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La diversità del petitum del giudizio risarcitorio e quello indennitario esclude l'interferenza fra i giudizi


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titolo:DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ DI ESPROPRIO
anno:2018
pagine: 978 in formato A4, equivalenti a 1663 pagine in formato libro
formato: pdf  
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Avvocato, Responsabile Servizio Espropri Amministrazione provinciale di Catanzaro

GIUDIZIO --> DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ --> DOMANDA RISARCITORIA, DIFFERENZA

Non sussiste un principio di automatica e generalizzata conversione della domanda di risarcimento del danno da occupazione acquisitiva in domanda di indennità di esproprio. La domanda di corresponsione dell'indennità di esproprio e quella di risarcimento del danno da cosiddetta accessione invertita hanno diversa natura, l'una indennitaria e l'altra risarcitoria, e si basano su diversi presupposti di fatto, e cioè l'emanazione del decreto di esproprio la prima ovvero l'occupazione acquisitiva a seguito dell'irreversibile trasformazione del bene illegittimamente occupato la seconda. Con l'ulteriore conseguenza che, una volta disattesa l'unica domanda di risarcimento del danno da occupazione acquisitiva, resta interdetto al giudice di pronunciare sulla diversa domanda volta ad ottenere la corresponsione dell'indennità di esproprio.

La domanda di determinazione dell'indennità di occupazione legittima non può ritenersi ricompresa in quella risarcitoria per danno da occupazione acquisitiva, diversa per petitum e causa petendi (la prima si fonda su di un provvedimento di occupazione seguito dall'immissione in poss... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ad oggetto il giusto indennizzo a norma dell'art. 42 Cost., mentre la seconda sulla condotta illecita della P.A. e tende al conseguimento del controvalore del bene perduto).

La diversità di causa pretendi e di petitum esclude che accertamenti, verifiche e stime pertinenti al giudizio risarcitorio possano avere assunto l'efficacia di giudicato sostanziale rilevante anche in sede di giudizio inerente l'indennità e che, dunque, possa fare qui stato pure la qualificazione dei suoli appresi come edificabili o meno ivi espressa.

La pendenza di un giudizio di opposizione alla stima indennitaria non osta alla valutazione della diversa e più radicale questione della sorte del diritto di proprietà in mancanza dell'emanazione di un valido provvedimento di esproprio, ed anzi è la decisione di questo giudizio a risultare pregiudiziale rispetto a quello di opposizione alla stima.

Il giudice non può convertire la domanda, originariamente proposta, di opposizione alla stima, in domanda di risarcimento del danno da occupazione acquisitiva, in considerazione della diversità di petitum e di causa petendi tra le domande anzidette, ovvero della loro "infungibilità", configurandosi quella di... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ione dell'indennità di espropriazione, rispetto alla domanda di risarcimento del danno da occupazione appropriativa, come ontologicamente diversa.

Il potere-dovere del giudice di qualificare correttamente la domanda giudiziale (per il principio iura novit curia oggi accolto dallo stesso art 32 comma 2 c.p.a.), non consente di sostituire la domanda indennitaria proposta con diversa domanda risarcitoria, trattandosi di passare a fattispecie di responsabilità contra ius di matrice almeno colposa, che dà vita ad obbligazione di valore anziché di valuta, con conseguente diversità di disciplina, tra l'altro, anche quanto al riconoscimento del cumulo tra interessi e rivalutazione monetaria.

Sussiste diversità ontologica fra la domanda intesa ad ottenere l'indennità di occupazione legittima e quella di risarcimento del danno basata sull'intervenuto trasferimento del bene all'espropriante, sia esso conseguente ad una occupazione appropriativa od usurpativa; ben diversi sono infatti i presupposti (mera occupazione nell'un caso e perdita del bene nell'altro), come ben diversi sono l'oggetto della domanda (indennità di occupazione nell'un caso e risarcimento nell'altro) e le modalità di determinazio... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...orto dovuto.

Nessun rilievo può avere, ai fini della competenza, la circostanza che la richiesta di pagamento dell'indennità di occupazione sia stata cumulata con la domanda di risarcimento del danno per l'irreversibile trasformazione del fondo. Tale cumulo, infatti, non esclude la diversità di petitum e causa petendi tra l'azione indennitaria che trova fondamento in un comportamento legittimo dell'amministrazione e quella risarcitoria che presuppone, viceversa, il compimento di un illecito; le stesse, pertanto restano soggette a diverse regole di competenza.

L'azione giudiziale di opposizione alla stima innanzi alla Corte d'Appello ai sensi dell'art 54 d.p.r. 327/2001, ha petitum e causa petendi del tutto distinta dal ricorso giurisdizionale amministrativo, diretto ad ottenere una pronuncia costitutiva di annullamento degli atti del procedimento ablatorio, potenzialmente idonea a consentire la stessa tutela risarcitoria per equivalente o in forma specifica.

Anche a seguito delle sentenze della Corte Cost. n. 348 e 349 del 2007 - che hanno commisurato l'indennità di esproprio al valore venale del bene al pari del danno da occupazione illecita - l'obbligazione risarcitoria rimane comunque distinta come debit... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ..., con conseguente riconoscimento del cumulo tra interessi e rivalutazione monetaria.

Deve affermarsi la diversità delle due azioni, che il danneggiato è legittimato ad iniziare per effetto dell'occupazione per causa di pubblica utilità, l'una di opposizione alla stima dell'indennità di espropriazione e l'altra di risarcimento del danno derivato dal medesimo comportamento divenuto illecito; la chiara distinzione delle "causae petendi" delle due domande comporta che esse possano proporsi alternativamente ed anche in via concorrente o subordinata.

