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Impugnazione del diritto di prelazione a favore dello Stato nelle alienazioni a titolo oneroso


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titolo:GIURISDIZIONE E COMPETENZA GIURISDIZIONALE nell’ambito del governo del territorio
anno:2016
pagine: 3023 in formato A4, equivalenti a 5139 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 45,00

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GIUDIZIO --> GIURISDIZIONE E COMPETENZA --> PRELAZIONE DEGLI ENTI PUBBLICI

Sintesi: La controversia concernente il diritto di prelazione degli enti locali sugli immobili dismessi dal ministero della difesa ai sensi dell'art. 3 della l. n. 662/1996 è devoluta al giudice ordinario.


Estratto: «Quanto al primo, al secondo, al terzo e al quarto motivo, da trattarsi congiuntamente, si osserva innanzitutto che, correttamente, la decisione impugnata ha affermato la giurisdizione del giudice ordinario, ritenendo, sulla base della normativa di riferimento (in particolare la L. n. 662 del 1996, art. 3 e la L. n. 488 del 1999, art. 4), che "la semplice lettura delle disposizioni di legge porta ad escludere che la posizione giuridica del comune possa qualificarsi come quella del titolare di un semplice interesse legittimo. L'ente territoriale ha il diritto di ricevere dal Ministero, al quale incombe il correlativo obbligo, la notifica del valore dei beni oggetto di dismissione situati nel suo territorio ed ha il diritto di poter acquistare tale immobile con preferenza di ogni altro soggetto, anche ente territoriale, purché eserciti tale diritto entro il termine previsto dalla legge. La natura di diritto della posizione giurid... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...une è dimostrata, oltre che dalla terminologia usata dal legislatore, che fa costantemente riferimento al diritto, anche dalla circostanza che ove il suo diritto di prelazione venga pretermesso egli ha il diritto di riscattare il bene dall'acquirente e da ogni successivo avente causa, secondo le modalità proprie del diritto comune di prelazione. E' privo di pregio, a tal fine, il rilievo dell'appellante secondo cui la diversa natura della prelazione in questione risulterebbe evidente dal fatto che, diversamente dalla prelazione di diritto comune, l'esercizio della prelazione prevista dalla L. n. 662, art. 3 non determinerebbe alcuna sostituzione del comune in un preesistente rapporto contrattuale in quanto tale rapporto non sussiste. Il diritto di prelazione e il suo esercizio non richiedono l'esistenza di un precedente rapporto contrattuale con un terzo".Tali affermazioni, che riconducono il diritto di prelazione in questione ed il relativo rapporto in uno schema prettamente civilistico, pur al di fuori degli atti prenegoziali proposta- accettazione riguardanti la conclusione di un accordo contrattuale ma tale da costituire legittimo presupposto per razionabilità dell'"esecuzione specifica dell'obbligo di concludere un contratto" ex art. 2932... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ano conferma in quanto già statuito da questa Corte (n. 20671/2009), secondo cui, in tema di prelazione di immobili locati ad uso diverso da quello abitativo, la comunicazione della volontà di trasferire il bene a titolo oneroso (onere gravante sul locatore nei confronti del conduttore, della L. n. 392 del 1978, ex art. 38) non ha natura di proposta contrattuale (ovvero di mera informativa di un generico intento di avviare trattative negoziali), ma riveste carattere di atto formale di interpello vincolato nella forma e nel contenuto, sicché la corrispondente dichiarazione del conduttore di esercizio della prelazione non costituisce l'accettazione di una precedente proposta, e non comporta l'immediato acquisto dell'immobile, determinando invece la nascita dell'obbligo, a carico di entrambe le parti, di addivenire, entro un preciso termine, alla stipula del negozio di alienazione con contestuale pagamento del prezzo indicato dal locatore.Ne consegue, da un lato, che la ricordata comunicazione deve necessariamente provenire dal proprietario dell'immobile, e, dall'altro, che ogni possibilità di libera trattativa tra le parti deve essere incondizionatamente esclusa, essendo interdetta al conduttore ogni facoltà di incidere sul contenuto del contratt... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...; predeterminato dal proprietario, pena la declaratoria di invalidità della prelazione.E l'ulteriore sussistenza nel caso di specie della giurisdizione del giudice ordinario, in relazione al thema decidendum riguardante proprio il richiamato art. 2932 c.c. quale norma applicabile nei confronti della Pubblica Amministrazione, è suffragata da quanto già deciso da queste S.U. (n. 834/1999), per le quali la domanda del promissario acquirente intesa ad ottenere la pronuncia, ai sensi dell'art. 2932 c.c., di una sentenza che produca gli effetti del contratto di vendita definitiva, che la Pubblica Amministrazione si era obbligata a concludere, appartiene, come in genere quella delle domande diretta ad una pronuncia nei confronti di un ente pubblico ai sensi di detta norma, alla giurisdizione del giudice ordinario, senza che possa aver rilievo in contrario la circostanza che l'Amministrazione contesti la stessa sussistenza del contratto, posto che tale questione attiene al merito del giudizio e non all'individuazione della giurisdizione, concernendo detta sussistenza una condizione per l'accoglimento della domanda.»

