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Legittimità costituzionale della tassazione dell'indennità di esproprio


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titolo:INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE PER PUBBLICA UTILITÀ - dieci anni di giurisprudenza
anno:2019
pagine: 3241 in formato A4, equivalenti a 5510 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 45,00

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INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> IMPOSTE --> IRPEF --> RITENUTA FISCALE, LEGITTIMITÀ

In tema di imposte dirette sui redditi, la ritenuta fiscale del 20% di cui alla l. n. 413 del 1991, art. 11, comma 7, successivamente trasfuso nell'art. 35 del testo unico espropri, operata dal soggetto pubblico espropriante sulle plusvalenze realizzate mediante percezione della indennità di esproprio a seguito di una procedura di espropriazione per pubblica utilità o di cessione di terreni fabbricabili, non incide e non può in alcun modo incidere sul "giusto equilibrio" (che discende normalmente dalla normativa che individua, disciplina e determina sia le ipotesi di ingerenza dell'ente pubblico sulla proprietà privata, sia il quantum da corrispondere in tali casi al privato spogliato del suo diritto di proprietà secondo la Convenzione CEDU e Protocollo n. 1 addizionale), attenendo solo al momento successivo dell'esercizio del potere impositivo dello Stato sui propri contribuenti.

La disciplina di cui al commi 1, lett. f), e 5 della legge all'art. 11 L. n. 413/191, non pone dubbi di legittimità costituzionale, in riferimento agli artt. 3 e 53 Cost., in quanto il legislatore &eg... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...o di sottoporre ad imposizione fiscale manifestazioni di capacità contributiva, come la plusvalenza in questione, che in precedenza non erano colpite e concretizzando la percezione della plusvalenza un indice di ricchezza e di capacità contributiva, la cui individuazione è rimessa così come la nozione di reddito, alla discrezionalità del legislatore, senza che tale disciplina si ponga in contrasto sia con il citato art. 3 sia con la CEDU, la quale concerne soltanto il profilo della tutela del diritto dì proprietà, ma non gli aspetti fiscali della vicenda espropriativa.

La disciplina di cui al commi 1, lett. f), e 5 della legge all'art. 11 L. n. 413/191, non pone dubbi di legittimità costituzionale, in riferimento agli artt. 3 e 53 Cost., sul rilievo che essa determinerebbe un'ingiustificata differenziazione di situazioni omogenee o una lesione del principio di capacità contributiva rispetto alle espropriazioni che invece rimarrebbero indenni da tassazione solo perché l'Amministrazione ha corrisposto l'indennità prima del 31-12-1991; il legislatore è libero di sottoporre ad imposizione fiscale manifestazioni di capacità contributiva, come la plusvalenza in questione, che in p... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...on ne erano colpite e la percezione della plusvalenza concretizza un indice di ricchezza e capacità contributiva, la cui individuazione è rimessa, così come la nozione di reddito, alla discrezionalità del legislatore.

La disciplina di cui alla L. 30 dicembre 1991, n. 413, art. 11, comma 5, non pone dubbi di legittimità costituzionale in riferimento agli artt. 3 e 24 Cost., sul rilievo che essa determinerebbe una ingiustificata differenziazione di situazioni omogenee o una lesione del diritto di difesa rispetto alle espropriazioni che, invece, rimarrebbero indenni da tassazione, solo perché l'Amministrazione ha corrisposto indennità prima del 31 dicembre 1991 o perché l'eventuale giudizio si sia chiuso a quella data, in quanto, sotto il profilo impositivo, l'unico momento rilevante è quello della percezione della plusvalenza ed il diverso trattamento costituisce un effetto tipico della disciplina della successione delle leggi nel tempo, il cui decorso costituisce, di per sé, elemento diversificatore.

La L. 27 luglio 2000, n. 212 (Statuto del Contribuente), prevede all'art. 3 comma 1 che le disposizioni tributarie non hanno effetto retroattivo; tuttavia il comma 5 della L. n. 413/19... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...isce alla diversa ipotesi in cui la percezione della plusvalenza sia avvenuta dopo l'entrata in vigore della precitata legge, sebbene l'atto ablativo sia precedente. La predetta norma, lungi dal determinare un'applicazione retroattiva della legge, posto che a differenza del comma 9, la plusvalenza viene corrisposta non prima ma sotto la vigenza della legge, costituisce soltanto una applicazione del principio di " cassa " e del principio di rango costituzionale di tassazione dei redditi, entrate , rendite ect .

