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Giurisdizione nei casi di distanze tra le costruzioni e di inerzia della P.A. (art.133 lett. F Cod. Proc. Amm.)


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titolo:GIURISDIZIONE E COMPETENZA GIURISDIZIONALE nell’ambito del governo del territorio
anno:2016
pagine: 3023 in formato A4, equivalenti a 5139 pagine in formato libro
formato: pdf  
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GIUDIZIO --> GIURISDIZIONE E COMPETENZA --> ART. 133 LETT. F) C.P.A. --> DISTANZE TRA COSTRUZIONI

Sintesi: I proprietari di fabbricati vicini possono chiedere il rispetto delle norme che prescrivono distanze tra le costruzioni innanzi al giudice ordinario, allorquando la controversia sia instaurata nei soli confronti di altri soggetti privati, vertendosi in tal caso su questioni di diritto soggettivo, ovvero innanzi al giudice amministrativo quando sia contestata la legittimità del titolo abilitativo rilasciato in violazione delle norme sulle distanze, vertendosi in tal caso in tema di interessi legittimi.


Estratto: «2.Va anzitutto rilevato che in via di principio i proprietari di fabbricati vicini possono chiedere il rispetto delle norme che prescrivono distanze tra le costruzioni innanzi al giudice ordinario, allorquando la controversia sia instaurata nei soli confronti di altri soggetti privati, vertendosi in tal caso su questioni di diritto soggettivo, ovvero innanzi al giudice amministrativo quando sia contestata la legittimità del titolo abilitativo rilasciato in violazione delle norme sulle distanze, vertendosi in tal caso in tema di interessi legittimi. (cfr.Consiglio Stato , sez. IV, 16 novembre 2007 , n. ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...to che la Corte di appello di Bari (con sentenza, peraltro,impugnata per Cassazione), abbia dichiarato illegittimo il fabbricato del Romano, per violazione delle distanze, non ha pertanto rilievo determinante nel presente giudizio, sia perché la sentenza non è passata in giudicato, e sia, soprattutto perché la vicenda contenziosa portata alla cognizione del giudice ordinario riguarda comportamenti di privati e non pregiudica la questione pubblicistica circa la legittimità della concessione e della autorizzazione a suo tempo rilasciate dal Comune di Gioia del Colle al signor Romano.»

Sintesi: In caso di violazione della distanza dalle pareti finestrate, appartiene al giudice amministrativo la giurisdizione sulla controversia insorta tra il privato e l'Amministrazione, per avere il primo impugnato il titolo abilitativo al fine di ottenerne l'annullamento nei confronti della seconda.

Estratto: «III – Il termine decadenziale per l'impugnazione non decorre dalla data della concessione edilizia, bensì dalla data in cui la parte interessata ha acquisito piena consapevolezza del carattere lesivo del provvedimento. Nella specie, la conoscenza del fatto lesivo è riconducibile al momento in cui... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nte ha scoperto che il vicino controinteressato aveva realizzato un muro a distanza inferiore ai dieci metri da una parete finestrata della casa del ricorrente medesimo. Il termine decadenziale decorre, dunque, dalla emersione del fatto lesivo, non già dall'effettiva conoscenza acquisita della concessione (cfr.: T.A.R. Catania I, 28.1.2009 n. 192; T.A.R. Bari II, 11.8.2008 n. 1931). Pertanto, il ricorso non è tardivo, bensì tempestivo.IV - Trattandosi di controversia insorta tra il privato e l'Amministrazione, per avere il primo impugnato il titolo abilitativo al fine di ottenerne l'annullamento nei confronti della seconda, la giurisdizione appartiene al giudice amministrativo. Ciò anche in considerazione del fatto che la questione controversa attiene alla legittimità del titolo abilitativo, rilasciato in difformità dalla legge (cfr.: T.A.R. Napoli VIII, 18.11.2009 n. 7635). Il ricorso è pertanto ammissibile, sotto il profilo della giurisdizione (cfr.: Cass. Civile S.U., 4.10.1996 n. 8688).»

