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Indennità di espropriazione di aree edificabili: l. 219/1981

Ai sensi dell'art. 80 della L. n. 219/1981, l'unico criterio applicabile ai fini della determinazione dell'indennità di esproprio è quello speciale stabilito dalla L. 15 gennaio 1885, n. 2892, art. 13 alla cui stregua deve tenersi conto del valore venale dell'area espropriata, senza che possa farsi distinzione a seconda che questa sia o meno edificabile.

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titolo:INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE PER PUBBLICA UTILITÀ - dieci anni di giurisprudenza
anno:2019
pagine: 3241 in formato A4, equivalenti a 5510 pagine in formato libro
formato: pdf  
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Ai fini della determinazione dell'indennità di esproprio e di occupazione di immobili siti nella Regione Campania ed occupati per porre rimedio ad eventi bradisismici, continua ad applicarsi il criterio stabilito dall'art. 13 della legge 15 gennaio 1885, n. 2892, siccome richiamato dall'art. 80 della legge 14 maggio 1981, n. 219, che determina un indennizzo inferiore al valore venale effettivo del bene, in quanto la sua adozione si giustifica in relazione alla particolare natura, temporanea ed eccezionale, degli interventi di cui alla legge n. 219 del 1981.

La sopravvenuta dichiarazione d'illegittimità costituzionale dell'art. 5-bis non comporta l'illegittimità della L. n. 219 del 1981, art. 80 nella parte in cui prevede un criterio liquidatorio speciale non dissimile da quello adottato, in via generale, dalla prima norma: secondo la stessa Corte costituzionale, obiettivi legittimi di utilità pubblica come quelli perseguiti da misura di riforma economica o di giustizia sociale, possono giustificare un indennizzo inferiore al valore di mercato effettivo, il che si verifica con la L. n. 219 del 1981, avente natura speciale, temporanea ed eccezionale, in quanto volta a porre rimedio alle conseguenze degli eventi sismici del novembre 1980 e ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...81.

Ai fini della legittimità del criterio indennitario di cui alla L. n. 219/1981 art. 80, non assume rilevanza il fatto che il D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, art. 37, comma 1, come sostituito dalla L. 24 dicembre 2007, n. 244, art. 2, comma 89, preveda, in via generale, per le espropriazioni finalizzate ad attuare interventi di riforma economico-sociale, una riduzione (del 25%) più contenuta di quella consentita dalla legge del 1981, sia in ragione della specialità, temporaneità ed eccezionalità della legge stessa, sia perché comunque, in linea di principio, l'avanzamento, nel prosieguo della legislazione, del livello di garanzia di un valore costituzionale, non comporta l'illegittimità della normativa precedente attestata su un livello inferiore di tutela.

La sopravvenuta dichiarazione d'illegittimità costituzionale del D.L. 11 luglio 1992, n. 333, art. 5-bis, conv. in L. 8 agosto 1992, n. 359 non comporta l'illegittimità della L. n. 219 del 1981, art. 80, nella parte in cui prevede un criterio liquidatorio speciale non dissimile da quello adottato, in via generale, dalla prima norma: secondo la stessa Corte costituzionale, obiettivi legittimi di utilità pubblica come quelli per... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...misura di riforma economica o di giustizia sociale possono giustificare un indennizzo inferiore al valore di mercato effettivo, il che si verifica con la L. n. 219 del 1981, avente natura speciale, temporanea ed eccezionale,.

Ai sensi dell'art. 80 della L. n. 219/1981, l'unico criterio applicabile ai fini della determinazione dell'indennità di esproprio è quello speciale stabilito dalla L. 15 gennaio 1885, n. 2892, art. 13 alla cui stregua deve tenersi conto del valore venale dell'area espropriata, senza che possa farsi distinzione a seconda che questa sia o meno edificabile.

L'art. 80 della L. n. 219/1981 che nel rinviare al criterio dettato dalla L. n. 2892 del 1885, art. 13 conduce alla determinazione di un indennizzo inferiore al valore venale effettivo del bene, sfugge alla censura d'incostituzionalità in ragione della particolare natura, temporanea ed eccezionale, degli interventi di cui alla L. n. 219 del 1981, considerato che, secondo la sentenza della Corte cost. n. 347 del 2007, obiettivi legittimi di utilità pubblica come quelli perseguiti da misura di riforma economica o di giustizia sociale possono giustificare un indennizzo inferiore al reale valore di mercato del bene espropriato.

Ai fini del... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...azione dell'indennità di esproprio e di occupazione di immobili interessati da interventi di cui alla L. n. 219 del 1981 (nella specie, volti a porre rimedio ad eventi bradisismici), continua ad applicarsi il criterio stabilito dalla L. n. 2892/1885, art. 13 siccome richiamato dalla L. 219/1981, art. 80 che determina un indennizzo inferiore al valore venale effettivo del bene, in quanto la sua adozione si giustifica in relazione alla particolare natura, temporanea ed eccezionale, degli interventi di cui alla L. n. 219, considerato che secondo la sentenza della Corte cost. n. 348 del 2007, obiettivi legittimi di utilità pubblica come quelli perseguiti da misura di riforma economica o di giustizia sociale possono giustificare un indennizzo inferiore al valore di mercato effettivo.

