Carrello
Carrello vuoto



Indennità di espropriazione: ambito ed effetti dell'incostituzionalità del VAM, valore agricolo medio

 AMBITO TEMPORALE DELLA INCOSTITUZIONALITÀ
 EFFETTI DELLA INCOSTITUZIONALITÀ
 DIVIETO DELLA REFORMATIO IN PEIUS
 L. 219/1981
 REGIME TRANSITORIO

Questo articolo è composto da sintesi giurisprudenziali contenute nel sottostante prodotto in formato pdf, nel quale si trovano anche gli estratti originali e gli estremi delle sentenze a cui le sintesi si riferiscono. Scaricati gratis un demo dal box sottostante.

Articolo tratto dal sottostante PDF, acquistabile e scaricabile in pochi minuti

Verrai indirizzato al dettaglio del prodotto fra 60 secondi.
titolo:INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE PER PUBBLICA UTILITÀ - dieci anni di giurisprudenza
anno:2019
pagine: 3241 in formato A4, equivalenti a 5510 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 45,00

  leggi qui come funziona      scarica gratis alcune pagine!!


INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> AREE NON EDIFICABILI --> VAM --> COSTITUZIONALITÀ

Le norme sui VAM sono state dichiarate incostituzionali (v. Cost. cost. n. 181 del 2011 e n. 187 del 2014), in ragione della astrattezza di tale metodo di calcolo, che trascurava le caratteristiche concrete e specifiche dei suoli inedificabili, con evidente ed ingiustificato allontanamento della stima dal valore di mercato, che costituisce un riferimento imprescindibile per la determinazione del serio ristoro, a norma dell'art. 43 Cost. e della giurisprudenza della Cedu.

La Corte costituzionale, con la sentenza n. 181 del 2011, facendo seguito alle sentenze n. 348 e 349 del 2007, ha dichiarato illegittimo il criterio dei valori agricoli medi, dettato dal combinato disposto dalla L. n. 359 del 1992, art. 5 bis, comma 4, L. n. 865 del 1971, art. 15, comma 1 e art. 16, dal D.P.R. n. 327 del 2001, art. 40, commi 2 e 3 per la determinazione dell'indennità di espropriazione per le aree agricole e per le aree non suscettibili di classificazione edificatoria, evidenziando che detta normativa è commisurata ad un valore - quello tabellare - che, prescindendo dall'area oggetto del procedimen... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ativo ed ignorando ogni dato valutativo inerente ai requisiti specifici del bene, ha un carattere inevitabilmente astratto che elude il ragionevole legame con il valore di mercato del bene ablato, ritenuto necessario dalla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo.

Anche il criterio dei VAM è stato dichiarato illegittimo dalla Consulta, con la sentenza n. 181 del 2011, che ha evidenziato come pure detta normativa, relativa all'indennità di espropriazione per le aree agricole e per le aree non suscettibili di classificazione edificatoria è commisurata ad un valore - quello tabellare - che, prescindendo dall'area oggetto del procedimento espropriativo ed ignorando ogni dato valutativo inerente ai requisiti specifici del bene, ha un carattere inevitabilmente astratto che elude il ragionevole legame con il valore di mercato del bene ablato, prescritto con la menzionata sentenza della Corte di Strasburgo.

La Corte costituzionale, dopo aver dichiarato illegittime le norme sulla determinazione dell'indennità di espropriazione per le aree urbanisticamente classificate come edificabili (Corte Cost. 24 ottobre 2007 n. 248), ha ritenuto illegittima l'applicazione dei valori agricoli medi ( V.A.M.) per le aree non fabb... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...er l'astrattezza di tali valori che non garantisce il loro collegamento con i prezzi di mercato di tale tipo di suoli (Corte Cost. n. 181 del 10 maggio 2011).

La sentenza Corte cost. 11.6.2011, n. 181, ha dichiarato l'illegittimità dell'art. 5-bis, comma 4, L. 359/1992, in combinato disposto con la L. 22 ottobre 1971, n. 865, art. 15, comma 1, secondo periodo, e art. 16, commi 5 e 6, nella parte in cui prevede che l'indennità di espropriazione per le aree agricole e per le aree non edificabili sia commisurata al valore agricolo medio della coltura in atto o di quella più redditizia nella regione agraria, senza tener conto dei requisiti specifici del bene.

Non tutte le disposizioni normative involgenti i VAM possono ritenersi coinvolte e travolte dalla pronuncia della Consulta (n. 181/2011), dovendosi in particolare ritenere sopravvissute quelle concernenti l'indennità aggiuntiva ad essi parametrata, disposizioni queste dotate di funzione riparatrice autonoma rispetto all'indennità di esproprio, in quanto poste a tutela di diritti, quale quello al lavoro, pure contemplati dall'ordinamento giuridico e dotati di rilevanza costituzionale ma diversi da quello di proprietà involto dalla pronuncia caducatoria della... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...br />
Il valore agricolo, e in specie il c.d. valore agricolo medio, di cui al combinato disposto dell'art. 5 bis comma 4 del d.l. n. 333/1992, convertito con modificazioni nella legge n. 359/1992 e dell'art. 16 commi 5 e 6 della legge 22 ottobre 1971 n. 865 (ossia delle norme di cui al titolo II della predetta legge cui il primo rinviava), è criterio ormai definitivamente espunto dall'ordinamento per effetto della declaratoria d'incostituzionalità di cui alla sentenza della Corte Costituzionale n. 181 del 10 giugno 2011.

Con la sentenza n. 181/2011, la Corte Costituzionale ha ribadito il principio che l'indennizzo assicurato all'espropriato dall'art.42 terzo comma Cost., se non deve restituire una integrale riparazione per la perdita subita - in quanto occorre coordinare il diritto del privato con l'interesse generale che l'espropriazione mira a realizzare - non può essere, tuttavia, fissato in una misura irrisoria o meramente simbolica, ma deve rappresentare un serio ristoro.

La sentenza della Corte Costituzionale n. 348 del 2007 riguarda soltanto le aree edificabili.

Ai fini della determinazione dell'indennità di area avente natura non edificabile per essere destinata (nel caso di specie) a parc... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...considerato il valore di mercato dell'area non edificabile, alla luce della sentenza della Corte Cost. n. 181/2011, che ha dichiarato l'incostituzionalità del meccanismo di determinazione dell'indennità di esproprio basata sui VAM.

La sentenza della Corte Cost. 24.10.2007 n. 348 è riferita ai suoli edificabili e non anche l'indennizzo per i suoli agricoli e per quelli che non sono classificabili come edificabili, rispetto ai quali l'applicabilità delle norme contenute nel titolo secondo della legge 865 del 1971 è stata ritenuta conforme a costituzione dalla Consulta e non risulta oggetto di condanne da parte della CEDU.

La pronuncia della Corte cost. n. 261 del 1997, con la quale fu dichiarata non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 5 bis , comma 4, del decreto-legge 11 luglio 1992, n. 333 convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1992, n. 359, in riferimento agli artt. 3 e 24 e 42, terzo comma, Cost., è anteriore alla riforma attuata dalla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 sicché nella fattispecie in essa trattata non poteva essere evocato come parametro costituzionale il nuovo testo dell'art. 117, primo comma Cost., attualmente vigente.

[Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...e tabellare prescinde dall'area oggetto del procedimento espropriativo, ignorando ogni dato valutativo inerente ai requisiti specifici del bene. Restano così trascurate le caratteristiche di posizione del suolo, il valore intrinseco del terreno (che non si limita alle colture in esso praticate, ma consegue anche alla presenza di elementi come l'acqua, l'energia elettrica, l'esposizione), la maggiore o minore perizia nella conduzione del fondo e quant'altro può incidere sul valore venale di esso. Il criterio, dunque, ha un carattere inevitabilmente astratto che elude il «ragionevole legame» con il valore di mercato, «prescritto dalla giurisprudenza della Corte di Strasburgo e coerente, del resto, con il "serio ristoro" richiesto dalla giurisprudenza della Corte Costituzionale.

L'art. 5-bis, comma 4, del decreto-legge 11 luglio 1992, n. 333 convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1992, n. 359, in combinato disposto con gli articoli 15, primo comma, secondo periodo, e 16, commi quinto e sesto, della legge 22 ottobre 1971, n. 865 come sostituiti dall'art. 14 della legge 28 gennaio 1977, n. 10, è in contrasto con l'art. 117, primo comma, Cost., in relazione all'art. 1 del primo protocollo addizionale della Convenzione ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...aguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, nell'interpretazione datane dalla Corte di Strasburgo, e con l'art. 42, terzo comma, Cost.

L'art. 40, commi 2 e 3, del d.P.R. n. 327 del 2001, che per la determinazione dell'indennità nel caso di esproprio di un'area non edificabile, adotta il criterio del valore agricolo medio corrispondente al tipo di coltura prevalente nella zona o in atto nell'area da espropriare, riproducendo la normativa di cui all'art. 5 bis comma 4 D.L. 333/1992 convertito nella L. n. 359/1992, è come questa in contrasto con l'art. 117, primo comma, e art. 43 comma 3 Cost.; ne deve pertanto essere dichiarata la illegittimità costituzionale in via consequenziale, ai sensi dell'art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87.

Le decisioni della CEDU e la nota sentenza 348/2007 hanno tutte per oggetto aree con destinazione legale edificatoria con esclusione pertanto delle aree agricole.

La decisione della Corte Costituzionale n. 348/2007 ha inciso sul solo regime indennitario dei suoli edificatori, la cui differenziazione dal regime relativo ai suoli non edificabili non appare irrazionale ed arbitraria, in quanto le norme di cui agli art. 15 e 16 l. 22 ottobre 1971 n. 865 (richiamat... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... 5 bis, comma 4, d.l. 11 luglio 1992 n. 333), lungi dal prevedere un indennizzo irrisorio e in alcun modo ancorato ai valori di mercato, non solo dettano una puntuale disciplina diretta all'annuale adeguamento dei valori agricoli medi, ma consentono l'impugnazione di tali valori nelle competenti sedi, ove erroneamente attribuiti.

La scelta legislativa di suddividere le aree in due sole categorie - aree edificabili da una parte, e dall'altra, tutte le rimanenti - e di valutare queste ultime ai fini del calcolo dell'indennità di espropriazione in base al valore agricolo tabellare è stata dichiarata costituzionalmente legittima dalla Corte Cost. nella sentenza 261/1997.

La questione del contrasto del sistema indennitario previsto dall'art. 5 bis d.l. n. 333 del 1992, conv. in legge n. 359 del 1992, con i principi enunciati dalla Corte europea dei diritti dell'uomo e con la Carta Costituzionale, riguarda il criterio di determinazione dell'indennizzo "per le aree edificabili" non anche l'indennizzo "per le aree agricole e per quelle che ... non sono classificabili come edificabili", rispetto alle quali l'applicabilità delle norme contenute nel titolo secondo della legge n. 865 del 1971 è stata ritenuta conf... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...t. 42 della Costituzione .

Il V.A.M. periodicamente determinato dalla Commissione Provinciale non contrasta con il concetto del "serio ristoro" cui è stato fatto riferimento dalla Corte costituzionale (Corte cost. 348/07).

Il criterio del valore agricolo medio è rimasto in vigore pur dopo le declaratorie di incostituzionalità concernenti le aree edificabili, senza esser modificato neppure dalla L. n. 359 del 1992, art. 5 bis il cui comma 4, anzi, distingue soltanto tra suoli edificabili e suoli che tali non sono, determinando questa seconda categoria in negativo ("per le aree agricole e per quelle che non sono classificabili come edificabilibili") ed assoggettandola integralmente alla disciplina dettata dal titolo 2^ della L. n. 865 dl 1971.

Le sentenze della Corte costituzionale nn. 348 e 349 del 2007 non hanno riguardato l'indennizzo per le aree agricole e per quelle che non sono classificabili come edificabili.

In assenza dei requisiti di edificabilità legale, l'indennità di esproprio deve essere determinata non sulla base del valore di mercato ma secondo il valore agricolo medio del fondo, tenuto conto delle colture effettivamente praticate, secondo il disposto ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...6 della legge n. 865/1971, rimasto immune da censure di costituzionalità; ciò anche dopo la sentenza della Corte Cost. n. 348/2007.

La competenza tecnica delle Commissioni provinciali, il rigore del ragguaglio al tipo di coltura effettivamente praticata sul fondo, e la possibilità di effettuare un sindacato diretto (innanzi al G.A.) o incidentale (innanzi al G.O.) delle determinazioni classificatorie delle Commissioni stesse, che ne evidenzi i profili di illegittimità all'interno del cogente criterio del V.A.M., sono elementi convergenti verso la serietà ed effettività del ristoro in tal contesto conseguibile.

E' inammissibile, in riferimento agli artt. 3 e 42 Cost. la questione di legittimità costituzionale della L. n. 865/1971, artt. 15 e 16 nonché dell'art. 5 bis della L. n. 359/1992, atteso che la Corte Costituzionale con sentenza 261/1997 ha dichiarato infondata la questione di costituzionalità dell'art. 5 bis, comma 4 laddove per il calcolo dell'indennizzo delle aree non legalmente edificabili rinvia al criterio tabellare di cui alla L. n. 865 del 1971, art. 16, ritenendo non irrazionale e neppure arbitraria - e quindi non in contrasto con gli art. 3 e 42 Cost. - la scelta del legi... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...suddividere le aree in due sole categorie, costituite la prima da quelle edificabili, e l'altra da tutte le rimanenti.

Le argomentazioni svolte dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 348/2007 non sono riferibili alla determinarsi dell'indennità di espropriazione di aree agricole.

E' inammissibile, in riferimento agli artt. 3 e 42 Cost., la questione di legittimità costituzionale della L. n. 865/1971, artt. 15 e 16 nonché dell'art. 5 bis della L. n. 359/1992, atteso che la Corte Costituzionale con sentenza 261/1997 ha dichiarato infondata la questione di costituzionalità dell'art. 5 bis, comma 4 laddove per il calcolo dell'indennizzo delle aree non legalmente edificabili rinvia al criterio tabellare di cui alla L. n. 865 del 1971, art. 16, ritenendo non irrazionale e neppure arbitraria - e quindi non in contrasto con gli art. 3 e 42 Cost. - la scelta del legislatore di suddividere le aree in due sole categorie, costituite la prima da quelle edificabili, e l'altra da tutte le rimanenti.

