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Impugnazione del condono ed interventi successivi

L'individuazione del termine di decorrenza d’impugnazione della concessione edilizia in sanatoria è condivisibile per la concessione in sanatoria di un unico e definito immobile, ma va adeguato con grande attenzione a compendi immobiliari articolati in più strutture.

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titolo:IL CODICE DEGLI ABUSI EDILIZI
anno:2017
pagine: 5843 in formato A4, equivalenti a 9933 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
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TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> IMPUGNAZIONE

La presentazione di una domanda di condono comporta il venir meno dell'interesse alla decisione sul ricorso avverso l'ordinanza di demolizione dell'abuso edilizio.

L'impugnazione dei titoli edilizi (concessioni ed oggi permessi di costruire) in sanatoria deve essere proposta nel termine di decadenza decorrente dalla pubblicazione all'albo del relativo provvedimento, mentre è possibile prospettare un diverso momento di decorrenza del termine con riguardo ad attività edilizie che seguano il rilascio dei titoli abilitativi.

In presenza di attività edilizia ex post sanata, ma comunque già percepibile nella sua consistenza fisica e nella sua valenza assunta come lesiva degli interessi e/o diritti dei terzi, non vale il principio della piena conoscenza dell'atto ai fini dell'impugnazione, ma ritorna in tutta la sua efficacia il principio generale di decorrenza dei termini dalla pubblicazione. Non esiste, infatti, alcuna delle ragioni di temperamento indotte per le concessioni ordinarie dalla non immediata percezione della lesività dell'atto che il solo provvedimento concessorio formalmente emanato può non evidenz... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...
Ai fini della decorrenza del termine per l'impugnazione, da parte di terzi, di provvedimenti di concessione in sanatoria di manufatti abusivi, occorre avere esclusivo riguardo alla data di scadenza della pubblicazione del provvedimento a sanatoria – da effettuarsi in forza dell'art. 20 del testo Unico in materia edilizia di cui al D.P.R. n. 380 del 2001, in quanto è compiutamente nota la lesione materiale subita, che peraltro continua a costituire, anch'essa, necessitato presupposto per l'impugnativa.

Il principio, per il quale il termine per l'impugnazione delle concessioni edilizie decorre dal giorno in cui si è avuta piena conoscenza del contenuto della concessione, trova diversa applicazione nel caso di concessioni in sanatoria, nel senso che, mentre per le prime la piena conoscenza dell'opera che è stata autorizzata si realizza, di regola, con la conoscenza dell'atto concessorio, per le concessioni in sanatoria si verifica solo da quando si viene a sapere che per una determinata opera, già esistente e definita, è stato rilasciato il titolo in sanatoria.

L'indirizzo giurisprudenziale in tema d'individuazione del termine di decorrenza d'impugnazione della concessione edilizia in sanatoria (a ment... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... la piena conoscenza si verifica quando si sappia che per una determinata opera, esistente e definita, sia stata rilasciata la sanatoria) è condivisibile per la concessione in sanatoria di un unico e definito immobile, ma deve essere adeguato cum grano salis a compendi immobiliari articolati in più strutture, di cui una principale e le altre accessorie, con volumi interrati e non.

In materi di sanatoria degli abusi edilizi, l'illegittimità dei provvedimenti dell'autorità preposta alla tutela del vincolo paesistico si ha solo quando la motivazione, anziché basarsi su argomentazioni attinenti a ragioni di tutela del paesaggio e dell'ambiente, involge esigenze edilizie ed urbanistiche, le quali rientrano nelle competenze dell'autorità comunale.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> IMPUGNAZIONE --> EFFETTI SULLA PROCEDURA ESPROPRIATIVA

La definizione della controversia sul condono edilizio non è pregiudiziale né condiziona l'esercizio del potere ablativo.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> INTERVENTI SUCCESSIVI AL CONDONO

La delibazione della domanda di condono si riferisc... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...amente al manufatto così come è stato realizzato entro la scadenza prevista dal legislatore, dovendo in pendenza del relativo procedimento ammettersi solo interventi di tipo conservativo.

In pendenza della procedura di condono, non possono essere eseguiti neppure interventi di completamento, senza la previa autorizzazione ex art. 35 l. 47/85, con la conseguenza, che gli interventi, sia pure qualificabili come di manutenzione e di ristrutturazione, ripetono la medesima caratteristica di illegittimità dell'opera principale cui accedono e sono pertanto suscettibili delle medesime sanzioni.

