuppone che la precedente causa e quella in atto vi sia identità, oltre che di soggetti, anche di "petitum" e di "causa petendi".Nell'ipotesi in esame, se una tale identità è ravvisabile fra i soggetti, non altrettanto può dirsi relativamente agli elementi della domanda (petitum e causa petendi), stante la palese diversità ontologica fra la domanda intesa ad ottenere l'inde... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...; di occupazione legittima e quella di risarcimento del danno basata sull'intervenuto trasferimento del bene all'espropriante, sia esso conseguente ad una occupazione appropriativa od usurpativa.Ben diversi sono infatti i presupposti (mera occupazione nell'un caso e perdita del bene nell'altro), come ben diversi sono l'oggetto della domanda (indennità di occupazione nell'un caso e risarcimento nell'altro) e le modalità di determinazione dell'importo dovuto.Nè può considerarsi vincolante un segmento (determinazione al mq. del terreno) della complessa operazione necessaria per giungere al risultato finale, formandosi il giudicato unicamente sulla attribuzione del bene della vita e non già anche sui criteri utilizzati e su alcuni "passaggi" necessari a tal fine.Pertanto, esclusa l'esistenza di un giudicato sulla determinazione del valore unitario attribuito al terreno dalla precedente sentenza sull'indennità di occupazione, non rimane che rinviare alle considerazioni espresse in relazione al secondo motivo di ricorso e riaffermare anche sotto tale diverso profilo l'intervenuta irrilevanza del problema relativo alla sussistenza di una dichiarazione di pubblica utilità.»

Sintesi: Nessun rilievo pu&ogra... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ai fini della competenza, la circostanza che la richiesta di pagamento dell'indennità di occupazione sia stata cumulata con la domanda di risarcimento del danno per l'irreversibile trasformazione del fondo. Tale cumulo, infatti, non esclude la diversità di petitum e causa petendi tra l'azione indennitaria che trova fondamento in un comportamento legittimo dell'amministrazione e quella risarcitoria che presuppone, viceversa, il compimento di un illecito; le stesse, pertanto restano soggette a diverse regole di competenza.

Estratto: «Nessun rilievo può avere, ai fini della competenza, la circostanza che la richiesta di pagamento dell'indennità di occupazione sia stata cumulata con la domanda di risarcimento del danno per la irreversibile trasformazione del fondo. Tale cumulo, infatti, non esclude la diversità di petitum e causa petendi tra la azione indennitaria che trova fondamento in un comportamento legittimo dell'amministrazione e quella risarcitoria che presuppone, viceversa, il compimento di un illecito; le stesse, pertanto restano soggette a diverse regole di competenza. Tale conclusione, condivisa da una consolidata giurisprudenza, è stata di recente ribadita dalla Cassazione (cfr. sent. n. 350/2000) che, c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...la competenza della Corte di Appello per le domande indennitarie (di occupazione o espropriazione) anche ove cumulativamente proposte con domande risarcitorie, ha motivatamente disatteso un unico precedente in senso contrario, che aveva ritenuto sussistente in questi casi la competenza ordinaria del Tribunale considerando l'espropriazione sostanziale una vicenda unitaria (Cass. n. 6565/97), precisando che tutto quanto si produce nel periodo di occupazione autorizzata ha per definizione il crisma della legittimità sicché l'occupazione legittima non può divenire illegittima in virtù della mancanza di un tempestivo decreto di esproprio.»

Sintesi: L'azione giudiziale di opposizione alla stima innanzi alla Corte d'Appello ai sensi dell'art 54 d.p.r. 327/2001, ha petitum e causa petendi del tutto distinta dal ricorso giurisdizionale amministrativo, diretto ad ottenere una pronuncia costitutiva di annullamento degli atti del procedimento ablatorio, potenzialmente idonea a consentire la stessa tutela risarcitoria per equivalente o in forma specifica.

Sintesi: Anche a seguito delle sentenze della Corte Cost. n. 348 e 349 del 2007 - che hanno commisurato l'indennità di esproprio al valore venale del bene a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...danno da occupazione illecita - l'obbligazione risarcitoria rimane comunque distinta come debito di valore, con conseguente riconoscimento del cumulo tra interessi e rivalutazione monetaria.