Per i terreni agricoli la norma positiva, lungi dal prevedere un indennizzo irrisorio e in alcun modo ancorato ai valori di mercato, non solo detta una puntuale disciplina diretta all'annuale adeguamento dei valori agri... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ma prevede, altresì, che detti valori siano impugnati nelle competenti sedi allorché erroneamente attribuiti; il criterio non è pertanto suscettibile di sindacato di legittimità costituzionale per essere i vam determinati calcolando a tavolino, da parte dell'apposita commissione, il reddito medio della specifica coltura nonché sull'assunto che l'operato delle dette commissioni possa condurre ad attribuire ai terreni agricoli valori notevolmente inferiori ai valori venali.

La determinazione dell'indennità di area non edificabile sulla base dei valori agricoli tabellari non è in contrasto con il dettato costituzionale né è stata oggetto di decisioni da parte della della Corte di Starsburgo che hanno invece riguardato, tutte, i fondi con destinazione edificatoria.

La sentenza n. 348 del 2007 della Corte costituzionale, ha inciso solo sul sistema indennitario dei suoli edificatori, ma non ha toccato il criterio del valore agricolo medio che la L. n. 865/1971 riserva ai suoli con destinazione agricola.

La Corte Cost. con la decisione n. 348/2007 ha dichiarato incostituzionale il meccanismo riduttivo introdotto dai primi due commi della L. n. 359 del 1992, art. 5 bis, per la sti... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...eni edificatori, senza incidere quindi su quella dei fondi che tale qualifica non posseggono.

La sentenza della Corte costituzionale n. 348/2007 non trova applicazione per i terreni aventi natura inedificabile.

La sentenza Corte Cost. n. 348 del 24.10.2007 riguarda i criteri indennitari relativi ai terreni legalmente edificatori e non anche i terreni inedificabili.

I criteri stabiliti dalla L. n. 861 del 1971 per i suoli agricoli sono sopravvissuti alle vicende che hanno interessato, sul piano del sindacato di legittimità costituzionale e poi su quello legislativo, il D.L. n.333 del 1992, art. 5 bis, introdotto dalla legge di conversione n. 359 del 1992.

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> AREE NON EDIFICABILI --> VAM --> COSTITUZIONALITÀ --> AMBITO TEMPORALE DELLA INCOSTITUZIONALITÀ

Qualora l'espropriato contesti, anche sotto il profilo della natura non agricola, ma parzialmente edificatoria, del terreno, la quantificazione operata con il criterio del VAM dichiarato incostituzionale dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 181 del 2011, la stima dell'indennità deve essere effettuata utilizzandosi il crit... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...le del valore venale pieno, tratto dalla L. n. 2359 del 1865, art. 39, applicandosi la menzionata pronuncia di illegittimità ai rapporti non ancora definitivamente esauriti ed irrilevante rivelandosi la circostanza che il giudice "a quo", allo scopo di evitare una "reformatio in pejus" della somma già offerta dall'espropriante, abbia comunque riconosciuto una indennità che, seppure di importo superiore a quella conseguente all'applicazione del VAM, non trovi giustificazione nel predetto valore venale di mercato del terreno ablato.

L'impugnazione del credito indennitario, pur se limitata al presupposto della natura non edificatoria del terreno, rimette in discussione proprio il criterio legale utilizzato dal giudice, tenuto conto che il relativo capo della sentenza riposa sulla premessa dell'applicabilità della L. n. 865 del 1971, art. 16 e della L. n. 359 del 1992, art. 5 bis, comma 4. Con l'impugnazione il ricorrente impedisce la definitiva ed immodificabile determinazione dell'indennità, ponendone in discussione l'ammontare ancora dovuto, e dalla parte ritenuto incongruo, con conseguente applicazione della sentenza Corte Cost. n. 181/2011.

La sentenza della Corte Costituzionale n. 181 del 2011... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... ai rapporti non ancora definitivamente esauriti, sicché qualora l'espropriato contesti, anche sotto il profilo della natura non agricola, ma parzialmente edificatoria del terreno, la stima dell'indennità deve essere effettuata utilizzandosi il criterio generale del valore venale pieno, tratto dalla L. n. 2359 del 1865, art. 39.

Per effetto della sopravvenuta sentenza della Corte Costituzionale n. 181 del 2011, il criterio proprio dei terreni agricoli è stato espunto dall'ordinamento per incostituzionalità. La menzionata pronuncia d'illegittimità si applica ai rapporti non ancora definitivamente esauriti, sicché qualora l'espropriato abbia contestato, anche sotto il profilo della natura non agricola, ma parzialmente edificatoria, del terreno, la quantificazione operata con il criterio del VAM (valore agricolo medio), la stima dell'indennità deve essere effettuata utilizzandosi il criterio generale del valore venale pieno, tratto dalla L. n. 2359 del 1865.

La sentenza n. 181 del 2011, che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del D.L. n. 333 del 1992, art. 5-bis, comma 4, (e, in via consequenziale, del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, art. 40, commi 2 e 3), spiega efficacia anche in riferime... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...izi pendenti alla data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Qualora sia stata impugnata la regola di diritto applicata nella determinazione dell'indennità di espropriazione cade, in conseguenza, la quantificazione della stessa con conseguente applicazione della sentenza della Corte Cost. n. 181/2011.

Non può prescindersi dalla sentenza della Corte Cost. n. 181/2011 qualora non risulti essersi formato il giudicato in merito alle concrete modalità di determinazione dell'indennità, attesa l'efficacia della stessa nei giudizi in cui sia ancora in discussione la determinazione dell'indennità di occupazione, la quale non potrebbe certamente essere regolata da norme dichiarate incostituzionali.

In ipotesi di area non edificabile non può tenersi conto dei valori agricoli medi (VAM); tale criterio è, infatti, venuto meno per effetto di declaratoria d'incostituzionalità che per giurisprudenza costante, anche in subiecta materia, ne inibisce l'applicazione, anche ai giudizi sorti anteriormente, ma ancora in corso.

Per effetto della sentenza della Corte Costituzionale n. 181/2011 torna nuovamente applicabile il criterio generale dell'indennizzo pari al valore vena... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ..., fissato dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39; ciò non solo quando il ricorrente sollevi questioni sulla legge applicabile, o invochi espressamente quest'ultimo parametro, ma anche quando contesti la quantificazione in concreto dell'indennità anche esclusivamente in relazione al profilo della congruità del prezzo di mercato attribuito all'immobile espropriato; e perfino quando la censura investa soltanto la qualità edificatoria/agricola del terreno, in quanto la relativa contestazione non può non censurare per ciò stesso (senza necessità di farlo in modo espresso) la pronuncia sulla normativa applicata.

Qualora l'espropriato contesti, sotto il profilo della natura non agricola, ma parzialmente edificatoria, del terreno, o comunque dell'incongruità dell'indennizzo del terreno non edificabile, la quantificazione operata dal giudice con il criterio previsto dalla L. 22 ottobre 1971, n. 865, art. 16 e D.L. 11 luglio 1992, n. 333, art. 5-bis, comma 4, conv. in L. 8 agosto 1992, n. 359, dichiarato incostituzionale dalla sopravvenuta sentenza 181/11, la stima dell'indennità deve essere effettuata utilizzandosi il criterio generale del valore venale pieno, tratto dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...si la menzionata pronuncia d'illegittimità ai rapporti non ancora definitivamente esauriti per l'avvenuta impugnazione del credito indennitario.

