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Inammissibile la domanda di opposizione alla stima se proposta avverso l’indennità provvisoria


Questo articolo è composto da sintesi giurisprudenziali contenute nel sottostante prodotto in formato pdf, nel quale si trovano anche gli estratti originali e gli estremi delle sentenze a cui le sintesi si riferiscono. Scaricati gratis un demo dal box sottostante.

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titolo:DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ DI ESPROPRIO
anno:2015
pagine: 581 in formato A4, equivalenti a 988 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 25,00

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GIUDIZIO --> DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ --> CONDIZIONI --> DEFINITIVITÀ DELLA STIMA AMMINISTRATIVA

Sintesi: L'opposizione all'indennità prevista dall'art. 19 L.n. 865/1971, è ammessa solo contro la stima definitiva effettuata dalla Commissione provinciale di cui all'art. 16 e non anche contro la stima provvisoria contenuta nel decreto di espropriazione, posto che la stessa è preordinata essenzialmente all'esercizio del diritto dell'espropriato di convenire con l'espropriante la cessione volontaria dell'immobile, con la determinazione consensuale di un prezzo maggiorato fino al 50 per cento della stessa indennità provvisoria.


Estratto: «Il procedimento espropriativo era dunque pervenuto alla fase individuata dall'art. 13 della legge in cui, concluso negativamente il sub procedimento di determinazione e di offerta dell'indennità provvisoria con il suo deposito, l'espropriante aveva ottenuto il decreto ablativo, successivamente notificato ai proprietari: perciò non consentendo l'applicazione del successivo art. 19 e l'opposizione prevista da detta norma davanti alla Corte d'Appello avverso la determinazione de... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...à espropriativa. La quale, come ripetutamente affermato da questa Corte è ammessa solo contro la stima definitiva effettuata dalla Commissione provinciale di cui all'art. 16 e non anche, pertanto, contro la stima provvisoria contenuta nel decreto del presidente della Giunta regionale (art. 11); posto che la stessa è preordinata essenzialmente all'esercizio del diritto dell'espropriato di convenire con l'espropriante la cessione volontaria dell'immobile, con la determinazione consensuale di un prezzo maggiorato fino al 50 per cento della stessa indennità provvisoria (Cass. 2859/2005; 4767/1989; 6295/1984).La giurisprudenza ha rilevato altresì che tale sistema, come in origine strutturato dalla legge, esponeva l'espropriato cui era stato sottratto l'immobile con l'adozione del relativo decreto a non poter percepire l'indennità fino a quando l'espropriante non ne avesse chiesto la determinazione alla Commissione provinciale di cui all'art. 16 e detto organo avesse provveduto alla determinazione;ragion per cui la Corte Costituzionale con la nota sentenza 67 del 1990 ha dichiarato la parziale incostituzionalità dell'art. 19 della legge nella parte in cui, pur dopo l'avvenuta espropriazione, non consentiva agli aventi diritto di agire i... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...per la determinazione dell'indennità, finché manchi la relazione di stima prevista dagli artt. 15 e 16 della legge.Conseguentemente dopo la declaratoria suddetta dalla menzionata norma è stata costantemente ricavata la regola che all'espropriando è attribuita una duplice azione per chiedere la determinazione della giusta indennità spettante per l'avvenuta espropriazione dell'immobile, a seconda che sia stata calcolata o meno da parte della Commissione provinciale quella definitiva di cui alla L. n. 865 del 1971, art. 16: nel primo caso, non verificatosi nella fattispecie l'opposizione alla stima suddetta che deve essere proposta nel breve termine di decadenza concesso dal menzionato art. 19. Mentre ove sia stata soltanto offerta dall'espropriante l'indennità provvisoria - come si è verificato nella fattispecie - all'espropriando, è consentito chiedere l'accertamento la determinazione giudiziale del giusto indennizzo di cui alla norma, pur quando tardi o non venga emesso il provvedimento di stima da parte della Commissione,nel termine prescrizionale di 10 anni decorrente dalla data del decreto di esproprio;ed indipendentemente dalla determinazione amministrativa della medesima indennità e o dal compimento degli adempi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...icitari previsti dagli artt. 15 e 19 legge citata, che pertanto in questa seconda ipotesi più non costituiscono condizione per la determinazione (ed il pagamento) della giusta indennità di espropriazione dovuta ex art. 42 Cost. (Cass. 9098/2003; 11064/2001; 9652/1994).La provvisorietà o definitività dell'indennità non dipende allora, come mostra di ritenere la Corte di appello, dalla qualifica attribuitale dal decreto di esproprio, ma dalla diversa funzione assegnata alla relativa stima dal legislatore; che nel sub procedimento previsto dall'art. 11 della legge si esaurisce con la offerta in misura congrua all'espropriando ed il tentativo di addivenire alla cessione volontaria dell'immobile che ne sostituisce comunque l'ammontare (art. 12, comma 1). Mentre nel prosieguo, ed ove non venga accettata dal proprietario, detta sostituzione è richiesta da1l'espropriante dopo l'adozione del decreto di esproprio alla Commissione provinciale di cui agli artt. 15 e 16; che la determina in via definitiva rendendola altresì incontestabile ove non sia tempestivamente impugnata davanti alla Corte di appello nel termine di decadenza stabilito dalla norma.E proprio quest'ultima fattispecie costituisce l'oggetto delle pronunce di questa Corte menzi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... sentenza impugnata, le quali non hanno applicato affatto il termine di decadenza alla precedente fase di offerta dell'indennità di cui agli artt. 11 e 12, ma hanno esaminato l'ipotesi anomala in cui la stima della Commissione preceda (piuttosto che seguire) il decreto di espropriazione: enunciando il principio che dalla relativa notifica (piuttosto che dall'inserzione della stima nel FAL della Provincia) inizia a decorrere il termine suddetto. Laddove nel caso non vi è stata alcuna determinazione definitiva dell'indennità da parte della Commissione provinciale né prima, né dopo l'emissione del decreto di espropriazione; per cui i ricorrenti ne hanno chiesto la determinazione giudiziale, come era loro consentito, dopo la ricordata declaratoria di incostituzionalità emessa da Corte Costit. 67/1990, nel termine di 10 anni dall'adozione del decreto ablativo.»

