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Risarcimento danni da beni pubblici in custodia e da inteclusione: giurisdizione e competenza


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titolo:GIURISDIZIONE E COMPETENZA GIURISDIZIONALE nell’ambito del governo del territorio
anno:2016
pagine: 3023 in formato A4, equivalenti a 5139 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 45,00

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GIUDIZIO --> GIURISDIZIONE E COMPETENZA --> DANNO DA BENI PUBBLICI IN CUSTODIA

Sintesi: La rete fognaria non può considerarsi opera pubblica ai sensi dell'art. 140, lett. d) del R.D. n. 1755 del 1933, con la conseguenza che competente a conoscere del risarcimento del danno dipendente dall'errata esecuzione, mancata manutenzione o mal funzionamento dell'opera è il tribunale ordinario.


Estratto: «In diritto va ribadito il principio che le acque piovane e nere convogliate nelle fognature non sono annoverabili tra le acque pubbliche, per difetto del fondamentale requisito, stabilito dall'art. 1 del R.D. n. 1755 del 1933, dell'attitudine ad usi di pubblico generale interesse, rimasto fermo anche dopo l'entrata in vigore della L. 5 gennaio 1994, n. 36; e che la rete fognaria non può, pertanto, considerarsi opera pubblica ai sensi dell'art. 140, lett. d) del citato R.D. n. 1755 del 1933, con la conseguenza che competente a conoscere del risarcimento del danno dipendente dall'errata esecuzione, mancata manutenzione o mal funzionamento dell'opera è il tribunale ordinario. (Cass. n. 14833/12 da ultima).»

Sintesi: L'inosservanza da parte della p.a., nella sistemazione e manutenzione di una s... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...igrave; come di ogni suolo pubblico), delle regole tecniche, ovvero dei comuni canoni di diligenza e prudenza, può essere denunciata dal privato davanti al g.o., sia quando tenda a conseguire la condanna ad un "facere", sia quando abbia per oggetto la richiesta del risarcimento del danno patrimoniale, giacché una siffatta domanda non investe scelte ed atti autoritativi dell'Amministrazione, bensì un'attività materiale soggetta al rispetto del principio generale del "neminem laedere".

Sintesi: Rientra nella giurisdizione del giudice ordinario l'azione volta a denunciare una causazione di danno ascrivibile all'amministrazione comunale in quanto proprietaria dell'area ove si originò uno smottamento, una negligente condotta manutentiva ovvero l'omesso apprestamento delle precauzioni necessarie ad evitare le conseguenze della frana.

Estratto: «3.1. L'appellante infatti non ha articolato un petitum risarcitorio che individuava quale causa del danno i provvedimenti impugnati in primo grado (comunque rimasti ineseguiti), ma aveva ascritto i danni asseritamente subiti ad un evento naturale (lo smottamento del costone, con conseguenti lesioni arrecate all'immobile di propria pertinenza) e... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ita di disponibilità del proprio immobile che era derivata dallo stato di pericolo creatosi (mai negando, si badi, la insussistenza dello stato di pericolo e la conseguente intrinseca illegittimità del provvedimento che inibiva la frequentazione dell'area, come peraltro lucidamente colto dalla Sezione in sede cautelare).Anche nella memoria di replica in ultimo depositata, l'appellante fa presente (pag. 9) di lamentare "l'intero pregiudizio derivante dagli smottamenti di terreno causati dalla cattiva manutenzione del fondo di proprietà comunale sia per i danni strutturali subiti dal proprio immobile sia per la impossibilità di potere locare lo stesso". Come è agevole riscontrare, non si è ipotizzata una responsabilità da provvedimento, o da omessa adozione di provvedimento, o da comportamento concludente rispetto ad attività provvedimentale, ma una causazione di danno ascrivibile all'amministrazione comunale in quanto proprietaria dell'area ove si originò lo smottamento (né più e ne meno di ciò che sarebbe accaduto laddove il proprietario di detta area fosse stato un privato).Il petitum proposto, quindi, rientra nella giurisdizione del giudice ordinario, e ad analoghe conclusioni si deve pervenire... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ove il titolo causale della asserita responsabilità dell'amministrazione proprietaria dell'area è stato ravvisato in una negligente condotta manutentiva ovvero nell'omesso apprestamento delle precauzioni necessarie ad evitare le conseguenze della frana.Anche il danno derivante dalla perdita di disponibilità dell'immobile è ricollegabile al detto evento naturale e non è stato prospettato in via autonoma, posto che l'appellante non ha censurato i provvedimenti di inibizione all'area a fini cautelativi in quanto affetti da vizi propri (considerandoli, evidentemente, in parte qua quali atti dovuti a fronte del pericolo effettivamente creatosi né ha ipotizzato la insussistenza delle condizioni per disporre la detta "messa in sicurezza delle aree) ma si è lamentata unicamente della circostanza che gli oneri di ripristino e messa in sicurezza erano stati alla stessa direttamente imposti. 3.2. Rammenta il Collegio che la condivisibile giurisprudenza della Corte regolatrice della giurisdizione ha ritenuto in un caso analogo (Cassazione civile , sez. un., 20 ottobre 2006 , n. 22521) che "a seguito della sentenza della Corte cost. n. 204 del 2004 l'inosservanza da parte della p.a., nella sistemazione e manutenzione di una strada (così... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ni suolo pubblico), delle regole tecniche, ovvero dei comuni canoni di diligenza e prudenza, può essere denunciata dal privato davanti al g.o., sia quando tenda a conseguire la condanna ad un "facere", sia quando abbia per oggetto la richiesta del risarcimento del danno patrimoniale, giacché una siffatta domanda non investe scelte ed atti autoritativi dell'Amministrazione, bensì un'attività materiale soggetta al rispetto del principio generale del "neminem laedere": nella specie, alla stregua dell'enunciato principio, le S.U., risolvendo un conflitto reale negativo di giurisdizione, hanno affermato la sussistenza della giurisdizione del g.o. in relazione alla cognizione di una domanda di risarcimento danni proposta da privati in ordine agli effetti materiali negativi di cui aveva risentito la loro proprietà in dipendenza di una frana originantesi da un terrapieno posto a confine e realizzato, su suolo pubblico, per il deposito di rifiuti e materiali di riporto, così incentrando il loro "petitum" unicamente sulla condotta dell'ente pubblico, di cui si contestava la liceità, proprio in quanto si assumeva che il danno al loro patrimonio costituiva conseguenza del comportamento omissivo e colposamente ine... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...une convenuto, che non aveva provveduto al risanamento statico di detto terrapieno (Cassazione civile , sez. un., 20 ottobre 2006 , n. 22521).»

