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Espropriazione per pubblica utilità: onere della prova del danno da svalutazione

 ONERE DELLA PROVA DANNO DA SVALUTAZIONE
 QUALITÀ SOGGETTIVA DEL RICHIEDENTE
 RICORSO AL CREDITO BANCARIO
 ONERE DELLA PROVA MAGGIOR DANNO

Questo articolo è composto da sintesi giurisprudenziali contenute nel sottostante prodotto in formato pdf, nel quale si trovano anche gli estratti originali e gli estremi delle sentenze a cui le sintesi si riferiscono. Scaricati gratis un demo dal box sottostante.

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titolo:INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE PER PUBBLICA UTILITÀ - dieci anni di giurisprudenza
anno:2016
pagine: 3597 in formato A4, equivalenti a 6115 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
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INTERESSI E RIVALUTAZIONE NELL'ESPROPRIAZIONE --> ONERE DELLA PROVA DANNO DA SVALUTAZIONE

La natura di debito di valuta dell'indennità di espropriazione che, a differenza dell'obbligazione risarcitoria, non è soggetta a rivalutazione monetaria automatica, impone al titolare del bene di proporre la domanda di ristoro del maggior danno ai sensi dell'art. 1224 c.c., allegandone le circostanze necessarie e fornendone la relativa prova.

Nel caso di ritardato adempimento di una obbligazione di valuta, il risarcimento del maggior danno spetta a qualunque creditore, quale che ne sia la qualità soggettiva o l'attività svolta (e quindi tanto nel caso di imprenditore, quanto nel caso di pensionato, impiegato, ecc.), fermo restando che se il creditore domanda, a titolo di risarcimento del maggior danno, una somma superiore a quella risultante dal saggio di rendimento dei titoli di Stato, avrà l'onere di provare l'esistenza e l'ammontare di tale pregiudizio, anche per via presuntiva, ed ai fini della percezione dell'eventuale differenza tra il rendimento dei titoli e la misura degli interessi ha almeno l'onere di allegare la circostanza che il tasso di svalutazione annuo fosse superiore ed il maggior danno non sia stato assor... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...liquidazione degli interessi.

Sulle somme determinate a titolo di indennità di espropriazione e di occupazione legittima, costituendo debiti di valuta (non di valore), sono dovuti gli interessi legali; a fronte del generico richiamo della parte attrice alla sua qualità di investitore occasionale, non può comunque riconoscersi un maggior danno ex art. 1224,comma 2 c.c., in difetto di allegazione e dimostrazione circa il saggio medio di rendimento netto dei titoli di stato.

La svalutazione monetaria non è sufficiente a fondare il diritto del creditore al risarcimento del maggior danno verificatosi dopo la mora debendi, rispetto a quello già coperto dagli interessi legali. Nè è sufficiente un generico riferimento ai depositi bancari nel corso di un decennio, trattandosi di dati variabili nel tempo e in relazione alle diverse posizioni dei correntisti, e non necessariamente riferibili al creditore che è parte in causa.

L'avente diritto deve fornire la prova di aver subito dal ritardato pagamento del credito indennitario un danno maggiore di quello liquidato per mezzo degli interessi legali.

L'indennità di occupazione, così come quella dovuta per l'esp... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ..., integra debito di valuta, per cui la svalutazione monetaria, intervenuta durante il colpevole ritardo del debitore, non giustifica un adeguamento automatico, ma può costituire solo ragione di ulteriore danno risarcibile, in aggiunta a quello coperto dagli interessi, ai sensi dell'art. 1224 c.c., comma 2, e, quindi, nei limiti in cui il creditore deduca e dimostri l'incidenza nel suo patrimonio del fatto di non aver potuto tempestivamente disporre della somma dovutagli.

L'indennità di esproprio concreta un debito di valuta, soggetto alla disciplina dell'art. 1124 c.c.; ove il creditore pretenda un maggior danno da svalutazione, è necessario che lo stesso alleghi e provi i presupposti di fatto su cui fonda la domanda.

L'indennità di espropriazione è debito di valuta; deve pertanto escludersi l'automatica rivalutazione in assenza di allegazione e prova del maggior danno subito.

Le indennità per l'espropriazione e per l'occupazione legittima costituiscono debiti di valuta, in relazione ai quali il risarcimento del danno derivante dalla svalutazione monetaria verificatasi durante la mora del debitore non rappresenta una conseguenza automatica del fatto notorio della perdita del potere di acq... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... moneta, ma deve essere allegato e provato.