Sintesi: Dal disposto della norma di cui all'art. 54 DPR 327/2001 emerge che avverso la determinazione dell'indennità di espropriazione ciascuno dei soggetti legittimati può proporre opposizione innanzi alla corte d'appello nel cui distretto è ubicato l'immobile espropriato e che, prima della comunicazione della stima dell'indennità d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...zione e/o di occupazione di competenza dei tecnici o della commissione provinciale, non è consentito adire la corte d'appello territorialmente competente né per opporsi a tale stima né per chiedere comunque la determinazione giudiziale di detta indennità.

Estratto: «Dal disposto delle norme dianzi richiamate discende quindi che, in tutti i casi in cui non sia concordata tra le parti interessate, l'indennità di espropriazione va determinata dai tecnici nominati dalle parti medesime ovvero dalla Commissione provinciale di cui all'art. 41 (cfr. art. 21 D.P.R. cit.)...
[...omissis...]

Sintesi: La domanda di opposizione alla stima è inammissibile se proposta avverso l'indennità provvisoria, mancando ancora la stima definitiva, contro la quale l'opposizione può esser proposta.

Estratto: «Il procedimento di espropriazione al quale si riferisce la presente causa è disciplinato dalle norme del nuovo testo unico delle disposizioni in materia di espropriazione per pubblica utilità (D.P.R. 8.6.01 n. 327), poiché l'art.... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ato testo normativo (come modificato dal D.Lgs. 27.12.02 n. 302) dispone che le sue disposizioni non si applicano ai progetti...
[...omissis...]

Sintesi: Costituisce jus receptum in materia, che l'espropriato non deve attendere la conclusione del sub - procedimento di determinazione dell'indennità definitiva per proporre il giudizio di opposizione alla stima innanzi alla Corte di Appello, poiché la tutela del suo diritto ad un giusto indennizzo per la perdita del diritto di proprietà, sacrificato all'interesse pubblico, non può essere condizionata al compimento di un adempimento dell'amministrazione, per il quale non è fissato un termine perentorio.