Estratto: «L'eccezione di improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse è evidentemente priva di pregio, dal momento che l'azione giudiziale di opposizione alla stima inanzi alla Corte d'Appello ai sensi dell'art 54 d.p.r. 327/2001, ha petitum e causa petendi del tutto distinta dal ricorso giurisdizionale amministrativo in epigrafe, diretto ad ottenere una pronuncia costitutiva di annullamento degli atti del procedimento ablatorio, potenzialmente idonea a consentire agli odierni ricorrenti la stessa tutela in forma specifica della restituzione dell'area, previa demolizione delle opere eventualmente realizzate dall'autorità espropriante, avvalendosi dell'effetto ripristinatorio tipico del giudicato amministrativo (ex multis Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria. 29 aprile 2005, n.2) ovvero la tutela risarcitoria per equivalente del danno patito a causa dell'occupazione illegittima, pari oltre che al valore venale del bene al cumulo tra rivalutazione ed interessi. Anche a seguito delle recenti sentenze della Corte Costituzionale n. 348 e 34... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...- che hanno commisurato l'indennità di esproprio al valore venale del bene al pari del danno da occupazione illecita - l'obbligazione risarcitoria rimane comunque distinta come debito di valore, con conseguente riconoscimento del cumulo tra interessi e rivalutazione monetaria (Cassazione civile, sez I, 5 settembre 2008 n.22399).»

Sintesi: Deve affermarsi la diversità delle due azioni, che il danneggiato è legittimato ad iniziare per effetto dell'occupazione per causa di pubblica utilità, l'una di opposizione alla stima dell'indennità di espropriazione e l'altra di risarcimento del danno derivato dal medesimo comportamento divenuto illecito; la chiara distinzione delle "causae petendi" delle due domande comporta che esse possano proporsi alternativamente ed anche in via concorrente o subordinata.

Estratto: «Quanto alla pretesa sussistenza di eventuali fatti estintivi del diritto stesso ed alla contestata determinazione della somma da corrispondersi dal Comune ai privati a tal titolo, occorre precisare in primo luogo che deve escludersi che l'intervenuta opposizione alla stima ( proposta dagli originarii ricorrenti dinanzi alla Corte di Appello ancor prima della instaurazione del presente giudizio ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e al verbale di stima n. 18/91, con il quale la Commissione Provinciale Espropri di Catanzaro ha determinato la somma dovuta per indennità definitiva di esproprio ) sia in qualche modo atta a configurare quella "manifesta acquiescenza alla procedura espropriativa" eccepita dalla difesa del Comune; e ciò sia per l'espressa riserva contraria nel seno dell'atto stesso formulata ( "senza che il presente atto possa considerarsi manifestazione di acquiescenza o rinuncia a far valere i diritti di accertamento della illegittimità del decreto e di risarcimento danni per l'occupazione illegittima – pari al valore venale del bene, oltre rivalutazione ed interessi dal dì della scadenza del periodo di efficacia del decreto di occupazione d'urgenza – nonché quelli per il conseguimento dell'indennità per il periodo di occupazione legittima e relativi interessi – azioni per le quali, ricollegandosi a già espresse richieste e diffide stragiudiziali, anche in questa sede si esprime la volontà conservativa, anche ai fini interrottivi di ogni prescrizione" ), sia per la pacifica diversità delle due azioni, che il danneggiato è legittimato ad iniziare per effetto dell'occupazione per causa di pubblica utilit&agra... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...di opposizione alla stima dell'indennità di espropriazione e l'altra di risarcimento del danno derivato dal medesimo comportamento divenuto illecito ( e la chiara distinzione delle "causae petendi" delle due domande comporta che esse possano proporsi alternativamente ed anche in via concorrente o subordinata; così Cass., 16 luglio 2008, n. 19590; Cass., 7 ottobre 2005, n. 19644 e Cass., 8 settembre 2004, n. 18067 ). Tale principio esclude "ictu oculi" ogni incidenza della esperita opposizione alla domanda risarcitoria oggetto del presente giudizio, il cui esame può quindi proseguire senza alcuna ragione di preclusione.»

Sintesi: Gli esiti dell'opposizione alla stima instaurata innanzi al GO non può in alcun modo incidere sul giudizio vertente su vicenda il cui presupposto è la carenza, allo stato, di un titolo idoneo all'ablazione dell'area secundum jus.