Sintesi: Appartengono alla giurisdizione del G.A. le controversie relative all'esercizio da parte della P.A. del diritto di prel... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...eni di rilievo storico o artistico, poiché lo stesso opera in una dimensione prettamente pubblicistica: l'acquisizione dei beni in questione non avviene infatti attraverso un mero rapporto negoziale, ma in forma procedimentalizzata.

Estratto: «2. Va innanzitutto disattesa l'eccezione di difetto di giurisdizione nei confronti del giudice ordinario proposta dall'Avvocatura dello Stato nel suo atto di costituzione in giudizio.2.1. E' infatti materia del contendere non già la determinazione del prezzo della prelazione, sebbene le modalità procedimentali con le quali l'amministrazione è pervenuta all'esercizio della facoltà di prelazione relativamente ad una sola parte del cespite compravenduto, consistente in un terreno con annesso fabbricato vincolato nel suo insieme e ceduto ad un prezzo complessivo di € 400.000,00: per il terreno, oggetto di prelazione, l'importo indicato in € 25.000,00 avrebbe avuto finalità di mero carattere fiscale.2.2. Secondo la costante giurisprudenza del giudice d'appello (Cons. St., sez. VI, 12 novembre 2008, n. 5643), il diritto di prelazione dell'amministrazione su beni di rilievo storico o artistico opera in una dimensione prettamente pubblicistica poiché l'acquisizione dei b... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tione non avviene attraverso un mero rapporto negoziale, ma in forma procedimentalizzata. Che la facoltà di prelazione si qualifichi come oggetto di un diritto potestativo non incide sul carattere dell'azione amministrativa, che si configura secondo il noto schema norma-potere-effetto, retto dal principio di legalità, essendo detto asserito diritto il postulato di una posizione di supremazia speciale, e non già di una relazione di stampo privatistico (Cons. St., sez. VI, 27 febbraio 2008, n. 713; Cons. St., sez. VI, 4 aprile 2008, n. 1419).»

Sintesi: Ove si deduca la carenza, in capo alla p.a., del potere ablatorio ovvero l'acquisizione del diritto di proprietà sul bene senza l'esercizio del diritto di prelazione nel termine per esso stabilito, la relativa controversia spetta alla giurisdizione del giudice ordinario, venendo in rilievo la tutela del diritto soggettivo di proprietà del privato.

Sintesi: Il diritto di prelazione a favore dello Stato nelle alienazioni a titolo oneroso di cose di interesse artistico e storico si esercita per mezzo di un atto amministrativo che affievolisce il diritto del privato, rendendo la relativa situazione giuridica tutelabile davanti al giudice amministrativo, ma ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nteressato ponga a fondamento delle sue pretese l'assunto della carenza del potere stesso la giurisdizione spetta al giudice ordinario, essendo la controversia attinente alla tutela del diritto soggettivo di proprietà.