La pronuncia d'illegittimità costituzionale intervenuta con la sentenza n. 181/2011 della Corte Costituzionale estende i suoi effetti a tutti i rapporti non ancora esauriti, per avvenuta formazione del giudicato o per essersi verificato altro evento cui l'ordinamento collega il consolidamento del rapporto medesimo; la contestazione del criterio tabellare impedisce indubbiamente la formazione del giudicato in ordine alla quantificazione delle indennità derivatane.

La pronuncia d'illegittimità costituzionale della L. 22 ottobre 1971, n. 865, art. 16 (Corte cost. 10.6.2011, n. 181), deve applicarsi ai rapporti non ancora definitivamente esauriti per l'avvenuta impugnazione della determinazione amministrativa che quel criterio ha applicato.

Qualora l'espropriato contesti la quantificazione operata dal giudice con il criterio del previsto dalla L. 22 ottobre 1971, n. 865, art. 16 e D.L. 11 luglio 1992, n. 333, art. 5-bis, comma 4, conv. in L. 8 agosto 1992, n. 359, dichiarato incostituzionale dalla sopravvenuta sentenza 181/11, la stima dell'indennità deve essere... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... utilizzandosi il criterio generale del valore venale pieno, tratto dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39, applicandosi la menzionata pronuncia di illegittimità ai rapporti non ancora definitivamente esauriti come in ipotesi di avvenuta impugnazione del credito indennitario.

La sentenza della Corte costituzionale n. 181/11 si applica rapporti non ancora definitivamente esauriti.

A seguito della sentenza n. 181 del 2011 della Corte Cost. che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del criterio del valore agricolo medio previsto sia dal D.P.R. n. 327 del 2001 che dalla previgente normativa, ai fini della determinazione dell'indennità di esproprio dei terreni non edificabili, non può trovare applicazione per i rapporti pendenti tale criterio, in virtù dell'inefficacia ex tunc delle pronunce di accoglimento del giudice delle leggi.

Allorché l'espropriato abbia reagito alla stima della Corte territoriale (con il meccanismo dei VAM) operata sul presupposto della destinazione agricola/non edificatoria del terreno, assumendone invece (pur se infondatamente) la natura edificatoria, trova applicazione la pronuncia n. 181 del 2011 della Corte costituzionale, non sussistendo un rapporto esaurito ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...initivo.

La pronuncia d'illegittimità costituzionale n. 181/2011 non si applica ai soli rapporti ormai esauriti in modo definitivo, per avvenuta formazione del giudicato o per essersi verificato altro evento cui l'ordinamento collega il consolidamento del rapporto medesimo, ovvero per essersi verificate preclusioni processuali, o decadenze e prescrizioni non direttamente investite, nei loro presupposti normativi, dalla pronuncia d'incostituzionalità; nessuna di queste ipotesi può dirsi verificata qualora l'espropriato con i motivi d'impugnazione abbia impedito la definitiva ed immodificabile determinazione dell'indennità, ponendo in discussione proprio il criterio legale utilizzato.

La sentenza della Corte costituzionale n. 181/2011, atteso il disposto della L. 11 marzo 1953, n. 87, art. 30, comma 3, ha efficacia riguardo ai giudizi pendenti alla data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. La pronuncia d'illegittimità costituzionale non si applica ai soli rapporti ormai esauriti in modo definitivo, per avvenuta formazione del giudicato o per essersi verificato altro evento cui l'ordinamento collega il consolidamento del rapporto medesimo.

In merito all'individuazione del criterio legale di... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... è concepibile la formazione di un giudicato autonomo, quando venga posta in discussione l'entità della stima operata dal giudice di primo grado. Deve ritenersi, invero, che la pronuncia di illegittimità costituzionale (n. 181/2011) non si applichi ai soli rapporti ormai esauriti in modo definitivo, per avvenuta formazione del giudicato o per essersi verificato altro evento cui l'ordinamento collega il consolidamento del rapporto medesimo, ovvero per essersi verificate preclusioni processuali, o decadenze e prescrizioni non direttamente investite, nei loro presupposti normativi, dalla pronuncia d'incostituzionalità.

La presenza di censure sulla liquidazione dell'indennità, sia con riguardo al criterio sia in relazione al quantum dell'indennizzo, rende contestata da parte dell'espropriato detta statuizione e consente, provvedendo sul ricorso, di dare ingresso al nuovo criterio di indennizzo emergente dopo la sentenza 181 del 2011 della Corte Costituzionale.

La pronuncia n. 181 del 2011 della Corte costituzionale non si applica ai soli rapporti ormai esauriti in modo definitivo, per avvenuta formazione del giudicato o per essersi verificato altro evento cui l'ordinamento collega il consolidamento del rapporto medesim... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...er essersi verificate preclusioni processuali, o decadenze e prescrizioni non direttamente investite, nei loro presupposti normativi, dalla pronuncia d'incostituzionalità.

Trova applicazione la pronuncia n. 181 del 2011 della Corte costituzionale qualora l'espropriato con i motivi di impugnazione abbia impedito la definitiva ed immodificabile determinazione dell'indennità, ponendo in discussione il criterio legale utilizzato dal giudice di merito la cui sentenza, nel relativo capo, riposi sulla premessa dell'applicabilità della L. n. 865 del 1971, art. 16 e della L. n. 359 del 1992, art. 5 bis, comma 4.

A seguito della sentenza della Corte Cost. n. 181/2011, che ha fatto venir meno il criterio del valore agricolo medio, detto meccanismo riduttivo non può più trovare applicazione dal giorno successivo alla pubblicazione di detta sentenza, a meno che il rapporto non sia divenuto definitivo per essersi formato il giudicato o per essersi verificato altro evento a cui l'ordinamento collega il consolidamento del rapporto medesimo, ovvero per essersi verificate preclusioni processuali o decadenze e prescrizioni non direttamente investite nei loro presupposti normativi dalla pronuncia di incostituzionalità.
<... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...la natura dichiarativa dell'illegittimità costituzionale delle norme ordinarie che regolano il criterio di liquidazione dell'indennità di espropriazione, la sentenza n. 181/2011 del giudice delle leggi, rende inapplicabili i criteri di determinazione dell'indennità di espropriazione fondati sui valori agricoli medi (V.A.M.) i quali, per la loro astrattezza, che li svincolava dalle condizioni di mercato delle aree e dal valore di scambio dei beni oggetto di esproprio, sono stati ritenuti illegittimi costituzionalmente e inapplicabili ad ogni stima in corso.

La decisione della Corte cost., n.181 del 2011, va applicata nel caso in cui i ricorrenti non solo abbiano preteso di far valere la diversa destinazione dell'area, il che già avrebbe consentito di ritenere posto in discussione il criterio legale di stima, sì da impedire la definitiva ed immodificabile determinazione dell'indennità, ma abbiano altresì gli stessi esplicitamente reso oggetto di doglianza il profilo del valore del bene.