Estratto: «15. Infondata si palesa pure l'eccezione, pure proposta dall'appellato Comune, relativa alla preclusione che il presente giudizio subirebbe per la preventiva proposizione di vertenza di opposizione alla stima radicata avanti la Corte d'Appello di Reggio Calabria.16. Si oppongono alle deduzioni del Comune due ordini di ragioni:a) il p... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...olve in una osservazione logica secondo la quale, posta l'esistenza della giurisdizione esclusiva in materia, non si vede come tale attribuzione del potere cognitivo possa essere incisa o comunque scalfita dal conferimento di una particolare e assai delimitata competenza giurisdizionale ad un organo giudicante dell'A.G.O., che non travalica giammai gli ambiti definiti dalla specifica norma;b) il secondo costituisce sviluppo coerente del primo rilievo, in quanto l'opposizione alla stima si iscrive tra le vertenze che presuppongono consumate (o, almeno, mai dedotte) questioni attinenti l'esercizio del potere, mentre presupposto indispensabile per una coerente pronuncia della Corte d'appello è che sia stato emanato (o che possa essere emanato, ovviamente nei termini) il conforme atto ablatorio.17. Gli esiti della procedura instaurata avanti il Magistrato d'appello reggino non potranno in alcun modo incidere sulla vicenda in esame, il presupposto della quale è la carenza, allo stato, di un titolo idoneo all'ablazione dell'area secundum jus.»

Sintesi: Nella materia espropriativa l'azione assume natura risarcitoria ex art. 2043 cod. civ., soltanto nell'ipotesi in cui il procedimento non si concluda ritualmente con l'adozione del decreto di espropr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rave; mediante la c.d. occupazione espropriativa; in caso viceversa in cui il decreto di esproprio sia intervenuto tempestivamente, spetta al titolare del bene l'azione di opposizione alla stima dell'indennità, ovvero, in mancanza di questa, di determinazione giudiziale dell'indennità di espropriazione.

Estratto: «Siffatta impostazione resiste alle censure dei ricorrenti,i quali trascurano,da un lato,che anche nello stabilire l'effettivo contenuto della domanda il giudice del merito deve osservare il criterio del "petitum sostanziale", ossia dello specifico oggetto e della reale natura della controversia, da identificarsi non soltanto in funzione della concreta statuizione che si chiede, ma anche, e soprattutto, in funzione della "causa petendi", che è costituita dall'intrinseca natura della posizione soggettiva, dedotta in giudizio, e individuabile in relazione alla sostanziale protezione accordata, in astratto, dall'ordinamento alla posizione medesima, senza che a tal fine possa assumere rilievo la prospettazione erronea della parte. E, dall'altro, che il giudice di appello, nell'esercizio del suo potere di interpretazione e qualificazione giuridica della domanda, non è in alcun modo condizionato dalle... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ottate in concreto dalla parte, dovendo egli tener conto, al fine di identificare correttamente l'oggetto sostanziale della emananda pronuncia (desumibile dalla situazione dedotta in causa e dalle eventuali precisazioni formulate nel corso del giudizio), del solo contenuto effettivo della pretesa;e perciò ben può operare una ricostruzione dei fatti diversa da quella prospettata dalle parti, o rendere una qualificazione giuridica autonoma rispetto a quella della sentenza impugnata, e criticata dalle stesse; con il solo limite attinente al divieto di attribuire un bene non richiesto o, comunque, di emettere una statuizione che non trovi corrispondenza nei fatti di causa. Ora nella materia espropriativa,l'azione per consentire al proprietario il conseguimento dell'indennizzo ex art. 42 Cost., assume natura risarcitoria ex art. 2043 cod. civ., e contenuto corrispondente al controvalore del bene autoritativamente acquisito dall'amministrazione espropriante,soltanto nell'ipotesi qui neppure prospettata dai ricorrenti, in cui il procedimento non si concluda ritualmente con l'adozione del decreto di esproprio, bensì mediante la c.d. occupazione espropriativa in conseguenza dell'irreversibile trasformazione dell'immobile nell'opera pubblica programmata dalla dichiara... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...u. (alla quale soltanto si riferiscono, peraltro, sia le decisioni della Corte Edu, sia le disposizioni della L. n. 359 del 1992, art. 5 bis, comma 7 bis, sulla liquidazione dell'indennizzo, perciò inutilmente invocate nel terzo motivo del ricorso). Nel caso concreto, invece, entrambi i giudici di merito hanno accertato ed i ricorrenti specificamente confermato (pag. 20) che il decreto ablativo è intervenuto tempestivamente in data 1 giugno 1982, a conclusione del procedimento espletato in modo conforme alle disposizioni della L. n. 865 del 1971; con la conseguenza che le azioni loro attribuite per conseguire l'indennizzo di cui al menzionato art. 42 Cost., questa volta derivante da atti legittimi della P.A. espropriante, derivavano dall'art. 19 di quest'ultima legge, e si traducevano nell'opposizione alla stima dell'indennità calcolata dalla Commissione provinciale di cui al precedente art. 15; ovvero, in mancanza di essa (ed in presenza del decreto di esproprio) nella richiesta di determinazione giudiziale dell'indennità di espropriazione loro dovuta (Cass. 7400/2003; 5513/2000). E che entrambe dette azioni appartenevano alla speciale competenza in unico grado della Corte di Appello. Atteso questo quadro normativo era del tutto irrilevante la prospe... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lla domanda come risarcitoria, traducendosi la stessa sostanzialmente in una pretesa che trova il suo momento genetico, diretto ed immediato nell'avvenuta espropriazione legittima del loro immobile e nel diritto dei proprietari di percepire la giusta indennità (sia essa pari al controvalore del bene o quantificabile con altro criterio stabilito dalla legge); ai quali di conseguenza non era consentito modificarne la natura, né tanto meno richiedere attraverso l'espediente suddetto di un'erronea prospettazione risarcitoria, un indennizzo diverso e/o quantificabile con criteri, diversi da quello loro concesso dal precetto costituzionale, nonché dalla legge ordinaria.»