La mera presentazione dell'istanza di condono non autorizza la prosecuzione dei lavori abusivi a completamento delle opere oggetto della richiesta di sanatoria, le quali, fino al momento dell'eventuale accoglimento della domanda di condono, devono ritenersi comunque abusive.

Per far luogo ad un qualsivoglia intervento, per di più su di un territorio vincolato, occorre attivare previamente la speciale procedura imposta dall'art. 35 della l. 47 del 1985 con la conseguenza che, in difetto, la misura repressiva si appalesa doverosa e non può essere evitata nell'assunto che per le opere realizzate, da valutarsi nella loro ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...rave; e non in via atomistica, non fosse necessario il permesso di costruire o che avessero natura pertinenziale.

In caso di prosecuzione dei lavori di un immobile già oggetto di domanda di condono vale il principio in forza del quale è la prosecuzione in sé dei lavori ad essere preclusa, senza che sia possibile distinguere tra opere pertinenziali e non, tra opere soggette al permesso di costruire ed opere realizzabili con d.i.a.

L'art. 35 della legge 28 febbraio 1985, n. 47, autorizza esclusivamente, quando sussistono i presupposti da essa indicati, la realizzazione di lavori di completamento con assunzione del rischio da parte di chi li effettua, nel caso di rigetto della domanda di condono; esso non si occupa della diversa fattispecie in cui il soggetto che ha presentato la domanda di condono abbia realizzato interventi non di rifinitura ma nuovi e diversi rispetto a quelli oggetto della richiesta di sanatoria.

In mancanza di una espressa norma di divieto, la realizzazione di interventi nuovi e diversi rispetto a quelli oggetto della richiesta di sanatoria non può da sola giustificare il diniego del condono, occorrendo verificare se essi hanno inciso in modo radicale sui beni oggetto del condono impedend... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...istrazione di valutare, per la diversità degli immobili, la sussistenza dei presupposti per la concessione del condono.

Le opere realizzate dopo la presentazione della domanda di condono possono condurre, ricorrendo i presupposti e a seconda dei casi, al rigetto della domanda stessa ovvero all'applicazione delle sanzioni previste in caso di accertata "autonoma" abusività.

A fronte della realizzazione di opere successive all'istanza di condono che, per la loro autonoma identificazione, non possono impedire una valutazione di quelle originariamente oggetto della domanda di sanatoria, l'amministrazione comunale deve, da un lato, verificare se sussistono i presupposti per il condono delle opere "originariamente" realizzate, dall'altro, accertare la natura degli interventi successivi posti in essere dagli interessati ed applicare in relazione ad essi le sanzioni demolitorie o pecuniarie previste dalla legge.

L'accoglimento della domanda di condono, non comporta un'automatica variazione della destinazione urbanistica del terreno ove insiste l'attività condonata, né una modifica della disciplina urbanistica: pertanto, i successivi interventi sull'immobile condonato sono regolati dalla disciplina della zona in cui ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...e; ubicato.

Nel caso in cui sia sanato un intervento di mutamento di destinazione d'uso di un'area da agricola ad artigianale per rimessaggio della barche a cielo aperto situata in zona E, gli interventi successivi sono regolati dalla normativa delle zone agricole e non delle zone produttive, in quanto il condono non ha l'effetto di una variante urbanistica.

In materia edilizia non è ammissibile il rilascio del titolo edilizio in sanatoria ai sensi dell'art. 36 del d.P.R. n. 380 del 2001 subordinato alla esecuzione di specifici interventi edilizi, atteso che tale condizione contrasta con gli elementi essenziali alla stregua del parametro della c.d. doppia conformità; in altri termini, la previsione non può essere invocata per sanare costruzioni abusive che, per essere, in ipotesi, ammesse a sanatoria, richiederebbero l'esecuzione di ulteriori opere di adeguamento non esistenti alla data della presentazione della domanda di sanatoria.

Il completamento di manufatti in pendenza di definizione di istanze di condono edilizio, non suscettibili le lavorazioni intervenute di una valutazione atomistica, può avvenire, ex art. 35 l. 47 del 1985 (richiamato dalla successiva legislazione condonistica), solo al decorso d... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...dilatorio di trenta giorni dalla notifica al Comune del proprio intendimento, con allegazione di perizia giurata ovvero documentazione avente data certa in ordine allo stato dei lavori abusivi.

