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Inapplicabilità del principio di irretroattività in materia di sanzioni amministrative

La P.A. ha il dovere di demolire d'ufficio le opere abusive, qualora l'ordine di demolizione non sia stato ottemperato dai destinatari, né dispone di alcun potere che le consenta di omettere l’adozione di tali provvedimenti, a nulla rilevando neanche il lungo tempo trascorso dalla realizzazione dell’abuso.

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titolo:IL CODICE DEGLI ABUSI EDILIZI
anno:2017
pagine: 5843 in formato A4, equivalenti a 9933 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
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TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANZIONI --> POTERE SANZIONATORIO, ESERCIZIO

Una volta rilevata l'esistenza di una costruzione abusiva, realizzata su suolo pubblico, l'amministrazione è tenuta ad adottare la misura ripristinatoria anche a notevole distanza di tempo dalla commissione dell'abuso, non incontrando la relativa potestà alcun termine di prescrizione.

In materia di demolizione di immobili abusivi, attesa la natura vincolata del potere, non è configurabile alcun affidamento tutelabile alla conservazione di una situazione di illecito permanente, che il tempo non può, di per sé, legittimare in via di fatto.

Il comune è tenuto a rispondere alla domanda con la quale i proprietari di terreni limitrofi a quello interessato da un abuso edilizio chiedono di adottare atti di accertamento delle violazioni ed i conseguenti provvedimenti repressivi e, ove sussistano le condizioni, anche ad adottare gli stessi.

Il proprietario confinante è legittimato a sollecitare l'adozione di provvedimenti sanzionatori previa eventuale definizione delle istanze di sanatoria pendenti in relazione alle opere abusive realizzate nella vicinanza della sua proprietà.
<... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...giunzione di demolizione costituisce la prima ed obbligatoria fase del procedimento repressivo, in quanto la sanzione demolitoria ha natura di diffida e presuppone solo un giudizio di tipo analitico-ricognitivo dell'abuso commesso, mentre il giudizio sintetico-valutativo, di natura discrezionale, circa la rilevanza dell'abuso e la possibilità di sostituire la demolizione con la sanzione pecuniaria deve essere verificato soltanto in un secondo momento, cioè quando il soggetto privato non ha ottemperato spontaneamente alla demolizione e l'organo competente deve emanare l'ordine di esecuzione in danno delle ristrutturazioni realizzate in assenza o in totale difformità dal permesso di costruire o delle opere edili costruite in parziale difformità dal permesso di costruire.

La repressione degli abusi edilizi costituisce attività vincolata non soggetta a termini di decadenza o di prescrizione cosicché la natura repressiva può intervenire in ogni tempo, anche a notevole distanza dall'epoca della commissione dell'abuso.

Il carattere doveroso dell'attività di repressione dell'abusivismo e l'esecutività delle sentenze di primo grado (nella specie di rigetto dell'annullamento di diniego di sanatori... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...costanze idonee a determinare l'avvio, da parte del controinteressato, delle azioni dirette a far dichiarare l'obbligo di adottare gli atti conseguenti al diniego di sanatoria, rendendo legittima e vincolata l'attivazione del Comune anche in pendenza del giudizio d'appello.

Il ritardo con cui la pubblica amministrazione esercita i poteri sanzionatori avverso la commissione di abusi edilizi risalenti nel tempo non sortisce alcun effetto sanante della violazione commessa.

Il legislatore regionale non richiede un presupposto ulteriore rispetto all'abusività delle opere al fine di legittimare l'esercizio del potere sanzionatorio da parte dell'amministrazione.

La mancanza dei necessari titoli abilitativi è sufficiente a fondare la reazione repressiva dell'organo di vigilanza non essendovi spazio per apprezzamenti discrezionali.

La repressione degli abusi edilizi costituisce espressione di attività strettamente vincolata e non soggetta a termini di decadenza o di prescrizione, potendo la misura repressiva intervenire in ogni tempo, anche a notevole distanza dall'epoca della commissione dell'abuso.