Estratto: «3.3. Leggendo il combinato disposto degli artt. 27 e 54 del D.P.R. 327/2001 potrebbe legittimarsi il dubbio che la proponibilità della domanda sia condizionata alla determinazione dell'indennità definitiva da parte dell'autorità amministrativa, restando prima di tale momento l'interessato, che pur abbia già perso la disponibilità de... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ralizzato in ogni azione.Tuttavia, recuperando le interpretazioni anteriori del contesto normativo preesistente - in buona parte simile a quello in esame - è legittimo ritenere debba giungersi a diversa conclusione.a. Come si evince dalle deduzioni degli attori e dalla documentazione da essi prodotta, oggetto di esame sono le domande di determinazione della giusta indennità di espropriazione (oggi caducata per effetto della riduzione della domanda avvenuta in corso di causa) e della giusta indennità di occupazione legittima, proposte rispettivamente prima della pubblicazione della relazione di stima, di cui all'art. 19 della legge n. 865/1971, e prima della determinazione dell'indennità di occupazione, di cui all'art. 20 della stessa legge, in virtù dei principi introdotti dalle note sentenze della Corte Costituzionale 22.2.90 n. 67 e 22.10.90 n. 470, prendendo spunto dall'indennità provvisoria determinata dalla stesso ente espropriante, ai sensi dell'art. 11 della ridetta legge. La prima delle richiamate sentenze ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 19 della citata legge nella parte in cui esclude, pur dopo l'avvenuta espropriazione, la proponibilità dell'opposizione a tutela del diritto alla giusta inden... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ..., sino a che non sia stata depositata la relazione dell'u.t.e.Costituisce, pertanto, jus receptum in materia che l'espropriato non deve attendere la conclusione del sub - procedimento di determinazione dell'indennità definitiva per proporre il giudizio di opposizione alla stima innanzi alla Corte di Appello, poiché la tutela del suo diritto ad un giusto indennizzo per la perdita del diritto di proprietà, sacrificato all'interesse pubblico, non può essere condizionata al compimento di un adempimento dell'amministrazione, per il quale non è fissato un termine perentorio. Perché, però, la domanda possa essere introdotta, è necessario che il soggetto abbia già perso la proprietà del fondo destinato alla realizzazione dell'opera di pubblica utilità, grazie all'emissione del decreto di espropriazione, che, com'è noto, prescinde dalla determinazione definitiva dell'indennità e deve essere emesso dall'ente espropriante nei termini fissati dall'art. 13 della legge, non appena eseguito il deposito alla Cassa depositi e prestiti dell'indennità provvisoria offerta ai sensi dell'art. 12 e non accettata dall'interessato.Solo in tal caso, infatti, si versa nella situazione considerata dalla Corte ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ale, nella quale al privato è già stata sottratta la proprietà del suo bene, senza che sia stata determinata in via definitiva l'indennità di espropriazione, sicché deve consentirgli di agire direttamente per ottenere in via giudiziaria la determinazione della giusta indennità spettantegli. Ove il decreto di esproprio non sia stato pronunziato ed ancora non sia scaduto il termine di occupazione legittima, l'espropriando conserva ancora la proprietà del fondo occupato, sicché non vi è motivo di consentirgli l'immediato accesso alla determinazione giudiziale dell'indennità, ancor prima che l'u.t.e. abbia formulato una stima, che in ipotesi potrebbe soddisfarlo ed indurlo a limitarsi a chiedere lo svincolo dell'indennità depositata a suo nome. Ove, invece, il termine di occupazione legittima sia già spirato e l'opera di pubblica utilità sia stata già eseguita, determinando la perdita delle proprietà per accessione invertita, la tutela dell'interesse dell'ex proprietario è già assicurata dall'azione di risarcimento dei danni per la perdita della proprietà in tal modo illegittimamente procuratagli, onde ugualmente non v'è motivo di dare accesso allo spe... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...zio di determinazione della giusta indennità, avendo egli ormai diritto al risarcimento dei danni e non al pagamento dell'indennità. E tale panorama non cambia in caso di successiva emissione del decreto di esproprio, atteso che è costante insegnamento della giurisprudenza quello, secondo cui l'emissione del decreto di espropriazione in un momento successivo al verificarsi del fenomeno dell'accessione invertita è irrilevante per mancanza di oggetto (non potendosi trasferire dal privato all'ente espropriante il diritto di proprietà, che il primo ha già perso ed il secondo ha già acquistato a titolo originario), onde esso non vale a sanare l'illegittima attività dell'amministrazione espropriante ed a mutare il titolo del diritto fatto valere dall'ex proprietario, che resta quello del risarcimento dei danni (cfr., ex plurimis, Cass. 15.12.97 n. 12649; id. 20.11.93 n. 11474; id. 4.12.92 n. 12295).Ne discende che condizione dell'azione di determinazione della giusta indennità è costituita dall'emissione del decreto di espropriazione, che deve avvenire prima che la causa passi in decisione (Cass. 25.7.97 n. 6959; id. 20. 10.94 n. 8555; id. 11.11.91 n. 12009).»

Sintesi: Anche alla luce del DPR... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...va affermata l'ammissibilità della domanda di deteminazione dell'indennità a prescindere dalla sua determinazione amministrativa.

