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Indennità di espropriazione: esproprio parziale e deprezzamento dell'area residua in caso di terreno agricolo


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titolo:INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE PER PUBBLICA UTILITÀ - dieci anni di giurisprudenza
anno:2019
pagine: 3241 in formato A4, equivalenti a 5510 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
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INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE --> ESPROPRIO PARZIALE

In caso di espropriazione parziale, configurabile quando la vicenda ablatoria investa una parte di un complesso immobiliare caratterizzato da una destinazione economica unitaria e da un nesso di funzionalità tra ciò che è stato oggetto del provvedimento ablatorio e cò che è rimasto nella disponibilità dell'espropriato, l'indennizzo riconosciuto al proprietario non può essere limitato al ristoro la perdita della porzione espropriata, ma, ai sensi del D.P.R. n. 327 del 2001, art. 33, comma 2, deve riguardare anche la compromissione o l'alterazione delle possibilità di utilizzazione della parte restante, ove quest'ultima sia destinata a subire una menomazione a causa del distacco di una parte del fondo e della realizzazione dell'opera pubblica.

Nel caso di un terreno oggetto di esproprio parziale costituente un unico bene immobile, la cui parte residua sia collegata a quella espropriata da un vincolo strumentale ed obiettivo, e il cui distacco abbia influito negativamente sulla parte residua, si configura l'applicabilità dell'articolo 33 del TUEs, il quale prevede la corresponsione di un'indennità comprensiva della diminuzi... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...re della porzione non espropriata. E tuttavia i proprietari nulla possono pretendere ove non si siano opposti alla determinazione della stima dell'indennità offerta e ricevuta al momento dell'esproprio del terreno nella competente sede priva della compensazione del suddetto deprezzamento, nulla potendo ulteriormente ottenere a titolo di responsabilità extracontrattuale ex art- 2043 c.c..

Nell'espropriazione parziale va compresa ogni ipotesi di diminuzione di valore della parte non interessata dall'espropriazione, con necessario riferimento al concetto unitario di proprietà ed al nesso di funzionalità tra ciò che è stato oggetto del provvedimento ablativo e ciò che è rimasto nella disponibilità dell'espropriato, tanto più ove si tratti di suoli a destinazione agricola, in cui rileva l'unitarietà costituita dalla destinazione a servizio dell'azienda agricola.

In ipotesi di espropriazione parziale è dovuta un'unica indennità (ricavata dalla differenza tra il giusto prezzo che l'immobile avrebbe avuto prima dell'espropriazione ed il giusto prezzo della parte residua dopo l'espropriazione stessa) in modo da ristorare l'intera diminuzione patrimoniale subita dal sog... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...vo del provvedimento ablativo, ivi compresa la perdita di valore della porzione residua, non essendo, invero, concepibile, in presenza di un'unica vicenda espropriativa, l'attribuzione di distinte somme, imputate l'una a titolo di indennità di espropriazione e l'altra a titolo di risarcimento del danno per il deprezzamento subito dai residui terreni.

La sopravvenuta interclusione della porzione residua del fondo di proprietà del soggetto espropriato può rilevare solo sotto il profilo indennitario, nella concreta quantificazione del quale si dovrà tener conto della perdita di valore subita dalla porzione di fondo non espropriata per effetto della perdita di accesso diretto alla rete viaria pubblica.

Non sono concepibili, in presenza di un'unica vicenda ablatoria, due distinte somme, imputabili l'una a titolo d'indennità e d'altra a titolo di risarcimento del danno per il deprezzamento subito dai residui terreni; né rileva la circostanza che detti effetti negativi si siano realizzati su zone estranee alla dichiarazione di pubblica utilità, se determinati da opere previste e conformi al progetto dell'opera pubblica. Pertanto, il danno alle porzioni residue trova riconoscimento solo nel quadro della perdi... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...e della parte non interessata dal provvedimento ablativo (secondo un metodo che, con riferimento alle procedure conclusesi con l'esproprio, è tracciato dall'art. 40 L. 25 giugno 1865, n. 2359).