Sintesi: Ricorre la giurisdizione del G.O. sulla domanda promossa dal privato contro la P.A. per il risarcimento dei danni conseguenti dal distacco di un muretto di contenimento di un costone roccioso posto alle spalle del fabbricato ove era ubicata la propria abitazione: in questo caso, infatti, viene ddebitata alla P.A. la cattiva gestione e l'omessa manutenzione di un proprio bene, in violazione delle disposizioni di legge e di regolamento, nonché delle generali norme di prudenza e diligenza, imposte dal precetto del neminem laedere a tutela dell' incolumità dei cittadini e dell' integrità del loro patrimonio.

Estratto: «L'attuale ricorrente prospetta la domanda di risarcimento danni quale conseguenza di un danno alla salute alla stessa causato dall'inosservanza, da parte della P.A., dei comuni canoni di diligenza e prudenza, integranti il precetto di cui all'art. 2043 cod. civ., in applicazione dei quali la P.A. è tenuta a far sì che i beni pubblici non costituiscano fonte di danno per il privato.Ha, infatti, dedotto che il distacco di un muretto di c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... di un costone roccioso posto alle spalle del fabbricato ove era ubicata la propria abitazione, aveva reso precaria la staticità dell' appartamento abitato dall'attrice, imponendole, con provvedimento sindacale, l'immediato sgombero, per consentire al Comune gli interventi necessari. Al fine di ovviare al danno così procurato alla M., il Comune le aveva procurato temporaneamente altra sistemazione abitativa, protrattasi, peraltro, per circa undici anni; ma le carenze igienico-sanitarie della nuova abitazione avevano causato serie infermità all'attuale ricorrente. Nel caso in esame, quindi, non è prospettata la lesione del diritto della parte quale effetto di un comportamento materiale, espressione di poteri autoritativi, in conseguenza di atti posti in essere dall'ente pubblico di cui venga denunciata l'illegittimità, in materie riservate alla giurisdizione esclusiva dei giudici amministrativi (come quella della gestione del territorio; cfr. Cass. sez. un. n. 27187 del 2007), ma è addebitata alla P.A. la cattiva gestione e l'omessa manutenzione di un proprio bene, in violazione delle disposizioni di legge e di regolamento, nonché delle generali norme di prudenza e diligenza, imposte dal precetto del neminem laedere a tutela dell' ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...grave; dei cittadini e dell' integrità del loro patrimonio. Le Sezioni Unite hanno ripetutamente affermato - ed a tale principio consolidato va data continuità - che, in caso di inosservanza da parte della pubblica amministrazione, nella sistemazione e manutenzione di aree o beni pubblici (delle regole tecniche, ovvero) dei comuni canoni di diligenza e prudenza, ricorre la giurisdizione del giudice ordinario. E ciò perché anche la manutenzione di tali beni pubblici deve adeguarsi alle regole di comune prudenza e diligenza, prima fra tutte quelli del neminem laedere di cui all' art. 2043 cod. civ., in applicazione del quale la pubblica amministrazione è tenuta a far sì che il bene pubblico non sia fonte di danno per il privato ( Sez. Un. ord., 22 dicembre 2010, n. 25982; Sez. Un. ord. 20 marzo 2008, n. 7442; Sez. Un. 20 ottobre 2006, n. 22521; Sez. Un. 28 novembre 2005, n. 25036 ).»