Estratto: «Come anticipato questi principi possono essere recuperati nell'attuale contesto normativo, posto che non vi sono ragioni apprezzabili per discostarsene e che la nuova disciplina, pur dettando minuziose regole per il procedimento, non si occupa specificamente del caso in cui l'indennità da corrispondere all'espropriando non sia stata affatto determinata, in misura provvisoria o tampoco definitiva.A ciò non osta l'apparente mancata previsione della inimpugnabilità dell'indennità provvisoria (ex art. 20 e 22 del T.U. - da cui potrebbe inferirsi a maggior ragione l'impossibilità di poter chiedere la determinazione in assenza di atto, per la ragione che nel più sta il meno. Se già qualcuno in dottrina ha paventato la possibilità d'impugnazione anche dell'indennità provvisoria, in assenza totale della determinazione, le determinazioni della Corte Costituzionale sopra dette, come anche ribadite dalla giurisprudenza di legittimità (Cass. sez. I, 20 giugno 1994, n. 5915) non sembrano autorizzare una conclusione diversa.»

... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...: Nell'ipotesi di mancato accordo sulla determinazione dell'indennità, la mancata adozione da parte della P.A. della procedura di cui all'art. 21 DPR 327/2001, non può precludere il diritto del proprietario espropriato a richiedere la determinazione giudiziale dell'indennità non accettata.

Estratto: «E' infondata e va respinta l'eccezione di inammissibilità dell'opposizione sollevata dal Consorzio (...) (cui anche la Ca. ha aderito), che si basa sull'erronea premessa che la mancanza di contestazioni da parte del proprietario in ordine alla misura dell'indennità provvisoria comunicatagli implichi l'accettazione della predetta indennità.Contrariamente a quanto sostenuto dai convenuti, l'art. 20 comma 14 D.P.R. cit. stabilisce infatti che, decorsi inutilmente (ovvero senza comunicazione dell'accettazione) trenta giorni dalla notificazione al proprietario dell'atto che determina in via provvisoria la misura dell'indennità, questa si intende non concordata (ancorché - come è reso chiaro dalla lettura del testo integrale della norma - ciò non impedisca all'autorità espropriante l'emissione del decreto definitivo di esproprio, per la q... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e; richiesto unicamente il previo deposito della somma offerta, senza le maggiorazioni di cui all'art. 45 comma 2, presso la Cassa depositi e prestiti).Nell'ipotesi di mancato accordo sulla determinazione dell'indennità, spetta poi in ogni caso all'autorità espropriante (abbia o meno emesso il decreto di esproprio), ai sensi dell'art. 21 comma 2 DPR, di invitare il proprietario interessato, con atto notificato a mezzo di U.G., a comunicare entro i successivi 20 giorni se intenda avvalersi, per la determinazione dell'indennità, del procedimento previsto dai commi successivi (nomina di tecnici per la stima definitiva); e, qualora il proprietario non abbia dato la tempestiva comunicazione richiestagli, spetta sempre all'autorità espropriante (art. 21 comma 15) di chiedere la determinazione dell'indennità alla commissione prevista dall'art. 41.La mancata adozione di tale procedura non può dunque precludere il diritto del proprietario espropriato a richiedere la determinazione giudiziale dell'indennità non accettata. Né, una volta che sia stato emesso il decreto di esproprio, questi può attendere che l'autorità espropriante si attivi per promuovere il procedimento: invero, poiché, ai sensi dell'art. 54 comma... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...izione va proposta, a pena di decadenza, entro il termine di 30 giorni "decorrente dalla notifica del decreto di esproprio o dalla notifica della stima peritale, se successiva al decreto di esproprio", pare evidente che, al fine di evitare di incorrere nella decadenza, l'espropriato che non abbia ricevuto la comunicazione di cui all'art. 21 comma 2, è sostanzialmente obbligato a proporre l'opposizione nei trenta giorni dalla notifica del decreto.Alla luce delle considerazioni sin qui svolte, appare chiaro come nel caso di specie sia del tutto irrilevante accertare se il Consorzio abbia o meno ricevuto la nota n. 346 del Comune, di contestazione alla misura dell'indennità provvisoria: anche il silenzio dell'amministrazione comunale - implicante la non accettazione dell'indennità - gli avrebbe imposto, infatti, di promuovere la procedura prevista dall'art. 21.Deve perciò concludersi che, in difetto della tempestiva attivazione di tale procedura da parte del Consorzio, il Comune ha correttamente e legittimamente proposto opposizione alla stima entro il termine di trenta giorni dalla notificazione del decreto di esproprio ed altrettanto correttamente ha convenuto in giudizio anche la Ca. S.r.l., beneficiaria dell'esproprio, secondo quanto previs... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] .... 54 comma 3 DPR cit.»