La disciplina di cui all'art. 11 comma 5 L. n. 413/1991, non pone dubbi di legittimità costituzionale in riferimento agli artt. 3 e 24 Cost., sul rilievo che essa determinerebbe una ingiustificata differenziazione di situazioni omogenee o una lesione del diritto di difesa rispetto alle espropriazioni che, invece, rimarrebbero indenni da tassazione, in quanto, sotto il profilo impositivo, l'unico momento rilevante è quello della percezione della plusvalenza ed il diverso trattamento costituisce un effetto tipico della disciplina della successione delle leggi nel tempo, il cui decorso costituisce, di per sé, elemento diversificatore.

La disciplina di cui all'art. 11 comma 5 L. n. 413/1991 non pone dubbi di legittim... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...costituzionale in riferimento agli artt. 3 e 53 Cost., in quanto il legislatore è libero di sottoporre a imposizione fiscale manifestazioni di capacità contributiva, come la plusvalenza ivi prevista, che in precedenza non ne erano colpite, concretizzando la percezione della plusvalenza un indice di ricchezza e di capacità contributiva la cui individuazione è rimessa, così come la nozione di reddito, alla discrezionalità del legislatore.

La disciplina di cui alla L. n. 413/1991 non pone dubbi di legittimità costituzionale, in riferimento agli artt. 3 e 24 Cost., sul rilievo che essa determinerebbe un'ingiustificata differenziazione di situazioni omogenee o una lesione del diritto di difesa rispetto alle espropriazioni che, invece, rimarrebbero indenni da tassazione, in quanto, sotto il profilo impositivo, l'unico momento rilevante è quello della percezione dell'importo ed il diverso trattamento è un effetto tipico della disciplina della successione delle leggi nel tempo, il cui decorso costituisce, di per sé, elemento diversificatore.

La disciplina di cui alla L. 30 dicembre 1991, n. 413, art. 11 non pone dubbi di legittimità costituzionale in riferimento agli artt. 3 e 53 C... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...anto il legislatore è libero di sottoporre ad imposizione fiscale manifestazioni di capacità contributiva, come la plusvalenza in esame.

La disciplina di cui alla L. n. 413/1991 art. 11 non pone dubbi di legittimità costituzionale in riferimento agli artt. 3 e 53 Cost., in quanto il Legislatore è libero di sottoporre ad imposizione fiscale manifestazioni di capacità contributiva, come la plusvalenza ivi prevista.

La disciplina di cui all'art. 11, comma 9 L. n. 413/1991 non confligge con l'art. 42 Cost. (con riferimento all'art. 53 Cost.), in ragione di un preteso effetto doppiamente espropriativo della tassazione dell'indennità determinata secondo la L. n. 359 del 1992, art. 5 bis in misura sensibilmente inferiore al valore di mercato, occorrendo distinguere gli aspetti fiscali da quelli sostanziali-indennitari, con rigorosa delimitazione dei rispettivi ambiti di riferimento.

La Corte Costituzionale chiamata a pronunciarsi sulla L. n. 413 del 1991, art. 11, ha sottolineato la necessità di distinguere gli aspetti fiscali da quelli sostanziali - indennitari, con rigorosa delimitazione dei rispettivi ambiti di riferimento, nel senso che la questione circa la congruità dell'indenniz... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... estranea all'area di operatività dell'art. 53 Cost.; se, da un lato, l'individuazione degli indici di ricchezza e di capacità contributiva è rimessa alla discrezionalità del legislatore, dall'altro la nozione di reddito impone di far riferimento a ciò che, nei limiti della ragionevolezza, è dal legislatore qualificato come tale.

La congruità dell'indennizzo è estranea all'area di operatività dell'art. 53 Cost. e, all'inverso, quando sia censurata una misura fiscale (nel caso di specie art. 11 l. n. 413/1991), alla stregua di provvedimento ablatorio, la denuncia d'incostituzionalità è disattesa ove sia rinvenibile una giustificazione economica alla specifica imposizione, indipendentemente dall'incidenza sul patrimonio del soggetto passivo, purché sussista il collegamento oggettivo del tributo ad un concreto presupposto impositivo.

