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Giurisdizione sulle questioni relative al calcolo dell'indennità d'esproprio: quantificazione, revisione ed eventuale rivalsa


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titolo:GIURISDIZIONE E COMPETENZA GIURISDIZIONALE nell’ambito del governo del territorio
anno:2016
pagine: 3023 in formato A4, equivalenti a 5139 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 45,00

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GIUDIZIO --> GIURISDIZIONE E COMPETENZA --> INDENNITÀ --> QUANTIFICAZIONE

Sintesi: Il motivo concernente l'insufficienza della previsione finanziaria dell'espropriazione afferisce alla stima dell'indennizzo, che ricade nella giurisdizione del giudice ordinario.


Estratto: «Si conferma, infine, l'inammissibilità del motivo concernente l'insufficienza della previsione finanziaria dell'espropriazione, a dire degli appellanti inferiore di due terzi rispetto a quanto emergerebbe da una perizia stragiudiziale.Appare evidente come il motivo afferisca alla stima dell'indennizzo , che ricade nella giurisdizione del giudice ordinario, ai sensi dell'art. 19 l.22 ottobre 1971, n. 865.»

Sintesi: Esula dalla giurisdizione amministrativa la cognizione della questione inerente non già la carenza ab imis della previsione dell'indennità, ma soltanto l'insufficienza, ricadendo essa nell'ambito della riserva di giurisdizione del G.O., ai sensi dell'art. 133, comma 1, lett. g) c.p.a..e già dell'art. 53, comma 2, del D.P.R. 8.6.2001 n. 327.

Estratto: «1.1. In ordine logico e seguendo la graduazione della trattazione delle question... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...li, in coerenza con i principi stabiliti dall'art. 76, comma 4, c.p.a., va preliminarmente rilevato il difetto di giurisdizione con riferimento alle questioni sollevate con il terzo profilo di gravame, con cui parte ricorrente deduce che il valore dei beni espropriati sarebbe maggiore rispetto a quello indicato nel provvedimento di esproprio, anche in violazione delle norme procedimentali di riferimento.In tema di determinazione dell'indennità di esproprio, il giudizio di opposizione alla stima, avendo ad oggetto la quantificazione del debito dell'espropriante e del corrispondente credito dell'espropriato, inerisce a posizioni di diritto soggettivo e va, quindi, devoluto alla giurisdizione del Giudice Ordinario, ancorché proposto come impugnazione del provvedimento di stima, volto a contestare la legittimità o la ritualità del relativo iter procedimentale, giacché la stima costituisce espressione di mera valutazione tecnica nell'applicazione di criteri liquidatori direttamente fissati dalla legge e non è, pertanto, suscettibile di degradare o di affievolire le posizioni soggettive che vengono in discussione nel giudizio di opposizione.Esula, quindi, dalla giurisdizione amministrativa la cognizione della questione inerente non già ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ab imis della previsione dell'indennità, ma soltanto l'insufficienza, ricadendo essa nell'ambito della riserva di giurisdizione del G.O., ai sensi dell'art. 133, comma 1, lett. g) c.p.a..e già dell'art. 53, comma 2, del D.P.R. 8.6.2001 n. 327.»

Sintesi: Esula dalla giurisdizione amministrativa la cognizione della questione inerente non già la carenza ab imis della previsione dell'indennità, ma soltanto l'insufficienza, ricadendo essa nell'ambito della riserva di giurisdizione del G.O., ai sensi dell'art. 133, comma 1, lett. g) c.p.a..e già dell'art. 53, comma 2, del D.P.R. 8.6.2001 n. 327.

Estratto: «In tema di determinazione dell'indennità di esproprio, il giudizio di opposizione alla stima, avendo ad oggetto la quantificazione del debito dell'espropriante e del corrispondente credito dell'espropriato, inerisce a posizioni di diritto soggettivo e va, quindi, devoluto alla giurisdizione del Giudice Ordinario, ancorché proposto come impugnazione del provvedimento di stima, volto a contestare la sua legittimità o la ritualità dell'iter procedimentale, in esito al quale esso è stato reso, giacché la stima cos... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...pressione di mera valutazione tecnica nell'applicazione di criteri liquidatori direttamente fissati dalla legge e non è, pertanto, suscettibile di degradare o di affievolire le posizioni soggettive che vengono in discussione nel giudizio di opposizione.Esula, quindi, dalla giurisdizione amministrativa la cognizione della suddetta questione, inerente non già la carenza ab imis della previsione dell'indennità, ma soltanto la sua insufficienza, ricadendo essa nell'ambito della riserva di giurisdizione del GO, ai sensi dell'art. 133, comma 1, lett. g) c.p.a..e già dell'art. 53, comma 2, del D.P.R. 8.6.2001 n. 327.»