Sintesi: La diversità del petitum del giudizio risarcitorio e quello indennitario esclude ambiti d'interferenza fra i due giudizi.

Estratto: «Il fenomeno dell'accessione invertita si concreta indubbiamente in un illecito del Comune, obbligando quest'ultimo al risarcimento del danno subito per la perdita del diritto dominicale; danno da quantificarsi secondo i parametri di legge. E' appena il caso di evidenziare a riguardo che la competenza sul giudizio risarcitorio è del Tribunale adito; nessuna rilevanza assume a riguardo la contempor... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...uzione del giudizio indennitario presso la Corte d'Appello: la diversità del petitum esclude infatti ambiti d'interferenza fra i due processi. Circa i criteri di quantificazione del danno in argomento, deve precisarsi in via preliminare che, giacché la realizzazione dell'opera pubblica è avvenuta precedentemente alla scadenza dell'occupazione legittima, il momento dei verificarsi dell'illecito coincide con la detta scadenza (cfr. Cass. n. 9473/99). Se, infatti, i termini di occupazione non sono decorsi, la compressione della facoltà di godimento del proprietario appare legittima, sicché nei confronti di costui le vicende del fondo sono irrilevanti. E' proprio la connotazione d'illiceità del fenomeno appropriativo ad escludere che il diritto al risarcimento possa ritenersi maturato prima che sia venuto meno il titolo di detenizione del bene a favore della p.a.: fino a tale momento infatti il decreto di esproprio potrebbe intervenire (Cass. n. 5879/98). Nel caso di specie, quindi, proprio in virtù delle proroghe dei termini di occupazione eccepite dal Comune, la scadenza dell'occupazione legittima è avvenuta, come detto, il 9.10.1995.»

Sintesi: Qualora intervenga sentenza a seguito di domanda per il ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ell'indennità di espropriazione, l'azione di risarcimento non pone problemi di ne bis in idem, consistendo la stessa nella richiesta dell'ulteriore somma a titolo di risarcimento maturata per effetto dell'illecita attività realizzata dall'amministrazione ovvero della mancata definizione del procedimento di esproprio entro il termine di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità.

Estratto: «2.- Si può quindi passare all'esame della contestata violazione del principio del ne bis in idem. L'eccezione è infondata. Come si evince dalla lettura del ricorso per decreto ingiuntivo, notificato il 25.3.1996, e dalla sentenza del tribunale di Salerno n. 1716 del 18.9.1998, la ricorrente ha chiesto il pagamento dell'indennità di occupazione e di esproprio, come determinata dal Comune di Montecorvino Rovella. Ciò sul presupposto che il comune avrebbe definito la procedura espropriativa entro il prescritto termine. E' però accaduto che l'amministrazione, a tutt'oggi, nonostante il decorso di circa tredici anni dalla predetta quantificazione, non ha ancora definito la procedura e quindi continua ad occupare illegittimamente l'area di proprietà della ricorrente. In quest'ambito, l'azione di risarcimen... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... dalla ricorrente non pone problemi di ne bis in idem, consistendo la stessa nella richiesta dell'ulteriore somma a titolo di risarcimento maturata per effetto dell'illecita attività realizzata dall'amministrazione ovvero della mancata definizione del procedimento di esproprio entro il termine di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità.»

Sintesi: Le domande di risarcimento del danno da occupazione appropriativa e di indennità per l'occupazione temporanea legittima sono contrassegnate da petitum e causa petendi distinti, sicché quest'ultima non può ritenersi compresa nell'originaria richiesta di risarcimento.