Sintesi: La controversia in cui è dedotta l'illegittimità del permesso di costruire in sanatoria per violazione delle distanze legali attiene al rapporto pubblicistico con l'amministrazione comunale, e vie... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... al fine di tutelare una posizione di interesse legittimo: di conseguenza, la giurisdizione è del G.A..

Estratto: «3.2. Va considerato, ad abundantiam, che il ricorso si presenta meritevole di accoglimento anche per un ulteriore aspetto, afferente la sussistenza, al momento della presentazione dell'istanza di concessione in sanatoria, dell'apertura di un vano porta nel fabbricato di proprietà delle odierne ricorrenti.Va preliminarmente respinto l'assunto del Comune di Petrosino, nella parte in cui eccepisce la sussistenza, quanto al rispetto delle distanze, della giurisdizione del giudice ordinario, atteso che, nella specie, è stata impugnata la concessione edilizia, di cui si assume l'illegittimità, tra l'altro, per violazione delle norme sulle distanze legali: trattasi, quindi, di controversia che non inerisce ad un rapporto di natura privatistica fra proprietari confinanti, concernente i relativi diritti soggettivi, ma attiene al rapporto pubblicistico con l'amministrazione comunale, e viene azionata al fine di tutelare una posizione di interesse legittimo (Consiglio di Stato, Sez. VI, 13 giugno 2008, n. 2954; T.A.R. Puglia, Lecce, sez. III, 3 gennaio 2008, n. 2; T.A.R. Campania, Salerno, Sez. II, 22 aprile 2005, n. 665).Ci... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...emesso, va osservato, sul punto, che l'art. 34 delle norme di attuazione del Piano Comprensoriale ha stabilito, al punto 1.4, che il distacco fra pareti finestrate va fissato in ml 10.La norma di attuazione si pone in linea con le norme in tema di distanza fra edifici contenute nel d.m. 2 aprile 1968 n. 1444, le quali, per costante orientamento giurisprudenziale, sono qualificate come norme di ordine pubblico, con carattere inderogabile, poste a garanzia della salubrità dell'assetto urbanistico (ex plurimis: Consiglio di Stato, sez. IV, 5 dicembre 2005, n. 6909; 12 luglio 2002, n. 3929).Ora, anche dalla visione della tavola 4 allegata al progetto redatto dal tecnico dei controinteressati, si evince che la distanza tra il fabbricato, oggetto di eventuale sanatoria, e la parete, indicata come "parete non finestrata", è pari a ml 9.10; tale dato risulta, peraltro, evincibile anche dalla rappresentazione dei fatti offerta al Collegio dalla resistente Amministrazione, con riferimento agli esiti del sopralluogo effettuato in data 03.08.2004 (cfr. memoria di costituzione nel ricorso n. 2073/2005).Quindi, detta circostanza era certamente nota al Comune di Petrosino, non solo per l'iter procedurale sviluppatosi a seguito della presentazione, da parte delle ricorrenti, dell'... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...autorizzazione all'apertura di tale varco; ma anche in virtù dell'ordinanza cautelare n. 1902/2004 emessa da questa Sezione, di sospensione degli effetti dell'ordinanza n. 2/2004.Quindi, a prescindere dall'esito del giudizio promosso dalle ricorrenti avverso il diniego di autorizzazione in sanatoria, stante la misura cautelare interinalmente disposta, la parete finestrata era esistente e di questa la P.A. procedente non avrebbe potuto non tenere conto, al rilevante fine del rispetto delle distanze fra gli edifici.Sul punto, il Collegio ritiene di aderire a quell'orientamento del giudice di appello, secondo cui l'accertamento del rispetto delle distanze va effettuato sulla base dell'effettivo stato dei fatti e dei luoghi, a prescindere, pertanto, dalla legittimità della costruzione, rispetto alla quale deve essere verificata la permanenza della distanza minima, proprio a tutela di quell'interesse pubblico alla salubrità degli assetti urbanistici, al quale non è possibile derogare (C.g.a., 12 novembre 2008, n. 930; Consiglio di Stato, Sez. VI, 30 dicembre 2006, n. 8262).»

