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Indennità per reiterazione del vincolo espropriativo: provare l’entità del danno è presupposto processuale necessario


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titolo:GIURISDIZIONE E COMPETENZA GIURISDIZIONALE nell’ambito del governo del territorio
anno:2016
pagine: 3023 in formato A4, equivalenti a 5139 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 45,00

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Sintesi: L'art. 39 D.P.R. n. 327 del 2001, configura chiaramente la relazione fra amministrato ed Ente che ha disposto la reiterazione del vincolo in termini di diritto patrimoniale/obbligo, ed il procedimento amministrativo che il privato ha l'onere di promuovere per far valere la sua pretesa indennitaria, come mero presupposto della tutela giurisdizionale davanti al giudice ordinario.

Estratto: «2.3. Come precisato in narrativa, la sentenza gravata ha dichiarato il difetto di giurisdizione sulla domanda volta al riconosci-mento di un indennizzo, a norma dell'art. 39 del T.U. sulle espropria-zioni approvato col D.P.R. n. 327 del 2001.Gli stessi appellanti danno atto che si verte in tale materia.Essi ritengono, tuttavia, che la giurisdizione appartenga a questo giudice amministravo in quanto il Comune ha risposto con l'impugnato diniego alla domanda di indennizzo avanzata in sede amministrativa.La tesi - appena abbozzata nel secondo motivo di appello (indi-cato in ricorso con la lettera B) - oltre a non dare conto, criticamente, delle ragioni poste dal giudice di primo grado alla base del proprio convincimento, é del tutto priva di giuridico fondamento.Come si legge nella sentenza gravata, le cont... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lative al pagamento dell'indennizzo per vincolo espropriativo scaduto e reiterato non appartengono alla materia dell'urbanistica ed edilizia, devoluta al giudice amministrativo dall'art. 34, comma 1, della legge n. 205 del 2000 ed esulano anche dalle pretese risarcitorie derivanti da provvedimenti illegittimi, o comunque riconducibili ad illegittimo esercizio di potestà amministrative, ma hanno invece, come presup-posto la reiterazione di un vincolo espropriativo, attraverso un atto di pianificazione (la cui legittimità non viene in discussione in questa sede).Su tale aspetto ha fatto chiarezza l'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato con decisione 27 maggio 2007, n. 7, nella quale é espressamente affermato che "i profili attinenti al pagamento dell'indennizzo non attengono…alla legittimità del procedimento, ma riguardano questioni di carattere patrimoniale (che presuppongono la conclusione del procedimento di pianificazione), devolute alla cognizione della giurisdizione civile" (cfr. anche, da ultimo, Cons. Stato, sez. IV, 10 aprile 2009, n. 2234).Da tale indicazione non vi è ragione di discostarsi, in quanto correttamente enucleata dalle regole che governano il riparto della giurisdizione, in linea generale, e, nella specifica materi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...essa previsione dell'art. 39 del T.U. sulle espropriazioni approvato col D.P.R. n. 327 del 2001, che non si limita ad assegnare al giudice ordinario, la cognizione sulla "misura" dell'indennità, ma configura, chiaramente, la relazione fra amministrato ed Ente che ha disposto la reiterazione del vincolo in termini di diritto patrimoniale/obbligo, ed il procedimento amministrativo che il privato ha l'onere di promuovere per far valere la sua pretesa indennitaria, come mero presupposto della tutela giurisdizionale davanti al giudice ordinario, al quale spetta anche di prendere cognizione dell'eventuale diniego, inidoneo ad incidere, degradandola, sulla posizione soggettiva fatta valere dall'interessato.»

Sintesi: A fronte della reiterazione di vincoli preordinati all'esproprio, il proprietario ha diritto a norma dell'art. 39 comma 1 DPR 327/2001, alla corresponsione di un'indennità commisurata all'entità del danno effettivamente subito e può attivare un procedimento amministrativo nel corso del quale ha l'onere di provare tale danno quale presupposto processuale necessario per poter agire innanzi alla corte d'appello.