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> ESPROPRIO PARZIALE --> AREE AGRICOLE

Nei casi di espropriazione parziale la liquidazione dell'indennità è commisurata alla differenza tra il giusto prezzo dell'immobile prima dell'esproprio ed il giusto prezzo della parte residua dopo l'esproprio stesso, dovendo, in ispecie, tenersi conto oltre che del valore della porzione ablata, anche del decremento della parte di fondo residuata all'espropriazione. Ciò comporta, per i suoli agricoli, l'attribuzione di un valore complementare, che, nel caso di esercizio di azienda agricola, compensa anche i maggiori oneri di conduzione aziendale, in quanto la legge introduce quale componente essenziale dell'indennità, anche, il ristoro del pregiudizio subito dall'azienda.

Risulta insussistente qualsivoglia danno alla proprietà residua, non ricompresa nell'esproprio, qualora la parziale ablazione del bene non danneggi l'Azienda Agricola proprietaria nell'esercizio dell'attività agricola, in quanto po... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ema posizione distale.

Il criterio di cui alla L. n. 2359 del 1865, art. 40 prescinde dal valore agricolo medio, sicché, anche prima della pubblicazione delle sentenze della Corte costituzionale n. 348 del 2007 e 181 del 2011, doveva tenersi conto, nella stima differenziale richiesta dall'art. 40, del decremento della parte di fondo residuata all'espropriazione, comportante, per i suoli agricoli, l'attribuzione di un valore complementare, non coincidente con il valore agricolo medio determinabile attraverso le tabelle cui fa rinvio la L. n. 865 del 1971, art. 16.

La natura agricola del fondo non è da sola sufficiente ad escludere la diminuzione di valore della porzione residua in mancanza dell'accertamento sulla sussistenza del vincolo economico-funzionale fra le due parti dell'immobile ed al lume delle risultanze della c.t.u. che quella residua ha perduto l'accesso diretto alla pubblica via o comunque ne ha conseguito altro assai più complicato che ha inciso sul suo valore venale.

In ipotesi di esproprio parziale, esclusa la presenza di un'azienda, dovrà applicarsi il disposto della L. n. 2359 del 1865, art. 40 relativo alla fattispecie di espropriazione parziale, invocabile per qualsiasi tipologia di immo... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...le volte in cui la parte espropriata e la parte non espropriata costituiscano elementi di un "unicum" sotto il profilo funzionale ed economico e l'espropriazione della prima con il conseguente suo distacco dalla parte residua abbia influito oggettivamente in modo negativo su quest'ultima, sì da comportare la necessità di indennizzarne la diminuzione di valore.

In ipotesi di esproprio parziale nell'ipotesi in cui accerti che nessun pregiudizio abbia arrecato l'espropriazione al terreno residuo (e non sussiste alcun'azienda agricola su di esso), l'indennità dovrà essere stimata determinandone, sempre all'interno delle aree non edificatorie, il prezzo in comune commercio, ferma restando la sua destinazione agricola e tenendo conto delle colture e dei manufatti ivi esistenti.

Il riferimento al giusto prezzo dell'immobile contenuto nell'art. 40 L .n. 2359/1865 va posto in relazione con il criterio dettato dall'art. 39 per l'ipotesi di espropriazione totale, e va pertanto inteso nel senso che l'indennità dovuta all'espropriato corrisponde all'equivalente pecuniario della perdita subita, determinata in base al criterio indennitario previsto in via ordinaria per l'espropriazione totale. In caso di espropriazione ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... suolo non edificabile pertanto l'indennità dovuta va incrementata di un importo corrispondente alla perdita di valore indennitario subita dall'area residua a causa dell'esproprio o liquidando il deprezzamento in misura pari alla differenza tra l'indennità che si sarebbe dovuta corrispondere per l'intero fondo prima che fosse occupato e quella da versare per l'area residua dopo l'esproprio.