In pendenza di definizione di istanze di condono edilizio, sebbene interventi di natura eminentemente conservativa possono essere ammessi, si agisce assumendo espressamente a proprio carico rischi e pericoli connessi, cosicché se il condono verrà negato si dovrà demolire anche le migliorie apportate.

Le opere di completamento delle opere sub condono, in mancanza della prescritta autorizzazione ex art. 35 l. 47/85, debbono considerarsi attratte nel regime sanzionatorio delle opere principali, cui accedono, da considerarsi abusive fino alla definizione in senso positivo dell'istanza di condono.

Posto che ogni procedimento sanzionatorio in materia edilizia debba restare sospeso, qualora risulti presentata istanza di concessione in sanatoria fino alla definizione di detta istanza da parte del Comune, al quale il giudice non può in ogni caso sostituirsi, nemmeno per una valutazione in via incidentale della eventuale condonabilità delle opere di cui si tratta, ciò nondimeno, deve aggiungersi che tale effetto ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...o resta predicabile esclusivamente rispetto alle sole opere abusive dichiarate nella domanda di condono, non potendo evidentemente la suddetta istanza interferire con l'ordinario esercizio del potere repressivo di abusi ulteriori e diversi da quelli per cui risulta chiesta la sanatoria.

L'amministrazione è vincolata ad esaminare l'oggetto della domanda di condono nel suo stato esistente, ovvero il manufatto così come è stato realizzato entro la scadenza prevista dal legislatore, cosicché la valutazione di fattibilità di eventuali successivi interventi correttivi esula dagli obblighi istruttori del Comune e può, al più, concretare una facoltà circoscritta ai casi di minime modifiche, che comunque non possono oltrepassare il limite della manutenzione ordinaria.

Poiché oggetto della concessione in sanatoria ex art. 43 della legge 28 febbraio 1985, n. 47 sono i lavori attinenti alle "strutture realizzate" che "siano strettamente necessari alla loro funzionalità", ciò implica che la norma può essere applicata ai soli lavori necessari per assicurare la funzionalità di quanto già costruito e non consente, invece, di integrare le opere con i... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...dilizi che diano luogo di per sé a nuove strutture.

Non sono consentiti interventi di ampliamento o nuova costruzione che si innestano su, o comunque presuppongono, un manufatto abusivo condonato, poiché ciò significherebbe annettere a questo ultimo una potenzialità edificatoria che non ha e che il legislatore non ha mai riconosciuto, con il rischio peraltro di consentire un utilizzo meramente strumentale del procedimento di condono al fine esclusivo di paralizzare l'irrogazione di sanzioni amministrative e consentire modifiche e trasformazioni di quanto illecitamente realizzato.

La misura repressiva degli abusi edilizi costituisce atto dovuto, che non può essere evitata nell'assunto che per le opere realizzate non fosse necessario il permesso di costruire o che avessero natura pertinenziale; ciò perché, in caso di prosecuzione dei lavori di un immobile già oggetto di domanda di condono, vale il diverso principio in forza del quale è la prosecuzione in sé dei lavori ad essere preclusa, senza che sia possibile distinguere tra opere pertinenziali e non, tra opere soggette al permesso di costruire ed opere realizzabili con d.i.a.

In caso di prosecuzione di lavori su un... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ià oggetto di domanda di condono opera il principio in forza del quale è vietata la prosecuzione in sé dei lavori senza che sia possibile distinguere tra opere soggette al permesso di costruire ed opere realizzabili con d.i.a.

Sono suscettibili di condono gli interventi di completamento di un'opera già ultimata non, invece, gli ampliamenti della stessa.

In tema di condono, l'attività di parziale demolizione dell'edificio, eseguita nel rispetto dell'ingiunzione emanata dall'ausiliario del Giudice dell'ottemperanza, nonché quella successiva e conseguente di ricostruzione delle pareti, non rendono l'edificio il prodotto di una nuova attività edificatoria, ma costituiscono riduzione in pristino delle parti, considerate abusive, realizzate in violazione delle distanze, di un edificio già completato seppur in forza di un titolo annullato.

Le variazioni apportate all'immobile condonato che costituiscono riduzione di superficie imposta da provvedimenti giudiziari non pongono un problema di elusione della norma di condono, sia in ragione della finalità del nuovo intervento (riduzione e non già ampliamento), sia in ragione delle cause dello stesso (ottemperanza ad un ordine g... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ....