Una volta accertata l'esecuzione di opere in assenza o in difformità totale dal titolo ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ..., non costituisce onere del comune verificare la sanabilità delle opere in sede di vigilanza sull'attività edilizia.

Il mero decorso di un notevole lasso di tempo non può in alcun modo giustificare il mantenimento delle opere abusivamente realizzate, non essendo suscettibile di decadenza il potere della pubblica amministrazione in tema di vigilanza sull'assetto del territorio.

Una volta accertata l'esecuzione di opere in assenza del prescritto permesso di costruire l'amministrazione comunale deve disporne senz'altro la demolizione, non essendo tenuta a valutare preventivamente la sanabilità delle stesse.

L'esercizio del potere repressivo nei confronti degli abusi edilizi deve considerarsi inesauribile in quanto connesso alla doverosa e permanente cura dell'interesse pubblico presidiato.

L'attività di repressione degli abusi edilizi, essendo collegata alla tutela dell'interesse pubblico all'ordinato sviluppo del territorio, così come delineato nello strumento urbanistico e nella regolamentazione edilizia vigenti, non è soggetta a termini di decadenza o di prescrizione e può essere esercitata anche a notevole distanza di tempo dalla commissione dell'abuso.
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...upposti del potere sanzionatorio degli abusi edilizi sono costituiti dalla illegittimità originaria del provvedimento e dall'interesse pubblico concreto ed attuale alla sua rimozione (diverso dal mero ripristino della legalità), tenuto conto anche delle posizioni giuridiche soggettive consolidate in capo ai destinatari.

In tema di edilizia non vi è spazio per apprezzamenti discrezionali, atteso che l'esercizio del potere repressivo mediante applicazione della misura ripristinatoria costituisce atto dovuto, per il quale è in re ipsa l'interesse pubblico alla rimozione del manufatto abusivo.

L'interesse pubblico al ripristino dello stato dei luoghi è in re ipsa per la straordinaria importanza della tutela reale dei beni paesaggistici ed ambientali che elide, in radice, qualsivoglia doglianza circa la pretesa non proporzionalità della sanzione ablativa.

Il criterio della proporzionalità nell'azione amministrativa, riguardando la comparazione di diversi interessi pubblici e privati, se ben si attaglia ai compiti di amministrazione attiva vera e propria, non può avere la medesima valenza nel campo delle sanzioni amministrative, dove non vi è una semplice scelta da effettuare tr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nteressi incisi (potenzialmente confliggenti) dall'azione amministrativa ma si sanziona una situazione di illecito.

Il potere di applicare misure repressive in materia urbanistica può essere esercitato in ogni tempo e i relativi provvedimenti non necessitano di alcuna specifica motivazione in ordine all'interesse pubblico a disporre il ripristino della situazione antecedente alla violazione, essendo in re ipsa l'interesse pubblico alla rimozione dell'abuso allo scopo di ripristinare l'assetto urbanistico - edilizio violato.

Il potere sanzionatorio amministrativo in materia di edilizia, urbanistica e tutela del paesaggio non è sottoposto a prescrizioni o decadenze, tale per cui, dopo l'accertamento dell'illecito amministrativo, l'applicazione della relativa sanzione può intervenire anche a distanza di tempo dalla commissione dell'abuso, senza che il ritardo nell'adozione delle misure di contrasto agli illeciti edilizi, comporti una tacita sanatoria o l'insorgere di affidamenti su situazioni non legittime che si pretende possano consolidarsi.

Nei casi di abuso non demolibile su un immobile destinato ad uso residenziale si applica una sanzione pecuniaria pari al doppio del costo di produzione della parte dell'opera r... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...n difformità dal permesso di costruire.

In materia di abusi edilizi, l'esercizio del potere repressivo costituisce attività dovuta e vincolata, sicché il decorso del tempo non spiega, di norma, alcuna efficacia sanante nei confronti dell'abuso, che ha carattere permanente e può essere perseguito senza limiti di tempo.