Sintesi: L'opposizione alla stima dell'indennità espropriativa, ai sensi e con le forme di cui alla L. n. 865 del 1971, art. 19, è proponibile solo avverso la liquidazione definitiva dell'indennità medesima.

Estratto: «Nella fattispecie si era in presenza di un'indennità provvisoria non accettata (e, come tale, appartenente ormai ad una fase procedimentale che ha esaurito i suoi effetti, diretti soltanto a consentire la cessione volontaria di cui della L. n. 865 del 1971, artt. 11 e 12 e succ. mod.)...
[...omissis...]

Sintesi: Alla luce della sentenza Corte Cost. n. 67/1990, chiunque abbia subito un'espropriazione (o un asservimento coattivo), può proporre dopo l'emanazione del decreto di esproprio (o asservimento), domanda di accertamento della giusta indennità, senza dover attendere che sia portato a compimento il sub-procedimento di stima.

Estratto: «Nessuna contestazione è sorta in ordine alla legittimazione attiva e passiva delle parti, che del resto emerge con chiar... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...atti, sicché, dopo aver ricordato che, per quanto l'attore abbia parlato impropriamente di opposizione alla stima provvisoria (non prevista dall'ordinamento), la domanda non può essere intesa che in termini di richiesta di accertamento della giusta indennità di asservimento, che chiunque abbia subito un'espropriazione (o un asservimento coattivo), può proporre dopo remissione del decreto di esproprio (o asservimento), senza dover attendere che sia portato a compimento il sub-procedimento di stima, come statuito dalla Corte Costituzionale con la sentenza 22.2.90 n. 67, non resta che occuparsi della determinazione dell'indennità, che costituisce l'unica questione controversa tra le parti.»

Sintesi: Nel sistema della legge n. 865/1971 la determinazione dell'indennità provvisoria non è un atto impugnabile, in quanto ha solo la funzione di consentire la definizione accelerata e agevolata del procedimento, qualora l'espropriando accetti l'indennità offertagli (godendo, in tal caso, di un relativo beneficio). Qualora il proprietario non aderisca alla proposta, l'autorità procedente deve passare alla determinazione dell'indennità definitiva e solo contro quest'ultima è proponibile l'oppo... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...diziaria avanti al giudice ordinario.

Estratto: «Ciò posto, si rileva che l'atto impugnato è quello previsto dall'art. 11 della legge n. 865/1971, vale a dire la determinazione provvisoria dell'indennità di esproprio. Nella fattispecie, non vi sono altri contenuti, in quanto l'assoggettamento dei terreni all'esproprio, l'avvìo della relativa procedura e l'occupazione d'urgenza si sono concretati in atti precedenti, che non formano oggetto dell'attuale impugnativa, e rispetto ai quali del resto i termini per ricorrere sono ampiamente scaduti (salvi gli effetti delle impugnazioni già proposte, delle quali il Collegio non si può ora occupare). Ora, nel sistema della legge n. 865/1971 la determinazione dell'indennità provvisoria non è un atto impugnabile, in quanto ha solo la funzione di consentire la definizione accelerata e agevolata del procedimento, qualora l'espropriando accetti l'indennità offertagli (godendo, in tal caso, di un relativo beneficio). Qualora il proprietario non aderisca alla proposta, l'autorità procedente deve passare alla determinazione dell'indenità definitiva e solo contro quest'ultima è proponibile l'opposizione giudiziaria (art. 19, legge n. 865/19... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...segue che, anche a prescindere dalla questione di giurisdizione, il ricorso in esame è comunque inammissibile in quanto rivolto contro un atto meramente interno al procedimento e come tale non suscettibile d'impugnazione. Ma, in ogni caso, la contestazione sull'ammontare dell'indennità (e sui criteri di liquidazione, etc.) appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario.»

Sintesi: Nel sistema della legge n 865/71 la domanda giudiziale di determinazione della indennità di espropriazione, se intesa nel senso proprio di opposizione alla stima, è inammissibile se proposta contro la indennità provvisoria in mancanza ancora della stima definitiva, contro la quale l'opposizione può esser proposta.