Sintesi: Sussiste la giurisdizione del giudice ordinario nel caso di controversie riguardanti la cessione volontaria dei beni nel corso di una procedura espropriativa, e ciò in relazione a tutte le controversie concernenti non solo il pagamento ma anche di riliquidazione o integrazione dell'indennità concordata, a norma dell'art. 12 l. n. 865 del 1971, in quanto le relative domande si fondano sul diritto soggettivo all'indennizzo per la perdita del bene.

Estratto: «Quanto all'ultimo motivo, va rilevato che risulta dagli atti che i ricorrenti si sono dichiarati disposti alla cessione... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... per talune particelle, mentre per altre hanno dichiarato uguale disponibilità "a patto, ovviamente, che l'indennità sia calcolata con riferimento alla opportuna classificazione catastale sopra proposta" (nota 21 giugno 2004). La proposta in questione, contrariamente a quanto esposto in ricorso, non scaturisce da un preteso errore materiale, che avrebbe dato titolo a pretendere la rettifica dall'ente espropriante in modo da consentire l'accettazione di un'indennità adeguata, ma a differenti valutazioni in ordine al valore delle particelle in questione che hanno alla fine portato a non accettare l'indennità liquidata.Va sul punto comunque osservato che "la denuncia da parte dell'espropriando di omissioni o vizi della fase procedimentale successiva all'offerta dell'indennità provvisoria e concernenti la determinazione dell'indennità definitiva in sede amministrativa, che si siano tradotti in un impedimento all'esercizio della facoltà di convenire la cessione volontaria del bene a norma dell'art. 12, l. 12 ottobre 1971 n. 865, si ricollega a posizioni di diritto soggettivo, stante la stretta connessione delle regole procedimentali che si assumono violate con la determinazione dell'indennità e con il presupposto legittimante il... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ativo dell'Amministrazione, e spetta quindi alla giurisdizione del giudice ordinario, nel cui potere rientra il sindacato incidentale sulla legittimità dell'operato dell'Amministrazione" (T.A.R. Piemonte, sez. II, 22 gennaio 2011, n. 46; analogamente T.A.R. Piemonte, sez. I, 20 maggio 2009, n. 1443). Per cui sussiste la giurisdizione del giudice ordinario nel caso di controversie riguardanti la cessione volontaria dei beni nel corso di una procedura espropriativa, e ciò in relazione a tutte le controversie concernenti non solo il pagamento ma anche di riliquidazione o integrazione dell'indennità concordata, a norma dell'art. 12 l. n. 865 del 1971, in quanto le relative domande si fondano sul diritto soggettivo all'indennizzo per la perdita del bene che trova immediata tutela nello speciale modello procedimentale previsto da detta normativa, che non lascia margine di discrezionalità alla p.a." (Cass., sez. un., 6 dicembre 2010, n. 24687).»

Sintesi: Vanno ritenute soggette alla cognizione del giudice ordinario le sole controversie attinenti in via immediata e diretta alla quantificazione delle indennità, ossia quelle che, nel presupposto riconosciuto di una determinata qualificazione dell'attività amministrativa ine... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nduzione dell'esproprio, postulano l'accertamento del valore che il bene oggetto di esproprio possiede e la corrispondenza a tale valore della indennità offerta e non accettata.