Estratto: «II. Nessun concreto interesse residua alla domanda di annullamento di una dis... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...anistica che non è più operante, che non è stata attuata e che è stata sostituita da altra diversa e non impugnata, considerato anche che non era in discussione la capacità edificatoria delle aree ma l'apposizione di vincoli preordinati all'esproprio, a fronte della cui reiterazione il proprietario, come pure ha rammentato il Comune nella sua memoria, ha diritto a norma dell'art. 39 comma 1 del testo unico sugli espropri alla corresponsione di un'indennità commisurata all'entità del danno effettivamente subito e può attivare un procedimento amministrativo nel corso del quale ha l'onere di provare tale danno quale presupposto processuale necessario per poter agire innanzi alla corte d'appello.A fronte tuttavia della generica riserva della parte ricorrente in ordine ad un'eventuale e futura azione di risarcimento dei danni, va osservato che il ricorso è comunque anche infondato, in quanto:a) l'area della ricorrente costituiva il nucleo centrale di un progetto di sistemazione unitaria di un polo scolastico e sportivo, di cui non erano state attuate le previsioni di zona G4 (verde sportivo), di zona G6 (parcheggio pubblico) e di parte della zona G2 (attrezzature scolastiche).In via generale, va richiamata la costante giu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... secondo cui la reiterazione a mezzo di variante dei vincoli urbanistici decaduti preordinati alla espropriazione non richiede una motivazione specifica (c.d. polverizzata) circa la destinazione impressa alle singole aree, con la sola eccezione di casi particolari, quali il superamento degli standards minimi ovvero l'esistenza in capo al privato di aspettative giuridicamente tutelabili, consistenti ad esempio in giudicati favorevoli o in pregressi accordi stipulati con l'Amministrazione stessa (cfr. ex plurimis Cons. Stato, sez. IV, 30 dicembre 2008, nr. 6600; id. 30 settembre 2008, nr. 4712; id. 15 luglio 2008, nr. 3552; id. 21 giugno 2007, nr. 3400; Cons. Stato, sez. V, 16 ottobre 2006, nr. 6134); la motivazione può dirsi adeguata e sufficiente quando emergono con chiarezza gli accertamenti effettuati e le finalità di interesse pubblico concretamente perseguite (cfr. Cons. Stato, sez. IV, 26 febbraio 2008, nr. 683; id. 8 giugno 2007, nr. 2999; id. 31 maggio 2007, nr. 2863).»

Sintesi: L'art. 39 DPR 327/2001 ha previsto che - a seguito della reiterazione del vincolo - il proprietario può attivare un procedimento amministrativo nel corso del quale egli ha l'onere di provare "l'entità del danno effettivamente prodotto"... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...supposto processuale necessario per poter agire innanzi alla Corte d'appello.

Estratto: «Da ultimo deve dichiararsi il difetto di giurisdizione in merito alla domanda di pagamento dell'indennità per reiterazione del vincolo espropriativo in quanto i profili attinenti al pagamento dell'indennizzo per vincolo espropriativo scaduto e reiterato non attengono alla legittimità del procedimento espropriativo, ma riguardano questioni di carattere patrimoniale (che presuppongono la conclusione del procedimento di pianificazione), devolute alla cognizione della giurisdizione civile; tale principio è stato ora esplicitato dall'art. 39 comma 1 del testo unico sugli espropri, approvato col d.P.R. n. 327 del 2001. Tale norma ha previsto che - a seguito della reiterazione del vincolo - il proprietario può attivare un procedimento amministrativo nel corso del quale egli ha l'onere di provare "l'entità del danno effettivamente prodotto", quale presupposto processuale necessario per poter agire innanzi alla Corte d'appello (Consiglio Stato , sez. IV, 10 aprile 2009 , n. 2234).»

Sintesi: In ipotesi di reiterazione di vincolo espropriativo, il proprietario del... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...essato è tenuto a rivolgersi all'Amministrazione per chiedere l'indennizzo, fornendo la prova dell'entità dei danni effettivamente prodotti dalla reiterazione; solo a seguito della decisione dell'Amministrazione in ordine al suddetta domanda, potrà eventualmente adire il giudice civile, non quello amministrativo.