Estratto: «Da una parte, infatti, va posto in evidenza come nel sistema della legge l'indennità provvisoria non possa essere oggetto di opposizione (Cass. 25.7.97 n. 6959; id. 11.11.91 n. 12009; id. 10.2.90 n. 949), essendo destinata solo a stimolare l'interlocuzione tra soggetto espropriante e proprietario espropriando ai fini dell'auspicata determinazione in via bonaria dell'indennità o della cessione volontaria e non avendo alcun contenuto precettivo nei confronti dei prop... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e possono limitarsi a starsene in silenzio, rendendola in tal modo non operante (se non ai limitati fini del deposito propedeutico all'emanazione del decreto d'esproprio) ed imponendo l'avvio del subprocedimento di determinazione da parte di un organo tecnico indipendente, quale la Commissione istituita presso l'U.T.E., dell'indennità definitiva, solo contro la quale è dato 1 rimedio giudiziale dell'opposizione. Sicché, ove intesa nel senso proprio di opposizione alla stima, la domanda appare chiaramente inammissibile, perché manca ancora la stima definitiva, contro la quale l'opposizione può esser proposta.»

Sintesi: L'opposizione alla stima dell'indennità definitiva di espropriazione, ai sensi e con le forme di cui alla L. 22 ottobre 1971, n. 865, art. 19, è proponibile solo avverso la liquidazione definitiva dell'indennità medesima da parte della Commissione provinciale di cui all'art. 16 della legge citata.

Estratto: «l'opposizione alla stima dell'indennità definitiva di espropriazione, ai sensi e con le forme di cui alla L. 22 ottobre 1971, n. 865, art. 19, come modificata dalla L. 28 gennaio 1977, n. 10, è proponibile solo avverso la liquidazione definitiv... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nnità medesima da parte della Commissione provinciale di cui all'art. 16 della legge citata e che pertanto, nella specie e in punto di diritto, il decreto di espropriazione, emesso dal Sindaco di Nardò, non poteva costituire il provvedimento di determinazione dell'indennità definitiva di espropriazione, riservato, in base alla L. n. 865 del 1971, art. 15, alla competenza della citata Commissione provinciale (Cass. 3 dicembre 1984, n. 6295; 10 novembre 1989, n. 4767; il febbraio 2005, n. 2859), la cui emissione e pubblicazione, secondo il procedimento previsto dallo stesso art. 15, la Corte di appello ha tuttavia omesso di accertare essere effettivamente avvenuta.»

Sintesi: L'indennità provvisoria non è suscettibile d'opposizione perché l'opposizione alla stima dell'indennità espropriativa, ai sensi e con le forme di cui alla L. n. 865 del 1971, art. 19, è proponibile solo avverso la liquidazione definitiva dell'indennità medesima, da parte della commissione provinciale di cui all'art. 16 della legge citata.