Estratto: «Con il secondo motivo dell'impugnazione, parte appellante lamenta l'errato riconoscimento dell'indennità di occupazione legittima, in quanto in concreto mai espressamente richiesta da parte attrice, che, anche in questo grado del giudizio, si è limitata a ribadire la domanda di "risarcimento di tutti i danni, a qualsiasi titolo dovuti". In effetti, sul punto si deve partire dal rilievo che "le domande di risarcimento del danno da occupazione appropriativa e di indennità per l'occupazione temporanea legittima sono contrassegnate da petit... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...petendi distinti (Cass. 19 ottobre 2006, n. 22479), nonché in termini ancora più specifici, che "la domanda intesa ad ottenere il riconoscimento dell'indennità di occupazione legittima è del tutto autonoma rispetto alle altre richieste proponibili a seguito dell'espropriazione, essendo munita di diversa causa petendi e petitum, sicché non può ritenersi compresa nell'originaria richiesta di "risarcimento di tutti i danni subiti", e la sua specificazione in sede di precisazione delle conclusioni integra una domanda nuova" (Cass. 27 settembre 2006, n. 21018).»

Sintesi: La domanda di determinazione dell'indennità di espropriazione si configura, rispetto a quella di risarcimento del danno da occupazione appropriativa, come ontologicamente diversa, atteso che la prima ha ad oggetto il giusto indennizzo a norma dell'art. 42 Cost. e trova causa nella tempestiva emissione di un provvedimento ablatorio, mentre la seconda è volta ad ottenere il risarcimento del danno conseguente alla perdita della proprietà del bene irreversibilmente destinato alle esigenze dell'opera pubblica ed è fondata su un comportamento illecito della Pubblica Amministrazione.

Estratto:... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...domanda di determinazione dell'indennità di espropriazione si configura, rispetto a quella di risarcimento del danno da occupazione appropriativa, come ontologicamente diversa, atteso che la prima ha ad oggetto il giusto indennizzo a norma dell'art. 42 Cost. e trova causa nella tempestiva emissione di un provvedimento ablatorio...
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Sintesi: La diversità delle due azioni, l'una di opposizione alla stima dell'indennità di espropriazione e l'altra di risarcimento del danno derivato dal medesimo comportamento divenuto illecito, e la chiara distinzione delle causae petendi delle due domande, comporta che esse possano proporsi alternativamente, anche in via concorrente o subordinata.

Estratto: «4.1. In via preliminare e sul piano logico deve anzitutto esaminarsi il primo motivo di ricorso incidentale, che insiste per la inammissibilità della opposizione alla stima oggetto della presente causa, per l'intervenuto giudicato della sentenza che aveva denegato il risarcimento dei danni. Tale pronuncia, ad avviso del ricorrente incidentale, coprendo il dedo... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ducibile, impedisce il riconoscimento di ogni tipo di ristoro per la perdita delle aree subita dalla G., pure a titolo di indennità di espropriazione legittima e d'occupazione. La diversità delle due azioni che il danneggiato è legittimato ad iniziare, per effetto dell'occupazione per causa di pubblica utilità, l'una di opposizione alla stima dell'indennità di espropriazione e l'altra di risarcimento del danno derivato dal medesimo comportamento divenuto illecito, e la chiara distinzione delle causae petendi delle due domande, comporta che esse possano proporsi alternativamente, come afferma la Corte territoriale, e anche in via concorrente o subordinata (così Cass. 7 ottobre 2005 n. 19644 e 8 settembre 2004 n. 18067). - Tale principio esclude ictu oculi ogni incidenza del rigetto della domanda risarcitoria sulla presente opposizione alla stima, il cui esame deve quindi proseguire anche in sede di legittimità, non emergendo alcuna ragione di preclusione dei motivi di ricorso, collegata al rigetto definitivo dalla pregressa azione risarcitoria costituente giudicato.»

Sintesi: La domanda di determinazione dell'indennità di espropriazione si configura, rispetto a quella di risarcimento del danno da occu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...egittima, come ontologicamente diversa, poiché il fatto costitutivo del diritto fatto valere (cosiddetta "causa petendi") è rappresentato, quanto alla prima, dalla tempestiva emissione di un provvedimento ablatorio, mentre nella seconda è costituito da un comportamento illecito della Pubblica Amministrazione.