Ai fini della determinazione dell'indennità prevista dal combinato disposto della L. 14 maggio 1981, n. 219, art. 80 e L. 15 gennaio 1885, n. 2892, art. 13, il criterio liquidativo ivi richiamato, inferiore a quello del valore venale effettivo, continua ad applicarsi anche dopo la sentenza della Corte costituzionale 348/2007, in considerazione della particolare natura, temporanea ed eccezionale, degli interventi di cui alla L. n. 219 del 1981.

Il criteri... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... dalla L. n. 2892/1885, art. 13 - che non da rilievo alla distinzione tra aree edificabili e non fabbricabili e che è espressamente richiamato dall'art. 80 L. n. 219/1981, continua ad applicarsi, anche dopo la declaratoria d'illegittimità costituzionale della L. n. 359/1992, di cui alla sentenza n. 348 della Corte costituzionale. Il perdurare dell'applicazione di tale art. 13, che determina un indennizzo inferiore al valore venale effettivo, si giustifica in relazione alla particolare natura, temporanea ed eccezionale, degli interventi di cui alla L. n. 219 del 1981 (nella specie volti a porre rimedio ad eventi bradisismici).

Il criterio stabilito dalla L. 15 gennaio 1885, n. 2892, art. 13 - che non da rilievo alcuno alla distinzione tra aree edificabili e non fabbricabili e che è espressamente richiamato dalla L. 14 maggio 1981, n. 219, art. 80 - continua ad applicarsi, anche dopo la declaratoria di illegittimità costituzionale della L. 8 agosto 1992, n. 359, art. 5-bis, pronunziata dalla sentenza n. 348 del 2007 della Corte costituzionale; ciò in quanto norma avente natura speciale, temporanea ed eccezionale, poiché volta a porre rimedio alle conseguenze degli eventi sismici del novembre 1980 e febbraio 1981 e ad effettu... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...nti di vera emergenza sociale.

Il criterio stabilito dalla L. 15 gennaio 1885, n. 2892, art. 13 - che non da rilievo alla distinzione tra aree edificabili e non fabbricabili e che è espressamente richiamato dalla L. 14 maggio 1981, n. 219, art. 80 - continua ad applicarsi, anche dopo la declaratoria di illegittimità costituzionale della L. 8 agosto 1992, n. 359, di cui alla sentenza n. 348 della Corte costituzionale. Il perdurare dell'applicazione di tale art. 13, che determina un indennizzo inferiore al valore venale effettivo, si giustifica in relazione alla particolare natura, temporanea ed eccezionale, degli interventi di cui alla L. n. 219 del 1981 (nella specie volti a porre rimedio ad eventi bradisismici)".

Il Piano di insediamenti di cui alla L. n. 219 del 1981 ripropone la stessa situazione del piano di edilizia economica popolare, caratterizzata dalla contestuale variazione della preesistente destinazione urbanistica da non edificatoria ad edificatoria (nonché dalla successiva apposizione del vincolo preordinato all'esproprio); nonché dall'effetto conformativo di detto piano che discende dalla potestà di variare la precedente disciplina urbanistica con la conseguenza che, nella qualificazione del ter... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...re tener conto della nuova destinazione, mentre si deve prescindere dal vincolo preordinato all'esproprio.

Obiettivi legittimi di utilità pubblica (quali quelli perseguiti con la L. 14 maggio 1981, n. 219 aventi natura speciale, temporanea ed eccezionale), ben possono giustificare un indennizzo inferiore al valore di mercato effettivo; ciò va ribadito anche dopo la sentenza n. 348/07 della Corte Costituzionale (e dei conseguenti L. n. 244 del 1997, art. 2, commi 89 e 90, inserito nella legge finanziaria 2008), e ciò in quanto essa si riferisce al D.L. 11 luglio 1992, n. 333, art. 5 bis convertito nella L. 8 agosto 1992, n. 359.

Il criterio di liquidazione dell'indennità di espropriazione della semisomma del valore venale e della rendita catastale coacervata per dieci anni, ai sensi della L. n. 2892/1885, art. 13 richiamato dalla L. n. 219/1981 (su cui commisurare, nel caso di specie, il dovuto per i danni permanenti ai sensi della L. n. 2359 del 1865, art. 46), è da ritenersi illegittimo sul piano logico, a seguito della sentenza n. 348 del 2007 della Corte costituzionale, relativa all'analogo art. 5 bis, dovendosi l'indennità di espropriazione ragguagliarsi solo al valore venale del bene e non alla met&agra... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...to, come illegittimamente previsto dalle citate norme.



 
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