Nelle obbligazioni pecuniarie, come quella per il pagamento dell'indennità di espropriazione o di occupazione legittima, al fine del riconoscimento del maggior danno derivante da svalutazione monetaria sopravvenuta durante la mora del debitore, il potere-dovere del Giudice di merito di far ricorso, in difetto di prove specifiche, ad elementi presuntivi in ordine alla possibilità di impiego del denaro coerenti con la situazione personale e professionale del creditore o alla prevedibile collocazione nella forma del deposito bancario, postula che il creditore medesimo non si limiti soltanto a dedurre il detto maggior danno, ma fornisca concreti elementi che permettano di individuare e valutare siffatte situazioni.

In tema di obbligazioni pecuniarie, nel cui novero debbono essere ascritte le indennità di esproprio, il fenomeno inflattivo non costituisce di per sé danno risarcibile in conseguenza del notorio fenomeno della perdita del potere di acquisto della moneta, ma può implicare, in applicazione dell'art. 1224 c.c., comma 2, il riconoscimento, in favore del creditore, oltre agli interessi legali, del maggior danno, nei limiti in cui il creditore stesso dimostri che un pag... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...estivo lo avrebbe messo in grado di evitare o ridurre gli effetti depauperativi che l'inflazione produce a carico di tutti i possessori di denaro.

Il risarcimento del danno derivante dalla svalutazione monetaria verificatasi durante la mora del debitore non costituisce una conseguenza automatica del fatto notorio della perdita del potere di acquisto della moneta, né può presumersi, ma comporta l'onere dell'allegazione e della prova di circostanze tali che consentano al giudice di desumere, in via presuntiva, la sussistenza e l'entità del maggior danno subito dal creditore.

Sulle somme dovute a titolo di indennità di espropriazione non è dovuta la rivalutazione, in mancanza di espressa domanda e prova del maggior danno da svalutazione, conseguente al decorso del tempo, ai sensi dell'art. 1224 c.c..

Nelle obbligazioni pecuniarie, come quelle per il pagamento della indennità di espropriazione o di occupazione legittima, il riconoscimento del maggior danno (rispetto agli interessi di cui al primo comma dell'art. 1224 c.c.) derivante da svalutazione monetaria, postula che il creditore fornisca concreti elementi che permettano al giudice di merito di far ricorso, in difetto di prove specifiche... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ti presuntivi in ordine alla possibilità di impiego del denaro coerenti con la situazione personale e lavorativa del creditore o alla prevedibile collocazione nella forma del semplice deposito bancario.

Il risarcimento del danno derivante da svalutazione monetaria non costituisce conseguenza automatica del notorio fenomeno della perdita del potere d'acquisto della moneta, ma comporta l'onere dell'allegazione e della prova di circostanze tali che consentano al giudice di desumere in via presuntiva la sussistenza e l'entità del maggior danno subito dal creditore.

Non può essere accolta la richiesta di risarcimento del danno ulteriore, di cui al comma 2 dell'art. 1224 c.c., oltre quello liquidato forfettariamente con gli interessi legali, in difetto di prova e qualora gli interesse liquidati non risultino, considerati nell'intero periodo, inferiori alla verificatasi diminuzione del potere di acquisto della moneta.

Sia l'indennità di espropriazione che quella di occupazione integrano obbligazioni di valore; ne consegue che non può procedersi a rivalutazione monetaria delle indicate somme, in mancanza di prova di un maggior danno ex art. 1224 secondo comma C.C.

Sulla indennità... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...iazione liquidata in sede giudiziaria non può essere riconosciuta al soggetto avente diritto la svalutazione monetaria atteso che la indennità in questione integra un debito di valuta come tale soggetto alle norme che disciplinano le obbligazioni pecuniarie; si rende di conseguenza applicabile la norma di cui all'art. 1224 c.c. per cui è onere del proprietario che intende ottenere oltre agli interessi, anche il risarcimento del danno dipendente da svalutazione, allegare e dimostrare quell'ulteriore pregiudizio richiesto.

In relazione ai debiti di valuta, qual è, pacificamente, quello relativo all'indennità di esproprio, il risarcimento del maggior danno derivante dalla svalutazione monetaria verificatasi durante la mora del creditore, non costituisce una conseguenza automatica del fatto notorio della perdita del potere di acquisto della moneta, ma comporta l'onere, da parte dell'espropriato, dell'allegazione e della prova di circostanze tali che consentano al giudice di desumere, anche ricorrendo a presunzioni, che il tempestivo pagamento avrebbe evitato al medesimo le conseguenze depauperative legate al fenomeno inflattivo.