Sintesi: In tema di sistemazione e manutenzione di aree o beni pubblici, sussiste la giurisdizione del giudice ordinario in quanto anche la manutenzione di detti beni deve adeguarsi alle regole di comune prudenza e diligenza, prima fra tutte quella del neminem laedere di cui all'art. 2043 cod. civ., in applicazione delle quali la PA &eg... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a a far si che il bene pubblico non sia fonte di danno per il privato, e senza poter invocare la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo in materia urbanistica.

Estratto: «In riferimento all'eccezione di difetto di giurisdizione ex art. 34 D.lgs. n. 80/1998 deve precisarsi che con una recentissima decisione (Cass. Sezioni Unite, 9.11 - 22.12.2010, n. 25982) il giudice nomofilattico ha ribadito che, in tema di sistemazione e manutenzione di aree o beni pubblici, sussiste la giurisdizione del giudice ordinario in quanto anche la manutenzione di detti beni deve adeguarsi alle regole di comune prudenza e diligenza, prima fra tutte quella del neminem laedere di cui all'art. 2043 cod. civ., in applicazione delle quali la PA è tenuta a far si che il bene pubblico non sia fonte di danno per il privato. Né vale in tal caso invocare la giurisdizione esclusiva introdotta nella materia urbanistica dall'art. 34 D.Lgs. n. 80/1998 (nel testo sostituito dalla L. n. 205/2000) perché il dato normativo ivi contenuto rimanda ad attività che esprimano l'esercizio del potere amministrativo nella forma tipica degli atti o provvedimenti attraverso i quali si esterna l'attività amministrativa ovvero attraverso comportamenti che per&o... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...no essere ancorati, sia pure "mediatamente", all'esercizio di un potere amministrativo. Sicché allorquando si tratti di comportamenti (positivi od omissivi), meramente materiali, che non risultano espressione di una volontà provvedimentale, né alla stessa comunque collegabili, detti comportamenti, pur se implicanti un uso del territorio, non sono riconducibili alla materia urbanistica (in tal senso cfr. anche Cass. Sezioni Unite, n. 9139/2003 e Corte Cost. n. 191/2006).»

GIUDIZIO --> GIURISDIZIONE E COMPETENZA --> DANNO DA INTECLUSIONE

Sintesi: Alla luce della sentenza della Corte Cost. n. 191/2006, appartiene alla giurisdizione del GA la domanda relativa al riconoscimento del danno derivante da un comportamento omissivo della P.A. che non avrebbe consentito l'accesso al fondo intercluso nelle more dell'esecuzione dei lavori per la realizzazione dell'opera pubblica sul limitrofo fondo oggetto di esproprio, essendosi la condotta omissiva consumata nell'ambito di un procedimento espropriativo.

Estratto: «Preliminarmente, si deve pronunciare sulla questione di giurisdizione.Nella fattispecie, sussiste la giurisdizione del Giudice amministrat... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...omanda di condanna al risarcimento dei danni.Giova rammentare, al riguardo, che la Corte Costituzionale, con sentenza 11 maggio 2006 n. 191, è intervenuta sul tema del riparto, nella materia delle espropriazioni, per esaminare il D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 (recante il testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità), in tema di devoluzione alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo ed ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 53, comma 1, del D. L.gvo 8 giugno 2001, n. 325 (trasfuso nel D.P.R. n. 327 del 2001), nella parte in cui, devolvendo alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo le controversie relative a "i comportamenti delle pubbliche amministrazioni e dei soggetti ad esse equiparati", non esclude i comportamenti non riconducibili, nemmeno mediatamente, all'esercizio di un pubblico potere.Nella fattispecie, il danno lamentato deriva da un comportamento omissivo della P.A. che non avrebbe consentito l'accesso al fondo intercluso nelle more dell'esecuzione dei lavori per la realizzazione dell'opera pubblica sul limitrofo fondo oggetto di esproprio. La condotta omissiva si è consumata, dunque, nell'ambito di un procedimento espropriativ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ato dal diritto pubblico, per cui deve ritenersi che il comportamento dannoso sia riconducibile, seppur mediatamente, all'esercizio di un pubblico potere.Esula, invece, dalla giurisdizione amministrativa, per spettare a quella dell'A.G.O., il capo della domanda relativo al riconoscimento, in alternativa al risarcimento del danno, dell'indennità di cui all'art. 44 del DPR n. 327/01, in relazione alla quale, infatti, continua a valere a tutti gli effetti, senza che possano ipotizzarsi effetti di assorbimento per la concentrazione del giudizio, la riserva al giudice ordinario disposta dall'art. 53, comma 3, del D.P.R. n. 327 del 2001 ("Resta ferma la giurisdizione del giudice ordinario per le controversie riguardanti la determinazione e la corresponsione delle indennità in conseguenza dell'adozione di atti di natura espropriativa o ablativa").»



 
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