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Indennità di occupazione, natura e profili generali

L'indennità di occupazione di urgenza rappresenta il compenso per la perdita anticipata, rispetto all'espropriazione, delle facoltà connesse al diritto di proprietà.

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titolo:INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE PER PUBBLICA UTILITÀ - dieci anni di giurisprudenza
anno:2019
pagine: 3241 in formato A4, equivalenti a 5510 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
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INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> INDENNITÀ DI OCCUPAZIONE

Nel regime ante testo unico, l'indennità di occupazione dev'essere liquidata in misura corrispondente ad una percentuale di quella dovuta per l'espropriazione dell'area occupata, che, pur potendo coincidere con il saggio corrente degl'interessi legali, non deve necessariamente essere pari allo stesso, restando la scelta devoluta al prudente apprezzamento del giudice di merito.

Ogni occupazione temporanea e d'urgenza di beni immobili, imposta dall'esigenza di una più celere esecuzione dell'opera dichiarata di pubblica utilità rispetto ai tempi occorrenti per le procedure espropriative, è fonte di un'obbligazione indennitaria volta a compensare medio tempore, per tutta la durata dello stato di indisponibilità del bene, il detrimento dato dal suo mancato godimento, cioè una perdita reddituale che, essendo diversa da quella (patrimoniale) della perdita della proprietà del cespite, postula un ristoro separato ed aggiuntivo, non assorbibile nell'indennità di espropriazione. La disposizione di cui al D.P.R. n. 327 del 2001, art. 13, comma 6, secondo cui "La scadenza del termine entro il quale può esse... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...il decreto di esproprio determina l'inefficacia della dichiarazione di pubblica utilità", non vale a sopprimere il diritto del proprietario a tale ristoro, sorto per effetto dello spossessamento attuato in base al provvedimento che la autorizza, e ciò in quanto l'inefficacia della dichiarazione di pubblica utilità, dovuta all'inutile scadenza del termine, va riferita all'esercizio del potere ablativo, ma non interferisce con l'istituto dell'occupazione temporanea (che, come nella specie, sia stata nelle more legittimamente disposta), che ne costituisce una fase non solo eventuale, ma anche, del tutto, autonoma.

Non avendo il proprietario mai gravato di impugnazione gli atti inerenti le procedure di espropriazione e di occupazione, nonché il provvedimento con il quale si stabilisce di non realizzare più l'opera, non può essere riconosciuta in successiva separata sede di giudizio l'indennità di occupazione legittima per la parte del fondo di proprietà del ricorrente occupato in funzione della realizzazione, mai eseguita, della spes operis.

L'indennità di occupazione spetta al titolare del suolo occupato per il solo fatto che la p.a. nell'esercizio dei propri poteri ne abbia disposto l... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...e, indipendentemente da ogni evento successivo, trattandosi di ristoro da attività lecita in relazione al quale – a differenza del risarcimento da illecito aquiliano – non può predicarsi alcuna interruzione del nesso causale per effetto di evenienze sopravvenute; in altri termini, imputet sibi l'Amministrazione se, una volta che all'occupazione da essa disposta si sia "sovrapposto" il sequestro eseguito per ordine dell'A.G., non abbia ritenuto di dover revocare l'occupazione dell'area, seguitando pertanto la sua efficacia.

In ipotesi di restituzione del bene illegittimamente occupato, per il periodo di occupazione illegittima deve farsi ricorso al parametro di cui all'art. 50, d.P.R. n. 327/2001. A tale importo devono poi aggiungersi gli interessi legali per il ritardo nell'erogazione delle somme, da computarsi anno per anno, partendo dal primo anno di scadenza dell'occupazione sino al soddisfo.

Per l'indennità relativa al quinquennio di occupazione legittima, trova applicazione l'art. 50 del d.P.R. n. 327 del 2001.

Il "risarcimento del maggior danno da mancata coltivazione del terreno", rientra nell'indennità per occupazione legittima temporanea.

