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Espropriazione per pubblica utilità: onere della prova del danno da svalutazione

 ONERE DELLA PROVA DANNO DA SVALUTAZIONE
 QUALITÀ SOGGETTIVA DEL RICHIEDENTE
 RICORSO AL CREDITO BANCARIO
 ONERE DELLA PROVA MAGGIOR DANNO

Questo articolo è composto da sintesi giurisprudenziali contenute nel sottostante prodotto in formato pdf, nel quale si trovano anche gli estratti originali e gli estremi delle sentenze a cui le sintesi si riferiscono. Scaricati gratis un demo dal box sottostante.

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titolo:INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE PER PUBBLICA UTILITÀ - dieci anni di giurisprudenza
anno:2019
pagine: 3241 in formato A4, equivalenti a 5510 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 45,00

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INTERESSI E RIVALUTAZIONE NELL'ESPROPRIAZIONE --> ONERE DELLA PROVA DANNO DA SVALUTAZIONE

Pur dovendosi riconoscere negli orientamenti della giurisprudenza alcune incertezze, si va ormai consolidando il principio secondo cui nei debiti di valuta (qual è quello per l'indennità di espropriazione), il danno da svalutazione va provato, come del resto richiede l'art. 1224 c.c. Vero è che, in difetto di prove specifiche, soccorre il potere del giudice di far ricorso a criteri presuntivi in ordine alle possibilità d'impiego del danaro coerenti con la situazione personale e professionale del creditore. Ma il ricorso a tali criteri non può prescindere dall'assolvimento, da parte del creditore stesso, quanto meno di un onere di allegazione, che consenta al giudice di verifìcare se, tenuto conto delle qualità personali del creditore e dell'attività da lui in concreto esercitata, il danno richiesto possa essersi verosimilmente prodotto.

La natura di debito di valuta dell'indennità di espropriazione che, a differenza dell'obbligazione risarcitoria, non è soggetta a rivalutazione monetaria automatica, impone al titolare del bene di proporre la domanda di ristoro del maggior danno ai sensi del... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... c.c., allegandone le circostanze necessarie e fornendone la relativa prova.

Nel caso di ritardato adempimento di una obbligazione di valuta, il risarcimento del maggior danno spetta a qualunque creditore, quale che ne sia la qualità soggettiva o l'attività svolta (e quindi tanto nel caso di imprenditore, quanto nel caso di pensionato, impiegato, ecc.), fermo restando che se il creditore domanda, a titolo di risarcimento del maggior danno, una somma superiore a quella risultante dal saggio di rendimento dei titoli di Stato, avrà l'onere di provare l'esistenza e l'ammontare di tale pregiudizio, anche per via presuntiva, ed ai fini della percezione dell'eventuale differenza tra il rendimento dei titoli e la misura degli interessi ha almeno l'onere di allegare la circostanza che il tasso di svalutazione annuo fosse superiore ed il maggior danno non sia stato assorbito dalla liquidazione degli interessi.

Sulle somme determinate a titolo di indennità di espropriazione e di occupazione legittima, costituendo debiti di valuta (non di valore), sono dovuti gli interessi legali; a fronte del generico richiamo della parte attrice alla sua qualità di investitore occasionale, non può comunque riconoscersi un maggior dann... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...224,comma 2 c.c., in difetto di allegazione e dimostrazione circa il saggio medio di rendimento netto dei titoli di stato.

La svalutazione monetaria non è sufficiente a fondare il diritto del creditore al risarcimento del maggior danno verificatosi dopo la mora debendi, rispetto a quello già coperto dagli interessi legali. Nè è sufficiente un generico riferimento ai depositi bancari nel corso di un decennio, trattandosi di dati variabili nel tempo e in relazione alle diverse posizioni dei correntisti, e non necessariamente riferibili al creditore che è parte in causa.

L'avente diritto deve fornire la prova di aver subito dal ritardato pagamento del credito indennitario un danno maggiore di quello liquidato per mezzo degli interessi legali.