Il proprietario di un'area o di un fabbricato nella cui sfera giuridica incide dannosamente il mancato esercizio di poteri ripristinatori e repressivi relativi ad abusi edilizi da parte dell'organo preposto è titolare di un interesse legittimo all'esercizio dei detti poteri e può pretendere, se non vengano adottate le misure richieste, un provvedimento che ne spieghi esplicitamente le ragioni, con la conseguenza che il silenzio serbato sull'istanza e sulla successiva diffida integra gli estremi del silenzio – rifiuto, sindacabile in sede giurisdizionale quanto al mancato adempimento dell'obbligo di provvedere espressamente.

In materia di abusi edilizi, il manufatto realizzato in conformità ad un titolo edilizio non può ritenersi abusivo, con la conseguenza che prima di ordinarne la demolizione, è necessario procedere all'annullamento d'ufficio del titol... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... consentito la realizzazione.

L'attività di repressione degli abusi edilizi non costituisce attività discrezionale, ma del tutto vincolata che non abbisogna di particolare motivazione, essendo sufficiente fare riferimento all'accertata abusività delle opere cui è ingiunta la demolizione.

In seguito all'annullamento di un titolo edilizio l'amministrazione non è vincolata ad adottare misure ripristinatorie dovendo, anzi, privilegiare, ogni volta che ciò sia possibile, la riedizione del potere emendato dai vizi riscontrati, ancorché aventi carattere sostanziale.

Non è ravvisabile alcuna utilità partecipativa del privato in caso di adozione di provvedimenti in materia edilizia volti a reprimere la condotta illecita consistente nell'esecuzione di opere edilizie in assenza del prescritto permesso di costruire, dovendosi ritenere preminente l'interesse pubblico alla rimozione delle stesse, soprattutto riguardo allo svolgimento di attività vincolata come quella demolitoria.

Il giudizio di difformità dell'intervento edilizio rispetto al titolo abilitativo rilasciato, che costituisce il presupposto dell'irrogazione delle sanzioni, non è connotato ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...onalità tecnica, ma integra un mero accertamento di fatto.

Il mero ritardo con il quale l'amministrazione eserciti il suo potere repressivo non è idoneo a determinare la formazione in capo all'interessato di un qualificato affidamento in ordine alla conservazione delle opere abusive, ben potendo esso dipendere dalla mancata esecuzione di accertamenti finalizzati a verificare la conformità delle opere eseguite ai conseguiti titoli edilizi.

La fattispecie di cui all'art. 27 del D.P.R. n. 380/2001 riconosce all'amministrazione un generale potere di vigilanza e controllo su tutta l'attività urbanistica ed edilizia, imponendo l'adozione di provvedimenti di demolizione in presenza di opere realizzate in zone vincolate in assenza dei relativi titoli abilitativi, al fine di ripristinare la legalità violata dall'intervento edilizio non autorizzato. E ciò mediante l'esercizio di un potere-dovere del tutto privo di margini di discrezionalità in quanto rivolto solo a reprimere gli abusi accertati, da esercitare anche in ipotesi di opere assentibili con DIA prive di autorizzazione paesaggistica.

Le violazioni in materia urbanistica, edilizia e paesistica, ove consistano nella realizzazione di interv... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i, hanno carattere di illeciti permanenti che non si esauriscono nel momento di esecuzione dei lavori ma si protraggono nel tempo finché la situazione antigiuridica perdura, per cui è applicabile il regime sanzionatorio vigente nel momento in cui è esercitato il potere amministrativo repressivo rispetto ad un illecito che attualmente permane a meno che non siano ottenute le prescritte autorizzazioni.

L'esercizio del potere di controllo e sanzionatorio in materia urbanistico-edilizia non è soggetto a decadenza, con la conseguenza che l'accertamento dell'illecito amministrativo e l'applicazione della relativa sanzione, può intervenire anche dopo il decorso di un rilevante lasso di tempo dalla consumazione dell'abuso, al quale deve riconoscersi natura permanente.