L'indennità per ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ne temporanea d'urgenza, derivando da un atto legittimo dell'amministrazione autonomo ed indipendente dal titolo in base al quale potrà concludersi la vicenda ablativa, deve essere liquidato qualunque sia l'evento giuridico che la caratterizzi (cessione volontaria, espropriazione formale, occupazione acquisitiva, asservimento), in base ad un criterio unico ed unitario.

L'indennità per il periodo di occupazione legittima deve essere liquidata in via amministrativa secondo il criterio di cui all'art. 50 DPR 327/2001.

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> INDENNITÀ DI OCCUPAZIONE --> NATURA

L'indennità di occupazione non è tout court compresa in quella di espropriazione - sebbene sia a questa commisurata -, in quanto essa è volta a compensare il pregiudizio connesso alla privazione, in tutto o in parte, delle facoltà di godimento del bene occupato, che è fonte del diritto all'indennizzo ex art. 42 Cost., ed è separato ed aggiuntivo rispetto a quello connesso con la perdita del bene per effetto dell'espropriazione.

L'indennità di occupazione legittima serve invece a compensare il proprietario della mancata disponibilità dei ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...avrebbe percepito periodicamente ed è irrilevante che essa venga liquidata sulla base del computo degli interessi legali sull'indennità di espropriazione, non valendo l'adozione di un simile criterio a trasformare in obbligazione di interessi quella che rimane un'obbligazione di reintegrare il proprietario rispetto al pregiudizio subito in conseguenza del mancato godimento dell'immobile.

L'indennità dovuta per il periodo di occupazione autorizzata, il quale ha, per definizione, carattere di legittimità ed è improduttivo di danni, è diretta a compensare, per tutta la durata dello stato di temporanea indisponibilità del bene, il detrimento dato dal suo mancato godimento, cioè una perdita reddituale che, essendo diversa dalla perdita della proprietà del cespite, postula un compenso separato.

L'istituto dell'occupazione temporanea (e del relativo indennizzo) attribuisce alla P.A. il diritto di disporre del fondo privato per un periodo di tempo limitato, ed incide in misura corrispondente sui poteri dominicali del titolare del bene, privandolo (temporaneamente) in tutto o in parte delle facoltà di godimento; e perciò comportando la trasformazione del correlativo diritto in dirit... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...omo indennizzo ex art. 42 Cost., volto a compensare, per tutta la durata dell'indisponibilità del bene, fino all'esproprio, il detrimento dato dal suo mancato godimento (piuttosto che dal ritardo con cui viene corrisposta l'indennità di espropriazione).

L'istituto dell'occupazione temporanea (e del relativo indennizzo) è volto a compensare, per tutta la durata dell'indisponibilità del bene, fino all'esproprio, il detrimento dato dal suo mancato godimento ossia una perdita reddituale che, essendo diversa da quella patrimoniale della perdita della proprietà del bene, postula un ristoro separato ed aggiuntivo, non assorbibile nell'indennità di espropriazione.

L'indennità di occupazione è volta a compensare, per tutta la durata dell'indisponibilità del bene, fino all'esproprio, il detrimento dato dal suo mancato godimento, ossia una perdita reddituale che, essendo diversa da quella patrimoniale della perdita della proprietà del bene, impone un ristoro separato ed aggiuntivo, non assorbibile nell'indennità di espropriazione o di asservimento. Suddetta indennità pertanto derivando da un atto legittimo dell'amministrazione autonomo ed indipendente dal titolo in base al qua... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ave; concludersi la vicenda ablativa, deve essere liquidato qualunque sia l'evento giuridico che la caratterizzi (cessione volontaria, espropriazione formale, occupazione acquisitiva, asservimento).