Il requisito della "non ultimazione" previsto dall'art. 43 della legge n. 47/1985 deve essere logicamente letto in relazione a quello ordinario della "ultimazione" previsto dall'art. 31, con la conseguenza che possono certamente conseguire la sanatoria edilizia anche manufatti la cui realizzazione si sia arrestata ad uno stadio anteriore a quello di configurabilità dei predetti requisiti. Tuttavia, avendo la disposizione di cui all'art. 43 carattere eccezionale rispetto alla regola generale sancita dall'articolo 31, essa è di stretta interpretazione ed applicabile in termini restrittivi (vertendosi, tra l'altro, in materia di beneficio di condono di lavori abusivi), richiedendosi necessariamente che il manufatto, pur non ultimato, sia suscettibile di una sicura identificazione edilizia, sia da un punto di vista strutturale che della destinazione.

La sicura identificazione edilizia richiesta per l'esecuzione di lavori di completamento sull'immobile da condonare ai sensi dell'art. 43 della l. 47/1985 non sussiste laddove l'immobile versi in uno stato sostanzialmente embrionale, essendo state realizzate soltanto le pilastrature.

Poiché oggetto dell'articolo 43, comma 5, della legge 28 febbraio 1... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...sono i lavori attinenti alle strutture realizzate e strettamente necessari alla loro funzionalità, ciò implica che la norma può essere applicata ai soli lavori necessari per assicurare la funzionalità di quanto già costruito e non consente, invece, di integrare le opere con interventi edilizi che diano luogo di per sé a nuove strutture.

Non può ammettersi la prosecuzione dei lavori abusivi a completamento di opere che, fino al momento di eventuali sanatorie, devono ritenersi comunque abusive, con conseguente obbligo del comune di ordinarne la demolizione.

Iin presenza di manufatti abusivi non condonati né sanati, gli interventi ulteriori (sia pure riconducibili, nella loro oggettività, alle categorie della manutenzione straordinaria, del restauro e/o risanamento conservativo, della ristrutturazione, della realizzazione di opere costituenti pertinenze urbanistiche) ripetono le caratteristiche di illegittimità dell'opera principale, alla quale ineriscono strutturalmente, sicché non può ammettersi la prosecuzione dei lavori abusivi a completamento di opere che, fino al momento di eventuali sanatorie, devono ritenersi comunque abusive, con conseguente obbligo del Comune ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...e la demolizione.

L'unico significato possibile dell'art. 35, comma XIV, della legge n. 471985 è quello consentire all'istante ciò che la mera presentazione della sola domanda di sanatoria non può, invece, autorizzare: ossia proprio il completamento –sotto la propria responsabilità- delle opere abusive oggetto di tale domanda.

Il titolo di legittimazione di cui al comma XIV dell'art. 35 L. 471985 ha carattere meramente provvisorio, essendo condizionato dalla definizione della domanda di condono che, se negativa, dovrà legittimamente condurre alla sanzione demolitoria.

I lavori di completamento di cui all'art. 35, co. 8, legge 47/1985 si caratterizzano per la loro assoluta necessità ai fini della utilizzabilità concreta del manufatto oggetto di condono e per la irrilevanza o comunque marginalità degli stessi, e non devono essere tali da aggiungere un quid novi alla consistenza ed alla conformazione strutturale dell'edificio così come oggettivamente identificabile al momento dell'ultimazione.

È illegittima la concessione edilizia che sia volta a legittimare l'esecuzione di opere estranee al concetto di "opere di completamento" di cui all... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...o. 8, legge 47/1985, intendendosi per estranei quei lavori che siano tali da aggiungere un quid novi alla consistenza ed alla conformazione strutturale dell'edificio così come oggettivamente identificabile al momento dell'ultimazione.

In pendenza del procedimento di condono le uniche opere ammissibili sono le limitate opere di completamento di cui all'art. 35, co. 8, legge 47/1985 e nessuna concessione edilizia autonoma può essere rilasciata per legittimare interventi parziali su porzioni dell'immobile abusivo.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> ISTANZA DI CONCLUSIONE

Il proprietario confinante con l'abuso edilizio ha interesse alla conclusione del procedimento di condono, con determinazione espressa, entro i termini previsti dalla legge: non depone in senso contrario l'astratta possibilità della formazione del silenzio assenso, in quanto, a fronte dell'incerta sussistenza dei presupposti di formazione di quest'ultimo, rileva l'interesse a che l'amministrazione renda inequivoco l'avvenuto perfezionamento o meno del titolo tacito, così da potersi pronunciare espressamente sulla domanda di adozione del provvedimento repressivo.


 
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