Estratto: «Sennonché, questa Corte ha ripetutamente affermato che la domanda di determinazione dell'indennità di espropriazione si configura, rispetto a quella di risarcimento del danno da occupazione illegittima, come ontologicamente diversa, poiché il fatto costitutivo del diritto fatto valere (cosiddetta "causa petendi") è rappresentato, quanto alla prima, dalla tempestiva emissione di un provvedimento ablatorio, ancorché sia mancata la stima amministrativa dell'indennità, mentre nella seconda è costituito da un comportamento illecito della Pubblica Amministrazione (Cass. 10535/2002; 11344/2001; 9055/1999; 4485/1998; 11506/1996); che d'altra parte vi è mutamento della domanda giudiziale e non semplicemente diversa qualificazione giuridica del fatto posto a fondamento della pretesa, quando sia modificato uno dei tre elementi individuatori ("person... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...uot;petitum", "causa petendi"); e che nella particolare fattispecie la modificazione della "causa petendi", comporta il verificarsi di effetti giuridici diversi, atteso che il fatto costitutivo di ciascuno è diverso, essendo fondato non soltanto su situazioni giuridiche addirittura opposte, ma anche su situazioni fattuali tra di esse inconciliabili: e cioè sui provvedimenti ablatori del 1990 la domanda di stima dell'indennità. Mentre quella risarcitoria richiede l'accertamento della situazione materiale risalente agli anni 1979-1980, dall'occupazione dei terreni C. fino alla loro irreversibile trasformazione nell'opera scolastica. Sicchè la sentenza impugnata ha fatto buon governo di questi principi, dichiarando inammissibile la domanda nuova dei proprietari per. la circostanza non contestata che la controparte non. aveva accettato su di essa il contraddittorio con conseguente preclusione del suo esame sia pure per stabilire se fosse devoluta o meno alla competenza per materia della stessa Corte di appello.»

Sintesi: La domanda di determinazione dell'indennità di espropriazione si configura, rispetto a quella di risarcimento del danno da occupazione illegittima, come ontologicamente diversa, poic... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l fatto costitutivo del diritto fatto valere è rappresentato, quanto alla prima, dalla tempestiva emissione di un provvedimento ablatorio, ancorché sia mancata la stima amministrativa dell'indennità, mentre quello costitutivo della seconda è rappresentato da un comportamento illecito della Pubblica Amministrazione.

Estratto: «Il giudice d'appello correttamente ha ritenuto che nel caso di specie il primo giudice fosse incorso nel vizio di ultrapetizione, atteso che la domanda di determinazione dell'indennità di espropriazione si configura, rispetto a quella di risarcimento del danno da occupazione illegittima (formulata dagli attori), come ontologicamente diversa, poiché il fatto costitutivo del diritto fatto valere è rappresentato, quanto alla prima, dalla tempestiva emissione di un provvedimento ablatorio, ancorché sia mancata la stima amministrativa della indennità, mentre quello costitutivo della seconda è rappresentato da un comportamento illecito della Pubblica Amministrazione (cfr. in tal senso: Cass. n. 10535 del 2002; Cass. n. 11344 del 2001; Cass. n. 11506 del 1996). Il giudice a quo, rilevata la sussistenza di detta nullità, non rientrando questa in una delle ipotesi, ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...art. 354 c.p.c., di rimessione della causa al primo giudice, avrebbe dovuto pronunciare sul merito, senza limitarsi, come invece ha fatto a dichiarare la nullità della sentenza non definitiva impugnata. Tale soluzione trova conforto in numerosi precedenti di questa corte, che ha più volte affermato il principio, che il collegio condivide, secondo cui il giudice di appello, che accerti un vizio di extrapetizione della sentenza di primo grado, deve trattenere la causa e decidere sul merito, nei limiti dell'oggetto delineato dalle effettive domande delle parti, non ricorrendo una delle ipotesi, di cui all'art. 354 c.p.c., di rimessione della causa al primo giudice (cfr. tra le molte: Cass. n. 13892 del 2005; Cass. n. 15373 del 2000; Cass. n. 969 del 1981).»

Sintesi: Le domande giudiziarie di opposizione alla stima e quella di risarcimento danni per occupazione appropriativa sono diverse per "causa petendi" e "petitum". Hanno tuttavia in comune una condizione dell' azione fondata su identica questione; la legittimità del decreto di espropriazione costituisce infatti condizione dell'azione della domanda di opposizione alla stima e la illegittimità del medesimo provvedimento costituisce condizione dell'azio... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...manda di risarcimento danni da occupazione appropriativa.