L'indennità di occupazione è rivolta a compensare il proprietario del fondo per la perdita della sua disponibilità e delle facoltà di utilizzazione per il periodo di tempo autorizzato dal provvedimento ablatorio, nonché precedente al verificarsi dell'espropriazione - legittima o illegittima -; non può dunque essere cumulata con l'indennizzo dovuto per il diverso fatto giuridico costituito dalla (successiva) irreversibile ablazione comportante la definitiva perdita del diritto dominicale a titolo originario, assolvendo a diversa funzione.

Il provvedimento di occupazione temporanea preordinata all'espropriazione di un immobile privato, produce, ai sensi dell'art. 42 cost., un'obbligazione indennitaria volta a compensare, per tutta la durata dello stato di indisponibilità del bene, fino all'esproprio o all'asservimento, il detrimento dato dal suo mancato godimento, cioè una perdita reddituale che, essendo diversa da quella (patrimoniale) della privazione proprietà del cespite, impone un ristoro ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... aggiuntivo, non assorbibile nell'indennità di espropriazione né in quella di asservimento.

Sebbene l'occupazione dì urgenza sia divenuta un momento fisiologico e quasi indefettibile del procedimento ablatorio, la relativa indennità non può essere considerata accessoria, bensì autonoma rispetto a quella dovuta per la definitiva ablazione del terreno, in quanto l'occupazione e l'espropriazione costituiscono fenomeni ontologicamente diversi e posti cronologicamente in sequenza, pur se l'indennità relativa alla prima è commisurabile all'importo liquidabile per la seconda.

Il provvedimento di occupazione d'urgenza, preordinato all'espropriazione di un immobile privato, genera, ai sensi dell'art. 42 Cost., un'obbligazione indennitaria volta a compensare, per tutta la durata dell'indisponibilità del bene, il detrimento dato dal suo mancato godimento, ossia una perdita reddituale che, essendo diversa da quella patrimoniale della perdita della proprietà del bene, impone un ristoro separato ed aggiuntivo, non assorbibile nell'indennità di espropriazione.

L'indennità di occupazione è volta a compensare, per tutta la durata dell'indisponibilità del ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...all'esproprio, il detrimento dato dal suo mancato godimento, ossia una perdita reddituale che, essendo diversa da quella patrimoniale della perdita della proprietà del bene, postula un ristoro separato ed aggiuntivo, non assorbibile nell'indennità di espropriazione.

Ai fini dell'attribuzione degli interessi compensativi dovuti sull'indennità di occupazione legittima alla scadenza di ogni annualità, si rende irrilevante il fatto che l'indennità di occupazione legittima venga liquidata sulla base del computo degli interessi legali sull'indennità di espropriazione, non valendo l'adozione di un tal criterio a trasformare, in obbligazione di interessi, quella che rimane un'obbligazione di reintegrare il proprietario, rispetto al pregiudizio subito in conseguenza del mancato godimento dell'immobile.

L'indennità di occupazione legittima ha la funzione di compensare il detrimento subito dal proprietario per il mancato godimento del bene occupato determinato da un comportamento legittimo dell'amministrazione, irrilevante essendo l'evento giuridico che ha poi determinato l'acquisizione del bene da parte dell'amministrazione stessa, ivi compresa l'ipotesi dell'acquisto per accessione invertita.

L'... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...rave; d'occupazione assolve la funzione di compensare la perdita reddituale connessa al mancato godimento del fondo occupato, che il proprietario subisce a causa dell'anticipazione dell'acquisto del possesso del bene da parte dell'espropriante rispetto al momento in cui (grazie all'emissione del decreto d'esproprio o alla stipulazione dell'atto di cessione volontaria), questi acquista la proprietà del bene oggetto del procedimento.

L'occupazione d'urgenza, che costituisce un preliminare della procedura di espropriazione, viene indennizzata, come risulta maggiormente evidente quando si tratta di terreni edificabili, con un importo che corrisponde sostanzialmente al mancato tempestivo godimento del denaro equivalente a quella che sarà l'indennità di espropriazione, indennità che in un sistema ben regolato sarebbe stata corrisposta al momento stesso della privazione del possesso del bene e che invece, pervenendo al privato solo tardivamente, trova nell'indennità di occupazione d'urgenza un sollievo al ritardo.