L'adozione di provvedimenti sanzionatori in materia edilizia non richiede una specifica valutazione delle ragioni di interesse pubblico, né una comparazione di quest'ultimo con gli interessi privati coinvolti e sacrificati, né una motivazione sulla sussistenza di un interesse pubblico concreto ed attuale. Non può ammettersi infatti alcun affidamento tutelabile alla conservazione di una situazione di fatto abusiva che il tempo non pu&ograv... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...gittimato, né l'interessato può dolersi del fatto che l'Amministrazione non abbia emanato in data antecedente i dovuti atti repressivi.

La demolizione ordinata dal giudice non riguarda soltanto l'immobile oggetto del procedimento che ha dato vita al titolo esecutivo, ma anche ogni altro intervento, eseguito successivamente, che, per la sua accessorietà all'opera abusiva, renda ineseguibile l'ordine medesimo, non potendo consentirsi che un qualunque intervento additivo, abusivamente realizzato, possa in qualche modo ostacolare l'integrale attuazione dell'ordine giudiziale di demolizione dell'opera cui accede e, quindi, impedire la completa restitutio in integrum dello stato dei luoghi disposta dal giudice con sentenza definitiva, poiché, se così non fosse, si finirebbe per incentivare le più diverse forme di abusivismo, funzionali ad impedire o a ritardare a tempo indefinito la demolizione di opere in precedenza illegalmente realizzate.

Il potere di ripristino dello stato originario dei luoghi non è soggetto a un termine di prescrizione né è tacitamente rinunciabile, poiché il semplice trascorrere del tempo non può legittimare una situazione di illegalità, né i... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...amministrazione la necessità di una comparazione dell'interesse del privato alla conservazione dell'abuso con l'interesse pubblico alla repressione dell'illecito.

Il provvedimento con cui si sanzionano opere realizzate senza regolare titolo costituisce atto dovuto non potendo il semplice trascorrere del tempo giustificare il legittimo affidamento del contravventore in quanto il potere di ripristino non è soggetto a termine di prescrizione né è tacitamente rinunciabile.

L'esercizio del potere repressivo degli abusi edilizi costituisce una manifestazione di attività amministrativa doverosa, con la conseguenza che i relativi provvedimenti, quali l'ordinanza di demolizione, costituiscono atti vincolati per la cui adozione non è necessario dare notizia dell'avvio del procedimento, non essendovi spazio per momenti partecipativi del destinatario dell'atto.

L'attività di repressione degli abusi edilizi costituisce un'attività vincolata in cui l'amministrazione è tenuta ad applicare le sanzioni tra cui quelle previste dai commi 7 ed 8 dell'art. 30 D.P.R. 380/2001.

A fronte dell'accertamento di abusi edilizi, compresi quelli di lottizzazione abusiva, la doverosit&agra... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...vvedimenti sanzionatori che l'amministrazione è tenuta ad adottare determina il superamento della necessità della comunicazione dell'avvio del relativo procedimento.

Lo sgombero di un immobile costituisce atto conseguente e dovuto nell'ambito del procedimento repressivo degli abusi edilizi, cui è estranea, per la sua specialità, l'applicazione degli strumenti di autotutela esecutiva di cui all'articolo 823 c.c.

In materia di abusivismo edilizio non è configurabile alcun affidamento tutelabile alla conservazione di una situazione di illecito permanente che il tempo non può legittimare in via di fatto.

Il decorso del tempo non può in alcun modo legittimare l'esistenza di un affidamento meritevole di tutela alla conservazione di una situazione di fatto abusiva.

La repressione degli abusi edilizi può essere disposta in qualsiasi momento, sia perché si tratta di misure a carattere reale piuttosto che di vere e proprie sanzioni, sia perché si tratta comunque di illeciti permanenti cui si associano misure oggettive, in rapporto alle quali non può nemmeno essere utilmente invocato il principio di estraneità degli attuali proprietari alla relativ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ione, fatte salve l'inopponibilità dell'acquisizione gratuita del bene e dell'area di sedime ove gli stessi proprietari collaborino alla rimozione dell'abuso.