Estratto: «Va qui sottolineato che, anche in presenza di due domande giudiziarie diverse per "causa petendi" e "petitum" (quali sono quella di opposizione alla stima e quella di risarcimento danni per occupazione appropriativa), qualora dette domande abbiano in comune una condizione dell'azione fondata su di una identica questione...
[...omissis...]

Sintesi: La domanda di risarcimento del danno per irreversibile trasformazione del fondo per il quale non sia intervenuto tempestivo decreto di esproprio, è del tutto difforme dalla domanda di pagamento dell' indennità di esproprio per il medesimo fondo, sicché la prima, esperita solo in sede di memoria conclusionale, non può che ritenersi inammissibile in ragione della sua novità.

Estratto: «Con l'atto di citazione introduttivo del presente giudizio gli attori hanno dedotto per un verso la occupazione in virtù del decreto n. 7249/1990 delle particelle n. 9/91/988/989 e, per altro verso, la occupazione in via del tutto ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e non autorizzata di ulteriori particelle. Per l'effetto hanno chiesto con riferimento alle prime particelle, oggetto del decreto di occupazione di urgenza, il pagamento della "indennità di esproprio" e con riferimento alle seconde, occupate nonostante arbitrariamente, il risarcimento del danno; hanno chiesto, inoltre il risarcimento dell'ulteriore conseguente alla perdita di valore del fondo loro residuato. Invero in sede di memoria conclusionale gli attori hanno dedotto che, non essendo mai intervenuto il decreto di esproprio, avevano diritto al risarcimento del danno con riferimento a tutto il suolo di proprietà. In detti termini, tuttavia, la domanda non può essere accolta fondandosi su fatti costitutivi del tutto difformi da quelli originariamente dedotti. Infatti, la domanda di risarcimento del danno per irreversibile trasformazione del fondo per il quale non sia intervenuto tempestivo decreto di esproprio è del tutto difforme dalla domanda di pagamento della indennità di esproprio per il medesimo fondo, sicché la prima, esperita solo in sede di memoria conclusionale, non può che ritenersi inammissibile in ragione della sua novità.»

Sintesi: La domanda di determinazione dell'indennit&... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...espropriazione si configura ontologicamente diversa da quella di risarcimento del danno da occupazione illegittima, stante la diversità di petitum e di causa petendi; il fatto costitutivo della prima è rappresentato dalla tempestiva emissione di un provvedimento ablatorio e la stessa ha ad oggetto il giusto indennizzo a norma art. 42 Cost., mentre la seconda è volta ad ottenere il risarcimento del danno conseguente alla perdita della proprietà del bene ed è fondata sulla illecita occupazione da parte della Pubblica Amministrazione.

Estratto: «Va, del pari, riconosciuta l'inammissibilità della produzione del documento (copia dell'atto di citazione notificato alla Gia.Fi. Costruzioni S.p.A. in data 3.12.2004) allegato alla memoria sopraindicata, essendo da escludere che la pendenza, davanti al Tribunale di Roma, del giudizio avente per oggetto la domanda di risarcimento del danno derivante dall'irreversibile trasformazione del fondo in assenza del decreto di esproprio possa determinare, rispetto al giudizio (come appunto quello presente) di opposizione alla stima dell'indennità di espropriazione, la cessazione della materia del contendere, segnatamente sotto le specie (come nel caso in esame) del definitivo... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o dell'interesse delle parti istanti ad ottenere una pronuncia definitiva sull'impugnazione della decisione del giudice di merito resa all'esito del giudizio (di opposizione appunto alla stima indennitaria, L. n. 865 del 1971, ex art. 9) dianzi menzionato, nel senso esattamente che tale cessazione postula l'esistenza di una situazione (ritualmente acquisita o concordemente ammessa) dalla quale emerga che è venuta meno ogni ragione di contrasto tra le parti in ordine alla lite de qua (Cass. 2 agosto 2004, n. 14775; Cass. 11 gennaio 2006, n. 271), laddove la domanda di determinazione dell'indennità anzidetta si configura ontologicamente diversa da quella di risarcimento del danno da occupazione illegittima, stante la diversità di petitum e di causa petendi, posto che il fatto costitutivo della prima è rappresentato dalla tempestiva emissione di un provvedimento ablatorio e la stessa ha ad oggetto il giusto indennizzo a norma art. 42 Cost., mentre la seconda è volta ad ottenere il risarcimento del danno conseguente alla perdita della proprietà del bene ed è fondata sulla illecita occupazione appropriativa da parte della Pubblica Amministrazione (Cass. 30 agosto 2001, n. 11344; Cass. 19 luglio 2002, n. 10535; Cass. 9 giugno 2004, n. 1... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o;

Sintesi: La domanda di determinazione dell'indennità di espropriazione si configura, rispetto a quella di risarcimento del danno da occupazione illegittima, come ontologicamente diversa, poiché la causa petendi è rappresentata, quanto alla prima, dalla tempestiva emissione di un provvedimento ablatorio (o del trasferimento volontario del bene), mentre quello costitutivo della seconda è rappresentato da un comportamento illecito dell'Amministrazione.