Estratto: «E' pacifico in causa che nella fattispecie si era in presenza di un'indennità provvisoria non acce... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ome tale, appartenente ormai ad una fase procedimentale che ha esaurito i suoi effetti, diretti soltanto a consentire la cessione volontaria di cui alla L. n. 865 del 1971, e succ. mod., art. 11 e 12); e che gli espropriandi, pur in assenza di una stima operata in sede amministrativa con caratteri di definitività, avevano esercitato la speciale azione sostanzialmente introdotta dalla sentenza 67/1990 della Corte costituzionale, sulla base del solo decreto d'esproprio, per l'accertamento e la liquidazione giudiziale dell'indennità secondo i criteri che governano tale determinazione: a nulla rilevando che essi (e poi la sentenza impugnata) l'avessero erroneamente qualificato "opposizione", perché l'indennità provvisoria non è suscettibile d'opposizione; e perché, d'altra parte, l'opposizione alla stima dell'indennità espropriativa, ai sensi e con le forme di cui alla L. n. 865 del 1971, art. 19, è proponibile solo avverso la liquidazione definitiva dell'indennità medesima, da parte della commissione provinciale di cui all'art. 16 della legge citata (Cass. 2859/20051 6959/1997; Sez. un. 12009/1991).L'azione da essi intrapresa si configura, in tal caso, non come opposizione ad una determinazione definitiva dell... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...grave; che manca, ma come domanda d'accertamento, diretta sin dall'origine alla fissazione della giusta indennità ex art. 42 Costit., con condanna dell'espropriante al deposito del suo importo presso la Cassa depositi e prestiti (Cass. 7400/2003; 11064/2001; 11370/1999); e con conseguente insorgenza, quale effetto diretto della richiesta, di un autonomo e contestuale interesse dell'espropriante a contrastarne la corrispondenza al parametro stabilito dalla legge, adducendo gli argomenti ed indicando i criteri che, a suo avviso, dovrebbero portare a determinare giudizialmente un'indennità inferiore rispetto alla pretesa azionata, nonché a dispone il deposito di cui alla L. n. 2359 del 1865, art. 48, in misura ad essa corrispondente.Si tratta, secondo la giurisprudenza di questa Corte, d'argomentazioni difensive che, per un verso, non fanno valere una propria contro - domanda rispetto a quella avanzata dell'espropriato;non ampliano la sfera della controversia; e neppure comportano l'allegazione di fatti impeditivi, limitativi o estintivi della pretesa dedotta in giudizio, ma, unicamente, la contestazione della fondatezza in diritto della richiesta di controparte. Le stesse argomentazioni postulano, per altro verso, l'accertamento positivo - interno al thema dec... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rodotto dall'espropriato e direttamente dipendente dalla causa petendi fatta valere - dell'inesistenza della posizione sostanziale come da questi dedotta, e/o la ricognizione di presupposti a lui meno favorevoli per definire il contenuto dell'obbligazione indennitaria (Cass. 10668/2005; 1701/2005; 3048/2001).Consegue, altresì: 1) che la Corte d'appello è comunque tenuta a compiere l'autonomo accertamento giudiziale richiesto dall'unitario rapporto dedotto in causa, da cui traggono origine le contrapposte pretese; ed a procedere alla concreta determinazione dell'indennità nell'interesse non solo dell'espropriato, ma anche dell'espropriante, con tutti i suoi poteri d'indagine, alla stregua dei criteri legali effettivamente vigenti e riconosciuti applicabili alla fattispecie; 2) che tale potere-dovere non viene meno neppure nel caso in cui i parametri di stima indicati dall'uno siano condivisi dall'altro,e pur quando il criterio posto dalla legge conduca alla determinazione di un'indennità inferiore a quella offerta, ormai non più rilevante (Cass. 18681/2005; 6176/2003; 15247/2001); 3) infine, che soltanto dopo che il giudice adito abbia esercitato il potere-dovere di stabilirne il "quantum", sopravviene l'interesse delle parti a far val... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...azione del relativo criterio; ed a maggior ragione la violazione dell'obbligo di provvedere alla stima giudiziale, non assolto dalla mera comparazione del relativo ammontare con l'indennità provvisoria offerta:neppure per il fatto che in mancanza d'accettazione ne è disposto (e permane) il deposito (L. n. 865 del 1971 art. 12, comma 3), avente com'ò noto il solo effetto di liberare l'espropriante per la somma corrispondente e non anche Quello di attribuire a questa carattere definitivo (Cass. 5909/2002;5370/2001).La Corte nissena, pertanto, doveva comunque procedere alla determinazione in sede giudiziaria del "quantum" dell'indennità, indipendentemente non solo dalle deduzioni delle parti al riguardo, ma anche dai criteri seguiti dall'espropriante nel formulare l'offerta dell'indennità provvisoria, nonché da un'eventuale stima successivamente compiuta dalla Commissione provinciale (Cass. 12906/2004; 3320/1998; 12857/1997).Questa, pur se fosse sopravvenuta in corso di giudizio, sarebbe stata inidonea ad influenzare l'azione giudiziaria già iniziata, e non avrebbe potuto acquistare carattere definitivo (per cui non abbisognava della proposizione d'alcuna specifica opposizione), né incidere sulle autonoma determinazi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...arsi in sede giudiziaria.»

Sintesi: La definitività della stima amministrativa che le rende inidonea ad essere oggetto di un giudizio di opposizione, discende dalla sua accettazione da parte dell'espropriato e non c'entra con la definizione di determinazione "definitiva" data dal legislatore alla stima amministrativa di secondo grado.