Estratto: «Nel caso in esame, la ricorrente non contesta, quindi, il cattivo uso da parte di regione, provincia e comune del potere di esercizio della prelazione, ma fa valere la propria posizione soggettiva in ordine all'assenza di tale potere.La carenza del potere non viene dedotta in concreto in relazione alle modalità di esercizio della prelazione, ma rileva in astratto con riguardo alla assoluta carenza del potere in capo a comune e provincia, che sarebbero esclusi dalla prelazione sulla base delle richiamate norme e parimenti alla carenze del potere della regione di esercitare pro quota la prelazione.In entrambi i casi la Santoni fa valere una posizione di diritto soggettivo all'acquisto dell'immobile con conseguente sussistenza della giurisdizione del giudice ordinario.Del resto, la Cassazione ha precisato che, in tema di prelazione a favore dello Stato nelle alienazioni a titolo oneroso di cose di interesse artistico o storico, ove si deduca la carenza, in capo alla p.a., del potere ablatorio ovvero l'acquisizione del... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... proprietà sul bene senza l'esercizio del diritto di prelazione nel termine per esso stabilito, la relativa controversia spetta alla giurisdizione del giudice ordinario, venendo in rilievo la tutela del diritto soggettivo di proprietà del privato (Cassazione civile, sez. un., 17 aprile 2003, n. 6221). Il diritto di prelazione a favore dello Stato nelle alienazioni a titolo oneroso di cose di interesse artistico e storico costituisce espressione di un potere statale di supremazia per il conseguimento dell'interesse pubblico alla conservazione ed al generale godimento di determinati beni e si esercita per mezzo di un atto amministrativo che affievolisce il diritto del privato, rendendo la relativa situazione giuridica tutelabile davanti al giudice amministrativo (Cassazione civile, sez. un., 03 maggio 2010, n. 10619); ove, invece, si contesti la legittimità di tale esercizio, qualora l'interessato ponga a fondamento delle sue pretese l'assunto della carenza del potere stesso, come avvenuto nel caso di specie, la giurisdizione spetta al giudice ordinario, essendo la controversia attinente alla tutela del diritto soggettivo di proprietà (Cassazione civile, sez. un., 15 aprile 2003, n. 5993).»

GIUDIZIO --> GIURISDIZIONE E COMPETENZA... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...BLICI SERVIZI

Sintesi: La giurisdizione esclusiva in materia di concessioni di servizi concerne tutte le controversie attinenti a tali rapporti, ancorché non originate da provvedimenti della P.A., ma nelle quali l'amministrazione concedente, intenzionata ad internalizzare il servizio, fa comunque valere le proprie prerogative di persona giuridica pubblica, anche laddove faccia ricorso a strumenti negoziali in sostituzione del potere autoritativo, trattandosi di facoltà il cui esercizio, tuttavia, presuppone l'esistenza del potere autoritativo.

Sintesi: La giurisdizione esclusiva sulle concessioni di pubblici servizi abbraccia non solo l'affidamento di questi ultimi, ma anche la fase di esecuzione dei relativi rapporti, escluse solo le controversie di carattere patrimoniale (indennità, canoni e corrispettivi).

Sintesi: Il rapporto trilaterale che nelle concessioni si instaura rende l'interesse pubblico comunque predominante anche nel corso dell'esecuzione del rapporto scaturente dalla concessione. A differenza dell'appalto, l'amministrazione concedente conserva un indubbio interesse circa le modalità con le quali il servizio viene gestito dal concessionario in propria sostituzione, poich&eac... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...anche quando affidato a privati, non perde la caratteristica fondamentale della sua finalizzazione a bisogni collettivi.