Riguardo alle obbligazioni pecuniarie, nel cui novero deve essere inquadrata l'ind... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e; di espropriazione, il fenomeno inflattivo non consente un automatico adeguamento dell'ammontare del debito, né costituisce di per sé danno risarcibile, ma può implicare, in applicazione dell'art. 1224 c.c., comma 2, il riconoscimento a favore del creditore, oltre agli interessi, del maggior danno che sia derivato dall'impossibilità di disporre della somma durante il periodo della mora, nei limiti in cui il creditore medesimo deduca e dimostri che un pagamento tempestivo lo avrebbe messo in grado di evitare o ridurre il fenomeno inflativo.

L'assunto che "il fenomeno inflazionistico sia risultato ben più ampio della copertura offerta dagli interessi", per la sua genericità, è inidoneo a fornire la prova del maggior danno previsto dall'art. 1224 cpv. c.c., rispetto a quello compensato dagli interessi legali, applicati, nel caso di specie, al debito di valuta costituito dall' indennità di espropriazione.

INTERESSI E RIVALUTAZIONE NELL'ESPROPRIAZIONE --> ONERE DELLA PROVA DANNO DA SVALUTAZIONE --> QUALITÀ SOGGETTIVA DEL RICHIEDENTE

Il maggior danno da svalutazione monetaria nelle obbligazioni pecuniarie non può essere riconosciuto sulla base della sem... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tà di imprenditore commerciale o agricolo del creditore e sulla mera presunzione dell'impiego antinflazionistico delle somme di denaro dovute, poiché il maggior danno ai sensi dell'art. 1224 c.c., comma 2 può ritenersi esistente in via presuntiva soltanto nei casi in cui, durante la mora, il saggio medio di rendimento netto dei titoli di Stato con scadenza non superiore a dodici mesi sia stato superiore al saggio degli interessi legali, indipendentemente dalla qualità soggettiva o dall'attività svolta dal creditore, fermo restando che, qualora quest'ultimo domandi per il titolo indicato una somma superiore a quella risultante dal suddetto saggio, sarà suo onere provare, anche in via presuntiva, l'esistenza e l'ammontare di tale pregiudizio.

Nel caso di ritardato adempimento di una obbligazione di valuta la pretesa di agganciare il maggior danno agli interessi bancari presuppone la qualità di risparmiatori.

Ai fini del riconoscimento del maggior danno da svalutazione monetaria del credito indennitario, è il soggetto interessato a dover fornire la prova di appartenere alla categoria degli imprenditori ovvero ad altre che avrebbero ragionevolmente fatto fruttare il denaro a tassi bancari partico... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...quella dei risparmiatori abituali o che avrebbe potuto provvedere al pagamento di interessi passivi, una volta conseguita la disponibilità della somma.

In ipotesi di debito di valuta, se il creditore domanda, a titolo di risarcimento del maggior danno, una somma superiore a quella risultante dal saggio legale, avrà l'onere di provare l'esistenza e l'ammontare di tale pregiudizio, anche per via presuntiva; in particolare, ove il creditore abbia la qualità di imprenditore, avrà l'onere di dimostrare o di avere fatto ricorso al credito bancario sostenendone i relativi interessi passivi ovvero, attraverso la produzione dei bilanci, quale fosse la produttività della propria impresa, per le somme in essa investite.

Il potere-dovere del giudice di merito di far ricorso, in difetto di prove specifiche, ad elementi presuntivi in ordine alle possibilità di impiego del denaro coerenti con la situazione personale o professionale del creditore o alla prevedibile sua collocazione, postula che il creditore medesimo non si limiti soltanto a dedurre il maggior danno da svalutazione, ma fornisca concreti elementi di giudizio che permettano di individuare e valutare siffatte situazioni.

Con riferimento ai debi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a, quali le indennità di espropriazione ed occupazione, ai fini della liquidazione del maggior danno da svalutazione, in difetto di prove specifiche, soccorre il potere del giudice di far ricorso a criteri presuntivi in ordine alla possibilità d'impiego del danaro, coerenti con la situazione personale e professionale del creditore; tuttavia non si può prescindere dall'assolvimento, da parte di quest'ultimo, quanto meno di un onere di allegazione che consenta al giudice di verificare se, tenuto conto di dette qualità personali e professionali, il danno richiesto possa essersi verificato.