Ogni occupazione temporanea e d'urgenza, imposta dall'esigenza di una più celere esecuzione dell'opera dichiarata di pubblica utilità rispetto ai termini occorrenti per le procedure espropriative, ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...'obbligazione indennitaria diretta a compensare, per tutta la durata dello stato di temporanea indisponibilità del bene, il detrimento dato dal suo mancato godimento, cioè una perdita reddituale che, essendo diversa dalla perdita della proprietà del cespite, postula un ristoro separato.

Il provvedimento di occupazione temporanea preordinata all'espropriazione produce una perdita reddituale diversa da quella patrimoniale della perdita della proprietà del bene, oggetto di ristoro separato e aggiuntivo, non assorbito dall'indennità di espropriazione, né, tanto meno, dal risarcimento del danno dovuto per illegittima ablazione, nell'ipotesi di occupazione cd. espropriativa Si tratta dunque di un indennità esigibile immediatamente, a prescindere dalla liquidabilità dell'indennità di espropriazione o del risarcimento del danno.

Il decreto di occupazione temporanea produce un'obbligazione indennitaria volta a compensare, per tutta la durata dell'indisponibilità del bene, fino all'esproprio, il detrimento dato dal suo mancato godimento (piuttosto che dal ritardo con cui viene corrisposta l'indennità di espropriazione), ossia una perdita reddituale che, essendo diversa da quella patr... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...lla perdita della proprietà del bene, postula un ristoro separato ed aggiuntivo, non assorbibile nell'indennità di espropriazione ovvero nel prezzo della cessione volontaria, né, allorquando si tratta della c.d. occupazione acquisitiva, nel risarcimento del danno dovuto per tale illegittima ablazione.

Il provvedimento di occupazione d'urgenza produce un'obbligazione indennitaria volta a compensare, per tutta la durata dell'indisponibilità del bene, fino all'esproprio, il detrimento dato dal suo mancato godimento (piuttosto che dal ritardo con cui viene corrisposta l'indennità di espropriazione), ossia una perdita reddituale che, essendo diversa da quella patrimoniale della perdita della proprietà del bene, impone un ristoro separato ed aggiuntivo, non assorbibile nell'indennità di espropriazione.

Pur dovendosi rimarcare il collegamento funzionale tra le figure ablatorie dell'occupazione preliminare e dell'espropriazione (accentuato dalla prassi seguita dalle amministrazioni esproprianti in seguito alla L. n. 1 del 1978) e che l'indennità di occupazione costituisce sostanzialmente un riflesso di quella dovuta per la definitiva ablazione dell'immobile, essa costituisce tuttavia un distinto ed aut... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ro.

Il provvedimento di occupazione d'urgenza produce un'obbligazione indennitaria volta a compensare, per tutta la durata dell'indisponibilità del bene, fino all'esproprio, il detrimento dato dal suo mancato godimento (piuttosto che dal ritardo con cui viene corrisposta l'indennità di espropriazione), ossia una perdita reddituale che, essendo diversa da quella patrimoniale della perdita della proprietà del bene, impone un ristoro separato ed aggiuntivo, non assorbibile nell'indennità di espropriazione.

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> INDENNITÀ DI OCCUPAZIONE --> ACCETTAZIONE

L'atto cosiddetto di "concordamento bonario", con il quale l'espropriato accetta l'offerta del concessionario della sola indennità di espropriazione e rinuncia a proporre opposizione alla stima e ad ogni altra azione giudiziaria "che abbia attinenza all'occupazione" oltre che all'espropriazione dell'immobile, non si estende all'indennità di occupazione, in assenza di un atto normativo che imponga tale estensione, non potendo tale rinuncia avere effetti in relazione a situazioni future non ancora determinate o determinabili, come quelle derivate dalla prolungata dete... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...e aree non espropriate per le quali già si sia pagato il corrispettivo dell'ablazione anche se il decreto ablatorio non sia stato emesso.

