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L'indennizzo per reiterazione dei vincoli espropriativi

La limitazione temporale di efficacia del vincolo espropriativo si pone come alternativa all'indennizzo (Corte Cost. sent.179/1999). I vincoli aventi carattere ablativo del diritto di costruire durano per cinque anni, passati i quali decadono. Possono pure essere reiterati, ma in questo caso danno diritto ad un indennizzo.

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titolo:VINCOLI URBANISTICI
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VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI --> DECADENZA, REITERAZIONE, INDENNIZZO --> INDENNIZZO --> INDENNIZZO DA REITERAZIONE

Ai fini della titolarità dell'obbligo all'indennizzo da reiterazione del vincolo, pur riconducendosi il procedimento di approvazione di uno strumento urbanistico nel paradigma dell'"atto complesso ineguale", l'atto nel suo complesso, al di là dell'incidenza del potere di controllo sostitutivo della Regione, è pur sempre riferibile - come in tutte le ipotesi di atti sottoposti al controllo da parte di altri enti - al Comune, che lo ha elaborato sulla base degli interessi locali della collettività.

Con la sentenza n. 179 del 1999 la Corte costituzionale - dopo aver confermato l'ammissibilità della reiterazione dei vincoli preordinati all'esproprio ove giustificata da esigenze appositamente valutate ed attuali – ha dichiarato l'incostituzionalità della normativa urbanistica di riferimento nella parte in cui non prevedeva l'obbligo di indennizzo nel caso di rinnovo del vincolo una volta superato il primo periodo di durata ordinaria quinquennale.

Intervenuta la decadenza del vincolo espropriativo, la reiterazione della c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...'inedificabilità può ingenerare una distinta pretesa del privato, la cui aspettativa sia stata compressa oltre i limiti temporali di tollerabilità: ma la tutela, sempre che ne ricorrano gli estremi va ricercata in un ambito diverso dalla disciplina sull'indennità di espropriazione, ed è, in effetti, ora legislativamente prevista dal D.P.R. n. 327 del 2001, art. 39.

L'art. 39 DPR 327/2001 ha fissato alcune regole riguardanti l'an e il quantum dell'indennità in caso di reitera del vincolo, nonché il procedimento avente ad un tempo natura di presupposto processuale per la proponibilità della domanda e la funzione di determinare gli elementi rilevanti per la fattispecie.

Alla luce della sentenza della Corte Cost. n. 179/1999, la permanenza del vincolo espropriativo oltre i termini previsti, e senza alcun inizio serio dell'espropriazione, non può essere dissociato dalla previsione di un indennizzo.

Secondo la Corte Costituzionale in caso di reitera del vincolo espropriativo sorge obbligo di indennizzo che "opera una volta superato il periodo di durata (tollerabile) fissato dalla legge (periodo di franchigia)". In altre parole, la permanenza del vincolo oltre i termini previsti,... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...cun inizio serio dell'espropriazione, "non può essere dissociato . . . dalla previsione di un indennizzo".

L'indennità di cui all'art. 39 DPR 327/2001 non consegue alla mera decadenza del vincolo, presupponendone la reiterazione.

Non costituisce motivo di illegittimità della specifica previsione di piano contenente un vincolo preordinato all'esproprio il fatto di non aver previsto la spettanza di una indennità, dal momento che quest'ultima è dovuta solo in caso di reiterazione o di proroga ultraquinquennale del vincolo medesimo e previa domanda dell'interessato.

Alla luce del disposto di cui all'art. 39 DPR 327/2001, il fatto costitutivo del diritto all'indennizzo non è individuabile nell'imposizione originaria di un vincolo d'inedificabilità, e neanche nella protrazione di fatto del medesimo dopo la sua decadenza, il relativo obbligo insorgendo in seguito all'atto che formalmente ed esplicitamente lo reitera una volta superato il primo periodo di ordinaria durata temporanea del vincolo, reiterazione non desumibile nel caso di protrazione di fatto dello stesso e neppure per implicito da atti di diniego di domande di autorizzazione lottizzatoria o di concessione.

La durata... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...crizione del credito indennitario conseguente alla reitera dei vincoli è decennale.