In tema di obbligazioni pecuniarie, la prova del maggior danno conseguente al fenomeno inflattivo, può essere anche presuntiva, correlata a criteri personalizzati, ovvero ad una classificazione dei creditori in categorie economiche (imprenditori commerciali, modesti consumatori, creditori occasionali e così via); in tali ipotesi tuttavia il creditore non può ritenersi esonerato dall'onere quanto meno di allegazione vuoi della sua appartenenza ad una delle predette categorie economiche, vuoi del danno subito.

In tema di maggior danno da svalutazione monetaria, conseguente all'inadempimento di obbligazioni pecuniarie, ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ttimo ricorso al notorio ed a presunzioni da parte del giudice, non può prescindere dall'assolvimento, da parte del creditore - ancorché appartenente a una categoria soggettiva (nella specie, imprenditore commerciale) - di un onere quantomeno di allegazione, che consenta al giudice di merito di verificare se, tenuto conto delle sue qualità personali e dell'attività da lui in concreto esercitata, il particolare danno allegato possa essersi verosimilmente prodotto.

Con riguardo al pregiudizio da svalutazione monetaria, il riconoscimento, in favore del creditore, oltre agli interessi, di detto maggior danno differenziale derivato dall'impossibilità di disporre della somma durante il periodo di mora va ammesso nei limiti in cui il creditore medesimo deduca e dimostri che un pagamento tempestivo lo avrebbe messo in grado di evitare o ridurre quegli effetti economici depauperativi che l'inflazione produce a carico di tutti i possessori di danaro; e che la prova suddetta può essere desunta dal criterio della normalità e probabilità di utilizzazione del denaro secondo le modalità risultanti consone all'appartenenza del soggetto ad una categoria tipologicamente individuabile e significativa.

Ai f... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...omanda di rivalutazione del credito indennitario la qualità di imprenditore commerciale non giustifica per se sola alcun automatismo e non esonera pertanto il richiedente dall'onere dell'allegazione e della prova delle circostanze di fatto dalle quali possa desumersi, sia pur in via latamente presuntiva, il verificarsi del maggior danno da svalutazione.

Il risarcimento del maggior danno da svalutazione ex art. 1224 c.c., comma 2 può trovare giustificazione anche nella sola qualità di imprenditore allegata dal creditore, in quanto il fatto notorio della svalutazione monetaria rimane integrato, quanto all'incidenza negativa del ritardo nel pagamento, dalle presunzioni che si correlano alla suddetta qualità imprenditoriale e che attengono al normale reimpiego dei ricavi nell'attività produttiva, cui la somma non percepita è stata sottratta, con conseguente mancata neutralizzazione del fenomeno inflativo.

La prova del maggior danno da ritardo nel pagamento (art. 1224 c.c., cpv) rappresentato dalla svalutazione monetaria può essere anche presuntiva, correlata a criteri personalizzati, ovvero ad una classificazione dei creditori in categorie economiche (imprenditori, modesti consumatori, creditori occ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...così via), atta a facilitare la dimostrazione delle maggiori utilità che, nei singoli casi, la somma non pagata avrebbe potuto procurare al creditore il quale, però, non può ritenersi esonerato dall'allegazione e prova, ancorché nell'ambito della categoria di appartenenza, degli elementi in forza dei quali il danno ulteriore può essere quantificato.

Il riconoscimento, in favore dal creditore, oltre agli interessi, del danno da svalutazione monetaria va ammesso nei limiti in cui il creditore medesimo deduca e dimostri che un pagamento tempestivo lo avrebbe messo in grado di evitare o ridurre quegli effetti economici depauperativi che l'inflazione produce a carico di tutti i possessori di danaro; e la prova suddetta può essere desunta dal criterio della normalità e probabilità di utilizzazione del denaro secondo le modalità risultanti consone all'appartenenza del soggetto ad una categoria tipologicamente individuabile e significativa.

E' vero che il risarcimento del danno derivante da svalutazione monetaria non costituisce conseguenza automatica della perdita del potere d'acquisto della moneta, ma comporta l'onere dell'allegazione e della prova: tuttavia, ben può il giudice d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...via presuntiva il danno per il ritardo dalla semplice qualità personale del creditore.