Nel sistema della L. n. 865 del 1971 non sussiste alcuna indennità provvisoria di occupazione temporanea che deve essere offerta dall'espropriante ed accettata (o rifiutata) dall'espropriando, riguardando siffatto subprocedimento la sola indennità di espropriazione.

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> INDENNITÀ DI OCCUPAZIONE --> ASSERVIMENTO

Correttamente l'indennità di occupazione è liquidata in misura corrispondente agli interessi legali sull'indennità virtuale di asservimento annualmente rivalutata.

L'indennità per l'occupazione temporanea preordinata all'asservimento di un immobile a servitù di elettrodotto va liquidata in misura percentuale correlata all'indennità di espropriazione - nella specie, di asservimento - comprensiva di tutte le voci riconosciute, non essendovi ragione di deroga al principio del criterio unitario di determinazione.

L'indennità di occupazione è volta a compensare, per tutta la durata dell'indisponibilità del bene, il detrim... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...al suo mancato godimento e, prescinde, sotto questo profilo, dal fatto che l'occupazione sia preordinata ad un asservimento piuttosto che ad una espropriazione. In entrambi i casi, infatti, l'indennità è destinata a compensare una perdita reddituale (piuttosto che il ritardo con cui viene corrisposta l'indennità di espropriazione o di asservimento), che è identica quale che sia il titolo in base al quale potrà concludersi la vicenda ablativa (cessione volontaria, espropriazione formale, asservimento). Il riferimento va pertanto all' indennità di espropriazione (virtuale) e non a quella di asservimento.

L'indennità di occupazione del suolo deve decorrere dalla data della immissione in possesso, fino alla data della emissione del decreto di asservimento.

Per il periodo in cui il terreno sia stato temporaneamente occupato in vista del suo asservimento (nel caso di specie per posizionamento elettrodotto aereo), al proprietario spetta un'indennità di occupazione che, in mancanza di diverse disposizioni e semprechè non vi sia la prova di un maggiore o minore pregiudizio, ben può essere commisurata ad una percentuale dell'indennità che gli sarebbe spettata in caso di espropriazion... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... ogni anno di occupazione, al tasso legale degli interessi.

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> INDENNITÀ DI OCCUPAZIONE --> CAVA

In ipotesi di terreno destinato a cava indennizzato secondo il criterio dell'attività estrattiva, nulla spetta a titolo di indennità di occupazione che, in caso fosse riconosciuta, costituirebbe una duplicazione dell'indennizzo; il mancato sfruttamento della cava è già valutato nella liquidazione della indennità di esproprio. Se, infatti, il reddito prodotto e producibile sino all'estinzione del rapporto od all'esaurimento (materiale ed economico), della cava rappresenta l'indennità di espropriazione, è di tutta evidenza che l'attribuzione del controvalore del reddito mancato negli anni di occupazione legittima sarebbe indebita duplicazione del ristoro.

In tema di determinazione dell'indennità di esproprio di un terreno destinato a cava occorre fare riferimento alla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39, e, pertanto, al valore venale del bene che, nella specie, va ragguagliato al parametro del materiale complessivamente estraibile dalla cava sino al suo esaurimento. Trattasi di criterio omnicomprensivo, che non è c... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...con la liquidazione, in favore dell'espropriato, di una ulteriore indennità per l'occupazione della cava, con la funzione di indennizzarlo della privazione del godimento del bene oggetto del procedimento di esproprio e della mancata percezione dei frutti nel corso dell'occupazione medesima, in quanto si tradurrebbe in una ingiustificata duplicazione della medesima indennità di espropriazione.