Solo in ipotesi di reiterazione di un vincolo preordinato all'esproprio o di un vincolo sostanzialmente espropriativo è dovuta al proprietario un'indennità, commisurata all'entità del danno effettivamente prodotto.

Per i vincoli espropriativi derivanti da pianificazione urbanistica, il fatto costitutivo del diritto all'indennizzo (o al risarcimento del danno), non è individuabile nell'imposizione originaria di un vincolo d'inedificabilità, e neppure nella protrazione di fatto del medesimo dopo la sua decadenza; il relativo obbligo sorge in seguito all'atto che formalmente ed esplicitamente lo reitera una volta superato il primo periodo di ordinaria durata temporanea del vincolo (quale determinata dal legislatore entro limiti non irragionevoli, come indice della normale sopportabilità del peso gravante in modo particolare sul singolo).

Escluse le ipotesi in cui il vincolo sia anche nell'interesse del proprietario (ossia quando il proprietario ha la volontà e la possibilità di realizzare direttamente le opere pubbliche a cui il vincolo è finalizzato), in tutti gli altri casi la reitera... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... del vincolo costituisce un'alterazione del normale modo di essere del diritto di proprietà e non può sottrarsi all'onere di una compensazione economica.

La decisione della Core Cost. n. 179/199 ha introdotto nell'ordinamento, dal giorno successivo alla sua pubblicazione, il diritto all'indennizzo per la reiterazione di vincoli urbanistici scaduti preordinati all'espropriazione o comportanti l'inedificabilità; ciò quindi anche indipendentemente dall'esistenza o dall'entrata in vigore di uno specifico intervento legislativo sulla quantificazione e sulle modalità di liquidazione dell'indennizzo e, quindi, anche prima dell'entrata in vigore del D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 327 art. 39.

Il problema della temporaneità e della conseguente indennizzabilità della protrazione dei vincoli urbanistici, si può porre solo nei confronti dei vincoli preordinati all'espropriazione o sostanzialmente ablativi.

La reiterazione dei vincoli impone l'assegnazione di un adeguato indennizzo, ai sensi dell' art. 39 del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 e dell' art. 34, IV comma della LR. Veneto n. 11/04.

In ipotesi in cui il vincolo decaduto per scadenza del quinquennio di efficacia non sia reitera... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...'essere previsto alcun indennizzo in favore dei titolari del bene.

La proroga del vincolo (da parte dell'ente territoriale che lo ha apposto) comporta l'obbligo di corresponsione al proprietario del terreno dallo stesso gravato, dello speciale indennizzo ora disciplinato dal D.P.R. n. 327 del 2001, art. 39.

L'art. 39 DPR 327/2001, ha recepito il principio della Corte. cost. (sent. n. 179/1999), circa il ristoro patrimoniale del sacrificio del privato, a seguito della reiterazione del vincolo d'inedificabilità, finalizzato all'esproprio.

Con l'art. 39 il DPR 327/2001 ha fissato, con riguardo all'indennità da reitera del vincolo, alcune regole riguardanti l'an e il quantum, nonché il procedimento avente ad un tempo natura di presupposto processuale per la proponibilità della domanda e la funzione di determinare gli elementi rilevanti per la fattispecie.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI --> DECADENZA, REITERAZIONE, INDENNIZZO --> INDENNIZZO --> INDENNIZZO DA REITERAZIONE --> CONDIZIONI

Nessun pregiudizio può derivare dalla reitera del vincolo qualora il compendio immobiliare interessato risulti essere stato utilizzato e godu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...mitazioni di sorta rivenienti dall'apposizione del vincolo; così il danno non può in via automatica ed astratta essere collegato ad una diminuzione del valore di mercato del bene, ma esso assume rilevanza nel momento in cui tale assunta diminuzione si connota in termini di concretezza, traducendosi in una certo ovvero probabile minore introito economico correlato all'esercizio della facoltà di disposizione dell'immobile, ipotesi non sussistente qualora il proprietario non abbia assolutamente provato la concretezza e l'attualità di tali profili di pregiudizio, attraverso la dimostrazione della sua concreta volontà di voler cedere il bene e della infruttuosità delle relative attività poste in essere a cagione dell'esistenza del vincolo.