Estratto: «Dall'esame degli atti versati in giudizio, trovano conferma le circostanze dedotte da parte ricorrente, circa la diversità tra quanto rilevato nel decreto di occupazione, laddove si registra la presenza di filari di viti nella particella nr. 58 del foglio 20, e quanto dichiarato dal Comune nella determinazione della indennità contenuta nell'atto impugnato laddove si quantifica in euro /mq 0,10 il valore della medesima superficie considerandola interamente come incolta.In questi limiti, l'oggetto della pretesa fatta valere in giudizio attiene alla fase della formazione della volontà amministrativa, e dunque rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo. Invece, fuoriesce dalla giurisdizione del giudice amministrativo, la questione della determinazione della indennità, la quale dovrà essere sottoposta al giudice ordinario che è munito di giurisdizione in tal senso.Si deve meglio precisare che la doglianza relativa alla illegittimità del provvedimento di determinazione ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nità provvisoria, nella misura in cui non investe direttamente la quantificazione della summenzionata indennità, ma riguarda un vizio "pregresso" nel procedimento che porta alla formazione dell'atto, come nel caso di specie, rientra nella previsione della giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo di cui all'art. 34 del Dlgs 80/98, rispetto alla quale la attribuzione al giudice ordinario della giurisdizione in materia di indennità ha natura eccezionale e come tale va interpretata restrittivamente. In tal senso, vanno ritenute soggette alla cognizione del giudice ordinario le sole controversie attinenti in via immediata e diretta alla quantificazione delle indennità, ossia quelle che, nel presupposto riconosciuto di una determinata qualificazione dell'attività amministrativa inerente la conduzione dell'esproprio, postulano l'accertamento del valore che il bene oggetto di esproprio possiede e la corrispondenza a tale valore della indennità offerta e non accettata. Nel merito, il ricorso è fondato: la contraddizione tra i due provvedimenti comunali risulta per tabulas e ciò determina che il secondo è illegittimo per eccesso di potere, laddove non contiene alcuna indicazione che possa consentire di comprendere le... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lla diversa qualificazione, deteriore, del fondo del ricorrente.»

GIUDIZIO --> GIURISDIZIONE E COMPETENZA --> INDENNITÀ --> REVISIONE INDENNITÀ

Sintesi: Qualora l'azione proposta sia intesa ad ottenere la revisione dell'indennità espropriativa concordata dagli attori con l'ente espropriante, e in alcun modo sia manifestato l'intento di contestare la validità dell'accordo, la competenza per materia spetta astrattamente in unico grado alla Corte d'Appello quale giudice dell'opposizione alla stima, ai sensi dell'art. 54 del D.P.R. n.327 del 2001, restando demandata ogni considerazione circa l'ammissibilità e la fondatezza dell'opposizione alla stima in presenza dell'accordo amichevole intercorso fra le parti, al giudice competente.

Estratto: «Premessa la sussistenza, in astratto, della giurisdizione del g.o., occorre tuttavia verificare la correttezza dell'eccezione di incompetenza per materia in favore della Corte d'Appello di Bari, tempestivamente sollevata dall'Anas spa e dall'interventrice volontaria Grandi Lavori Fincosit spa.Come ripetutamente chiarito dalla S.C., in ipotesi di espropriazione parziale di un fondo, la perdita di valore della zona residua che resta in pro... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e; del privato non trova tutela nell'art. 46 della L. n. 2359 del 1865, che prevede un indennizzo a favore del terzo che, pur non avendo subito l'espropriazione, riceve pregiudizio dall'esecuzione o dall'esercizio legittimo dell'opera pubblica; la norma è invocabile anche dal soggetto espropriato, ma solo per aree di sua proprietà non connesse a quelle ablate, per le quali egli è da qualificare "terzo" rispetto alla procedura espropriativa e come tale legittimato a proporla -non a caso la rubrica dell'art.44 del D.P.R. n. 327 del 2001, che ricalca letteralmente il vecchio art. 46 della L. n. 2359 del 1865, riporta la dizione "indennità dovuta al titolare del bene non espropriato"-.Per l'espropriazione parziale opera dunque unicamente l'art. 40 della stessa L. n. 2359 del 1965, avente portata e caratteri generali, il quale prevede che si tenga conto della diminuzione di valore dell'area residua, collegata con quella espropriata da un vincolo strumentale ed obiettivo; secondo Cass. civ. Sez. I, 29/11/2000 n. 15305, tanto vale anche in caso di indennità concordate e non giudizialmente determinate, sia perché il compenso per la cessione volontaria deve produrre risultati non diversi dall'espletamento del procedimento espr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sia perché unico è il criterio di riferimento, costituito dall'art. 40 della L. n. 2359 del 1865 -si vedano anche, fra le altre, Cass. civ. Sez. I, 05/06/2001, n. 7590; Cass. sez. un. 2003/n.l0163; Cass. civ. Sez. I, 25/11/2005, n. 25017; Cass. civ. Sez. I, 16/09/2009, n. 19972 -.In base al tipo di danni prospettati dagli attori ed alla loro riferibilità alla parte residua dello stesso fondo espropriato, l'azione proposta è in effetti intesa ad ottenere la revisione dell'indennità espropriativa concordata dagli attori con l'ente espropriante con l'atto del 21/07/2004, revisione in ordine alla quale la competenza per materia spetta astrattamente in unico grado alla Corte d'Appello di Bari quale giudice dell'opposizione alla stima, ai sensi dell'art. 54 del D.P.R. n.327 del 2001.Il Tribunale non ignora l'orientamento della S.C. secondo il quale, in tema di espropriazione per pubblica utilità, una volta che l'indennità provvisoria sia stata accettata o concordata attraverso un accordo amichevole (come nella presente fattispecie), la misura dell'indennità diviene definitiva e non più contestabile, con la conseguenza che resta precluso il ricorso al rimedio della sua determinazione giudiziale attraverso la proposizione de... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...one alla stima, mentre rimane salva la possibilità di intentare un ordinario giudizio di cognizione dinanzi al giudice di primo grado diretto a contestare la validità dell'accordo circa la misura dell'indennità per farne accertare l'eventuale nullità, annullabilità o rescindibilità (si vedano in proposito Cass. civ. Sez. I, 13/09/2006, n. 19671; Cass. civ. Sez. 1, 02/04/2007 n.8217): nel caso, però, gli attori non hanno in alcun modo manifestato l'intento di contestare la validità dell'accordo del 21/07/2004 circa la misura dell'indennità, accordo che hanno piuttosto invocato, nella parte in cui vi si affermava la non inclusione, nell'indennità concordata, "di danni diretti ed indiretti".Ogni considerazione circa l'ammissibilità e la fondatezza dell'opposizione alla stima in presenza dell'accordo amichevole intercorso in proposito fra le parti, resta peraltro necessariamente demandata al giudice competente.»