Estratto: «Ciò chiarito, tornando alla censura specifica, osserva il Collegio che il principio della spettanza di un indennizzo al proprietario nel caso di reiterazione del vincolo preordinato all'esproprio è stato effettivamente introdotto nell'ordinamento giuridico con la sentenza della Corte Costituzionale 20 maggio 1999, n. 179.Sennonché, tale principio non rileva ai fini della verifica della legittimità della deliberazione con la quale l'Amministrazione ha disposto la reiterazione dei vincoli di cui si tratta.Invero, secondo un recente e condiviso orientamento della giurisprudenza amministrativa, dai principi sul raccordo tra la pianificazione urbanistica e le previsioni del bilancio emerge che, in sede di adozione di una variante allo strumento urbanistico, volta all'imposizione del vincolo preordinato all'esproprio, l'amministrazione non può impegnare somme "di cui non è certa... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...za in ordine all'an e al quantum (potendo sul punto non esservi l'approvazione regionale e comunque richiedendo la quantificazione complessi accertamenti su elementi di fatto che solo il proprietario può rappresentare).". Di conseguenza, "i profili attinenti al pagamento dell'indennizzo non attengono alla legittimità del procedimento, bensì a questioni di carattere patrimoniale, devolute alla cognizione della giurisdizione civile." (cfr. Consiglio di Stato, Sez. IV, 27 dicembre 2006, n. 7863 e TAR Veneto, Sez. II, 15 gennaio 2008, n. 65).Di recente, l'Adunanza plenaria del Consiglio di Stato, nella decisione 24 maggio 2007, n. 7, ha affermato - contrariamente a quanto sostenuto nella precedente decisione 22 dicembre 1999, n. 24 – che " i profili attinenti al pagamento dell'indennizzo non attengono…alla legittimità del procedimento, ma riguardano questioni di carattere patrimoniale (che presuppongono la conclusione del procedimento di pianificazione), devolute alla cognizione della giurisdizione civile. Tale principio è stato ora esplicitato dall'art. 39, comma 1, del testo unico sugli espropri, approvato col D.P.R. n. 327 del 2001, il quale ha previsto che - a seguito della reiterazione - il proprietario possa attivare un procedim... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...strativo nel corso del quale egli ha l'onere di provare "l'entità del danno effettivamente prodotto", quale presupposto processuale necessario per poter agire innanzi alla corte d'appello. Nel quadro normativo vigente, dunque, continua a sussistere il principio per il quale gli atti dei procedimenti di adozione e di approvazione di uno strumento urbanistico, contenente un vincolo preordinato all'esproprio, non devono prevedere la spettanza di un indennizzo, fermo restando il diritto del proprietario di ottenere – in presenza dei relativi presupposti – l'indennità commisurata all'entità del danno effettivamente prodotto.".Dunque, la previsione dell'indennizzo è considerato aspetto non incidente, neppure in parte qua, sulla legittimità dell'atto, costituendo questione patrimoniale da regolarsi eventualmente dinanzi al giudice civile.Pertanto, i ricorrenti sono tenuti a rivolgersi all'Amministrazione per chiedere l'indennizzo, fornendo la prova dell'entità dei danni effettivamente prodotti dalla reiterazione dei vincoli. Solo a seguito della decisione dell'Amministrazione in ordine alla domanda di indennizzo potranno eventualmente adire il giudice civile, non quello amministrativo.»

Sintesi: Alla luce d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... di cui all'art. 39 DPR 327/2001, il proprietario, a seguito della reiterazione del vincolo espropriativo, può attivare un procedimento amministrativo nel corso del quale egli ha l'onere di provare "l'entità del danno effettivamente prodotto", quale presupposto processuale necessario per poter agire innanzi alla Corte d'appello.

Estratto: «La sentenza gravata in accoglimento dell'eccezione d'inammissibilità del ricorso avanzata dall'Amministrazione comunale, ha dichiarato il difetto di giurisdizione sulla questione controversa, dovendo essa ritenersi devoluta al giudice ordinario.Ciò in quanto, la materia dell'indennizzo per vincolo espropriativo scaduto e reiterato non è ricompressa in quella dell'urbanistica ed edilizia " devoluta al G.A. dall'art. 34, comma I° della legge n. 205 del 2000.La decisione appellata, merita d'essere confermata, alla luce dell'orientamento di questa Sezione, dal quale non vi sono ragioni per discostarsi, e soprattutto di quello sopravvenuto dell'Ad. Plen. (n. 7/2007); "I profili attinenti al pagamento dell'indennizzo non attengono, dunque, alla legittimità del procedimento, ma riguardano questioni di carattere patrimo... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...presuppongono la conclusione del procedimento di pianificazione), devolute alla cognizione della giurisdizione civile. Tale principio è stato ora esplicitato dall'art. 39 comma 1 del testo unico sugli espropri, approvato col D.P.R. n. 327 del 2001, il quale ha previsto che — a seguito della reiterazione — il proprietario possa attivare un procedimento amministrativo nel corso del quale egli ha l'onere di provare "l'entità del danno effettivamente prodotto", quale presupposto processuale necessario per poter agire innanzi alla corte d'appello".L'appello per quanto sopra argomentato deve pertanto essere respinto, con la conseguente conferma per la parte sopra esaminata della sentenza impugnata.»



 
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