In tema d'inadempimento delle obbligazioni pecuniarie, nel caso in cui il creditore imprenditore commerciale deduca di aver subito dal ritardo del debitore nell'adempimento, un pregiudizio conseguente al diminuito potere d'acquisto della moneta, non è necessario, ai fini del riconoscimento del maggior danno ragguagliato alla svalutazione monetarla, che egli fornisca la prova di un danno concreto.

In relazione ai debiti di valuta, l'ulteriore risarcimento a norma dell'art. 1224 c.c. con riguardo alla svalutazione monetaria può trovare giustificazione anche nella sola qualità di imprenditore allegata dal creditore, pur in mancanza di particolari indicazioni delle perdite subite.

In tema di maggior danno da svalutazione monetaria, ex art. 1224 c.p.c., comma 2, il - pur legittimo - ricorso al notorio ed a presunzioni da parte del Giudice non può prescindere dall'assolvimento, da parte del creditore - ancorché appartenente ad una particolare categoria soggettiva, quale quella degli imprenditori commerciali - di un onere quantomeno di allegazione, che consenta al Giudice di merito di verificare se, tenuto conto de... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lità personali e dell'attività da lui in concreto esercitata, il particolare danno allegato possa essersi verosimilmente prodotto.

In tema di maggior danno da svalutazione monetaria, ex art. 1224 c.p.c., comma 2, il ricorso al notorio ed a presunzioni non può prescindere dall'assolvimento, da parte creditore - ancorché appartenente ad una particolare categoria soggettiva (quale, ad esempio, quella degli imprenditori commerciali) - di un onere quantomeno di allegazione dell'attività da lui in concreto esercitata.

INTERESSI E RIVALUTAZIONE NELL'ESPROPRIAZIONE --> ONERE DELLA PROVA DANNO DA SVALUTAZIONE --> RICORSO AL CREDITO BANCARIO

Qualora non sia né allegato, né dimostrato che nel periodo da considerarsi il saggio medio di rendimento netto dei titoli di Stato con scadenza non superiore a dodici mesi sia stato superiore al saggio degli interessi legali, la mera allegazione, da parte del creditore, della qualità di imprenditore, è ragione insufficiente, ai fini del riconoscimento del maggior danno, incombendo nei suoi confronti l'onere di dimostrare o di avere fatto ricorso al credito bancario sostenendone i relativi interessi passivi, ovvero - attraverso la produzi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...anci - quale fosse la produttività della propria impresa, per le somme in essa investite.

La produzione degli estratti conto relativi alle esposizioni con il sistema bancario non è idoneo a fornire, per la sua genericità, la prova dell'ulteriore pregiudizio di cui all'art. 1224 c.c., comma 2, in aggiunta agli interessi legali sulla somma dovuta.

INTERESSI E RIVALUTAZIONE NELL'ESPROPRIAZIONE --> ONERE DELLA PROVA MAGGIOR DANNO

In caso d'inadempimento di una obbligazione di valuta, il maggior danno di cui all'art. 1224 c.c., comma 2, spetta a qualunque creditore ne chieda il risarcimento, senza necessità di inquadrarlo in una apposita categoria, ed è determinato in via presuntiva nel parametro relativo all'eventuale differenza, durante la mora, tra il tasso di rendimento medio annuo netto dei titoli di Stato di durata non superiore a dodici mesi e il saggio degli interessi legali.

Vertendosi in caso di debiti di valuta (indennità di espropriazione ed occupazione), il creditore deve quanto meno tempestivamente allegare le ragioni per le quali il lamentato maggiore danno non possa ritenersi assorbito dalla liquidazione degli interessi legali.

Nelle obbligazioni p... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nel caso di specie indennitarie), in difetto di discipline particolari dettate da norme speciali, il maggior danno da svalutazione monetaria (rispetto a quello già coperto dagli interessi legali moratori non convenzionali che siano comunque dovuti), è in via generale riconoscibile, in via presuntiva e per qualunque creditore che ne domandi il risarcimento, senza necessità di inquadrarlo in un'apposita categoria, nella eventuale differenza, a decorrere dalla data di insorgenza della mora, tra il tasso del rendimento medio annuo netto dei titoli di Stato di durata non superiore a dodici mesi ed il saggio degli interessi legali.