Sintesi: Qualora l'azione proposta sia intesa ad ottenere la revisione dell'indennità espropriativa concordata con l'ente espropriante e non a contestare la validità dell'accordo circa la misura dell'indennità, accordo piuttosto invocato, nella ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i vi si affermava la non inclusione, nell'indennità concordata, "di danni diretti ed indiretti", la competenza per materia spetta astrattamente in unico grado alla Corte d'Appello quale giudice dell'opposizione alla stima, ai sensi dell'art. 54 del D.P.R. n.327 del 2001.

Estratto: «3.--La competenza della Corte d'AppelloCome ripetutamente chiarito dalla S.C., in ipotesi di espropriazione parziale di un fondo, la perdita di valore della zona residua che resta in proprietà del privato non trova tutela nell'art. 46 della L. n. 2359 del 1865, che prevede un indennizzo a favore del terzo che, pur non avendo subito l'espropriazione, riceve pregiudizio dall'esecuzione o dall'esercizio legittimo dell'opera pubblica; la norma è invocabile anche dal soggetto espropriato, ma solo per aree di sua proprietà non connesse a quelle ablate, per le quali egli è da qualificare "terzo" rispetto alla procedura espropriativa e come tale legittimato a proporla -non a caso la rubrica dell'art.44 del D.P.R. n. 327 del 2001, che ricalca letteralmente il vecchio art. 46 della L. n. 2359 del 1865, riporta la dizione "indennità dovuta al titolare del bene non espropriato"-.Per l'espropriazione parziale opera dun... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nte l'art. 40 della stessa L. n. 2359 del 1965, avente portata e caratteri generali, il quale prevede che si tenga conto della diminuzione di valore dell'area residua, collegata con quella espropriata da un vincolo strumentale ed obiettivo; secondo Cass. civ. Sez. I, 29/11/2000 n. 15305, tanto vale anche in caso di indennità concordate e non giudizialmente determinate, sia perché il compenso per la cessione volontaria deve produrre risultati non diversi dall'espletamento del procedimento espropriativo, sia perché unico è il criterio di riferimento, costituito dall'art. 40 della L. n. 2359 del 1865 -si vedano anche, fra le altre, Cass. civ. Sez. I, 05/06/2001, n. 7590; Cass. sez. un. 2003/n.l0163; Cass. civ. Sez. I, 25/11/2005, n. 25017; Cass. civ. Sez. I, 16/09/2009, n. 19972 -.In base al tipo di danni prospettati dagli attori ed alla loro riferibilità alla parte residua dello stesso fondo espropriato, l'azione proposta è in effetti intesa ad ottenere la revisione dell'indennità espropriativa concordata dagli attori con l'ente espropriante con l'atto del 21/07/2004, revisione in ordine alla quale la competenza per materia spetta astrattamente in unico grado alla Corte d'Appello di Bari quale giudice dell'opposizione alla stima, ai... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...'art. 54 del D.P.R. n.327 del 2001.Il Tribunale non ignora l'orientamento della S.C. secondo il quale, in tema di espropriazione per pubblica utilità, una volta che l'indennità provvisoria sia stata accettata o concordata attraverso un accordo amichevole (come nella presente fattispecie), la misura dell'indennità diviene definitiva e non più contestabile, con la conseguenza che resta precluso il ricorso al rimedio della sua determinazione giudiziale attraverso la proposizione dell'opposizione alla stima, mentre rimane salva la possibilità di intentare un ordinario giudizio di cognizione dinanzi al giudice di primo grado diretto a contestare la validità dell'accordo circa la misura dell'indennità per farne accertare l'eventuale nullità, annullabilità o rescindibilità (si vedano in proposito Cass. civ. Sez. I, 13/09/2006, n. 19671; Cass. civ. Sez. 1, 02/04/2007 n.8217): nel caso, però, gli attori non hanno in alcun modo manifestato l'intento di contestare la validità dell'accordo del 21/07/2004 circa la misura dell'indennità, accordo che hanno piuttosto invocato, nella parte in cui vi si affermava la non inclusione, nell'indennità concordata, "di danni diretti ed indiretti".... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...erazione circa l'ammissibilità e la fondatezza dell'opposizione alla stima in presenza dell'accordo amichevole intercorso in proposito fra le parti, resta peraltro necessariamente demandata al giudice competente.»