Gli esiti dell'opposizione alla stima instaurata innanzi al GO non può in alcun modo incidere sul giudizio vertente su vicenda il cui presupposto è la carenza, allo stato, di un titolo idoneo all'ablazione dell'area secundum jus.

Nella materia espropriativa l'azione assume natura risarcitoria ex art. 2043 cod. civ., soltanto nell'ipotesi in cui il procedimento non si concluda ritualmente con l'adozione del decreto di esproprio, bensì mediante la c.d. occupazione espropriativa; in caso viceversa in cui il decreto di esproprio sia intervenuto tempestivamente, spetta al titolare del bene l'azione di opposizione alla stima dell'indennità, ovve... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...anza di questa, di determinazione giudiziale dell'indennità di espropriazione.

La diversità del petitum del giudizio risarcitorio e quello indennitario esclude ambiti d'interferenza fra i due giudizi.

Qualora intervenga sentenza a seguito di domanda per il pagamento dell'indennità di espropriazione, l'azione di risarcimento non pone problemi di ne bis in idem, consistendo la stessa nella richiesta dell'ulteriore somma a titolo di risarcimento maturata per effetto dell'illecita attività realizzata dall'amministrazione ovvero della mancata definizione del procedimento di esproprio entro il termine di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità.

Le domande di risarcimento del danno da occupazione appropriativa e di indennità per l'occupazione temporanea legittima sono contrassegnate da petitum e causa petendi distinti, sicché quest'ultima non può ritenersi compresa nell'originaria richiesta di risarcimento.

La domanda di determinazione dell'indennità di espropriazione si configura, rispetto a quella di risarcimento del danno da occupazione appropriativa, come ontologicamente diversa, atteso che la prima ha ad oggetto il giusto indennizzo a norma dell'art.... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... trova causa nella tempestiva emissione di un provvedimento ablatorio, mentre la seconda è volta ad ottenere il risarcimento del danno conseguente alla perdita della proprietà del bene irreversibilmente destinato alle esigenze dell'opera pubblica ed è fondata su un comportamento illecito della Pubblica Amministrazione.

La diversità delle due azioni, l'una di opposizione alla stima dell'indennità di espropriazione e l'altra di risarcimento del danno derivato dal medesimo comportamento divenuto illecito, e la chiara distinzione delle causae petendi delle due domande, comporta che esse possano proporsi alternativamente, anche in via concorrente o subordinata.

Le domande giudiziarie di opposizione alla stima e quella di risarcimento danni per occupazione appropriativa sono diverse per "causa petendi" e "petitum". Hanno tuttavia in comune una condizione dell' azione fondata su identica questione; la legittimità del decreto di espropriazione costituisce infatti condizione dell'azione della domanda di opposizione alla stima e la illegittimità del medesimo provvedimento costituisce condizione dell'azione della domanda di risarcimento danni da occupazione appropriativa.

La do... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...sarcimento del danno per irreversibile trasformazione del fondo per il quale non sia intervenuto tempestivo decreto di esproprio, è del tutto difforme dalla domanda di pagamento dell' indennità di esproprio per il medesimo fondo, sicché la prima, esperita solo in sede di memoria conclusionale, non può che ritenersi inammissibile in ragione della sua novità.

La domanda di determinazione dell'indennità di espropriazione si configura ontologicamente diversa da quella di risarcimento del danno da occupazione illegittima, stante la diversità di petitum e di causa petendi; il fatto costitutivo della prima è rappresentato dalla tempestiva emissione di un provvedimento ablatorio e la stessa ha ad oggetto il giusto indennizzo a norma art. 42 Cost., mentre la seconda è volta ad ottenere il risarcimento del danno conseguente alla perdita della proprietà del bene ed è fondata sulla illecita occupazione da parte della Pubblica Amministrazione.

La domanda di determinazione dell'indennità di occupazione si configura, rispetto a quella di risarcimento del danno da occupazione illegittima, ontologicamente diversa, sia nel petitum che nella causa petendi.

La domanda di ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...o dei danni non può valere come implicita richiesta di corresponsione dell'indennità di occupazione legittima, attesa la liceità del titolo su cui si fonda l'azione per il conseguimento di quest'ultima.

Il diritto al risarcimento del danno da occupazione appropriativa (riconducibile, per consolidata giurisprudenza, nello schema dell'art. 2043 del detto codice) trova titolo in un rapporto diverso, ed anzi incompatibile, rispetto a quello sul quale si basa il diritto a conseguire la giusta indennità di espropriazione, trattandosi di situazioni giuridiche ben distinte per petitum e causa petendi.

L'azione indennitaria e quella di risarcimento del danno sono ontologicamente diverse; il fatto costitutivo del diritto fatto valere (cosiddetta "causa petendi") è rappresentato, quanto alla prima, dalla tempestiva emissione di un provvedimento ablatorio, e la stessa ha ad oggetto il giusto indennizzo in senso stretto di cui all'art. 42 Cost., mentre nella seconda è costituito da un comportamento illecito della Pubblica Amministrazione.

GIUDIZIO --> DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ --> DOMANDA RISARCITORIA, DIFFERENZA --> INDENNIZZO EX ART. 42 BIS DPR 327/2001
[Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ssiste alcun vincolo di pregiudizialità - dipendenza tra il giudizio per il risarcimento del danno da illecito, consistente nell'occupazione acquisitiva del fondo di proprietà di privato, e la successiva opposizione alla stima da quest'ultimo proposta a seguito della determinazione dell'indennità, ai sensi dell'art. 42 bis del T.U. espropri; la diversità di natura giuridica (rispettivamente, risarcitoria ed indennitaria) e dei presupposti giuridici delle azioni proposte porta ad escludere che la definizione della prima causa abbia effetti vincolanti, sia sotto il profilo dell'an, che del quantum debeatur, sul processo di opposizione alla stima.



 
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