Il risarcimento del maggior danno spetta a qualunque creditore, quale che ne sia la qualità soggettiva o l'attività svolta (e quindi tanto nel caso di imprenditore, quanto nel caso di pensionato, impiegato, ecc), fermo restando che se il creditore domanda, a titolo di risarcimento del maggior danno, una somma superiore a quella risultante dal saggio di rendimento dei titoli di Stato, avrà l'onere di provare l'esistenza e l'ammontare di tale pregiudizio, anche per via presuntiva.

Il debito avente ad oggetto il prezzo di cessione volontaria è un debito di valuta; ne consegue che la... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...one monetaria deve essere oggetto di una specifica domanda di risarcimento del maggior danno ex art. 1224 c.c..

Ove sussista ritardo nell'adempimento di una obbligazione di valuta, il maggior danno di cui all'art. 1224 c.c., comma 2 può ritenersi esistente in via presuntiva in tutti i casi in cui, durante la mora, il saggio medio di rendimento netto dei titoli di Stato con scadenza non superiore a dodici mesi sia stato superiore al saggio degli interessi legali. In tal caso il risarcimento del maggior danno spetta a qualunque creditore, quale che ne sia la qualità soggettiva o l'attività svolta, fermo restando che se il creditore domanda, a titolo di risarcimento del maggior danno, una somma superiore a quella risultante dal suddetto saggio di rendimento, sarà a suo carico l'onere di provare l'esistenza e l'ammontare di tale pregiudizio, anche per via presuntiva.

In ipotesi di debito di valuta (indennità di espropriazione), ai fini del riconoscimento del maggior danno di cui all'art. 1224 c.c., comma 2, ove il creditore sia un imprenditore, avrà l'onere di dimostrare ad esempio di avere fatto ricorso al credito bancario sostenendone i relativi interessi passivi, nel mentre il debitore, dal canto suo, sar&ag... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...to dall'onere di dimostrare, anche attraverso presunzioni semplici, che il creditore, in caso di tempestivo adempimento, non avrebbe potuto impiegare il denaro dovutogli in forme di investimento che gli avrebbero garantito un rendimento superiore al saggio legale.

L'indennità di espropriazione è obbligazione di valuta e non di valore, ragion per cui si richiede, ai sensi dell'art. 1224 cod. civ., comma 2, la prova del maggior danno.

Il rimedio offerto dall'art. 1224 c.c. è affidato all'iniziativa e alla diligenza del creditore danneggiato, che ha l'onere di formulare nel giudizio di merito la relativa domanda, e di offrire la prova del suo diritto; onere che è assolto con l'allegazione e la prova - agevole perché basata su elementi di facile accesso e documentazione - che, durante la mora, il saggio medio di rendimento netto dei titoli di Stato con scadenza non superiore a dodici mesi sia stato superiore al saggio degli interessi legali, fermo restando che il creditore il quale richieda, a titolo di risarcimento del maggior danno, una somma superiore a quella risultante dal suddetto saggio di rendimento dei titoli di Stato avrebbe l'onere di provare l'esistenza e l'ammontare di tale pregiudizio, anche per via pres... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] .../>
Come ripetutamente stabilito dalla giurisprudenza di legittimità, l'indennità di espropriazione è oggetto di un credito di valuta, al quale si applicano il primo ed il secondo comma dell'art. 1224 c.c.; ne consegue che all'espropriato sono inderogabilmente dovuti gli interessi nella misura legale e, solo se lo stesso prova di avere subito un danno maggiore di quello già risarcito dagli interessi legali, anche il risarcimento del danno ulteriore.

Per la liquidazione, ai sensi dell'art. 1224 cod. civ. del maggior danno, il potere-dovere del giudice di far ricorso, in difetto di prove specifiche, ad elementi presuntivi in ordine alla possibilità di impiego del denaro coerenti con la situazione personale e professionale del creditore o alla prevedibile collocazione nella forma del deposito bancario, postula che il creditore medesimo non si limiti soltanto a dedurre il detto maggior danno, ma fornisca concreti elementi che permettano di individuare e valutare siffatte situazioni.

Nei casi in cui l'oggetto della domanda giudiziale è il pagamento di una somma di denaro, il danno derivante dal ritardo del suo adempimento è soddisfatto con la rivalutazione della somma e il pagamento degli interessi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... caso in cui si dimostra di aver subito un danno maggiore.