GIUDIZIO --> GIURISDIZIONE E COMPETENZA --> INDENNITÀ --> RIVALSA





Sintesi: In caso di delega al compimento delle operazioni espropriative delle aree per la costruzione di alloggi di edilizia economica e popolare, sussiste il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo in ordine alla domanda di manleva, con la quale il Comune delegante chiede, in virtù della convenzione stipulata con il soggetto delegato, il riconoscimento del diritto ad essere tenuto indenne, con relativo onere di quest'ultimo, da ogni somma che dovesse essere condannato a pagare a titolo risarcitorio.

Estratto: «Stabilito pertanto che spetta al ricorrente il risarcimento del danno, per la perdita del suo bene, e che detto danno va risarcito per equivalente, giusta la richiesta formulata in tal senso dalla "I. A. C. P. Futura", quanto alla richiesta, del Comune di Bellizzi, di tenerlo esente da ogni responsabilità di natura risarcitoria, in virtù della dele... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tesso conferita alla "I. A. C. P. Futura" per il compimento di tutte le attività espropriative, la stessa non può essere accolta, in conformità all'orientamento, espresso nella seguente ulteriore massima: "Ai fini della individuazione del soggetto obbligato al risarcimento del danno derivante da occupazione appropriativa, la delega al compimento delle operazioni espropriative delle aree per la costruzione di alloggi di edilizia economica e popolare – svolgendosi la procedura non solo in nome e per conto, ma anche d'intesa con il delegante – non priva quest'ultimo, pur sempre tenuto a promuovere correttamente la procedura ablatoria, dei propri poteri di controllo e di stimolo dell'attività del delegato, il cui mancato o insufficiente esercizio vale a rendere il delegante corresponsabile dell'illecito, sicché spetta a quest'ultimo l'onere di allegare e dimostrare di aver esercitato detti poteri, laddove il fatto stesso della tempestiva mancata emissione del decreto di esproprio nel termine di durata dell'occupazione legittima è sufficiente a far presumere, in assenza di contrarie risultanze processuali, il mancato esercizio di tali poteri" (T. A. R. Sicilia Palermo, sez. III, 16 ottobre 2009, n. 1628).Si tenga comunque presente... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...re secondo la decisione che precede: "In caso di delega al compimento delle operazioni espropriative delle aree per la costruzione di alloggi di edilizia economica e popolare, sussiste il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo in ordine alla domanda di manleva, con la quale il Comune delegante chiede, in virtù della convenzione stipulata con il soggetto delegato, il riconoscimento del diritto ad essere tenuto indenne, con relativo onere di quest'ultimo, da ogni somma che dovesse essere condannato a pagare a titolo risarcitorio" (T. A. R. Sicilia Palermo, sez. III, 16 ottobre 2009, n. 1628).»



 
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