Sintesi: La controversia derivante dall'impugnazione di un permesso di costruire da parte del vicino che lamenti la violazione delle distanze legali costituisce... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a non già tra privati, ma tra privato e pubblica amministrazione, nella quale la posizione del primo si atteggia a interesse legittimo, con conseguente spettanza della giurisdizione al giudice amministrativo.

Estratto: «Tutto ciò premesso, col primo motivo dell'appello della Edil 2C Costruzioni S.r.l. si afferma il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, in quanto la presente controversia atterrebbe a una disputa tra privati in ordine al rispetto delle distanze tra proprietà e, quindi, a diritti soggettivi.Il motivo è infondato.Infatti, costituisce principio giurisprudenziale pacifico che la controversia derivante dall'impugnazione di un permesso di costruire da parte del vicino che lamenti la violazione delle distanze legali costituisce una disputa non già tra privati, ma tra privato e pubblica amministrazione, nella quale la posizione del primo si atteggia a interesse legittimo, con conseguente spettanza della giurisdizione al giudice amministrativo (cfr. Cass. civ., sez. un., 10 giugno 2004, nr. 11023; Cons. Stato, sez. V, 28 giugno 2004, nr. 4759; id. 13 gennaio 2004, nr. 46).»

GIUDIZIO --> GIURISDIZIONE E COMPETENZA --> ART. 133 LETT. F) C.P.A. --> INERZIA DELLA PA
... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...Sintesi: In materia di urbanistica ed edilizia la posizione di diritto o interesse della parte ricorrente risulta comunque connessa all'esercizio di un potere amministrativo tipico, non essendo sufficiente, ai fini di radicare la giurisdizione del giudice ordinario, che tale esercizio si connoti come mera inerzia nell'evasione di una istanza di concessione edilizia.

Sintesi: Non vale a radicare la lite risarcitoria di fronte al giudice ordinario la circostanza che quest'ultima venga proposta in dipendenza di una inerzia della P.A. mantenuta a fronte di un obbligo giuridico a provvedere in materia di urbanistica e di edilizia.

Estratto: «I) Va preliminarmente esaminata la pregiudiziale eccezione di difetto di giurisdizione sollevata dalla difesa del Comune di Acireale.Secondo tale tesi (che si richiama alla pronuncia nr. 1207 del 23 gennaio 2006, delle SSUU Civili della Corte di Cassazione), la cognizione sulla lite spetterebbe al g.o., in quanto, relativamente alla domanda di risarcimento, si farebbero valere posizioni di diritto soggettivo puro.L'eccezione va respinta, e va dichiarata la sussistenza della giurisdizione del giudice amministrativo sulla lite introdotta con l'odierno gravame.Vertendosi in materia di urbanistica ed edi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...data alla cognizione esclusiva del g.a. a mente dell'art. 34 del Dlgs 80/98, la posizione di diritto o interesse della parte ricorrente risulta comunque connessa all'esercizio di un potere amministrativo tipico, ossia quello afferente il governo del territorio, non essendo sufficiente (ai fini di radicare la giurisdizione del giudice ordinario) che tale esercizio si sia connotato, nella fattispecie in esame, come mera inerzia nell'evasione di una istanza di concessione edilizia. In altri termini, non vale a radicare la lite risarcitoria di fronte al giudice ordinario la circostanza che quest'ultima venga proposta in dipendenza di una inerzia della P.A. mantenuta a fronte di un obbligo giuridico a provvedere in materia di urbanistica e di edilizia, perché la condicio "sine qua non" dell'evento lesivo, nella prospettazione della parte ricorrente, e' chiaramente riconducibile alla sussistenza di un interesse legittimo a contenuto pretensivo che è connesso in via immediata e diretta alla causa tipica del potere amministrativo, la cui cognizione è ascritta alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.»



 
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