L'indennità di occupazione, così come quella dovuta per l'espropriazione, integra debito di valuta, per cui la svalutazione monetaria, intervenuta durante il colpevole ritardo del debitore, non giustifica un adeguamento automatico, ma può costituire solo ragione di ulteriore danno risarcibile, in aggiunta a quello coperto dagli interessi, ai sensi dell'art. 1224 c.c., comma 2, e, quindi, nei limiti in cui il creditore deduca e dimostri l'incide... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... patrimonio del fatto di non aver potuto tempestivamente disporre della somma dovutagli.

INTERESSI E RIVALUTAZIONE NELL'ESPROPRIAZIONE --> RIVALUTAZIONE E INTERESSI --> ONERE DELLA PROVA DANNO DA SVALUTAZIONE --> QUALITÀ SOGGETTIVA DEL RICHIEDENTE

Il maggior danno da svalutazione monetaria nelle obbligazioni pecuniarie non può essere riconosciuto sulla base della semplice qualità di imprenditore commerciale o agricolo del creditore e sulla mera presunzione dell'impiego antinflazionistico delle somme di denaro dovute, poiché il maggior danno ai sensi dell'art. 1224 c.c., comma 2 può ritenersi esistente in via presuntiva soltanto nei casi in cui, durante la mora, il saggio medio di rendimento netto dei titoli di Stato con scadenza non superiore a dodici mesi sia stato superiore al saggio degli interessi legali, indipendentemente dalla qualità soggettiva o dall'attività svolta dal creditore, fermo restando che, qualora quest'ultimo domandi per il titolo indicato una somma superiore a quella risultante dal suddetto saggio, sarà suo onere provare, anche in via presuntiva, l'esistenza e l'ammontare di tale pregiudizio.

Nel caso di ritardato adempimento di una obbligazione di v... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...etesa di agganciare il maggior danno agli interessi bancari presuppone la qualità di risparmiatori.

Ai fini del riconoscimento del maggior danno da svalutazione monetaria del credito indennitario, è il soggetto interessato a dover fornire la prova di appartenere alla categoria degli imprenditori ovvero ad altre che avrebbero ragionevolmente fatto fruttare il denaro a tassi bancari particolari quale quella dei risparmiatori abituali o che avrebbe potuto provvedere al pagamento di interessi passivi, una volta conseguita la disponibilità della somma.

INTERESSI E RIVALUTAZIONE NELL'ESPROPRIAZIONE --> RIVALUTAZIONE E INTERESSI --> ONERE DELLA PROVA DANNO DA SVALUTAZIONE --> RICORSO AL CREDITO BANCARIO

Qualora non sia né allegato, né dimostrato che nel periodo da considerarsi il saggio medio di rendimento netto dei titoli di Stato con scadenza non superiore a dodici mesi sia stato superiore al saggio degli interessi legali, la mera allegazione, da parte del creditore, della qualità di imprenditore, è ragione insufficiente, ai fini del riconoscimento del maggior danno, incombendo nei suoi confronti l'onere di dimostrare o di avere fatto ricorso al credito bancario sostenendone i relat... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...si passivi, ovvero - attraverso la produzione dei bilanci - quale fosse la produttività della propria impresa, per le somme in essa investite.

INTERESSI E RIVALUTAZIONE NELL'ESPROPRIAZIONE --> RIVALUTAZIONE E INTERESSI --> ONERE DELLA PROVA MAGGIOR DANNO

In caso d'inadempimento di una obbligazione di valuta (nel caso di specie consistente nell'indennità di espropriazione), il maggior danno di cui all'art. 1224 c.c., comma 2, spetta a qualunque creditore ne chieda il risarcimento, ed è determinato in via presuntiva nel parametro relativo all'eventuale differenza, durante la mora, tra il tasso di rendimento medio annuo netto dei titoli di Stato di durata non superiore a dodici mesi e il saggio degli interessi legali.