L'applicazione dell'art. 15 della L. n. 865/71 porta al riconoscimento della spettanza di una somma pari alla differenza di valore del compendio immobiliare prima e dopo l'esproprio; tale indennizzo deve comprendere il ristoro del pregiudizio arrecato dall'espropriazione all'attività aziendale agricola su quel terreno esercitata, nella misura in cui incide direttamente sul fondo, nel senso che esso (pregiudizio) deve in concreto consistere in un danneggiamento materiale dell'immobile o nella compromissione di una condizione di fatto essenziale per l'utilizzazione od il godimento dello stesso e deve risolversi sul piano economico in una effettiva diminuzione del valore venale del bene su cui era allocata l'azienda agricola.

L'art. 40 della L. n. 2359/1865 si pone in rapporto di genere a specie con l'art. 15 della L. n. 865/71, con la conseguen... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...pensando in conformità a quest'ultima, il pregiudizio subito dall'azienda nel suo insieme per effetto dello smembramento cagionato dall'espropriazione, il giudice necessariamente muove dal presupposto che la parte espropriata e quella non espropriata dell'immobile costituiscano un'unica entità funzionale ed economica e, quindi applica il criterio di stima differenziale dell'art. 40, pur quale recepito dalla più specifica fattispecie di cui all'art. 15 inerente alla azienda agricola.

Mentre per ogni altro tipo di espropriazione il proprietario può conseguire la diminuzione di valore dell'area residuata non in base alle specifiche disposizioni che disciplinano la stima della relativa indennità, ma invocando la disposizione generale della L. n. 2359 del 1865, art. 40 e dimostrandone la ricorrenza dei presupposti, per i terreni agricoli, in caso di espropriazione parziale, dovendosi tener conto dell'incidenza dell'espropriazione sul valore dell'azienda nel suo insieme, l'espropriato ha diritto alla medesima diminuzione direttamente in forza della L. n. 865 del 1971, artt. 15 e 16 e non dell'art. 40 della legge fondamentale sulle espropriazioni.

La normativa di settore non vincola la quantificazione dei danni cagionati ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...età residua dall'espropriazione parziale al valore agricolo medio dei suoli.

Anche in ipotesi di applicazione dell'art. 15 L. n. 865/71 in luogo dell'art. 40 L. n. 2359/1865, ricorrendo ipotesi di esproprio parziale di area agricola, resta ferma la regola dell'unicità dell'indennità, rivolta a coprire ogni danno diretto ed indiretto conseguente all'esproprio, e quindi anche quello derivante dall'interclusione, o divisione o minore estensione del suolo rimasto all'espropriato, ovvero dal frazionamento o dallo smembramento o dal ridimensionamento dell'azienda agricola che su di esso insiste.

In ipotesi di esproprio parziale di area agricola è indispensabile ricorrere a criteri fondati sulla somma algebrica del valore agricolo e delle perdite che lo smembramento ha arrecato all'azienda allorché la stima differenziale operata sui due valori calcolati conduca allo stesso risultato algebrico conseguibile valutando soltanto l'area espropriata e risulti perciò inidonea a riparare le conseguenze pregiudizievoli ulteriori della divisione del fondo, rispetto alla perdita del suo valore culturale ex art. 16 L. n. 865/71.

Con riferimento ai terreni agricoli, l'art. 40 della L. n. 2359/1865 si pone in rappo... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...re a specie con l'art. 15 della L. 865/1971, con la conseguenza che, compensando il pregiudizio subito dall'azienda nel suo insieme per effetto dello smembramento cagionato dall'espropriazione, la sua applicazione muove dal presupposto che la parte espropriata e quella non espropriata dell'immobile costituiscano un'unica entità funzionale ed economica, con applicazione del criterio di stima differenziale dell'art. 40, pur quale recepito dalla più specifica fattispecie di cui all'art.15 inerente all'azienda agricola.

INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> ESPROPRIO PARZIALE --> AREE AGRICOLE --> SENTENZA 305/2003 CORTE COST.

Con la decisione 305/2003, la Corte Costituzionale, con riguardo ai terreni agricoli, ha ribadito la non obbligatorietà della stima differenziale dell'azienda incidente sul fondo e la legittimità del ricorso a criteri che si fondino sulla somma algebrica del suo valore agricolo e delle perdite che lo smembramento ha arrecato all'azienda medesima.


 
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