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Indennità di espropriazione: danno all'azienda agricola


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titolo:INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE PER PUBBLICA UTILITÀ - dieci anni di giurisprudenza
anno:2019
pagine: 3241 in formato A4, equivalenti a 5510 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
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INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> AREE NON EDIFICABILI --> DANNO ALL'AZIENDA AGRICOLA

L'indennità di espropriazione è sempre stata rapportata al "bene immobile" espropriato quale connotato dalle caratteristiche naturali, economiche e giuridiche, e, soprattutto, dal criterio previsto dalla legge per apprezzarle. L'unica eccezione a questo sistema si rinviene nel caso dell'espropriazione di terreni non edificatori sui quali sia impiantata un'azienda agricola, regolato dall'art. 40 T.U. Qui la valutazione delle aziende agricole non costituisce un criterio legale di determinazione dell'indennità, quando, come nella specie, essa sorga su terreni ai quali lo strumento urbanistico (nella specie, l'approvazione del PIP) abbia attribuito destinazione edificatoria, ai quali si rivolge, invece, l'indennità aggiuntiva di cui all'art. 37, comma 9 T.U., che è stata, appunto, riconosciuta.

Il criterio di stima della perdita di redditività dell'azienda agricola è erroneo, in quanto la disciplina del menzionato art. 40, comma 1, che costituisce un'applicazione di specie del generale principio sancito dal precedente art. 33 relativo alle espropri... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...iali, mira a compensare il pregiudizio avente una diretta incidenza sul fondo che si risolva sul piano economico in un'effettiva diminuzione del valore venale del "bene" espropriato su cui si svolgeva l'azienda agricola, ma non copre le conseguenze pregiudizievoli dovute al ridimensionamento o alla cessazione dell'attività imprenditoriale, che non è in sé oggetto di espropriazione.

Il pregiudizio all'azienda agricola non spetta automaticamente, ma può essere attribuito solo ove sia dimostrata l'attualità e comunque il documentato verificarsi in connessione alla natura del fondo o ad altri dati oggettivi già rilevabili degli elementi causativi dell'ulteriore diminuzione del suo reale valore.

La L. n. 865 del 1971, art. 15, quale norma speciale rispetto alla L. n. 2359 del 1865, art. 40, non consente la valutazione del complesso dei beni organizzato per l'esercizio di una specifica e ben individuata impresa agricola da intendersi nel senso di cui all'art. 2555 c.c., e quindi di tutte le conseguenze pregiudizievoli, ivi compreso il mancato guadagno, del ridimensionamento e/o della cessazione dell'attività imprenditoriale, ma comporta che l'indennizzo debba comprendere il ristoro del pregiudizi... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...dall'espropriazione all'attività aziendale agricola avente una incidenza diretta sul valore fondo su cui era allocata l'azienda agricola.

La formula dell'art. 15 L. n.865/1971 attribuisce al fondo su cui insiste un'azienda agricola un plusvalore, che nell'ottica del legislatore del 1971 si aggiunge al valore agricolo del terreno finendo per divenire l'elemento principale ed assorbente del calcolo dell'indennità di espropriazione con l'introduzione quale componente essenziale della stessa anche del ristoro del pregiudizio subito dall'azienda, considerata nel suo complesso, per effetto del provvedimento ablativo.

La formula dell'art. 15 L. n. 865/1971 attribuisce al fondo su cui insiste un'azienda agricola un plusvalore, che nell'ottica del legislatore del 1971 si aggiunge al valore agricolo del terreno finendo per divenire l'elemento principale ed assorbente del calcolo dell'indennità di espropriazione i cui elementi costitutivi, a differenza di quanto avviene per la stima di un terreno interessato da manufatti edilizi, perdono la loro autonomia e danno origine, per volontà della legge, ad un nuovo ed indivisibile compendio unitario, come tale valutabile sul mercato e perciò soggetto ad una stima unica ed indivisib... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...
Nell'espropriazione parziale di un fondo agricolo, riscontrabile quando ricorrano le condizioni previste dalla L. n. 2359 del 1865, art. 40, trova applicazione la norma speciale della L. n. 865 del 1971, art. 15, che comprende il ristoro del pregiudizio arrecato dall'espropriazione all'attività aziendale agricola esistente sul terreno, anche quando ne riduca o ne modifichi in modo negativo la potenziale gestione, perciò comportandone una diminuzione di valore sul mercato immobiliare, non compensato dalla corresponsione del valore agricolo medio.

L'art. 15 della L. n. 865/71 stabilendo con riferimento all'espropriazione di terreni agricoli, che l'indennità deve essere determinata anche in relazione all'esercizio dell'azienda agricola, introduce quale componente essenziale di essa anche il ristoro del pregiudizio subito dall'azienda, considerata nel suo complesso, per effetto dello smembramento cagionato dal provvedimento ablativo.