La somma determinata in sede giudiziale a titolo di indennità di espropriazione costituisce debito di valuta e quindi va esclusa la rivalutazione automatica e, comunque, il "maggior danno" causato dalla mora del debitore, qualora non sia assolto l'onere probatorio; la mora presuppone, infatti, un comportamento colpevole dell'espropriante, idoneo a far sorgere l'obbligo di ulteriore risarcimento, ai sensi dell'art. 1224, comma secondo, c.c., ma tale ulteriore pregiudizio non &egrav... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ..., dovendo la parte interessata assolvere, quanto meno, ad un onere di allegazione che consenta al giudice di verificare se il danno richiesto si sia verosimilmente prodotto.

In caso d'inadempimento di una obbligazione di valuta, il maggior danno di cui all'art. 1224 c.c., comma 2, spetta a qualunque creditore ne chieda il risarcimento, senza necessità di inquadrarlo in una apposita categoria, ed è determinato in via presuntiva nel parametro relativo all'eventuale differenza, durante la mora, tra il tasso di rendimento medio annuo netto dei titoli di Stato di durata non superiore a dodici mesi e il saggio degli interessi legali.

Vertendosi in caso di debiti di valuta (indennità di espropriazione ed occupazione), il creditore deve quanto meno tempestivamente allegare le ragioni per le quali il lamentato maggiore danno non possa ritenersi assorbito dalla liquidazione degli interessi legali.

Nelle obbligazioni pecuniarie (nel caso di specie indennitarie), in difetto di discipline particolari dettate da norme speciali, il maggior danno da svalutazione monetaria (rispetto a quello già coperto dagli interessi legali moratori non convenzionali che siano comunque dovuti), è in via generale riconoscibile, in v... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...va e per qualunque creditore che ne domandi il risarcimento, senza necessità di inquadrarlo in un'apposita categoria, nella eventuale differenza, a decorrere dalla data di insorgenza della mora, tra il tasso del rendimento medio annuo netto dei titoli di Stato di durata non superiore a dodici mesi ed il saggio degli interessi legali.

Il risarcimento del maggior danno spetta a qualunque creditore, quale che ne sia la qualità soggettiva o l'attività svolta (e quindi tanto nel caso di imprenditore, quanto nel caso di pensionato, impiegato, ecc), fermo restando che se il creditore domanda, a titolo di risarcimento del maggior danno, una somma superiore a quella risultante dal saggio di rendimento dei titoli di Stato, avrà l'onere di provare l'esistenza e l'ammontare di tale pregiudizio, anche per via presuntiva.

Il debito avente ad oggetto il prezzo di cessione volontaria è un debito di valuta; ne consegue che la rivalutazione monetaria deve essere oggetto di una specifica domanda di risarcimento del maggior danno ex art. 1224 c.c..

Ove sussista ritardo nell'adempimento di una obbligazione di valuta, il maggior danno di cui all'art. 1224 c.c., comma 2 può ritenersi esistente in via presuntiva in t... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... in cui, durante la mora, il saggio medio di rendimento netto dei titoli di Stato con scadenza non superiore a dodici mesi sia stato superiore al saggio degli interessi legali. In tal caso il risarcimento del maggior danno spetta a qualunque creditore, quale che ne sia la qualità soggettiva o l'attività svolta, fermo restando che se il creditore domanda, a titolo di risarcimento del maggior danno, una somma superiore a quella risultante dal suddetto saggio di rendimento, sarà a suo carico l'onere di provare l'esistenza e l'ammontare di tale pregiudizio, anche per via presuntiva.

In ipotesi di debito di valuta (indennità di espropriazione), ai fini del riconoscimento del maggior danno di cui all'art. 1224 c.c., comma 2, ove il creditore sia un imprenditore, avrà l'onere di dimostrare ad esempio di avere fatto ricorso al credito bancario sostenendone i relativi interessi passivi, nel mentre il debitore, dal canto suo, sarà gravato dall'onere di dimostrare, anche attraverso presunzioni semplici, che il creditore, in caso di tempestivo adempimento, non avrebbe potuto impiegare il denaro dovutogli in forme di investimento che gli avrebbero garantito un rendimento superiore al saggio legale.