Quando oggetto dell'espropriazione siano terreni destinati a cava - e quindi entità fruibili direttamente in termini di appropriazione materiale, non reversibile né rinnovabile, in un contesto che sfugge alla logica che presiede alla valutazione delle aree, distinguendole tra suoli agricoli e suoli edificatori - la determinazione della relativa indennità richiede il riferimento alla L. n. 2359 del 1865, art. 39, e, quindi, al valore venale del bene. In tale prospettiva l'indennità di espropriazione va ragguagliata al parametro del materiale complessivamente estraibile dalla cava sino al suo esaurimento materiale o economico. E' chiaro, quindi, che un tale criterio di liquidazione dell'indennità di espropriazione non lascia spazio per la liquidazione di una indennità di occupazione, con la funzione di indennizzare l'espro... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...a privazione del godimento del bene oggetto del procedimento di esproprio e della mancata percezione dei frutti durante l'occupazione medesima.

L'eventuale godimento della cava non ne lascia inalterata la consistenza, ma la esaurisce parzialmente, diminuendone il valore venale ai fini dell'indennità di espropriazione. Ne consegue che la liquidazione del valore venale con riferimento al valore dei materiali estraibili e l'inconfigurabilità di un reddito in periodi e per causa ulteriori rispetto a quelli già considerati non consentono, a pena di una ingiustificata duplicazione, un ulteriore indennizzo a titolo di indennità di occupazione legittima.

Ove il terreno sia utilizzato come cava e l'indennità di espropriazione sia parametrata al valore dell'intero materiale estraibile, nessun'altra indennità può essere attribuita al proprietario, altrimenti conseguendosi l'effetto di duplicare in tutto o in parte il valore suddetto; neppure l'indennità di occupazione può essere determinata in base al valore del suolo, avendo lo stesso proprietario privilegiato quello più vantaggioso del valore dei prodotti della cava, altrimenti liquidandosi due distinte indennità per lo stesso immob... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...
Quando oggetto dell'espropriazione siano terreni destinati a cava, la liquidazione del valore venale con riferimento al valore dei materiali estraibili fino al suo esaurimento non consentono, a pena di una ingiustificata duplicazione, un ulteriore indennizzo a titolo di indennità di occupazione legittima,con la funzione di indennizzare l'espropriato della privazione del godimento.

Qualora la valutazione di un immobile contenente una cava o un giacimento sia stata compiuta in base al reddito prodotto e producibile sino all'estinzione del rapporto o all'esaurimento (materiale od economico), non sussistono perdite ulteriori indennizzabili neppure nel tempo e non è quindi configurabile neanche quello a conseguire l'indennità di occupazione temporanea, avendo questa proprio la funzione di indennizzare l'espropriato della privazione del godimento del bene oggetto del procedimento di esproprio e della mancata percezione dei frutti per tutta la durata della sua indisponibilità da parte del proprietario.

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> INDENNITÀ DI OCCUPAZIONE --> CESSIONE VOLONTARIA

L'istituto dell'occupazione temporanea, nei procedimenti di espropriazione, ove l'ammini... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...i ricorra, ben può coesistere con la loro definizione mediante cessione volontaria (ovvero accettazione dell'indennità seguita da decreto di espropriazione), la quale non ne assorbe affatto la diversa funzione, come conferma proprio la L. n. 865 del 1971, art. 12, che non contiene ingerenze o collegamenti di alcun genere con la disciplina delle occupazioni temporanee, posta invece dal successivo art. 20.

Il corrispettivo della cessione volontaria si identifica, di regola, con la sola indennità di espropriazione, avendo l'atto ad oggetto l'acquisto da parte del cessionario della proprietà dei beni cedutigli; ne consegue che, in assenza d'indicazioni in senso contrario, il prezzo della cessione concordato sulla base dell'offerta dell'indennità provvisoria d'esproprio deve intendersi come non comprensivo dell'indennità d'occupazione.



 
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