Estratto: «2. Va peraltro dato atto che la questione di giurisdizione è devoluta alla cognizione di questo giudice anche dalla Costruzioni D..Nondimeno, all'esame della stessa è ostativo l'indirizzo di questo Consiglio di Stato a mente del quale la suddetta questione non può essere sollevata in appello dalla parte che in primo grado la aveva implicitamente risolta a favore del giudice adito, avendovi incardinato la domanda giudiziale (Sez. V, 16 aprile 2013, n. 2111; Sez. VI, 20 settembre 2012, n. 4987). La regola ora richiamata è stata tratta dal divieto di abuso del diritto, cui è stato attribuito il rango di principio generale dell'ordinamento giuridico, e dunque valevole anche per il diritto di azione, tanto da parte delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione (sentenza 15 novembre 2007, n. 23726), quanto dell'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato (sentenza 23 marzo 2011, n. 3).2.1 Il Collegio reputa che questo orientamento meriti piena conferma, anche alla luce dell'obbligo di cooperazione gravante ai sensi dell'art. 2, comma 2, cod. proc. amm. sul... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sulle parti "per la realizzazione della ragionevole durata del processo". Infatti, l'obbligo ora detto impone giocoforza di considerare irretrattabile la scelta dell'organizzazione giudiziaria adita, pena altrimenti l'inaccettabile conseguenza che, proprio grazie alla possibilità di riproporre la domanda davanti al giudice dotato di giurisdizione, la decisione nel merito subisca una dilazione in conseguenza del radicale mutamento di strategia processuale della parte. Con la translatio iudicii si consente infatti di ovviare all'errore commesso, mantenendo fermi gli effetti processuali e sostanziali della domanda (art. 11, comma 2, cod. proc. amm.). Ma questa salvezza in tanto si giustifica in quanto sovvenga la parte che sia stata incorsa nell'errore a causa dell'obiettiva incertezza delle norme sul riparto di giurisdizione tra giudice ordinario e giudice amministrativo, e non certo per favorire atteggiamenti opportunistici, finalizzati a rimediare alla soccombenza riportata in prime cure. Del resto, l'ordinamento processuale attribuisce alle parti uno specifico strumento per dissipare i dubbi sulla sussistenza della potestas iudicandi del giudice adito, rappresentato – come noto – dal regolamento preventivo di giurisdizione. Questo, infatti, può essere ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rima della decisione nel merito (artt. 41 cod. proc. civ. e 10 cod. proc. amm.), anche dall'attore/ricorrente, a fronte dell'altrui contestazione, proprio in ragione dell'interesse "ad una definizione della questione dalle sezioni unite della Corte ad evitare che la risoluzione di essa in sede di merito possa essere modificata a seguito di impugnazione, ritardando la risoluzione della controversia anche al fine di ottenere un giusto processo di durata ragionevole" (Cass., Sez. Un., ord. 20 aprile 2006, n. 9169; in termini Cass., Sez. Un., ord. 20 settembre 2006, n. 20504; ord. 7 novembre 2008, n. 26792).2.2 Ancora sul punto, traslando il discorso dal piano dei comportamenti imposto agli attori del processo a quello più strettamente ricostruttivo degli istituti processuali, è indubbio che il difetto di giurisdizione ha assunto ormai, a mente dell'art. 9 cod. proc. amm. (recettivo dei principi affermati dalle Sezioni Unite della Cassazione nella sentenza 9 ottobre 2008, n. 24883), la portata di una vera e propria eccezione in senso tecnico e non più, quindi, di una mera segnalazione al giudice al fine del rilievo dei presupposti per l'attivazione di un potere ufficioso. La conseguenza di un simile inquadramento è che a tale eccezione la parte deve riten... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...definitivamente rinunciato una volta proposta la domanda introduttiva presso questa o quella organizzazione giudiziaria. E questo inquadramento si rivela coerente con l'esigenza di non piegare l'unità funzionale della giurisdizione, proclamata dalle Sezioni Unite nella pronuncia ora citata, a condotte processuali non coerenti con il fine per cui il diritto di azione è riconosciuto.2.3 Venendo dunque ad esaminare il motivo in questione, limitatamente alla prospettazione dell'amministrazione appellante incidentale, quest'ultima nega che nella presente vicenda venga in rilievo l'esercizio di poteri pubblicistici, assumendo, per contro, che l'atto impugnato si sostanzi in una risoluzione contrattuale per grave inadempimento della concessionaria, come emerge anche dal fatto che il sotteso accertamento della sua legittimità si sostanzia in una valutazione contrapposta degli inadempimenti rispettivamente dedotti dalle parti in causa, secondo uno schema tipico dei contratti di diritto comune. Prospetta quindi un parallelismo con l'indirizzo giurisprudenziale formatosi a proposito delle controversie concernenti l'esecuzione di contratti di appalti pubblici di lavori, servizi e forniture, ormai attestatosi ad affermare la sussistenza della giurisdizione ordinaria (cit... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ze di questa Sezione 21 febbraio 2012, n. 932 e 21 aprile 2010, n. 2254), in considerazione del fatto che, nella suddetta fase esecutiva, l'amministrazione non è più titolare di poteri autoritativi, ma di diritti e facoltà come qualsiasi altro contraente privato. Sulla base di questa premessa, richiama poi la sentenza della Corte Costituzionale 6 luglio 2004, n. 204, che ha tracciato il confine tra giurisdizione amministrativa ed ordinaria nella materia dei servizi pubblici. Invoca in particolare il principio espresso dalla Corte con riguardo all'ipotesi di giurisdizione esclusiva prevista per detta materia (all'epoca dall'art. 33 d.lgs. n. 80/1998), in base al quale anche per la giurisdizione amministrativa estesa alla cognizione di diritti soggettivi non si può prescindere dal fondamento della scelta costituzionale alla base del mantenimento del sistema di giustizia amministrativa, consistente nel rispondere al bisogno di tutela del cittadino nei confronti della pubblica amministrazione solo allorché questa "agisce come autorità" (§ 3.2 della parte in diritto della citata sentenza).Infine, paventa una asimmetria tra concessioni amministrative e contratti di diritto comune laddove si riconoscesse, nel caso di specie, la giurisdizio... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rativa, dato che nel primo caso si consentirebbe alla parte inadempiente una tutela in forma specifica, attraverso la caducazione dell'atto risolutorio del rapporto, laddove nel secondo caso la tutela è limitata al risarcimento per equivalente.2.4 Così riassunta la prospettazione dell'appellante, occorre innanzitutto evidenziare che la premessa dalla quale questa muove non trova riscontro nella giurisprudenza delle Sezioni unite della Cassazione.Infatti, la Corte regolatrice della giurisdizione, da un lato, ha ripetutamente affermato che sulle concessioni amministrative il giudice ordinario è dotato di giurisdizione esclusivamente nelle controversie concernenti il corrispettivo dovuto al concessionario, nelle quali non venga in rilievo l'esercizio di poteri pubblicistici dell'autorità concedente, e, dall'altro lato, che rientrano invece nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo (ai sensi dell'art. 5 l. n. 1034/1971, ora sostituito dall'art. 133, comma 1, lett. c, cod. proc. amm.) tutte le controversie che in qualche modo attengano al rapporto concessorio, incidendo sulla durata o sull'esistenza stessa, nonché sulla sua rinnovazione. In particolare, per venire ai casi di decadenza, che più rilevano ai fini della presente co... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... le Sezioni Unite hanno attribuito le relative controversie alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, in base alla considerazione che, in tali casi, ciò che viene posto in discussione è "il rapporto stesso nel suo aspetto genetico e funzionale e ciò anche in assenza di impugnativa di un atto o provvedimento della autorità pubblica e indipendentemente dalla natura delle posizioni giuridiche dedotte alla fonte" (Cass., Sez. Un., 20 novembre 2007, n. 24012, relativa ad un caso di decadenza da una concessione di bene pubblico). Nella pronuncia ora citata, la Suprema Corte ha quindi ribadito il proprio indirizzo, a mente del quale rientrano nella giurisdizione esclusiva sulle concessioni di beni e servizi "tutte le controversie in cui si discute sulla asserita violazione degli obblighi nascenti dal rapporto concessorio", confinando per contro quella del giudice ordinario sulle sole questioni concernenti la determinazione delle "indennità, canoni ed altri corrispettivi" spettanti al concessionario, sempre che, in conformità al criterio di riparto generale fondato sulla consistenza delle posizioni giuridiche soggettive, la determinazione di tali remunerazioni non sia condizionata da atti autoritativi dell'amministrazione conceden... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ini si registra l'ordinanza n. 8094 del 2 aprile 2007, relativa ad un caso analogo, in cui, disposta la decadenza nei confronti di un concessionario di servizio pubblico a causa del suo fallimento, il Comune aveva azionato in giudizio la pretesa a subentrare nella gestione del servizio medesimo. Degno di menzione è il passaggio motivazionale nel quale le Sezioni unite affermano che la giurisdizione esclusiva in materia di concessioni di servizi concerne "tutte le controversie" attinenti a tali rapporti, "ancorché non originate da provvedimenti della pubblica amministrazione", ma nelle quali l'amministrazione concedente, intenzionata ad internalizzare il servizio, "fa comunque valere le proprie prerogative di persona giuridica pubblica, anche laddove faccia ricorso a strumenti negoziali in sostituzione del potere autoritativo, trattandosi di facoltà "il cui esercizio, tuttavia, presuppone l'esistenza del potere autoritativo".".In sostanza, il criterio discretivo che deve essere applicato al fine di stabilire il riparto di giurisdizione è quello, pienamente conforme ai principi sanciti dalla Corte Costituzionale nella citata sentenza n. 204/2004, della spendita di poteri autoritativi da parte della pubblica amministrazione, a prescindere dalla form... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...esti sono concretamente rivestiti.2.5 Sulla medesima linea si pone la giurisprudenza di questo Consiglio di Stato.Questa Sezione ha di recente ritenuto la propria giurisdizione in una controversia nella quale l'amministrazione concedente aveva avanzato la pretesa alla restituzione degli impianti strumentali all'esercizio del servizio pubblico (sentenza 2 ottobre 2012, n. 5173). Disattendendo l'obiezione della parte privata, si è affermato in detta decisione che "la giurisdizione esclusiva sulle concessioni di pubblici servizi abbraccia non solo l'affidamento di questi ultimi, ma anche la fase di esecuzione dei relativi rapporti, escluse solo le controversie di carattere patrimoniale (indennità, canoni e corrispettivi)".Sovviene ancora una più recente pronuncia della Sezione che ha affermato appartenere alla giurisdizione del giudice amministrativo la controversia instaurata dal privato concessionario il quale, adducendo un inadempimento contrattuale dell'amministrazione concedente, faccia valere la propria pretesa "ad ottenere la continuazione del rapporto di concessione, previa interpretazione degli atti che costituiscono la fonte dello stesso rapporto" (sentenza 6 febbraio 2013, n. 698).2.6 Per contro, i precedenti richiamati dal Comune di S. non sono pert... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...cché attengono a contratti di appalti pubblici, per le quali non vi è alcuna ipotesi di giurisdizione esclusiva, eccezion fatta per la "dichiarazione di inefficacia del contratto a seguito di annullamento dell'aggiudicazione" (art. 133, comma 1, lett. d), 1), cod. proc. amm.).E' poi doveroso segnalare che questa Sezione (sentenza 9 ottobre 2013 n. 4960) si è recentemente pronunciata a favore della legittimità di una clausola compromissoria contenuta in un contratto di concessione di servizi pubblici, proprio in relazione ad un'azione di impugnazione di un atto di decadenza pronunciato dall'amministrazione concedente, sul rilievo che tale domanda attiene all'esecuzione del contratto. Nondimeno, si tratta di una pronuncia che non esplica, nella presente fattispecie, alcuna autorità di precedente. In primo luogo la clausola arbitrale in contestazione in quel giudizio conteneva una espressa rinuncia alla giurisdizione statale, diversamente da quelle in virtù della quale è stato emesso l'atto qui impugnato. In secondo luogo per la decisiva considerazione che, in questo giudizio, nessuna delle due parti, ed in particolare il Comune di S. convenuto davanti al TAR Latina, ha opposto l'esistenza della clausola arbitrale, eccependo l'improp... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rave; della domanda (sul punto, cfr. Cass., Sez. II, 30 maggio 2007, n. 12736, che ha ritenuto che il convenuto abbia manifestato la volontà di rinunciare all'eccezione di arbitrato nel caso in cui, pur avendola dedotta in liminelitis, abbia successivamente proposto domanda riconvenzionale).2.7 Alla luce di tutto quanto sinora detto, si evince che non è invocabile alcun parallelismo con i contratti di appalto, né tanto meno giova ricordare quanto affermato dalla Corte Costituzionale nella più volte ricordata pronuncia n. 204/2004, visto che la giurisdizione esclusiva sulle concessioni amministrative è rispettosa dell'esigenza di concentrare presso un'unica giurisdizione tutte le controversie afferenti il rapporto concessorio, in considerazione degli interessi pubblici che tale strumento è tipicamente destinato a realizzare, ancorché accanto al profilo autoritativo si affianchi un aspetto strettamente privatistico, relativo ai rapporti patrimoniali tra amministrazione concedente e privato concessionario.Dalle pronunce sopra citate delle Sezioni Unite si coglie infatti l'essenza dell'istituto concessorio, il quale costituisce in ogni caso uno strumento volto al perseguimento delle finalità di carattere generale demandate alla... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...mministrazione. In particolare, nei servizi pubblici esso costituisce una delle forme di organizzazione cui l'amministrazione può ricorrere per lo svolgimento di attività di interesse generale, in alternativa alla gestione diretta, interponendo il concessionario privato tra sé e la collettività.In passato questo profilo era particolarmente valorizzato ponendo in rilievo l'effetto traslativo di pubblici poteri che si determinava (in particolare cfr. Cass., Sez. Un., 8 agosto 1990, n. 8058; 3 dicembre 1991, n. 12966; ord. 9 maggio 2002, n. 6687).Attualmente, invece, per la decisiva spinta del diritto comunitario, i profili di stampo pubblicistico risultano fortemente attenuati, tantoché l'art. 3, comma 12, cod. contratti pubblici assimila le concessioni di servizi agli appalti di servizi, salvo che per la remunerazione del prezzo (in quanto non proveniente dall'amministrazione ma attraverso la gestione economica del servizio medesimo e dunque dall'utenza privata).Non vi è tuttavia dubbio sul fatto che il rapporto trilaterale che nelle concessioni si instaura rende l'interesse pubblico comunque predominante anche nel corso dell'esecuzione del rapporto scaturente dalla concessione. A differenza dell'appalto, l'amministrazione concedente cons... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ubbio interesse circa le modalità con le quali il servizio viene gestito dal concessionario in propria sostituzione, poiché esso, anche quando affidato a privati, non perde la caratteristica fondamentale della sua finalizzazione a bisogni collettivi. E' proprio alla luce di questo ineliminabile connotato che si giustifica dal punto di vista logico, oltre che costituzionale, l'ampiezza della giurisdizione esclusiva, mentre, per contro, quest'ultima viene esclusa quando la controversia tra autorità concedente e privato concessionario verta su questioni puramente civilistiche, attinenti gli aspetti patrimoniali scaturenti dal rapporto. Ed è per queste ragioni che deve essere affermata la giurisdizione amministrativa anche nella presente controversia, visto che l'atto di decadenza/risoluzione dal quale essa scaturisce attiene a supposti inadempimenti nello svolgimento del servizio idrico integrato i cui effetti non sono circoscritti al suddetto rapporto, ma si riflettono anche sulla collettività.2.7.1 A conferma di ciò è il caso di evidenziare alcuni passaggi della delibera consiliare impugnata, e cioè quelli nei quali, operato un rinvio ai prodromici atti di contestazione e diffida ed istruttori, si afferma l'esistenza di reit... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...mpimenti, connotati dai requisiti "della gravità ed essenzialità rispetto alla salvaguardia e alla tutela degli interessi pubblici cui il Comune è preposto – primi fra tutti quelli della tutela della salute e della sicurezza pubblica" (punto "i" del preambolo); ed ancora il punto m) del dispositivo, dove si ribadisce che i malfunzionamenti degli impianti riscontrati costituiscono "grave rischio per la salute pubblica e l'incolumità pubblica".2.8 Infine, non è corretta la prospettazione di un'asimmetria di tutela tra concessioni amministrative e contratti di diritto comune. Anche in quest'ultimo caso, infatti, la parte che fondatamente resista all'altrui domanda di risoluzione per inadempimento, o contesti l'avveramento dei presupposti della risoluzione di diritto, ottiene il risultato di fermare l'efficacia del contratto.2.9 Conseguentemente il motivo dell'appello incidentale in esame deve essere respinto, dovendosi affermare la sussistenza della giurisdizione amministrativa sulla presente controversia.»



 
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