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Indennità per occupazione temporanea a fini di ricerca archeologica


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titolo:BENI E VINCOLI CULTURALI ARCHEOLOGICI, STORICI, ARTISTICI nel governo del territorio
anno:2018
pagine: 256 in formato A4, equivalenti a 435 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
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La riparazione L. 1 giugno 1939, n. 1089, ex art. 43 del pregiudizio arrecato alla proprietà privata nel caso di occupazione temporanea a fini di ricerca archeologica non è ispirato al criterio dell'integralità del risarcimento, ma costituisce un'obbligazione indennitaria, secondo i parametri fissati dalla L. n. 2359 del 1865, art. 68 i quali assumono i caratteri della valutazione equitativa. Il criterio dell'interesse legale costituisce un utile parametro di riferimento in grado di commisurare secondo il metro dell'equità l'indennità dovuta all'effettiva portata del pregiudizio sofferto che solo latamente ha effetti ablativi.

L'occupazione a fini di ricerca archeologica è diretta a realizzare l'interesse pubblico alla conservazione del patrimonio storico-artistico e la promozione della cultura e della ricerca (art. 9 Cost.), onde costituisce attività lecita della P.A., nascendo la proprietà del bene che riveste interesse storico, artistico ed archeologico già vincolata ed incidendo la connotazione culturale sul valore del bene stesso. Ne deriva che, ai sensi della L. 1 giugno 1939, n. 1089, la riparazione del pregiudizio arrecato alla proprietà privata non è ispirato al criterio dell'inte... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ve; del risarcimento, ma costituisce un'obbligazione indennitaria, secondo i parametri fissati dalla L. 22 ottobre 1865, n. 2359, art. 68, i quali assumono i caratteri della valutazione equitativa.

L'occupazione a fini di ricerca archeologica costituisce attività lecita della pubblica amministrazione, mirante a realizzare l'interesse pubblico alla conservazione del patrimonio storico- artistico e alla promozione della cultura e della ricerca (art. 9 Cost.), essendo d'altro canto giustificati, per ragioni d'interesse culturale, anche il sacrificio definitivo della proprietà privata (L. n. 1089 del 1939, art. 56), o, più in generale, la limitazione all'uso, al godimento, alla disponibilità (artt. 3 e 21). Ne consegue la qualificazione in termini indennitari, e non risarcitori, del compenso dovuto per l'occupazione a fini di ricerche archeologiche.

La riparazione del pregiudizio arrecato alla proprietà privata dall'occupazione a fini di ricerca archeologica non può essere ispirata ai caratteri di integralità del risarcimento, bensì assume i connotati dell'obbligazione indennitaria che, in quanto riferita alla lesione dell'altrui interesse a prescindere dal contegno illecito e dalla colpa, si risol... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ligo di versare un compenso minore, per lo più limitato alla perdita della disponibilità del bene (nella specie compensata con il criterio degli interessi legali sul valore del fondo per la durata dell'occupazione).

Riguardo all'occupazione finalizzata alla ricerca archeologica, l'art. 88 D.lgs. n. 42/2004 non esclude che l'indennità spettante al proprietario del terreno occupato sia determinata, secondo le modalità stabilite dalle disposizioni generali in materia di espropriazione per pubblica utilità, con un provvedimento successivo.

I criteri di liquidazione dell'indennizzo per l'occupazione archeologica si distaccano dalla prassi applicativa dell'occupazione in vista di successiva espropriazione, apparendo indicati dall'art. 68 L. n. 2359/1865 richiamato dall'art. 43 L. n. 1089/1939, in modo autonomo, i vari elementi utili a determinare il quantum della rifusione.

La giurisprudenza di legittimità ha avuto modo di indicare la corretta interpretazione del combinato disposto degli artt. 43 L. 1089/1039 (vedi ora l'art. 85 D.Lgs. n. 490/1999 n. 490), e 68 L. 2359/1865: la riparazione del pregiudizio arrecato alla proprietà privata dall'occupazione a fini di ricerca archeologica non pu&... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ere ispirata a caratteri di integralità, bensì assume i connotati dell'obbligazione indennitaria che, in quanto riferita alla lesione dell'altrui interesse a prescindere dal contegno illecito e dalla colpa, si risolve nell'obbligo di versare un compenso minore, per lo più limitato alla perdita.

Nell'ipotesi di occupazione temporanea, l'art. 68 L. n. 2359/1865 fissa alcuni parametri, validi anche per indennizzare l'occupazione archeologica, per effetto del richiamo operato dall'art. 43 L. n. 1089/1939 (poi art. l'art. 85 D.Lgs. 29 ottobre 1999 n. 490) la cui elasticità, desumibile dall'essere chiamato il giudice a considerare, oltre alla perdita dei frutti, alla diminuzione del valore del fondo, alla durata dell'occupazione, anche "tutte le altre valutabili circostanze", non può che assumere i caratteri della valutazione equitativa.

Nonostante che al decreto di occupazione di beni per eseguire ricerche archeologiche non abbia fatto seguito l'immissione nel possesso, ciò non toglie che, quale effetto mediato del provvedimento di occupazione temporanea, al proprietario sia comunque derivato un danno, la cui esistenza deve essere tuttavia dimostrata ad opera dell'interessato; non possono tuttavia... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...si quali voci di danno discendenti dal decreto di occupazione (qualora sia questo a formare l'oggetto del giudizio), i pregiudizi economici derivanti dal fatto stesso che l'area sia stata assoggettata a vincolo archeologico.

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> INDENNITÀ DI OCCUPAZIONE --> TEMPORANEA NON PREORDINATA AD ESPROPRIO --> RICERCHE ARCHEOLOGICHE --> DIES A QUO

Anche in ipotesi di occupazione temporanea, di cui agli artt. 65 e segg. della L. n. 2359/1865, richiamati anche dall'art. 43 L. n. 1089/1939 (poi art. l'art. 85 D.Lgs. 29 ottobre 1999 n. 490) in materia di occupazione per ricerche archeologiche, ciò che si vuole indennizzare è il mancato godimento del bene, di cui il privato continua ad essere proprietario, dovendosi presumere che alla perdita della disponibilità corrisponda un pregiudizio economico; trova pertanto applicazione il principio elaborato dalla giurisprudenza, secondo cui l'indennità in discorso è dovuta dal momento dell'effettiva immissione dell'Amministrazione nel possesso del bene del privato.



 
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