Il criterio di stima basato sul valore agricolo medio non può avere più applicazione dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza della Corte Cost. n. 181/2011, a meno che il rapporto non sia orm... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... in modo definitivo, per avvenuta formazione del giudicato o per essersi verificato altro evento cui l'ordinamento collega il consolidamento del rapporto medesimo, ovvero per essersi verificate preclusioni processuali, o decadenze e prescrizioni non direttamente investite, nei loro presupposti normativi, dalla pronuncia d'incostituzionalità.

Deve ritenersi applicabile la sentenza della Corte Cost. n.181/2011 qualora le parti abbiano impedito la definitiva ed immodificabile determinazione dell'indennità, ponendone in discussione l'ammontare ancora dovuto ai proprietari: perciò a nulla rilevando che costoro non abbiano sollevato questione sulla legge applicabile, ma contestato solo la quantificazione in concreto dell'indennità.

L'impugnazione del credito indennitario quantificato sulla base del criterio del valore agricolo medio, pur se limitato alla valutazione del prezzo di mercato del bene, rimette in discussione il criterio legale utilizzato dal giudice, tenuto conto che il relativo capo della sentenza riposa proprio sulla premessa dell'applicabilità della L. n. 865 del 1971, artt. 16 e 20; di modo che, venuta meno detta premessa, non è suscettibile di conservare la natura e gli effetti di un'autonoma stat... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... />
La pronuncia d'illegittimità costituzionale del c.d. criterio tabellare (sentenza Corte Cost. n. 181/2011), estende i suoi effetti a tutti i rapporti non ancora esauriti, come in ipotesi in cui sia stato contestato attraversi i motivi di ricorso proprio l'applicabilità del criterio tabellare, impedendo la formazione del giudicato in ordine alla quantificazione delle indennità derivatane.

La sentenza n. 181/2011 spiega efficacia anche in riferimento ai giudizi pendenti alla data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, non ostandovi, qualora il giudizio penda in fase d'impugnazione, la circostanza che il gravame abbia ad oggetto la sola contestazione dell'inedificabilità del fondo, e non anche l'individuazione del criterio legale in base al quale ha correttamente avuto luogo la liquidazione dell'indennità, una volta accertata detta inedificabilità.

Dal giorno successivo alla declaratoria d'incostituzionalità dell'art. 16 della L. n. 865/1971 ad opera della sentenza della Corte Cost. n. 181/2011, non è più applicabile il criterio riduttivo di determinazione dell'indennità ivi previsto, essendo stato espunto con efficacia ex tunc dal nostro ordinamento.
<... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...effetto della contestazione dei criteri di stima del valore dei suoli inedificabili alla stregua del parametro del VAM, devesi ritenere immediatamente applicabile il quadro normativo risultante dalla sopravvenuta declaratoria di loro incostituzionalità per effetto della sentenza della Corte cost. n. 181/2011.

L'impugnazione del credito indennitario, pur se il gravame abbia ad oggetto la sola contestazione dell'inedificabilità del fondo, impedisce la definitiva ed immodificabile determinazione dell'indennità, ponendone in discussione l'ammontare ancora dovuto ed il criterio legale utilizzato dal giudice di merito, qualora il relativo capo della sentenza riposi sulla premessa dell'applicabilità della L. n. 359 del 1992, art. 5 bis comma 4. Deve pertanto escludersi l'applicabilità di detta normativa al rapporto non esaurito.

Non sussistono le condizioni processuali per porre un problema di applicazione del nuovo quadro normativo scaturito dalla decisione n. 181 del 2011 della Corte Costituzionale, qualora difetti la contestazione del criterio adottato o dello stesso quantum della indennità di esproprio liquidata ma venga solo invocata l'applicazione della maggiorazione del 50% di cui alla L. n. 865 del 1971, ar... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...>
INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> AREE NON EDIFICABILI --> VAM --> COSTITUZIONALITÀ --> AMBITO TEMPORALE DELLA INCOSTITUZIONALITÀ --> DOMANDA DI CONGUAGLIO

Lo jus superveniens rappresentato dalla sentenza 181 del 2011 della C.C. è insuscettibile di applicazione ad una domanda di conguaglio di un corrispettivo erogato per cessione volontaria di area agricola, e su dette basi determinato; ciò in quanto, ove la cessione sia stata convenuta per aree agricole, nessun conguaglio è azionabile ad integrazione del corrispettivo erogato.

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> AREE NON EDIFICABILI --> VAM --> COSTITUZIONALITÀ --> EFFETTI DELLA DICHIARAZIONE DI INCOSTITUZIONALITÀ

Non tutte le disposizioni normative involgenti i VAM possono ritenersi coinvolte e travolte dall pronuncia della Corte Cost. n. 181 del 2011, dovendo, in particolare, ritenersi sopravvissute quelle concernenti l'indennità aggiuntiva ad essi parametrata, in quanto tali disposizioni sono dotate di funzione riparatrice autonoma rispetto all'indennità di esproprio,... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ste a tutela di diritti, quale quello al lavoro - pure contemplati dall'ordinamento giuridico ed aventi rilevanza costituzionale - diversi da quello di proprietà involto dalla pronuncia caducatoria della Consulta.

Per effetto della sentenza n. 181 del 2011 della Corte cost., che ha espunto dall'ordinamento i VAM, il criterio da assumere a base per la determinazione dell'indennizzo è dato dal giusto prezzo nella libera contrattazione di compravendita, id est dal valore venale del bene, posto dalla L. n. 2356 del 1865, art. 39, e riconosciuto applicabile ai casi già soggetti al pregresso regime riduttivo.

Ancorché le questioni dibattute in sede di rinvio riguardino la componente dell'indennità relativa al deprezzamento del bene, il carattere unitario della stessa impone alla corte distrettuale di tener conto dello ius superveniens (normalmente operante nel giudizio di rinvio in relazione ai rapporti non esauriti) costituito dalla sentenza della Corte costituzionale n. 181 del 2011, con la quale è stata dichiarata l'illegittimità, del criterio fondato sul valore agricolo medio di cui alla L. n. 865 del 1971.

La sentenza della Corte costituzionale, n. 181 del 2011 non si applica alle situaz... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...idate per essersi il relativo rapporto definitivamente esaurito, potendosi legittimamente considerare esauriti, peraltro, i soli rapporti rispetto ai quali si sia formato il giudicato o si sia verificato un altro evento cui l'ordinamento collega il consolidamento del rapporto medesimo, ovvero si siano verificate preclusioni processuali. o decadenze e prescrizioni non direttamente investite, nei loro presupposti normativi, dalla pronuncia d'incostituzionalità. La sentenza citata spiega pertanto efficacia anche in riferimento ai giudizi non ancora definiti alla data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Il sistema di indennizzo per le aree non edificabili non è più fondato sul penalizzante criterio del valore agricolo medio, di cui alla L. 22 ottobre 1971, n. 865, art. 16. Quest'ultima norma è stata dichiarata incostituzionale (ed anche il comma 4 dell'art. 5-bis) dalla sentenza Corte cost. 11.6.2011, n. 181, che in sostanza ha rimesso l'indennità alla valutazione del mercato, senza tuttavia equiparazione con i suoli edificabili.

