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Indennità di espropriazione: beni mobili presenti sul fondo

L'espropriazione ha per oggetto "beni immobili o diritti relativi ad immobili" e non anche i beni mobili che vi insistono e quanto non costituisce stabile accessione del fondo,essi continuano ad appartenere a chi ne era in precedenza proprietario, e possono pertanto da questi essere asportati.

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titolo:INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE PER PUBBLICA UTILITÀ - dieci anni di giurisprudenza
anno:2016
pagine: 3597 in formato A4, equivalenti a 6115 pagine in formato libro
formato: pdf  
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Nel caso di prefabbricato non abusivo precario e rimuovibile la sola tutela accordabile al costruttore è costituita dal suo ius tollendi (proprio perché rimuovibile), cui può essere costretto dall'espropriante, e non certo dal suo diritto a percepire parte dell'indennità accordata al proprietario espropriato.

La L. n. 2359 del 1865, art. 43, enuncia la regola generale per la quale in seguito al provvedimento ablatorio, al proprietario dell'immobile è attribuita la sola scelta di abbandonare ogni suo bene sul fondo senza poter pretendere alcuna indennità aggiuntiva (con la sola eccezione delle costruzioni, delle piantagioni e delle migliorie, purché non eseguite allo scopo di conseguire un'indennità maggiore), ovvero "di asportare a sue spese i materiali e tutto ciò che può essere tolto senza pregiudizio dell'opera di pubblica utilità da eseguirsi", e ciò in quanto l'espropriazione ha per oggetto i beni immobili o i diritti relativi ad immobili, e non anche i beni mobili che vi insistono e quanto non costituisce stabile accessione del fondo: essi continuano ad appartenere a chi ne era in precedenza proprietario, e possono pertanto da questi essere asportati.

... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...el decreto di occupazione, al proprietario dell'immobile è attribuita la sola scelta di abbandonare ogni suo bene sul fondo, senza poter pretendere alcuna indennità aggiuntiva (salvo per le costruzioni, piantagioni e migliorie non opportunistiche, cioè non eseguite al solo scopo di ottenere un'indennità maggiore), ovvero "di asportare a sue spese materiali e tutto ciò che può essere tolto senza pregiudizio dell'opera di pubblica utilità da eseguirsi", valendo, quale messa a disposizione dei beni mobili per il ritiro, l'avviso, notificato al proprietario almeno venti giorni prima, con l'indicazione del luogo, giorno e ora dell'immissione in possesso.

Dopo l'adozione e l'esecuzione del provvedimento di occupazione, il protrarsi dell'eventuale permanenza sul fondo di beni mobili appartenenti al proprietario del fondo non può che ascriversi a mera tolleranza dell'amministrazione, gravando semmai sul primo l'obbligo di rimuovere gli ostacoli dovuti al proprio comportamento (anche omissivo) che precludano alla p.a. occupante di disporre del fondo.

Al proprietario dell'immobile è attribuita la sola scelta di abbandonare ogni suo bene sul fondo senza poter pretendere alcuna indennit&ag... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ntiva, (con la sola eccezione delle costruzioni, delle piantagioni e delle migliorie, purché non eseguite allo scopo di conseguire un'indennità maggiore), ovvero di asportare a sue spese i materiali e tutto ciò che può essere tolto senza pregiudizio dell'opera di pubblica utilità da eseguirsi.

L'espropriazione ha per oggetto "beni immobili o diritti relativi ad immobili" e non anche i beni mobili che vi insistono e quanto non costituisce stabile accessione del fondo,essi continuano ad appartenere a chi ne era in precedenza proprietario, e possono pertanto da questi essere asportati.

I beni mobili facenti parte dell'attrezzatura aziendale continuano ad appartenere a chi ne era proprietario prima dell'espropriazione e possono essere da quest'ultimo asportati, ferma restando la possibilità, ex L. 2359/1865, art. 40, che venga ricompreso nell'indennità il ristoro del pregiudizio a cose che debbano essere rimosse e reimpiantate altrove, ovvero che non possano più essere utilizzate in altro modo.



 
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