Non può ritenersi che l'Amministrazione, emanando una sanzione edilizia, si privi della potestà di provvedere: potestà viceversa esercitabile (con effetto sostitutivo del precedente provvedimento) sia quando si voglia richiamare la dichiarata insanabilità delle opere, sia soprattutto quando – come nel caso di specie – detto provvedimento debba comunque essere integrato nei confronti di ulteriori destinatari, in precedenza pretermessi, quali comproprietari dell'immobile interessato.

Il potere di applicare misure repressive in materia urbanistica ed edilizia può essere esercitato in ogni tempo, senza necessità, per i relativi provvedimenti, di alcuna specifica motivazione in ordine alla sussistenza dell'interesse pubblico a disporre una demolizione.

Il potere di reprimere abusi edilizi non è soggetto a prescrizione né a decadenza, stante il carattere d'illecito permanente dell'abuso edilizio, per cui non è configurabile alcun possibile affidamento del privato sulla legittimità di opere edilizi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...agrave; abusive e, di conseguenza, il doveroso provvedimento demolitorio non necessita di alcuna specifica motivazione circa l'esistenza di un interesse pubblico alla rimozione dell'opera abusiva.

La natura doverosa della sanzione non muta in considerazione dell'epoca risalente dell'abuso in quanto non è ammissibile alcun affidamento tutelabile alla conservazione di una situazione di fatto abusiva che il tempo non può legittimare.

In presenza di un'opera abusivamente realizzata l'amministrazione deve procedere ad ordinarne la demolizione, non essendo tenuta a una preventiva valutazione della sanabilità della stessa senza che l'interessato abbia presentato l'istanza di sanatoria, la cui produzione è rimessa esclusivamente ad una libera scelta del destinatario dell'ordinanza di demolizione.

L'amministrazione non è tenuta ad accertare d'ufficio la sanabilità dell'opera abusiva prima di ingiungerne la demolizione, essendo viceversa necessaria a tal fine un'apposita istanza di parte, da presentarsi entro il termine di novanta giorni dall'ingiunzione di demolizione.

Le disposizioni sanzionatorie contenute nel capo II del D.P.R. 380/2001 presuppongono la realizzazione di interventi edi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...enza o in difformità dal titolo abilitativo; nel caso in cui le opere siano invece conformi al titolo non è dunque possibile l'esercizio del potere sanzionatorio, salva la possibilità per l'amministrazione preposta al controllo di rimuovere il titolo stesso esercitando i propri poteri di autotutela.

L'art. 27 del D.p.r. n. 380/2001 è applicabile sia che venga accertato l'inizio che l'avvenuta esecuzione di interventi abusivi e non vede la sua efficacia limitata alle sole zone ad inedificabilità assoluta.

L'esercizio dei poteri repressivi degli abusi edilizi non è inibito dal decorso del tempo dalla commissione dell'illecito e, in via generale, il privato non può dolersi della circostanza che l'amministrazione, non esercitando i suoi poteri repressivi, lo abbia in ultima analisi favorito quando la demolizione è ingiunta a lunghissima distanza di tempo dall'edificazione.

Il proprietario di un'area o di un fabbricato, sulla cui sfera giuridica incide dannosamente il mancato esercizio dei poteri ripristinatori e repressivi relativi ad abusi edilizi da parte dell'organo preposto, è titolare di un interesse legittimo all'esercizio di detti poteri e può pretendere, se non ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ttate le misure richieste, un provvedimento che ne spieghi le ragioni, con la conseguenza che il silenzio serbato sulla istanza-diffida integra gli estremi del silenzio-rifiuto sindacabile in sede giurisdizionale quanto al mancato adempimento dell'obbligo di provvedere espressamente.

Il provvedimento sanzionatorio in materia edilizia ha natura del tutto vincolata giacché è conseguente ad un accertamento tecnico della consistenza delle opere abusive realizzate.