Estratto: «La censura del ricorrente Comune di Monsummano coglie invece nel segno per la parte della sentenza che intende attribuire alla pretesa azionata anche una connotazione risarcitoria: presupponendo che sia intervenuta la cessione del bene, è una contraddizione insanabile la qualificazione di essa come risarcimento per la perdita della proprietà, che viceversa nega che la prima sia avvenuta. La domanda di determinazione dell'indennità di espropriazione si configura, rispetto a quella di risarcimento del danno da occupazione illegittima, come ontologicamente diversa, poiché la causa petendi è rappresentata, quanto alla prima, dalla tempestiva emissione di un provvedimento ablatorio (o del trasferimento volontario del ben... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...quello costitutivo della seconda è rappresentato da un comportamento illecito dell'Amministrazione (Cass. 30.8.2001, n. 11344, rv. 549122).»

Sintesi: La domanda di determinazione dell'indennità di occupazione si configura, rispetto a quella di risarcimento del danno da occupazione illegittima, ontologicamente diversa, sia nel petitum che nella causa petendi.

Estratto: «Questa Corte, infatti, è fermissima nel ritenere che la domanda di determinazione dell'indennità di occupazione si configura, rispetto a quella di risarcimento del danno da occupazione illegittima, come ontologicamente diversa, poiché il fatto costitutivo del diritto fatto valere (cosiddetta "causa petendi") è rappresentato, quanto alla prima, dalla tempestiva emissione di un provvedimento ablatorio (il decreto di occupazione), ancorché sia mancata la stima amministrativa dell'indennità, mentre nella seconda è costituito da un comportamento illecito della Pubblica Amministrazione;e perché è diverso, di conseguenza, anche il petitum delle due azioni,costituito in quest'ultima non dal ristoro concesso all'espropriando ex art. 42 Costit. per il sacrificio richiestogli, bensì d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...pregiudizio sofferto dal suo patrimonio. Senza considerare che la competenza a conoscere di detta azione appartiene al Tribunale a differenza che dall'opposizione alla stima dell'indennità (o dall'azione per la sua determinazione) rientrante,come non ha mancato di rilevare la stessa sentenza impugnata, nella speciale competenza della Corte di appello di cui all'art. 20 della legge 865/1971.»

Sintesi: La domanda di determinazione dell'indennità di occupazione si configura, rispetto a quella di risarcimento del danno da occupazione illegittima, come ontologicamente diversa. Il fatto costitutivo del diritto fatto valere (cosiddetta "causa petendi") è rappresentato infatti, quanto alla prima domanda, dalla tempestiva emissione del decreto di occupazione, quanto alla seconda, da un comportamento illecito della Pubblica Amministrazione, mentre il petitum è costituito in quest'ultima non dal ristoro concesso all'espropriando ex art. 42 Cost., bensì dall'intero pregiudizio sofferto dal suo patrimonio.

Estratto: «Questa Corte è fermissima nel ritenere che la domanda di determinazione dell'indennità di occupazione si configura, rispetto a quella di risarcimento del danno da occupa... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ittima, come ontologicamente diversa. Il fatto costitutivo del diritto fatto valere (cosiddetta "causa petendi") è rappresentato infatti, quanto alla prima domanda, dalla tempestiva emissione di un provvedimento ablatorio (il decreto di occupazione), ancorché sia mancata la stima amministrativa dell'indennità e, quanto alla seconda, da un comportamento illecito della Pubblica Amministrazione, mentre il petitum è costituito in quest'ultima non dal ristoro concesso all'espropriando ex art. 42 Cost. per il sacrificio richiestogli, bensì dall'intero pregiudizio sofferto dal suo patrimonio, sia pure nei limiti poi precisati dalla legge. Senza considerare che la competenza a conoscere di detta azione appartiene al Tribunale, a differenza dell'opposizione alla stima dell'indennità (o dell'azione per la sua determinazione) rientrante, come non ha mancato di rilevare la stessa sentenza impugnata, nella speciale competenza della Corte di appello di cui all'art. 20 della Legge 865/1971.»



 
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