Ove sia stato reiterato il vincolo, la possibilità di richiedere al G.O. l'indennità di cui all'articolo 39 del T.U. in materia espropriativa resta impregiudicata, ove ne ricorrano i presupposti, e non è condizionata dall'illegittimità degli atti.

Nel caso di reiterazione del vincolo la possibilità di richiedere al G.O. l'indennità di cui all'articolo 39 del T.U. in materia espropriativa resta impregiudicata, ove ne ricorrano i p... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... e non è condizionata dall'illegittimità degli atti.

Il diritto all'indennizzo, di cui è competente il Giudice Ordinario, sorge solo in conseguenza dell'imposizione della reiterazione del vincolo decaduto, automaticamente e a seguito del semplice decorso del quinquennio e, ciò, senza che sia fatta questione della legittimità dello stesso provvedimento di adozione.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI --> DECADENZA, REITERAZIONE, INDENNIZZO --> INDENNIZZO --> INDENNIZZO DA REITERAZIONE --> CONDIZIONI --> REITERA ESPRESSA

L'obbligo di indennizzo correlato alla formale reiterazione del vincolo sorge in seguito all'atto che formalmente ed esplicitamente reitera il vincolo una volta superato il primo periodo di ordinaria durata temporanea dello stesso: tale reiterazione non è desumibile nel caso di protrazione di fatto del vincolo, e neppure per implicito da atti di diniego di domande di autorizzazione lottizzatoria o di concessione.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI --> DECADENZA, REITERAZIONE, INDENNIZZO --> INDENNIZZO --> INDENNIZZO DA REITERAZIONE --> CONDIZIONI --> REITERA ESPRES... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ROTRAZIONE DI FATTO DOPO LA DECADENZA

Il diritto all'indennizzo correlato alla formale reiterazione del vincolo compete solo a condizione che tale reiterazione sia stata adottata con piena efficacia, con la conseguenza che il fatto costitutivo del diritto all'indennizzo non è individuabile nell'imposizione originaria di un vincolo d'inedificabilità, e neanche nella protrazione di fatto del medesimo dopo la sua decadenza.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI --> DECADENZA, REITERAZIONE, INDENNIZZO --> INDENNIZZO --> ATTIVITÀ LECITA

Con l'art. 39 DPR 327/2001 è stata codificata la liquidazione di un indennizzo volto a rimediare alla legittima reiterazione di vincoli formalmente espropriativi o sostanzialmente; nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento compete all'avente diritto solo nel caso di legittimo esercizio dei poteri di pianificazione del territorio. Diversamente, in ipotesi di esercizio illegittimo dei suddetti poteri, verrebbe in rilievo un'azione della PA potenzialmente illecita e, quindi, foriera di danno aquiliano riparabile tecnicamente con un "risarcimento".

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ADENZA, REITERAZIONE, INDENNIZZO --> INDENNIZZO --> INDENNIZZABILITÀ O TEMPORANEITÀ

L'indennizzo per i vincoli urbanistici, come alternativa non eludibile al termine di efficacia posto dalla L. 19 novembre 1968, n. 1187, art. 2, è dovuto allorché la possibilità di reiterazione del vincolo scaduto, riconosciuta all'Amministrazione per giustificate ragioni di interesse pubblico, comporta che si superi la durata fissata dal legislatore come limite alla sopportabilità del sacrificio da parte del soggetto titolare del bene.

Secondo la decisione della Corte Cost. n. 179/1999, l'indennizzabilità ricorre per i vincoli che siano preordinati all'espropriazione, ovvero abbiano carattere sostanzialmente espropriativo, nel senso di comportare come effetto pratico uno svuotamento, di rilevante entità ed incisività, del contenuto della proprietà stessa, mediante imposizione, immediatamente operativa, di vincoli a titolo particolare su beni determinati comportanti inedificabilità assoluta, qualora non siano stati discrezionalmente delimitati nel tempo dal legislatore ed inoltre superino la durata che dal legislatore sia stata determinata come limite, non irragionevole e non arbitrari... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o sotto un profilo quantitativo la normale tollerabilità secondo una concezione della proprietà.