L'indennità di espropriazione deve corrispondere al valore agricolo del fondo, determinato sulla base dei parametri costituiti non solo (art. 16 L. n. 865/71) dal valore medio nell'anno solare precedente al provvedimento ablativo dei terreni, ubicati nell'ambito della medesima regione ag... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...nche dall'incidenza dell'espropriazione nei riguardi dell'esercizio dell'azienda agricola della quale il fondo è elemento, come espressamente stabilito dall'art. 15 della norma citata.

L'art. 15 della Legge n. 865/71, introduce quale componente essenziale dell'indennità di espropriazione anche il ristoro del pregiudizio subito dall'azienda, considerata nel suo complesso, per effetto del provvedimento ablativo. Con la conseguenza che siccome la diminuzione di valore dell'area residuata dopo l'espropriazione parziale rappresenta, all'evidenza, un pregiudizio dell'azienda, essa, per la detta ragione, costituisce una componente necessaria dell'indennità di espropriazione.

Il mancato reddito dell'azienda agricola per effetto del provvedimento ablativo, può apprezzarsi nella valutazione dell'indennità di espropriazione non già in quanto correlato alla dissoluzione della pluralità degli elementi di questa, nonché dei suoi diversi fattori di produzione (beni, merci, materie, avviamento, brevetti, servizi ecc.), e quindi, quale diminuita attitudine dell'azienda al fine di lucro cui era destinata, ma soltanto se ed in quanto costituisca un pregiudizio conseguente ad una diminuzione o perdita di un valore... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...nza proprie dell'immobile stesso, e direttamente ricavato dalla sua peculiare ed oggettiva destinazione agricola, anche se non in atto per ragioni contingenti (non rimuneratività dell'attività, difficoltà economiche dell'imprenditore, fallimento ecc.).

La circostanza che l'attività aziendale agricola non sia (più) in esercizio all'epoca dell'espropriazione ovvero che dopo il distacco della parte ablata le porzioni residue non costituiscano meri relitti, ma conservino una qualche funzione, ovvero possano continuare ad essere (proficuamente) utilizzate, non può impedire l'applicazione del combinato disposto della L. n. 2359, art. 40 e della L. n. 865, art. 15, ma influisce esclusivamente sul quantum dell'indennizzo, tanto più elevato, quanto maggiore sia lo smembramento provocato dall'espropriazione e la diminuzione di valore di ciascuna delle porzioni residue rispetto all'unità economica e funzionale originaria.

La L. n. 865 del 1971, art. 15, inducendo eccezionalmente a tener conto anche del pregiudizio subito dall'azienda nel suo insieme per effetto della vicenda ablativa, costituisce una norma speciale rispetto alla L. n. 2359 del 1865, art. 40, di cui ripropone il modello indennitario per di... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...a valore anteriore del fondo e valore del relitto.

Anche nell'ipotesi di espropriazione parziale disciplinata dall'art. 15 L. n. 865/71, l'indennità di espropriazione è unica, ed essendo destinata a tener luogo del bene espropriato, non può superare in nessun caso il valore che esso presenta, in considerazione della sua concreta destinazione; il termine di riferimento per la sua determinazione è rappresentato dal valore di mercato del bene espropriato, e non anche dal reale pregiudizio che il proprietario od altro titolare di minore diritto di godimento risentono come effetto dal non potere ulteriormente svolgere mediante l'uso dello stesso immobile la precedente attività.

Le disposizioni di cui agli art. 15 e 16 della L. n. 865 del 1971, risultano complementari ed inscindibili, dando vita ad complesso omogeneo; ne consegue che l'indennità per le suddette aree deve comprendere non solo il valore agricolo medio ma anche dall'incidenza dell'espropriazione nei riguardi dell'esercizio dell'azienda agricola della quale il fondo e' elemento, come espressamente stabilito dal menzionato art.15.

L'art. 15 L 865/1971 non consente la valutazione del complesso dei beni organizzati per l'esercizio di un'im... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ola e quindi di tutte le conseguenze pregiudizievoli effetto del ridimensionamento e/o della cessazione dell'attività imprenditoriale, ma comporta che l'indennizzo debba comprendere il ristoro del pregiudizio arrecato dall'espropriazione all'attività aziendale agricola su quel terreno esercitata, che deve consistere in un danneggiamento materiale dell'immobile o nella compromissione di una condizione di fatto essenziale per l'utilizzazione od il godimento dello stesso e risolversi sul piano economico in una effettiva diminuzione del valore venale del bene su cui era allocata l'azienda agricola.

Il mancato reddito può apprezzarsi nella valutazione del pregiudizio all'azienda agricola, non già in quanto correlato alla dissoluzione della pluralità degli elementi di questa, nonché dei suoi diversi fattori di produzione (beni, merci, materie, avviamento, brevetti, servizi ecc.), e quindi, quale diminuita attitudine dell'azienda al fine di lucro cui era destinata, ma soltanto se ed in quanto costituisca un pregiudizio conseguente ad una diminuzione o perdita di un valore in precedenza proprio dell'immobile stesso, e direttamente ricavato dalla sua peculiare destinazione agricola.

