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Mutamento del titolo della pretesa nei casi di acquisizione sanante: giurisdizione e competenza


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titolo:GIURISDIZIONE E COMPETENZA GIURISDIZIONALE nell’ambito del governo del territorio
anno:2016
pagine: 3023 in formato A4, equivalenti a 5139 pagine in formato libro
formato: pdf  
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Sintesi: Il mutamento del titolo formale della pretesa (avanzata correttamente con ricorso avanti al g.a.), da risarcitorio a indennitario, nel caso di specie per effetto dell'applicabilità dell'art. 42 DPR 327/2001 in sostituzione dell'art. 43 dichiarato incostituzionale, non osta all’applicazione dell’art. 5 c.p.c., avuto riguardo sia alla necessità di qualificare l’azione (art. 32 c.p.a.) come sostanzialmente rivolta a ottenere il dovuto ristoro economico a seguito della privazione della proprietà del bene, sia all’irrilevanza dei mutamenti di fatto e di diritto successivi alla proposizione della domanda ai fini del radicamento della giurisdizione.

Estratto: «4. Va anzitutto esaminata l’eccezione di difetto di giurisdizione formulata dalla difesa del Comune di Montalto di Castro e della controinteressata costituita.L’eccezione si fonda (in sintesi) sulle seguenti considerazioni:- il ricorrente non ha censurato in questa sede l’acquisizione dell’immobile, la quale è stata disposta ex art. 43 del D.P.R. n. 327/2001 a seguito della scadenza del periodo di occupazione legittima e della mancata conclusione del procedimento espropriativo;- la sopravvenuta declaratoria di incostituzionalità d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... articolo 43 (di cui alla sentenza Corte cost. n. 293/2010) non incide su detta acquisizione, trattandosi di un rapporto esaurito per questo aspetto;- il thema decidendum del presente giudizio è quindi circoscritto alla questione del maggiore giusto indennizzo, non potendosi rimettere in discussione la spettanza alla P.A. della proprietà del bene (considerate inoltre sia l’implicita rinuncia da parte del ricorrente alla restituzione del bene in natura, sia l’avvenuta usucapione ventennale da parte dell’Amministrazione, a decorrere dalla trasformazione irreversibile del bene);- detta questione andrebbe quindi attribuita al giudice ordinario alla stregua dell’art. 133, comma 1, lettera g) cod. proc. amm..4.1 Ad avviso del Collegio, va anzitutto rilevato che nella specie è vero che l’effetto acquisitivo della proprietà a favore del Comune di Montalto di Castro si è ormai consolidato ed esaurito, non essendo stato impugnato, per questo aspetto, il relativo provvedimento. Pertanto, ciò impedisce che a questo riguardo venga in rilievo la sopravvenuta declaratoria di incostituzionalità dell’art. 43 del D.P.R. n. 327/2001.Ma il provvedimento è stato comunque impugnato e censurato nella parte relativa alla liquid... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...danno.Per definire il giudizio sul punto, tuttavia, non è più possibile applicare il richiamato art. 43 del testo unico degli espropri, dichiarato incostituzionale. Occorre quindi rifarsi al nuovo art. 42 - bis, che ha sostituito la precedente normativa: e infatti il relativo comma 8 ne afferma coerentemente l’applicabilità ai fatti anteriori; mentre l’intervenuto consolidamento degli effetti giuridici della disposta acquisizione rende superflua un’ulteriore attività valutativa della p.a. al riguardo, ai fini dell’adozione di un nuovo provvedimento o di un accordo di cessione col privato (attività che il medesimo comma richiede espressamente - e comprensibilmente - con riferimento al caso in cui vi sia già stato un provvedimento di acquisizione successivamente ritirato o annullato).Ora, il Collegio ben conosce la giurisprudenza secondo cui, a seguito dell’entrata in vigore del richiamato art. 42 - bis del D.P.R. n. 327/2001, le questioni inerenti alla congruità dell'indennizzo fissato nel decreto di acquisizione non possono costituire oggetto di giudizio innanzi al giudice amministrativo, risultando esse sottoposte alla giurisdizione del g.o., ai sensi dell'art. 133 comma 1 lett. g) cod.proc. amm., dovendo le stess... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...condotte alle ipotesi - ivi previste - di determinazione e di corresponsione delle indennità in conseguenza dell'adozione di atti di natura espropriativa o ablativa, dato che il legislatore, infatti, dopo la caducazione dell'art. 43 del t.u. approvato con d.P.R. 327 del 2001 ha correlato l'adozione del provvedimento di acquisizione sanante dell'immobile non più a una misura risarcitoria ma indennitaria, con conseguente sussistenza al riguardo della giurisdizione ordinaria (cfr. da ultimo Consiglio di Stato, sez. IV, 29 agosto 2013, n. 4318).Ma nella specie occorre fare applicazione della perpetuatio jurisdictionis, disciplinata dall’art. 5 c.p.c., sulla base delle seguenti considerazioni:a) il ricorso è stato correttamente incardinato innanzi al giudice amministrativo, avuto riguardo al petitum sostanziale azionato in giudizio, dato che la giurisdizione sulle pretese risarcitorie in caso di occupazione sine titulo, nelle ipotesi in cui non manchi la dichiarazione di pubblica utilità, è stata ritenuta spettare al giudice amministrativo (cfr. ad es., di recente, Consiglio di Stato, sez. IV,  10 giugno 2013,  n. 3167);b) il mutamento del titolo formale della pretesa (da risarcitorio - come correttamente va qualificato, al di là del nome... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...perato, l’oggetto della domanda originariamente proposta - a indennitario) non osta all’applicazione dell’art. 5 c.p.c., avuto riguardo sia alla necessità di qualificare l’azione (art. 32 c.p.a.) come sostanzialmente rivolta a ottenere il dovuto ristoro economico a seguito della privazione della proprietà del bene, sia all’irrilevanza dei mutamenti di fatto e di diritto successivi alla proposizione della domanda ai fini del radicamento della giurisdizione (mentre per converso lo jus superveniens rimane applicabile proprio ai fini della trattazione della domanda nel merito, senza che ciò configuri violazione del principio di corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato: Cass. Civ., sez. I, 15 ottobre 2002, n. 14664);c) neppure osta a tanto il noto orientamento giurisprudenziale in base al quale non è applicabile l’art. 5 c.p.c. qualora la norma originariamente vigente sia venuta meno per declaratoria di incostituzionalità, in quanto anche indipendentemente da detta norma la giurisdizione amministrativa esclusiva sul ricorso andava ritenuta sussistente ab origine per la ragione indicata al precedente punto a).Conseguentemente l’eccezione di difetto di giurisdizione deve essere respinta.»



 
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