Il mero decorso del tempo non può in alcun modo giustificare il mantenimento di opere abusive non essendo suscettibile di decadenza il potere della pubblica amministrazione in tema di vigilanza sull'assetto del territorio.

Nei casi di riscontrata illegittimità del permesso di costruire l'amministrazione deve operare due distinte e progressive ponderazioni comparate dei contrapposti interessi in giuoco: una di primo livello riguarda la disposizione di cui all'art. 21-nonies della legge n. 241 del 1990 e condiziona la caducazione dell'atto illegittimo; nel caso di scelta affermativa, una seconda e definitiva fase di valutazione riguarda poi le concrete modulazioni di ricaduta del deliberato annullamento sulla sfera giuridica del destinatario.
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...terventi repressivi degli illeciti edilizi non tendono al mero ripristino della legalità, ma sono sorretti dall'esigenza di dare attuazione ad un sistema che impone all'interessato di contribuire al costo dei servizi necessari all'utilizzazione dell'immobile, e attraverso la sanzione, al di là dell'effetto di dissuasione, intende risarcire la collettività del danno subito per effetto delle violazioni edilizie sanabili.

In caso di manufatti abusivi non sussiste a carico del comune l'onere di verificare la sanabilità dell'opera prima di emettere una ordinanza di demolizione.

Il proprietario di un'area o di un fabbricato nella cui sfera giuridica incide dannosamente il mancato esercizio da parte dell'amministrazione dei poteri ripristinatori e repressivi relativi ad abusi edilizi è titolare di un interesse legittimo all'esercizio di detti poteri e può pretendere, se non vengano adottate le misure richieste, un provvedimento che ne spieghi le ragioni.

L'obbligo di comunicazione di avvio del procedimento non si applica ai provvedimenti sanzionatori in materia edilizia considerato il loro carattere doveroso.

Il legislatore non ha inteso richiedere un presupposto ulteriore rispetto all... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...grave; delle opere al fine di legittimare l'esercizio del potere sanzionatorio; diversamente opinando si sarebbe in presenza di una previsione assolutamente inconciliabile con il sistema normativo che disciplina lo sviluppo edificatorio e l'assetto del territorio in quanto si dovrebbe ammettere che gli abusi edilizi non sarebbero mai rilevati in sé ma solo ove si pongano anche in contrasto con la normativa urbanistica, facendo, peraltro, gravare sull'amministrazione l'obbligo di motivare specificamente anche su tale ulteriore punto.

La repressione degli abusi edilizi è un atto dovuto per l'amministrazione atteso che il giudizio di antigiuridicità è già contenuto nella legge e non vi è necessità di una specifica motivazione sulla preminenza dell'interesse pubblico.

Il protrarsi dell'inerzia dell'amministrazione consolida le posizioni di affidamento del privato con la conseguenza che l'esercizio del potere repressivo è subordinato ad un onere di congrua motivazione che, avuto riguardo anche all'entità e alla tipologia dell'abuso, indichi il pubblico interesse, diverso da quello al ripristino della legalità, idoneo a giustificare il sacrificio del contrapposto interesse privato.
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...Il potere di vigilanza dell'autorità comunale sugli abusi edilizi non è sottoposto a limiti di tempo o alla valutazione dell'interesse pubblico, ma all'oggettivo riscontro dell'abusività dell'opera ed alla sicura assoggettabilità di questa al regime concessorio, senza che sia configurabile, in tal caso, alcun obbligo di ulteriore motivazione.

L'esercizio del potere sanzionatorio nei confronti di abusi edilizi in zone soggette a vincoli paesaggistici non è precluso dalla verificazione, in via postuma, della compatibilità ambientale dell'opera edilizia abusiva, dal momento che l'accertamento successivo di detta compatibilità non cancella il residuo potere-dovere di procedere all'applicazione della sanzione per la violazione dell'obbligo di conseguire, in via preventiva, il titolo di assenso necessario all'intervento.