La Corte Costituzionale (sentenza n. 21 del 1996), chiamata a pronunciarsi sulla L. n. 413 del 1991, art. 11, ha sottolineato la necessità di distinguere gli aspetti fiscali da quelli sostanziali - indennitari, con rigorosa delimitazione dei rispettivi ambiti di riferimento, nel senso che la questione circa la congruità dell'i... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...egrave; estranea all'area di operatività dell'art. 53 Cost. e, all'inverso, quando sia censurata una misura fiscale alla stregua di provvedimento ablatorio, la denuncia di incostituzionalità è disattesa ove sia rinvenibile una giustificazione economica alla specifica imposizione, indipendentemente dall'incidenza sul patrimonio del soggetto passivo, purché sussista il collegamento oggettivo del tributo ad un concreto presupposto impositivo.

La disciplina di cui all'art. 11 L. n. 413/1991 non pone dubbi di legittimità costituzionale in riferimento agli artt. 3 e 53 Cost., in quanto il Legislatore è libero di sottoporre ad imposizione fiscale manifestazioni di capacità contributiva, come la plusvalenza.

Le osservazioni per cui in base alla giurisprudenza comunitaria l'indennità di esproprio deve comportare una soddisfazione giusta che potrebbe essere compromessa da una tassazione, per cui lo Stato dovrebbe aggiungere all'indennità la somma corrispondente alla tassazione (ex art. 11 L. n. 413/1991), non incidono sulla legittimità della tassazione, bensì sulla misura dell'indennità che deve essere fatta valere nella propria sede.

Qualora l'ingiustificato ri... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... procedura espropriativa abbia determinato, ratione temporis, l'applicazione di un regime fiscale più sfavorevole per il proprietario, ciò rompe il giusto equilibrio che deve presiedere il rapporto tra le esigenze dell'interesse generale e l'imperativo di salvaguardare i diritti fondamentali dell'individuo, costituendo una violazione dell'articolo 1 del primo protocollo.

La disciplina di cui all'art. 11 L. n. 413/1991 non pone dubbi di legittimità costituzionale in riferimento agli artt. 3 e 53 Cost., in quanto il legislatore è libero di sottoporre ad imposizione fiscale manifestazioni di capacità contributiva, come la plusvalenza in esame.

La disciplina di cui all'art. 11 L. n. 413/1991 commi 1 e 5 che rende imponibili anche i redditi realizzati e percepiti in data successiva all'entrata in vigore della legge, indipendentemente dalla data degli atti ablativi che ne abbiano determinato la percezione, non confligge con l'art. 42 Cost. (con riferimento all'art. 53 Cost.) in ragione di un preteso effetto doppiamente espropriativo della tassazione dell'indennità determinata secondo la L. n. 359 del 1992, art. 5 bis in misura sensibilmente inferiore al valore di mercato, occorrendo distinguere gli aspetti fiscali... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...sostanziali-indennitari, con rigorosa delimitazione dei rispettivi ambiti di riferimento.

La normativa di cui all'art. 11 comma 1 lett. f) e comma 5 L. n. 413/1991, non confligge con l'art. 42 Cost. (con riferimento all'art. 53 Cost.) in ragione di un preteso effetto doppiamente espropriativo della tassazione dell'indennità determinata secondo la L. n. 359 del 1992, art. 5 bis, in misura sensibilmente inferiore al valore di mercato, occorrendo distinguere gli aspetti fiscali da quelli sostanziali- indennitari.

Quando sia censurata una misura fiscale alla stregua di provvedimento ablatorio (nel caso di specie L. n. 413/1991), la denuncia di incostituzionalità è disattesa ove sia rinvenibile una giustificazione economica alla specifica imposizione, indipendentemente dall'incidenza sul patrimonio del soggetto passivo, purché sussista il collegamento oggettivo del tributo ad un concreto presupposto impositivo.

Il regime fiscale di cui all'art. 11 L.n. 413/1991 non pone dubbi di legittimità costituzionale in riferimento agli artt. 3, 24, 42 e 53 Cost.


 
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