Con la sentenza n. 55 del 1968 la Corte costituzionale dichiarò l'illegittimità delle norme della legge urbanistica che consentivano al Piano Regolatore di imporre a tempo indeterminato – senza previsione di indennizzo - vincoli preordinati all'esproprio o sostanzialmente espropriativi a carico della proprietà privata. Onde risolvere le conseguenti problematiche, l'art. 2 della legge n. 1187 del 1968 ha stabilito che i vincoli preordinati all'esproprio o quelli comportanti inedificabilità perdono efficacia ove non seguiti nell'arco del quinquennio dall'approvazione del piano attuativo.

La Corte costituzionale ha affermato che, una volta oltrepassato il periodo di durata temporanea, quale determinata dal legislatore entro limiti non irragionevoli, la reiterazione del vincolo non può essere dissociata, in via alternativa all'espropriazione, dalla previsione di un indennizzo, ponendosi altrimenti in contrasto con l'art. 42, terzo comma, Cost. (cfr. Corte cost, sent. n. 179 del 1999). In applicazione di tale principio, e con riferimento alla situazione derivante dalla scadenza del termine di efficacia di... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...., il Giudice delle leggi ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del meccanismo di proroga delle prescrizioni di piano nella parte in cui consentiva l'automatica protrazione dei vincoli d'inedificabilità senza la previsione di un indennizzo in favore del proprietario (cfr. Corte cost., sent. n. 148 del 2003).

Secondo la Corte Cost. (n. 179/1999), la reiterazione in via amministrativa dei vincoli decaduti non sono fenomeni di per sé inammissibili dal punto di vista costituzionale, ma tale fenomeno assume aspetti patologici allorché vi sia una indefinita reiterazione dei vincoli o una loro proroga sine die, o quando il limite temporale sia indeterminato. In presenza delle suddette situazioni patologiche, sorge obbligo di indennizzo che "opera una volta superato il periodo di durata (tollerabile) fissato dalla legge (periodo di franchigia)".

La reiterazione di vincoli espropriativi deve tenere conto delle indicazioni fornite dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 179/1999, con riferimento alla alternatività indennizzabilità/temporaneità.

In ipotesi di vincolo espropriativo, la limitazione temporale di efficacia si pone come alternativa all'indennizzo, nel senso che in tanto il... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sulta indennizzabile in quanto è imposto a tempo indeterminato; si prospetta la necessità del riconoscimento di un indennizzo quando, pur essendo stabilita per legge la durata del vincolo, è prevista la prorogabilità del termine ovvero il vincolo venga comunque reiterato, dopo la scadenza del termine, da parte della p.a.

L'illegittimità di una situazione d'inedificabilità indefinita e indefinitamente protratta nel tempo senza indennizzo, è stata più volte sanzionata dalla Corte Costituzionale che, in particolare, con sentenza 12-20 maggio 1999, n. 179 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del combinato disposto dagli artt. 7, numeri 2, 3 e 4, e 40, della L. n. 1150 del 1942, e 2, primo comma della L. n. 1187 del 1968, nella parte in cui consentivano all'Amministrazione di reiterare i vincoli urbanistici scaduti, preordinati all'espropriazione o comportanti l'inedificabilità, senza la previsione di indennizzo.

La temporaneità ovvero la indennizzabilità dei vincoli aventi carattere ablativo del diritto di costruire caratterizza il vigente ordinamento ed è puntualmente disciplinata dal D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327.

La temporaneità ovv... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nizzabilità dei vincoli aventi carattere ablativo del diritto di costruire caratterizza il vigente ordinamento ed è puntualmente disciplinata dal D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327.

In tema di reiterazione di vincoli d'inedificabilità, la Corte Costituzionale (sent. n. 179/1999), ha ritenuto i due requisiti della temporaneità e dell'indennizzabilità tra loro alternativi, nonché costituzionalmente illegittima l'indeterminatezza temporale dei vincoli, resa possibile dalla potestà di reiterarli nel tempo, se non associata ad un obbligo indennitario.



 
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