In materia di repressione degli abusi edilizi, l'attività sanzionatoria costituisce attività vincolata che l'amministrazione è tenuta a porre in essere in presenza dei soli presupposti previsti dalla legge, senza che residui alcun margine di discrezionalità circa l'applicabilità o meno della sanzione in relazione alla situazione della zona in cui l'abuso &... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ta realizzato.

Nei casi in cui sia decorso un notevole lasso di tempo dalla commissione dell'abuso edilizio l'amministrazione è tenuta a specificare la sussistenza dell'interesse pubblico alla eliminazione dell'opera realizzata o addirittura ad indicare le ragioni della sua prolungata inerzia.

I provvedimenti repressivi degli abusi edilizi non devono essere preceduti dalla comunicazione dell'avvio del procedimento.

Il Comune non dispone di alcuna discrezionalità nello stabilire le sanzioni derivanti dall'inosservanza della normativa urbanistica.

L'eventuale ingiustificato ritardo con cui il Comune ha portato a termine il procedimento di sanatoria di un abuso edilizio con il pagamento della sanzione pecuniaria non produce l'illegittimità dell'atto terminale, non essendosi in presenza di una fattispecie nella quale il decorso del termine implichi la "consumazione" del potere.

L'attualità del potere dell'amministrazione di ordinare la demolizione di opere edilizie abusive sussiste fino a che permane la difformità tra lo stato di fatto e di diritto con la conseguente legittimità del potere anche se esercitato a notevole distanza di tempo dalla realizzazione del manufa... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...uce del principio generale di inesauribilità del potere amministrativo.

Non sussiste una inedita commistione di provvedimenti sanzionatori nella riunione in un unico atto dei provvedimenti ex artt. 30 e 31 d.P.R. 380, in ragione del fatto che l'ingiunzione a demolire non può essere esclusa dalla pendenza del procedimento volto a reprimere una fattispecie lottizzatoria abusiva, rappresentando al contrario un quid pluris necessario nell'ipotesi di lottizzazione materiale con stadio avanzato di realizzazione di immobili abusivi.

A seguito dell'adozione di una statuizione demolitoria la potestà di provvedere viene restituita nuovamente all'Amministrazione perché essa si ridetermini.

Le sanzioni edilizie sono sottoposte al principio di irretroattività, pertanto l'abuso edilizio deve essere sanzionato sulla base della disciplina in vigore al momento dell'esecuzione dell'intervento.

Trattandosi di opere edilizie abusive ed avendo la violazione delle norme edilizie natura di illecito permanente, l'amministrazione, nell'esercitare il potere repressivo, è tenuta ad applicare la disciplina in vigore al momento dell'adozione del provvedimento.

La natura non sanzionatoria bens... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...pristinatoria della legalità oggettiva violata dall'abuso del provvedimento che ingiunge la demolizione di un'opera abusiva, comporta che il principio di irretroattività delle sanzioni amministrative previsto dalla legge 689/1981 non sia applicabile alle misure repressive degli abusi edilizi.

L'attività di repressione degli abusi edilizi è espressione di attività strettamente vincolata, non soggetta a termini potendo intervenire anche a notevole distanza di tempo, né comportante la necessità di alcuna ponderazione e motivazione in ordine all'interesse pubblico perseguito.

Atteso il carattere permanente degli illeciti in materia urbanistica, edilizia e paesistica, il potere sanzionatorio, anche in forma ripristinatoria, può essere esercitato senza limiti di tempo e senza necessità di motivazione in ordine al ritardo.

Ciò che rileva a fronte di un abuso edilizio, è il momento in cui lo stesso viene represso, da cui la legittimità dell'applicazione retroattiva delle norme introdotte dalla legge n. 47/1985 anche per gli abusi commessi prima della sua entrata in vigore, stante la natura non meramente afflittiva delle sanzioni, aventi in realtà finali... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...revalentemente ripristinatorie.

L'inapplicabilità in materia di sanzioni amministrative del principio di irretroattività stabilito dalla Costituzione soltanto con riguardo alle leggi penali, cui accede l'ulteriore principio per cui, nell'ambito della disciplina sanzionatoria degli abusi edilizi, è necessario fare esclusivo riferimento al momento in cui viene applicata la sanzione da parte della competente autorità amministrativa e non a quello in cui l'abuso è stato materialmente realizzato.