La pronuncia d'illegittimità costituzionale (sent. n. 181/2006) estende i suoi effetti a tutti i rapporti non ancora esauriti, per avvenuta formazione del giudicato o per ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ificato altro evento cui l'ordinamento collega il consolidamento del rapporto medesimo; la contestazione attraverso i motivi di ricorso dell'applicabilità del criterio tabellare, impedisce indubbiamente la formazione del giudicato in ordine alla quantificazione delle indennità derivatane.

Dalla dichiarazione d'illegittimità della norma recante la disciplina della quantificazione dell'indennità per le aree agricole (sentenza Corte Cost. n. 181/2011), non può farsi discendere l'illegittimità degli atti della procedura espropriativa precedentemente adottati, che, in quanto indicanti l'indennità determinata nel rispetto della norma allora vigente, risultano essere assistiti dai crismi della legittimità, fermo restando che l'indennità di espropriazione dovrà, nelle opportune sedi, essere ricalcolata parametrando la stessa al valore venale dei beni ablati.

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> AREE NON EDIFICABILI --> VAM --> COSTITUZIONALITÀ --> EFFETTI DELLA DICHIARAZIONE DI INCOSTITUZIONALITÀ --> DIVIETO DELLA REFORMATIO IN PEIUS

In ipotesi in cui solo l'espropriante, contestando la qua... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... del suolo espropriato, abbia posto in discussione la determinazione indennitaria alla quale viceversa l'espropriato abbia fatto acquiescenza, ove il ricorso si dimostri fondato, nel senso dell'inedificabilità dell'area, dovrà ritenersi applicabile la disciplina risultante dalla sentenza Corte cost. 11.6.2011, n. 181; la negazione del carattere edificabile dei terreni espropriati porterebbe ad una determinazione in base al valore venale (non edificabile), che tuttavia non potrà essere quantitativamente maggiore dell'importo accertato dalla sentenza per la quale il soggetto espropriato ha fatto acquiescenza.

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> AREE NON EDIFICABILI --> VAM --> COSTITUZIONALITÀ --> L. 219/1981

La particolare natura, temporanea ed eccezionale, degli interventi operati in base alla L. n. 219 del 1981, rende tale legge speciale "impermeabile" alla sopravvenuta pronuncia d'illegittimità delle disposizioni generali concernenti i criteri di liquidazione delle indennità di espropriazione ed occupazione dei suoli edificatori di cui alle decisioni nn. 348 e 349 del 2007 della Corte costituzionale - ed altrettanto, per analogh... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...alla successiva declaratoria d'incostituzionalità (sent. 181/2011), delle disposizioni generali concernenti i criteri di liquidazione da applicare per i suoli agricoli o comunque non edificabili.

A seguito della sentenza della Corte Cost. n. 181/2011 in ipotesi di applicazione della L. n. 219/1981, la determinazione tanto dell'indennità di occupazione, quanto di quella di espropriazione deve essere compiuta in base all'ultima disposizione dell'art. 80 comma 6 cit. L. n. 219 del 1981 non inciso dalla pronuncia di incostituzionalità, secondo il quale, allorquando l'espropriato propone opposizione alla stima delle indennità, la relativa determinazione deve essere compiuta in sede giudiziaria con il meccanismo particolare stabilito dalla L. n. 2892 del 1895, artt. 12 e 13.

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> AREE NON EDIFICABILI --> VAM --> COSTITUZIONALITÀ --> REGIME TRANSITORIO

Venuti meno i criteri riduttivi a seguito della declaratoria di illegittimità costituzionale (dec. 181/2011), per la stima dell'indennità torna nuovamente applicabile il criterio generale dell'indennizzo pari al valore venale del bene, fissato dal... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ugno 1865, n. 2359, art. 39, che è l'unico criterio ancora vigente rinvenibile nell'ordinamento, e per di più non stabilito per singole e specifiche fattispecie espropriative, ma destinato a funzionare in linea generale in ogni ipotesi o tipo di espropriazione salvo che un'apposita norma provvedesse diversamente.

Venuti meno i criteri riduttivi suddetti a seguito della declaratoria di illegittimità costituzionale (dec. n. 181/2011), per la stima dell'indennità torna nuovamente applicabile il criterio generale dell'indennizzo pari al valore venale del bene, fissato dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39, che è l'unico criterio ancora vigente rinvenibile nell'ordinamento, e per di più non stabilito per singole e specifiche fattispecie espropriative, ma destinato a funzionare in linea generale in ogni ipotesi o tipo di espropriazionesalvo che un'apposita norma provvedesse diversamente.

A seguito della giurisprudenza costituzionale (v. Corte cost. n. 348 e 349/2007, n. 181/2011) e dell'evoluzione normativa (L. 24 dicembre 2007, n. 244, art. 2, comma 89, che ha modificato il D.P.R n. 327 del 2001, art. 87), l'unico criterio di stima applicabile è tornato ad essere quello del valore di mercato. Non pu&og... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...nto più farsi riferimento ai valori agricoli medi.

Per effetto della sentenza n. 181 del 2011 il sistema indennitario e risarcitorio è, ormai, svincolato dalla disciplina delle formule mediane (dichiarata incostituzionale con sentenza n. 348 e 349 del 2007) e dei parametri tabellari e risulta, invece, agganciato al valore venale del bene. Il serio ristoro che l'art. 42 Cost., comma 3, riconosce al sacrificio della proprietà per motivi d'interesse generale, si identifica, dunque, con il giusto prezzo nella libera contrattazione di compravendita, id est col valore venale del bene, posto che la dichiarazione d'incostituzionalità dei menzionati criteri ha fatto rivivere il criterio base di indennizzo, posto dalla L. n. 2359 del 1865, art. 39 riconosciuto applicabile ai casi già soggetti al pregresso regime riduttivo.

Per effetto della sentenza della Corte Cost. n. 181/2011, il sistema indennitario risulta agganciato al valore venale del bene, di cui alla L. n. 2359 del 1865, art. 39 riconosciuto applicabile ai casi già soggetti al pregresso regime riduttivo, e che costituisce, appunto, il serio ristoro che l'art. 42 Cost., comma 3, riconosce al sacrificio della proprietà per motivi d'interesse generale e ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... sancito dal D.P.R. n. 327 del 2001, art. 37, comma 1, come modificato dalla L. n. 244 del 2007, art. 2, comma 90.

Per effetto della sentenza della Corte Cost. n. 181/2011 il sistema indennitario risulta svincolato dalla disciplina delle formule mediane e dei parametri tabellari, e risulta, invece, agganciato al valore venale del bene. Il serio ristoro che l'art. 42 Cost., comma 3, riconosce al sacrificio della proprietà per motivi d'interesse generale, si identifica, dunque, con il giusto prezzo nella libera contrattazione di compravendita, id est col valore venale del bene, posto che la dichiarazione d'incostituzionalità dei menzionati criteri riduttivi ha fatto rivivere detto criterio base di indennizzo, posto dalla L. n. 2359 del 1865, art. 39 riconosciuto applicabile ai casi già soggetti al pregresso regime riduttivo.

Per effetto della sentenza della Corte Cost. n. 181/2011, il sistema indennitario risulta svincolato dalla disciplina delle formule mediane e dei parametri tabellari, e risulta, invece, agganciato al valore venale del bene, di cui alla L. n. 2359 del 1865, art. 39 riconosciuto applicabile ai casi già soggetti al pregresso regime riduttivo, e che costituisce, appunto, il serio ristoro che l'art. 42 Cost.... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...riconosce al sacrificio della proprietà per motivi d'interesse generale ed ora sancito dal D.P.R. n. 327 del 2001, art. 37, comma 1, come modificato dalla L. n. 244 del 2007, art. 2, comma 90.

A seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 181/2011, diventa applicabile il criterio generale dell'indennizzo pari al valore venale del bene, fissato dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39.

Per effetto della sentenza n. 181/2011, l'indennità di espropriazione deve essere determinata quantificando la medesima non richiamando il criterio del VAM (valore agricolo medio), ma utilizzandosi il criterio generale del valore venale pieno, tratto dall'art. 39 della L. n. 2359 del 1865.

A seguito della sentenza n. 181 del 2011 della Corte Costituzionale, l'accertamento della destinazione urbanistica del suolo ablato non costituisce più parametro autonomo cui ancorare il regime legale di liquidazione dell'indennizzo; all'espunzione dall'ordinamento delle norme dichiarate incostituzionali consegue l'applicabilità anche ai suoli agricoli e non edificabili del criterio generale dell'indennizzo pari al valore venale del bene, fissato dalla L. n. 2359 del 1865, art. 39, che per i suoli edificabili era stato già ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...o con la sentenza n. 348/07 del Giudice delle leggi, e che è dunque l'unico criterio legale oggi vigente, per di più non stabilito per specifiche fattispecie, ma destinato a funzionare in linea generale in ogni ipotesi o tipo di espropriazione (salve eccezioni previste da leggi speciali).

Ai fini della determinazione dell'indennità di espropriazione di suoli non edificabili, dopo la declaratoria d'illegittimità costituzionale con la sentenza della Corte cost. n. 181 del 2011 della L. n. 865 del 1971, art. 16 e del D.L. n. 333 del 1992, art. 5-bis, comma 4, (conv. nella della L. n. 359 del 1992), torna ad essere applicabile il criterio generale fissato dalla L. n. 2359 del 1865, art. 39 del riferimento al valore venale del bene.

Ai fini della determinazione dell'indennità di espropriazione di suoli agricoli, a seguito dell'espunzione dall'ordinamento del criterio del VAM (valore agricolo medio), per effetto della declaratoria d'illegittimità costituzionale della L. n. 865 del 1971, art. 16 e del D.L. n. 333 del 1992, art. 5-bis, comma 4, (conv. nella della L. n. 359 del 1992), intervenuta con la sentenza della Corte cost. n. 181 del 10.06.2011, è tornato ad essere applicabile il criterio generale fissa... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... n. 2359 del 1865, art. 39 del riferimento al valore venale del fondo e dell'azienda agricola.

Per effetto della sentenza della Corte Cost. n. 181/2011 l'indennizzo deve essere determinato sulla base del valore venale pieno di cui alla L. 2359 del 1865, art. 39.

La scelta a base del calcolo della indennità del parametro del VAM è, dopo C.C. 181/2011, insostenibile. Il criterio da applicarsi anche in sede di rinvio, è quindi quello del valore venale pieno di cui alla L. n. 2359 del 1865, art. 39.

La sentenza 10 giugno 2011 n. 181, ha efficacia riguardo ai giudizi pendenti alla data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale; ne consegue che deve applicarsi il criterio generale dell'indennizzo pari al valore venale del bene, fissato dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39; si tratta, infatti, dell'unico criterio ancora vigente rinvenibile nell'ordinamento, destinato a trovare applicazione in ogni ipotesi o tipo di espropriazione, salvo che un'apposita norma provveda diversamente. Detto criterio consente la riparazione integrale in rapporto ragionevole con il valore venale del bene garantita dall'art. 1 del Protocollo allegato alla Convenzione europea sui diritti dell'uomo, nell'interpretazione offerta dalla ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...
A seguito della pronuncia della Corte Costituzionale n. 181/2011 per la stima dell'indennità torna nuovamente applicabile il criterio generale dell'indennizzo pari al valore venale del bene, fissato dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39, unico criterio ancora vigente rinvenibile nell'ordinamento, e per di più non stabilito per singole e specifiche fattispecie espropriative, ma destinato a funzionare in linea generale, in ogni ipotesi o tipo di espropriazione.

Per effetto della sentenza della Corte Cost. n. 181/2001 per la stima dell'indennità di espropriazione torna nuovamente applicabile il criterio generale dell'indennizzo pari al valore venale del bene, fissato dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39 che è l'unico criterio ancora vigente rinvenibile nell'ordinamento, e per di più non stabilito per singole e specifiche fattispecie espropriative, ma destinato a funzionare in linea generale in ogni ipotesi o tipo di espropriazione salvo che un'apposita norma provvedesse diversamente.

Per effetto della sentenza della Corte Cost. n. 181/2001, per la stima dell'indennità torna nuovamente applicabile il criterio generale dell'indennizzo pari al valore venale del bene, fissato dalla L. 25 giugno 1... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...9, art. 39 che è l'unico criterio ancora vigente rinvenibile nell'ordinamento, e per di più non stabilito per singole e specifiche fattispecie espropriative, ma destinato a funzionare in linea generale in ogni ipotesi o tipo di espropriazione salvo che un'apposita norma provvedesse diversamente.

A seguito della pronuncia n. 181 del 2011 della Corte costituzionale, per la stima dell'indennità torna nuovamente applicabile il criterio generale dell'indennizzo pari al valore venale del bene, fissato dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39 che è l'unico criterio ancora vigente rinvenibile nell'ordinamento, e per di più non stabilito per singole e specifiche fattispecie espropriative, ma destinato a funzionare in linea generale in ogni ipotesi o tipo di espropriazione salvo che un'apposita norma provvedesse diversamente.

Per effetto della sentenza della Corte costituzionale n. 181/2011 deve applicarsi il criterio generale dell'indennizzo pari al valore venale del bene, fissato dalla L. n. 2359/1865, art. 39; si tratta, infatti, dell'unico criterio ancora vigente rinvenibile nell'ordinamento, destinato a trovare applicazione in ogni ipotesi o tipo di espropriazione, salvo che un'apposita norma provveda diversamente e ch... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...la riparazione integrale in rapporto ragionevole con il valore venale del bene garantita dall'art. 1 del Protocollo allegato alla CEDU.

Dopo la sentenza della Corte Cost. n. 181 del 2011 per le espropriazioni anteriori alla entrata in vigore della nuova disciplina ex D.P.R. n. 327 del 2001, si impone ancora il valore venale pieno di cui alla L. n. 2359 del 1865, art. 39.

Per effetto della sentenza della Corte Cost. n. 181/2011 deve considerarsi, al fine della determinazione della indennità di esproprio, il valore venale del bene, ai sensi dell'art.39 della L. n. 2359 del 1865.

Per effetto delle note sentenze della Corte Costituzionale n. 348 del 2007 e n. 181 del 2011, anche in riferimento ai suoli inedificabili il riferimento va al criterio legale del valore venale.

A seguito della sentenza della Corte Cost. n. 181/2011, l'accertamento della destinazione urbanistica del suolo ablato non costituisce più parametro autonomo cui ancorare il regime legale di liquidazione dell'indennizzo. All'espunzione dall'ordinamento delle norme dichiarate incostituzionali consegue infatti l'applicabilità anche ai suoli agricoli e non edificabili dei criterio generale dell'indennizzo pari al valore venale del bene, fi... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... L. n. 2359 del 1865, art. 39.