L'indennità di ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...one è obbligazione di valuta e non di valore, ragion per cui si richiede, ai sensi dell'art. 1224 cod. civ., comma 2, la prova del maggior danno.

Il rimedio offerto dall'art. 1224 c.c. è affidato all'iniziativa e alla diligenza del creditore danneggiato, che ha l'onere di formulare nel giudizio di merito la relativa domanda, e di offrire la prova del suo diritto; onere che è assolto con l'allegazione e la prova - agevole perché basata su elementi di facile accesso e documentazione - che, durante la mora, il saggio medio di rendimento netto dei titoli di Stato con scadenza non superiore a dodici mesi sia stato superiore al saggio degli interessi legali, fermo restando che il creditore il quale richieda, a titolo di risarcimento del maggior danno, una somma superiore a quella risultante dal suddetto saggio di rendimento dei titoli di Stato avrebbe l'onere di provare l'esistenza e l'ammontare di tale pregiudizio, anche per via presuntiva.

Come ripetutamente stabilito dalla giurisprudenza di legittimità, l'indennità di espropriazione è oggetto di un credito di valuta, al quale si applicano il primo ed il secondo comma dell'art. 1224 c.c.; ne consegue che all'espropriato sono inderogabilmente dovuti gli in... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...la misura legale e, solo se lo stesso prova di avere subito un danno maggiore di quello già risarcito dagli interessi legali, anche il risarcimento del danno ulteriore.

Per la liquidazione, ai sensi dell'art. 1224 cod. civ. del maggior danno, il potere-dovere del giudice di far ricorso, in difetto di prove specifiche, ad elementi presuntivi in ordine alla possibilità di impiego del denaro coerenti con la situazione personale e professionale del creditore o alla prevedibile collocazione nella forma del deposito bancario, postula che il creditore medesimo non si limiti soltanto a dedurre il detto maggior danno, ma fornisca concreti elementi che permettano di individuare e valutare siffatte situazioni.

Nei casi in cui l'oggetto della domanda giudiziale è il pagamento di una somma di denaro, il danno derivante dal ritardo del suo adempimento è soddisfatto con la rivalutazione della somma e il pagamento degli interessi, tranne il caso in cui si dimostra di aver subito un danno maggiore.

Nel caso di ritardato adempimento di una obbligazione di valuta, se il creditore domanda, a titolo di risarcimento del maggior danno, una somma superiore a quella risultante dal saggio di rendimento dei titoli di Stato a sua volt... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... al saggio degli interessi legali, avrà l'onere di provare l'esistenza e l'ammontare di tale pregiudizio, anche per via presuntiva; in particolare, ove il creditore abbia la qualità di imprenditore, avrà l'onere di dimostrare o di avere fatto ricorso al credito bancario sostenendone i relativi interessi passivi; ovvero - attraverso la produzione dei bilanci - quale fosse la produttività della propria impresa, per le somme in essa investite.

Il maggior danno di cui all'art. 1224 c.c., comma 2, può ritenersi esistente in via presuntiva per qualunque creditore nell'eventuale differenza, tra il tasso del rendimento medio annuo netto dei titoli di Stato di durata non superiore a dodici mesi ed il saggio degli interessi legali. Se è indiscutibile che non si tratta di onere in capo al creditore di dare la prova del maggior danno e se ben possono, per ottenere il differenziale richiamarsi semplici presunzioni, è altrettanto indiscutibile che sia onere del creditore quello di allegare l'esistenza del presupposto perché la presunzione stessa possa operare e cioè l'esistenza del detto differenziale (tra rendimento dei BOT annuali e interesse legale), per tutto il periodo di riferimento, non essendo il primo termi... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...orto conoscibile ex officio dal giudice.

Il creditore di un'obbligazione di valuta, il quale intenda ottenere il ristoro del pregiudizio da svalutazione monetaria, ha l'onere di domandare il risarcimento del "maggior danno" ai sensi dell'art. 1224 c.c., comma 2, e non può limitarsi a chiedere semplicemente la condanna del debitore al pagamento del capitale e della rivalutazione, non essendo quest'ultima una conseguenza automatica del ritardato adempimento delle obbligazioni di valuta.