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...AZIONE --> INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> AREE NON EDIFICABILI --> DANNO ALL'AZIENDA AGRICOLA --> ART. 40 COMMA 1 DPR 327/2001

Nell'ipotesi di espropriazione parziale, il proprietario ha diritto a conseguire, quale componente essenziale dell'indennità, la diminuzione di valore dell'area residua dall'espropriazione riferita al valore dell'azienda nel suo insieme, senza che sia necessario accertare la ricorrenza dei presupposti richiesti dal principio generale posto dall'art. 33 TUE: l'art. 40 nel prevedere di dover "tener conto" della destinazione ad azienda agricola si pone in altri termini in rapporto di genere a specie col precedente art. 33 in quanto muove dal presupposto che la parte espropriata e quella non espropriata dell'immobile costituiscano un'unica entità funzionale ed economica, e, così, recepisce per tale specifica fattispecie il criterio generale di stima differenziale.

La previsione dell'art. 40.1, laddove impone di tener conto dell'azienda agricola nella determinazione dell'indennità di espropriazione, non comporta che siano indennizzabili tutte le conseguenze pregiudizievoli dovute al ridimensionamento dell'attività imprenditoriale, che non è in sé oggetto di... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ione, e quindi, alla diminuita attitudine al fine di lucro cui essa era destinata, ma comporta che l'indennizzo debba comprendere il ristoro del pregiudizio arrecato all'attività aziendale agricola esercitata sul terreno espropriato; di quel pregiudizio avente, cioè, una diretta incidenza sul fondo - sia su quello ablato che su quello residuo - che ne integri un danneggiamento materiale o ne alteri le condizioni di utilizzazione o di godimento, e si risolva sul piano economico in un'effettiva diminuzione del valore venale del bene "unitario" su cui si svolgeva l'azienda agricola.

In ipotesi di esproprio parziale, qualora sul fondo espropriato sia impiantata un'azienda agricola, dovrà eseguirsi la stima ai sensi dell'art. 15 L.n 865/1971 (ora art. 40, comma 1, del T.U.), calcolandone la diminuzione di valore - unitamente a quella dell'area residuata - in conseguenza dello smembramento arrecato dall'espropriazione al fondo contenente l'azienda.

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> INDENNITÀ DI ESPROPRIO --> AREE NON EDIFICABILI --> DANNO ALL'AZIENDA AGRICOLA --> ART. 40 COMMA 1 DPR 327/2001 --> COSTITUZIONALITÀ

La sentenza della Corte Cost. n. 181 del 2011, c... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...arato l'illegittimità della menzionata disposizione, ha fatto salvo il TU n. 327 del 2001, art. 40, comma 1 secondo cui l'indennità di un'area non edificabile coltivata va determinata in base al criterio del valore agricolo (venale e non tabellare), tenendo conto delle colture effettivamente praticate e del valore dei manufatti edilizi legittimamente realizzati, "anche in relazione all'esercizio dell'azienda agricola".

La sentenza della Corte Cost. n. 181/2011, con specifico riferimento al D.P.R. n. 327 del 2001, art. 40, comma 1 che ha recepito la disposizione dell'art. 15 L. n. 2359/1865, ha espressamente affermato di non estendere la declaratoria di incostituzionalità proprio perché la norma non contiene alcuna previsione del valore agricolo medio ed il suo riferimento alle colture effettivamente praticate sul fondo ed al valore dei manufatti edilizi legittimamente realizzati, anche in relazione all'esercizio dell'azienda agricola ne consente una interpretazione costituzionalmente orientata.

Non è pensabile che la sentenza 181/2011 dopo avere chiuso e concluso definitivamente l'era dell'ingiusto meccanismo di calcolo-VAM, perché riferito a valori medi e non effettivi, abbia poi inteso penalizzar... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...etario di un'azienda agricola indennizzandone comunque soltanto l'area su cui la stessa sorge con criteri riferiti ai terreni non edificatori in genere e, quindi ben più astratti di quelli che avevano dato causa alla declaratoria; un tale risultato ermeneutico è smentito dal salvataggio, specificamente rimarcato dalla Consulta dell'art. 40, comma 1 del T.U. che si riferisce all'esercizio di essa nonché "alle colture effettivamente praticate sul fondo".

Il comma 1 dell'art. 40 DPR 327/2001 concerne l'esproprio di un'area non edificabile ma coltivata (il caso di area non coltivata è previsto dal comma 2); la mancata previsione del valore agricolo medio e il riferimento alle colture effettivamente praticate sul fondo consentono una interpretazione della norma costituzionalmente orientata, peraltro demandata ai giudici ordinari.


 
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