Estratto: «Allorchè, invece, si sia in presenza di una indennità provvisoria non accettata - e, come tale, appartenente ormai ad una fase procedimentale che ha esaurito i suoi effetti -, non esiste, in realtà, una stima operata in sede amministrativa con caratteri di definitività, e deve procedersi alla determinazione della stessa in sede giudiziaria, sulla base dei criteri che governano tale determinazione (v. Cass., sent. n. 3048 del 2001, cit.; v. anche Cass., sentt. n. 10668 e n. 1701 del 2005).3.4. - Nella specie, diversamente da quanto opina il ricorrente - che desume il carattere definitivo delle indennità di cui si tratta dalla sola circostanza dell'essere state le stesse rese in via procedimentale -, deve ritenersi che le indennità determinate dal Presidente della Giunta provinciale di Bolzano, con decreto emesso a norma della Legge ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... 15 aprile 1991, n. 10, art. 5, non abbiano natura definitiva. Induce a tale conclusione la considerazione che la determinazione di siffatte indennità si inserisce nel subprocedimento a tale scopo predisposto, sul piano nazionale, dalla L. n. 865 del 1971, art. 12, - al quale la Provincia Autonoma di Bolzano si è adeguata, con gli opportuni adattamenti, nell'esercizio della sua potestà legislativa primaria in materia, con la L. n. 10 del 1991, art. 5, - il cui punto di arrivo è costituito dalla offerta della indennità stessa, che, ove non accettata, come si è già visto, non può dar luogo ad una stima definitiva, comportando l'esaurimento della procedura, e la necessità della determinazione della indennità a seguito di un procedimento giurisdizionale, in cui il Giudice non è vincolato alle determinazioni dell'autorità amministrativa, dovendo, ovviamente, procedere alla fissazione del quantum della indennità sulla base dei parametri normativi vigenti e ritenuti applicabili, indipendentemente non solo dalle deduzioni delle parti, ma anche dai criteri seguiti nel formulare la offerta della indennità. 3.5. - - Nè assume rilievo in contrario la circostanza che il citato art. 5 defi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...;definitivo" il decreto presidenziale di determinazione della indennità, ove si consideri che tale precisazione è, all'evidenza, dettata al legislatore provinciale dalla esigenza di chiarirne il regime impugnatorio, senza che dalla stessa possa inferirsi alcun elemento in ordine al diverso problema - che rileva in questa sede ai fini della individuazione dei poteri del Giudice della opposizione, e che, per quanto sopra esposto, non può che essere risolto in senso negativo - della definitività della stima amministrativa dell'immobile espropriato.»

Sintesi: Deve escludersi che prima dell'intervento della Corte Costituzionale con le note sentenze nn. 67 e 470 del 1990 fosse consentito richiedere la determinazione dell'indennità di esproprio e di occupazione avanti ai giudice competente per valore, allorché l'indennità definitiva non fosse stata ancora determinata in sede amministrativa.

Estratto: «Deve escludersi in primo luogo che prima dell'intervento della Corte Costituzionale con le note sentenze nn. 67/ e 470 del 1990 fosse consentito richiedere la determinazione dell'indennità di esproprio e di occupazione avanti ai giudice competente per valore allorché l'inde... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...; definitiva non fosse stata ancora determinata in sede amministrativa e che la competenza in unico grado della Corte d'Appello riguardasse la diversa ipotesi prevista dall'art. 19 della Legge 865/71 di opposizione avverso la stima definitiva. se così fosse da interpretare il quadro normativo non vi sarebbe stato bisogno delle due pronunce ai incostituzionalità, basate proprio sulla formulazione dei citato art. 19 che precludeva all'espropriato di far valere le proprie ragioni, anche dopo l'emanazione del decreto di esproprio, qualora l'indennità definitiva non fosse stata ancora determinata, in altri termini, la perdita di disponibilità ed, in seguito, anche della titolarità del bene non trovava a giudizio della Corte Costituzionale adeguata tutela proprio perché il sistema non consentiva al proprietario, per un tempo non definito, di far valere le proprie ragioni.»

GIUDIZIO --> DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ --> CONDIZIONI --> DEFINITIVITÀ DELLA STIMA AMMINISTRATIVA --> COLLEGIO DEI TECNICI

Sintesi: La stima redatta dai tecnici ex art. 21 DPR 327/2001 è opponibile ai sensi dell'art. 54 del medesimo decreto anche qualora la stessa non sia stata effettuata ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...za, in ossequio al disposto di cui all'art. 21 comma 11, in quanto (nel caso concreto) effettuata diversamente da due componenti della terna, con l'astensione del terzo; sarebbe incompatibile con un sistema che ha inteso apprestare uno strumento di tutela ampio per l'espropriato, un'interpretazione della norma che escludesse dalla fruizione della tutela il soggetto destinatario di una "stima" effettuata nei suddetti termini. In ogni caso la domanda può essere interpretata quale determinazione giudiziale dell'indennità.

Estratto: «Passando, quindi, all'esame delle specifiche eccezioni di improcedibilità e/o di inammissibilità della domanda sollevate dal Comune convenuto, si osserva innanzitutto che, nel caso in esame, non può condividersi l'assunto, secondo cui non potrebbe proporsi "opposizione alla stima" ex art. 54, non essendo stato formulato un giudizio a maggioranza...
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