Il Comune è tenuto a rispondere espressamente alle richieste di adozione di provvedimenti repressivi del supposto abuso edilizio, formulate da soggetti aventi un interesse qualificato e, ove sussistano le condizioni, anche ad assumere gli stessi: in questo caso, con riferimento alla d.i.a., non assume alcun rilievo il fatto che sia decorso il termine per l'esercizio del potere inibitorio.

L'Amministrazione non dispone di alcun potere che le consenta di omettere l'adozione dei provvedimenti repressivi dell'abusivismo edilizio, per cui anche l'eventuale affidamento del privato, provocato dal lungo tempo trascorso dalla realizzazione dell'abuso, non può avere alcun rilievo.

Chi ha realiz... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...so edilizio, così come chi ha presentato una istanza di condono edilizio (ferma restando in questo secondo caso la tutela avverso il silenzio dell'amministrazione), non può di certo dolersi del fatto che l'amministrazione lo abbia avvantaggiato, emanando a notevole distanza di tempo i provvedimenti repressivi dell'abuso non sanabile.

Gli abusi edilizi possono dar luogo in ogni tempo all'emanazione dei provvedimenti previsti dalla normativa di settore, anche se vi sono state in precedenza connivenze o se – per migliorare la vivibilità delle popolazioni – siano migliorati i servizi pubblici della zona.

La funzione di vigilanza sull'attività urbanistico – edilizia, si esprime attraverso procedimenti avviati d'ufficio, ancorché l'esercizio del potere repressivo possa essere sollecitato dalla denuncia dei cittadini.

La legislazione di settore esclude che si formi un legittimo affidamento quando è realizzato un immobile abusivo e l'Amministrazione non esercita il suo potere-dovere di emanare l'ordine di demolizione, in quanto il decorso del tempo dalla data dell'abuso – per il principio di legalità - può avere rilievo giuridico solo quando la normativa ammetta i... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ionale il condono di quanto illecitamente realizzato.

La non contestata inibizione di opere edilizie consistenti nel rivestimento con piastrelle di un manufatto implica tutt'al più l'estinzione del potere di controllo sulle (modeste) opere interne oggetto della denuncia stessa, giammai del generale potere di vigilanza sull'attività urbanistica edilizia e sulla regolarità edilizia del manufatto cui accedono le opere interne in questione.

L'astratta sanabilità delle opere eseguite sine titulo non non ne esclude il carattere abusivo, con conseguente obbligo del Comune di disporne la demolizione.

Nel caso di domanda di condono rivelatasi infedele, l'adozione dei provvedimenti repressivi, di cui agli art. 40 e 45 l. 28 febbraio 1985 n. 47, costituisce un obbligo per l'amministrazione, alla quale non residua alcun margine di discrezionalità in ordine all'applicazione delle sanzioni.

È illegittimo il provvedimento con cui la P.A., a fronte di un'istanza volta a sollecitare la repressione di un abuso edilizio, si limiti a comunicare l'inesistenza di un interesse pubblico legittimante l'esercizio del potere di autotutela, senza indicare alcuna ragione in base alla quale il provvedimento ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ato adottato, in relazione ai dati ed agli accertamenti tecnici compiuti.

L'atto di ritiro del condono non ha efficacia sospensiva dell'attività amministrativa conseguente, che ha natura vincolata, posto che l'intervenuta carenza di un titolo abilitativo, seppure postumo ha l'effetto di dare luogo alla potere-dovere del Comune di reprimere l'abuso realizzato.

L'Amministrazione ha il dovere di demolire d'ufficio le opere abusive, qualora l'ordine di demolizione non sia stato ottemperato da parte dei destinatari: pertanto, è ammissibile e va accolto il ricorso avverso il silenzio sulla diffida ad esercitare il potere di demolizione d'ufficio.



 
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