A seguito della pronuncia n. 181 del 2011 della Corte costituzionale, per la stima dell'indennità torna nuovamente applicabile il criterio generale dell'indennizzo pari al valore venale del bene, fissato dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39, che è l'unico criterio ancora vigente rinvenibile nell'ordinamento, e per di più non stabilito per singole e specifiche fattispecie espropriative, ma destinato a funzionare in linea generale in ogni ipotesi o tipo di espropriazione salvo che un'apposita norma provvedesse diversamente.

A seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 181/2001 l'indennità di esproprazione per le aree non edificabili deve liquidarsi sulla base del valore venale e ai sensi della L. n. 2359 del 1865, art. 39.

A seguito della sentenza della Corte Cost. n. 181/2011 deve ritenersi applicabile il quadro normativo risultante dalla sopravvenuta declaratoria di incostituzionalità; si tratta di un quadro che indica quale criterio quello del valore venale pieno L. n. 2359 del 1865, ex art. 39, l'unico criterio ancora vigente rinvenibile nell'ordinamento avente efficacia generale ed immediata e fruibile in accordo con quanto imposto dall'art. 1 del Prot... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...gato alla CEDU secondo l'interpretazione di esso data dalla Corte Europea.

A seguito della sentenza della Corte Cost. n. 181/2011, per la stima dell'indennità torna nuovamente applicabile il criterio generale dell'indennizzo pari al valore venale del bene, fissato dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39, che è l'unico criterio ancora vigente rinvenibile nell'ordinamento, e per di più non stabilito per singole e specifiche fattispecie espropriative, ma destinato a funzionare in linea generale in ogni ipotesi o tipo di espropriazione.

A seguito della pronuncia della Corte Costituzionale n. 181/2011, per la stima dell'indennità torna nuovamente applicabile il criterio generale dell'indennizzo pari al valore venale del bene, fissato dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39, unico criterio ancora vigente rinvenibile nell'ordinamento, e per di più non stabilito per singole e specifiche fattispecie espropriative, ma destinato a funzionare in linea generale, in ogni ipotesi o tipo di espropriazione.

A seguito della sentenza della Corte Cost. n. 181/2011, per la stima dell'indennità torna nuovamente applicabile il criterio generale dell'indennizzo pari al valore venale del bene, fissato dalla L. 25 ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ..., n. 2359, art. 39.

All'espunzione dall'ordinamento delle norme dichiarate incostituzionali dalla sentenza della Corte Cost. n. 181/2011, consegue l'applicabilità anche ai suoli agricoli e non edificabili del criterio generale dell'indennizzo pari al valore venale del bene, fissato dalla L. n. 2359 del 1865, art. 39.

Quanto all'individuazione del criterio da applicare per la liquidazione delle indennità di espropriazione relative ad aree non edificabili, il venir meno di quello previsto dalle disposizioni dichiarate costituzionalmente illegittime comporta la reviviscenza del criterio del valore venale di cui alla L. 25 giugno 1865, n. 2359.

A seguito della pronuncia della Corte Costituzionale n. 181/2011 per la stima dell'indennità torna nuovamente applicabile il criterio generale dell'indennizzo pari al valore venale del bene, fissato dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39, unico criterio ancora vigente rinvenibile nell'ordinamento, e per di più non stabilito per singole e specifiche fattispecie espropriative, ma destinato a funzionare in linea generale, in ogni ipotesi o tipo di espropriazione.

Per effetto della dichiarazione d'illegittimità del criterio di stima di cui alla L. n.... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...71, art. 16 , confermato dalla L. n. 359 del 1992, art. 5 bis, comma 4 per contrasto con l'art. 42 Cost., comma 3 e l'art. 117 Cost., per la stima dell'indennità torna nuovamente applicabile il criterio generale dell'indennizzo pari al valore venale del bene, fissato dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39, idoneo a riespandere la sua efficacia per colmare il vuoto prodotto nell'ordinamento dall'espunzione del criterio dichiarato incostituzionale.

Per effetto della sentenza della Corte Costituzionale n. 181/2011 torna applicabile l'art. 39 L. n. 2359/1865; si tratta, infatti, dell'unico criterio ancora vigente rinvenibile nell'ordinamento avente efficacia generale ed immediata, salvo che una norma non abbia a provvedere diversamente, e che appare affatto idoneo a colmare il vuoto di normativa derivante dalla rimozione per incostituzionalità del D.L. n. 333 del 1992, art. 5 bis, comma 4, convertito nella L. n. 359 del 1992, in combinato disposto con il L. n. 865 del 1971, art. 15, comma 1, secondo periodo, e art. 16, commi 5 e 6, e al contempo ad offrire il parametro di riparazione ragionevole imposto dall'art. 1 del Protocollo allegato alla CEDU, secondo l'interpretazione di esso data dalla Corte Europea.

Al fine d'individuare la dis... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...licabile dopo la sentenza della Corte Cost. n. 181/2011, in mancanza (allo stato) di specifiche disposizioni legislative al riguardo, deve farsi ricorso ancora una volta (come nel dopo sentenze 348 e 349/07 della Corte Costituzionale) al parametro del valore venale- prezzo di mercato dell'immobile di cui alla L. n. 2359 del 1865, art. 39.

Per effetto della dichiarazione d'illegittimità del criterio di stima previsto per le aree inedificabili, torna nuovamente applicabile il criterio generale dell'indennizzo pari al valore venale del bene, fissato dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39, idoneo a riespandere la sua efficacia per colmare il vuoto prodotto nell'ordinamento dall'espunzione del criterio dichiarato incostituzionale.

Per la liquidazione delle indennità di espropriazione relative ad aree non edificabili, il venir meno di quello previsto dalle disposizioni dichiarate costituzionalmente illegittime (sent. Corte Cost. n. 181/2011), comporta la reviviscenza del criterio del valore venale di cui alla L. 25 giugno 1865, n. 2359, la cui applicabilità si desume dall'art. 834 cod. civ., che, nel prevedere che l'indennità dovuta a chi sia stato privato della sua proprietà per una causa di pubblico interesse legalm... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...rata debba essere giusta, evoca un requisito di congruità dell'indennità e pertanto, sulla base della CEDU, una riparazione integrale.

Per effetto della dichiarazione d'illegittimità del criterio di stima di cui alla L. n. 865 del 1971, art. 16 , confermato dalla L. n. 359 del 1992, art. 5 bis, comma 4 per contrasto con l'art. 42 Cost., comma 3 e l'art. 117 Cost., per la stima dell'indennità torna nuovamente applicabile il criterio generale dell'indennizzo pari al valore venale del bene, fissato dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 39, idoneo a riespandere la sua efficacia per colmare il vuoto prodotto nell'ordinamento dall'espunzione del criterio dichiarato incostituzionale.


 
 Il pdf da cui è tratto questo articolo si acquista con pochi click e si scarica subito dopo il pagamento. Per maggiori info clicca qui.


© COPYRIGHT. È ammessa la riproduzione del contenuto solo con la citazione della fonte e del link

ALTRI ARTICOLI CHE POTREBBERO INTERESSARTI