Nel caso di ritardato adempimento di una obbligazione di valuta, se il creditore domanda, a titolo di risarcimento del maggior danno, una somma superiore a quella risultante dal saggio di rendimento dei titoli di Stato a sua volta superiore al saggio degli interessi legali, avrà l'onere di provare l'esistenza e l'ammontare di tale pregiudizio, anche per via presuntiva; in particolare, ove il creditore abbia la qualità di imprenditore, avrà l'onere di dimostrare o di avere fatto ricorso al credito bancario sostenendone i relativi interessi passivi; ovvero - attraverso la produzione dei bilanci - quale fosse la produttività della propria impresa, per le somme in essa investite.

Il maggior danno di cui all'art. 1224 c.c., comma 2, può ritenersi esistente in via presuntiva per qualunque creditore nell'eventuale differenza, tra il tasso del rendimento medio annuo netto dei titoli di Stato di durata non superiore a dodici mesi ed il saggio degli interessi legali. Se è indiscutibile che non si tratta di onere in capo al creditore di dare la prova del maggior danno e se ben possono, per ottenere il differenziale richiamarsi semplici presunzioni, è al... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ndiscutibile che sia onere del creditore quello di allegare l'esistenza del presupposto perché la presunzione stessa possa operare e cioè l'esistenza del detto differenziale (tra rendimento dei BOT annuali e interesse legale), per tutto il periodo di riferimento, non essendo il primo termine del rapporto conoscibile ex officio dal giudice.

Il creditore di un'obbligazione di valuta, il quale intenda ottenere il ristoro del pregiudizio da svalutazione monetaria, ha l'onere di domandare il risarcimento del "maggior danno" ai sensi dell'art. 1224 c.c., comma 2, e non può limitarsi a chiedere semplicemente la condanna del debitore al pagamento del capitale e della rivalutazione, non essendo quest'ultima una conseguenza automatica del ritardato adempimento delle obbligazioni di valuta.

Nel caso di ritardato adempimento di una obbligazione di valuta, spetta al creditore provare il maggior danno rispetto alla differenza tra i titoli di stato ed il saggio d'interesse legale.

Il decorso del tempo è di regola indennizzato dagli interessi stabiliti dalla legge, ma è applicabile altresì l'art. 1224 c.c., a norma del quale, al creditore che dimostra di aver subito un danno maggiore dopo la cost... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... mora del debitore, spetta l'ulteriore risarcimento. Deve riconoscersi l'applicabilità di tale disposizione al caso delle indennità di occupazione legittima e di espropriazione.

Il rimedio offerto dall'art. 1224 c.c., applicabile anche al caso delle indennità di occupazione legittima e di espropriazione, è affidato all'iniziativa e alla diligenza del creditore danneggiato, che ha l'onere di formulare nel giudizio di merito la relativa domanda, e di offrire la prova del suo diritto, onere che è assolto con l'allegazione e la prova - agevole perché basata su elementi di facile accesso e documentazione - che, durante la mora, il saggio medio di rendimento netto dei titoli di Stato con scadenza non superiore a dodici mesi sia stato superiore al saggio degli interessi legali.

Ai fini del riconoscimento del maggior danno, occorre quanto meno dimostrare che, durante la mora, il saggio medio di rendimento netto dei titoli di Stato con scadenza non superiore a dodici mesi è stato superiore al saggio degli interessi legali.

Nel caso di ritardato adempimento di un'obbligazione di valuta, il maggior danno di cui all'art. 1224, comma 2, c.c. rispetto a quello già coperto dagli interessi mora... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rave; ritenersi esistente in via presuntiva per qualunque creditore che ne domandi il risarcimento, nell'eventuale differenza, tra il tasso del rendimento medio annuo netto dei titoli di Stato di durata non superiore a dodici mesi ed il saggio degli interessi legali determinato per ogni anno ai sensi del comma 1 dell'art. 1284 c.c., salva la possibilità per il debitore di provare che il creditore non ha subito un maggior danno e per il creditore di provare il maggior danno effettivamente subito.

In base al disposto dell'art. 1224 c.c., comma 2, il maggior danno causato dalla mora del debitore spetta soltanto al creditore che ne dimostri la sussistenza; proprio perché la norma interna non nega tout court il risarcimento del maggior danno, ma si limita a porre a carico del creditore un onere probatorio, non si pone alcuna questione di legittimità costituzionale della stessa - in quanto in contrasto con la norma internazionale nell'interpretazione datane dalla CEDU - per violazione dell'art. 117 Cost..

Del maggior danno ex art. 1224 comma 2 c.c., deve essere fornita prova o elementi su cui fondare l'eventuale applicazione di presunzioni logiche, idonee ad esonerare dall'onere di provare l'asserito maggior danno.

... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... determinata a titolo di indennità di occupazione vanno aggiunti gli interessi legali con decorrenza dalla scadenza di ciascuna annualità; trattandosi di debito di valuta, l'accoglibilità della domanda di risarcimento del maggior danno ex art. 1224 secondo comma c.c. presuppone che l'attore assolva all'onere probatorio in base alla regola generale dell'art. 2697 c.c.

Il diritto al riconoscimento del maggior danno di cui all'art. 1224 c.c., comma 2, richiede la costituzione in mora del debitore e la prova da parte del creditore.

Nell'ipotesi di ritardato pagamento di una obbligazione di valuta (quale nel caso di specie obbligazione indennitaria), il maggior danno di cui all'art. 1224 c.c., comma 2, può ritenersi esistente in via presuntiva in tutti i casi in cui, durante la mora, il saggio medio dei rendimenti netti del titolo di Stato con scadenza non superiore a dodici mesi sia stato superiore al saggio degli interessi legali. Detta presunzione in tanto può ritenersi operante, in quanto risulti provata la circostanza che ne costituisce il presupposto per la sua applicazione.

In ipotesi di debito di valuta incombe sulla parte attrice l'onere di fornire la prova del maggior danno da ritardato pagam... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nque elementi su cui fondare l'eventuale applicazione di presunzioni logiche, idonee ad esonerare la stessa parte dall'onere di provare l'asserito maggior danno.

Nel caso di ritardato adempimento di un'obbligazione di valuta, il maggior danno, da riconoscersi a a qualunque creditore, quale che ne sia la qualità soggettiva o l'attività svolta, di cui all'art. 1224 c.c., comma 2, può ritenersi esistente in via presuntiva in tutti i casi in cui, durante la mora, il saggio medio di rendimento netto dei titoli di Stato con scadenza non superiore a dodici mesi sia stato superiore al saggio degli interessi legali.

Va ribadita la natura di "credito di valuta" della pretesa relativa all'indennità di espropriazione; l'ammissibilità che il giudice ritenga fornita, in via di presunzione, la prova del "maggior danno" da ritardo subito dal creditore occasionale di una rilevante somma, non introduce alcun automatismo.

L'indennità di espropriazione costituisce oggetto di un debito di valuta, insuscettibile in quanto tale di automatica rivalutazione in relazione al deprezzamento della moneta; il creditore di detta somma può tuttavia limitarsi ad allegare la differenza tra gli... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...moratori al tasso legale e i vantaggi che potrebbero essere percepiti da una diversa forma di investimento, perché da ciò possa trarsi, in via di presunzione, l'esistenza di un pregiudizio ulteriore non coperto dalla corresponsione degli interessi moratori.

Sui maggiori importi spettanti a titolo di indennità di occupazione e di espropriazione liquidati in sede giudiziale a seguito di opposizione alla stima spettano unicamente gli interessi moratori dalle rispettive scadenze senza ulteriore maggiorazione, in assenza di allegazione e prova del maggior danno non coperto dall'importo degli interessi legali.

Senza alcuna allegazione di eventuali ulteriori danni, in aggiunta a quello coperto dagli interessi, non sono dovute automatiche maggiorazioni della pretesa indennitaria suscettibili di ristoro in forza del disposto dell'art. 1224, secondo comma, cod. civ. Ciò tantomeno nel caso di maggior pregiudizio prospettato in termini di mera svalutazione monetaria, qualora la perdita del potere di acquisto della moneta verificatasi nel periodo cui riferire la decorrenza della "mora debendi", sia in ogni caso ampiamente assorbita dalla misura degli interessi legali.

Riguardo alla domanda di rivalutazion... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...to deve negarsi qualsiasi automatismo in materia, dovendosi viceversa porre a carico del creditore che assuma di essere stato danneggiato dal ritardo nella corresponsione delle sue spettanze oltre i limiti coperti dall'interesse legale, l'onere dell'allegazione e della prova delle circostanze di fatto dalle quali il giudice possa dedurre per via di presunzione la fondatezza della domanda risarcitoria.

E' possibile che la rivalutazione monetaria dell'importo liquidato in relazione all'epoca dell'illecito, ovvero la diretta liquidazione in valori monetari attuali, non valgano a reintegrare pienamente - rispetto ad un pagamento tempestivo - il creditore, il quale ha l'onere di dimostrare il maggior danno.



 
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