Nel caso di ritardato adempimento di una obbligazione di valuta, spetta al creditore provare il maggior danno rispetto alla differenza tra i titoli di stato ed il saggio d'interesse legale.

Il decorso del tempo è di regola indennizzato dagli interessi stabiliti dalla legge, ma è applicabile altresì l'art. 1224 c.c., a norma del quale, al creditore che dimostra di aver subito un danno maggiore dopo la costituzione in mora del debitore, spetta l'ulteriore risarcimento. Deve riconoscersi l'applicabilità di tale disposizione al caso delle indennità di occupazione legittima e di espropriazione.

Il rimedio offerto dall'art. 1224 c.c., applicabile anche al caso delle indennità di occupazi... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ma e di espropriazione, è affidato all'iniziativa e alla diligenza del creditore danneggiato, che ha l'onere di formulare nel giudizio di merito la relativa domanda, e di offrire la prova del suo diritto, onere che è assolto con l'allegazione e la prova - agevole perché basata su elementi di facile accesso e documentazione - che, durante la mora, il saggio medio di rendimento netto dei titoli di Stato con scadenza non superiore a dodici mesi sia stato superiore al saggio degli interessi legali.

Ai fini del riconoscimento del maggior danno, occorre quanto meno dimostrare che, durante la mora, il saggio medio di rendimento netto dei titoli di Stato con scadenza non superiore a dodici mesi è stato superiore al saggio degli interessi legali.

Nel caso di ritardato adempimento di un'obbligazione di valuta, il maggior danno di cui all'art. 1224, comma 2, c.c. rispetto a quello già coperto dagli interessi moratori, può ritenersi esistente in via presuntiva per qualunque creditore che ne domandi il risarcimento, nell'eventuale differenza, tra il tasso del rendimento medio annuo netto dei titoli di Stato di durata non superiore a dodici mesi ed il saggio degli interessi legali determinato per ogni anno ai sensi del co... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...art. 1284 c.c., salva la possibilità per il debitore di provare che il creditore non ha subito un maggior danno e per il creditore di provare il maggior danno effettivamente subito.

In base al disposto dell'art. 1224 c.c., comma 2, il maggior danno causato dalla mora del debitore spetta soltanto al creditore che ne dimostri la sussistenza; proprio perché la norma interna non nega tout court il risarcimento del maggior danno, ma si limita a porre a carico del creditore un onere probatorio, non si pone alcuna questione di legittimità costituzionale della stessa - in quanto in contrasto con la norma internazionale nell'interpretazione datane dalla CEDU - per violazione dell'art. 117 Cost..

Del maggior danno ex art. 1224 comma 2 c.c., deve essere fornita prova o elementi su cui fondare l'eventuale applicazione di presunzioni logiche, idonee ad esonerare dall'onere di provare l'asserito maggior danno.

Sulla somma determinata a titolo di indennità di occupazione vanno aggiunti gli interessi legali con decorrenza dalla scadenza di ciascuna annualità; trattandosi di debito di valuta, l'accoglibilità della domanda di risarcimento del maggior danno ex art. 1224 secondo comma c.c. presuppone che l'attor... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ll'onere probatorio in base alla regola generale dell'art. 2697 c.c.

Il diritto al riconoscimento del maggior danno di cui all'art. 1224 c.c., comma 2, richiede la costituzione in mora del debitore e la prova da parte del creditore.

Nell'ipotesi di ritardato pagamento di una obbligazione di valuta (quale nel caso di specie obbligazione indennitaria), il maggior danno di cui all'art. 1224 c.c., comma 2, può ritenersi esistente in via presuntiva in tutti i casi in cui, durante la mora, il saggio medio dei rendimenti netti del titolo di Stato con scadenza non superiore a dodici mesi sia stato superiore al saggio degli interessi legali. Detta presunzione in tanto può ritenersi operante, in quanto risulti provata la circostanza che ne costituisce il presupposto per la sua applicazione.


 
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